Notiziario FLP Difesa n. 32 del 30 aprile 2021 –

Pubblichiamo di seguito IL Notiziario FLP n. 26 del 29 aprile 2021, che reca le prime valutazioni della nostra O.S. all’uscita dalla prima riunione in ARAN per l’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019-2021:

Si è da poco conclusa la riunione in Aran di apertura del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019/2021.

Nonostante la nostra ferma volontà di definire al più presto il contratto, scaduto ormai da quasi due anni e mezzo, gli ostacoli che al momento si frappongono per la stipula di un buon contratto sono purtroppo tanti.

Le risorse stanziate per il triennio sono insufficienti per il coprire un vuoto di più di dieci anni, non colmato certamente dal CCNL 2016/2018, non solo pessimo dal punto di vista normativo e ordinamentale, ma del tutto inadeguato dal punto di vista economico.

A questo si aggiungono i contenuti dell’Atto di indirizzo all’Aran, emanato nei giorni scorsi dal Governo per dettare i limiti e i vincoli al negoziato, che chiude sostanzialmente su tutte le richieste sindacali, riconfermando e riproponendo limiti e vincoli normativi oggi vigenti in materia di disconoscimento del diritto alla carriera, di blocco dei Fondi per la contrattazione integrativa, di negazione del sistema di partecipazione sindacale, con la sottrazione alla contrattazione di istituti importanti e decisivi per l’innovazione e la qualità del lavoro, come quelli relativi all’orario e all’organizzazione del lavoro, impedendo il superamento dell’inaccettabile tassa sulla malattia, oggi ancora più odiosa con l’emergenza pandemica in atto, e la cancellazione delle norme punitive vigenti sul diritto alla salute e alla prevenzione.

Sull’ordinamento professionale, che è uno dei punti chiave del nuovo contratto, la situazione non si prospetta migliore. Vi è di fatto la previsione di un ulteriore rinvio, non essendo previste risorse aggiuntive, che all’attualità vengono rimandate all’esiguo stanziamento previsto nel DEF per il 2022, e quindi al di fuori della vigenza contrattuale.

Così come la regolamentazione pattizia del lavoro agile rischia di essere un puro esercizio di facciata, visto il dietro-front del Ministro Brunetta sul lavoro agile a regime, depotenziato e marginalizzato con il Decreto Legge approvato oggi dal Governo.

Insomma l’opposto di quello che serve per dotare il personale e le nostre Amministrazioni di uno strumento efficace e condiviso per accettare e vincere le sfide dell’innovazione, della modernizzazione e dell’efficienza, in un momento in cui si chiede alla PA il massimo sforzo per definire e attuare il PNRR.

Un quadro assolutamente inaccettabile, frutto del famigerato Patto per il lavoro pubblico siglato a Palazzo Chigi da CGIL CISL e UIL, più volte richiamato nell’Atto di Indirizzo addirittura come ispiratore dei suoi contenuti, che complica non poco il confronto in sede Aran, perché è di tutta evidenza che come FLP non potremmo mai condividere un rinnovo di contratto al ribasso, che sia la fotocopia, nel metodo e nel merito, di quello impresentabile del triennio 2016/2018.

La FLP, nel ribadire oggi queste posizioni al tavolo negoziale, è entrata da subito nel vivo delle questioni, per evitare che la riunione si limitasse ad un mero pronunciamento di dichiarazioni di intenti generici, come avvenuto nelle dichiarazioni di gran parte delle altre Organizzazioni sindacali, quasi come se non ci trovassimo già di fronte ad un quadro delineato, su cui era necessario, invece, pronunciarsi con immediatezza e nettezza.

Abbiamo rappresentato che non ci sottrarremo ovviamente al confronto, ma da subito continueremo ad incalzare il Governo, per l’adozione delle iniziative normative necessarie a rimuovere gli ostacoli oggi presenti in termini di superamento del tetto ai fondi di Amministrazione, di eliminazione dei vincoli sui passaggi tra le aree, di riassegnazione alla contrattazione degli istituti di partecipazione sull’organizzazione del lavoro, cosi come faremo con l’Aran, per riscrivere molti degli istituti contrattuali, a partire dalla struttura dello stipendio, per la perequazione delle retribuzioni, per l’individuazione delle nuove aree di inquadramento del personale e della norma di prima applicazione necessaria a dare una risposta ai fenomeni di mansionismo e sottoinquadramento presenti oggi in tutte e tre le aree, per il pieno riconoscimento del diritto alla salute e le tutele del personale fragile.

L’Aran, al termine della riunione, ha preannunciato una prossima convocazione, non ancora calendarizzata, per incominciare a definire un calendario di incontri sulle singole materie del contratto.

Nel frattempo, come FLP, continueremo a svolgere in tutte le Amministrazioni del comparto le Assemblee in videoconferenza del personale, per rappresentare le situazioni in campo, le nostre proposte e gli ostacoli che si frappongono alla definizione di quel buon contratto di lavoro che le lavoratrici ed i lavoratori si aspettano e si meritano.

LA SEGRETERIA GENERALE

Come FLP Difesa osserviamo come sia bastato affidare di nuovo la Funzione Pubblica alle mani di un uomo come il Ministro Brunetta in particolare, per vedersi di nuovo davanti lo spettro di una P.A. che invece di aggiornarsi e crescere in linea con la prospettata transizione al digitale, torna ad essere un giocattolo da rompere.

E ci dispiace in particolare che l’enorme sforzo in precedenza compiuto, evidentemente non a caso, da due donne, le ministre Madia e Dadone, nella promozione del lavoro agile quale modalità di lavoro green, economica, innovativa, di conciliazione fra la vita professionale e privata, ampiamente sperimentata con successo nell’emergenza, si stia frangendo contro il muro eretto dall’ahimè redivivo responsabile del Dicastero.

Preannunciamo sin d’ora la indizione di una assemblea nazionale in videoconferenza per il personale civile della Difesa, le cui modalità di svolgimento comunicheremo a breve.

Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Notiziario FLP Difesa n. 20 del 15 marzo 2021 –

Il ministro della P.A. Renato Brunetta

Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 16 del 12 marzo 2021, che reca il comunicato della Confederazione CSE relativo all’incontro col ministro Brunetta sul tema della riforma della P.A. e dei rinnovi contrattuali:

     Sono queste le posizioni espresse oggi pomeriggio dalla CSE al Ministro Brunetta nel corso dell’incontro tenutosi con tutte le Confederazioni sindacali rappresentative nel Pubblico impiego sui temi della riforma della Pubblica Amministrazione e del rinnovo dei contratti 2019-2021.

      La CSE ha stigmatizzato il metodo utilizzato per la stipula del “Patto per il lavoro pubblico e la coesione sociale” con le sole CGIL CISL e UIL e l’esclusione del confronto a Palazzo Chigi di tutte le Confederazioni sindacali rappresentative dei comparti e della dirigenza, stipulato in violazione del principio della rappresentatività certificata nel lavoro pubblico.

        Un accordo non solo irrituale nelle modalità, ma che dietro il paravento dell’innovazione e della riforma della PA, mira a predeterminare gli ambiti dei singoli Contratti che dovranno essere sottoscritti, con contenuti assolutamente al ribasso dal punto di vista dei benefici economici, mediante l’accettazione, come congrue, delle esigue risorse stanziate nelle leggi di bilancio degli anni precedenti (meno di 80 euro lordi medi procapite a regime). Le stesse risorse che solo pochi mesi fa avevano portato CGIL CISL e UIL a proclamare uno sciopero generale nazionale in piena pandemia, e che oggi addirittura formano l’architrave del “Patto”. Per il resto ci troviamo di fronte a mere dichiarazioni di intenti del tutto generiche, dense di rimandi a futuri interventi normativi e prive di concrete misure operative.

         Per quanto concerne poi il nuovo ordinamento professionale, vi è solo l’impegno di possibili future risorse aggiuntive, da stanziare con la legge di bilancio 2022, che prefigura un nuovo, inaccettabile rinvio, che suona come una beffa per le aspettative del personale, fermo da decenni al palo.

        Così come è da rimarcare il colpevole silenzio sul superamento delle inique e punitive norme sulla malattia e sul diritto alla salute introdotte nella stagione contrattuale 2016/2018, oggi ancora più insopportabili alla luce dell’emergenza sanitaria.

       Per questi motivi non firmeremo per adesione il Patto in questione, come incredibilmente hanno chiesto molte Confederazioni escluse, non solo per il metodo, in quanto negoziato fuori dalle sedi previste e senza tutti gli attori che ne avevano diritto, ma anche per i suoi contenuti.

       Il Ministro Brunetta ha dichiarato di aver predisposto l’Atto di indirizzo all’Aran per le Funzioni centrali, ora all’esame del Ministero dell’Economia, e che intende accelerare anche gli altri Atti di indirizzo dei restanti comparti di contrattazione del lavoro pubblico.

          La CSE, che aveva chiesto l’apertura del negoziato da tempo, e con tutti i Governi che si sono succeduti nel corso di questi tre anni, siederà ai tavoli di contrattazione senza essere in alcun modo vincolata ai contenuti al ribasso concordati dal Governo con CGIL CISL e UIL.

         Ci batteremo con forza e coerenza per rinnovare i contratti sulla base delle nostre proposte, definite compiutamente nelle Piattaforme rivendicative che abbiamo già presentato al Governo e all’Aran nei  mesi scorsi, che abbiamo aggiornato anche in base al Next generation EU, e stiamo sottoponendo in questi giorni al contributo e alla valutazione delle lavoratrici e dei lavoratori nelle Assemblee indette in tutte le Amministrazioni dei comparti.

         Dal confronto con i lavoratori scaturiranno le piattaforme definitive sulla base delle quali affronteremo i tavoli contrattuali.

LA SEGRETERIA GENERALE

          Segnaliamo ai colleghi interessati che contiamo di calendarizzare a breve in Difesa un’assemblea in videoconferenza con la presenza della Segreteria Nazionale di Federazione in qualità di relatori, che avrà all’ordine del giorno la piattaforma presentata da FLP per rinnovo del contratto del Comparto Funzioni Centrali per il triennio 2019-2021, ove è compresa fra l’altro una importante proposta di revisione dell’ordinamento professionale.

          La piattaforma, che pubblichiamo in allegato su questa pagina, è parimenti disponibile e scaricabile dal sito www.flp.it

Cordiali saluti.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato : piattaforma FLP per il rinnovo del CCNL 2019-2021 del Comparto Funzioni Centrali

CCNL 2019-2021 Comparto Funzioni Centrali


Parte in salita la trattativa per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali. Le risorse assolutamente inadeguate a coprire un vuoto di più di 10 anni. Riconfermati il disconoscimento del diritto alla carriera, il blocco dei Fondi per la Contrattazione Integrativa, i limiti del sistema di partecipazione sindacale, la tassa sulla malattia. Rinvio ad maiora di una riforma dell’Ordinamento Professionale, che richiederebbe risorse indisponibili. Drastica inversione di rotta del ministro Brunetta rispetto ai termini di attuazione del lavoro agile nella Pubblica Amministrazione.

30 Apr 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 32 del 30 aprile 2021 – Pubblichiamo di seguito IL Notiziario FLP n. 26 del 29 aprile 2021, che reca le prime valutazioni della nostra O.S. all’uscita dalla prima riunione in ARAN per l’avvio del negoziato per il rinnovo del CCNL 2019-2021: Si è da poco conclusa la riunione in Aran […]


Il comunicato di CSE sull’incontro col ministro Brunetta sul tema della riforma della P.A. e sui rinnovi contrattuali. Stigmatizzato il metodo utilizzato per il “Patto per il lavoro pubblico” stipulato con la triplice, escludendo le altre Confederazioni rappresentative dei Comparti e della Dirigenza, in violazione del principio di rappresentatività certificata nel lavoro pubblico. Per il rinnovo del CCNL, contenuti economici al ribasso (meno di 80 euro lordi medi) cifra per la quale solo pochi mesi la triplice aveva proclamato lo sciopero. Niente risorse per riformare l’ordinamento professionale.

16 Mar 2021 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 20 del 15 marzo 2021 – Pubblichiamo di seguito il notiziario FLP n. 16 del 12 marzo 2021, che reca il comunicato della Confederazione CSE relativo all’incontro col ministro Brunetta sul tema della riforma della P.A. e dei rinnovi contrattuali:      Sono queste le posizioni espresse oggi pomeriggio dalla CSE […]


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