Notiziario n. 42 del 20 aprile 2018 –

Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso in data di oggi dalla nostra Federazione con la quale si dà conto dell’iniziativa da parte della stessa Federazione di impugnare il CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto in data 12 febbraio 2018 da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL e CONFINTESA, ma non da FLP che ha avviato alcune iniziative ricorsuali.

” La FLP, Organizzazione Sindacale già promotrice del ricorso dal quale è scaturita la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 che ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti pubblici, ha impugnato il Contratto del Comparto Funzioni Centrali sia dinanzi ai giudici nazionali che a quelli europei per violazione delle libertà sindacali previste dall’articolo 39 della Costituzione e dell’articolo 11 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Il prossimo 11 maggio è prevista la prima udienza del ricorso presentato dalla FLP presso il Tribunale di Brindisi, mentre è già stato presentato un reclamo dinanzi al Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa unitamente alla Confederazione CGS.

“Portiamo all’attenzione delle istituzioni comunitarie – dichiara Marco Carlomagno, Segretario Generale della FLP – la normativa italiana in base alla quale i sindacati che non sottoscrivono i contratti collettivi nazionali di lavoro sono esclusi da tutti gli altri livelli di contrattazione. “Questa disposizione, prevista dai contratti del pubblico impiego con apposite clausole – spiega il sindacalista – è in palese contrasto con quanto sancito dall’articolo 39 della Costituzione e con l’articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo che tutela le libertà di riunione e di associazione in cui rientrano anche le libertà sindacali”.

“Il ricorso presso il Tribunale di Brindisi è il primo di una lunga serie di ricorsi che presenteremo nei prossimi giorni – ha dichiarato Marco Carlomagno – perché riteniamo inaudito che nonostante la pronuncia, favorevole al sindacato, della Corte Costituzionale (sentenza 231/2013) nella controversia tra FIOM e FCA, il Governo e alcune parti sociali continuino imperterrite a non rispettare la libertà di un sindacato rappresentativo di non firmare un contratto negativo per i lavoratori”.

“Negare il diritto alle forme di partecipazione e di contrattazione integrativa ai sindacati riconosciuti rappresentativi in base a norme di legge solo per non aver firmato un contratto che riduce le tutele alla salute e alle cure mediche la dice lunga sul livello di democrazia sindacale nel settore pubblico”.

Prosegue, inoltre, la battaglia intrapresa dalla FLP nei Tribunali per il riconoscimento degli arretrati stipendiali non riconosciuti ai lavoratori pubblici per i sei anni di blocco contrattuale. Nei prossimi giorni su questa importante vertenza si pronunceranno i Tribunali di Foggia, Napoli e Roma.

L’UFFICIO STAMPA FLP “

Si segnala in particolare all’attenzione dei lavoratori l’ultimo passaggio del comunicato stampa, che dà notizia del pronunciamento atteso a breve di tre Tribunali sul ricorso avviato nel 2017.

Pubblichiamo su questa stesa pagina:

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 18.04.2018 – Nota stampa CGS impugnazione CCNL FF.CC.

Allegato 2: 19.04.2018 – Agenzie varie

Notiziario n. 110 del 26 settembre 2016 –

Rino Di Meglio, Segretario Generale di CGS
Rino Di Meglio, Segretario Generale di CGS

Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione Generale Sindacale diffuso in data 23 u.s., nel quale il Segretario Generale della CGS pone in particolare l’accento sulla necessità che, attraverso il nuovo contratto,  si recuperino spazi ampi di contrattazione,  oggi ridotti al lumicino dalle norme introdotte dal 2009 al 2011 dall’ex Ministro alla P.A., R. Brunetta.

“La strada che dovremo percorrere per arrivare al rinnovo del contratto del pubblico impiego, scaduto ormai da sei anni, si profila già tortuosa e in salita”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, Segretario Generale della CGS, che individua i due ostacoli maggiori nell’esiguità dei fondi messi a disposizione dal Governo e nell’indeterminatezza degli ambiti di contrattazione.

“Le risorse stanziate finora, appena 300 milioni di euro per tutti i comparti del pubblico impiego, – spiega il segretario generale della CGS – sono insufficienti persino per risarcire i dipendenti pubblici della mancata applicazione dell’IPCA (Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione Europea), cioè circa 130 euro netti pro capite.

Inoltre, a causa di una normativa che ha provocato continue incursioni legislative, manca del tutto la preliminare e fondamentale certezza del diritto su quali siano gli ambiti riservati alla contrattazione”.

Per creare le condizioni che rendano possibile l’apertura del tavolo negoziale, quindi, secondo Di Meglio “occorre modificare la legge Brunetta e ripristinare il valore della contrattazione e della rappresentanza dei lavoratori. Contratti a costo zero, o con scarsi soldi solo per pochi, non sono la soluzione dei problemi del pubblico impiego. La dignità del lavoro non è in svendita e il nostro impegno è di tutelarla in tutte le sedi”.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 61 del 16 maggio 2016 –

logo ricorso cgsSi riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 10 in data di oggi con il quale la Confederazione CGS,  preso atto della difficoltà di tantissimi lavoratori ad aderire al ricorso alla CEDU a causa del numero eccessivo di richieste di accesso alla piattaforma on line, rende noto che la predetta piattaforma sarà ancora accessibile per nuove adesioni al ricorso fino alle ore 12.00 del 20 maggio p.v.

” L’adesione dei lavoratori al nostro ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per ottenere un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali continua senza soste… anzi è aumentata vertiginosamente nelle ultime ore.

L’accesso simultaneo di migliaia di ricorrenti alla piattaforma informatica ha mandato in tilt la stessa per ben tre volte nella giornata di venerdì 13 maggio e quattro volte nella giornata successiva, impedendo a molte persone di registrarsi o di completare la registrazione.

Al Centro Gestionale del Ricorso stanno quindi arrivando migliaia di mail con richieste di notizie e anche di proroga dell’apertura della piattaforma per consentire la partecipazione al ricorso di quanti non sono ancora riusciti a registrarsi o a completare la registrazione.

Mentre i ricorrenti dell’ultima ora si accingono a partecipare alla nostra iniziativa, anche la UIL (sconfessando i denigratori della nostra iniziativa che la consideravano allineata alle loro posizioni) ha incominciato a raccogliere le adesioni per proporre un ricorso in Europa per ottenere un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali… con buona pace dei “pareri pro veritate”  e dei loro disinteressati divulgatori.

Questo è un fatto nuovo a sostegno della bontà della nostra iniziativa ricorsuale, che evidentemente non è così velleitaria come i nostri detrattori vorrebbero far credere.

La linea ricorsuale predisposta dai nostri avvocati impone (per rafforzare le argomentazioni di fronte alla CEDU) di presentare il ricorso a Strasburgo entro il 30 giugno 2016 e pertanto non ci sarà possibile prorogare i termini per aderire alla nostra iniziativa.

Tutto quello che possiamo fare – e che faremo – sarà tenere aperta la piattaforma ancora per qualche giorno – fino alle ore 12,00 di venerdì 20 maggio 2016 – per consentire a quanti hanno incontrato in questi giorni difficoltà a causa dei rallentamenti e dei crash della procedura informatica di registrarsi o di completare la registrazione per partecipare al ricorso.

Confidando nella comprensione di tutti suggeriamo di accedere alla piattaforma il più presto possibile, evitando l’accalcamento nelle ultime ore… nelle quali il collegamento potrebbe nuovamente presentare delle problematicità che, a quel punto, non potremo più risolvere.

Roma, 16 maggio 2016  La Segreteria Generale CGS “            

Sollecitiamo pertanto tutte le nostre strutture a dare al presente Notiziario la massima diffusione tra tutti i lavoratori,  mentre continuiamo a percepire un enorme consenso a questa nostra iniziativa anche nel Ministero Difesa,  dove registriamo migliaia di adesioni tra i colleghi e centinaia di nuove iscrizioni a FLP.  Mancano davvero pochi giorni alla scadenza dei termini,  e ora che anche altre sigle si sono convinte della bontà del ricorso alla CEDU,  è del tutto evidente la necessità di far presto per non perdere questo importante treno che potrebbe risarcire i lavoratori degli enormi danni subiti dal blocco contrattuale.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 60 del 12 maggio 2016 –

logo ricorso cgsSi riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 9 dell’11 maggio 2016  con il quale la Segreteria Generale della CGS fornisce ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle obiezioni, del tutto strumentali,  mosse da altre sigle sindacali all’iniziativa risarcitoria promossa presso la CEDU, e che sta evidenziando grande attenzione e straordinario interesse tra i colleghi.

” Il ricorso della CGS alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per l’ottenimento di un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali continua a provocare una serie di obiezioni (meglio sarebbe dire denigrazioni) sindacali sulle quali abbiamo già risposto con tre comunicati. Con quest’ultimo vogliamo fare ulteriore chiarezza sulle ultime (???) tre obiezioni che ci vengono poste (ad una obiezione invero avevamo già risposto ma la ripetiamo), soprattutto, da uno dei tre sindacati confederali c.d. storici. Non prima però di aver smentito le affermazioni contenute in un volantino pubblicato nei giorni scorsi: contrariamente a quanto falsamente affermato dalla CGIL FP, la CGS non ha mai promesso indennizzi certi ricorrendo alla CEDU, in quanto una confederazione seria non promette cose che non siano nella propria disponibilità ed è ovvio che, trattandosi di un ricorso dinanzi un giudice, nessuno mai potrà garantire una vittoria sicura e infatti noi non lo abbiamo fatto; abbiamo semplicemente, corroborati dai pareri dei nostri legali, messo a disposizione dei lavoratori uno strumento pienamente in linea con l’attuale giurisprudenza europea, che  offre valide motivazioni per tentare la via di una richiesta di risarcimento per il blocco dei contratti di 7 anni (… come fu nel caso dell’impugnativa del blocco dei contratti dinanzi la Corte Costituzionale…), e abbiamo deciso di accollarci interamente i costi legali e organizzativi per tutti gli iscritti (salvo un contributo per spese vive pari al costo di una Raccomandata 1 internazionale). Promesse, raggiri, abusi della credulità e altre false accuse di questo genere le rispediamo al mittente, invitando a leggere quanto scriviamo prima di avventurarsi a scrivere volantini diffamatori. Veniamo alle domande:

Domanda: Le sentenze dei Tribunali Italiani che si sono pronunciati dopo la pronuncia della Corte Costituzionale n. 178/2015 (tra i quali il Tribunale di Reggio Emilia) escludono la possibilità di ottenere un risarcimento da parte della CEDU – Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?

Risposta: FALSO. Le sentenze finora emesse dai Tribunali Italiani (peraltro su ricorsi presentati nel 2013 prima della pronuncia della Corte Costituzionale) dimostrano che si è esaurita la possibilità di ottenere azioni risarcitorie dai Tribunali Italiani, stante la preclusione in Italia derivante dalla sentenza della Corte Costituzionale e, pertanto, consentono la possibilità di adire la CEDU per violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Domanda: L’articolo 35 della Convenzione CEDU prevede che siano ricevibili solo i ricorsi che siano stati proposti dopo aver esperito le vie di ricorso interne. È vero che ciò vuol dire che si può ricorrere solo in presenza di una sentenza della Cassazione, al termine di tre gradi di giudizio?

Risposta: FALSO. La CEDU ha chiarito che “…la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interne deve applicarsi con una certa flessibilità e senza un eccessivo formalismo” (ricorso n. 46967/07, causa CGIL e Cofferati contro Italia). Ciò vuol dire che in presenza di una sentenza di primo grado emessa a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che rende impossibile l’accesso ai successivi gradi di giudizio, il ricorso è pienamente ricevibile. È il caso per l’appunto dei dipendenti pubblici italiani e, oltre al precedente citato, tra le pronunce possiamo citare quelle relative ai ricorsi n. 11084/02 e 15306/02, H.G e G.B contro Austria.

Domanda: È vero che per qualsiasi pronuncia della CEDU è fatto salvo uno spazio valutativo degli Stati nel bilanciamento tra vincoli internazionali e i principi costituzionali del Paese proponente?

Risposta: FALSO. La CEDU esamina i ricorsi con riferimento alla violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (e non è vincolata dalle sentenze delle Corti Costituzionali degli stati membri), e pertanto, sia con riferimento ai diritti e alle libertà fondamentali violati sia con riferimento al contenuto del danno patrimoniale effettivamente sofferto dai ricorrenti e, quindi, al ristoro economico che la CEDU può accordare. (in tal senso vedi anche parere reso dai legali CGIL FP sic!!!).

Purtroppo siamo di nuovo a rispondere alle stesse domande perché ignorare (o far finta) i fatti è umano (anche se drammatico per un sindacato) mentre mistificarli oltre che diabolico espone a brutte figure. Tra l’altro è già la seconda brutta figura che fa la CGIL, giacché la prima è stata sostenere la tesi della non ricevibilità del ricorso se non dopo sentenza di Cassazione quando sapeva bene che vi era un precedente illustre che riguarda proprio quel sindacato e l’allora Segretario Generale Cofferati.  Forse non se lo vuole ricordare o non riesce a trovare la sentenza, nonostante abbiamo citato il numero già nel nostro precedente comunicato? Inoltre, ci domandiamo, è possibile che a sostegno delle proprie tesi diffonda un parere richiesto ad un avvocato, che tecnicamente, sconfessa quanto da loro stessi asserito?

Tralasciando gli aspetti tecnico legali che non ci compete commentare, e sorvolando sulla confusione da loro ingenerata anche nel legale sul fatto che la CGS sia una sigla sindacale degli infermieri (non si sono documentati neanche su questo), è estremamente interessante rilevare che la CGIL FP invii in giro e poggi la sua azione, anche politica, facendo sapere che, in fondo, “aver subito nel pubblico impiego per 7 anni un blocco contrattuale, potrebbe essere un fatto positivo, visto che il governo (con qualche fondamento) avrebbe potuto prevedere il ricorso a licenziamenti collettivi di quegli stessi dipendenti che adesso lamentano il blocco contrattuale”.

Altrettanto singolare è il finale che, escludendo qualunque possibilità di ristoro per danni patrimoniali e non patrimoniali, ribadisce che “gli incrementi retributivi dei (sudditi) dipendenti pubblici sono comunque connessi alle risorse che lo Stato (il Re) intende allocarvi”.

Solo la conclusione ci da un segnale di ottimismo quando afferma che la via del ricorso alla CEDU risulti solo “estremamente complicata“.

Considerato che, per il ricorso alla Corte Costituzionale presentato e vinto dalla FLP,  gli stessi “soloni” avevano definito la via assolutamente impossibile, non possiamo che trarne un segnale positivo.

Infine un consiglio (alla CGIL) e una domanda (ai lavoratori): alla CGIL FP consigliamo, nel caso che continui ad avere ulteriori dubbi giuridici sul ricorso CEDU, di rivolgersi direttamente alle altre organizzazioni sindacali che si sono attivate per proporre ricorsi alla CEDU o altre iniziative in ambito europeo, tra le quali la UIL FPL, che sicuramente sarà ben disposta a fornire loro tutta la assistenza giuridica tramite il proprio Ufficio Legale, come già avvenuto in passato su altri ricorsi.

Ai lavoratori rivolgiamo una domanda, alla quale potranno rispondere e trarne le opportune conseguenze: poiché la CGIL FP (e altri) continuano a dire che la soluzione per il recupero degli arretrati sta solo nel rinnovo contrattuale, vi chiediamo: ritenete più probabile che una corte europea (per esempio la CEDU) decida di risarcire alcune decine di migliaia di lavoratori per i mancati rinnovi contrattuali oppure che il Governo Renzi stanzi, di sua spontanea volontà, oltre che i soldi che sono necessari per un rinnovo contrattuale decente, anche i circa 12-14 miliardi che servirebbero per pagare tutti gli arretrati per i mancati rinnovi a partire dal 2010? Ecco, datevi una risposta e poi decidete da soli chi davvero fa sindacato e chi invece vende fumo! …

LIBERI DI SCEGLIERE. LIBERI DI ADERIRE

Roma,  10 maggio 2016                                                              La Segreteria Generale CGS “

Nel sollecitare tutte le nostre strutture sindacali a dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati,  vi ricordiamo che la partecipazione al ricorso di quanti interessati sarà possibile solo sino alle ore 23,59 del 16 maggio p.v..

Intanto, i numeri dei partecipanti continuano a lievitare. Ed è questo, forse, che sta risultando così tanto indigesto per qualcuno.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 45 del 18 aprile 2016 –

Locandina CGS ioricorroetuSi riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. del 13 aprile  2016 con il quale la nostra Confederazione intende fare chiarezza a proposito delle obiezioni principali poste da alcune OO.SS. in merito al ricorso risarcitorio promosso dalla CGS alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo.

” Il ricorso della CGS alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per l’ottenimento di un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali ha provocato una serie di risposte sindacali sulle quali abbiamo già risposto con due comunicati. Con quest’ultimo vogliamo fare chiarezza, in modo schematico, semplice e speriamo definitivo sulle tre obiezioni principali che ci vengono poste, soprattutto, da due dei tre sindacati confederali. Proviamo a farlo in forma chiara, domanda e risposta:

Domanda: L’articolo 35 della Convenzione CEDU prevede che siano ricevibili solo i ricorsi che siano stati proposti dopo aver esperito le vie di ricorso interne. È vero che ciò vuol dire che si può ricorrere solo in presenza di una sentenza della Cassazione, al termine di tre gradi di giudizio?

 Risposta: FALSO. La CEDU ha chiarito che “…la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interne deve applicarsi con una certa flessibilità e senza un eccessivo formalismo” (ricorso n. 46967/07, causa CGIL e Cofferati contro Italia). Ciò vuol dire che in presenza di una sentenza di primo grado emessa a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che rende impossibile l’accesso ai successivi gradi di giudizio, il ricorso è pienamente ricevibile. È il caso per l’appunto dei dipendenti pubblici italiani e, oltre al precedente citato, tra le pronunce possiamo citare quelle relative ai ricorsi n. 11084/02 e 15306/02, H.G e G.B contro Austria.

 

Domanda: È vero che il ricorso poteva essere presentato – pena l’irricevibilità – entro sei mesi dalla decisione definitiva che, nel nostro caso, sarebbe la sentenza della Corte Costituzionale n. 178/2015 pubblicata il 29 luglio 2015?

Risposta: FALSO. I sei mesi decorrono dalla data della sentenza di primo grado emessa a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale e quindi siamo pienamente nei termini.

 

Domanda: è vero che, anche ammesso che il ricorso fosse dichiarato ricevibile e che la CEDU si pronunciasse a favore dei ricorrenti, questa non può liquidare risarcimenti monetari a favore dei ricorrenti in quanto sarebbe il Governo italiano a scegliere i mezzi e le modalità di applicazione della sentenza?

Risposta: FALSO. La CEDU può liquidare in via equitativa sia i danni morali che quelli materiali. Nella citata causa CGIL e Cofferati contro Italia, ad esempio, la CEDU ha liquidato a titolo di danno morale 8.000 euro a ciascuno dei due ricorrenti  mentre non ha liquidato danni materiali perché i ricorrenti non li hanno quantificati. Nell’altra causa citata (H.G. e G.B. contro Austria) la CEDU ha liquidato la somma di 75.000 euro più spese al primo ricorrente e 15.000 euro più spese al secondo ricorrente. Chi sostiene la tesi della non liquidabilità dell’indennizzo da parte della CEDU, confonde in modo marchiano la CEDU con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE).

 

Dopo quanto esposto ciò che ci (e vi) chiediamo è: se un sindacato non vuole fare un ricorso, legittimamente, deve per forza tentare di screditare le azioni altrui? È credibile che la CGIL FP – che sostiene la tesi della non ricevibilità del ricorso se non dopo sentenza di Cassazione – non sapesse di un precedente illustre che riguarda proprio quel sindacato e l’allora Segretario Generale Cofferati?

Forse non se lo vuole ricordare?

L’altra spiegazione è che forse quella di Cofferati  era un’altra CGIL …

 Per quanto riguarda la CISL FP, è plausibile che un sindacato così importante confonda, in tema di risarcimenti, la CEDU con la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e non sappia che il termine di sei mesi non decorre dalla sentenza della Corte Costituzionale? Oppure è lecito pensare che è solo una manovra affinché i lavoratori non partecipino ad iniziative che la CISL non ha voglia di organizzare?

Noi, come è ovvio, andremo avanti con il ricorso ma ci teniamo a chiarire che la nostra iniziativa non è contro qualcuno ma che tende solo a dare la possibilità ai lavoratori di recuperare quanto perso a causa del reiterato blocco contrattuale e non è alternativa alle mobilitazioni per ottenere al più presto il rinnovo contrattuale. In questi anni – oltre ad ottenere la sentenza della Corte Costituzionale che adesso è diventata patrimonio comune di tutti – abbiamo manifestato, scioperato, presentato per primi, con anni di anticipo rispetto agli altri sindacati, le piattaforme contrattuali. E lo scorso 28 novembre 2015 abbiamo organizzato la grande manifestazione del pubblico impiego unitamente a CGIL, CISL, UIL e CONFSAL.

 Per questo non accettiamo lezioni da nessuno: siamo e sempre resteremo dalla parte dei lavoratori.

Roma, 13 aprile 2016                                     LA SEGRETERIA GENERALE CGS

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     www.ricorsocgs.it

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 38 del 2 aprile 2016 –

1 -ioricorroetu locandina 250x250www.ricorsocgs.itSi riporta di seguito il comunicato n. 5 diffuso in data 31 marzo u.s. dalla Segreteria Generale della nostra Confederazione CGS  con il quale si dà notizia dell’enorme successo che sta riscuotendo tra i colleghi l’iniziativa del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) e si forniscono ulteriori risposte e precisazioni all’attacco concentrico sull’iniziativa CGS venuto da più parti sindacali, che invece di fornire soluzioni e indicare percorsi per sanare l’enorme danno subito dai lavoratori pubblici con il blocco dei contratti preferiscono invece contrastare le iniziative altrui.

“Oltre 10.000 ricorrenti sono stati inseriti nel portale www.ricorsocgs.it, la piattaforma per registrarsi e partecipare al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.) organizzato dalla Confederazione Generale Sindacale (C.G.S.) contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni nel pubblico impiego.

Un importante segnale di attenzione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che dimostrano di apprezzare la bontà  e la chiarezza della nostra iniziativa che, lo ribadiamo, è stata assunta esclusivamente come un’iniziativa di servizio per vedere riconosciuto il diritto all’indennizzo per gli anni di blocco contrattuale che vanno dal 2010 al 2015.

A fronte del lancio della nostra iniziativa quasi tutte le OO.SS. si sono lanciate in attacchi più o meno sindacali e più o meno forti, bollando l’iniziativa della CGS  o come strumentale e impossibile dal punto di vista tecnico legale, o come tentativo di cercare soluzioni all’ingiustificato blocco dei contratti non con la mobilitazione, la lotta ed il negoziato, ma nelle aule di giustizia.

Preliminarmente dobbiamo ricordare ancora una volta come sia proprio grazie alla FLP (organizzazione fondatrice insieme a FGU GILDA, NURSIND e UNAMS della confederazione CGS) che ha portato il Governo di fronte alla Corte Costituzionale, che siamo riusciti a strappare la sentenza che oggi da più parti viene evocata senza che al momento opportuno le stesse OO.SS., ora tanto attente interpretatrici della Consulta avessero mosso un dito a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici del Pubblico impiego.

A questo aggiungiamo che ovviamente siamo ben consapevoli dei contenuti della sentenza che ha dichiarato l’illegittimità sopravvenuta del blocco dei contratti.

Proprio per questo, dopo uno studio della materia che è durato mesi, da parte di un pool di esperti avvocati con una vasta esperienza presso le Corti europee, che hanno dato già dimostrazione di riuscire a vincere non solo davanti ai Tribunali Italiani ma anche dinanzi la Corte Costituzionale (sblocco dei contratti) e presso la Corte Europea di Giustizia (precari della Scuola), abbiamo ritenuto assolutamente percorribile l’azione risarcitoria presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, organismo competente a pronunciarsi su violazioni da parte degli stati membri  dei principi inseriti nella Convenzione.

Violazioni delle norme che riconoscono il diritto dei lavoratori ad associarsi in organizzazioni sindacali ed a concludere, anche per il tramite di tali organizzazioni, contratti collettivi per disciplinare il contenuto economico e normativo dei rapporto di lavoro. Violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo,  che ha provocato,  con il reiterato blocco,  un vulnus alle condizioni patrimoniali e reddituali dei lavoratori, determinando e cristallizzando una riduzione della base stipendiale sulla quale andare ad effettuare il ricalcolo per l’adeguamento inflazionistico una volta rimosso il blocco della contrattazione.

Danno che ha riflessi sotto il profilo pensionistico dal momento che una minore retribuzione determina una minore contribuzione e produce  la riduzione del  futuro trattamento pensionistico.

Se è vero che le condizioni economiche difficili di un Paese possono giustificare misure restrittive, la giurisprudenza della Corte Europea è consolidata nella direzione di garantire un giusto equilibrio tra gli interessi generali e la salvaguardia dei diritti fondamentali.

Per quanto concerne invece la questione, pure sollevata, che si può ricorrere dinanzi alla     CEDU solo dopo aver esperito tutte le forme di ricorso interne, diciamo che è di tutta evidenza che la Sentenza della  Corte Costituzionale sulla incostituzionalità sopravvenuta, di fatto chiude tutte le vie di ricorso interno sul riconoscimento del pregresso, come peraltro ribadito nelle varie sentenze in materia emanate dalla stessa CEDU (attraverso le quali vive e si deve applicare la convenzione stessa e quindi anche l’art. 35 della Convenzione). (Per gli aspiranti giuristi che abbiano voglia di approfondire la materia pubblicheremo nei prossimi giorni sul sito una sintesi delle principali sentenze e i link per trovare le sentenze integrali della CEDU. Può darsi che, in tal modo, qualche sindacato, che fa ancora confusione, scopra finalmente che CEDU è l’acronimo di Corte Europea Diritti dell’Uomo e che la CEDU ha sede a Strasburgo e non è un’istituzione che fa parte dell’Unione Europea, e che certamente non va confusa con la Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo ).

Il Ricorso alla CEDU è attivabile entro 6 mesi dalla chiusura del procedimento interno che, come è noto deve essere pronunciato dal giudice ordinario a cui ritorna la sentenza della Corte Costituzionale dopo la trasmissione degli atti. Data di chiusura che, viste le affermazioni scomposte di avvenuta scadenza del termine, è evidentemente ignota agli estranei al ricorso, ma che è ovviamente ben conosciuta da noi che siamo gli attori del giudizio.

Si ricorda, infine, che il risarcimento dei danni causati dal blocco dei contratti può essere disposto dalla Corte solo nei confronti dei ricorrenti.

Riteniamo pertanto ammissibile la presentazione del ricorso alla CEDU, un’iniziativa, che con piacere vediamo proposta anche da altre organizzazioni sindacali.

D’altronde nei mesi scorsi abbiamo più volte invitato pubblicamente, senza alcun riscontro, le altre organizzazioni sindacali a promuovere unitariamente tale iniziativa, dichiarandoci disponibili a condividere i nostri studi in materia, proprio per il bene generale della difesa dei diritti di tutti i lavoratori pubblici. 

Evidentemente orgoglio e pregiudizio hanno ancora una volta prevalso sul bene comune.

Va segnalato, inoltre, che il ricorso alla CEDU non indebolisce il tavolo negoziale ma anzi lo rafforza.

Sempre per gli aspiranti giuristi, ricordiamo che la Corte Europea può non solo disporre il  risarcimento danni per gli anni pregressi, come avviene ordinariamente, ma anche indicare agli Stati membri le modifiche normative e politiche atte a rimuovere le condizioni che hanno portato alla violazione. E quindi censurare il finanziamento fittizio presente nella  legge di stabilità 2016 per aggirare la sentenza della Consulta.  In definitiva riteniamo veramente di basso profilo gli attacchi che abbiamo ricevuto, che sottovalutano evidentemente la nostra iniziativa e gli approfondimenti di questi mesi.

Non riusciamo a comprendere l’atteggiamento di chi, ad esempio, si inventa uno stravagante ricorso dinanzi il Tribunale di Roma facendovi aderire i propri iscritti di tutta Italia per chiedere la mera riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali che, già nei fatti, è contenuta nella sentenza della Corte Costituzionale, rischiando tra l’altro la condanna per lite temeraria per tutti i ricorrenti, in quanto i ricorsi in materia di lavoro vanno presentati esclusivamente presso i tribunali di competenza della sede del lavoro dei ricorrenti.

Quanto infine ai “politicamente corretti”, a quelli che confondono le iniziative risarcitorie per il pregresso con il rinnovo dei contratti,   diciamo che se il Governo è stato costretto a far finta di voler rinnovare i contratti è grazie a noi e non alle loro lotte o ai loro sit-in, e che comunque negli anni scorsi siamo stati i primi a presentare ufficialmente le piattaforme per il rinnovo del Contratti a Funzione Pubblica e Aran.

Siamo sempre stati noi quelli che a seguito della sentenza della Corte abbiamo inviato tempestivamente una diffida al Governo nella quale chiedevamo l’apertura del negoziato con effetto immediato e, quindi, a partire quindi da luglio 2015.

Diffida che ha portato il Governo a formalizzare il rifiuto ad ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale per il secondo semestre del 2015, affermando che avrebbe provveduto a finanziare il rinnovo dei contratti soltanto a partire dal 2016 (stanziamento di ben 4 euro mensili pro-capite effettivi).

Siamo quelli che da mesi cercano di accelerare la certificazione dei dati all’Aran e l’individuazione dei nuovi comparti perché i contratti li vogliamo rinnovare e bene.

Non certamente, come probabilmente qualcuno già ha in mente di fare, a costo zero e con il recepimento delle norme punitive all’interno di inaccettabili contratti solo giuridici.

Il ricorso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha quindi una valenza non solo economica per l’indennizzo degli arretrati negati, ma anche politica perché una condanna del legislatore italiano, che per anni ha negato il diritto al contratto a 3 milioni e mezzo di lavoratori,  avrebbe un’incredibile effetto di contrasto nei confronti della continua e martellante campagna di denigrazione nei confronti del pubblico impiego che non ha precedenti in tutta Europa. Questo i lavoratori l’hanno capito.  E non li fermeranno le menzogne e le provocazioni.                                                  

LA SEGRETERIA GENERALE CGS

Roma, 31 marzo 2016 “

Con l’occasione, pubblichiamo su questa stessa pagina le “FAQ” aggiornate al 31 marzo u.s. nel quale i colleghi interessati potranno trovare risposta rispetto ai diversi problemi segnalati all’attenzione di questo Coordinamento nazionale, in particolare sulle spese del ricorso (FAQ n. 11 e FAQ n. 23).

  A tal proposito, si deve comunque far presente che la CGS ha reso disponibili agli interessati due indirizzi dedicati di posta elettronica:

ai quali i colleghi interessati dovranno direttamente rivolgersi per i rispettivi quesito al riguardo.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Ricorso CGS – FAQ aggiornate al 31.03.2016

Clicca qui per accedere alla piattaforma per partecipare al ricorso 

Notiziario n. 33 del 21 marzo 2016 –

Manifesto_ioricorroetuFLPSi riporta di seguito il comunicato diffuso in data 17 u.s. dalla Confederazione CGS, la nuova confederazione sindacale del pubblico impiego alla quale aderiscono, tra le altre sigle, anche FLP e GILDA,  con il quale  si dà notizia della già avvenuta adesione, in due soli giorni, di migliaia di lavoratori pubblici al ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) promosso da CGS presso la CEDU  (Corte Europea per i Diritti dell’Uomo),  cui potranno partecipare anche tutti i lavoratori civili della Difesa.

” Più di mille ricorsi al giorno sono stati inseriti nel portale  www.ricorsocgs.it, la piattaforma per registrarsi e partecipare al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.)
 organizzato dalla Confederazione Generale Sindacale (C.G.S.)contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni nel pubblico impiego.

Abbiamo predisposto una piattaforma informatica che ci consentirà di gestire, assieme al personale amministrativo dedicato e alla strumentazione in sede, circa 300.000 ricorsi dal 15 marzo fino a fine maggio 2016 (periodo in cui sarà possibile inviare le pratiche).

Già sono state inserite le prime risposte ai quesiti più frequenti e ad ogni ricorrente entro 24 è stata data risposta via mail a dubbi o errori di compilazione.

Un sistema altamente professionale a supporto di una causa importante. La CGS ha intrapreso questo ricorso consapevole di:

Con piacere vediamo che ora anche altre organizzazioni sindacali si stanno muovendo, chi per imitarci chi per denigrare l’iniziativa. Così è stato anche in occasione del ricorso alla Corte Costituzionale.

Pensiamo sia di buon auspicio per festeggiare un’altra vittoria.

A chi vuole aderire al ricorso ribadiamo la serietà della nostra iniziativa accessibile a tutti i dipendenti pubblici e li invitiamo a prendere visione della piattaforma e della validità e credibilità dell’iniziativa. Tutto nella massima trasparenza e nell’interesse dei lavoratori.

Roma, 17 marzo 2016 “

Pubblichiamo su questa stessa pagina la locandina predisposta da FLP da affiggere nelle bacheche e da distribuire ai lavoratori,  e sollecitiamo tutte le nostre strutture sindacali a pubblicizzare al massimo l’iniziativa della Confederazione CGS.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: la locandina FLP sul ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’UomoLocandina FLP sul ricorso alla CEDU

Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 –

Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segr. Confederale di CGS
Rino Di Meglio, Coord. Naz. GILDA e Segretario Generale CGS

Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato,  il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla  CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale  del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune,  di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti del lavoro pubblico:  FGU (Federazione Gilda-Unams) nella Scuola; FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche) nei Ministeri, nelle Agenzie fiscali e nella Presidenza del Consiglio;  NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) nella Sanità  e Unione Artisti UNAMS negli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale, che con l’imminente rilevazione della rappresentatività all’Aran sarà una delle più grandi Confederazioni sindacali autonome. Prima iniziativa: la presentazione a Straburgo di un ricorso contro il Governo per ottenere un indennizzo in ordine al il blocco dei contratti.

”  La neo costituita Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS, si rivolge alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni

Ottenere la condanna del Governo che non ha ottemperato alla sentenza con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco del contratto del pubblico impiego e chiedere il risarcimento per i lavoratori gravemente danneggiati dal mancato rinnovo contrattuale che si protrae da oltre sei anni. Sono questi gli obiettivi del ricorso presentato alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) dalla CGS, Confederazione Generale Sindacale, composta da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda-Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS.

L’iniziativa è stata illustrata oggi in conferenza stampa da Rino Di Meglio, coordinatore nazionale FGU e segretario generale CGS, e Marco Carlomagno, segretario generale FLP e vice segretario generale CGS.

“Il blocco dei contratti di 3 milioni e mezzo di lavoratori e lavoratrici del pubblico impiego – ha spiegato Carlomagno – ha provocato una perdita del potere d’acquisto che stimiamo in almeno 4 mila euro pro capite per il personale delle aree ed in quasi 8 mila euro per i dirigenti, oltre alle ricadute sui contributi pensionistici persi. Con questo ricorso, che sarà gratuito per gli iscritti ai quali chiederemo soltanto un piccolo contributo per le spese organizzative e gestionali, chiediamo alla CEDU il riconoscimento di un congruo indennizzo per i lavoratori e la condanna del Governo che, a distanza di 7 mesi, non solo ha stanziato una cifra irrisoria e provocatoria (5 euro lordi mensili), ma non ha neanche avviato la dovuta negoziazione all’Aran, ignorando la sentenza della Consulta.

Elaborando i dati della Ragioneria generale dello Stato e quelli dell’Istat basati sull’indice IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato), la FLP ha calcolato che dal 2010 al 2015 l’incremento delle retribuzioni medie lorde non percepito a causa del blocco è del 10,3% (in allegato 1, in dettaglio i dati relativi ai vari comparti del pubblico impiego, ndr).

L’iniziativa giurisdizionale portata avanti dalla CGS prevede anche la presentazione di un ricorso al Tribunale di Roma per l’accertamento del diritto ai rinnovi contrattuali a far data non solo dal 30 luglio 2015 (giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza n. 178 della Corte Costituzionale), ma anche per i periodi precedenti durante i quali era stato disposto il blocco contrattuale.

“Il ricorso ai giudici di Strasburgo – ha dichiarato Di Meglio – segna l’esordio nel mondo sindacale della neo costituita Confederazione Generale Sindacale che raggruppa le organizzazioni rappresentative dei comparti più importanti del Pubblico Impiego: Scuola, Sanità, Ministeri, Agenzie fiscali e Afam.  Parallelamente all’istanza avanzata alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la CGS e le quattro sigle sindacali che la compongono continueranno a incalzare il Governo affinché metta a disposizione risorse dignitose per rinnovare finalmente i contratti “. 

Seguiranno, a breve,   i dettagli organizzativi dell’iniziativa, che era stata già preannunciata dalla nostra Federazione e che trova oggi conferma in via ufficiale. Dunque, un impegno rispettato, a favore dei nostri iscritti, e più in generale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del pubblico impiego

In allegato 1, la “scheda” della nuova Confederazione; in allegato 2,  le tabelle elaborate dalla GCS con la stima del danno subito a seguito del mancato rinnovo contrattuale; inoltre, il video della conferenza stampa di presentazione del ricorso a Strasburgo.

  FLP DIFESA – Coordinamento nazionale

Allegato 1: La “scheda” della nuova Confederazione CGS 

Allegato 2: Le tabelle elaborate da CGS

Il video della Conferenza Stampa di presentazione del ricorso

 

Notiziario n. 7 del 15 gennaio 2015 –

Logo RSU2015Riportiamo di seguito il Notiziario n. 7 del 14.01.2014 con il quale la nostra Federazione annuncia al costituzione di una nuova grande Confederazione sindacale, la CGS (Confederazione Generale Sindacale) alla quale ha partecipato anche FLP insieme ad altre Federazioni rappresentative di altri comparti, e lancia un appello per la partecipazione al voto di tutti i lavoratori pubblici e li invita a una scelta che premi le battaglie portate avanti in questi anni dalla nostra Federazione e il suo progetto.

” Certo, con tutte le problematiche attualmente esistenti in Italia (blocco dei contratti, varo dei primi decreti delegati del jobs act, ennesima campagna denigratoria del lavoro pubblico) immaginiamo che appena dopo aver letto il titolo di questo notiziario vi sarà scappata qualche considerazione non proprio benevola nei nostri confronti e del sindacato in generale.

Eppure – ripetiamo – nonostante i gravi problemi sul tappeto, questo delle elezioni RSU è un momento cruciale e di fondamentale importanza per gli effetti che potranno derivare a seconda degli esiti che si avranno.

È importante perché un’alta affluenza alle urne dimostrerà a chi ci governa che, nonostante gli innumerevoli tentativi fatti per delegittimare la funzione sindacale nel nostro Paese, i lavoratori credono ancora in un sistema di rappresentanza democratico quale elemento vitale per assicurare politiche governative equilibrate che servano per unire – specialmente in momenti di crisi gravi come quello attuale – e non per dividere la società e mettere gli uni contro gli altri. 

È ancora più importante, inoltre, perché con queste elezioni i lavoratori con il loro voto potranno – se lo vorranno – spingere per un rinnovamento sindacale.

Come FLP lo abbiamo già detto e ribadito più volte “non è il ruolo del sindacalismo ad essere venuto meno né la crisi di rappresentanza investe i bisogni dei lavoratori, che continuano a crescere e a pretendere tutela”. A quanti vorrebbero un sindacato incapace di guidare, insieme alle altre forze sociali, il cambiamento e la rivoluzione che secondo noi è necessaria, rispondiamo che la FLP è presente e vuole dialogare con tutte le forze sane di questo Paese.

Purtroppo attualmente nel Pubblico Impiego continuano ad esserci cartelli sindacali (e ci riferiamo ai sindacati confederali in particolare) che unendo i loro numeri di rappresentatività continuano a determinare quelle maggioranze ai tavoli di trattativa con le quali hanno potuto (e continuano a) gestire relazioni sindacali (e con esse la tutela dei diritti e delle prerogative dei lavoratori) … al  “minimo sindacale”.

Noi come FLP siamo convinti che un nuovo modo di fare sindacato sia possibile e che ci sia bisogno di sindacato a tutti i livelli del mondo del lavoro, ma serve un sindacato nuovo, diverso e capace di raccogliere le istanze e le proposte nei singoli luoghi di lavoro, dove è necessario opporsi al tentativo ormai palese di ridurre al silenzio non solo ogni voce di dissenso ma anche i tentativi di partecipazione democratica alla vita degli uffici.

Vogliamo proporre lotte e percorsi comuni a quelle forze sociali che intendono superare il modello industriale basato sulla assoluta subalternità della forza lavoro, riaffermare il diritto democratico ad un contratto nazionale che disciplini trasversalmente i livelli salariali e normativi.

Per questi motivi a dicembre scorso come FLP abbiamo partecipato alla costituzione di una nuova grande confederazione sindacale, la CGS – Confederazione Generale Sindacale, nella quale sono confluite oltre alla FLP già rappresentativa nei comparti Ministeri, Agenzie Fiscali e Presidenza del Consiglio dei Ministri, altre federazioni rappresentative nei diversi comparti come la Federazione GILDA/UNAMS nel comparto SCUOLA, il NURSIND nel comparto SANITA’ e l’UNAMS nel comparto AFAM.

Questa nuova struttura che diventerà rappresentativa dopo le elezioni RSU ci consentirà di affrontare con rinnovato vigore e forza i prossimi mutamenti che ci saranno con la riduzione degli attuali comparti di contrattazione (gli attuali 10 verranno accorpati in soli 4 comparti, in attuazione della legge Brunetta) e la successiva definizione del CCNQ sulle prerogative sindacali che determinerà quali saranno le organizzazioni sindacali rappresentative per il prossimo triennio nei nuovi comparti di contrattazione.

Una scelta compiuta nella direzione di coniugare le peculiarità e le qualità che fanno della FLP la vera novità nel panorama sindacale italiano con l’esigenza di aumentare sempre più il tasso di presenza del nuovo sindacalismo nel nostro Paese, in tutti i settori del lavoro pubblico.

PER QUESTO CHIEDIAMO A TUTTI I LAVORATORI  DI PARTECIPARE A QUESTE ELEZIONI RSU VOTANDO MASSICCIAMENTE PER LE LISTE E PER I CANDIDATI FLP, E DI CANDIDARSI, ANCHE COME INDIPENDENTI, NELLE NOSTRE LISTE.

Sapete tutti infatti che il voto dato, oltre ad eleggere i nuovi componenti delle RSU sui posti di lavoro, servirà anche per misurare il peso della rappresentatività di ogni sindacato al livello nazionale e nel Paese.

Votando FLP contribuirete a dare una scossa all’attuale sistema sindacale e permettere quel rinnovamento di cui tutti avvertono l’esigenza, partecipando in prima persona per cercare di migliorare le condizioni di lavoro e  le amministrazioni in cui operiamo, per renderle sempre più efficienti alla faccia di chi ci dipinge come “fannulloni” o privilegiati.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP”

confederazione generale sindacale


La FLP impugna il contratto di lavoro sottoscritto in data 12 febbraio u.s. relativo al personale del comparto Funzioni Centrali dinanzi ai giudici nazionali ed europei. Comunicato stampa di CGS ed FLP. Prosegue intanto la battaglia intrapresa dalla Federazione FLP per il riconoscimento degli arretrati non riconosciuti ai lavoratori per i primi sei anni di blocco contrattuale

20 Apr 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 42 del 20 aprile 2018 – Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso in data di oggi dalla nostra Federazione con la quale si dà conto dell’iniziativa da parte della stessa Federazione di impugnare il CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto in data 12 febbraio 2018 da CGIL, CISL,UIL, CONFSAL […]


Rinnovo del contratto del P.I. . Risorse scarse e leggi Brunetta i veri nodi alla vigilia dell’apertura delle trattative con ARAN. Servono molti più soldi e occorre recuperare spazi importanti di contrattazione

26 Set 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 110 del 26 settembre 2016 – Si riporta di seguito il testo del “comunicato stampa” della Confederazione Generale Sindacale diffuso in data 23 u.s., nel quale il Segretario Generale della CGS pone in particolare l’accento sulla necessità che, attraverso il nuovo contratto,  si recuperino spazi ampi di contrattazione,  oggi ridotti al lumicino dalle […]


Ricorso CGS alla CEDU. Un numero enorme di adesioni, piattaforma in tilt, e dunque si va avanti ancora per qualche giorno, fino al 20 maggio p.v. E intanto un’altra O.S. avvia un’anologa iniziativa….

16 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 61 del 16 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 10 in data di oggi con il quale la Confederazione CGS,  preso atto della difficoltà di tantissimi lavoratori ad aderire al ricorso alla CEDU a causa del numero eccessivo di richieste di accesso alla piattaforma on line, […]


Ricorso alla CEDU. Le obiezioni strumentali di altre sigle e le ulteriori risposte di CGS. E intanto i numeri dei partecipanti continuano a salire…

12 Mag 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 60 del 12 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 9 dell’11 maggio 2016  con il quale la Segreteria Generale della CGS fornisce ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle obiezioni, del tutto strumentali,  mosse da altre sigle sindacali all’iniziativa risarcitoria promossa presso la CEDU, e che […]


Comunicato di CGS con le risposte alle principali obiezioni venute da alcune OO.SS. in merito al ricorso risarcitorio alla CEDU. Per fare chiarezza, speriamo definitivamente!

18 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 45 del 18 aprile 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. del 13 aprile  2016 con il quale la nostra Confederazione intende fare chiarezza a proposito delle obiezioni principali poste da alcune OO.SS. in merito al ricorso risarcitorio promosso dalla CGS alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo. […]


Più di diecimila in dieci giorni i partecipanti al ricorso alla CEDU contro il blocco contrattuale. Le risposte di CGS agli attacchi senza senso di altre OO.SS.

3 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 38 del 2 aprile 2016 – www.ricorsocgs.itSi riporta di seguito il comunicato n. 5 diffuso in data 31 marzo u.s. dalla Segreteria Generale della nostra Confederazione CGS  con il quale si dà notizia dell’enorme successo che sta riscuotendo tra i colleghi l’iniziativa del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) e […]


Grande adesione alla iniziativa di CGS. Gia’ alcune migliaia di ricorrenti alla CEDU dopo solo 2 giorni dall’attivazione della piattaforma www.ricorsocgs.it

21 Mar 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 33 del 21 marzo 2016 – Si riporta di seguito il comunicato diffuso in data 17 u.s. dalla Confederazione CGS, la nuova confederazione sindacale del pubblico impiego alla quale aderiscono, tra le altre sigle, anche FLP e GILDA,  con il quale  si dà notizia della già avvenuta adesione, in due soli giorni, di […]


Nasce CGS, Confederazione Generale Sindacale, nuovo soggetto rappresentativo nel P.I. Prima iniziativa: ricorso a Straburgo per il risarcimento sul mancato rinnovo contrattuale

23 Feb 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 22 del 23 febbraio 2016 – Si riporta di seguito, in carattere corsivo colorato,  il comunicato stampa diffuso in data odierna dalla  CGS – Confederazione Generale Sindacale -, il nuovo soggetto confederale  del P.I. che nasce dalla confluenza, all’interno di un progetto comune,  di quattro delle Federazioni maggiormente rappresentative nei comparti più importanti […]



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