Il sen. Nicola Latorre, D.G. di Agenzia Industrie Difesa
La Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa ha inviato alle OO.SS. nazionali una nota informativa – prot n. 4642 del 9.05.2022, a firma del Capo Ufficio Sviluppo Capitale Umano e Organizzazione, che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina – avente per oggetto “modifiche al sistema di pagamento degli emolumenti del personale civile”, nella quale si informava che, a seguito di alcuni rilievi mossi dalla Magistratura Contabile alla “Convenzione triennale 2021-2023” siglata da Ministro della Difesa e Direttore Generale AID, si rendeva necessario dare attuazione alla previsione contenuta nel decreto istitutivo dell’Agenzia e relativa alla riduzione, per gli Enti ad essa conferiti, delle dotazioni organiche di A.D. e al contestuale trasferimento all’Agenzia delle risorse finanziarie destinate al pagamento degli stipendi.
Come da tradizione in AID, l’informazione alle OO.SS. è arrivata molto tardivamente e peraltro senza alcun supporto di documenti che consentissero la corretta ed esaustiva comprensione del problema, da parte delle Rappresentanze sindacali ma anche e soprattutto da parte dei lavoratori, atteso che il problema tocca il loro stipendio e conseguente la loro vita familiare. Problema che, ad una nostra prima valutazione, dovrebbe essere alquanto gestibile e ipotizziamo anche in tempi brevi, attraverso la specifica convenzione tra Agenzia e la competente Direzione del MEF di cui parla la stessa Direzione Generale nella nota inviata ai Sindacati.
C’è invece un passaggio di quella nota che da una parte ci sorprende e dall’altra ci preoccupa, e siamo sicuri preoccupi molto anche le lavoratrici e i lavoratori dell’Agenzia: il preannuncio di approfondimenti in corso, atteso che “la modifica della procedura in questione abbia un impatto sul sistema di classificazione del personale, considerato che gli Enti Pubblici non Economici, sebbene inseriti nel comparto Funzioni Centrali, presentano un sistema di classificazione diverso da quello dei Ministeri”.
La comprensione di quest’ultimo passaggio appare davvero ardua e faticosa, e nonostante tutta la buona volontà utilizzata, non si riesce a fare nessun passo in avanti per capire la natura vera di questo problema, la portata degli approfondimenti che si stanno operando e soprattutto le prospettive conclusive di questi approfondimenti, che sono poi quelle che oggi interessano più da vicino i lavoratori.
Una cosa comunque appare ancor più incomprensibile: il sollevare il tema degli ordinamenti professionali diversi tra ex comparto Ministeri ed ex comparto EPNE (Enti Pubblici Non Economici) il giorno stesso in cui si firma il nuovo CCNL delle Funzioni Centrali che ha assorbito entrambi gli ex comparti con le disposizioni e i rimandi in materia di sistema di classificazione del personale di cui all’art. 18.
Ovviamente, è necessario e urgente, anche in base ad un elementare criterio di trasparenza, che la Direzione Generale AID mostri tutte le carte in suo possesso, chiarisca la natura e la portata degli approfondimenti che sta operando e indichi le opzioni anche alternative che sono in campo.
E questi approfondimenti non potrà continuare a operarli nel chiuso delle proprie stanze come finora ha fatto, ma deve coinvolgere immediatamente le OO.SS. nazionali ascoltando i loro punti di vista, i loro contributi e ovviamente le loro proposte, atteso che le questioni in campo riguardano le partite stipendiali e la collocazione all’interno del comparto di contrattazione che sono questioni riconducibili a relazione sindacale.
Con queste premesse, abbiamo inviato alla Direzione Generale AID nel pomeriggio di oggi la lettera con la richiesta di incontro urgente, che pubblichiamo su questa stessa pagina
Con riserva di informazione sugli sviluppi della nostra iniziativa, cordiali saluti a tutti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE- Maria Pia Bisogni e Maria Teresa D’Urzo
Alloggi di servizio per il personale del Ministero della Difesa
Mentre il Governo è impegnato a introdurre misure drastiche (sospensione entro 48 ore, poi il licenziamento) contro i dipendenti pubblici c.d. assenteisti e fannulloni che verranno adottate dal prossimo Consiglio dei Ministri, una trovata davvero intelligente per allontanare il dibattito dai temi più caldi (Banca Etruria, in primis), il Governo pare non accorgersi di altre irregolarità invece tranquillamente tollerate.
Ne ha dato notizia qualche giorno fa il periodico L’Espresso, che ha raccontato di un recente pronunciamento della Corte dei Conti che ha intimato all’A.D. di recuperare entro sei mesi i tantissimi alloggi abusivamente occupati da persone che non ne hanno più titolo. Rispetto al patrimonio alloggiativo disponibile per le necessità di servizio del personale Difesa, che ammonterebbe complessivamente a n. 16.812 appartamenti, il 25% di essi, pari a n. 4190 unità, sono attualmente occupate da chi non ne avrebbe alcun diritto (perché collocati in pensione; perché trasferiti; perché in uso ad eredi privi di titoli; etc.), che dunque vivrebbe abusivamente in quegli immobili sottraendoli ad altro personale che ne avrebbe invece diritto. Di questi 4190 alloggi, 2.871 sarebbero in gestione all’Esercito, 408 alla Marina e 911 all’Aeronautica
Ne hanno ovvie responsabilità i diversi Ministri che si sono via via succeduti nel corso di questi anni, e tra questi l’attuale Ministra, che ha firmato in data 14.05.2014 un decreto con il quale è stata addirittura ampliata la categoria degli “intoccabili” allargando le fasce protette e includendovi, oltre alle vedove e alle famiglie a basso reddito, anche figli e nipoti. Una scelta giudicata “paradossale” dalla stessa Corte dei Conti.
Ebbene, dopo aver rilevato questo incredibile stato di cose, la Magistratura contabile ha inviato una relazione dettagliata ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai Ministri della Difesa e dell’Economia e Finanze, sollecitando l’A.D. a recuperare gli alloggi occupati abusivamente entro sei mesi. Recita la relazione dei Magistrati contabili: “Pur tenendo presenti eventuali situazioni particolari contingenti, è necessario riaffermare l’esigenza di recuperare tali alloggi e procedere di conseguenza”. Come si vede, una censura non lieve, nei confronti dell’operato del Ministero e del suo Vertice politico.
Ci chiediamo come questa situazione denunciata dalla Magistratura contabile si inquadri all’interno di quell’affermazione che la Ministra fece a giugno scorso all’atto della presentazione del progetto di dismissione di alcuni pezzi straordinari di storia della Difesa, i Fari, realizzato di concerto con l’Agenzia del Demanio. In quella circostanza, la Ministra ebbe ad affermare che “come indicato nelle linee programmatiche del mio dicastero, al momento del mio insediamento, considero un dovere patriottico riutilizzare in modo proficuo il patrimonio immobiliare militare non più in uso”. Vien da chiedersi se non sia un “dovere patriottico” anche quello di impedire a soggetti che non ne abbiano più titolo di utilizzare alloggi del MD, con il pessimo risultato di negarli ad altri che ne avrebbero titolo e non ne possono beneficiare.
Di questa censura della Corte dei Conti in merito alla gestione del patrimonio alloggiativo della Difesa non abbiamo letto commenti da parte dei Vertici, mentre abbiamo letto commenti entusiastici sul successo della prima gara relativa ai Fari, presentata a giugno scorso e messa online dal 12 ott. 2015 al 12 gen. scorso, che aveva l’obiettivo di dare in concessione 11 fari per un periodo fino a 50 anni. Erano interessati, tra gli altri, i Fari di Capo d’Orso a Maiori (Salerno), quello di Murro di Porco a Siracusa e il faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli), che sono risultati i più richiesti. Inizia ora la valutazione delle offerte, e a marzo si conosceranno i vincitori. Intanto, Demanio e MD starebbero predisponendo un secondo elenco.…
In ogni caso, l’Amministrazione Difesa dovrà ora rispondere all’imput della Corte dei Conti, e vedremo cosa metterà in campo per risolvere definitivamente il problema relativo all’utilizzo improprio degli alloggi.
(Giancarlo Pittelli)
19.02.2016 – Riceviamo e pubblichiamo:
Spett.le O.S. FLP, vi inoltriamo il comunicato stampa del Sen. Aldo Di Biagio in merito alla questione degli alloggi da voi prontamente segnalata. Di seguito il comunicato:
DIFESA – DI BIAGIO (AP), SU UTENTI ALLOGGI BASTA VERGOGNOSE GENERALIZZAZIONI ANIMATE DA SENSAZIONALISMO
Roma, 19 febbraio 2016 – “Ciclicamente ritorna alla ribalta la questione degli utenti considerati sine titulo della difesa, con tanto di ondata mediatica diffamatoria che tende ad accostare questi lavoratori della difesa – a cui è stata riconosciuta la conduzione di alloggi ma che con il tempo il valzer di norme mutate e confusionarie hanno poi rimodulato lo status – ai beneficiari di affittopoli, gettando fango su una problema che coinvolge ben altri scenari e che merita rispetto ed attenzione da parte delle istituzioni e del mondo dell’informazione”. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio senatore di Ap a margine di un incontro avuto in mattinata al Senato con una delegazione di rappresentati di Casadiritto in rappresentanza degli utenti c.d. sine titulo della difesa. “Sicuramente le determinazioni a cui è giunta la relazione della Corte dei Conti concernente “gli alloggi di servizio del Ministero della Difesa” dello scorso ottobre hanno riacceso il dibattito in materia, prestando il fianco a facili e comode generalizzazioni tendenti ad inquadrare la categoria dei suddetti utenti come “abusivi”. “Malgrado l’allarme che qualcuno ha voluto lanciare, – continua – vale la pena segnalare che – invece – risulta che il numero degli utenti c.d. sine titulo, nel corso degli ultimi anni sia addirittura diminuito, e che di contro il numero degli alloggi vuoti/liberi sia incrementato. Emerge in maniera palese che qualsiasi ragionamento ai fini delle revisione delle modalità gestionali del patrimonio abitativo debba riguardare in maniera prioritaria proprio quest’ultimo versante, su cui la stessa Corte sembra aver dato un risalto maggiore”. “Circa poi il modus di gestione dei suddetti utenti, alla luce di quanto previsto dalla Delibera della Corte dei Conti in ragione del coinvolgimento di Difesa Servizi Spa, – sottolinea – sarà mia premura adoperarmi nelle opportune sedi al fine di una salvaguardia delle tutele delle garanzie di cui ai decreti ministeriali finora emanati e al fine di rivedere in termini di sostenibilità e di rispondenza alle dinamiche di mercato, quei canoni al momento, ingiustificatamente, ancora insostenibili”. Di Biagio conclude: “In un momento storico in cui alle difficoltà di una porzione ampia della società civile si contrappongono le coste e gli illeciti, segnatamente sul versante immobiliare, di pochi ritengo sia doveroso e prioritario operare i giusti distinguo affinché una categoria meritoria ed onesta non venga trascinata nel calderone della facile demagogia particolarmente di moda in questi ultimi tempi”.
Ufficio Stampa Sen. Aldo Di Biagio Senato della Repubblica Istituto Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica, 72 00186 Roma
Notiziario n. 91 del 31 agosto 2015 –
La Corte dei Conti
Nel corso di una delle ultime sue ultime riunioni prima della tradizionale sospensione estiva delle attività, la Commissione Difesa del Senato ha esaminato due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.S. 2008) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2014” e il secondo (A.S. 2009) recante “Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2015”.
Per quanto riguarda il conto consuntivo 2014, val la pena di richiamare le valutazioni espresse dalla Corte dei Conti nella sua relazione sul rendiconto dello Stato, pubblicate lo scorso 15 giugno. Con riferimento al consuntivo del M.D., la Corte ha segnalato l’inversione del trend di spesa degli ultimi anni, atteso che, a partire dal 2008 e con la sola eccezione del 2011, gli stanziamenti di spesa sono risultati sempre in diminuzione. Per il 2014, si sono registrate nell’A.D. minori spese per 1,1 mld di euro (-5,14%), mentre le integrazioni di bilancio sono state pari e 740 mln contro i 1,5 mld di euro del 2013. La gestione finanziaria 2014 è stata complessivamente pari a 21,05 miliardi per gli stanziamenti definitivi di competenza, mentre le entrate extra-tributarie hanno visto 424 mln in riscossioni e 403 mln di versamenti. Nella sua relazione, la Corte dei Conti propone alcune considerazioni importanti: sul disegno riformatore del Libro Bianco, si riserva la valutazione dei risultati nell’esame dei successivi esercizi finanziari; per quanto attiene alle dismissioni del patrimonio immobiliare del MD non più utile ai fini istituzionali, ne sollecita un’azione ancor più incisiva; infine, con riferimento al riassetto in chiave riduttiva delle FF.AA. (Legge 244/2012, modello a 150.000 entro il 31.12.2024), segnala l’utilità di anticiparne i tempi di attuazione, o rallentando il turnover o ricorrendo alla mobilità obbligatoria per il personale in esubero. Su quest’ultima considerazione, come O.S. esprimiamo una diversa opinione, atteso che la cura dimagrante è così cospicua (43.000 unità tagliate, di cui 10.000 civili) da necessitare di tempi congrui e non più ridotti. Avremo comunque modo di ritornare a breve sulle considerazioni della Corte dei Conti.
Per quanto invece riguarda il secondo provvedimento in esame (assestamento del bilancio 2015), va rilevato che rispetto alle previsioni iniziali contenute nella legge 191/2014 e relative alla “missione sicurezza e difesa del territorio”, si è registrato per il Ministero della Difesa un incremento della spesa da 19.706 a 19.985 milioni di euro in termini di competenza e da 21.021 a 21.301 milioni di euro in termini di cassa e, con riferimento a quest’ultima, maggiori contributi agli investimenti alle imprese, di cui 100 milioni destinati al programma relativo alle fregate FREMM. Rilevati inoltre, 518 mln di € di residui passivi per consumi intermedi e ben 2,5 mld di € di spese in conto capitate per investimenti lordi. Per quanto riguarda invece le spese relative ai programmi di approntamento e di impiego delle FF.AA., quelle dell’Arma dei CC registrano variazioni negative per circa 3,6 mln (competenza e cassa) e altrettanto quelle delle Forze Terrestri (31.669.000 euro per la competenza e 32.386.000 per la cassa); variazioni positive si registrano invece per la Forze navali (15.394.000 per la competenza e 12.871.000 per la cassa), come pure per le Forze aeree (18.889.000 per la competenza e 24.839.000 per la cassa). Infine, con riferimento al programma di pianificazione generale delle Forze armate e agli approvvigionamenti, si registra invece una rilevante variazione positiva di 182.098.000 € per la competenza e 181.035.000 € per la cassa.
Dunque, dall’esame di questi numeri, ci pare di potere dire che l’andamento del bilancio 2015 mostra una situazione di complessiva tenuta dei conti del M.D., che fa emergere lo sforzo in positivo che l ‘A.D. sta producendo ai fini della riduzione della spesa pubblica. Facessero così anche gli altri Ministeri…..
Su entrambi i provvedimenti, si esprimerà il Parlamento alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.
Pubblichiamo su questa stessa pagina il rendiconto economico 2014 diffuso in questi giorni dalla Ragioneria Generale e l’A.S. 2009 sull’assestamento di bilancio 2015.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1: Rendiconto economico 2014 (“Missione sicurezza e difesa” a pg. 46 del testo e “Analisi spesa Ministero Difesa” a pag. 446 del testo)
Notiziario FLP DIFESA n. 32 del 10 maggio 2022 – La Direzione Generale di Agenzia Industrie Difesa ha inviato alle OO.SS. nazionali una nota informativa – prot n. 4642 del 9.05.2022, a firma del Capo Ufficio Sviluppo Capitale Umano e Organizzazione, che ad ogni buon conto pubblichiamo su questa stessa pagina – avente per oggetto […]
Notiziario n. 7 del 18 gennaio 2016 – Mentre il Governo è impegnato a introdurre misure drastiche (sospensione entro 48 ore, poi il licenziamento) contro i dipendenti pubblici c.d. assenteisti e fannulloni che verranno adottate dal prossimo Consiglio dei Ministri, una trovata davvero intelligente per allontanare il dibattito dai temi più caldi (Banca Etruria, in […]
Notiziario n. 91 del 31 agosto 2015 – Nel corso di una delle ultime sue ultime riunioni prima della tradizionale sospensione estiva delle attività, la Commissione Difesa del Senato ha esaminato due provvedimenti legislativi particolarmente importanti, il primo (A.S. 2008) concernente il “Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2014” e il secondo (A.S. […]