Notiziario n. 35 del 25 marzo 2016 –

1 -ioricorroetu locandina 250x250Si riporta di seguito il comunicato n. 4 diffuso in data odierna dalla nostra Confederazione CGS che risponde agli attacchi venuti da altre OO.SS. (e segnatamente da FIALS, UNSA ed USB, ma non solo) in merito all’iniziativa ricorsuale a carattere risarcitorio promossa e organizzata da CGS presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU), finalizzata ad ottenere il risarcimento relativo alla mancata erogazione degli aumenti contrattuali per gli anni dal 2010 al giugno 2015 e di cui abbiamo dato notizia con i nostri precedenti Notiziario n. 32 del 16.03.2016 e Notiziario n. 33  del 21.03.2016.

Una iniziativa che sta registrando un incredibile successo tra i lavoratori pubblici, e che verosimilmente è alla base della piccatissima reazione di queste OO.SS. .

 “Sapevamo che sarebbero arrivati (li avevamo ampiamente messi in conto) e, puntualmente sono arrivati gli attacchi contro il ricorso intrapreso da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche),  FGU (Federazione GildaUnams),  NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS, tutti uniti nella Confederazione CGS, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) per ottenere il risarcimento relativo alla mancata erogazione degli aumenti contrattuali per gli anni dal 2010 al giugno 2015.

Gli attacchi sono arrivati, uno da destra (si fa per dire) da Unsa e Fials, l’altro da sinistra (si fa sempre per dire) dalla USB. Pensavamo che avrebbero argomentato un po’ meglio ma non sono in grado di fare nemmeno questo. Così, UNSA e FIALS ai sono affannate per sostenere che il ricorso non ha fondamento e che, dunque, sarà con molta probabilità respinto. L’USB, a sua volta, ci accusa invece di non essere abbastanza battaglieri e, anzi di voler condurre questa battaglia per il riconoscimento di un diritto nelle aule di un tribunale e non viceversa “costruendo rapporti di forza capaci di ribaltare la situazione”.

A tutti questi novelli Soloni, che ora si affannano a fare le pulci alle iniziative altrui, vorremmo innanzitutto ricordare che se la F.L.P. non avesse adito il Tribunale di Roma perché fosse affermato il diritto costituzionale alla contrattazione collettiva, molte organizzazioni sindacali, comprese quelle del c.d. sindacalismo storico, starebbero ancora pietendo un piccolo spazio di contrattazione all’ombra del pareggio di bilancio.

Altri avevano senz’altro ritenuto velleitaria l’azione intrapresa dalla F.L.P., esibendo pareri pro veritate negativi di eminenti professori, salvo poi, quando la strada era stata spianata dalla iniziativa delle F.L.P., rivendicare a gran voce il diritto alla contrattazione collettiva. Insomma, se oggi si può parlare di rinnovi contrattuali è perché esiste un sindacato che ha usato i contributi dei propri iscritti per proporre un ricorso che ha condotto dinanzi alla Corte Costituzionale; altrimenti staremmo ancora qui a parlare di blocco dei contratti !

Analogamente a quanto avvenuto per l’azione intrapresa dalla Federazione GildaUnams innanzi alla Corte di Giustizia Europea, che ha avuto come esito la condanna dello Stato Italiano ad assumere e/o risarcire i precari storici della scuola.

Potremmo anche fermarci qui; sennonché siamo molto preoccupati per la pochezza di cui questi attacchi sono espressione. Nutriamo infatti il timore che tali attacchi, piuttosto che espressione di una dialettica sindacale, che evidentemente, al pari di qualsivoglia dialettica democratica si alimenta delle differenze di opinione, rappresenti la cifra del malvezzo in virtù del quale si pensa, che, infangando gli altri, possano guadagnarsi consensi. Siamo dell’avviso che su alcune questioni il sindacato dovrebbe mettere da parte lo “spirito di bottega”, cercando invece di suscitare la massima unità dei lavoratori e percorrere tutte le vie possibili per la maggior tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori stessi.

Ci asteniamo da considerazioni di carattere tecnico. Si può discutere per molto se l’esito dei ricorsi possa considerarsi scontato in un senso o nell’altro, dal momento che ogni iniziativa giudiziaria ha sempre esito imponderabile. Di certo, non proporre ricorso visti i termini di decadenza previsti dalla Convenzione è già in sé una sconfitta.

Al riguardo ci limitiamo soltanto ad osservare come la CGS è perfettamente consapevole delle problematiche che la proposizione del ricorso alla CEDU propone e che tuttavia, gli arresti della stessa Corte e la sostanziale assenza di un rimedio interno (proprio in ragione della natura “preclusiva” della sentenza della Corte Costituzionale 178 del 2015), rendano percorribile il percorso suggerito. D’altronde gli stessi nostri denigratori ammettono che l’unica via percorribile per il periodo pregresso è solo la CEDU; e solo un’iniziativa davanti alla stessa ci dirà circa la validità delle nostre ragioni e la solidità delle nostre argomentazioni.

L’aver scelto per il ricorso un pool di avvocati tra i più esperti nella materia per trattarla con competenza presso le Corti Europee e che, altresì, hanno dato già dimostrazione di riuscire avincere dinanzi alla Corte Costituzionale e presso la Corte di Giustizia Europea, è la chiara dimostrazione di voler presentare il ricorso per vincerlo e non per demagogia.

Con piacere, infine, vediamo che anche altre organizzazioni sindacali si stanno muovendo per proporre anche loro ricorsi alla CEDU o altre iniziative in ambito europeo. Pensiamo che sia di buon auspicio per festeggiare un’altra vittoria.

A chi vuole aderire al ricorso ribadiamo la serietà della nostra iniziativa accessibile a tutti i dipendenti pubblici e li invitiamo a prendere visione della piattaforma e della validità e credibilità dell’iniziativa.  Tutto nella massima trasparenza e nell’interesse dei lavoratori.

Roma, 25 marzo 2016  “

Nel confermare il successo della iniziativa ricorsuale della CGS anche tra i lavoratori civili della Difesa,  e la cosa ci fa particolarmente piacere, ci riserviamo  di fornire a breve, attraverso le FAQ del portale www.ricorsosgs.it ,  più specifiche indicazioni per i colleghi interessati del nostro Ministero, in particolare per quanto attiene l’istanza per ottenere il riepilogo degli importi di diritto dall’anno 2009 al 2015, atteso che per noi il predetto periodo ha visto prima la gestione diretta della Difesa e poi la gestione NoiPA.

Con l’occasione, inviamo a tutti, oltre ai consueti fraterni saluti, anche gli auguri più affettuosi di Buona Pasqua!

                                                        IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 –

1 -ioricorroetu locandina 250x250Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso la CEDU (Corte dei Diritti dell’Uomo), e al quale potranno partecipare tutti i lavoratori civili della Difesa.

” La FLP, aderente alla nuova Confederazione sindacale CGS (Confederazione Generale Sindacale), è, unitamente a FGU, NURSIND e UNAMS, tra le OO.SS. promotrici dell’iniziativa che mira a ottenere la condanna del Governo a risarcire i lavoratori pubblici per il mancato rinnovo dei contratti dal 2010 al 2015 e per la mancata riapertura dei tavoli contrattuali, con adeguate risorse, a partire dal mese di luglio 2015, come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178 che si è pronunciata a giugno 2015 sul ricorso promosso dalla FLP.

Ricordiamo che la Legge di stabilità 2016, stanzia la cifra irrisoria di 5 euro lordi mensili e nulla dice per il passato, avallando un’inaccettabile scippo per le tasche dei lavoratori.

Col ricorso sarà chiesto alla CEDU – Corte Europea dei Diritti dell’Uomo un indennizzo monetario, che si stima essere superiore ai 5.000 euro per i dipendenti del comparto e ben più alto per l’area dirigenziale, e la copertura economica del Contratto da luglio 2015.

Il ricorso, che si prevede possa avere il suo esito entro due anni e che è direttamente esecutivo chiamando in causa il governo a risarcire i lavoratori ricorrenti, assume un duplice valore sindacale:

La dignità dei lavoratori pubblici richiede oggi più che mai una tutela sindacale determinata e le federazioni costituenti la CGS, con questa iniziativa, dimostrano di voler rendere concreta questa tutela attraverso tutte le strade che le relazioni sindacali e il diritto le consentono.

Purtroppo la situazione economica dei conti pubblici e il contesto internazionale non lascia ben sperare sulla volontà del Governo di aggiungere adeguate risorse economiche a quelle previste nella legge di stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Procediamo quindi verso una esigibilità dei diritti previsti dai trattati europei, anche oltre quanto già statuito dalla Corte Suprema, costringendo il Governo a pagare direttamente ai lavoratori il danno derivante dal mancato rinnovo dei contratti.

Da ieri sera sul sito internet www.ricorsocgs.it è disponibile tutto il materiale necessario per attivare il ricorso, che sarà aperto a tutti i lavoratori del pubblico impiego.  La macchina organizzativa infatti è già in moto in quanto i ricorsi dovranno essere depositati presso la CEDU  entro i limite massimo di sei mesi ed è stimabile un’adesione che supererà sicuramente  le 100.000 adesioni.

Sull’esito positivo della vertenza siamo particolarmente fiduciosi, in quanto ci avvaliamo di un pool di avvocati particolarmente esperti in questo ambito.

Questa, dopo la sentenza della Consulta, è un’altra iniziativa che farà storia.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato,  il comunicato della CGS sull’iniziativa riscorsuale (Allegato 1),  le tabelle  per la stima del danno (Allegato 2), la locandina da affiggere in tutte le bacheche  e da distribuire a tutti i lavoratori in copia (Allegato 3) e il video della presentazione del ricorso (Allegato 4).

Si ricorda che l’adesione al ricorso è possibile unicamente attraverso la piattaforma informatica pubblicata sul portale web: www.ricorsocgs.it

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1  Comunicato di CGS sul ricorso a CEDU:

Allegato 2: Tabelle quantificazione del danno

Allegato 3: La locandina del ricorso

Allegato 4: il video della conferenza stampa di presentazione del ricorso

Vai al sito internet per aderire al ricorso  www.ricorsocgs.it

Confederazioen generale sindacale


Arrivano puntuali gli attacchi (poco) sindacali contro il ricorso risarcitorio alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo intrapreso da CGS. La risposta della nostra Confederazione

25 Mar 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 35 del 25 marzo 2016 – Si riporta di seguito il comunicato n. 4 diffuso in data odierna dalla nostra Confederazione CGS che risponde agli attacchi venuti da altre OO.SS. (e segnatamente da FIALS, UNSA ed USB, ma non solo) in merito all’iniziativa ricorsuale a carattere risarcitorio promossa e organizzata da CGS presso […]


Parte il ricorso risarcitorio alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo organizzato da CGS (Confederazione Generale Sindacale) contro il blocco di contratti e retribuzioni. Partecipa anche tu!

17 Mar 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso […]


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