Notiziario FLP DIFESA n. 15 del 25 febbraio 2022 –
Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato diffuso in data di ieri dalla Confederazione CSE in merito all’aggressione operata dalle Forze Armate russe nei confronti di un libero e sovrano Paese europeo, l’Ucraina, che porta di fatto – per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale – la guerra nel continente europeo, a solo poche centinaia di km dal nostro Paese. Un’aggressione in nessun modo giustificabile, frutto del sogno egemonico di Putin che rincorre il sogno di riportare il mondo ai vecchi equilibri della guerra fredda, che occorre ovviamente battere, esprimendo al contempo una fattiva solidarietà e vicinanza al popolo ucraino.
“La Confederazione CSE condanna gli inaccettabili atti di guerra della Russia contro le popolazioni dell’Ucraina che violano il diritto internazionale, l’integrità territoriale di quel Paese e il diritto all’autodeterminazione dei popoli.
Un’aggressione che va subito fermata, per evitare un’escalation dell’azione militare che non solo produrrebbe perdite di vite umane e indicibili sofferenze per le popolazioni interessate, ma avrebbe conseguenze devastanti sulla nostra economia, già duramente colpita dalla pandemia di questi due anni.
E’ necessario che l’Unione Europea adotti con forza ogni iniziativa utile, assumendo direttamente il ruolo negoziale e diplomatico che gli spetta, dal momento che il teatro delle azioni interessa da vicino le nostre popolazioni e i confini dell’Europa.
In questa direzione il nostro Governo, che rappresenta uno dei Paesi fondatori della Comunità europea, non può essere spettatore o subire passivamente gli eventi, ma deve agire con immediatezza nel solco delle nostre tradizioni, della nostra Costituzione e degli ideali di democrazia e di pace che sono alla base del nostro ordinamento.
La Segreteria Generale CSE”
A tal riguardo, dobbiamo anche segnalare che il Presidente Mattarella, stante la gravissima situazione innescata dall’azione armata russa sul territorio ucraino a Nord , a Est e a Sud, ha immediatamente convocato, sempre in data di ieri, il Consiglio Supremo di Difesa, dei cui contenuti e risultanze fa fede il comunicato diffuso dal Quirinale che ha espresso “la più ferma condanna per l’ingiustificabile aggressione militare lanciata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina, che rappresenta una grave e inaccettabile violazione del diritto internazionale e una concreta minaccia alla sicurezza e alla stabilità globali”, ha chiesto “ l’immediata cessazione delle ostilità e il ritiro delle forze fuori dai confini internazionalmente riconosciuti dell’Ucraina” e assicurato “il pieno sostegno all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina, Paese europeo amico e democrazia colpita nella sua sovranità.” e la “massima vicinanza e solidarietà al popolo ucraino e alle sue legittime Istituzioni, alle vittime e alle tante persone che ne soffriranno le conseguenze”, auspicando al contempo azioni concertato da parte dell’Unione Europea e della NATO (in questa stessa pagina, il comunicato diffuso dal Quirinale).
Per concludere, diamo notizia che il Presidente della Repubblica dovrà nominare a breve il nuovo Segretario del Consiglio Supremo Difesa, l’organismo cui spettano le scelte di politica militare del nostro Paese, incarico allo stato vacante dopo le dimissioni del gen. Rinaldo Mosca Moschini. Da informazioni diffuse dai media, pare che il Presidente Mattarella sia orientato, questa volta, a nominare un civile (pare l’on. Francesco Saverio Garofani, gia’ Presidente della Commissione Difesa della Camera). Una scelta indiscutibilmente coraggiosa, che certo provocherà qualche mugugno nei Vertici militari da sempre “titolari” dell’incarico, ma che avverrebbe finalmente nel segno di una concreta civilizzazione, da sempre annunciata ma mai praticata.
Libro Bianco, ci siamo. A distanza di oltre venti mesi dalla sua uscita (30 aprile 2015) nel testo che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci troviamo verosimilmente alla vigilia dell’adozione “di alcuni provvedimenti prioritari e per la delega a successivi specifici dispositivi legislativi”, dei quali pertanto “inizierà a breve l’iter parlamentare”.
La notizia proviene da una fonte autorevolissima, il Consiglio Supremo di Difesa, che nella sua ultima riunione del 24 novembre u.s. ha “fatto il punto sui lavori per l’attuazione del Libro Bianco della Difesa” (ne abbiamo parlato nel nostro Notiziario n. 140 del 1.12.2016; ripubblichiamo inoltre in allegato 2 il comunicato stampa del Quirinale). E una ulteriore conferma, altrettanto autorevolissima, è venuta recentemente dal Presidente Gentiloni che, in sede di presentazione in Parlamento del programma del suo Governo per il voto di fiducia delle Camere, ha fatto espresso riferimento all’attuazione del “Libro Bianco” tra le priorità del suo Governo. Leggiamo la dichiarazione del Premier riportate da un’agenzia: “Intendiamo ridare slancio a tre riforme in corso: quella della pubblica amministrazione, del processo penale e del libro bianco della difesa” (ITALPRESS, 13.12.2016, h.11.42), notizia poi ripresa dalla stampa e da altri media.
Dunque, il tempo è arrivato, ci sono voluti quasi due anni, ma ora ci siamo. E allora, essendo alla vigilia del varo dei primi provvedimenti attuativi, un ripasso sul tema sarà utile, anche per comprendere bene il quadro che abbiamo di fronte.
Il “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” (in sigla, LB) costituisce il progetto del nuovo assetto della Difesa per i prossimi quindici anni. Fortemente voluto dalla Ministra Pinotti, ha registrato convinte adesioni tra alcuni Vertici militari, primo fra tutti l’attuale Capo di SMD e già Capo di SME gen. C. Graziano, ma pure forti contrasti all’interno delle FF.AA, come quella del già Capo di SMM, amm. G. De Giorgi, oggi in pensione dopo l’abbandono forzato per l’ affare Tempa Rossa (ma oggi prosciolto, vds. articolo de IL TEMPO di ieri su questa stessa pagina in allegato 3), che pareva per questo non avesse ottenuto quella deroga che a breve altri Vertici ora avranno (gli attuali Capo SMD, Capo SME e il Cte Gen. Arma CC). Ma i motivi forse non erano solo quelli….
Queste alcune scelte “rivoluzionarie” disegnate dal LB: : il ruolo preponderante e assoluto del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in materia di carriere della dirigenza militare e di formazione; il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale degli Armamenti, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria che si trascinerà dietro; c’è il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); ci sono le corpose novità sul bilancio, con il superamento della storica tripartizione in personale/esercizio/investimento; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi, in un momento di grande difficoltà sociale e di sofferenza economica, nel quale si registra addirittura un aumento delle spese militari (si legga l’articolo de IL FATTOQUOTIDIANO che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4); c’è anche il cancellino già pronto sull’area industriale della Difesa, per la quale si registra la preoccupante previsione dell’art. 280 del LB che parla di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è, infine, per noi, al di là delle dichiarazioni di facciata dei Vertici, l’ulteriore marginalizzazione del personale civile per dare più ruolo e più funzioni al personale militare, in primis in area SMD. Lo abbiamo già verificato in questi mesi, o no?
E ci sono, soprattutto, gli impegni non assolti assunti dal Sottosegretario Rossi di aprire il confronto con le OO.SS. in fase di costruzione dei provvedimenti attuativi. Sta diventando un classico, ancora una volta ci troveremo di fronte al fatto compiuto, con schemi di provvedimenti già belli e impacchettati. Così è!
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), avvenuta al Quirinale il 25 u.s., è servita soprattutto a fare il punto di situazione sui teatri di crisi che si affacciano sul Mediterraneo, con particolare riferimento ai recenti sviluppi del conflitto in Siria e Iraq. Si è anche parlato di Libro Bianco, ma in termini un po’ diversi dalle previsioni di partenza. La riunione è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente Renzi, delle Ministre Pinotti e Guidi, dei Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e del Capo di SMD, gen. Claudio Graziano. In allegato 1, il comunicato del Quirinale.
Su primo punto, il CSD ha esaminato “i contributi che le nostre Forze Armate garantiscono alle operazioni in corso in Iraq e gli ulteriori rinforzi che potranno essere forniti a supporto dell’addestramento delle forze della coalizione e delle attività di assistenza e di recupero del personale disperso…” e ha analizzato “l’impatto sugli scenari di crisi e sulla sicurezza energetica italiana ed europea dell’andamento dei mercati degli idrocarburi”. Dunque, pare di capire, anche alla luce delle dichiarazioni rese dalla nostra Ministra Pinotti, che le nostre FF.AA. siano in preallerta per un possibile intervento militare in Libia e che, nel caso le autorità libiche dovessero richiederlo, l’Italia è pronta ad affiancare le truppe di Francia, USA e Regno Unito, che sono già in campo, inviando un proprio contingente militare.
La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma disegnato nel Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa (LB), reso pubblico dal MD il 30 aprile 2015 e che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2. Le previsioni della vigilia accreditavano l’idea che il CSD avrebbe esaminato e dato il via libera alle prime implementazioni, ma, a leggere il comunicato del Quirinale, l’impressione è che si sia ancora in mezzo al guado: “llConsiglio ha messo in evidenza l’importanza del progetto e della sua rapida realizzazione per la sicurezza del Paese,…., ha espresso piena condivisione delle proposte presentate dal Ministro della Difesa ed ha manifestato il suo apprezzamento per la qualità dell’attività fin qui svolta….; inoltre, “ha ribadito la necessità di imprimere il massimo impulso al processo legislativo attraverso il quale dovranno trovare attuazione concreta i provvedimenti esecutivi di riorganizzazione e razionalizzazione individuati”.
Tutto qua… Ma quali sono le “proposte” della Ministra? E dove stanno gli schemi di provvedimento, senza i quali diventa difficile dare “impulso al processo legislativo”? Sono già stati predisposti? Non è dato saperne di più… Vedremo nei prossimi giorni, ma l’impressione è che si sia ancora in fase di discussione, in quanto le opinioni diverse tra i Vertici e le spaccature presenti (sul DNAL, per es.) non consentano ancora di chiudere il cerchio, a oltre quattro mesi di ritardo dai tempi fissati dagli artt. 297, 298 e 299 del Libro Bianco.
Con l’occasione, diamo notizia che il Consiglio dei Ministri, nella riunione di venerdì 26 u.s., ha “approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive ai decreti legislativi del 28 gennaio 2014 nn. 7 e 8, adottate ai sensi dell’articolo 1, c. 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 244”. Detto schema di decreto, frettolosamente presentato alle OO.SS. nella riunione del 12.11.2015 (vds. Notiziario n. 123 di pari data) e dei cui contenuti non si è discusso con le OO.SS. né in quella sede né dopo, reca alcune modifiche rispetto all’assetto disegnato dal D. Lgs. n. 7 (in particolare: unificazione dei corpi Genio e Armi della MM e, per l’Esercito, creazione dei 3 COINT multifunzione in Padova, Napoli e Bolzano). Ma lo schema di decreto reca anche alcune correzioni al D. Lgs. n.8 (estensione dei pensionamenti a domanda dei militari, in ARQ e ausiliaria, di Ufficiali e Sottuff. che si trovino a non più di 5 anni dai limiti di età): incredibili queste scelte, nel Paese degli esodati e delle pensioni a 67 anni!
Ne riparleremo, quando il testo approvato, che pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 3) insieme alla relazione illustrativa (allegato 4), sarà oggetto di esame e di parere da parte delle Commissioni Difesa.
Il 21 ottobre u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, Alfano e Padoan e il Capo SMD, gen. Claudio Graziano. All’o.d.g., l’esame della situazione internazionale e l’attuazione del Libro Bianco.
In avvio dei lavori, il CSD ha esaminato la situazione internazionale sulla base delle relazioni presentate dai Ministri degli Esteri Gentiloni e della Difesa Pinotti, concentrandosi in particolare sulle crescenti criticità presenti nella sempre più instabile regione mediterranea, che vede il moltiplicarsi dei conflitti e ondate migratorie in aumento, che la Comunità Internazionale cerca di fronteggiare con sempre maggiori difficoltà. In questo difficile contesto, a giudizio del CSD, l’Italia deve concentrare i propri sforzi “sulle situazioni e sulle esigenze di più immediato e diretto interesse per la sicurezza nazionale, con realismo e concretezza”, e operare in primis “per la pacificazione e la stabilizzazione della Libia e, nello stesso tempo, per concorrere alla sconfitta dell’offensiva terroristica..”
La seconda parte della riunione è stata invece dedicata al processo di riforma in corso nel Ministero della Difesa. A tal riguardo, riportiamo uno stralcio del comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica a conclusione della riunione: “In merito al processo di riforma delle Forze Armate, illustrato dal Ministro della Difesa, il Consiglio ha evidenziato l’importanza delle attività che stanno svolgendo in questa fase gli Stati Maggiori e il Segretariato Generale della Difesa, attraverso i comitati e i gruppi di lavoro istituiti, per tradurre in proposte tecniche concrete, da sottoporre al vaglio del Ministro, i principi e gli orientamenti generali enunciati nel Libro Bianco.In un quadro di generale qualificazione e riduzione della spesa pubblica, il processo di razionalizzazione originato dal Libro Bianco dovrà conferire il massimo impulso allo sviluppo delle componenti operative, umane e tecniche, dello strumento militare, finalizzandole attentamente al contrasto dei rischi e delle minacce che gli scenari di crisi e di conflittualità prospettano al nostro Paese e all’Europa. Occorrono scelte chiare sul piano tecnico e organizzativo come anche flessibilità e prontezza di risposte in campo normativo.Il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi. Il progetto di riorganizzazione delle Forze Armate in corso riveste grande importanza e urgenza per il nostro Paese. La sua sollecita attuazione, con il sostegno del Parlamento e del Governo, potrà garantire all’Italia e all’Europa uno strumento essenziale ed efficace, al passo con i tempi”. In allegato 2 che pubblichiamo su questa stessa pagina, il testo del Libro Bianco.
Questi i passaggi del comunicato del Quirinale, che pubblichiamo su questa pagina come allegato 1, rispetto ai quali proponiamo un paio di riflessioni. La prima: il CSD evidenzia “l’importanza delle attività dei comitati e dei gruppi di lavoro di lavoro costituiti” che hanno il compito di formulare “proposte tecniche concrete da sottoporre al vaglio del Ministro”. Preso atto del sigillo del CSD, va però ricordato che, negli interventi in Commissione Difesa, quasi tutti i parlamentari hanno rivendicato il diritto-dovere delle Camere di pronunciarsi sulle scelte di riorganizzazione delle FF.AA. e sulla riforma del MD. Non è davvero una cosa di poco conto. Tutt’altro.
La seconda riflessione che proponiamo riguarda invece l’affermazione, evidentemente tutta politica, che “il Consiglio condivide il Libro Bianco e sostiene il perseguimento dei suoi obiettivi”. Se il CSD ha ritenuto necessario, a sei mesi dall’uscita del Libro Bianco e mentre ferve il lavoro dei “comitati e gruppi di lavoro”, procedere alla riaffermazione della propria condivisione, potrebbe essere questo il segnale dell’emergere di posizioni di dissenso dalle indicazioni del Libro Bianco, in particolare in settori (pensiamo a SGD o ad alcuni SS.MM.) che a quelle scelte pagano un tributo molto grande in termini di autonomia.
La riunione di ieri del Consiglio Supremo di Difesa
A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale prevedeva la “presentazione del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa e indicazioni programmatiche per l’attuazione delle misure di riforma delle Forze Armate”.
Un evento, quello del Libro Bianco, che ha occupato le cronache della Difesa nel corso degli ultimi due anni, e per questo davvero molto atteso. L’idea originaria era stata dell’ex Ministro Mauro che, dopo l’entrata in vigore della Legge L. .244/2012 e alla luce del nuovo quadro geo politico internazionale, chiedeva una profonda riflessione sul “modello Difesa” ai fini di una sua possibile riforma. Un’idea fatta propria dall’attuale Ministra, che ne ha fatto di sicuro il punto programmatico più esibito del proprio Dicastero. Da qui, l’individuazione del “gruppo di esperti”, la prima informativa al CSD del 15.06.2014, e infine la pubblicazione delle “Linee guida”, 90 tesi per i diversi argomenti, redatte dal “gruppo di esperti”. L’ obiettivo dichiarato delle “Tesi” era quello di fissare la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni, attraverso “una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”, e di individuare per questo “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” e “”il più idoneo modello organizzativo generale”, eliminando duplicazioni, riducendo “il numero dei livelli gerarchici”, razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. A tal riguardo, un ruolo fondamentale era assegnato al personale civile e militare e, “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirnelepossibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”. Queste le premesse, forse un po’ troppo trionfalistiche e anche strumentali.
Oggi, a distanza di quasi un anno, il Libro Bianco ha visto finalmente la luce con la presentazione al Presidente del la Repubblica nella riunione di ieri del CSD. FLP DIFESA è venuta in possesso del corposo testo (67 pagine, 8MB), e lo rende immediatamente disponibile attraverso il proprio sito pubblicandolo su questa pagina. Lo leggeremo con grande attenzione, soprattutto per quanto attiene la parte relativa al lavoro civile, per il momento ci limitiamo a esprimere alcune primissime sensazioni, anche attingendo allo stesso “comunicato” del Quirinale (anch’esso qui pubblicato).
All’orizzonte del nostro Ministero, si delinea dunque “una significativa riforma volta a realizzare una maggiore integrazione interna del sistema-Difesa, a rafforzare la direzione politica del Ministro e la capacità di direzione unitaria del Vertice militare e a migliorare l’attuale modelloprofessionale”. Se questo è l’obiettivo della riforma, occorrerà realizzarlo “attraverso una complessa opera di riorganizzazione” (un’altra ancora? e di quella attualmente in fase iniziale di attuazione ex DD. LLgs. 7 e 8/2014 che ne facciamo?), “unitamente alle conseguenti misure di revisione dellavigente normativa, da specifiche commissioni guidate dal Capo di Stato Maggiore dellaDifesa sulla base delle direttive del Ministro”. A nostro giudizio, assegnare questo ruolo a commissioni tecniche guidate dal Capo di SMD, prevedibilmente formate da Generali e Ammiragli, potrebbe significare per la politica abdicare al proprio ruolo e consegnarsi ai Vertici militari. Colpisce anche nel comunicato del Quirinale l’auspicio formulato dal CSD a che “nell’ambito di tali commissioni sia possibile eliminare duplicazioni e sovrapposizioni di funzioni e razionalizzare organici e competenze”. Ma come, non doveva proprio il Libro Bianco a dire qualcosa di preciso al riguardo? E siamo ancora a livello di auspici? Mah!
In conclusione, la primissima impressione è che il “Libro Bianco” sia tale proprio perché vuoto di indicazioni, e che di fatto si sia deciso di non decidere. Ne riparleremo diffusamente e a breve!
In merito al presente Notiziario, nella tarda mattinata di oggi abbiamo ricevuto dal Gabinetto del Ministro una mail recante la seguente testuale precisazione:
“Buongiorno, si precisa che quanto da voi pubblicato risulta essere solo un ipotesi di lavoro del documento in oggetto, il testo definitivo del Libro Bianco sarà solo quello che approverà il Consiglio Supremo di Difesa. Quanto sopra per il seguito di competenza. Cordiali saluti”.
Nel prenderne atto, ne diamo doverosamente conto ai nostri lettori e colleghi. Abbiamo comunque bene a mente il comunicato del Quirinale che recita testualmente “Il Consiglio ha espresso il suo apprezzamento per il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa presentato dal Ministro Pinotti”. Attenderemo il testo ufficiale definitivo, che il Gabinetto sicuramente ci trasmetterà prontamente, e vedremo quali e quante differenze emergeranno rispetto a quello da noi pubblicato reperito via internet.
Giancarlo Pittelli
Notiziario n. 67 del 19 giugno 2014 –
La riunione del Consiglio Supremo di Difesa
Si è tenuta nella giornata di ieri, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il Presidente del Consiglio; le Ministre della Difesa, degli Esteri e dello Sviluppo economico; i Ministri degli Interni e dell’Economia e delle Finanze e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. All’o.d.g. della riunione, in particolare, la “presentazione ed esame delle linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco della Difesa e delle modalità per il suo completamento entro l’anno con il coinvolgimento del Parlamento”.
Al termine della riunione, il Quirinale ha emanato il comunicato che pubblichiamo su questa stessa pagina, nel quale, con riferimento ai primi due punti iscritti all’o.d.g., si afferma “che nel corso di questi mesi, la situazione internazionale ha mostrato preoccupanti segni di peggioramento”, rendendosi per questo “assolutamente prioritaria l’esigenza di sostenere il dialogo volto a individuare idonee soluzioni politiche e diplomatiche alle questioni sul tappeto”. In questo percorso il nostro Paese dovrà inevitabilmente impegnarsi in prima persona e, anche per questo, “sarà necessario portare al più presto a compimento il profondo processo di rinnovamento, riorganizzazione su basi interforze e integrazione multinazionale intrapreso per rendere lo strumento militare più pronto ed efficace nei confronti delle effettive minacce da fronteggiare, considerate realisticamente le limitate risorse finanziarie a disposizione”.
Ma il piatto forte della riunione era sicuramente costituito dalla presentazione da parte della Ministra Pinotti delle “Linee Guida per l’elaborazione del Libro Bianco per la Difesa e della strategia evolutiva delle Forze Armate sull’orizzonte dei prossimi 15 anni”, che hanno fatto registrare il pieno sostegno del CSD. Dette linee guida prevedono“la realizzazione di uno strumento militare che costituisca componente attiva e qualificante della politica multidisciplinare e interministeriale del Governo per la sicurezza e la difesa, in grado di concorrere efficacemente alla salvaguardia delle direttrici di sviluppo economico e sociale del Paese nel contesto internazionale”. A tal fine “la struttura delle Forze Armate dovrà essere strettamente integrata in termini interforze e in termini di organizzazione di comando, e dovrà disporre di capacità bilanciate e specializzate rispetto alle specifiche esigenze da assolvere. Le Linee Guida ribadiscono la fondamentale importanza di una difesa collettiva pronta e funzionale”.
Il comunicato stampa del Quirinale si sofferma quindi sul nodo risorse:“ per una riforma delle FF.AA. utile al Paese, resta centrale il problema delle risorse che, pur nella ricerca di ogni possibile efficienza ed economicità, non dovranno comunque scendere al di sotto di livelli minimi invalicabili”.
Infine, i percorsi operativi: “Il Ministro della Difesa invierà le Linee Guida ai Presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento, affinché ne possano eventualmente venire valutazioni e suggerimenti utili alla definizione del Libro Bianco, di cui il governo si è assunto l’iniziativa e la responsabilità. Proseguirà inoltre il dialogo informale con accademici, esponenti dell’industria, esperti di economia e finanza, mentre sarà avviato un più ampio confronto con l’opinione pubblica”. A tal proposito, ci chiediamo: e il confronto con le Rappresentanze del personale? Una omissione che ci appare grave, tenuto conto che il Libro Bianco dovrà disegnare il nuovo modello Difesa e le FF.AA. future. Segno dei nuovi tempi che viviamo, forse, in cui i confronti si fanno invitando i cittadini a inviare semplici email della serie “dimmi, poi ci penso io”, straordinario esempio questo di democrazia partecipativa, e mettendo in un angolo le Parti Sociali. Anche a seguito di alcune recenti iniziative, di cui diremo prossimamente ai lavoratori, abbiamo il fondato timore che il MD stia imboccando proprio questa strada. Ne riparleremo!
Si è tenuta in data 19 u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il Presidente del Consiglio dei Ministri; le Ministre della Difesa, degli Esteri e dello Sviluppo economico; i Ministri degli Interni e dell’Economia e delle Finanze e il Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Tre i temi trattati nel corso della riunione. Al primo punto, l’evoluzione della situazione internazionale e dei principali scenari di crisi, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo allargato. A tal riguardo, tenuto conto del contesto attuale caratterizzato da una grande instabilità e dalle varie crisi e conflitti in atto, il CSD ritiene che siano di “fondamentale importanza per la sicurezza e la prosperità dell’Italia le funzioni di prevenzione, dissuasione e stabilizzazione delle FF.AA.”, e che questo avvenga nel quadro di una “efficace azione integrata europea” che andrà rapidamente attivata. Al secondo punto, le criticità relative all’attuazione della Legge 244/2012. Sul punto, il CSD “ha espresso l’unanime convincimento che riorganizzare le forze armate per renderle efficaci nei confronti delle effettive minacce che, oggi e in prospettiva, incombono sull’Italia e sull’Europa significa garantire ai cittadini e all’economia del nostro Paese un servizio di straordinario valore». Ultima questione affrontata, quella relativa alla redazione del “Libro Bianco”, di cui ha anche parlato la Ministra Pinotti nella sua recente audizione in Parlamento. A parere del CSD, detto Libro Bianco, che dovrebbe vedere la luce entro la fine del corrente anno, “avrà lo scopo di ridefinire il quadro strategico di riferimento per lo strumento militare, gli obiettivi di efficacia e di efficienza che esso dovrà conseguire, i lineamenti strutturali e organizzativi che dovrà assumere” (i virgolettati sono tratti dal comunicato del Quirinale, pubblicato su questa stessa pagina).
Dunque, nessun cenno al tema delle spese della Difesa in materia di armamenti che stanno invece tenendo banco sui media in questi ultimi giorni nel contesto dei provvedimenti di riduzione della spesa pubblica annunciati dal Governo, e niente anche sull’acquisto dei caccia bombardieri d’attacco F35. A tal riguardo, occorre ricordare che, dopo anni in cui la delicatissima scelta sugli armamenti è stata appannaggio praticamente esclusivo dei Vertici militari e del Ministro pro-tempore, l’art. 4 della legge delega n. 244/2012 ne ha ricondotto la piena sovranità al Parlamento, che ha già disposto un’indagine conoscitiva (si veda il nostro Notiziario n. 75 del 29.06.2013), già conclusa a febbraio scorso. Spetteranno ora alle Camere le decisioni e gli atti conseguenti. Il primo Gruppo parlamentare a prendere posizione è stato quello del partito di maggioranza relativa. Il documento, reso pubblico proprio in questi giorni, dopo aver espresso le proprie valutazioni, anche critiche, sui programmi di armamento delle tre FF.AA., prende posizione sugli F-35 evidenziando tutta una serie di riserve, sia di carattere tecnico e operativo messe peraltro in luce mesi addietro anche da fonti governative statunitensi, sia in relazione al notevole impatto economico (quasi 15 mld il costo totale) alla luce della situazione molto critica di finanza pubblica. E giunge alla seguente conclusione: dovrà essere operato “un significativo ridimensionamento del programma F-35” (da 90 a 45 esemplari) e inoltre dovrà essere rinnovata “la flotta aerea militare su due linee di volo, ovvero con gli F-35 e gli Eurofighter”, aereo quest’ultimo di produzione europea, tecnicamente e operativamente affidabile, e che appare più vantaggioso in termini costi complessivi.
Per chiudere, ricordiamo che, alla luce della pesante situazione economica del Paese, la FLP ha già preso posizione da tempo chiedendo il “taglio delle spese per gli armamenti inutili“, e questocon riferimento non solo agli F-35 ma anche al progetto di digitalizzazione NEC che costa 22 mld. (si legga il documento di FLP presentato nell’audizione parlamentare del 23.05.2013 – Notiziario n. 60/2013).
Sull’argomento, invitiamo tutti a partecipare al sondaggio pubblicato sulla home page del nostro sito.
Si è tenuta in data 4 luglio u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro degli Esteri, il Ministro degli Interni, il Vice Ministro per l’Economia e le Finanze, il Ministro della Difesa, il Ministro per lo sviluppo economico e il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Hanno altresì presenziato alla riunione il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dott. Antonio Catricalà, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Cons. Donato Marra e il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, gen. Rolando Mosca Moschini.
Diversi i temi trattati nel corso della riunione. In primo luogo, gli impegni militari dei nostri contingenti, in ordine ai quali, “ è emerso il convincimento di promuovere iniziative di cooperazione tra gruppi anche ristretti di partner europei, così da avere “piu’ Europa” nello sviluppo e nell’impiego delle capacita’ militari”. Sono state quindi valutate le situazioni di instabilita’ e di potenziale rischio che destano maggiori preoccupazioni, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo e quella del Medio Oriente. Il Consiglio ha poi “pienamente condiviso la necessita’ di rafforzare ed estendere i partenariati per la sicurezza e la stabilita’ internazionali”, punto questo di particolare rilevanza per l’Italia “in relazione all’impatto che piu’ efficaci forme di partenariato possono avere sull’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, soprattutto nell’attuale situazione di profonda trasformazione politica, sociale ed economica della Regione”.
Ma, dal nostro punto di vista, il piatto forte della riunione dell’Organo costituzionale era rappresentato dal giudizio dell’Organo costituzionale sul testo definitivo del disegno di legge delega per la riforma dello strumento militare nazionale presentato al Senato dal Ministro Di Paola in data 23 aprile u.s., che risulta modificato in alcune parti essenziali rispetto al testo entrato in Consiglio dei Ministri che era stato costruito sulle linee annunciate al Parlamento e allo stesso Consiglio Supremo nella precedente riunione dell’8 febbraio u.s.. Ebbene, leggiamo dal comunicato emanato a fine riunione dalla Presidenza del Consiglio, che “il Consiglio superiore della Difesa nella sua collegialità ha espresso pieno sostegno al progetto (di riforma delle Forze Armate), che è fondamentale per assicurare l’efficienza dello strumento militare in un periodo di forte compressione delle risorse disponibili, e ha auspicato la conversione del disegno di legge da parte dei due rami del Parlamento entro il corrente anno”.
Lo stesso comunicato segnala che il Ministro della Difesa Giampaolo Di Paola “ha messo in luce i risparmi di spesa già effettuati e indicato gli ulteriori provvedimenti previsti nel quadro della Spending Review e ha quindi illustrato lo stato di attuazione del progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle Forze Armate ed ha riferito sull’iter parlamentare di approvazione del relativo disegno di legge delega”. Infine, conclude il comunicato, ” il Ministro ha indicato i provvedimenti di riduzione delle spese correnti della Difesa nel quadro della spending review del Governo”.
Da queste ultime righe, non emerge il giudizio del nostro Ministro in merito all’accelerazione che ha subito il suo progetto di riforma con il Decreto Legge 95 sulla spending review, in particolare per quanto riguarda i tagli lineari sugli Uffici (20%) e sul personale (10%), tagli contestati anche dagli Uffici del Senato oltre che precedentemente dalla Corte dei Conti nella relazione annuale sul pubblico impiego.
Vedremo di saperne di più nella riunione che avremo martedì 17 luglio con il Ministro Di Paola proprio sui contenuti e sugli effetti del secondo provvedimento sulla spending (DL 6.07.2012, n. 95).
Notiziario FLP DIFESA n. 15 del 25 febbraio 2022 – Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato diffuso in data di ieri dalla Confederazione CSE in merito all’aggressione operata dalle Forze Armate russe nei confronti di un libero e sovrano Paese europeo, l’Ucraina, che porta di fatto – per la prima volta dalla fine […]
Notiziario n. 7 dell’11 gennaio 2017 – Libro Bianco, ci siamo. A distanza di oltre venti mesi dalla sua uscita (30 aprile 2015) nel testo che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ci troviamo verosimilmente alla vigilia dell’adozione “di alcuni provvedimenti prioritari e per la delega a successivi specifici dispositivi legislativi”, dei quali pertanto “inizierà […]
Notiziario n. 24 del 29 febbraio 2016 – La riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), avvenuta al Quirinale il 25 u.s., è servita soprattutto a fare il punto di situazione sui teatri di crisi che si affacciano sul Mediterraneo, con particolare riferimento ai recenti sviluppi del conflitto in Siria e Iraq. Si è anche […]
Notiziario n. 116 del 27 ottobre 2015 – Il 21 ottobre u.s. si è tenuta, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente Renzi, le Ministre Pinotti e Guidi, i Ministri Gentiloni, […]
Notiziario n. 42 del 22 aprile 2015 – A prima vista, sembra proprio che la montagna abbia partorito il topolino. E’ questa la nostra primissima sensazione dopo aver letto il “comunicato” pubblicato sul sito della Presidenza della Repubblica sulle risultanze della riunione di ieri 21 aprile del Consiglio Supremo di Difesa (CSD), l’o.d.g. della quale […]
Notiziario n. 67 del 19 giugno 2014 – Si è tenuta nella giornata di ieri, al Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata come al solito presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il Presidente del Consiglio; le Ministre della Difesa, degli Esteri e […]
Notiziario n. 28 del 24 marzo 2014 – Si è tenuta in data 19 u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il Presidente del Consiglio dei Ministri; le Ministre della Difesa, degli Esteri […]
Notiziario n. 96 del 13 luglio 2012 – Si è tenuta in data 4 luglio u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro degli Esteri, il Ministro degli Interni, […]