Notiziario n. 22 del 03 giugno 2025 –

BENEFICI COMBATTENTISTICIPervengono alla scrivente O.S. molteplici richieste di chiarimento  in merito alla complessa questione del riconoscimento dei benefici combattentistici connessi il servizio svolto in missioni internazionali, e in particolare per conto dell’ONU.

Innanzitutto va precisato che i benefici disposti  dalle l. 390/1950, e l. 336/1970, e cioè la valutazione intera di un anno  per ogni campagna di guerra e il collocamento a riposo anticipato sono stati definitivamente esclusi con la legge 824/1971, né si applica il riconoscimento delle campagne di guerra al solo periodo 11 giugno 1940 – 08 maggio 1945.

Pertanto anche l’art. 18 del DPR 1092/1973 (supervalutazioni per servizio militare in tempo di guerra) non può essere applicato alle missioni ONU.

Dubbi in materia sono stati sollevati in merito alle disposizioni contenute in materia nella circolare di PERSOMIL n. REG2016-70063392 del 05/02/2016, relative alla estensione delle zone di intervento ONU.

Si precisa in merito che la citata circolare ha validità esclusivamente amministrativa e matricolare, e non previdenziale, in quanto aggiorna l’elenco delle zone di intervento, ma il riconoscimento dello specifico servizio svolto non dà titolo ai benefici pensionistici di cui sopra.

La giurisprudenza ha confermato in modo univoco tale posizione, con le sentenze di:

Alla luce di ciò, val la pena diffidare da interpretazioni errate o promesse infondate. Come O.S., continueremo a tutelare gli interessi reali e a garantire informazioni corrette, nel rispetto della legge e della trasparenza.

Fraterni saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE – Christian PALLADINO – Vicenza TEOFILI

Notiziario FLP Difesa n. 37 del 20 giugno 2024 –

Palazzo Baracchini, sede degli Uffici di Gabinetto della Difesa

Riportiamo di seguito il testo della nota FLP Difesa inviata al Gabinetto del Ministro della Difesa, a seguito della emanazione della circolare di SMM del 5 giugno u.s, (in all.), che ribadisce il principio che per il personale ex militare in transito, la sede di 1^ destinazione è vincolata esclusivamente alle maggiori carenze organiche rilevate negli enti della Marina in tutta Italia.

  1. Dopo la iniziativa di azione positiva proposta dal Comitato Unico di Garanzia di cui all’all. 2), e la nota FLP Difesa dello scorso novembre 2023 di cui all’all. 1), e dopo innumerevoli tentativi avviati da questa O.S presso le Direzioni Generali del Personale Militare e del Personale Civile, e più nello specifico presso lo Stato Maggiore della Marina, al fine di rappresentare a tutti gli organismi di vertice del nostro Dicastero le ricadute sul personale interessato, di sovente drammatiche, determinate dalle modalità di scelta della sede di prima assegnazione del personale inidoneo per motivi di salute, osserviamo l’assordante silenzio di codesto Ministero, e il relativo “nulla di nuovo”.
  2. Le maggiori criticità risultano verificarsi in particolare in Marina, dove si registra il maggior numero di transiti (probabilmente a causa della non praticabilità della fattispecie della idoneità parziale, prevista per le altre FF.AA., e che si chiede di sbloccare), come è stato rappresentato nel corso di diversi incontri intercorsi nei mesi scorsi tra lo Stato Maggiore della Marina e le OO.SS. In tali sedi è stato rappresentato il drammatico quadro complessivo creato dall’adozione dell’attuale stringente e impietosa metodologia di assegnazione di sede per il personale in transito, che viene costretto ad affrontare il trasferimento tout court verso nuove sedi di servizio ben lontane sia dalla residenza anagrafica della famiglia che dalla sede di ultima assegnazione.
  3. Ma nonostante la rappresentazione, lo stesso Stato Maggiore della Marina ha preannunciato (vds Fg. n. 49307 del 05.06.2024 avente ad oggetto “Criteri d’impiego personale transitato”) l’adozione di criteri ancora più drastici di quanto finora verificato, e ben più dolorosi rispetto a quanto accade per le altre Armi. Risulta infatti che per Esercito, Carabinieri ed Aeronautica vengano fatti salvi sia l’esperienza acquisita nei ruoli militari, che gli elementi di valutazione relativi alla situazione personale, sanitaria-e familiare del transitando, ricercando in primis l’utile impiego presso l’Ente di provenienza, in subordine nella regione ove è collocato l’Ente di provenienza, e solo da ultimo, l’impiego in aree limitrofe.
  4. Per contro, la Marina Militare assume una posizione netta e stabilisce che ai fini della individuazione della sede di prima assegnazione …“le esigenze funzionali di Forza Armata debbano considerarsi prioritarie al fine del corretto impiego dello strumento militare”, con ciò creando le premesse per l’assegnazione di sede sulla mera base della carenza organica, senza filtri che consentano un possibile orientamento sulla base degli elementi forniti dal transitando, fatto salvo che “…in presenza di tutele sociali garantite per legge e opportunamente certificate,… …sarà privilegiata, se possibile, la sede di ultima assegnazione in qualità di militare, limitando la tutela prevista dalla L.104/1992, laddove si sancisce il diritto di chiedere l’assegnazione presso la sede di servizio più vicina alla persona da assistere.

Un approccio molto duro da parte di una Forza Armata nei confronti del proprio personale transitato, che si trova davanti a profonde lacerazioni dei rapporti personali e familiari, e che trova limiti nelle sedi di assegnazione e intanto compete per tali sedi anche col personale proveniente dalle Capitanerie di Porto (strutture che appartengono al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

  1. Val la pena di sottolineare come, oltre alla questione sopradescritta, emerga dalla lettura della citata circolare l’altro elemento fortemente penalizzante per il transitando: essendo prioritario individuare la sede di prima assegnazione in base alla scopertura organica, a questa viene subordinata, arbitrariamente, la scelta del profilo (oggi famiglia professionale) da assegnare al transitando, determinando talora vistose incoerenze nella storia dell’interessato, perdite di professionalità e di motivazione; situazioni al limite della schizofrenia per chi ha già dato sul piano della salute e dell’equilibrio psicofisico, e non può trovare nel transito la strada di un recupero, percependo piuttosto discriminazione ed emarginazione nel percorso obbligato disseminato di ostacoli creati “gratuitamente” dall’Amministrazione stessa.
  2. Quanta differenza con il trattamento riservato ai militari in servizio, per i quali è prevista la pianificazione d’impiego, e l’eventuale assegnazione di un alloggio di servizio! E quanta differenza con gli spazi di scelta della sede consentiti al personale neo-assunto!!
  3. E si osserva come il DM 18 aprile 2002, che prevede che “Il personale delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri giudicato non idoneo al servizio militare incondizionato per lesioni dipendenti o non da causa di servizio transita, a domanda, nelle corrispondenti aree funzionali del personale civile del Ministero della difesa”, in nessun passo introduca vincoli di appartenenza dell’ex-militare alla Forza Armata di provenienza; e invece oggi è la Forza Armata di provenienza a decidere dove reimpiegare il dipendente. Non sarebbe più corretto che tutto il personale transitato venisse sottoposto allo stesso sistema di regole, agli stessi univoci criteri, da gestire mediante strumenti obbiettivi quali una piattaforma informatica che, nell’indicare in generale i posti disponibili per il personale civile, indipendentemente dall’Arma di provenienza, assicuri ai colleghi la compiuta applicazione del principio costituzionale “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”, il rispetto della dignità umana e ancor più la tutela della persona disabile?
  4. Per quanto sopra, chiediamo un intervento urgente di Codesto Gabinetto affinché si avvii un processo condiviso di razionalizzazione delle procedure di transito, al fine di rendere uniforme il sistema di regole, ricercare la salvaguardia delle professionalità acquisite, prestare attenzione alle problematiche personali e familiari rappresentate, assicurare le tutele previste per il dipendente in condizioni psicofisiche non ottimali.
  5. Si segnala la necessità che codesto Gabinetto dia finalmente un riscontro alle note da noi inviate, dopo tanto assordante silenzio, nel rispetto non solo della relazione sindacale, ma anche dei tanti colleghi che ci rappresentano le loro difficoltà nella dolorosa vicenda umana del transito e attendono risposte.

Restiamo ora in attesa di vedere se il silenzio dei nostri vertici finalmente si interrompe.

E’ tutto, cordialissimi saluti

p. il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA   Maria Pia BISOGNI – Christian PALLADINO

All. 1 : 2020.05.28 Relazione-del-Gruppo-di-lavoro-del-CUG-Difesa-Ex-militari-Transitati-approvato

All. 2 : 2023.11.20 Nota FLP Difesa per il Gabinetto su ex militari transitati

All. 3 : 2024.06.20 Nota FLP Difesa per il GdM

Notiziario FLP Difesa n. 18 del 14 marzo 2024 –

Palazzo Marina
Palazzo Marina

Si è svolto ieri il preannunciato incontro (come da nostro comunicato in all. 1) tra lo Stato Maggiore Marina e le OO.SS. Nazionali, sul tema dei transiti del personale giudicato PNI al servizio militare incondizionato. Lo SMM, rappresentato Capo del 1° Reparto personale, Amm. Div. Enrico Giurelli, ha evidenziato alle OO.SS. le difficoltà della F.A. nel gestire il fenomeno dei transiti che sta assumendo dimensioni allarmanti, anche se, a nostro avviso, prevedibili.

Negli ultimi anni, infatti, il personale della Marina Militare che, perdendo l’idoneità al servizio, è passato al ruolo civile, si è attestato su una media annuale di circa 300 unità, di gran lunga superiore a quello transitato delle altre Forze Armate.

Solo nel 2023 di 500 transiti, il 59% ha interessato la Marina, il 24% l’Esercito, il 13% i Carabinieri ed il 4% l’Aeronautica. Da qui la necessità, a detta dello SMM, di dare attuazione a quanto nella circolare del 25 luglio 2023 che, solo per la MM, ha modificato il criterio di assegnazione, non vincolandola all’ultima sede di servizio da militare, come accade per quello delle altre FF.AA, ma prevedendo la possibilità di destinare il personale in transito, su tutto il territorio nazionale. FLP Difesa. In merito FLP Difesa ha scritto una nota al Gabinetto del Ministro denunciandone le criticità e chiedendo, sull’argomento, un confronto (in allegato 2).

Allo stato attuale, a parte i casi tutelati da legge, per i quali lo SMM ha ribadito l’utilità di produrre la documentazione il prima possibile, anche in fase di transito, le assegnazioni avvengono in base alle carenze organiche comparate fra tutti gli Enti del territorio nazionale, riferiti al profilo professionale attribuito.

Come Flp Difesa, nel nostro intervento, abbiamo premesso che bisogna innanzitutto chiedersi e agire sul motivo per cui la MM ha le percentuali più alte di transiti, migliorando anche la condizione militare e pur comprendendo le criticità, abbiamo sottolineato come non sia accettabile applicare criteri rigidi che non tengano in debita considerazione il fatto che il personale militare transita per motivi di salute che non sempre sono riconducibili a fattispecie già tutelate da legge. A questo si aggiunge il fatto che situazioni personali, economiche, famigliari possono acuire il disagio e la sofferenza, anche psicologica, in una fase delicata come il cambio di vita lavorativa e, assegnando il personale lontano dal proprio domicilio o dalla famiglia si genera esclusivamente uno spostamento del problema, se non anche un peggioramento delle condizioni.

A nostro avviso, volendo anche comprendere, pur non condividendola, la ratio della disincentivazione al transito operata dalla F.A., la stessa ci appare troppo limitativa. I vertici della Marina Militare dovrebbero preoccuparsi di migliorare le condizioni di vita lavorativa e non mettere in difficoltà chi già di suo si trova in condizioni di fragilità, pensando di sopperire, alle ben note e annose carenze organiche del personale civile, con il ricorso al personale affetto da fragilità che, in ogni caso, dovrebbe essere tutelato e non penalizzato da criteri di impiego che rischiano di creare notevoli difficoltà sia in ambito personale che lavorativo.

Per stessa ammissione dell’Amministrazione, la maggioranza dei casi di perdita dell’idoneità al servizio militare incondizionato avviene per problematiche psicologiche riconducibili a “disturbi dell’adattamento”. Risulta quindi poco comprensibile come si pensi di mitigare gli effetti di tale disturbo allontanando il dipendente dal proprio domicilio, dai propri affetti, creandogli spesso ulteriori difficoltà di tipo logistico ed economico.

Per tali motivi abbiamo chiesto di sospendere in ambito Marina, per gli specifici aspetti maggiormente sfavorevoli, le restrittive modalità attuative imposte dalla circolare di Persociv e di avviare incontri tematici, da realizzarsi il prima possibile in modo da trovare soluzioni alternative ed il più possibile condivise, come per esempio, di aprire alla possibilità di transitare anche nelle Capitanerie di Porto e in altre P.A..

L’Amministrazione, pur riconoscendo la pertinenza e la puntualità delle  osservazioni  e dell’analisi di FLP DIFESA,  ha però ribadito l’intendimento, per le proprie esigenze funzionali, di voler procedere con le metodologie attuate fino ad ora, rigettando, al momento, l’ipotesi di promuovere la cancellazione/revisione della circolare di Persociv, ma le nostre forti pressioni hanno portato ad un aggiornamento di riunione per metà aprile, periodo nel quale le OO.SS. dovrebbero anche essere chiamate al previsto incontro con il CSMM, avendo ricevuto garanzia che in questo lasso di tempo lo Stato Maggiore non procederà a fasi di assegnazione se non a tutela di quel personale in fase di transito per il quale ci sia il rischio reale di sforamento dei termini che portano a riduzione stipendiale.

Nonostante questa apertura, continuiamo a ritenere estremamente afflittivi i criteri riportati nella circolare di luglio e quindi auspichiamo che, nel prossimo incontro, la M.M. prenda coscienza della necessità di giungere a criteri di impiego che tengano conto non solo delle esigenze di Forza Armata, ma che vadano anche incontro alle esigenze dei lavoratori con patologie certificate e accompagnate spesso da disagi economico/sociali e familiari. Si ritiene pertanto necessaria la sospensione delle modalità applicative della più volte richiamata circolare, così come rappresentate dalla F.A., soprattutto in considerazione che le stesse stanno intervenendo in corso d’opera quando un certo numero di personale militare aveva già iniziato la procedura di transito con regole differenti e meno penalizzanti e soprattutto uguali a quelle del personale delle altre FF.AA..

Sugli sviluppi del confronto con lo SMM vi terremo, come sempre, aggiornati ma, nel frattempo, interesseremo nuovamente il Ministro perché riteniamo che questa, nell’interesse di tutti gli attori e per i risvolti che comporta, non può più essere un fenomeno sottovalutato dall’autorità politica.

per LA SEGRETERIA NAZIONALE

La Responsabile Nazionale per la MM – Vincenza TEOFILI

 Il Responsabile Nazionale per i Militari Transitati –  Christian PALLADINO

All. 1 2024.03.13 Volantino Riunione a SMM su transitati

All. 2 2023.11.20 Nota FLP Difesa per il Gabinetto su ex militari transitati

Notiziario FLP Difesa n. 70 del 21 novembre 2023 –

Invictus games
Invictus games

Riportiamo di seguito il testo della nota inviata oggi da questa Segreteria Nazionale al Gabinetto del Ministro e ai vertici della nostra Amministrazione relativa alle tematiche di interesse del personale ex militare transitato nei ruoli del personale civile, e alle molteplici criticità che nel tempo si sono andate esasperando creando diffuso malessere e disagio.

“Dopo la emanazione della circolare di Persociv sulla materia in oggetto, datata 25 luglio 2023, i cui contenuti si sono riverberati nelle disposizioni attuative di Arma, si sono aggravate e rese ancor più evidenti di sempre le gravi criticità già da anni rappresentate ai diversi livelli dei vertici di questa Amministrazione, per le quali abbiamo ripetutamente formulato richieste di confronto e di istituzione di un tavolo tecnico, ad oggi inascoltate.

La scelta che ci risulta essere stata adottata da codesta AD è stata quella di istituire un tavolo tecnico senza partecipazione delle parti sindacali, che esclude ogni possibilità:

     Per contro, il rigido approccio adottato dalla parte datoriale non fa che penalizzare e ulteriormente minare la già fragile condizione dei molti colleghi costretti a lasciare la divisa che avevano scelto di portare; li fa sentire sempre più figliastri discriminati, dopo aver dato al paese, spesso per ragioni di servizio, la propria salute; e dopo la perdita della salute, arriva lo scotto sulle questioni di seguito riportate.

Le procedure di transito, l’inquadramento in soprannumero, l’anzianità di servizio:

La circolare sopracitata prevede al punto 2.c. che il personale transitato venga inquadrato in soprannumero nell’organico della F.A. di provenienza , e in posizione eccedentaria rispetto alla dotazione organica del personale civile, ma non richiama quanto previsto dal DM 18.04.2022 art. 2 comma 5 relativamente alla anzianità : non vi è infatti alcuna menzione della parte relativa all’anzianità maturata, laddove si prevede che il personale transitato conservi l’anzianità assoluta riferita al grado, l’anzianità complessivamente maturata e la posizione economica acquisita. Posto che parrebbe palese che con tale affermazione il legislatore avesse voluto garantire al personale che transita la valenza dell’esperienza maturata da militare sia ai fini del trattamento giuridico che di quello economico, abbiamo invece già visto che questo non sempre avviene, come nei bandi per la mobilità interna in cui gli anni da militare hanno una minore valenza,  o in quelli delle progressioni interne alle quali il suddetto personale non può  partecipare prima dei due anni dal transito, al pari di personale neo-assunto.

 Criteri per la scelta della sede di 1^ assegnazione

La circolare prevede che la scelta della sede di assegnazione avvenga sulla base delle esigenze funzionali delle FF.AA./CC di provenienza, e non più tenendo conto della ultima regione in cui il dipendente ha prestato servizio da militare. Dunque si applicano all’ex militare transitato le stesse norme previste per l’assegnazione a sede del militare, senza tener conto della differenza fra quest’ultimo (in buona salute, idoneo ed in servizio) e l’ex militare (che in salute non lo è più, che è portatore di patologie permanenti adeguatamente classificate e in molti casi ricondotte a causa di servizio) che del primo non  ha più né la salute né lo status giuridico.

Un personale che mediamente non è più giovanissimo, che è gravato dalla necessità di specifica assistenza sanitaria, che ha comunque una famiglia e dei figli cui assicurare le cure dovute, che ha responsabilità economiche nei loro confronti, che viene messo in estrema difficoltà se destinato a sedi distanti dall’ultimo luogo di lavoro e di residenza, in quanto è chiamato a scegliere se trasferire forzatamente, sradicandola, tutta la famiglia, o in alternativa accollarsi nuovi carichi economici trasferendosi da solo in una casa nel nuovo posto di lavoro.

Nessun margine di tutela è dunque più assicurato al transitato e alla sua famiglia, stante l’impossibilità di mantenere lo “status quo ante”, logistico, economico e familiare, maturato prima del transito.

Deroga ai criteri di 1^ assegnazione

Farraginosa è la procedura indicata: l’istante deve presentare richiesta di assegnazione di sede in deroga entro 30 giorni dall’istanza di transito, corredandola della documentazione sanitaria prodotta dalla Commissione Medica, in contrasto con la normativa vigente (DPR. 445/2000 e l.241/1990) nella quale si fa divieto di aggravamento del procedimento amministrativo disponendo l’acquisizione d’ufficio degli atti già in possesso dell’Amministrazione.

L’ obbligo di 5 anni di permanenza dopo l’assegnazione di sede – punto 4. della circolare:

dopo il danno di aver perso la salute, una pena accessoria e discriminante: il transitato DEVE permanere presso la sede assegnata per ALMENO 5 ANNI dalla data di sottoscrizione del contratto individuale di lavoro. Perché questo vincolo capestro, che esclude il dipendente dal concorso in condizioni di pari opportunità di mobilità rispetto ai colleghi? Quale malefatta deve espiare? E perché, come detto al punto precedente, l’anzianità complessiva non può contare ai fini della eventuale selezione fra più candidati? Perché si deve equiparare questa condizione a quella di un neo-assunto? E per quale ragione questo limite imposto dalla circolare non può essere superato neanche nel caso di una mobilità straordinaria prevista per legge, come nel caso dell’assistenza all’handicap o in quello della presenza di figli minori di 3 anni? E perché ancora si esclude persino la possibilità di comando presso altra amministrazione, anche questa disciplinata da una legge dello Stato?

La mobilità

Parimenti, dopo anni di richieste di confronto e di tavoli tecnici sulla regolamentazione della mobilità, da anni ingessata dall’insormontabile vincolo del grado di scopertura, ancora nessuna iniziativa da parte di questa Amministrazione.

Lo scorso 20.03.2023 Persociv ha effettivamente annunciato “…l’intendimento di concordare con le OOSS modalità e tempi di avvio del confronto volto a definire i criteri generali di priorità per la mobilità fra le sedi di lavoro, in attuazione dell’art. 5 comma 3 let b) del CCNL 09.05.2022, compatibilmente con i modelli relazionali già avviati” .

Ma da quella data non ci sono aggiornamenti, e la mobilità ordinaria è di fatto impossibile.

 Val la pena ricordare che su tutti questi argomenti, e molti altri di dettaglio, si era fatto parte attiva anche Il CUG con un documento (che riproponiamo in allegato), approvato nel 2020 e di seguito trasmesso a codesto Gabinetto, con il quale erano state proposte specifiche “Azioni Positive”. Ma nessun seguito ha avuto neanche questa iniziativa.

 Chiediamo un intervento urgente di codesto Gabinetto al fine di sospendere la circolare del 25 luglio e di convocare finalmente un confronto utile ad una revisione dei temi trattati.

 Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.

p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia BISOGNI – Christian PALLADINO

E’ tutto, cordialissimi saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : 28.05.2020 Relazione-del-Gruppo-di-lavoro-del-CUG-Difesa-Ex-militari-Transitati- testo approvato

Christian Palladino


Precisazioni sui benefici combattentistici quali la supervalutazione dei servizi in caso missioni internazionali ONU: norme e sentenze ne escludono la praticabilità

3 Giu 2025 - Flp Difesa

Notiziario n. 22 del 03 giugno 2025 – Pervengono alla scrivente O.S. molteplici richieste di chiarimento  in merito alla complessa questione del riconoscimento dei benefici combattentistici connessi il servizio svolto in missioni internazionali, e in particolare per conto dell’ONU. Innanzitutto va precisato che i benefici disposti  dalle l. 390/1950, e l. 336/1970, e cioè la […]


FLP Difesa scrive al Gabinetto del Ministro dopo l’emanazione della circolare di SMM con la quale si ribadiscono i criteri di assegnazione della 1^ sede per il personale in transito. Drammatica la situazione di tanto personale che può essere destinato in qualsiasi parte d’Italia in base alle maggiori vacanze organiche, senza alcuna riserva di salvaguardia almeno del mantenimento di una sede vicina all’ultimo ente di servizio, senza troppi riguardi per un personale che transita per motivi di salute, e che dunque per principio dovrebbe poter trovare più agevoli percorsi di reinserimento

20 Giu 2024 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 37 del 20 giugno 2024 – Riportiamo di seguito il testo della nota FLP Difesa inviata al Gabinetto del Ministro della Difesa, a seguito della emanazione della circolare di SMM del 5 giugno u.s, (in all.), che ribadisce il principio che per il personale ex militare in transito, la sede di […]


Riunione con le OO.SS. nazionali a SMM, presieduta dall’ammiraglio Giurelli. La discussione si è sviluppata sulle criticità determinate dalla circolare di Persociv dello scorso mese di luglio in materia di ex militari transitati. Di particolare interesse, la questione delle assegnazioni di 1^ sede del personale in transito: la circolare disapplica, solo per la Marina, il vincolo di assegnazione all’ultima sede di servizio da militare, e prevede invece la possibilità di destinazione a qualsiasi sede in base alle esigenze dell’Arma. FLP Difesa chiede a gran voce la sospensione/rimozione dello specifico vincolo in Marina.

15 Mar 2024 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 18 del 14 marzo 2024 – Si è svolto ieri il preannunciato incontro (come da nostro comunicato in all. 1) tra lo Stato Maggiore Marina e le OO.SS. Nazionali, sul tema dei transiti del personale giudicato PNI al servizio militare incondizionato. Lo SMM, rappresentato Capo del 1° Reparto personale, Amm. Div. […]


FLP Difesa scrive al Gabinetto del Ministro della Difesa e rappresenta le gravi criticità legate al complesso quadro di situazione relativo al personale ex militare transitato nei ruoli del personale civile, aggravate dalla recente circolare di Persociv. Le procedure di transito, di attribuzione del profilo (oggi famiglia) professionale, i criteri per l’assegnazione alla sede di 1^ destinazione, la mobilità ordinaria ormai ingessata da anni, sono i grandi temi per cui si richiede l’attivazione di un tavolo di confronto che consenta di trovare soluzioni condivise.

21 Nov 2023 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 70 del 21 novembre 2023 – Riportiamo di seguito il testo della nota inviata oggi da questa Segreteria Nazionale al Gabinetto del Ministro e ai vertici della nostra Amministrazione relativa alle tematiche di interesse del personale ex militare transitato nei ruoli del personale civile, e alle molteplici criticità che nel tempo […]


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