Notiziario n. 38 del 2 aprile 2016 –

1 -ioricorroetu locandina 250x250www.ricorsocgs.itSi riporta di seguito il comunicato n. 5 diffuso in data 31 marzo u.s. dalla Segreteria Generale della nostra Confederazione CGS  con il quale si dà notizia dell’enorme successo che sta riscuotendo tra i colleghi l’iniziativa del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) e si forniscono ulteriori risposte e precisazioni all’attacco concentrico sull’iniziativa CGS venuto da più parti sindacali, che invece di fornire soluzioni e indicare percorsi per sanare l’enorme danno subito dai lavoratori pubblici con il blocco dei contratti preferiscono invece contrastare le iniziative altrui.

“Oltre 10.000 ricorrenti sono stati inseriti nel portale www.ricorsocgs.it, la piattaforma per registrarsi e partecipare al ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (C.E.D.U.) organizzato dalla Confederazione Generale Sindacale (C.G.S.) contro il blocco dei contratti e delle retribuzioni nel pubblico impiego.

Un importante segnale di attenzione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici che dimostrano di apprezzare la bontà  e la chiarezza della nostra iniziativa che, lo ribadiamo, è stata assunta esclusivamente come un’iniziativa di servizio per vedere riconosciuto il diritto all’indennizzo per gli anni di blocco contrattuale che vanno dal 2010 al 2015.

A fronte del lancio della nostra iniziativa quasi tutte le OO.SS. si sono lanciate in attacchi più o meno sindacali e più o meno forti, bollando l’iniziativa della CGS  o come strumentale e impossibile dal punto di vista tecnico legale, o come tentativo di cercare soluzioni all’ingiustificato blocco dei contratti non con la mobilitazione, la lotta ed il negoziato, ma nelle aule di giustizia.

Preliminarmente dobbiamo ricordare ancora una volta come sia proprio grazie alla FLP (organizzazione fondatrice insieme a FGU GILDA, NURSIND e UNAMS della confederazione CGS) che ha portato il Governo di fronte alla Corte Costituzionale, che siamo riusciti a strappare la sentenza che oggi da più parti viene evocata senza che al momento opportuno le stesse OO.SS., ora tanto attente interpretatrici della Consulta avessero mosso un dito a difesa dei lavoratori e delle lavoratrici del Pubblico impiego.

A questo aggiungiamo che ovviamente siamo ben consapevoli dei contenuti della sentenza che ha dichiarato l’illegittimità sopravvenuta del blocco dei contratti.

Proprio per questo, dopo uno studio della materia che è durato mesi, da parte di un pool di esperti avvocati con una vasta esperienza presso le Corti europee, che hanno dato già dimostrazione di riuscire a vincere non solo davanti ai Tribunali Italiani ma anche dinanzi la Corte Costituzionale (sblocco dei contratti) e presso la Corte Europea di Giustizia (precari della Scuola), abbiamo ritenuto assolutamente percorribile l’azione risarcitoria presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, organismo competente a pronunciarsi su violazioni da parte degli stati membri  dei principi inseriti nella Convenzione.

Violazioni delle norme che riconoscono il diritto dei lavoratori ad associarsi in organizzazioni sindacali ed a concludere, anche per il tramite di tali organizzazioni, contratti collettivi per disciplinare il contenuto economico e normativo dei rapporto di lavoro. Violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo,  che ha provocato,  con il reiterato blocco,  un vulnus alle condizioni patrimoniali e reddituali dei lavoratori, determinando e cristallizzando una riduzione della base stipendiale sulla quale andare ad effettuare il ricalcolo per l’adeguamento inflazionistico una volta rimosso il blocco della contrattazione.

Danno che ha riflessi sotto il profilo pensionistico dal momento che una minore retribuzione determina una minore contribuzione e produce  la riduzione del  futuro trattamento pensionistico.

Se è vero che le condizioni economiche difficili di un Paese possono giustificare misure restrittive, la giurisprudenza della Corte Europea è consolidata nella direzione di garantire un giusto equilibrio tra gli interessi generali e la salvaguardia dei diritti fondamentali.

Per quanto concerne invece la questione, pure sollevata, che si può ricorrere dinanzi alla     CEDU solo dopo aver esperito tutte le forme di ricorso interne, diciamo che è di tutta evidenza che la Sentenza della  Corte Costituzionale sulla incostituzionalità sopravvenuta, di fatto chiude tutte le vie di ricorso interno sul riconoscimento del pregresso, come peraltro ribadito nelle varie sentenze in materia emanate dalla stessa CEDU (attraverso le quali vive e si deve applicare la convenzione stessa e quindi anche l’art. 35 della Convenzione). (Per gli aspiranti giuristi che abbiano voglia di approfondire la materia pubblicheremo nei prossimi giorni sul sito una sintesi delle principali sentenze e i link per trovare le sentenze integrali della CEDU. Può darsi che, in tal modo, qualche sindacato, che fa ancora confusione, scopra finalmente che CEDU è l’acronimo di Corte Europea Diritti dell’Uomo e che la CEDU ha sede a Strasburgo e non è un’istituzione che fa parte dell’Unione Europea, e che certamente non va confusa con la Corte di Giustizia Europea con sede in Lussemburgo ).

Il Ricorso alla CEDU è attivabile entro 6 mesi dalla chiusura del procedimento interno che, come è noto deve essere pronunciato dal giudice ordinario a cui ritorna la sentenza della Corte Costituzionale dopo la trasmissione degli atti. Data di chiusura che, viste le affermazioni scomposte di avvenuta scadenza del termine, è evidentemente ignota agli estranei al ricorso, ma che è ovviamente ben conosciuta da noi che siamo gli attori del giudizio.

Si ricorda, infine, che il risarcimento dei danni causati dal blocco dei contratti può essere disposto dalla Corte solo nei confronti dei ricorrenti.

Riteniamo pertanto ammissibile la presentazione del ricorso alla CEDU, un’iniziativa, che con piacere vediamo proposta anche da altre organizzazioni sindacali.

D’altronde nei mesi scorsi abbiamo più volte invitato pubblicamente, senza alcun riscontro, le altre organizzazioni sindacali a promuovere unitariamente tale iniziativa, dichiarandoci disponibili a condividere i nostri studi in materia, proprio per il bene generale della difesa dei diritti di tutti i lavoratori pubblici. 

Evidentemente orgoglio e pregiudizio hanno ancora una volta prevalso sul bene comune.

Va segnalato, inoltre, che il ricorso alla CEDU non indebolisce il tavolo negoziale ma anzi lo rafforza.

Sempre per gli aspiranti giuristi, ricordiamo che la Corte Europea può non solo disporre il  risarcimento danni per gli anni pregressi, come avviene ordinariamente, ma anche indicare agli Stati membri le modifiche normative e politiche atte a rimuovere le condizioni che hanno portato alla violazione. E quindi censurare il finanziamento fittizio presente nella  legge di stabilità 2016 per aggirare la sentenza della Consulta.  In definitiva riteniamo veramente di basso profilo gli attacchi che abbiamo ricevuto, che sottovalutano evidentemente la nostra iniziativa e gli approfondimenti di questi mesi.

Non riusciamo a comprendere l’atteggiamento di chi, ad esempio, si inventa uno stravagante ricorso dinanzi il Tribunale di Roma facendovi aderire i propri iscritti di tutta Italia per chiedere la mera riapertura delle trattative per i rinnovi contrattuali che, già nei fatti, è contenuta nella sentenza della Corte Costituzionale, rischiando tra l’altro la condanna per lite temeraria per tutti i ricorrenti, in quanto i ricorsi in materia di lavoro vanno presentati esclusivamente presso i tribunali di competenza della sede del lavoro dei ricorrenti.

Quanto infine ai “politicamente corretti”, a quelli che confondono le iniziative risarcitorie per il pregresso con il rinnovo dei contratti,   diciamo che se il Governo è stato costretto a far finta di voler rinnovare i contratti è grazie a noi e non alle loro lotte o ai loro sit-in, e che comunque negli anni scorsi siamo stati i primi a presentare ufficialmente le piattaforme per il rinnovo del Contratti a Funzione Pubblica e Aran.

Siamo sempre stati noi quelli che a seguito della sentenza della Corte abbiamo inviato tempestivamente una diffida al Governo nella quale chiedevamo l’apertura del negoziato con effetto immediato e, quindi, a partire quindi da luglio 2015.

Diffida che ha portato il Governo a formalizzare il rifiuto ad ottemperare alla sentenza della Corte Costituzionale per il secondo semestre del 2015, affermando che avrebbe provveduto a finanziare il rinnovo dei contratti soltanto a partire dal 2016 (stanziamento di ben 4 euro mensili pro-capite effettivi).

Siamo quelli che da mesi cercano di accelerare la certificazione dei dati all’Aran e l’individuazione dei nuovi comparti perché i contratti li vogliamo rinnovare e bene.

Non certamente, come probabilmente qualcuno già ha in mente di fare, a costo zero e con il recepimento delle norme punitive all’interno di inaccettabili contratti solo giuridici.

Il ricorso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha quindi una valenza non solo economica per l’indennizzo degli arretrati negati, ma anche politica perché una condanna del legislatore italiano, che per anni ha negato il diritto al contratto a 3 milioni e mezzo di lavoratori,  avrebbe un’incredibile effetto di contrasto nei confronti della continua e martellante campagna di denigrazione nei confronti del pubblico impiego che non ha precedenti in tutta Europa. Questo i lavoratori l’hanno capito.  E non li fermeranno le menzogne e le provocazioni.                                                  

LA SEGRETERIA GENERALE CGS

Roma, 31 marzo 2016 “

Con l’occasione, pubblichiamo su questa stessa pagina le “FAQ” aggiornate al 31 marzo u.s. nel quale i colleghi interessati potranno trovare risposta rispetto ai diversi problemi segnalati all’attenzione di questo Coordinamento nazionale, in particolare sulle spese del ricorso (FAQ n. 11 e FAQ n. 23).

  A tal proposito, si deve comunque far presente che la CGS ha reso disponibili agli interessati due indirizzi dedicati di posta elettronica:

ai quali i colleghi interessati dovranno direttamente rivolgersi per i rispettivi quesito al riguardo.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato: Ricorso CGS – FAQ aggiornate al 31.03.2016

Clicca qui per accedere alla piattaforma per partecipare al ricorso 

Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 –

1 -ioricorroetu locandina 250x250Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso la CEDU (Corte dei Diritti dell’Uomo), e al quale potranno partecipare tutti i lavoratori civili della Difesa.

” La FLP, aderente alla nuova Confederazione sindacale CGS (Confederazione Generale Sindacale), è, unitamente a FGU, NURSIND e UNAMS, tra le OO.SS. promotrici dell’iniziativa che mira a ottenere la condanna del Governo a risarcire i lavoratori pubblici per il mancato rinnovo dei contratti dal 2010 al 2015 e per la mancata riapertura dei tavoli contrattuali, con adeguate risorse, a partire dal mese di luglio 2015, come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178 che si è pronunciata a giugno 2015 sul ricorso promosso dalla FLP.

Ricordiamo che la Legge di stabilità 2016, stanzia la cifra irrisoria di 5 euro lordi mensili e nulla dice per il passato, avallando un’inaccettabile scippo per le tasche dei lavoratori.

Col ricorso sarà chiesto alla CEDU – Corte Europea dei Diritti dell’Uomo un indennizzo monetario, che si stima essere superiore ai 5.000 euro per i dipendenti del comparto e ben più alto per l’area dirigenziale, e la copertura economica del Contratto da luglio 2015.

Il ricorso, che si prevede possa avere il suo esito entro due anni e che è direttamente esecutivo chiamando in causa il governo a risarcire i lavoratori ricorrenti, assume un duplice valore sindacale:

La dignità dei lavoratori pubblici richiede oggi più che mai una tutela sindacale determinata e le federazioni costituenti la CGS, con questa iniziativa, dimostrano di voler rendere concreta questa tutela attraverso tutte le strade che le relazioni sindacali e il diritto le consentono.

Purtroppo la situazione economica dei conti pubblici e il contesto internazionale non lascia ben sperare sulla volontà del Governo di aggiungere adeguate risorse economiche a quelle previste nella legge di stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Procediamo quindi verso una esigibilità dei diritti previsti dai trattati europei, anche oltre quanto già statuito dalla Corte Suprema, costringendo il Governo a pagare direttamente ai lavoratori il danno derivante dal mancato rinnovo dei contratti.

Da ieri sera sul sito internet www.ricorsocgs.it è disponibile tutto il materiale necessario per attivare il ricorso, che sarà aperto a tutti i lavoratori del pubblico impiego.  La macchina organizzativa infatti è già in moto in quanto i ricorsi dovranno essere depositati presso la CEDU  entro i limite massimo di sei mesi ed è stimabile un’adesione che supererà sicuramente  le 100.000 adesioni.

Sull’esito positivo della vertenza siamo particolarmente fiduciosi, in quanto ci avvaliamo di un pool di avvocati particolarmente esperti in questo ambito.

Questa, dopo la sentenza della Consulta, è un’altra iniziativa che farà storia.

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

In allegato,  il comunicato della CGS sull’iniziativa riscorsuale (Allegato 1),  le tabelle  per la stima del danno (Allegato 2), la locandina da affiggere in tutte le bacheche  e da distribuire a tutti i lavoratori in copia (Allegato 3) e il video della presentazione del ricorso (Allegato 4).

Si ricorda che l’adesione al ricorso è possibile unicamente attraverso la piattaforma informatica pubblicata sul portale web: www.ricorsocgs.it

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1  Comunicato di CGS sul ricorso a CEDU:

Allegato 2: Tabelle quantificazione del danno

Allegato 3: La locandina del ricorso

Allegato 4: il video della conferenza stampa di presentazione del ricorso

Vai al sito internet per aderire al ricorso  www.ricorsocgs.it

CEDU


Più di diecimila in dieci giorni i partecipanti al ricorso alla CEDU contro il blocco contrattuale. Le risposte di CGS agli attacchi senza senso di altre OO.SS.

3 Apr 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 38 del 2 aprile 2016 – www.ricorsocgs.itSi riporta di seguito il comunicato n. 5 diffuso in data 31 marzo u.s. dalla Segreteria Generale della nostra Confederazione CGS  con il quale si dà notizia dell’enorme successo che sta riscuotendo tra i colleghi l’iniziativa del ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU) e […]


Parte il ricorso risarcitorio alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo organizzato da CGS (Confederazione Generale Sindacale) contro il blocco di contratti e retribuzioni. Partecipa anche tu!

17 Mar 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 32 del 16 marzo 2016 – Si riporta di seguito il Notiziario diffuso ieri dalla nostra Federazione con il quale la Segreteria Generale FLP dà notizia dell’avvio, da parte delle OO.SS. aderenti alla nuova Confederazione CGS tra le quali appunto FLP, del ricorso risarcitorio (almeno 5.000 € l’indennizzo richiesto) che verrà proposto presso […]


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