Notiziario FLP Difesa n. 105 del 04 Dicembre 2019

Si riporta, di seguito il testo del Notiziario FLP n. 28 del 25 u.s. con il quale l’Ufficio Stampa della Federazione dà conto della sottoscrizione in ARAN del CCNQ sulla rappresentatività sindacale per il triennio 2019-2021 e sull’utilizzo delle prerogative sindacali (permessi e distacchi).

Nella serata di martedì 19, dopo l’avvenuta certificazione degli Organi di controllo, è stato sottoscritto in via definitiva il nuovo CCNQ sull’utilizzo delle prerogative sindacali per il triennio 2019-2021.

Hanno sottoscritto l’accordo, oltre alle nostre confederazioni CSE e CGS, anche tutte le altre, ad eccezione di CGIL e  CISL.

Una mancata firma, quella di CGIL e CISL, su un accordo che certifica dati certi provenienti dalle singole Amministrazioni, e non certo auto-dichiarati come avviene in altri settori, che testimonia la loro crescente difficoltà a rappresentare e tutelare i lavoratori del pubblico impiego.

L’accordo basato sulla certificazione dei voti ottenuti alle elezioni RSU 2018 e delle iscrizioni al 31/12/2018 dimostra invece in modo inequivocabile l’aumento di consensi e di adesioni alla FLP e alle altre Organizzazioni sindacali a noi collegate (FGU (GILDA), NURSIND e NURSING UP), che ottengono per il prossimo triennio un importante aumento delle prerogative sindacali, a scapito delle altre organizzazioni, in particolare della CGIL, che è la confederazione che in generale perde più prerogative.

Più nello specifico, per quanto concerne il comparto delle Funzioni Centrali, la FLP scavalca USB e Federazione Intesa e si avvicina all’UNSA, ponendo le basi per diventare, a breve, il più importante sindacato autonomo nel comparto delle Funzioni Centrali. Un trend sempre più confermato dai dati in nostro possesso relativi al 2019.

Un grande risultato – ha commentato il Segretario generale FLP Marco Carlomagno – che ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione per rinnovare la pubblica amministrazione, renderla più vicina ai cittadini e alle imprese, valorizzare il lavoro pubblico, riconoscere finalmente dal punto di vista economico e professionale le grandi potenzialità espresse dalle donne e dagli uomini che ogni giorno svolgono con impegno il loro lavoro al servizio della comunità.                                                                                                

Su questa stessa pagina pubblichiamo il CCNQ del 4 dicembre 2017 in materia di distacchi e permessi sindacali coordinato con le modifiche/integrazioni apportate dal sopra richiamato CCNQ del 19 novembre 2019.

Come FLP DIFESA, siamo orgogliosi di aver contributo in misura così importante al successo della nostra Federazione,   che rappresenta la grande novità sindacale di questi anni.

FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale

Allegato: CCNQ 4 12 2017 TESTO COORDINATO CON IL CCNQ 19 11 2019

Notiziario n. 103 del 9 settembre 2014 –

La sede dell ARAN in via del Corso a Roma
La sede dell ARAN in via del Corso a Roma

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP n. 33 del 26.09.2014 che riferisce della seconda riunione in ARAN avvenuta il 25 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.

”  Nella mattinata di ieri, seconda riunione in ARAN, dopo quella di apertura del 18 u.s., con all’o.d.g. la stipula di un nuovo accordo quadro (CCNQ) sul rapporto di lavoro.

Il titolo pomposo delle convocazioni non tragga in inganno… l’ARAN, sulla base dell’atto di indirizzo del Governo, intenderebbe infatti limitare l’ambito della negoziazione solo ad alcuni aspetti del rapporto di lavoro, principalmente quelli relativi alle assenze per malattie ed alle problematiche del diritto allo studio per il personale con contratto a tempo determinato.

Una trattativa quindi già in partenza assolutamente circoscritta a quello che la Funzione Pubblica ha deciso che si deve trattare e che ha inserito nell’atto di indirizzo,  mentre (secondo loro) dovrebbero restare fuori dal negoziato numerose altre rilevanti questioni relative al rapporto di lavoro.

Ma l’atto di indirizzo vincola l’ARAN, non certo il sindacato, che deve invece rispondere al mandato che gli viene dai lavoratori!

Detto questo intendiamo chiarire che comunque, anche sulle poche materie sulle quali l’Aran intende negoziare, non intendiamo in alcun modo sottrarci.

Per rendere però proficua la trattativa è necessario innanzitutto conoscere in dettaglio gli spazi d’azione dell’Aran rispetto ai singoli temi.

Cosa al momento non chiara, atteso che i contenuti dell’atto di indirizzo sono stati solo riassunti “a voce” dai rappresentanti dell’Aran.

Per noi è ineludibile ribadire preliminarmente che una nuova regolamentazione pattizia delle materie in esame, dopo le recenti incursioni legislative, non può certamente limitarsi a recepire tali disposizioni, ma deve muoversi nella direzione di superare le criticità e le iniquità esistenti, portando al livello più elevato oggi presente nei diversi CCNL il livello di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

Cosa assolutamente ardua e complessa se permane nell’atto d’indirizzo, come dichiarato dall’Aran, il vincolo di non creare con l’accordo in questione, una “riduzione degli attuali risparmi”.

Il che significa per loro cercare di fare un’operazione a costo zero che difficilmente può coniugarsi con il riconoscimento di maggiori diritti, con l’aggravante che permangono le norme che prevedono la prevalenza della legge sui contratti e l’impossibilità per gli stessi di derogare ad essa.

Se qualcuno quindi pensa che con la firma del sindacato si possano avallare per via contrattuale le nefandezze dei governi che si sono succeduti in questi anni con il disconoscimento “condiviso” del diritto alla salute dei pubblici dipendenti, ha sbagliato di grosso.

La priorità per noi della FLP resta il rinnovo economico e normativo dei contratti nazionali di lavoro ed il superamento delle norme relative al blocco delle retribuzioni e della carriere.

Non è pensabile che mentre permangono tali odiose misure e continua la campagna di attacco al lavoro pubblico il sindacato possa impelagarsi in interminabili e dilatorie  dispute capziose sul “sesso degli angeli”.   Se è vero che rispediamo al mittente l’idea di barattare i giusti e dovuti riconoscimenti economici, dopo un decennio di sostanziale blocco dei salari, con il pannicello caldo del solo contratto giuridico proposto dai sindacati consociativi, tanto più è pericoloso un “contrattino” giuridico ridotto solo ad alcune, specifiche, materie.

Non vogliamo più assistere al solito “andamento lento” ed alle ritualità tipiche delle riunioni che da troppo tempo, in maniera sistematica, si susseguono in Funzione Pubblica e in ARAN, che dimostrano come le distanze tra le aspettative ed i bisogni dei lavoratori e quelle delle caste sindacali, sempre più autoreferenziali e sostanzialmente interessate  alla propria sopravvivenza, sia sempre più incolmabile.

Questo è un Governo che quello che gli interessa lo decide a suon di decreti legge e fa della velocità e del decisionismo il suo fiore all’occhiello. Nel solco della continuità con Brunetta,  ha presentato un disegno di legge sulla PA che oltre a depotenziare e smantellare la presenza dello Stato sul territorio prevede un ulteriore taglio delle materie oggetto di contrattazione ed una forte contrazione delle sedi negoziali decentrate.  Non c’è quindi tempo da perdere.

Se  si vogliono veramente risolvere le criticità evidenti dalla sovrapposizione delle norme e da interventi improvvisati e punitivi di Governo e Parlamento su malattie, esami diagnostici, permessi studio etc, ebbene noi ci stiamo, ma facciamolo subito. Perché noi abbiamo ancora tanto, ma tanto da fare a difesa della dignità, della professionalità e della tutela del reddito dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego.                                                                                                                     

                                                                                                           LA SEGRETERIA GENERALE

Notiziario n. 100 del 22 settembre 2014 –

Il Presidente dell'ARAN, dr. Sergio Gasparrini
Il Presidente dell’ARAN, dr. Sergio Gasparrini

Riportiamo di seguito il Notiziario FLP  n. 30 del 19.09.2014 che riferisce dell’atto di indirizzo e della riunione in ARAN del 18 settembre in ordine all’ipotesi di un CCNQ sulle assenze dal servizio.

 ”  Mentre in maniera assurda si continua a negare al personale del Pubblico Impiego italiano il diritto al rinnovo dei contratti di lavoro fermi dal 2010 e mentre si discute in Parlamento di una “non riforma” della Pubblica Amministrazione, nella giornata di ieri si è consumata all’ARAN la prima giornata di quello che ha del surreale a fronte delle considerazioni di cui sopra.

Le Confederazioni maggiormente rappresentative, infatti, sono state convocate per verificare la disponibilità alla stipula di un accordo quadro sulle assenze dal servizio, permessi per malattia, visite specialistiche, assenze parentali, diritto allo studio e il tutto a fronte dell’invio all’Aran da parte del Governo di uno specifico atto di indirizzo che, alla faccia della trasparenza e dell’informazione preventiva, non è stato nemmeno consegnato alle parti sociali.

Incredibile! Infatti è proprio incredibile ma vero, e pur tuttavia i problemi legati a questi istituti contrattuali applicati in termini estremamente diversi e a volte penalizzanti, comparto per comparto, amministrazione per amministrazione, hanno portato tutte le Confederazioni presenti al tavolo e la nostra in particolare, al di là del metodo, a dare la disponibilità a proseguire il confronto.

Infatti occorre ricordare che proprio la nostra Confederazione, durante gli unici e sparuti (due) incontri con il Ministro Madia, oltre alle importantissime questioni legate alla riforma della PA e allo sblocco dei contratti, aveva posto con forza la necessità di affrontare in termini di riorganizzazione e miglioramento tutta la materia sulle assenze dal servizio per malattia, “infestata” da circolari, norme, sentenze, interpretazioni, la maggior parte delle quali penalizzanti per il personale.

Ebbene, proprio in ragione di quanto sopra, nel suo intervento in ARAN la CSE/FLP ha dichiarato che l’eventuale accordo non potrà che essere migliorativo rispetto alle diverse situazioni in atto, con il maggior livello di tutela possibile e traguardando anche la parità di trattamento fra contratti a tempo determinato e indeterminato, e ha chiesto che l’ARAN per la prossima riunione – calendarizzata per la settimana seguente – si presenti con l’atto di indirizzo e una prima proposta di carattere operativo.

Ma la riunione con l’ARAN è stata anche l’occasione per un riassunto degli argomenti ancora in sospeso – tanti quelli con la politica – e alcuni di carattere tecnico in divenire con la stessa Agenzia. In particolare è stato posto al centro della discussione il prossimo rinnovo delle RSU che andranno in scadenza a marzo 2015 ed in ragione del quale occorre immediatamente darsi da fare per metter in atto il percorso che consenta di varare il regolamento, le mappature e dare il via alle elezioni.

Tempi strettissimi ma non impossibili se veramente tutti vogliamo rinnovare questo importantissimo organismo di rappresentanza, in un momento “delicato” per tutto il mondo sindacale, soprattutto nel Pubblico Impiego che, a parere della CSE/FLP, ha proprio bisogno di ritrovare un percorso di coesione e di dialogo con i lavoratori.

Ebbene, nel corso del “giro di tavolo” sono emersi alcuni distinguo, alcune evidenti necessità di “prendere tempo”, è riapparso l’annoso e mai definito problema dei comparti di contrattazione. La nostra posizione è stata netta da subito, con un chiaro e forte SI alla elezioni delle RSU.

Con l’impegno a tenervi aggiornati sul proseguo dei confronti, inviamo cordialissimi saluti.

                                                                                                                                   LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

 

Notiziario n. 26 del 1 marzo 2013 –

Il Ministro della F.P. Patroni Griffi con il Presidente Monti
Il Ministro Patroni Griffi con il Presidente Monti

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE n. 2 del 1 marzo 2013 relativo alla riunione avvenuta in data di ieri tra l’Aran e le Confederazioni maggiormente rappresentative del P.I., che ha avviato il confronto tra le Parti in materia di disciplina di alcuni istituti riguardanti il contratto di lavoro a tempo determinato.

Ma la notizia del giorno, rilanciata da un articolo di Italia oggi di ieri, è l’ipotizzato decreto che il Governo si accingerebbe a varare nella prossima settimana per prorogare il blocco dei contratti e delle nostre retribuzioni, ipotesi sulla quale la CSE ha assunto una posizione di netto e radicale  dissenso.

 “Due visioni diverse e contrapposte dei compiti e degli obiettivi del confronto sul precariato nella PA sono emerse ieri con chiarezza al termine del confronto tra Aran e Confederazioni sindacali.

La proposta di parte pubblica infatti come del resto evidenziato nell’atto di indirizzo del Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi è per noi assolutamente insoddisfacente rispetto ai due obiettivi primari che il nostro sindacato si pone.

La CSE ritiene infatti che con l’accordo quadro da stipulare all’Aran debbano essere poste le condizioni per rendere concreta e possibile la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari all’interno delle Pubbliche amministrazioni.

Perché negli anni questi rapporti di lavoro si sono di fatto consolidati, nella stragrande maggioranza dei casi non sono temporanei ma assolutamente essenziali al funzionamento delle attività e dei servizi resi.

L’altro aspetto fondamentale per noi è quello di prevedere, all’interno della nuova regolamentazione delle modalità di utilizzo dei rapporti di lavoro temporanei, la proroga dei contratti in scadenza al 31 luglio 2013.

 Questo, infatti, era ed è uno degli obiettivi principali definiti nei mesi scorsi con il Ministro della Funzione Pubblica a seguito della stipula dell’accordo del 3 maggio 2012 sul lavoro pubblico.

La proposta di parte pubblica invece, a nostro parere, mira sostanzialmente a consacrare, mediante un accordo con il sindacato, limiti e paletti, non tanto all’utilizzo del lavoro precario, che anzi verrebbe incentivato in ossequio alla legge Fornero, quanto alla possibilità di prevedere rinnovi dei contratti e procedure di stabilizzazione dei lavoratori. E su questo ovviamente non ci stiamo !

Tra l’altro la trattativa parte già in salita in quanto l’atto di indirizzo, in applicazione di quanto previsto dalla legge Fornero ed in ossequio ai vincoli ancora vigenti del D.Lgs. 150/2009 prevede una forte limitazione all’autonomia negoziale delle parti, riservando ad atti emanati dal Ministro, “sentite le OO.SS.” gli ambiti, le modalità ed i tempi di armonizzazione della normativa in oggetto alla P.A. E questo lo si è visto sia negli spazi, molto limitati, che l’atto di indirizzo assegna alla negoziazione, sia nella decisione, tutta politica, di escludere dalla trattativa in sede Aran il personale della scuola, destinatario di norme e contratti diversi. Inoltre permane all’attualità l’ambiguità dell’efficacia dell’eventuale accordo sul personale del comparto della sanità.

Dobbiamo quindi essere tutti consapevoli delle strettoie e dei limiti di un confronto che rischia di essere tutto interno alle logiche della controparte, figlio delle politiche di questi anni di scandalosi tagli lineari, di depotenziamento della Pubblica amministrazione e dei servizi sociali, di precarizzazione dei rapporti di lavoro, di attacco al reddito ed al potere d’acquisto dei lavoratori.

Mentre infatti ci chiedono di “confrontarci” su flessibilità, precarietà, effetti della spending review e sistema “annacquato” di relazioni sindacali, dall’altra parte lavorano, come si è visto in questi giorni, per reiterare con un Decreto il blocco dei contratti, delle retribuzioni e della misera vacanza contrattuale dei dipendenti pubblici fino a dicembre 2014!!

Nel riaffermare la nostra assoluta contrarietà all’emanazione da parte di un governo ormai in carica solo per l’ordinaria amministrazione di un Decreto quale quello del blocco delle retribuzioni che ha riflessi notevoli sulle condizioni di vita di milioni di lavoratori, riteniamo come sia assolutamente evidente che bisogna invertire l’agenda delle priorità evitando che per i prossimi mesi si ripeta il balletto delle riunioni “inconcludenti”, senza che si affrontino invece, in modo concreto, le problematiche relative al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, alla difesa del posto di lavoro, alla valorizzazione delle professionalità e dell’impegno dei lavoratori.

Pur con queste valutazioni critiche la CSE comunque non si sottrarrà al prosieguo del confronto in sede Aran ed in tale sede cercherà, con coerenza ed impegno, di lavorare per la definizione di un accordo che però risponda alle esigenze ed alle aspettative dei lavoratori e non certamente  a quelle del datore di lavoro.

La riunione è stata aggiornata al 15 marzo e per quella data l’Aran dovrebbe predisporre una prima ipotesi di lavoro “comune”.  

                                                                                                                                              LA SEGRETERIA GENERALE CSE

Notiziario n. 127 del 28 settembre 2012 –

La riunione a Palazzo Vidoni (Ministro al Centro)

Riportiamo di seguito il Notiziario CSE  n. 22 del 28 settembre 2012 relativo ai contenuti e alle risultanze conclusive della riunione avvenuta in data 25 u.s. tra le Confederazioni Sindacali maggiormente rappresentative (per noi, CSE) e il Ministro della Funzione Pubblica in merito alle problematiche del pubblico impiego connesse con l’attuazione della spending review.

” Si è svolto l’altro ieri a Palazzo Vidoni l’ennesimo incontro con il Ministro della Funzione Pubblica Patroni Griffi. La data stessa scelta per la convocazione  – tre giorni prima dello sciopero proclamato da alcune sigle sindacali – non ha potuto far altro che polarizzare le posizioni al tavolo: il risultato è che i lavoratori saranno disorientati a leggere i comunicati sindacali visto che le sigle che hanno scioperato oggi preconizzano un futuro di licenziamenti e affermano che nessun impegno è stato preso dal ministro mentre la CISL continua a sostenere l’esistenza di una specie di paese di Bengodi nel quale il ministro è pronto, grazie alla CISL ovviamente, a distribuire soldi e diritti. In entrambi i casi lo scenario descritto è talmente poco credibile che ormai i lavoratori sono scettici su tutto e tra breve rischiamo la fuga dal sindacato (qualunque sindacato) mentre mai come in questo momento è necessario avere tutele sia sui posti di lavoro sia riguardo a diritti, salario e mantenimento del posto di lavoro stesso.

La realtà che possiamo raccontarvi è diversa sia dai catastrofismi che dagli ottimismi esagerati.

Nella precedente riunione, noi della CSE, ma non solo, avevamo lanciato la proposta di sottoscrivere un vero e proprio CCNQ (contratto collettivo nazionale quadro) che consentisse di recuperare almeno in parte quella ferita profonda che il Decreto sulla “spending review” aveva inferto in tema di riforma della Pubblica Amministrazione e di connesse relazione sindacali, quasi subito dopo la sottoscrizione dell’accordo del 3 maggio 2012.

Infatti, eravamo e siamo convinti che fosse difficile recuperare seriamente il tavolo di confronto dopo l’emanazione di una legge di tale portata e con il voto quasi plebiscitario dei rami del Parlamento se non attraverso una serie di veri e propri accordi di forma contrattuale che, una volta sottoscritti, consentissero di esigerne il rispetto e l’avvio di quel percorso che si era bruscamente interrotto.

Nella riunione dell’altro giorno il Ministro ha accolto la proposta della CSE (non della CISL) di avviare le trattative per un contratto quadro in ARAN ma i contorni sono abbastanza nebulosi. Ci è sembrato, però, un discreto passo in avanti, che non cancella i problemi sul tappeto ma che consente di provare a fare argine alle macerie che da Brunetta in avanti si sono ammassate sul Pubblico Impiego.

Il percorso, per come lo abbiamo capito noi, che andrà verificato a partire dalla direttiva che il ministro darà all’ARAN, prevede:

–                    una direttiva all’Aran che consenta alla stessa Agenzia ed alle parti sociali, la definizione di un CCNQ sulle relazioni sindacali;

–                    l’indicazione di analoghi percorsi contrattuali che riguardino l’armonizzazione fra la riforma del lavoro privato e quella del lavoro pubblico;

–                    un percorso contrattuale, sempre in Aran per definire l’utilizzo dei risparmi di gestione delle Amministrazioni Pubbliche;

–                    la disponibilità a sottoscrivere a livello di Funzione Pubblica con le Confederazioni maggiormente rappresentative, un accordo sui criteri di mobilità e sulla gestione degli esuberi.

Sui media, sulla stampa, oggi c’è chi grida alla vittoria in una situazione che continua a essere estremamente preoccupante o, peggio, chi si dimentica velocemente il passato e le posizioni assunte in questi anni di governo del Pubblico Impiego ed in particolare con Brunetta.

Noi di CSE siamo e resteremo dalla parte dei Lavoratori e dei loro interessi e, riteniamo, oggi l’interesse del lavoratore pubblico, del lavoratore dipendente più in generale, è quello della salvaguardia del lavoro e dei diritti. La scelta del confronto quale elemento fondamentale della nostra strategia non nasce da un tatticismo di maniera ma dalla consapevolezza della attuale fase politica e della pesantissima posta in gioco.

Continuiamo a pensare che il problema da affrontare sia la politica economica del Governo e i voti compatti di centro-destra e centro-sinistra in Parlamento sui provvedimenti presentati dal governo Monti; questa situazione poco democratica non può essere combattuta con scioperi di pezzi di pubblico impiego e cortei con 30.000 persone ma solo con vertenze che vedano schierato compattamente tutto il sindacato dalla parte di lavoratori, pensionati, disoccupati, precari, oggi tutte fasce deboli contro i poteri forti, i delinquenti che evadono il fisco e la mancanza di idee della politica. Insomma, se sciopero deve essere che sia uno sciopero generale con milioni di persone in piazza a difesa del lavoro e dei diritti democratici.

Intanto, non abbiamo perso l’occasione di segnalare al ministro con forza una situazione assurda che rischia di creare “esodati” anche nel pubblico impiego: ci sono migliaia di lavoratori in esonero per i quali quest’istituto avrebbe dovuto raccordarsi con la pensione. Ora, dopo la riforma delle pensioni, questi lavoratori stanno ricevendo lettere che li invitano a fare al più presto la domanda di pensione come “salvaguardati” perché ci sono solo 950 posti in tutta Italia. Diversamente non si sa che fine faranno perché non hanno più i requisiti per la pensione e le amministrazioni non intendono riammetterli in servizio. Con una certa sorpresa abbiamo notato lo stupore del ministro, che non conosceva l’esistenza di questa fattispecie. La CSE ha così sollecitato una soluzione al problema e Patroni Griffi ha assicurato che sie ne occuperà e ci darà una risposta in tempi brevi.

Ecco, mancherebbe solo che a esuberi e blocchi stipendiali si aggiungessero pure gli esodati nel pubblico impiego!!

LA SEGRETERIA GENERALE CSE

CCNQ


Pubblichiamo il testo coordinato del CCNQ sulla rappresentatività sindacale per il triennio 2019 – 2021 e sull’utilizzo delle prerogative sindacali (permessi e distacchi). La FLP sale al quinto posto nella rappresentatività del Comparto Funzioni Centrali, un risultato eclatante anche in considerazione della giovane età della nostra Federazione e delle difficoltà con cui si è svolta la campagna RSU 2018. Un grazie a tutti i Colleghi , iscritti e non, che ci hanno sostenuto e hanno creduto nelle nostre battaglie permettendoci di raggiungere questo risultato. Il Comunicato diffuso dalla nostra Federazione

4 Dic 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 105 del 04 Dicembre 2019 – Si riporta, di seguito il testo del Notiziario FLP n. 28 del 25 u.s. con il quale l’Ufficio Stampa della Federazione dà conto della sottoscrizione in ARAN del CCNQ sulla rappresentatività sindacale per il triennio 2019-2021 e sull’utilizzo delle prerogative sindacali (permessi e distacchi). Nella […]






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