Notiziario FLP Difesa n. 64 del 7 novembre 2024 –

CCNL FC

Si riporta di seguito il testo del notiziario FLP n. 28 della nostra Federazione, che illustra i contenuti del CCNL FC cui ha apposto, in modo determinante per la conclusione della trattativa, la sua firma.

          In una situazione economica certamente difficile caratterizzata, come avviene da tempo, da forti vincoli di bilancio connessi al rispetto degli impegni assunti dai vari governi succedutisi in questi anni in sede europea e internazionale, e da uno stanziamento nelle leggi di bilancio per il 2022,  2023 e 2024, complessivamente da noi ritenuto insufficiente, con la nostra iniziativa siamo comunque riusciti a garantire un ulteriore stanziamento dell’0,22% nella legge di bilancio 2025 che ha portato l’incremento contrattuale per il triennio 2022 – 2024 ad una percentuale del 6%, (pari a circa 160 euro medi mensili), oltre a un rifinanziamento dei Fondi risorse decentrate delle Amministrazioni e degli Enti necessario per effettuare le procedure di progressione economica all’interno delle Aree.

Incremento che, lo ribadiamo, pur non essendo in linea con le nostre richieste di un adeguamento delle retribuzioni all’inflazione del triennio, risulta comunque superiore al 4,07% del triennio 2019 – 2021 (pari 85 euro medi), e al 3,48%, del 2016 – 2018 (pari a 105 euro medi).

Rinnovo quest’ultimo che, lo ricordiamo, arrivò dopo 8 anni di blocco contrattuale, e il cui sblocco è da riconoscere unicamente alla FLP, che instaurò da sola, nel silenzio delle altre OO.SS. un lungo contenzioso contro questa disposizione normativa illegittima, che arrivò fino alla Corte costituzionale che si pronunciò positivamente con una decisione storica nel 2015. Stanziamenti di quegli anni, notevolmente più bassi di quelli attuali, da noi fortemente contestati, che ci portarono a non sottoscrivere l’ipotesi di CCNL 2016 – 2018.

La firma del Contratto e l’impegno della parte pubblica ad accelerare le fasi di certificazione per arrivare alla firma definitiva entro l’anno consentiranno l’avvio del negoziato per il rinnovo del triennio 2025 – 2027, permettendo quindi finalmente l’allineamento del rinnovo contrattuale al triennio di svolgimento delle prestazioni

La FLP nel corso del negoziato si è impegnata per modificare in modo significativo la proposta iniziale datoriale, e soprattutto migliorare concretamente molti istituti contrattuali attualmente vigenti, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto. In particolare:

Sull’Ordinamento professionale

Ma l’impegno della FLP prosegue a tutela del lavoro pubblico

Lavoriamo da subito per continuare nell’iniziativa FLP per dare sempre maggiore dignità al lavoro pubblico, definendo gli obiettivi alla base delle richieste per quelle che saranno le nostre rivendicazioni in sede di rinnovo del CCNL.

Obiettivi che debbono però misurarsi anche con le ineludibili modifiche normative che permettano ai Contratti e alla negoziazione di esplicare pienamente i suoi effetti, superando il quadro di riferimento generale ancora punitivo nei confronti del lavoro pubblico, frutto di anni di delegittimazione delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto.

Ecco perché chiediamo al governo di tradurre in uno specifico Protocollo d’intesa gli impegni e le azioni da assumere sulle questioni ancora aperte e che necessitano di interventi normativi per:

FLP

Proposte che diventano risultati

 Autonomi, liberi e indipendenti

sempre dalla parte dei lavoratori

 

La Segreteria Generale FLP

E intanto si sta definendo anche il CCNI della Difesa, di cui vi daremo conto in altro notiziario.

Cordialissimi saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Volantino in allegato: Volantino_FLP_firma il CCNL_FC

Notiziario FLP Difesa n. 44 del 25 luglio 2024 –

Riportiamo di seguito il notiziario FLP n. 23/2024, relativo ai contenuti della riunione all’ARAN per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali.

Le risorse stanziate per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2022/2024, pur essendo le più alte degli ultimi anni, non sono in linea con l’inflazione che nel triennio ha colpito duramente il potere d’acquisto dei lavoratori pubblici. E’ necessario quindi utilizzare tutti gli strumenti disponibili nell’arco temporale di riferimento per recuperare risorse aggiuntive.

Nella riunione tenutasi oggi in Aran, ci siamo confrontati anche su una prima proposta Aran di ripartizione degli incrementi economici tra parte fissa e parte variabile, che prevederebbe un accantonamento di circa 31 euro per i Fondi risorse decentrate delle Amministrazioni del comparto.

Tenuto conto della scarsità di risorse complessive a disposizione, come FLP abbiamo chiesto che la totalità dell’incremento contrattuale, pari a circa 159 euro lordi medi pro-capite, vada tutto in busta paga per rivalutare la parte fissa stipendiale.

Per la FLP è necessario inoltre che il governo permetta da subito l’utilizzo delle risorse già nella disponibilità delle singole Amministrazioni e che ancora oggi vengono tagliate per effetto della norma sui tetti massimi dei Fondi risorse decentrate limitati alle risorse del 2016.

Un’iniziativa, non più procrastinabile, che permetterebbe da subito il decollo di molti istituti regolati dalla contrattazione integrativa, a partire dalla produttività individuale e collettiva, dall’attuazione del nuovo ordinamento, dal decollo delle posizioni organizzative.

In particolare su questi punti per la FLP è necessario estendere a tutto il personale le norme in vigore in alcuni settori che prevedono il finanziamento delle Posizioni organizzative con risorse in quota parte a carico delle Amministrazioni interessate.

Infine chiediamo un adeguato stanziamento che permetta la rivalutazione dei buoni pasto, il cui importo è fermo ormai da più di un decennio.

Pur consapevoli che il negoziato è alle prime fasi, e che la parte economica riveste un ruolo primario nel corso del negoziato, abbiamo riaffermato la nostra ferma volontà di sottoscrivere un nuovo CCNL che affronti tutte le questioni e  prosegua nel solco del CCNL FC 2019 – 2021, migliorandone gli aspetti relativi all’ordinamento professionale, con la concreta attuazione dell’area delle elevate professionalità, modifica dell’istituto dei differenziali stipendiali, adeguamento del sistema di partecipazione e delle relazioni sindacali, rafforzamento del lavoro agile e remoto, estensione del welfare aziendale a tutte le amministrazioni del comparto, sistematizzazione e semplificazione delle norme contrattuali succedutesi nel tempo.

La Segreteria Generale FLP

Aggiungiamo alle considerazioni di FLP che nella bozza di CCNL trasmessa dall’ARAN, in allegato, è prevista anche una proroga dei termini fino al 30 giugno 2025 per le progressioni in deroga, termine che si chiede di prorogare alla fine del 2026. E’ tutto, cordialissimi saluti.

Il COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : 2024.07.23 BOZZA_IPOTESI_CCNL_FC 2022_2024

Notiziario FLP Difesa n. 73 del 27 ottobre 2021 –

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 61 del 26 Ottobre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, e che rende conto di un bilancio tutt’altro che soddisfacente del quadro maturato, dove FLP è l’unico sindacato che si oppone all’ennesimo attacco di Brunetta alla dignità e all’efficienza del lavoro pubblico:

Quello che sempre più sta prendendo corpo nel corso del negoziato con l’Aran, iniziato ormai da circa sei mesi, per il rinnovo del Contratto delle Funzioni Centrali, è, purtroppo l’ennesimo contratto al ribasso, non solo dal punto di vista del recupero del potere d’acquisto, ma anche nella definizione dell’ordinamento professionale  e nella tutela dei diritti.

Mentre appare sempre più necessario dotare le lavoratrici e i lavoratori e le stesse Amministrazioni di uno strumento contrattuale in grado di riconoscere, dopo anni di blocco contrattuale e di contratti al ribasso, le professionalità acquisite e il lavoro svolto, definendo un sistema di regole e di prospettive di carriera coerente con i nuovo compiti per Amministrazioni che in questi decenni sono profondamente cambiate, l’Aran nella riunione di oggi ha riproposto, ancora una volta, un modello di ordinamento professionale basato unicamente sulla riscrittura delle cosiddette fasce retributive all’interno delle Aree.

Un modello peggiorativo della situazione attuale (che non è certamente idilliaca), sia in termini di valore economico delle progressioni, che sarà unico per Area e non più progressivo e correlato alle diverse fasce economiche, di fatto dimezzato rispetto a quello attuale, sia per il mancato riconoscimento dell’attuale inquadramento conseguito dalle lavoratrici e dai lavoratori all’interno delle Aree (si verrebbe tutti inquadrati alla posizione economica iniziale dell’Area, a prescindere dall’attuale posizione economica, mantenendo solo il differenziale acquisito negli anni con un trattamento economico ad personam).

L’Aran ha proposto un numero massimo di differenziali (possiamo definirli anche “scatti”) che possono essere conseguiti dal personale nella vita lavorativa, pari a 6 per la seconda e la terza Area e a 3 per la prima Area, che sostituirebbero le attuali posizioni economiche (fasce retributive) all’interno delle Aree. Si potrebbe partecipare alle procedure per l’attribuzione dei differenziali solo dopo almeno tre anni dal conseguimento del differenziale acquisito.

In merito al valore economico di  tali differenziali stipendiali unici di area, l’Aran ha proposto due ipotesi:

  1. basata sulla media delle diverse fasce retributive oggi presenti nei settori che compongono l’attuale comparto (Agenzie fiscali, EPNE e Ministeri) che produrrebbero differenziali con i seguenti importi:

I Area:  € 460         II Area: € 840        III Area: € 1.518      (importi lordi annui)

  1. basata su importi nettamente più bassi motivando la proposta che con tale impostazione potrebbero essere attribuiti un numero maggiore di differenziali:

I Area:  € 281         II Area: € 616        III Area: € 1.247        (importi lordi annui)

E’ evidente che il valore di tali “scatti” è inferiore ai benefici economici che scaturiscono dall’attuale sistema di progressioni interne alle Aree che, come è noto, variano anche in aumento per le indennità di Amministrazione e non solo per gli stipendi tabellari.

Evidenziamo anche che il “nuovo“ modello nulla cambia rispetto al finanziamento delle progressioni (ora denominati differenziali) che rimangono sempre a carico delle esigue risorse del Fondo di Amministrazione. In più vi sarebbero anche nuovi criteri di conferimento che appaiono ora vieppiù sbilanciati verso la valutazione del dirigente rispetto all’equilibrio ora esistente tra i tre criteri contrattuali (esperienza professionale, titoli, valutazione).

Insomma una proposta che dal punto di vista economico appare più vicina ad un mero scatto di anzianità, ma che non lo è in alcun modo nella pratica per i vincoli appena esposti.

Se a questo aggiungiamo che al momento non vi è nessuna garanzia di poter dare applicazione alla norma che prevede la possibilità di passaggi tra le Aree in quanto la materia, essendo finanziata dalle facoltà assunzionali delle singole Amministrazioni, sarà attivata (se attivata…) in modo diversificato Amministrazione per Amministrazione, e che lo stesso primo inquadramento nelle Aree superiori (quello per intenderci che si può fare valorizzando l’esperienza professionale anche in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno con le tabelle di equiparazione) potrà essere previsto, in modo random, solo in presenza di risparmi conseguiti da ogni singola Amministrazione sulle assunzioni autorizzate dall’esterno.

Il quadro che emerge è decisamente negativo e lascerebbe ancora una volta al palo il personale della prima e della seconda area che da anni svolge mansioni superiori .

Per quanto concerne l’Area delle elevate professionalità essa verrebbe istituita con il CCNL, ma vuota, senza nessuna lavoratrice e lavoratore oggi in servizio, dal momento che sempre secondo l’interpretazione Aran della norma inserita nel DL 80/2021 così come convertito dal Parlamento, i costi contrattuali relativi alla nuova Area saranno sempre a carico delle singole Amministrazioni che potranno decidere di attivarla o meno nel rispetto delle risorse derivanti dalle facoltà assunzionali autorizzate, con la conseguenza che nell’immediato futuro potrà essere inquadrato unicamente il personale assunto in questi giorni a tempo determinato con  fondi del PNRR.

Una vera e propria beffa nei confronti delle decine di migliaia di colleghi inquadrati nella terza Area che da anni  svolgono funzioni e attività di elevata responsabilità e professionalità.

In questi mesi di negoziato abbiamo più volte proposto come FLP un modello di nuovo ordinamento organico, basato su una riscrittura del sistema delle progressioni economiche che mantenendo l’impianto e la progressività delle fasce, fosse più coerente con le dinamiche professionali e soprattutto esigibile con il superamento dei tetti ai Fondi di Amministrazione che costituiscono oggi il principale collo di bottiglia per la loro attivazione.

Il ripristino e la contrattualizzazione dei passaggi tra le Aree sui criteri delle procedure e sulla loro periodicità, una norma di primo inquadramento che riconoscesse e valorizzasse la professionalità acquisita e le mansioni svolte, anche in deroga al possesso del titolo di studio previsto dall’esterno, per superare decenni di blocco delle carriera e di sottoinquadramento del personale.

Obiettivi assolutamente percorribili, che le recenti modifiche normative, da noi fortemente sollecitate e parzialmente realizzate, possono certamente permetterne la realizzazione.

La proposta dell’Aran invece è, purtroppo, a nostro parere, assolutamente insufficiente e sarebbe  auspicabile, ora più che mai, un fronte sindacale compatto nel chiederne sostanziali modifiche.

Invece, e lo diciamo con preoccupazione, al di là di qualche distinguo, qualche richiesta di chiarimento, o qualche tentativo di prendere tempo per “studiare”, di fatto solo la FLP ha dichiarato la sua contrarietà al modello proposto, ritenendolo non solo inadeguato rispetto a quanto ci eravamo prefissi tutti con la nota unitaria di ottobre 2020 inviata all’ex Ministra Dadone, ma addirittura peggiorativo dell’attuale ordinamento.

E lo stesso atteggiamento lo ritroviamo anche su altri aspetti non condivisibili della proposta di CCNL  dell’Aran, come ad esempio sulla regolamentazione del lavoro agile, sulla tutela della salute e sul regime dei permessi in caso di accertamenti diagnostici e visite mediche specialistiche.

La prossima riunione è prevista per il 3 novembre alle 10,30.

La Segreteria generale

Val la pena ricordare in particolare le posizioni di contrasto assunte da FLP e CSE con il comunicato stampa del 22 ottobre, in merito alle Linee Guida sul Lavoro Agile presentate da Brunetta, in difesa della esperienza e dei risultati di questi mesi, rivendicandone la piena contrattualizzazione.

Le linee guida sono valutate negativamente in quanto:

In questa battaglia contro il ritorno al medioevo, nonostante il silenzio e l’acquiescenza della quasi totalità delle altre OO.SS., sulle nostre posizioni si ritrova la stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori, settori rilevanti del mondo accademico e della ricerca, buona parte della stessa dirigenza pubblica, praticamente tutto il mondo del lavoro privato, con l’obiettivo di superare la logica punitiva e arcaica nei confronti delle PA di Brunetta, di cambiare finalmente passo e di valorizzare le professionalità esistenti, nell’interesse dell’intero sistema Paese che ora più che mai ha bisogno di Amministrazioni efficienti, aperte ai cittadini e all’utenza, inclusive, volano di sviluppo e non collo di bottiglia.

FLP continuerà  a battersi per una completa riscrittura di quelle linee guida, in opposizione e contrasto alle decisioni ideologiche che le supportano

Vi terremo come sempre aggiornati.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

 

Notiziario FLP Difesa n. 71 del 20 ottobre 2021 –

Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 57 del 19 ottobre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN:

            La bozza presentata oggi da Aran nel corso della riunione per il  prosieguo del negoziato per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali, relativa ad un aggiornamento delle sole parti dell’ordinamento professionale e del lavoro agile non apporta sostanziali passi in avanti nella discussione e non contiene significative modifiche rispetto a quanto già discusso nel corso delle precedenti riunioni.

LAVORO AGILE

            In particolare, sul lavoro agile permangono tutte le criticità preesistenti, già da noi evidenziate, con un’ipotesi di regolamentazione che si configura addirittura peggiorativa dell’attuale quadro normativo, con norme contrattuali che non solo sono inadeguate, ma che, ove adottate, penalizzerebbero l’istituto anche rispetto al lavoro in presenza, con la riproposizione ancora una volta di fasce di contattabilità e di operatività che addirittura sconfinerebbero in un arco temporale superiore allo stesso orario di lavoro, con penalizzazioni anche dal punto di vista economico, sia rispetto alla corresponsione dei buoni pasto e dei ristori per i costi sostenuti, che su alcune voci della retribuzione accessoria.

Così come la nuova proposta di regolamentazione delle altre tipologie di lavoro da remoto appaiono addirittura meno attuali e con minori tutele di quelle oggi vigenti in materia di telelavoro e co-working, con riferimento alla normativa vigente, agli accordi quadro e alle intese  sottoscritte  in questi anni in molte Amministrazioni del comparto.

ORDINAMENTO PROFESSIONALE

Sull’ordinamento professionale, chiarito che al momento la proposta Aran si limita a riscrivere il sistema delle progressioni economiche all’interno delle Aree, al di là di un’apertura sul ruolo della contrattazione integrativa nell’implementazione dei criteri di possibile conferimento, permane la necessità di chiarire alcune questioni fondamentali, quali il numero di differenziali stipendiali (tipologia che sostituirebbe le attuali fasce economiche) attribuibili in ciascuna area, il valore economico di tali differenziali, l’attivabilità e la cadenza di tali procedure che, ove non definite con chiarezza, peggiorerebbero l’attuale sistema di fasce economiche.

Così come è necessario rimodulare il peso da attribuire alla cosiddetta valutazione, che nella proposta Aran continua a essere prevalente rispetto all’esperienza professionale, modificando l’attuale previsione contrattuale che prevede un equilibrio tra i diversi criteri.

Le progressioni economiche costituiscono non solo il riconoscimento dell’esperienza professionale acquisita, ma sono anche un momento importante di accrescimento salariale, in un sistema contrattuale “duale” che con il CCNL garantisce (in maniera sempre meno significativa) l’incremento tabellare, e che con la contrattazione integrativa in questi anni ha permesso dinamiche salariali fisse e ricorrenti, stabili e valide ai fini pensionistici.

E’ di tutta evidenza che un indebolimento di tale sistema, con procedure più ingessate, diluite nel tempo (Aran propone almeno tre anni di permanenza nella posizione  per partecipare), con meno differenziali (fasce) disponibili e di importo inferiore rispetto alle attuali, comporterebbe un arretramento non solo professionale, ma anche economico.

Così come all’attualità nella proposta Aran manca ogni riferimento alla norma di prima applicazione, prevista dal DL 80, in materia di inquadramento del personale all’interno delle nuove Aree, essendo disciplinata solo quella relativa a fare salvi gli effetti delle procedure all’interno e tra le aree bandite dalle diverse amministrazioni del comparto ai sensi del vecchio ordinamento.

Per la FLP questo è un altro punto fondamentale e non negoziabile, nella riscrittura dell’ordinamento professionale.

Vedremo se le anticipazioni relative ad alcune norme che sarebbero inserite nel disegno di legge sul bilancio, relative alla specificazione delle modalità del possibile superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate e sul finanziamento aggiuntivo per la definizione del nuovo ordinamento professionale, saranno in grado di migliorare il quadro di riferimento  contrattuale che all’attualità appare, a parere della FLP, ancora assolutamente insoddisfacente.

La prossima riunione è prevista per il 26 ottobre alle 10,30.

La Segreteria Generale

         Non possiamo ignorare le possibili ricadute di un contratto di tal sorta sui colleghi della Difesa, e in particolare  sul prosieguo dell’esperienza del lavoro agile da un lato, e sul trattamento economico accessorio del personale civile dall’altro. Val la pena di rilevare come, contestualmente, sembrerebbe essere ritornata nelle mani della Funzione Pubblica la trattativa sull’incremento della Indennità di Amministrazione della Difesa (i 30 milioni derivanti dai risparmi della Difesa di cui all’Ipotesi di Accordo dello scorso mese di luglio, mai perfezionata); non è da escludere infatti che quelle risorse possano essere oggetto di distribuzione su base premiale, secondo il modello tanto caro a Brunetta.

Vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.

                                                                                                     IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 67 del 24 settembre 2021 –

Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 51 del 23 settembre  2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN del 23 settembre:

Come preannunciato con il Notiziario n. 50 di ieri, oggi è proseguito il negoziato in Aran per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2019 – 2021 sulla base di un articolato predisposto dall’Aran, riassuntivo di tutti gli argomenti finora discussi in questi quattro mesi.

    Il testo, lo diciamo da subito, ripropone tutte le criticità da noi denunciate nelle scorse riunioni, dal momento che non è  stata apportata alcuna modifica al sistema delle relazioni sindacali e di  partecipazione, alle materie oggetto di contrattazione decentrata, alla piena tutela del diritto alla salute, alla modifica del regime dei permessi in caso di visite mediche e accertamenti diagnostici, alla regolamentazione del lavoro agile.

    Un quadro quindi, assolutamente insoddisfacente, che rende difficile al momento ipotizzare una conclusione positiva del negoziato, tenuto conto anche dei ridotti stanziamenti economici insufficienti a garantire adeguati incrementi salariali.

   Se a questo aggiungiamo la ripresentazione della proposta Aran in materia di livelli differenziali stipendiali in sostituzione dell’attuale regime di progressioni economiche, con tutte le criticità che abbiamo evidenziato nel Notiziario di ieri e in quello precedente, n. 45 del 9 settembre scorso, la mancata predisposizione delle tabelle di equiparazione tra vecchio e nuovo ordinamento con riferimento agli inquadramenti tra le Aree, e la mancata scrittura della norma contrattuale sui passaggi tra le Aree, anche la sezione ordinamento professionale, che dovrebbe essere quella qualificante nel nuovo contratto, appare insufficiente e, per alcuni aspetti, addirittura penalizzante.

    Il rischio reale è che, allo scopo di armonizzare i diversi sistemi di classificazione vigenti negli ex comparti di contrattazione, la strada scelta dall’Aran sia quella di rivedere al ribasso gli attuali ordinamenti, e conseguentemente gli inquadramenti del personale all’interno delle Aree, senza nel contempo operare, come invece sarebbe dovuto e necessario, alcun reinquadramento tra le Aree, nel rispetto delle professionalità acquisite e delle funzioni svolte, come pure la norma di conversione del DL 80/2021 prevede.

    Il motivo risiederebbe nelle esigue risorse economiche disponibili a livello contrattuale che impedirebbero tale operazione, con la conseguenza che il “nuovo ordinamento” del CCNL si limiterebbe a fotografare l’esistente per quanto riguarda la collocazione del personale nelle Aree, inquadrando però tutto il personale in servizio nella posizione iniziale dell’Area di attuale appartenenza, e non quella oggi posseduta.

    Verrebbe istituita l’Area delle elevate professionalità, destinandola però nei fatti solo a futuri inquadramenti derivanti dalle nuove assunzioni.

   Il tutto, senza rimuovere gli ostacoli oggi vigenti in termini di scarse risorse per le progressioni economiche, e con la previsione di usare in modo prevalente il criterio discrezionale della valutazione del dirigente per le future progressioni economiche, ora ridenominate in “livelli differenziali i stipendiali”. 

    Tutte queste valutazioni sono state adeguatamente e nuovamente rappresentate dalla FLP alla delegazione Aran e alle altre Organizzazioni sindacali presenti al tavolo, e auspichiamo che nel prosieguo del confronto possa avvenire quella sterzata necessaria per non perdere l’occasione di definire, dopo tanti anni di blocco e di pessimi contratti, finalmente un buon CCNL, che le lavoratrici ed i lavoratori del comparto aspettano, e che darebbe alle stesse Amministrazioni uno strumento adeguato per affrontare le sfide e i cambiamenti che il Paese ci chiede e la situazione ci impone.

    Al termine della riunione il Presidente dell’Aran ha previsto una nuova convocazione che dovrebbe avvenire tra una quindicina di giorni, per dare tempo all’Aran di fare sintesi sulle proposte avanzate e presentare un nuovo testo che si spera possa essere più completo ed aderente alle richieste formulate.

                                                                                                                      La Segreteria Generale

Nulla di promettente dunque per ora sul tavolo ARAN, ovviamente anche in ragione della scarsezza di risorse destinate al pubblico impiego. A fra 15 giorni, e alla prossima riunione ARAN, gli aggiornamenti.

Cordialissimi saluti.

                                                                                                     IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 66 del 23.09.2021 –

Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 50 del 22 settembre  2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle trattativa all’ARAN per la parte economica del CCNL nel corso della riunione dello scorso 22 settembre, dove la discussione si è incentrata sulla istituzione dei “livelli differenziali stipendiali” al posto delle fasce retributive:

Nella mattinata di oggi, circa un’ora prima dell’inizio della riunione, è pervenuta dall’Aran una bozza di documento relativa alla cosiddetta struttura della retribuzione su cui poi è stata avviata la discussione ad inizio riunione.

Il documento, pur analitico nei contenuti, mancava però di tutte le relative tabelle connesse all’individuazione delle somme relative alla ripartizione dei benefici economici per le tre annualità di vigenza contrattuale, dell’indicazione delle indennità di amministrazione e della loro rivalutazione per effetto delle norme succedutesi per alcune amministrazioni e per quella derivante dall’emanazione della norma contenuta nella legge di bilancio 2020 in materia di perequazione.

Per tale motivo la discussione si è incentrata sostanzialmente su una delle voci della retribuzione proposta dall’Aran che è quella relativa ai livelli differenziali stipendiali.

Se passasse tale proposta in materia di ex progressioni economiche all’interno delle Aree, i suddetti livelli differenziali stipendiali sostituirebbero le attuali posizioni economiche o fasce all’interno delle Aree.

Pur rinviando quindi a una successiva riunione l’analisi del documento, quando sarà corredato delle relative proposte di tabelle economiche, da subito come FLP abbiamo ribadito quali sono le nostre perplessità rispetto al nuovo istituto che si vorrebbe introdurre.

Cerchiamo di spiegarvi ora i dettagli dell’ipotesi Aran, e diciamo pure che saremo molto contenti di essere smentiti ove avessimo capito male.

Con l’entrata in vigore del nuovo CCNL scomparirebbero le attuali fasce retributive all’interno delle Aree, sostituite da questi nuovi livelli differenziali stipendiali. Il maturato economico derivante dall’attuale pozione di inquadramento verrebbe conservato (e ci mancherebbe altro…) come livello individuale di differenziale stipendiale, ma all’interno delle Aree ci sarebbe una sola posizione di inquadramento, unica per tutti gli appartenenti all’Area.

In sostituzione delle procedure di progressioni economiche attuali, sono previste procedure per l’attribuzione di un livello differenziale stipendiale, con criteri che all’attualità prevedono unicamente la valutazione del dirigente e un correttivo che farebbe scattare l’attribuzione del livello differenziale stipendiale a coloro che non se lo sono visti riconoscere per più anni e che avrebbero un bonus (da definire in contrattazione decentrata) da applicare, sempre sulla valutazione del dirigente (mediante un coefficiente di maggiorazione  del punteggio).

Il livello differenziale stipendiale, che presumiamo sia unico per Area, sarebbe sempre finanziato dalle risorse certe e stabili del Fondo del personale, così come il maturato economico in godimento per effetto delle pregresse progressioni economiche.

Secondo l’Aran il nuovo sistema sarebbe più vantaggioso per il personale in quanto anche i cosiddetti apicali avrebbero la possibilità di accedere a questi livelli differenziali a differenza di oggi. E qui finiscono a nostro parere i possibili vantaggi.

Le criticità invece per noi sono diverse.

Resta ovviamente il problema del finanziamento e la possibilità di attivare effettivamente le procedure di attribuzione del livello stipendiale in Amministrazioni che ormai hanno scarsissime risorse a disposizione sui loro fondi. Ove la proposta Aran non si riferisca invece a un unico livello di differenziale stipendiale di Area, attribuibile nel medesimo importo ogni volta che si “passa la procedura”, bisognerà allora definire quanti livelli per Area e i diversi, progressivi, importi retributivi. Cosa di cui non si è parlato ancora.

Inoltre, cosa per noi non da poco, si azzererebbe il percorso professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto che in questi anni, tra le mille difficoltà frapposte da blocchi normativi, ingerenze di Funzione Pubblica e Ragioneria Generale dello Stato, hanno superato procedure selettive basate non solo, e diremmo non prevalentemente, sull’esperienza professionale acquisita, ma sul riconoscimento della professionalità conseguita, sia con il criterio della valutazione che con il superamento di vere e proprie prove di esame.

Non possiamo e non dobbiamo nasconderci che la piena fungibilità all’interno delle Aree è stata in gran parte unicamente una dichiarazione di principio, sia perché all’attualità coesistono più livelli di ingresso dall’esterno nelle Aree con diversi ambiti di responsabilità, sia perché le procedure attivate in questi anni, proprio per le posizioni assunte dalle Amministrazioni in sede di contrattazione decentrata, hanno correlato il superamento delle procedure allo svolgimento di particolari funzioni diversificate all’interno della stessa Area.

Questo anche perché all’attualità manca un’area delle elevate professionalità e per decenni sono stati impediti per legge i passaggi tra le aree.

Ora far finta che questo non esista, e ritenere che basta mantenere il maturato economico per applicare questa parte di nuovo ordinamento alle centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del comparto  ci lascia alquanto preoccupati.

In definitiva, ed è giunta l’ora di usare meno il sindacalese e di esplicitare fino in fondo il nostro pensiero, temiamo che dietro la proposta vi sia il tentativo di cancellare l’istituto delle progressioni economiche, che è malvisto dalle Amministrazioni soprattutto in regime di forte carenza dei Fondi destinati alla produttività, e di limitarne la spesa futura con un ristretto numero di “premi” attribuiti mediate la valutazione, senza quella scala parametrale che, seppure non sempre pienamente coerente, comunque all’attualità è progressiva e rilevante ai fini economici.

Perché se veramente il problema sono i cosiddetti apicali (che non sono certamente la maggioranza del personale che invece insiste in prevalenza nelle fasce medie delle attuali aree), si può prevedere di aggiungere ulteriori posizioni economiche che garantirebbero le progressioni anche a questo personale. Come la stessa Aran ha proposto a suo tempo per il CCNL della Presidenza del Consiglio.

Ma è di tutta evidenza che l’aggiunta di nuove posizioni economiche basate sulla progressività comporterebbe un maggior esborso a carico del Fondo rispetto ai proposti livelli stipendiali predeterminati e fissi, e siccome non vogliono implementare i Fondi, e quel poco che resta per loro deve essere destinato solo alla produttività (o meglio alle performance), forse il cerchio si chiude.

Il paradosso è che, mentre è tutta da verificare la possibilità di riconoscere le professionalità e il lavoro svolto con l’inquadramento in sede di prima applicazione nelle nuove Aree (su questo il confronto non è ancora iniziato) e i passaggi tra le aree a regime, seppur ripristinati per legge, scontano comunque i vincoli relativi al rapporto con le facoltà assunzionali e con le resistenze delle Amministrazioni ad attivarli, l’unico elemento che è indubitabilmente nella piena disponibilità negoziale, rischia di essere non un’occasione di sviluppo professionale, ma di arretramento.

E non ci vengano a dire, come abbiamo sentito in riunione da una parte del sindacato, che tale problematica può essere superata con le posizioni organizzative, che sappiamo bene come sono state utilizzate finora, la discrezionalità nella loro attribuzione, e comunque la precarietà insita nelle funzioni.

Così come ci ha lasciato alquanto preoccupati la dichiarazione, sempre di parte del fronte sindacale, che la proposta Aran appare positiva nella parte che mira ad azzerare i livelli gerarchici  all’interno delle Aree… ?!?

Insomma la partita dei livelli differenziali stipendiali e l’abrogazione del sistema di progressioni interne alle Aree non è cosa da poco e anche su questo si giocherà una parte importante del rinnovo contrattuale.

La riunione è stata aggiornata a domani, e in quella sede dovremmo discutere di un documento riassuntivo di tutti quelli precedentemente presentati dall’Aran, e su cui verificheremo, punto per punto, lo stato della trattativa.

Siamo giunti in una fase in cui le diverse posizioni si stanno delineando e quindi appare necessario consultare il personale sulle questioni aperte al fine di condividerne gli orientamenti in vista dell’accelerazione del negoziato che il Ministro Brunetta sollecita e che l’Aran pare voler attuare.

Cosa che faremo nei prossimi giorni.

                                                                                                                     La Segreteria Generale

Essendo la bozza ARAN priva delle tabelle riportanti le modalità di distribuzione dei benefici economici dunque, restiamo in attesa di maggiori elementi di analisi, e degli sviluppi delle successive riunioni.

             Cordialissimi saluti.

                                                                                                     IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 59 del 2 settembre 2021 –

Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 del 2 settembre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo ai contenuti della prima riunione all’ARAN dopo la pausa estiva, per la ripresa della trattativa nazionale per il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali.

E’ ripreso stamani in Aran il negoziato per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali.

Nell’aprire la riunione il Presidente dell’Aran Naddeo, nel prendere atto delle modifiche normative intervenute con la conversione in legge del DL 80, in particolare per il nuovo ordinamento professionale, ha auspicato un’accelerazione del confronto per definire nelle prossime settimane l’ipotesi di accordo, e ha fissato da subito tre riunioni che si terranno il 9, il 15 e il 22 settembre p.v., impegnandosi nel frattempo a predisporre una nuova proposta di articolato da sottoporre alla discussione.

Come FLP abbiamo confermato la nostra disponibilità a proseguire con ritmi serrati il negoziato, convinti come siamo che sia necessario dare al personale del comparto, al più presto, il nuovo CCNL, considerato che siamo ormai giunti quasi al termine della sua vigenza.

Permangono – è di tutta evidenza – numerose criticità, in particolare sulle risorse economiche complessivamente stanziate, sul trattamento dell’istituto della malattia e delle visite mediche, sul sistema di partecipazione e delle  relazioni sindacali.

Così come è inaccettabile la mancata predisposizione del Decreto che deve ripartire tra le Amministrazioni del comparto i 70 milioni di euro stanziati con la legge di bilancio 2020 per la perequazione delle indennità di amministrazione e che è, evidentemente, propedeutico all’utilizzo  e alla ripartizione in sede contrattuale dei benefici economici.

Tutti aspetti sui quali continuerà la nostra iniziativa per rimuovere gli ostacoli ancora frapposti e migliorare le proposte iniziali presentate dall’Aran.

Per la FLP le questioni chiave che debbono essere affrontate in sede negoziale nelle prossime riunioni, unitamente a quelle sopra evidenziate, sono legate a come ricondurre nell’ambito contrattuale le modifiche normative intervenute sull’ordinamento professionale, sul superamento dei tetti dei Fondi risorse decentrate delle Amministrazioni e la regolamentazione del lavoro agile a regime.

In particolare sul nuovo ordinamento bisognerà definire un nuovo quadro complessivo, organico e chiaro, che individui le nuove Aree e le relative declaratorie, le modalità di inquadramento all’interno delle stesse in sede di primo inquadramento, i criteri di accesso a regime, sia dall’interno che dall’esterno, le dinamiche professionali e di carriera all’interno e tra le aree con l’individuazione dei requisiti, delle procedure e delle forme di finanziamento, fornendo un quadro certo ed esigibile alla contrattazione integrativa.

In tale ambito rivendichiamo il pieno ruolo della contrattazione nel recepimento e nell’interpretazione delle nuove norme all’interno del CCNL.

Così come andranno definite con chiarezza  le modalità di superamento dei tetti predeterminati dei Fondi di Amministrazione, mediante il pieno utilizzo delle risorse già nella disponibilità delle Amministrazioni e non utilizzate, o rinvenienti  da attività svolte conto terzi, da economie di gestione o da cessazioni dal servizio.

Sul lavoro agile intendiamo riaffermare la centralità di questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa  che non solo è uno strumento  importante di conciliazione vita lavoro, ma anche una opportunità per migliorare l’organizzazione del lavoro, la qualità dei processi e dell’interazione con i cittadini egli utenti, fattore di modernizzazione e di miglioramento dell’azione delle nostre Amministrazioni.

In tale ambito andranno garantiti pienamente i diritti alla disconnessione, alla formazione, alle dotazioni infrastrutturali, alla pari dignità lavorativa, senza alcuna discriminazione professionale o economica rispetto al lavoro in presenza.

Questa potrà essere la migliore risposta a chi, come il Ministro Brunetta, pensa di intervenire sulla materia, nel pieno del confronto negoziale, con nuove norme che inopinatamente e in contrasto con lo stesso Atto di indirizzo, vorrebbero riportare indietro di decenni il lavoro pubblico e le innovazioni organizzative e procedurali.

Un lavoro quello che ci aspetta, quindi, non semplice, che svolgeremo con il consueto approccio, senza alcuna demagogia, ma anche senza scorciatoie, dimenticanze, o minimizzazioni.

Abbiamo contribuito in questi mesi, con la nostra iniziativa, a modificare aspetti che impedivano alla radice di affrontare positivamente molte delle questioni aperte (a partire dal nuovo ordinamento professionale  e al riconoscimento del diritto alla carriera), permettendo  così dopo anni  di  poterle  affrontare in sede negoziale.

Non intendiamo quindi proprio ora  mollare la presa e, tantomeno,  cambiare registro.

La Segreteria Generale

E ovviamente gli argomenti in discussione rivestono rilevanza notevole per la Difesa, e in particolare la riforma dell’Ordinamento, con nuove regole per le progressioni verticali, e la disciplina del lavoro agile oltre l’emergenza, materia oggi resa controversa dalle drastiche prese di posizione del ministro Brunetta, rispetto alle quali il sindacato è chiamato ad esprimere la massima determinazione per riaffermare la piena validità e modernità di tale modalità di prestazione lavorativa, e la massima capacità di fronteggiare la voglia di oscurantismo dell’altra parte del tavolo.

Come sempre, vi terremo aggiornati.

Fraterni saluti

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Quaderno FLP Difesa n. 9 / 2020 pubblicato in data 10.12.2020 – 

QUADERNO FLP DIFESA N. 9 in data 10.12.2020.

Pubblichiamo in allegato su questa pagina il “Quaderno FLP DIFESA n. 9/2020” che reca gli “orientamenti applicativi” dell’ARAN relativi al CCNL 12.02.2018 del Comparto Funzioni Centrali, aggiornati e validi alla data odierna.

La pubblicazione del Quaderno sarà mantenuta solo per qualche giorno sulla home page del nostro sito,; successivamente potrà essere reperita presso la sezione “I quaderni di FLP DIFESA” che è accessibile dalla barra trasversale alta della stessa home page.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Quaderno n. 9 -2020 – Orientamenti applicativi ARAN su CCNL FC aggiornati 10.12.2020

 

CCNL FC


FLP decisiva per la firma del CCNL FC. Dopo gli aumenti risibili del triennio 2019-2021 (85 euro medi) e del precedente 2016-2018 (105 euro medi dopo 8 anni di blocco) oggi è di circa 160 euro medi per il 2022-2024, e sono già stanziate le somme necessarie per il rinnovo 2025-2027 (pe complessive 330 euro fra le due tornate contrattuali), consentendo il rinnovo in tempo reale e non a contratto scaduto.Il rifinanziamento dei FRD e delle progressioni orizzontali.La proroga delle progressioni verticali in deroga. La contrattazione per il lavoro a distanza e il superamento del limite della prevalenza in presenza.

8 Nov 2024 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 64 del 7 novembre 2024 – Si riporta di seguito il testo del notiziario FLP n. 28 della nostra Federazione, che illustra i contenuti del CCNL FC cui ha apposto, in modo determinante per la conclusione della trattativa, la sua firma.           In una situazione economica certamente difficile caratterizzata, come avviene […]


Il rinnovo del CCNL FC in discussione all’ARAN. Questi i rilievi e le prime proposte di FLP: risorse non in linea con l’inflazione (159 €. Lordi pro-capite); eliminare il vincolo del tetto massimo FRD, fermo al 2026; finanziare le Posizioni Organizzative con risorse dell’AD e non col FRD; rivalutazione dei buoni pasto; attuazione dell’area delle Elevate Professionalità; adeguamento delle regole sulle relazioni sindacali; rafforzamento del lavoro agile e lavoro da remoto. Un punto positivo della bozza di CCNL: la proroga dei termini per le progressioni in deroga (che peraltro chiediamo di allungare alla fine del 2026).

26 Lug 2024 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 44 del 25 luglio 2024 – Riportiamo di seguito il notiziario FLP n. 23/2024, relativo ai contenuti della riunione all’ARAN per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali. “Le risorse stanziate per il rinnovo del CCNL delle Funzioni Centrali 2022/2024, pur essendo le più alte degli ultimi anni, non sono in linea […]


Azzeramento del Lavoro Agile, Ordinamento Professionale al ribasso, contratto di lavoro inadeguato: queste le valutazioni di FLP sugli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali. Un modello di ordinamento professionale che peggiora la condizione attuale, già non idilliaca: le progressioni per differenziali economici al posto delle fasce, la selezione su base valutativa, a discapito di esperienza professionale e titoli di studio, il valore economico della progressione praticamente dimezzato.

28 Ott 2021 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 73 del 27 ottobre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 61 del 26 Ottobre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, e che rende conto di un bilancio tutt’altro che soddisfacente del quadro maturato, dove FLP […]


Riunione all’ARAN per il prosieguo della trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali: l’ARAN presenta una nuova bozza in materia di Nuovo Ordinamento Professionale e di Lavoro Agile. Ma per FLP sono ancora presenti le molte criticità più volte evidenziate: fra le altre, un ampliamento delle fasce di contattabilità che supera l’orario di lavoro, l’introduzione di nuove tipologie di lavoro da remoto meno tutelate rispetto al telelavoro e al co-working, che ci riportano indietro. Criticità anche nel nuovo modello di progressioni basate prevalentemente sulla valutazione della performance.

21 Ott 2021 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 71 del 20 ottobre 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 57 del 19 ottobre 2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN:             La bozza presentata oggi da Aran nel corso della riunione per il  prosieguo del negoziato per […]


Prosegue il 23 settembre la riunione ARAN per il rinnovo del CCNL FC. A bilancio mancano interventi sul sistema delle relazioni sindacali, sulle materie oggetto di contrattazione decentrata, sulla tutela del diritto alla salute, sul regime dei permessi per visite mediche e accertamenti diagnostici, sulla regolamentazione del lavoro agile. Non sono state presentate tabelle di equiparazione tra vecchio e nuovo ordinamento, né vi sono le regole per i passaggi fra le Aree; le scarse risorse economiche non consentono che la fotografia dell’esistente, e le progressioni sono vincolate alla mera valutazione della performance.

24 Set 2021 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 67 del 24 settembre 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 51 del 23 settembre  2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle attività al tavolo negoziale ARAN del 23 settembre: Come preannunciato con il Notiziario n. 50 di ieri, oggi è proseguito il negoziato […]


Le valutazioni di FLP sui contenuti della riunione ARAN del 22 settembre relativi alla parte economica del CCNL FC, con particolare riguardo alla nuova voce dei “livelli differenziali stipendiali” al posto delle attuali fasce retributive. Un’unica posizione di inquadramento per area, e le vecchie progressioni economiche vengono sostituite dall’attribuzione di un livello differenziale stipendiale superiore, sulla base del solo criterio della valutazione delle performance.

23 Set 2021 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 66 del 23.09.2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 50 del 22 settembre  2021, che riferisce delle valutazioni di FLP in merito al prosieguo delle trattativa all’ARAN per la parte economica del CCNL nel corso della riunione dello scorso 22 settembre, dove la discussione si è incentrata sulla istituzione […]


RIPRENDE IL NEGOZIATO ALL’ARAN SUL CCNL DEL COMPARTO FUNZIONI CENTRALI. PROPOSTA UNA CALENDARIZZAZIONE SERRATA DEI PROSSIMI INCONTRI GIA’ NELLO STESSO MESE DI SETTEMBRE PER DEFINIRE IL NUOVO CONTRATTO, ORMAI PROSSIMO ALLA SCADENZA, ALLA LUCE DELLE NOVITA’ PORTATE DAL DL 80 RECENTEMENTE APPROVATO DAL PARLAMENTO, CON PARTICOLARE ATTENZIONE ALL’ORDINAMENTO PROFESSIONALE

3 Set 2021 - Flp, Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 59 del 2 settembre 2021 – Riportiamo di seguito il Notiziario n. 42 del 2 settembre 2021 della nostra Federazione FLP, relativo ai contenuti della prima riunione all’ARAN dopo la pausa estiva, per la ripresa della trattativa nazionale per il nuovo CCNL del Comparto Funzioni Centrali. E’ ripreso stamani in Aran […]


QUADERNO FLP DIFESA n. 9 / 2020 con i c.d. “orientamenti applicativi” forniti dall’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale nelle Pubbliche Amministrazioni), relativi alle disposizioni contenute nel C.C.N.L. 12.02.2018 del comparto Funzioni Centrali e aggiornati sino alla data odierna di pubblicazione (10 dicembre 2020). I pareri dell’Agenzia in materia di: rapporto di lavoro (ferie; permessi; congedi; etc.); orario di lavoro e flessibilità; istituti normoeconomici; trattamento economico; estinzione del rapporto di lavoro.

10 Dic 2020 - Flp Difesa

Quaderno FLP Difesa n. 9 / 2020 pubblicato in data 10.12.2020 –  QUADERNO FLP DIFESA N. 9 in data 10.12.2020. Pubblichiamo in allegato su questa pagina il “Quaderno FLP DIFESA n. 9/2020” che reca gli “orientamenti applicativi” dell’ARAN relativi al CCNL 12.02.2018 del Comparto Funzioni Centrali, aggiornati e validi alla data odierna. La pubblicazione del […]


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