Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 21 del 13 luglio 2022, che riferisce le valutazioni di FLP in merito alla recrudescenza della pandemia da COVID19 e alle sue ricadute sulla popolazione e sui lavoratori, a seguito dell’abbassamento delle misure di prevenzione:
Gli ultimi avvenimenti testimoniano come avessimo visto giusto quando nei mesi scorsi come FLP lanciammo l’allarme legato all’abbassamento delle misure di prevenzione sanitaria legata alle nuove varianti Omicron, al depotenziamento del lavoro agile, e da ultimo alla mancata esplicita tutela dei lavoratori fragili, lasciati alla discrezionalità e alla responsabilità dei medici competenti delle singole Amministrazioni, misure che comunque, a prescindere dalle loro variegate decisioni, a invarianza normativa, scadono il 31 luglio 2022.
Nei mesi scorsi inoltre, a fronte dell’emergere della crisi di approvvigionamento energetico, che ha comportato un forte innalzamento dei prezzi legati ai combustili, e dell’emergenza climatica che ha portato all’invivibilità delle nostre città per le alte temperature che ancora si registrano e che probabilmente ci accompagneranno per i prossimi mesi, abbiamo scritto a Draghi e ai Ministri Brunetta e Franco, chiedendo di utilizzare e incentivare il lavoro agile semplificato in tutti i casi e per tutte le attività che potevano essere svolte in lavoro agile e da remoto.
Misure necessarie sia per contrastare la ripresa dei contagi e tutelare la salute, che per andare incontro alle spese sostenute per raggiungere gli uffici dai lavoratori e dall’utenza (uffici spesso non a norma). Per non parlare del contributo ad alleggerire il traffico nelle ore di punta, diminuire le emissioni di ossido di carbonio, conciliare i tempi di vita e di lavoro in periodi di chiusura delle scuole e la mancanza di servizi alternativi.
In queste ore circolano anticipazioni di stampa che, a fronte del possibile e paventato imminente blocco della fornitura del gas dalla Russia, descrivono le iniziative che il Governo intenderebbe mettere in campo per contrastare il deficit energetico, che tra le altre prevederebbero la chiusura degli Uffici pubblici alle 17,30, interventi sulle temperature massime da rispettare negli Uffici (19 gradi in inverno e 27 in estate), riduzione dell’illuminazione pubblica del 40 per cento e altro. Misure che non contrastano il caro energia, ma che aggiungono all’aggravio economico che c’è e ci sarà anche notevoli criticità connesse alla sicurezza e alla vivibilità dei posti di lavoro. Nessun accenno invece al lavoro agile e al lavoro da remoto.
In questi mesi le nostre richieste sono purtroppo rimaste inascoltate da un Governo che su queste vicende ha assunto colpevolmente un atteggiamento tutto mirato a un “libera tutti” che, ben lungi dall’aumentare l’efficienza e la qualità dei servizi resi a cittadini e imprese (che nei mesi di pandemia e di lockdown hanno funzionato sempre e nella stragrande maggioranza molto bene), ha assecondato le spinte di chi reclamava il ritorno di tutti e per tutti i giorni negli uffici. Questo per dare, a loro dire, ossigeno alle attività commerciali site nelle vicinanze dei grandi plessi, dimenticando che il nostro tessuto produttivo è fatto di centinaia di migliaia di attività che non sorgono necessariamente nelle vicinanze dei grandi Uffici pubblici, essendo questo Governo permeato da una visione di Pubblica amministrazione in gran parte influenzata dal ritorno di Brunetta e dalla tecnocrazia ora al vertice di Palazzo Chigi e del MEF, che ha costruito le sue fortune negli ambiti più burocratici e ostili al cambiamento nel nostro Paese: quelli della Ragioneria Generale dello Stato.
Atteggiamento reiterato anche sulle misure per contrastare il caro energia limitate per il lavoro pubblico unicamente come dicevamo sopra, a proposte di chiusura anticipata degli Uffici o alla riduzione dei consumi per il condizionamento e il riscaldamento.
Ma la gravità della situazione su tutti gli ambiti da noi denunciati è tale che non può rimanere inascoltata.
Ribadiamo la richiesta di implementare il lavoro agile mediante il superamento dell’inaccettabile previsione, inserita da Brunetta prima nel DM di Ottobre 2021 e poi surrettiziamente nel DM sui PIAO, della prevalenza del lavoro in presenza rispetto a quello in modalità agile pur in presenza di attività “smartabili”, il pieno rispetto del CCNL delle Funzioni Centrali 2019/2021 e dell’autonomia delle singole Amministrazioni. Chiediamo che il lavoro agile venga utilizzato al massimo come strumento di contenimento delle emergenze sanitarie ed energetiche. Prevedendo che i costi, o i minori introiti, derivanti dalla modalità lavorativa e dall’utilizzo di dotazioni e utenze dei singoli lavoratori, vengano remunerati dando piena applicazione alla norma che abbiamo voluto con forza all’interno del nuovo CCNL, utilizzando quote aggiuntive da inserire nei FRD derivanti da quota parte dei risparmi contabilizzati dalle singole Amministrazioni.
Appare infatti del tutto contradditorio che il Governo faccia ripartire di fatto una campagna di nuove vaccinazioni sempre più generalizzata e poi chiuda gli occhi di fronte ai milioni di contagi che in questo mese si stanno registrando e che stanno portando di nuovo a situazioni di estrema criticità nell’assistenza sanitaria, negli ospedali, nei mezzi di trasporto e nella funzionalità dei servizi. Così come mette in campo piani straordinari di Austerity e poi dimentica il lavoro agile e quello da remoto.
Sulle tutele per i fragili abbiamo sollecitato oltre che il Governo anche i gruppi parlamentari affinché venga prevista, nel primo provvedimento utile, la proroga del lavoro agile full time per detto personale. Gli emendamenti da noi sollecitati al “DL Aiuti” non sono passati per l’ostracismo della summenzionata “Ragioneria” che ha osservato la mancata copertura finanziaria nella parte in cui si disponeva che in mancanza di attività che potevano essere svolte da remoto, vi sarebbe stata l’equiparazione ai fini retributivi al ricovero ospedaliero. E’ stato approvato un OdG che impegna comunque il Governo a inserire tale proroga in un prossimo provvedimento, e su questo, e per questo, siamo impegnati.
Ci aspettano giorni difficili per l’aumento incontrollato dell’inflazione, delle materie prime, della mancata tenuta degli stipendi e dei salari, rinnovati con cifre esigue sulla base di algoritmi del decennio scorso, o non ancora rinnovati, che impoveriscono sempre di più larghe fasce di popolazione. Inflazione che colpisce anche pensionati e soprattutto le giovani generazioni che pur in una fase di ripresa della richiesta, si vedono offrire solo contratti a termine sottopagati, o lavoro in nero. Argomenti che necessitano di soluzioni e su cui un Sindacato come il nostro e la nostra Confederazione, non mancheranno di attivare tutte le proposte e le iniziative necessarie.
In tale scenario le proposte sul lavoro agile trovano piena cittadinanza e centralità: perché batterci per non abbandonare e anzi implementare tale modalità lavorativa, significa battersi per la tutela della salute, della sicurezza sui posti di lavoro, della vivibilità delle nostre città e dei posti di lavoro, per una migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro, per la modernizzazione delle nostre Pubbliche Amministrazioni, dei modelli organizzativi e dei processi lavorativi, per la maggiore fruibilità dei servizi per cittadini e imprese, per la valorizzazione del personale in servizio e di quello che dovrà essere reclutato all’interno di un Piano di assunzioni generalizzato, non più rinviabile, e soprattutto non basato su contratti a termine o ad personam.
La Segreteria Generale FLP
Sottoscriviamo appieno il documento della nostra Federazione, e assicuriamo tutto il nostro impegno affinchè il lavoro agile trovi pieno dispiego per tutte le attività smartabili, intanto come strumento di contrasto alla diffusione delle nuove varianti del COVID, ma anche come strumento di contrasto all’emergenza climatica, oltrechè come modalità lavorativa cui in altri paesi è già pienamente riconosciuta efficacia ed efficienza, perché non vogliamo che la PA resti ancora una volta condizionata dalle retrograde posizioni del ministro Brunetta.
Cordialissimi saluti a tutti i colleghi.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 25 marzo 2022 –
Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione n. 12 di data odierna, che precisa che, dopo la fine dello stato di emergenza dal 1 aprile p.v., nessuna modifica interviene nella possibilità di fare lavoro agile, atteso che, nelle more dell’entrata in vigore del nuovo CCNL ora al vaglio della Corte dei Conti, rimane tuttora valida la circolare Brunetta-Orlando che consente quella modalità di prestazione lavorativa su base plurimensile a fronte di prevalenza complessiva del lavoro in presenza.
“Con l’approssimarsi del 31 marzo 2022, e la cessazione dello stato di emergenza, molti colleghi ci chiedono chiarimenti relativamente a cosa avverrà per il lavoro agile nelle Amministrazioni del comparto.
Ricordiamo che già dal mese di ottobre del 2021, a seguito dell’emanazione del DM Brunetta, il lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazione è già regolato in via ordinaria, come confermato dalle Linee guida emanate sulla materia dalla Funzione Pubblica. Norme da noi a suo tempo fortemente contestate, sia perché adottate in una situazione ancora rientrante nello stato di emergenza, e quindi pericolose per la salute dei lavoratori e dei cittadini, sia perché volendo regolare il lavoro agile a regime contenevano alcune limitazioni, chiaramente adottate per limitare il lavoro agile, correlate al principio della prevalenza, anche individuale, del lavoro in presenza rispetto a quello agile.
L’unico elemento collegato alla sopravvenuta emergenza sanitaria di fine anno lo si ritrova nella successiva circolare Brunetta-Orlando nella quale, per il lavoro pubblico, viene previsto un arco temporale di riferimento per il calcolo delle giornate in lavoro agile fruibile, su base plurimensile, sempre però nel rispetto del principio della prevalenza del lavoro in presenza complessivo.
Questo comporta, è bene ribadirlo, che nessuna modifica interviene a partire dal 1 aprile 2022 e chequindi sarebbero del tutto immotivate le iniziative delle Amministrazioni di utilizzare la fine dello statodi emergenza per ridurre surrettiziamente le giornate di lavoro agile ora autorizzate.
Tanto più che tutta la materia del lavoro agile è stata regolata dal nuovo CCNL delle Funzioni centrali e sarebbe assolutamente inaccettabile andare a una nuova regolamentazione che non solo sarebbe penalizzante rispetto ad un quadro normativo che non è modificato, ma addirittura adottata ignorando, o in contrasto, con la nuova disciplina contrattuale di imminente applicazione.
Per quanto concerne i lavoratori fragili il Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi e pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale (D.L. n. 24), a differenza di quanto annunciato e previsto nella bozza entrata in Consiglio dei Ministri, a una prima lettura pare non prevedere alcuna proroga per detti lavoratori, in quanto la previsione di differimento al 30 giugno 2022 prevista nella bozza di DL entrata in Consiglio dei Ministri non è più presente nel testo del decreto pubblicato, circostanza questa che, al momento, elimina la tutela di questi lavoratori a partire dal 1 aprile p.v..
Una decisione, questa del Governo, incomprensibile e inaccettabile, in un momento in cui lasituazione sanitaria è ancora caratterizzata di una circolazione molto forte della variante Omicron 2, eil numero dei contagi di nuovo in aumento.
Come FLP, sulla scorta di quanto ottenuto il mese scorso in Parlamento, con l’avvenuta approvazione di un emendamento da noi proposto, che prorogò fino al 31 marzo 2022 le tutele per il personalefragile, ci batteremo perché in sede di conversione in legge del Decreto venga modificata questainiqua decisione.
In ogni caso siamo impegnati, in ogni Amministrazione del comparto, a garantire da subito la piena tutela a detto personale, utilizzando tutti gli strumenti della contrattazione integrativa, per impedire rientri che possano aggravare tali patologie, garantendo adeguate misure di protezione a chi versa in precarie condizioni di salute.
Una cosa deve essere chiara.
Contrasteremo ogni tentativo pretestuoso di mettere in discussione quanto ottenuto in questi mesi sul lavoro agile e le tentazioni della burocrazia più retriva di azzerare una modalità lavorativa innovativa capace di coniugare efficienza, modernizzazione dei processi, e conciliazione vita lavoro.
Tanto più in un momento come questo in cui convivono una situazione sanitaria ancora preoccupante e gli effetti dell’emergenza energetica causata dal conflitto in corso.
Il lavoro agile, come abbiamo ribadito nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Draghi, anche in questo caso, nel rispetto della continuità e della qualità dei servizi resi a cittadini e imprese, può permettere sia un notevole risparmio dei costi per gli spostamenti, che un migliore utilizzo delle risorse energetiche disponibili nei settori direttamente collegati alla produzione di beni e servizi, e delle prestazioni essenziali del trasporto pubblico, della sanità e della sicurezza.
La Segreteria Generale FLP “
Come FLP DIFESA, consideriamo molto grave che, nel Decreto Legge n. 24, che pubblichiamo nello spazio News del nostro sito, il Consiglio dei Ministri abbia cassato la previsione di proroga al 30 giugno 2022 del lavoro agile per i lavoratori fragili, una scelta assolutamente incomprensibile e immotivata alla quale il Parlamento dovrà porre riparo in sede di conversione in legge del decreto, e noi lavoreremo in questo senso, anche se non ci sfugge che la modifica della norma, atteso i 60 giorni di tempo a disposizione delle Camere per la conversione in legge, potrebbe avvenire in prossimità del 30 giugno.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario FLP DIFESA n. 30 del 24 marzo 2020 –
Sono ben note a tutti le resistenze che, in molte Amministrazioni e tra queste certamente la Difesa, alcuni Dirigenti, centrali e periferici, stanno opponendo all’attuazione dello Smart-Working (lavoro agile) nei termini previsti dalla Direttiva FP n. 2, oggi diventata norma legislativa con il DL 18. Presone atto, la Segreteria Generale FLP ha avviato un importante iniziativa, di cui dà conto nella nota che di seguito si riporta in riquadro:
“In queste settimane di grave emergenza sanitaria nazionale, a fronte del diffondersi sul territorio nazionale del contagio da coronavirus, si sono succeduti numerosi atti normativi, sia sotto forma di Decreto legge che di DPCM che di Ordinanze regionali, che sempre più hanno ribadito la necessità di eliminare gli assembramenti, ridurre al minimo gli spostamenti, riconoscere il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa.
I servizi pubblici da assicurare vengono ricondotti solo a quelli strettamente essenziali, e quelli da svolgere “di presenza” vengono circoscritti solo ad alcune attività, che in nessun modo possono essere svolte da remoto. Inoltre la sospensione e il differimento per legge di molte attività rendono ancora più applicabile, con urgenza e in modo generalizzato, il lavoro a distanza.
Nonostante queste disposizioni, che non si sono limitate, come dicevamo, all’emanazione delle pur importanti Direttive della Funzione Pubblica, e all’aggravarsi della situazione sanitaria che ha portato all’emanazione dell’ultimo DPCM, permangono, purtroppo, in parecchie Amministrazioni e in molti Uffici, su tutto il territorio nazionale, comportamenti assolutamente restrittivi e penalizzanti e resistenze diffuse che mettono a rischio non solo la salute delle lavoratrici e dei lavoratori delle Amministrazioni interessate, ma di tutta la cittadinanza.
Ecco il perché, proseguendo nella nostra iniziativa, che in questo mese è stata di proposta, ma anche di denuncia, abbiamo deciso di attivare un canale diretto, riservato a tutti i colleghi che volessero segnalare le situazioni dei loro Uffici in cui vi è una mancata, o parziale, attuazione delle norme a tutela della salute pubblica (mancata concessione del lavoro a distanza – attività che forzosamente e unilateralmente sono state individuate come indifferibili di presenza – obbligo di rientro settimanale, etc.).
Le segnalazioni vanno inoltrate alla casella di posta elettronica dedicata: covid19@flp.it.
Sarà nostra cura trasmetterle in forma aggregata, mantenendo ovviamente riservata la fonte, alla Ministra della Funzione Pubblica F. Dadone e all’Ispettorato dello stesso Ministero, allo scopo di rimuoverne gli effetti.
Invitiamo altresì le nostre strutture nazionali e territoriali di coordinamento, centrali e di Ente, a sollecitare le rispettive Amministrazioni per essere informati con tempestività in merito agli atti con i quali sono stati individuati i servizi indifferibili di presenza al fine di verificarne la congruità e la reale rispondenza rispetto alla grave situazione in atto.
Alleghiamo inoltre al presente notiziario due fac-simile (qui in allegato 1 e 2) che i lavoratori potranno utilizzare in caso di mancata concessione del lavoro a distanza e di obbligo di rientro non motivato, da indirizzare al Dirigente della propria struttura e per conoscenza alla scrivente Segreteria Generale FLP, al fine di farsi formalizzare i motivi del diniego o degli obblighi imposti.
In un momento come questo al Sindacato spetta anche questo compito.
E continueremo a svolgerlo senza esitazioni.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
Invitiamo pertanto tutte le nostre Strutture sindacali e le nostre RSU a dare ampia diffusione alla presente iniziativa tra tutti i lavoratori, segnalando al contempo la necessità di esigere dall’Amministrazione informazioni precise e aggiornata circa l’individuazione delle attività indifferibili da rendere in presenza.
Con l’occasione pubblichiamo anche, in allegato 3, la nota datata 23 marzo 2020 che, sull’emergenza in atto, abbiamo inviato ai Vertici della Difesa.
Infine, in allegato 4, pubblichiamo un interessante “speciale” di Nomos – aggiornato alle 18.30 di ieri – che reca tutti i provvedimenti del Governo, delle Regioni e di altri Enti Locali sull’emergenza in atto, uno strumento utile anche per l’attività sindacale.
Si riporta, di seguito, in carattere corsivo e colorato, il testo della nota pervenuta dalla Segreteria Generale della nostra Federazione che illustra le norme d’interesse dei lavoratori pubblici presenti del Decreto Legge n. 18.
“Il Decreto Legge 17.03.2020, n. 18, c.d. “Cura Italia”, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 di pari data e reca “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Detto decreto ha visto la luce dopo l’emanazione di due decreti legge (23 febbraio e 2 marzo) e di ben cinque DPCM (in data 23 febbraio il primo; in data 4, 8, 9 e 11 marzo i successivi), che recano tutti disposizioni per fronteggiare la drammatica situazione innescata dal Coronavirus (Covid-19), provvedimenti che come Federazione abbiamo seguito passo dopo passo dandone innanzitutto tempestiva informazione ai lavoratori, e avviando una serie di iniziative presso la Funzione Pubblica, in particolare sulle problematiche legate a lavoro agile e ai permessi straordinari extra CCNL, che hanno registrato consenso tra i lavoratori e hanno prodotto effetti positivi sulle determinazioni dell’Esecutivo, che in parte li ha recepiti.
Il decreto di cui parliamo era molto atteso in quanto recante nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia, e prevede in generale: il finanziamento e altre misure per il potenziamento del SSN, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; il sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; il supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; infine, la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali e incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.
Con il presente Notiziario, intendiamo fornire una informazione di maggior dettaglio sulle misure assunte con riferimento agli aspetti di maggior interesse dei lavoratori pubblici.
Servizio Sanitario Nazionale (SSN)
Aumentano di 250 mln di euro i fondi contrattuali per il comparto Sanità (art. 1) e il Ministero della Salute è autorizzato ad assumere 87 nuove unità (art. 2). E’ previsto il coinvolgimento della Sanità Militare per il potenziamento del SSN, e a tal proposito il DL 18 dispone: l’arruolamento per un anno in ambito Esercito Italiano di 120 medici e 200 infermieri (art. 7), il cui bando già è stato emanato; l’assunzione da parte del Ministero Difesa di n 6 funzionari sanitari (art.8), il cui bando è anch’esso stato emanato; l’acquisto di dispositivi medici e presidi sanitari per la sanità militare, e l’attivazione dello Stabilimento Militare Chimico Farmaceutico Firenze per produrre materiale disinfettante, germicida e battericida (art. 9). L’Istituto Superiore di Sanità viene autorizzato ad assumere 50 unità personale di varie qualifiche (art.11). L’art.12 invece autorizza Aziende ed Enti del SSN a trattenere in servizio i dirigenti medici, il personale del ruolo sanitario e gli operatori socio sanitario, e lo stesso vale per il personale medico della P.S..
Legge 104/1992 sull’Handicap
Con il nostro precedente Notiziario n. 11 del 19 marzo u.s., già abbiamo informato i lavoratori sulle novitàm contenute nel DL 18. Riprendiamo i punti principali: incremento di 12 gg. complessivi di permesso retribuito usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020 (art. 24, co. 1); riconoscimento al personale sanitario del predetto beneficio compatibilmente con le esigenze organizzative di Enti/Aziende del S.S.N. impegnati nell’emergenza (co. 2); per i lavoratori dipendenti pubblici e privati portatori di disabilità grave, equiparazione al ricovero ospedaliero del periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie (art. 26 co. 2); diritto del lavoratore con disabilità grave o che assiste un familiare con handicap grave a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, se compatibile (art. 39).
Nel Notiziario n. 11 sopra richiamato, abbiamo anche dato conto degli importanti chiarimenti intervenuti successivamente da parte dell’Ufficio Disabilità della PCM, e in particolare che il monte complessivo a disposizione degli aventi diritto è pari a 18 gg. complessivi e che è anche possibile il cumulo.
Congedi e indennità per i lavoratori pubblici
In materia di congedi e indennità, l’art. 25 del DL 18 estende ai lavoratori pubblici quanto previsto dall’art. 23 dello stesso decreto per i lavoratori privati, e pertanto è previsto:
che, in considerazione dei provvedimenti di sospensione dei servizieducativi per l’infanzia e delle attività didattiche di ogni ordine e grado e per tutto il periodo di sospensione, a decorrere dal 5 marzo 2020, uno specifico congedo di quindici giorni, continuativo o frazionato, per i figli in età non superiore ai 12 anni, per il quale è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione con i periodi coperti da contribuzione figurativa (art. 23 co. 1);
che l’erogazione dell’indennità, nonché l’indicazione delle modalità di fruizione del congedo siano posti a carico dell’Amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro (art. 25, co. 2);
che i periodi di congedo parentale fruiti durante i periodi di sospensione siano convertiti nel congedo di cui al comma 1 con diritto all’indennità e non come congedo parentale (art. 23 co.2);
che il congedo può essere riconosciuto alternativamente a entrambi i genitori per un totale complessivo di 15 giorni, a condizione che nel nucleo familiare uno dei genitori non sia beneficiario di strumenti di sostegno al reddito o non lavoratore o disoccupato (art. 23 co. 4);
che i limiti di età per handicap ex art. 24 non si applichino per figli con disabilità grave iscritti a scuole o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale (art. 23, co. 5);
che, alla condizione che uno dei genitori non sia destinatario di strumenti di sostegno al reddito o non lavoratore o disoccupato, per i figli minori compresi nell’età tra 12 e 16 anni, i lavoratori hanno diritto di astenersi dal lavoro per l’intero periodo di sospensione dei servizi educativi e delle attività didattiche senza né indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa con divieto di licenziamento e con il diritto di mantenimento del posto di lavoro (co. 6), disposizioni queste che sono valide e valgono anche per i genitori affidatari (art. 23, co. 7);
in alternativa al congedo, con riferimento alle prestazioni previste dai commi 1 e 5, è prevista la possibilità di usufruire di un bonus fino a max 600 euro per servizi da baby sitter (art. 23, co. 8);
per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato (medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica e operatori sociosanitari), il bonus baby sitter, in alternativa al congedo specifico, è riconosciuto nel limite massimo di 1.000 euro (art. 25, co. 3), e la disposizione si applica anche al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso (art. 25 co.2);
infine, per l’accesso al bonus, gli interessati debbono presentare domanda telematica all’INPS, che vi farà fronte entro il limite massimo di spesa per il 2020 pari a 30 mln di euro (art. 25, co.4).
Premi ai lavoratori dipendenti
L’art. 63 del Decreto Cura Italia, per il solo mese di marzo 2020, prevede l’erogazione di un premio di 100 euro ai lavoratori con reddito non superiore a 40.000 euro l’anno, da rapportare ai giorni di lavoro svolti nella sede di lavoro nello stesso mese. Detto premio non concorre alla formazione del reddito.
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
L’art. 70 dispone invece per il 2020 l’incremento di 8 mln di euro delle risorse per il lavoro straordinario del suo personale in previsione di un aumento dei carichi di lavoro per le attività di controllo.
Personale delle FF.AA., P.S., Vigili del Fuoco, della carriera prefettizia e personale civile dell’Interno
Per il personale delle Forze Armate e della Polizia di Stato, l’art. 74 co. 1 autorizza per l’anno 2020, per un periodo di 90 giorni a partire dal 18 marzo 2020, la spesa di poco meno di 60 mln di euro per il pagamento di straordinari e altri oneri connessi all’impiego. Autorizzate anche la spesa di 23,7 mln di euro per consentire la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso, nonché per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale e l’idoneo equipaggiamento al personale impiegato nelle medesime Forze nonché di quello delle Capitanerie di Porto e della Guardia Costiera (art. 74 co. 2). Autorizzata anche la spesa di oltre 2 mln di euro per gli straordinari dei Vigili d. Fuoco.
Per il Ministero dell’Interno, per ulteriori 90 giorni dal 3 aprile 2020, viene autorizzata la spesa complessiva di € 6.636.342, di cui € 3.049.500 per il pagamento di lavoro straordinario, € 1.765.842 per spese di missione al fine di assicurare la sostituzione temporanea del personale in servizio presso le Prefetture-UTG, € 821.000 per spese sanitarie, pulizia e acquisto dispositivi di protezione individuale ed € 1 mln. per acquisti di prodotti e licenze informatiche per lavoro agile (art. 74, co. 4).
Ancora per 90 giorni, ma a decorrere dal 18 marzo 2020, è autorizzata la spesa complessiva di euro 2.081.250 per l’anno 2020, per il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale dell’Amministrazione civile dell’Interno per lo svolgimento dei maggiori compiti (art. 74, co. 5).
Per quanto attiene la modalità in lavoro agile, le Forze Armate, quelle di Polizia e i Vigili del fuoco, nel rispetto delle attuali esigenze di servizio, possono adottare la predetta modalità e possono essere esentati dal servizio, e tale periodo è equiparato, sotto il profilo economico e previdenziale, al servizio prestato con esclusione dell’indennità mensa. In caso di quarantena/sorveglianza attiva/ permanenza domiciliare fiduciaria, è riconosciuta la malattia con esclusione di tali periodi dal computo dei giorni previsti dalle diverse normative che regolano il comparto sicurezza e del soccorso (art. 87, co. 6 e 7).
Nuove misure urgenti per l’Amministrazione Giustizia
L’art. 83 detta disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare; l’art. 84 reca disposizioni in materia di giustizia amministrativa; l’art. 85 infine quelle in materia di giustizia contabile.
Smart-Working (Lavoro agile), esenzioni dal servizio e procedure concorsuali
Con l’art. 75 del D.L. 18, le AA.PP. vengono autorizzate, ma con le risorse disponibili e in base alle norme vigenti, ad acquistare, con procedure semplificate, beni e servizi informatici per agevolare al loro interno la diffusione del lavoro agile. Ma è l’art. 87 dello stesso decreto che, recependo quanto contenuto nella Direttiva della F.P. n. 2/2020, dispone le seguenti misure straordinarie:
per quanto attiene alle procedure concorsuali, ad esclusione di quelle la cui valutazione venga effettuata su basi curriculari o in modalità telematica, le stesse sono sospese per 60 giorni; possono comunque essere concluse le procedure per le quali la valutazione dei candidati è già stata effettuata;
per quanto attiene al lavoro agile, sino alla cessazione dello stato di emergenza, rappresenta la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle PP.AA. che, conseguentemente, limitano la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza sul luogo di lavoro, anche per la gestione dell’emergenza, e prescindono dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi di cui agli artt. da 18 a 23 della L. 81/2017;
la prestazione lavorativa in lavoro agile può essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilità del dipendente qualora non siano forniti dall’amministrazione;
quando non sia possibile ricorrere al lavoro agile, le amministrazioni utilizzano gli strumenti delle ferie pregresse, del congedo, della banca ore, della rotazione e di altri analoghi istituti, nel rispetto del CCNL;
esperite tali possibilità, le amministrazioni motivatamente possono esentare il personale dipendente dal servizio, configurando tale assenza come servizio prestato a tutti gli effetti senza la corresponsione dell’indennità di mensa ove prevista.
Se queste sono le norme introdotte dal D.L. 18, non possiamo non evidenziarne i punti ancora fortemente critici.La prima questione riguarda le attività indifferibili che vanno prestate in presenza fisica: non esistendo allo stato indicazioni di carattere generale al riguardo, che pure FLP ha chiesto alla F.P., molte Amministrazioni, e all’interno di esse anche i singoli Enti, stanno agendo in modo autonomo e senza peraltro fornire informazioni alle Parti sociali o attivare confronti con le stesse tramite conferenze call.
Come noto, come FLP abbiamo inviato in data 12 marzo, dopo la registrazione in Corte dei Conti della Direttiva n. 2 della F.P., a tutte le Amministrazioni una diffida a dare “IMMEDIATA, PIENA e COMPLETA ATTUAZIONE a quanto ora previsto dalla norma, con l’assegnazione di tutto il personale alla modalità di lavoro agile, e all’individuazione immediata delle attività considerate indifferibili da rendere in presenza”, mettendo in evidenza le “gravi e precise responsabilità civili, amministrative e penali” dei Dirigenti inadempienti, e riservandosi “ le eventuali azioni di tutela nelle opportune sedi”.
Proseguiremo nei prossimi giorni la nostra azione, che si muove anche in termini di prospettiva futura, volendo traguardare anche la fase post emergenziale, per fare del lavoro agile una modalità autenticamente ordinaria nel pubblico impiego contrattualizzato.
Queste sono le disposizioni di maggior interesse dei lavoratori pubblici contenute nel decreto legge 17.03.2020, n. 18 , che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento per la conversione in legge.
Mentre eravamo impegnati nella scrittura di questo notiziario, sono giunte ripetute notizie su un progressivo peggioramento della situazione emergenziale da Covid-19, che hanno portato, prima il Ministro della Salute, con l’Ordinanza del 20 marzo u.s. pubblicata sulla G.U. n. 73 di pari data poi seguita da una nuova Ordinanza in data 22 pubblicata nella G.U. n. 75 di pari data, e successivamente il Presidente del Consiglio dei Ministri a firmare un nuovo proprio Decreto in data 22 marzo 2020, provvedimenti che ad ogni buon conto alleghiamo al presente notiziario.
Sembra davvero un fiume in piena, che pare travolgere tutti gli argini. E’ davvero dura la battaglia che ci aspetta, ma non dobbiamo mollare, anche se ogni giorno la situazione pare peggiorare. Ma come cittadini non dobbiamo mollare, ce la dobbiamo fare. E non molleremo neanche come sigla sindacale. C’è bisogno di lucidità e di tutto il nostro impegno. Un sindacato di servizio, di trincea, di “guerra”.
Non lo potevamo immaginare, non eravamo ancora pronti, ma dobbiamo provarci! E ci proveremo!
LA SEGRETERIA GENERALE FLP”
In allegato, i provvedimenti dii cui si parla nella nota della nostra Fedrazione:
Lavoratori civili impegnati nelle lavorazioni al Farmaceutico di Firenze
Nella tarda serata di ieri, dopo la firma del Presidente Mattarella, è stato pubblicato nella G.U. n. 70 il Decreto Legge di pari data recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, varato il 16 u.s. e che qui pubblichiamo in allegato 1. In allegato 2, l’interessante “speciale” di Nomos che reca tutti i provvedimenti del Governo, delle Regioni e di altri Enti Locali sull’emergenza in atto.
Il Decreto, c.d. “cura Italia”, contiene nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia e prevede: il finanziamento e altre misure per il potenziamento del SSN, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; il sostegno all’occupazione e ai lavoratoriper la difesa del lavoro e del reddito; il supporto al creditoper famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; infine, la sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.
Per quanto attiene le misure che interessano i lavoratori pubblici, viste le resistenze che ancora si osservano nelle PP.AA. e anche nel Ministero Difesa, la FLP ha diffuso ieri un ulteriore comunicato stampa che qui si riporta:
“Nonostante ormai la vigilanza sanitaria si estenda in tutto il Paese con interventi sempre più restrittivi c’è ancora chi non capisce, o fa finta di non capire.
Eppure, le ultime misure previste nel Decreto Legge approvato nel Consiglio dei Ministri di ieri e la Direttiva emanata a fine settimana dalla Ministra della PA Fabiana Dadone, non si prestano a equivoci. Bisogna tutelare la sicurezza del personale, ridurre la presenza all’interno degli Uffici, impedire al massimo gli spostamenti casa-lavoro, limitare al minimo le attività di presenza solo ai servizi indifferibili” – dichiara Marco Carlomagno, Segretario generale FLP/CSE.
“Il comportamento irresponsabile di molti dirigenti delle Amministrazioni sta creando situazioni di grande pericolosità sociale e sanitaria. In queste ore abbiamo notizia di numerosi casi di contagio che interessano intere sedi delle Amministrazioni centrali come la Presidenza del Consiglio, l’Agenzia delle Entrate, il Ministero della Giustizia, il Ministero delle Politiche Agricole, il Ministero dell’Ambiente, il Dipartimento delle finanze e altre, mentre sui territori sono ormai centinaia gli Uffici delle Amministrazioni centrali in cui si contano casi di dipendenti pubblici contagiati “, continua Carlomagno.
E’ evidente che bisogna cambiare passo e stroncare il reiterarsi di tali comportamenti. E in questo caso, in presenza di ulteriori inerzie dei Capi delle strutture e degli stessi Ministri interessati, deve essere il Governo nel suo complesso, e il Ministero della Funzione Pubblica, a esercitare fino in fondo la sua funzione di controllo e di direzione adottando misure dirette e immediatamente esecutive.
“Ma un altro aspetto ci preoccupa fortemente. E’ la totale assenza di ogni presidio medico sanitario per il personale che in questi giorni o per l’ignavia di molti Dirigenti, o perché deputato a garantire i servizi indifferibili in presenza, lamenta la mancanza di mascherine di protezione, di appositi divisori che garantiscano il mantenimento della distanza minima rispetto agli utenti, la possibilità di svolgere le attività esterne in sicurezza “
“Ecco il perché la FLP, al fine di fronteggiare l’espandersi dell’epidemia e di tutelare la salute delle lavoratrici e dei lavoratori, ha chiesto in data odierna al Governo la chiusura di tutti quegli Uffici che non sono in grado di garantire il rispetto di questi elementari presidi di sicurezza sanitaria. Siamo consapevoli di essere al servizio della Nazione, ma lo Stato in qualità di datore di lavoro non può essere colpevolmente assente” conclude il Segretario Generale FLP, Marco Carlomagno.
Il D.L. contiene misure che riguardano espressamente la Difesa: reclutamento straordinario per medici e infermieri militari; più risorse per lavoro straordinario; acquisto di ospedali da campo; potenziamento del Celio; risorse a favore dello Stabilimento AID Chimico Farmaceutico di Firenze per produrre disinfettanti; e altre.
A tal proposito, con riferimento ad una problematica molto avvertite negli Enti della Difesa e di AID e che FLP DIFESA ha già rappresentato più volte ai Vertici della Difesa e anche sul livello territoriale, segnaliamo il contenuto dell’art. 74 del DL 18 che, al comma 2, stanzia importanti risorse per la sanificazione e la disinfezione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso anche alle FF.AA., nonché per assicurare l’adeguata dotazione di dispositivi di protezione individuale e l’idoneo equipaggiamento al relativo personale impiegato.
Ci attiveremo nella stessa giornata di oggi, con specifica nota, per richiamare i Vertici dell’Amministrazione a procedere senza indugi al riguardo, al fine di tutelare la salute dei propri dipendenti e di chi opera in Difesa.
Con l’occasione, informiamo che sul nostro sito, spazio News, a beneficio dei colleghi interessati, sono pubblicati tutti provvedimenti (Decreti Legge; DPCM; etc) che riguardano l’emergenza coronavirus, e anche tutte i documenti e le Direttive interne alla Difesa (SGD; SME; SMA; SMM; AID; etc.)
Emergenza Corona Virus. In relazione all’emergenza sanitaria che sta interessando il nostro Paese a causa della diffusione del cosiddetto “Corona Virsus” o “Covid 19”, la nostra Confederazione si è immediatamente attivata nei confronti delle massime Autorità politiche affinché venga rapidamente emanata una Direttiva che preveda l’adozione di uno specifico protocollo di comportamento a tutela di tutti gli addetti alle Funzioni pubbliche, a valere su tutto il territorio nazionale. Pubblichiamo il testo della lettera inviata dalla nostra Confederazione al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri della Salute, Speranza e della Funzione Pubblica, Dadone.
Per quanto riguarda le specifiche misure adottate in ambito Ministero della Difesa, allo stato risulterebbero emanate disposizioni riguardanti il solo Personale proveniente, residente, domiciliato o transitato nelle ultime due settimane nei Comuni di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano, siti in Lombardia e Vo’ e Mira in Veneto, individuati nelle Ordinanze del Ministero della Salute dello scorso 22 febbraio, il quale non dovrà presentarsi in servizio fino a nuove disposizioni.
Pubblichiamo, inoltre, il DL 23 febbraio 2020, n. 6. Contenente “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” e il DPCM 23 febbraio 2020 recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Notiziario FLP Difesa n. 45 del 13 luglio 2022 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 21 del 13 luglio 2022, che riferisce le valutazioni di FLP in merito alla recrudescenza della pandemia da COVID19 e alle sue ricadute sulla popolazione e sui lavoratori, a seguito dell’abbassamento delle misure di prevenzione: Gli ultimi avvenimenti […]
Notiziario FLP DIFESA n. 24 del 25 marzo 2022 – Riportiamo di seguito il testo del Notiziario della nostra Federazione n. 12 di data odierna, che precisa che, dopo la fine dello stato di emergenza dal 1 aprile p.v., nessuna modifica interviene nella possibilità di fare lavoro agile, atteso che, nelle more dell’entrata in vigore […]
Notiziario FLP DIFESA n. 30 del 24 marzo 2020 – Sono ben note a tutti le resistenze che, in molte Amministrazioni e tra queste certamente la Difesa, alcuni Dirigenti, centrali e periferici, stanno opponendo all’attuazione dello Smart-Working (lavoro agile) nei termini previsti dalla Direttiva FP n. 2, oggi diventata norma legislativa con il DL 18. […]
Notiziario FLP DIFESA n. 29 del 23 marzo 2020 – Si riporta, di seguito, in carattere corsivo e colorato, il testo della nota pervenuta dalla Segreteria Generale della nostra Federazione che illustra le norme d’interesse dei lavoratori pubblici presenti del Decreto Legge n. 18. “Il Decreto Legge 17.03.2020, n. 18, c.d. “Cura Italia”, è stato […]
Notiziario FLP DIFESA n. 27 del 18 marzo 2020 – Nella tarda serata di ieri, dopo la firma del Presidente Mattarella, è stato pubblicato nella G.U. n. 70 il Decreto Legge di pari data recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da […]
News FLP DIFESA del 24 febbraio 2020 – Emergenza Corona Virus. In relazione all’emergenza sanitaria che sta interessando il nostro Paese a causa della diffusione del cosiddetto “Corona Virsus” o “Covid 19”, la nostra Confederazione si è immediatamente attivata nei confronti delle massime Autorità politiche affinché venga rapidamente emanata una Direttiva che preveda l’adozione di […]