Notiziario FLP Difesa n. 49 del 6 luglio 2021 –
Riportiamo di seguito il Notiziario n. 36 del 3 luglio 2021 della nostra Federazione FLP, relativo agli sviluppi della trattativa nazionale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Centrali, peraltro ormai in scadenza.
“Prosegue il negoziato, con riunioni a cadenza settimanale, per il rinnovo del CCNL 2019/2021 delle Funzioni Centrali. Nell’ultima riunione, tenutasi giovedì 1 luglio, l’Aran ha presentato nel dettaglio le risorse economiche disponibili che portano ad un incremento del tabellare di 78,39 euro medi lordi mensili con decorrenza 1 gennaio 2021.
Per il 2019 e i 2020 gli incrementi, sulla base degli stanziamenti delle rispettive leggi di bilancio, sono pari rispettivamente a 31,56 (1,3%) e 48,80 (2,01%) euro lordi mensili. Una quota dell’incremento contrattuale, euro 9,82 pari allo 0,56%, sarebbe destinata a stabilizzare il cosiddetto “elemento perequativo”, già percepito da parte del personale del comparto, finanziato provvisoriamente con il CCNL 2016/2018 e la cui erogazione, in attesa del rinnovo del CCNL, è stata confermata per legge, portando l’incremento contrattuale complessivo del tabellare al 4,34%. A questi andrebbero ad aggiungersi, con decorrenza 2021, circa 15 euro lordi medi da destinare all’implementazione dei Fondi risorse decentrate per la contrattazione integrativa.
Come era già noto, e da noi più volte denunciato in occasione della predisposizione delle leggi di bilancio, le risorse stanziate sono del tutto insufficienti, anche se fossero destinate tutte ai cosiddetti incrementi tabellari, e non permettono alcun investimento sul nuovo ordinamento professionale che invece, unitamente alla regolamentazione del lavoro agile e al miglioramento di molti istituti normativi, costituiscono il punto di svolta e il parametro di riferimento per la sottoscrizione di un contratto soddisfacente.
Su questi punti, lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo, intendiamo qualificare e concentrare la nostra azione, convinti che non si debba perdere l’occasione per aumentare i livelli di partecipazione e di confronto sindacale, migliorare gli istituti che tutelano il diritto alla salute e alle cure, ampliare le tutele, rilanciare il lavoro agile come importante strumento di conciliazione vita-lavoro e di miglioramento organizzativo delle nostre Amministrazioni.
Sul lavoro agile la bozza di articolato presentata dall’Aran è ancora insoddisfacente e ne abbiamo chiesto la modifica, con particolare riferimento alle modalità di svolgimento e di articolazione della prestazione lavorativa in modalità agile, alla piena specificazione del diritto alla disconnessione, alla previsione del riconoscimento dei buoni pasto e di ristori connessi ai costi sostenuti, alle dotazioni informatiche e alla tutela assicurativa.
Per quanto concerne il nuovo ordinamento professionale riteniamo che sia giunto il momento di affrontare ed entrare nel merito di tale importante capitolo, senza alcun rinvio, definendone da subito gli ambiti, le aree di inquadramento, l’istituzione dell’area delle elevate professionalità, le modalità di primo inquadramento, il superamento del mansionismo, i criteri e le modalità per i passaggi dentro e tra le aree.
Riteniamo infatti che la definizione dell’ordinamento professionale sia non solo ineludibile, ma costituisca la necessaria cornice di riferimento anche per gli anni a venire, e per i prossimi rinnovi contrattuali (questo di fatto verrà rinnovato alla fine del triennio di applicazione). Tra l’altro molti degli aspetti (profili professionali, passaggi dentro e tra le aree) andranno poi regolati comunque in sede di contrattazione nazionale di Amministrazione.
Quindi, per poterne quantificare i costi contrattuali è necessario prima definirne gli aspetti, altrimenti il tutto si risolve nell’ennesimo escamotage per buttare la palla in calcio d’angolo, non affrontare i problemi e differirne le soluzioni. Esercizio che non ci interessa e che contrasteremo.
La prossima riunione è prevista per il giorno 8 luglio.
LA SEGRETERIA GENERALE”
Dunque i punti salienti sono la inadeguatezza delle risorse, e la scarna prospettiva in materia di lavoro agile e ordinamento professionale, temi di notevole interesse anche in ambito Difesa. Seguiremo gli sviluppi, e come sempre, vi aggiorneremo. Cordiali saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 24 del 7 marzo 2018 –
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 12 del 6.03.2018 che reca una riflessione sul “quantum” mensile percepito dai lavoratori in termini di arretrati per 26 mesi sui 36 totali del triennio.
” Eh si, siamo stati invasi per giorni e giorni nelle nostre caselle e-mail da tabelle complicate e astruse piene zeppe di colonne che, di somma in somma evidenziavano importi mirabolanti che avremmo dovuto percepire a titolo di arretrati, frutto dell’accordo del 30 novembre 2016 tra Governo e CGIL, CISL, UIL e CONFSAL e suggellato con la successiva firma del nuovo CCNL del 12 febbraio scorso.
Tabelle che dovevano servire per mascherare, nascondere o quantomeno confondere i lavoratori sulle cifre reali che avrebbero dovuto percepire a titolo di arretrati.
Ebbene, dobbiamo ringraziare il Governo uscente che si è mosso con una inusuale celerità per farci riscuotere subito gli arretrati, e questo, grazie anche a NOIPA che, per renderlo possibile, ha dovuto emettere un cedolino di stipendio straordinario tanto semplice quanto chiaro, ha permesso a tutti noi di capire immediatamente “il regalo” che ci è stato fatto, e senza bisogno di spiegazioni.
Ancora oggi però qualche collega un po’ distratto ci chiedeva ancora tabelle o spiegazioni sull’importo accreditato sul suo conto corrente, per questo vogliamo suggerire – a chi non lo avesse ancora fatto – un semplice “metodo di calcolo”, utile per soddisfare la propria curiosità.
Il “metodo di calcolo” che suggeriamo è il seguente:
- scaricare il cedolino di stipendio di febbraio (quello straordinario) dal sito internet di NOIPA (opzione valida solamente per i lavoratori ministeriali e per quelli delle agenzie fiscali);
- prendere l’importo netto spettante riportato in fondo a destra del cedolino;
- dividere l’importo netto per 26 (che sono i mesi di arretrato spettante, perché il periodo va da gennaio 2016 a febbraio 2018)
Vi accorgerete che l’importo ottenuto sarà un valore ricompreso tra gli 11 e i 15 euro netti per singolo mese!
Aggiungete inoltre che i sindacati firmatari hanno rinunciato anche al riconoscimento di ulteriori 6 mesi di arretrati per il 2015 (secondo semestre), diritto che era stato riconosciuto pienamente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 178 di luglio 2015 – ottenuta dalla FLP – che nel suo dispositivo affermava “dichiara l’illegittimità costituzionale sopravvenuta, a decorrere dal giorno successivo alla pubblicazione di questa sentenza”
Questo è il valore che governo uscente e sindacati firmatari (CGIL-CISL-UIL-CONFSAL e CONFINTESA) hanno voluto attribuire al nostro lavoro, alla nostra dignità professionale!
Meditiamo tutti, alle prossime elezioni RSU, CAMBIARE SI PUO’ E SI DEVE !
La SEGRETERIA GENERALE FLP “
Ebbene, ora, finalmente, non si gioca più al buio. Governo e OO.SS. firmatarie hanno voluto correre per far in modo che gli arretrati arrivassero in busta paga prima del voto, immaginando che la circostanza orientasse quel voto in una direzione ben precisa. Un errore clamoroso, al pari di quello fatto in sede di accordo sugli 85 € firmato quattro giorni prima del Referendum del 4 dicembre 2016 da CGIL-CISL-UIL, e si sa come poi sia andata a finire….
Ora gli importi sono chiari e visibili a tutti: dopo 9 anni di blocco dei contratti, solo 13 € medi netti mensili nelle tasche dei lavoratori se gli arretrati percepiti vengono spalmati sui 36 mesi del triennio.
Una indecenza che ci offende!
Ripubblichiamo, su questa stessa pagina, le tabelle elaborate da FLP DIFESA con tutti gli importi relativi agli arretrati (già corrisposti con il cedolino straordinario del 27 u.s.) e agli adeguamenti stipendiali che verranno invece corrisposti da NoiPA con il prossimo cedolino di marzo.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: Tabelle FLP DIFESA – CCNL 2016-2018, Arretrati e incrementi stipendiali
Notiziario n. 17 del 13 febbraio 2018 –
Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa diffuso dalla nostra Federazione a seguito della sottoscrizione del CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto nel pomeriggio di ieri, oltre che dalle sigle firmatarie dell’Ipotesi, anche da CONFINTESA.
“Nel pomeriggio di oggi CGIL CISL UIL,UNSA e CONFINTESA hanno sottoscritto definitivamente il CCNL delle Funzioni Centrali.
Pare incredibile, eppure la versione definitiva è anche peggio della preintesa che tanto malumore ha creato tra le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori delle Amministrazioni centrali.
Infatti nel testo finale, dopo la fase certificativa, viene esplicitato in modo evidente (ma la FLP aveva già denunciato l’inghippo) che il cosiddetto assegno perequativo, su cui tanto si è discusso e che avrebbe dovuto garantire maggiore equità, non solo è assolutamente ridicolo, ma viene erogato una tantum e solo per il 2018, senza nessun riflesso per gli anni successivi.
Così come viene elegantemente definita una “errata corrige” la norma ora inserita, che diviene quindi disposizione contrattuale, che prevede la conferma, prima prevista per disposizioni unilaterali dei Governi, dei limiti di tetto non superabili dei Fondi di produttività. Con l’impossibilità quindi di recuperare e rendere erogabili tutte le risorse derivanti dalle attività aggiuntive, dalle perfomance raggiunte dai lavoratori in termini di efficienza e qualità dei servizi. Questo con la firma dei “sindacati”! Una ulteriore discriminazione nei confronti del lavoro pubblico!
Come se non bastasse nel testo finale vengono cancellate con un tratto di penna anche le norme di maggior favore che negli anni scorsi erano state recepite nei Contratti per il personale (vedi ex Monopoli di Stato) oggetto di numerose ristrutturazioni e riorganizzazione aziendali.
Un brutto contratto, che non risponde in alcun modo a circa dieci anni di blocco contrattuale, che di fatto azzera anche il 2016 e 2017 e non solo per il 2015 i “benefici economici”, e che interviene in modo peggiorativo su diritti fondamentali e costituzionali come quelli della salute.
Nessun vero investimento, nessuna risposta in termini di riconoscimento professionale; vengono addirittura non istituite le pur previste sezioni speciali che avrebbero dovuto garantire il mantenimento di alcune specificità allo scopo di poter assecondare i processi di riforma e di miglioramento delle attività per una PA sempre più al servizio dei cittadini e del Paese.
Un contratto approvato in sordina nelle Segreterie sindacali, che non è stato sottoposto all’attenzione ed alla valutazione dei lavoratori, ma quando è avvenuto, solo di sparute rappresentanze di delegati sindacali delle OO.SS. firmatarie.
La FLP e la Confederazione CGS non solo non firmano questo contratto, ma continueranno la loro iniziativa nel Paese, tra i lavoratori, negli Uffici a difesa della democrazia e della dignità del lavoro pubblico.
Impugneremo questo contratto per vedere annullata l’incredibile previsione voluta dall’Aran e dei firmatari di escludere dalla contrattazione e dal sistema di partecipazione le Organizzazioni sindacali che non accettano i contenuti nefasti del contratto.
Una norma già censurata nei mesi scorsi dalla Corte Costituzionale nella famosa vertenza che contrappose la FIOM al gruppo Fiat al momento dell’esclusione del sindacato dei metalmeccanici dai tavoli di trattativa perché non avevano voluto firmare il contratto proposto dall’azienda.
Perché a prescindere dai contenuti non è pensabile prevedere una norma sanzionatoria nei confronti di chi il diritto alla rappresentanza e alla contrattazione l’ha conquistato con il consenso certificato da specifiche e previste leggi dello Stato.
Rivendicheremo anche l’istituzione delle sezioni speciali, previste da specifiche norme e dallo stesso Atto di indirizzo del Governo, e invece incredibilmente non attuate; non solo per vedere riconosciuta la specifica professionalità dei diversi mondi che lavorano nella PA, ma anche per continuare a garantire quei servizi che invece oggi vengono messi in discussione.
Oggi si è consumata l’ennesima brutta pagina nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici del pubblico impiego. Che sapranno però riconoscere e valutare quello che è stato fatto, o purtroppo non fatto, dando un preciso segnale a chi pensa ancora di fare giochini sulla loro pelle, in ossequio a logiche che nulla hanno a che vedere con le legittime aspettative dei lavoratori.
A partire dalle imminenti elezioni per il rinnovo delle RSU che dovranno segnare il punto di svolta decisivo nel sistema di rappresentanza del personale.
Roma, 12 febbraio 2018
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Come si può vedere, chi ipotizzava la firma tecnica da parte di FLP, non ha compreso bene cosa stesse accadendo e la sostanza vera delle nostre argomentazioni, e che la nostra O.S. si sente impegnata sino in fondo in una battaglia di civiltà e di democrazia a tutela della nostra maltrattata categoria.
Avremo modo di parlare e di informare i lavoratori, nei prossimi giorni, della iniziative anche di carattere legale che la nostra Federazione assumerà per impugnare questo contratto che sta suscitando, anche nella Difesa, molto dissenso tra le lavoratrici e i lavoratori e anche di tutelare la presenza ai tavoli decentrati della nostra O.S. .
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 16 del 12 febbraio 2018 –
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 7 dell’ 8 febbraio 2018 che reca la quinta nota della nostra Federazione sui contenuti dell’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto il 23 dicembre u.s. da CGIL – CISL – UIL e CONFSAL-UNSA, ma non da FLP.
“La revisione dell’ordinamento professionale è una delle grandi occasioni perdute dai firmatari della preintesa di CCNL firmata il 23 dicembre per dare un segnale di attenzione nei confronti dei lavoratori.
A distanza di quasi dieci anni dall’ultimo contratto, sono stati messi assieme tre comparti con storie abbastanza diverse e non si è fatto nulla né per omogeneizzare i diversi sistemi professionali presenti negli ex-comparti del Parastato, dei Ministeri e delle Agenzie Fiscali né per immaginare un nuovo ordinamento che potesse andare bene per un’amministrazione centrale moderna ed efficiente e per lavoratori che vorrebbero finalmente anche minimi sbocchi di carriera.
I problemi sono tanti sia nelle qualifiche medio-basse – bloccate per il combinato disposto della Legge Brunetta e del blocco degli stipendi – sia tra le altre professionalità, prive di riconoscimenti e soprattutto di carriere che diano loro prospettive reali di crescita.
L’articolo 12 della preintesa rinvia qualunque ragionamento in merito ad una Commissione Paritetica che dovrebbe avviarsi 30 giorni dopo la firma definitiva del CCNL (quindi minimo a marzo) e dovrebbe terminare i suoi lavori entro maggio, consegnando alla contrattazione proposte riguardanti le tante questioni demandate. Se va bene, un mese e mezzo di lavoro, nel quale certamente non si farà in tempo a fare granché; se va male e non si rispettano i tempi, invece, il rischio è che si arrivi a fine anno e si rimandi tutto, a quel punto, alla prossima tornata contrattuale.
Quel che è certo è che un contratto che i lavoratori aspettano da dieci anni e non affronta il problema principale degli ordinamenti professionali non è degno nemmeno di essere definito tale.
Attualmente, negli ex-comparti delle funzioni centrali la curva dei salari è quasi piatta per più del 95 per cento dei lavoratori, il che vuol dire che si entra in amministrazione con uno stipendio e si va in pensione con uno stipendio di poco superiore a quello di entrata. Non sono previste aree e/o figure intermedie tra gli impiegati, i funzionari e la dirigenza salvo che nel Parastato, nel quale comunque l’area dei Professionisti non riesce minimamente ad intercettare tutte le figure altamente professionalizzate e a dare i riconoscimenti che queste meriterebbero.
Ciò che non è stato fatto in dieci anni si dovrebbe fare in un mese e mezzo. Permetteteci di dubitare che questo succeda e di pensare invece che i firmatari stiano semplicemente prendendo tempo senza avere il coraggio di confessarlo ai lavoratori.
Un’occasione persa non solo per dare ai lavoratori pubblici, sempre più professionalizzati e specializzati, speranze di carriera, ma anche di ammodernare la macchina amministrativa e renderla più efficiente.
La FLP, a prescindere dai lavori della “Commissione” ribadirà le proprie proposte già del resto formalizzate in questi mesi nei quali, lo ricordiamo, eravamo stata l’unica Organizzazione sindacale a presentare una vera e propria piattaforma contrattuale su un nuovo ordinamento professionale:
- Svuotamento della prima area professionale;
- Possibilità per coloro che oggi sono apicali di fare progressioni economiche aggiungendo almeno una posizione economica per area professionale;
- Ridisegno delle attuali aree professionali con l’individuazione organica delle attività, allo scopo di superare l’attuale frammentarietà dei processi lavorativi al fine di dare una risposta al mansionismo di questi anni;
- Creazione di un’area per quadri e professionisti che riconosca in modo tangibile tutte le alte professionalità presenti nel comparto e non solo le poche che oggi sono riconosciute negli enti del parastato;
- Disciplinare contrattualmente le posizioni organizzative speciali previste per legge in alcuni settori;
- Disciplinare nel contratto le procedure di passaggio da un’area all’altra che l’articolo 22 del Decreto legislativo 75/2017 (c.d. Decreto Madia) ha reso di nuovo possibili nella misura del 20 per cento dei piani dei fabbisogni.
Continuiamo a essere del parere che molti problemi potevano trovare agevoli soluzioni se solo fossero stati usati bene i tanti mesi passati dall’apertura delle trattative a una frettolosa e insensata chiusura del CCNL che, allo stato, contiene esclusivamente sottrazioni di diritti e pressoché nessun miglioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori.
Le carenze di questo contratto, anche riguardo alla mancata riforma degli ordinamenti professionali, si rifletteranno non solo sull’efficienza delle amministrazioni centrali, ma anche sulla motivazione dei lavoratori, fermi in una palude senza possibilità di vedere riconosciute le proprie abilità professionali.
La Segreteria Generale FLP”
La nostra Federazione continuerà nei prossimi giorni ad esprimere le proprie considerazioni critiche in merito alle diverse parti del contratto.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 133 del 23 dicembre 2017 –
Si riporta di seguito il testo del Notiziario FLP n. 33 di data odierna che reca la nota dell’Ufficio Stampa della nostra Federazione in merito all’Ipotesi di CCNL del comparto Funzioni Centrali sottoscritto stanotte da alcune sigle ma non da FLP e CGS.
” La FLP da sola ha impiegato quasi tre anni per ottenere la sentenza della Corte Costituzionale che ribadiva il diritto alla contrattazione per i dipendenti pubblici; a Governo e CGIL, CISL, UIL e CONFSAL-UNSA sono bastate invece poche settimane di (finte) trattative per cancellare – con la firma della notte scorsa – non solo il diritto alla contrattazione, ma anche i diritti fondamentali della persona.
Quelle che stanno spacciando come vittorie sono spaventosi arretramenti sul diritto alla salute, sui diritti salariali e di partecipazione democratica dei lavoratori. Gli articoli peggiorativi, rispetto ai contratti precedenti, sono talmente tanti che per spiegarli tutti siamo costretti a rimandarvi a successivi comunicati tematici.
Vi basti, per ora, sapere che i tanto sbandierati 85 euro di aumento non partono dall’inizio della tornata contrattuale (il 2016) e nemmeno da gennaio 2018 bensì da marzo del prossimo anno. Infatti, a differenza di quanto sbandierato nei mesi scorsi, i soldi per compensare quei lavoratori che per effetto degli “80 euro di Renzi” avrebbero un aumento contrattuale nullo o addirittura negativo, vengono finanziati dagli altri lavoratori. Ma solo fino a fine anno, allorquando il bonus di 80 euro scomparirà anche per loro, come d’incanto.
In compenso, si toglie a tutti i lavoratori, compresi malati cronici, oncologici, dializzati, la possibilità di svolgere controlli e visite diagnostiche in regime di malattia (pur con relativa decurtazione di salario): superate le 18 ore annue dovranno curarsi in ferie o in aspettativa non retribuita. Varate anche misure grazie alle quali i tassi di assenza di pochi si riversano su tutto l’Ufficio sotto forma di minori erogazioni dei premi di produttività, cosa che scatenerà la guerra tra poveri e l’odio nei confronti di puerpere e malati gravi.
Non è un caso il fatto che, per giustificare un contratto così regressivo sul piano dei diritti, i sindacati firmatari siano stati costretti, in totale malafede, a rivendicare come merito quello di non aver cancellato per i dipendenti pubblici l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Viene da dire: ci mancava solo quello!
L’UFFICIO STAMPA FLP “
Si prega di dare al presente Notiziario la massima diffusione tra le lavoratrici e i lavoratori e di affiggerlo in tutte le bacheche
In allegato, il testo integrale dell’Ipotesi di CCNL 2016-2018
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Allegato: Testo ipotesi CCNL Funzioni centrali_firma