Riportiamo di seguito il notiziario della nostra federazione FLP n. 9 del 3 marzo 2025, che reca chiarimenti e approfondimenti rispetto alla lettura delle nostre buste paga, e alle voci che modificano significativamente il quadro delle nostre buste paga.. Chiarimenti utilissimi alla luce delle difficoltà di lettura che hanno portato molti dei nostri lettori a chiedere spiegazioni sulla materia.
“Da qualche giorno sono visibili sul sito NOI PA gli importi netti delle retribuzioni del personale del comparto Funzioni centrali del mese di marzo 2025.
Considerato che non sono invece ancora disponibili gli statini, e a fronte delle richieste pervenute in queste ore, riteniamo necessario fornire alcuni primi chiarimenti.
Preliminarmente occorre precisare che, non essendo disponibile la distinta delle singole voci retributive, le indicazioni fornite sono a carattere generale, in quanto potrebbero essere suscettibili di possibili variazioni derivanti anche dalle singole posizioni del personale.
QUANDO PERCEPIREMO GLI ARRETRATI DEL CCNL?
Così come comunicato da NOI PA,saranno erogati con una specifica emissione speciale, aggiuntiva allo statino, che sarà predisposta nel mese di marzo, a differenza di quanto in un primo momento indicato, che prevedeva l’aggiornamento degli stipendi e l’erogazione degli arretrati entro il mese di febbraio 2025.
PERCHE’ SI DICE CHE GLI ARRETRATI SARANNO CALCOLATI SOLAMENTE PER IL 2024?
Perché a fine 2023 è entrata in vigore una norma che ha disposto la rivalutazione dell’Indennità di Vacanza Contrattuale per un valore incrementale pari a 6,7 volte lo 0,5 % previsto dalla normativa vigente. Per effetto di tale norma, a differenza di quanto avvenuto nel passato, sul cedolino di stipendio di dicembre 2023 è stato erogato già una parte dell’incremento contrattuale 2022-2024.
PERCHE’ SUL CEDOLINO DI MARZO LEGGO CHE PERCEPIRO’
UN IMPORTO NETTO MINORE DI QUELLO DI FEBBRAIO?
Sullo stipendio di febbraio erano presenti 3 voci:
VACANZA CONTRATTUALE (lo 0,5% previsto dalla normativa vigente);
ANTICIPO RINNOVO CCNL 2022-2024 (lo 0,5% moltiplicato per 6,7 volte previsto dalla norma vigente);
RIMBORSO CONGUAGLIO FISCALE (a debito o a credito, dipende dalla situazione personale).
Sullo stipendio di marzo saranno presenti:
INCREMENTO CONTRATTUALE A REGIME DEL 6% che comprenderà l’indennità di vacanza contrattuale e l’anticipo rinnovo CCNL. (ricordiamo che l’aumento complessivo a regime sarà maggiore rispetto al 3,78% del triennio 2016-2018 e al 4,08% del triennio 2019-2021);
ADDIZIONALE REG. IRPEF
ADDIZIONALE COMUNALE (SALDO E/O ACCONTO)
Sullo stipendio di marzo non è più presente invece:
l’importo relativo al cd. “ESONERO CONTRIBUTIVO”. Nel 2024, i lavoratori beneficiavano di un taglio del cuneo contributivo del 6 o 7%, una misura che alleggeriva il peso delle trattenute previdenziali, aumentando così il netto in busta paga. Questo beneficio, che era stato introdotto con il Decreto Lavoro del 1° maggio 2023 per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, non è stato rinnovato per il 2025, portando a un incremento delle trattenute previdenziali a carico del dipendente;
non risulta ancora l’importo relativo al cd. “EROGAZIONE DEL CUNEO FISCALE”, un nuovo e diverso beneficio fiscale che dovrebbe mitigare l’effetto della soppressione del cuneo contributivo. L’assenza momentanea di questo beneficio fiscale ha un impatto diretto sul reddito netto percepito. Ricordiamo però che tale misura dovrà essere applicata comunque nel corso dell’anno e decorre dal mese di gennaio 2025, pertanto si stanno maturando già arretrati anche per questa voce.
AUMENTO DELLE INDENNITÀ DI AMMINISTRAZIONE
sempre con emissione speciale del mese di marzo, NOI PA ha comunicato che avverrà il pagamento delle somme spettanti a titolo di aumento delle indennità di amministrazione disposte con il DPCM pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 gennaio 2025.
***
Pertanto bisognerà attendere quanto meno i cedolini dei prossimi mesi di aprile e maggio per poter “leggere” le variazioni intervenute a seguito dell’entrata in vigore del nuovo CCNL e le altre misure governative, indipendenti dal rinnovo contrattuale.
Al momento quindi è indubbio che sullo stipendio di marzo incideranno negativamente le variabili sopra rappresentate. Cosa che chiaramente riduce l’effetto dell’incremento contrattuale nella somma complessiva netta percepita dal personale, questione non risolvibile in sede di sottoscrizione del CCNL in quanto riserva di legge, ma che rende sempre più inaccettabile il peso fiscale gravante sul reddito da lavoro dipendente, che nel settore pubblico è ancora maggiore per l’assenza di politiche di defiscalizzazione del salario di produttività e dello straordinario.
La Segreteria Generale FLP
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 69 del 13 novembre 2023 –
DDL di Bilancio
Come preannunciato nel Notdif 68 del 10.11.2023, che recava le valutazioni di FLP in merito ai contenuti del Disegno di Legge (DDL) sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il triennio 2024-2026 (Atto Senato n. 926), con particolare riguardo alle misure adottate sul Pubblico Impiego, vediamo ora più specificamente le misure adottate per il Settore della Difesa.
La manovra da 24 miliardi di euro è sostenuta per un terzo da una nuova spending review sulle Amministrazioni Centrali, e attinge ancora una volta a man bassa dalla Difesa.
Per tutti è confermato il taglio del cuneo contributivo già in essere dal 1 luglio 2023, e sono ridotte a 3 le aliquote IRPEF, finanziate fino a tutto il 2024.
Accantonati per i rinnovi contrattuali di tutto il personale pubblico 7,5 miliardi di euro (comprensivi degli anticipi previsti dal DL 18.10.2023, n. 145): una cifra lontanissima dai 31 miliardi valutati dagli vertici della P.A. come utili ad un rinnovo adeguato.
Le disposizioni relative al Ministero della Difesa, come vedremo, si collocano nel solco della riforma Di Paola del 2012 con una nuova spending review, esasperandone ulteriormente gli effetti su un Ministero, già stremato dalla massiccia ristrutturazione in atto dal 2012 non ancora conclusa. Vediamo le voci di interesse, in ordine di articolo:
Misure per la prosecuzione del concorso delle Forze Armate nel controllo del territorio e per il potenziamento e l’ammodernamento di mezzi, sistemi e dispositivi per la sicurezza (Art. 65-Strade sicure – Stazioni sicure): è prorogato fino al 31.12.2024 l’impiego di un contingente di 000 unità di personale delle F.A. (1000 in più dell’anno precedente, pagati con un’indennità onnicomprensiva pari all’indennità di ordine pubblico riconosciuta alle Forze di polizia, e con un incremento del monte ore pro-capite di straordinario da 47 a 55 ore mensili). La spesa complessiva per l’anno 2024 è di €. 190.899.776 per l’operazione “Strade sicure” e di €. 34.171.409 per il programma “Stazioni sicure”.
Rifinanziamento della European Peace Facility e del NATO Innovation Found (Art. 69) Il contributo allo Strumento europeo per la pace è incrementato di circa 203 milioni di euro per l’anno 2024, 259 milioni di euro per l’anno 2025, 266 milioni di euro per l’anno 2026 e 275 milioni di euro per l’anno 2027.
Guerra in Ucraina (Art. 70) Al fine del proseguimento delle attività connesse allo stato di emergenza, relativo all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza, nel territorio nazionale, alla popolazione ucraina in conseguenza della grave crisi internazionale in atto, è autorizzata la spesa di 300 milioni di euro per l’anno 2024.
Programma di mitigazione strutturale della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici (Art. 71) E’ istituita la Cabina di coordinamento delle politiche attive per la riduzione della vulnerabilità sismica degli edifici pubblici, composta da rappresentanti dei Ministeri interessati, fra cui la Difesa, cui non spettano emolumenti, compensi, gettoni di presenza o rimborsi comunque denominati.
Misure in materia di revisione della spesa (Art. 88) iprogrammi di spesa e le relative consegne del Ministero della difesa sono riprogrammati con una riduzione di 95 milioni di euro nel 2024, di 546,78 milioni di euro nel 2026 e di 245,63 milioni nel 2028 ed un aumento di 96,250 milioni di euro nel 2027 e 1.791,16 milioni nel 2029 in termini di indebitamento netto.(Vds tab. in all. 1)
Spese per elezioni – (Art. 91) Il MEF è autorizzato a provvedere al trasferimento delle somme occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche, amministrative e dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e per lo svolgimento dei referendum, dal programma «Fondi da assegnare per l’anno finanziario 2024, al MEF e ai ministeri della Giustizia, degli Affari Esteri, dell’Interno e della Difesa.
Capitanerie di Porto – (Art. 99) Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso il Ministero della difesa si applicano alla gestione dei fondi, delle infrastrutture e dei mezzi di pertinenza delle Capitanerie di
Personale militare ausiliario (Art. 101): Il numero max di ufficiali ausiliari da mantenere in servizio come forza media 2024 è:104 + 106 per l’Esercito ; 126 + 52 piloti + 60per la Marina; 85+ 37 piloti + 40 per l’Aeronautica; 200 per i CC;
Trasferimento FESI-FRD (Art. 101) : Il MEF è autorizzato ad apportare le variazioni compensative tra il fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali delle Forze armate e il fondo per la retribuzione della produttività (FRD) del personale civile del Ministero della difesa;
Variazioni compensative fra i capitoli di spesa (art. 101) Il Ministro della difesa è autorizzato, per l’anno finanziario 2024, ad apportare variazioni compensative tra i capitoli di spesa relativi ai fondi scorta.
Questi i punti di sostanziale interesse della Difesa, e come si può vedere, neanche un pensiero è rivolto alla drammatica situazione complessiva in cui versa il personale civile della Difesa, né tanto meno è stata inserita una norma che attui gli impegni assunti dall’attuale Ministro della difesa e finalizzi la riassegnazione e la stabilizzazione dei 21 milioni di euro che dal 2018 avevano sostenuto la performance organizzativa. Ne’ vi è menzione della quota annuale dei risparmi derivanti dalla ristrutturazione disposta dalla riforma Di Paola, da destinare al personale civile. NIENTE DI NIENTE!
E dopo i provvedimenti di separazione tra Segredifesa e Direzione Nazionale degli Armamenti promossi dal ministro Crosetto, che hanno portato alla previsione della eventualità di un Direttore Generale degli Armamenti estraneo all’A.D. ed alle sue dirette dipendenze, nessun altro segnale della sbandierata “valorizzazione del personale civile”. Solo spending review e fare cassa sono gli obbiettivi evidenti delle intenzioni di questo Governo, che ricadono sui colleghi indiscriminatamente alla fine di un percorso che ha visto sorgere nuove problematiche sul riconoscimento dei pagamenti dei corsi allievi operai, l’appesantimento massiccio del sistema di calcolo dei riscatti ai fini pensionistici, la eliminazione di fatto delle maggiorazioni per i lavori insalubri e per gli addetti ai polverifici, l’eliminazione pressoché definitiva della tassazione separata. È ancora peggio di quello che abbiamo vissuto col Governo tecnico di Monti, con la riforma Di Paola e la riforma Fornero, che nelle dichiarazioni di intento dovevano essere completamente rivisitate, e invece oggi vengono peggiorate proprio dalle forze politiche che le hanno più fortemente contestate.
Per ora è tutto. Fraterni saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
ALLEGATO
Notiziario FLP Difesa n, 68 del 10 novembre 2023 –
DDL di Bilancio
Riportiamo di seguito le valutazioni della nostra Federazione, contenuti nel notflp n. 26 del 06.11.2023, in merito ai contenuti del DDL di Bilancio per il 2024 relativi alla Pubblica Amministrazione.
Il DDL sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il triennio 2024-2626 sono approdati al Senato lunedì 30 ottobre u.s. e sono stati assegnati alla Commissione Bilancio (A.S. n. 926), che già da questa settimana avvierà le consuete audizioni e, a breve, fisserà il termine per la presentazione degli emendamenti.
Trattasi di una manovra finanziaria complessivamente pari a 24 miliardi di euro, dei quali i due terzi (e dunque 16) sono finanziati in deficit (accrescendo il nostro già corposo debito pubblico), e per il restante terzo (8) è finanziata da nuove entrate o risparmi di spesa, di cui la parte più cospicua è affidata a una spending review delle Amministrazioni Centrali.
Premesso che il DDL dispone la destinazione dei 24 miliardi disponibili per la manovra 2024 e opera le relative scelte, con uno specifico notiziario, il nostro Sindacato dei Pensionati ha illustrato già gli interventi e le misure per il 2024 in materia pensionistica, evidenziando come le scelte governative riducano ulteriormente le già ridotte possibilità di uscita anticipata dal lavoro e pesino per svariati miliardi, caricando così il sistema pensionistico, chiamato a far cassa, di un onere pesantissimo.
Con il presente Notiziario, rivolgiamo ora la nostra attenzione agli interventi e alle misure più importanti che interessano da vicino il lavoro dipendente, in particolare quello pubblico.
CONFERMA TAGLIO CUNEO CONTRIBUTIVO
Il DDL conferma l’esonero parziale contributivo per il lavoro dipendente e prevede 7 punti in meno per i redditi fino a 25mila euro e 6 punti in meno per i redditi fino a 35mila, con un di più medio in busta paga di circa 100 euro mensili lorde. La misura è già in essere da luglio scorso ma era stata finanziata solo per il 2023, e allora il DDL ne prolunga opportunamente la vita, limitandola però solo al 2024, il che significa che per gli anni a venire bisognerà reperire le risorse necessarie per tenerla in vita.
Una scelta in favore dei redditi medio-bassi, che apprezziamo molto, e che costa circa 10 dei 24 miliardi disponibili, ma che non farà crescere di un euro le retribuzioni 2024 dei 14 milioni di lavoratori interessati.
ACCORPAMENTO ALIQUOTE IRPEF
IL DDL prevede l’accorpamento delle prime due aliquote IRPEF al 23% per tutti i redditi fino a 28mila euro (attualmente, dai 15mila ai 28mila pari al 25%), e dunque per questa via molti lavoratori avranno qualche euro in più in busta paga (circa 100 lordi all’anno per un reddito di 20mila euro annui). Non molto, meglio di niente, anche se non possiamo far a meno di ricordare ben altre scelte in materia fiscale che favoriscono il lavoro autonomo (flat tax per gli autonomi e professionisti al 15% fino a 85mila euro). La misura costerà tra i 3 e i 4 miliardi, ma anche questa è finanziata solo per il 2024, dunque per gli anni a venire occorrerà reperire le risorse utili a rifinanziarla ulteriormente.
RINNOVI CONTRATTUALI PUBBLICO IMPIEGO
I contratti del pubblico impiego sono scaduti il 31 dicembre 2021, e dunque le retribuzioni dei lavoratori sono ancora quelle fissate a suo tempo. In questi due anni di mancato rinnovo dei contratti, gli incrementi stipendiali sono venuti dall’Indennità di Vacanza Contrattuale – IVC (0,50%, dunque pochi spiccioli) e poi anche dal “bonus” varato con la Legge di bilancio 2023 (1,5%, qualche spicciolo in più, ma sempre pochi), a fronte comunque di una inflazione a due cifre per diverso tempo che ha ridotto pesantemente il già magro potere di acquisto dei lavoratori pubblici.
Apprezzabile dunque, per noi, la scelta, già operata dall’Esecutivo, di attribuire ai dipendenti delle Amministrazioni statali, un “anticipo”, a valere sul 2024, di un importo pari a 6,7 volte l’IVC (dunque 0,5 x 6,7 = 3,35%). Lo dispone l’art.3 del DL 18.10.2023, n. 145, costa 2 miliardi, e verrà erogato in busta paga a dicembre p.v., il che offrirà un piccolo beneficio rispetto alle magre retribuzioni dei lavoratori, coprendo solo in parte la perdita di potere d’acquisto di questi anni. Dette somme, però, costituiscono solo un “anticipo”, che verrà riassorbito con i futuri aumenti.
Per i lavoratori pubblici non statali, saranno le rispettive AA.PP. a decidere utilizzando fondi propri.
La seconda scelta dell’Esecutivo in materia di rinnovi contrattuali, operata all’interno del DDL (Capo II, art. 10), è quella di destinarvi 3 miliardi per il 2024 e di ulteriori 5 dal 2025 (vds. Comma 1), risorse che dovrebbero consentire, a giudizio del Ministro, l’avvio della trattativa in sede ARAN a seguire rispetto alla direttiva madre e agli atti di indirizzo che dovrebbero arrivare a partire da gennaio, con priorità per i rinnovi del personale del comparto sicurezza e di quello della Sanità.
Il nostro Segretario Generale, Marco Carlomagno, ha espresso già l’avviso della nostra O.S. rispetto alle scelte del Governo (vds. Il Sole 24 ore del 20 ottobre u.s.): giudichiamo positivamente l’anticipo di dicembre, ma al contempo “del tutto insufficienti” le risorse sinora stanziate per i rinnovi contrattuali, atteso (lo ha detto lo stesso Ministro!) che per garantire un adeguato rinnovo contrattuale, a fronte di un IPCA (indice per i rinnovi) che sfiora il 18% nel triennio, servirebbero non meno di 31 miliardi di euro, mentre le risorse sin qui stanziate ne coprono solo il 6% (un terzo)!
Sempre con riferimento al pubblico impiego, non possiamo non esprimere una valutazione decisamente negativa rispetto alla scelta di cui all’art. 3 del DDL di continuare a limitare solo al lavoro privato la detassazione dei premi di produttività, che nel 2024 sarà ridotta al 5% (era il 10%).
SANITA’
IL DDL vi destina 3 miliardi di euro (Il Ministro Schillaci ne aveva richiesti minimo 4), che per gran parte (2,4 mld) è destinato al rinnovo contrattuale 2022-2024 del personale del comparto, mentre i restanti 600 milioni andranno a finanziare il “Fondo Sanitario”, con un obiettivo preciso: ridurre le liste di attese, da una parte attraverso il ricorso a lavoro straordinario e a maggiori turni del personale impiegato e, dall’altro, dando risorse maggiori al privato convenzionato. Non è previsto invece un piano straordinario di nuove assunzioni (mancano oltre 15.000 medici, e con la modifica di calcolo della quota retributiva della pensione disposta dal DDL per il personale con meno di 15 anni di contribuzione al 1.1.1995, si prevede un forte esodo per fine anno), il che potrebbe offrire un contributo decisivo a far uscire dalle secche la sanità pubblica, che, dopo il Covid, presenta crescenti criticità (nel 2024, il rapporto tra spesa sanitaria e PIL si ridurrà al 6,4%, con un -1,5% rispetto al 2023, dunque molto al di sotto della media europea (in Germania e Francia siamo al 10%).
Da segnalare anche che il DDL riduce pure gli incentivi ai farmacisti sulla vendita di farmaci generici. Dunque, una manovra che, sul fronte della sanità pubblica, presenta parecchie ombre.
SPENDING REVIEW AMMINISTRAZIONI CENTRALI
Come già detto, una buona parte delle risorse non in deficit destinate alla copertura della manovra
di bilancio 2024 provengono da una nuova spending review in capo alle Amministrazioni Centrali (vds. Art. 88 del DDL) al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica previsti dalla NADEF, con l’obiettivo di risparmiare 10 miliardi di euro nel triennio (1,9 miliardi invece per il solo 2024). Il DDL reca (vds allegato VII) per ciascuna Amministrazione Centrale, le riduzioni di spesa previste, che, in caso non fossero traguardate, darebbero luogo a un taglio lineare del 5%.
Il DDL prevede altresì norme specifiche d’interesse di alcune Amministrazioni: misure in materia di beni culturali (art. 64); misure in materia di personale del comparto sicurezza e difesa (art. 65); misure in materia di magistratura ordinaria (art. 67).
MISURE PER LA FAMIGLIA E IL SOCIALE
All’interno del DDL trovano spazio anche misure che riguardano la famiglia, in particolare quelle con due o più figli (nulla invece per i single), e il sociale. Proviamo a indicarne le più significative:
viene potenziato l’assegno unico e universale per i nuclei familiari con almeno tre figli;
viene rafforzato il “bonus asili nido” (fondo con + 150 milioni di euro) per famiglie con ISEE inferiore a 40mila euro, ma l’asilo non è gratis per il secondo figlio come aveva anticipato la Presidente Meloni;
arriva la decontribuzione dell’intera quota (9,19%) a carico delle lavoratrici, per le madri con due figli (fino a 10 anni) e invece permanente per quelle che hanno tre figli (fino ai 18 anni del più piccolo), ma raddoppiano dal 5 al 10% sia la c.d. “tampon tax” che l’IVA sui pannolini;
viene confermata la carta di pagamento “Dedicata a te”, sulla quale è precaricato un contributo una tantum» di 382,50 €, finalizzato ad acquisti di soli beni alimentari di prima necessità;
il tetto dei “fringe benefit” erogati dal datore di lavoro ai propri dipendenti sotto forma di beni e servizi, viene aumentato, a 2000 euro per i lavoratori con figli e a 1000 euro per tutti gli altri;
dopo l’incremento dal 30% all’80% di un mese di indennità di congedo parentale (in manovra 2023), il DDL reca l’incremento per i genitori con figli fino a 6 anni dal 30% al 60% dell’indennità congedo parentale per un altro mese;
cresce la cedolare secca dal 21 al 26% per case in affitto breve a partire dalla seconda;
viene ridotto da 90 a 70 € il canone RAI in bolletta ENEL;
viene introdotta una super deduzione per chi assume mamme, giovani, disabili e percettori RdC;
nulla invece nel DDL, e la circostanza ci appare grave, per dare attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale n. 130/2023 sul TFS e per allineare le regole tra pubblico e privato, come CSE ed FLP chiedevano con forza (lo ha ricordato anche M. Carlomagno nella sua dichiarazione a Il Sole 24 Ore del 20 u.s.).
Questi i contenuti per noi più importanti del DDL Bilancio 2024 approdato al Senato, che evidenziano alcune luci ma anche diverse ombre, che però non sarà facile rimuovere a causa della scelta operata dalle forze di Governo di non presentare emendamenti, bocciando quelli delle altre.
Pur tuttavia, cercheremo di avviare comunque alcune iniziative sul fronte parlamentare, in primis per aumentare le risorse per i rinnovi contrattuali e per dare attuazione alla sentenza della C.C. sul TFS, e ne daremo come al solito puntuale conto ai colleghi.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP
Si rinvia ad altro apposito notiziario le valutazioni della nostra O.S. per quanto attiene il settore della Difesa. E’ tutto, cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP Difesa n. 35 del 13 maggio 2023 –
Riportiamo di seguito il notiziario CSE-Pensionati n. 10/2023, che riferisce delle novità introdotte in materia di pensioni dal DL “Lavoro” approvato in Consiglio dei Ministri il 1° maggio u.s.
Si è parlato tanto, in questi ultimi giorni, del c.d. “decreto lavoro” approvato in Consiglio dei Ministri il 1° maggio u.s. con tanto di video-presentazione girato a palazzo Chigi, una autentica novità in questo senso, che è poi stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 103 (Decreto Legge 4.05.2023, n. 48). Il predetto provvedimento reca “misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro” e introduce parecchie novità in materia di lavoro e di sociale, in primis: il taglio del 4% del c.d. “cuneo fiscale” per il secondo semestre 2023, ottenuto attraverso l’esonero parziale dai contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti fino a 35mila € di reddito; la modifica della disciplina del contratto di lavoro a termine, che ne allunga la durata dai 12 ai 24 mesi attraverso “causali” anche derivanti da esigenze organizzative delle aziende; l’elevazione della soglia di utilizzo dei voucher fino a 15.000 euro annui; infine, lo stop al “reddito di cittadinanza” e l’introduzione dal 1.1.2024 dell’ “assegno di inclusione”.
Ma il decreto legge di che trattasi reca anche misure in materia di pensioni, tre in particolare.
La prima novità consiste in una ricongiunzione dei contributi più onerosa. Come noto, la c.d. “ricongiunzione” consente di trasferire i versamenti effettuati presso Enti previdenziali differenti presso un unico soggetto, che alla fine calcolerà la pensione con le proprie regole, operazione, questa, che ha un costo finalizzato a coprire l’armonizzazione delle diverse regole previste dai vari enti pensionistici, e che sino ad oggi prevedeva l’applicazione di un tasso dirivalutazione del 4,5%. Ebbene, a tal proposito, il “decreto lavoro” prevede che, a partire da oggi, il costo della “ricongiunzione” per i lavoratori sia maggiorato, in considerazione del combinato disposto tra gli oneri a carico del lavoratore che aumentano e una rivalutazione del montante contributivo che si riduce. Dunque, non proprio una bella notizia.
La seconda novità introdotta dal “decreto lavoro” riguarda la pensione dei c.d. “lavoratori precoci”, e cioè di coloro che hanno iniziato da giovanissimi l’attività lavorativa, prima dei 18 anni, e hanno accumulato almeno 12 mesi di contributi, versati anche in maniera non continuativa prima del diciannovesimo anno di età, e che possono andare in pensione con la c.d. “quota 41”, e cioè con 41 anni di anzianità contributiva indipendentemente dall’età anagrafica. A tal proposito, il “decreto Lavoro” allarga da due a tre le uscite per i lavoratori precoci: oltre a quelle già previste del 31 marzo e del 30 novembre, sarà ora possibile l’uscita anche al 15 luglio, a condizione ovviamente di rientrare in una delle situazioni di disagio economico o sociale previste per l’Ape sociale: essere disoccupati e da almeno tre mesi non percepire più assegni di disoccupazione; caregiver familiari di conviventi con disabilità o non autosufficienti; inabili al lavoro per almeno il 74%; soggetti rientranti in una delle categorie di lavoratori che svolgano mansioni gravose.
La terza e ultima novità in materia di pensioni recata dal “decreto lavoro” è data dalla norma che proroga fino al 31.12.2025 il c.d. “contratto di espansione”, introdotto nel 2019 dal “decreto crescita” e che consente di avviare piani concordati di esodo per i lavoratori che si trovino a non più di 60 mesi (5 anni) dal conseguimento del diritto alla pensione. Dunque uno “scivolo” attuabile però solo previo accordo sindacale, con l’azienda che andrà a pagare il costo della pensione maturata dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto fino al momento in cui il lavoratore raggiunge i requisiti per la prestazione pensionistica vera e propria, anticipata o di vecchiaia. Quindi, con la predetta proroga, sino a tutto il 2025 sarà possibile ricorrere al contratto di espansione previo accordo tra le Parti datoriali e sindacali.
***
Per quanto riguarda invece il taglio del c.d. “cuneo fiscale”, è utile precisare che la misura è destinata ai lavoratori dipendenti con reddito imponibile annuo fino a 35.000 euro, e dunque non riguarda i pensionati. A tal proposito, però, è utile precisare che, ancorché l’incremento in busta paga dei lavoratori che ne beneficeranno derivi dalla diversa destinazione (in busta paga) dei contributi previdenziali in capo al datore di lavoro, l’operazione sarà a costo zero per i lavoratori e senza alcuna penalizzazione sull’importo del futuro assegno pensionistico in quanto sulla quota di versamenti mancanti interverrà lo stanziamento previsto dal DL Lavoro, di importo pari a 3 miliardi, a copertura dei 4 punti aggiuntivi di taglio da luglio a dicembre 2023 (il problema sarà invece quello di renderlo strutturale con rifinanziamento ad hoc).
Prima di concludere, è il caso di segnalare un altro decreto legge, c.d. “omnibus”, adottato dal Consiglio dei Ministri in data 4 maggio 2023, provvedimento con il quale, tra le altre cose, viene stabilita la decadenza degli attuali vertici di INPS e INAIL (Pasquale Tridico e Franco Bettoni) e il commissariamento dei due Istituti nelle more della revisione della loro governance.
Nel comunicato stampa di palazzo Chigi del 4 maggio u.s. che dà conto di questa scelta del Governo, vengono indicate anche le linee portanti della futura riforma dell’INPS, che viene così rappresentata: “Si abolisce la figura del Vicepresidente, si prevede una modifica dei poteri del Presidente, che propone la nomina del Direttore generale (prima appannaggio del consiglio di amministrazione) e si prevede una modifica della disciplina del Direttore generale, stabilendo che lo stesso sia nominato dal c.d.a. su proposta del Presidente, duri in carica 4 anni (in allineamento con tutti gli altri organi, anziché 5) e sia scelto con procedura comparativa di interpello, come per i dirigenti della pubblica amministrazione, anziché tra i dirigenti interni o tra gli esperti della materia. In via di prima applicazione, al fine di procedere agli adeguamenti dei regolamenti organizzativi e interni degli enti, si prevede che entro 20 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge sia nominato un Commissario straordinario, con la conseguente decadenza dei presidenti, dei vicepresidenti e dei consigli di amministrazione”.
Naturalmente, nell’esprimere qualche perplessità rispetto alla scelta di commissariamento adottata dal Governo che è apparsa non sufficientemente motivata, attendiamo di conoscere il nome del nuovo Commissario, i suoi intendimenti programmatici e, anche, i contenuti del progetto di riforma dell’Istituto, questioni che non possono non interessare da vicino le pensionate e i pensionati.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE CSE FLP PENSIONATI
E’ tutto, cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
NEWS FLP DIFESA del 6 novembre 2019 –
A distanza di venti giorni dall’adozione da parte del Consiglio dei Ministri “salvo intese”, secondo la formula in voga da qualche anno che apre a successive rivisitazioni del testo come avvenuto anche in questa circostanza, il disegno di legge di bilancio 2020 è finalmente stato inviato al Parlamento dopo il decreto autorizzatorio di presentazione alle Camere firmato dal Presidente della Repubblica, ed ora, a partire dal Senato, comincerà il complesso iter parlamentare per il varo della legge che dovrà avvenire necessariamente, al fine di evitare l’esercizio provvisorio, entro il 31 dicembre di quest’anno con relativa pubblicazione in G.U.
Pubblichiamo su questa stessa pagina, in allegato 1, il testo bollinato dalla Ragioneria, trasmesso al Presidente del Senato e connotato come DDL n. 1586, che è composto da 119 articoli.
Il presente DDL va letto in abbinata al Decreto Fiscale 26.10.2019, n 124, dallo stesso giorno in G.U., in vigore dal giorno successivo e che pubblichiamo anch’esso su questa stessa pagina in allegato 2, il quale contiene tutte le misure di carattere fiscale di cui si è tanto parlato (lotta all’evasione e all’uso del contante; carcere per chi evade più di 100mila € con dichiarazioni fraudolente; lotteria scontrini; credito d’imposta POS per le commissioni bancarie per pagamenti elettronici; etc.)
IL DDL bilancio 2020, in tutt’uno con il predetto decreto fiscale (DL 124), realizza una manovra pari a 30,2 miliardi di €, per gran parte finanziato in deficit (14,5 mld, grazie al 2,2% di rapporto tra deficit e PIL autorizzato dall’Europa) e per il resto finanziato con altre entrate (3,3 mld lotta all’evasione fiscale, 2,5 mld di spending review; nuove tasse, anche a protezione dell’ambiente; etc.).
Sul fronte delle uscite, vanno innanzitutto segnalati i 23,1 mld che andranno a finanziare lo stop all’aumento di IVA e accise, eredità delle precedenti finanziarie, cui si sommano gli oltre 7 miliardi di maggiori spese per finanziare le scelte di politica economica operate dal Governo.
Tra queste, di particolare importanza per i lavoratori pubblici appaiono le risorse destinate a:
il taglio al c.d. “cuneo fiscale” (riguarda ovviamente anche i privati) con un impegno di spesa per il 2020 pari a a 3 miliardi, che saliranno a 5 dal 2021, che dovrebbe interessare i redditi fino a 35mila € attraverso la rimodulazione e l’estensione del c.d. bonus Renzi, e che dal 1 Luglio 2020 produrrà un aumento in busta paga dei lavoratori, la cui entità sarà misurabile però solo dopo l’entrata in vigore del previsto “collegato”;
la messa in disponibilità, a regime, di 3.175 miliardi, per il rinnovo dei CCNL, di cui circa la metà già finanziata con la legge di bilancio 2019, e che, ancorchè in misura inferiore a quanto richiesto dal Sindacato, potrebbe consentire comunque l’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019-2021.
Gli aumenti allo stato prevedibili (fonte IL SOLE 24 ORE), sarebbero così quantificabili: 1, 3% per il 2019; 1,9% per il 2020; e 3,5 % per il 2021, con un aumento a regime in busta dal 1.1.2021 che IL SOLE calcola in circa 96 €. Il che francamente non ci appare certamente il massimo, ma il corso parlamentare del DDL è lungo, e pensiamo che ci sia lo spazio per incrementare le risorse per il CCNL anche attraverso una iniziativa forte, augurabilmente unitaria, del Sindacato.
Avremo modo, nei prossimi giorni, di ritornare sulle misure e sulle scelte che ci toccano più da vicino come cittadini e come lavoratori pubblici, e non mancherà certamente la nostra Federazione, che si accinge a celebrare il 14, 15, 16 e 17 pp.vv. a Salerno il suo IV Congresso Nazionale, di esprimere le proprie valutazioni al riguardo e di avviare le più opportune iniziative politiche presso i Gruppi parlamentari e le Commissioni che saranno chiamate ad esaminare il testo.
Il DDL che pubblichiamo non reca ancora le tabelle relative ai bilanci delle singole AA.CC. (per la Difesa, la tabella 11), che però è già pubblicata sul sito del Senato (in allegato 3, il link per visionare la predetta Tabella 11).
Ci riserviamo pertanto di tornare sull’argomento, una volta che il quadro di situazione sarà più chiaro e definito, e non mancheremo, laddove dovessero emergere dei problemi, in primis l’eventuale mancata previsione di un numero importante di assunzioni civili straordinarie, di evidenziarli prontamente e direttamente al Ministro già nell’ incontro del 18 p.v.
Notiziario FLP Difesa n. 9 del 3 marzo 2025 – Riportiamo di seguito il notiziario della nostra federazione FLP n. 9 del 3 marzo 2025, che reca chiarimenti e approfondimenti rispetto alla lettura delle nostre buste paga, e alle voci che modificano significativamente il quadro delle nostre buste paga.. Chiarimenti utilissimi alla luce delle difficoltà […]
Notiziario FLP Difesa n. 69 del 13 novembre 2023 – Come preannunciato nel Notdif 68 del 10.11.2023, che recava le valutazioni di FLP in merito ai contenuti del Disegno di Legge (DDL) sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il triennio 2024-2026 (Atto Senato n. 926), con particolare riguardo alle […]
Notiziario FLP Difesa n, 68 del 10 novembre 2023 – Riportiamo di seguito le valutazioni della nostra Federazione, contenuti nel notflp n. 26 del 06.11.2023, in merito ai contenuti del DDL di Bilancio per il 2024 relativi alla Pubblica Amministrazione. Il DDL sul bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2024 e quello per il […]
Notiziario FLP Difesa n. 35 del 13 maggio 2023 – Riportiamo di seguito il notiziario CSE-Pensionati n. 10/2023, che riferisce delle novità introdotte in materia di pensioni dal DL “Lavoro” approvato in Consiglio dei Ministri il 1° maggio u.s. Si è parlato tanto, in questi ultimi giorni, del c.d. “decreto lavoro” approvato in Consiglio dei […]
NEWS FLP DIFESA del 6 novembre 2019 – A distanza di venti giorni dall’adozione da parte del Consiglio dei Ministri “salvo intese”, secondo la formula in voga da qualche anno che apre a successive rivisitazioni del testo come avvenuto anche in questa circostanza, il disegno di legge di bilancio 2020 è finalmente stato inviato al Parlamento dopo il decreto […]