Con mail pervenuta in data 14 maggio u.s., l’Ufficio Organizzazione delle Forze (O.F.) del III Reparto Pianificazione Generale (RGF) dello Stato Maggiore dell’Esercito, “alla luce del recente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centrali – periodo 2016¸2018”, ha inviato alle OO.SS. nazionali “ai fini dell’informazione” la scheda tecnica, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, “afferente ai provvedimenti ordinativi disposti/di prossima attuazione”.
Trattasi di provvedimenti relativi alle aree Operativa, Logistica e della Formazione, alcuni dei quali già posti all’o.d.g. di precedenti sessioni informative, tra i quali segnaliamo come di maggior l’interesse:
– la costituzione in aprile u.s. dell’Ufficio Matricola presso il Centro Unico Stipendiale Esercito (CUSE), che si colloca all’interno del progetto di informatizzazione ed accentramento della matricola di F.A., e il cui sviluppo è anche finalizzato a realizzare il graduale accentramento, che dovrà essere ultimato entro il corrente anno 2018, della funzione matricola del personale militare (ricordiamo che di questo provvedimento si era parlato nel corso della riunione del 7.11.2017, vds. Notiziario n. 112 dell’8.11.2017).;
– la riorganizzazione , già operata a far data dal 1 maggio u.s., dell’attuale Ufficio Amministrazione in Direzione di Intendenza dello SME, nell’ambito del progetto di riordino dei Servizi Amministrativi di F.A. di cui abbiamo ampiamente riferito attraverso i Notiziari n. 13 del 26 gennaio 2016 e n. 40 del 13 aprile 2017, che sarà accompagnata, dal 1 luglio p.v., dalla riconfigurazione in Sezione di Coordinamento Amministrativo degli attuali Uffici Amministrativi del Centro di Selezione Reclutamento Nazionale dell’Esercito, del Comando C4 Esercito, del RALOCE (Raggruppamento Logistico Centrale) e del Reparto Operativo del Genio Infrastrutturale;
– la riconfigurazione, a far data dal 24 gennaio 2018, del Dipartimento Militare Medicina Legale (DMML) in Centro Ospedaliero Militare di Milano, in attuazione al DM 19 luglio 2017, e di cui avevamo già riferito attraverso il Notiziario n. 52 del 23 maggio u.s.
– il transito di dipendenza, da CERIMANT PADOVA a SERIMANT TREVISO, del Deposito Carburanti e Lubrificanti di Grande Capacità di Giavera del Montello (TV).
Questi dunque , con riferimento alla mail di SME-RGF, i provvedimenti di maggior interesse.
Va però, a tal riguardo, utilmente ed opportunamente osservato da parte nostra quanto segue:
– alla luce del nuovo CCNL, la scheda di SME assume a partire da oggi la connotazione di “scheda informativa” e dunque non verrà accompagnata dalla automatica convocazione delle OO.SS. per l’esame dei provvedimenti indicati, una ulteriore dimostrazione come, sul piano delle relazioni sindacali, il nuovo CCNL non ne accresce gli ambiti ma ne determina un qualche abbassamento;
– sempre con riferimento al nuovo CCNL, la procedura di reimpiego, laddove prevista, è scelta dalla F.A. e comunicata alle OO.SS. all’interno della scheda, cosa ben diversa, evidentemente, da quanto sinora praticato, che rimetteva la scelta della procedura di reimpiego al tavolo di confronto con DIPE.
A tal proposito, abbiamo inviato al Capo di SME la lettera, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, con la quale abbiamo segnalato l’utilità di mantenere, anche per il futuro, la pratica delle sessioni informative a cadenza periodica con RGF e DIPE, che in tutti questi anni sono state elemento essenziale e insostituibile nel rapporto con la F.A., in particolare per quanto attiene il monitoraggio dei processi di riordino, ancora non ultimati, che rappresentano il “grosso” del D. Lgs. 7/2014.
E, con l’occasione, abbiamo anche chiesto al gen. Farina il primo incontro con il nuovo Capo dell’Esercito.
19.10.2017 – Parziale del presidio di Roma promosso da CGIL-UIL-FLP-UNSA contro il DG di PERSOCIV, che è visibile nello sfondo
Dobbiamo purtroppo riconoscere che la Direzione Generale per il Personale civile, nell’ultimo anno in particolare, si è caratterizzata per scelte e comportamenti che hanno generato numerose perplessità.
E il caso di ricordare i diversi, e da noi e non solo da noi censurati, comportamenti posti in essere nei mesi precedenti (es.: circolare sui lavori insalubri) e che hanno poi portato, caso assolutamente unico nella storia del nostro Dicastero, alla “giornata di mobilitazione, con presidi a Roma e in tutte le maggiori sedi della Difesa, contro il Direttore Generale di PERSOCIV” che unitariamente a CGIL, UIL e UNSA, abbiamo indetto nella giornata del 19 ottobre 2017 (Notiziari nn. 99 del 16 ottobre e n. 102 del 19 ottobre 2017).
E poi il caso di ricordare, per andare ad accadimenti più recenti, i chiarimenti applicativi sull’art. 35 del CCNL forniti agli Enti della Difesa con la circolare n. 24216 del 09.04.2018, che sappiamo essere stata fortemente sollecitata, e proprio in quei termini, da sigle firmatarie del CCNL (eravamo nel pieno della campagna elettorale RSU…..), poi diffusa via internet ancor prima di essere firmata e pubblicata, e che, una volta ufficializzata, ha generato innumerevoli perplessità negli Uffici che amministrano personale civile, come è dimostrato dai numerosi quesiti posti all’attenzione della D.G. e ancora in attesa di risposta. Una lettura dell’art. 35 che fa a cazzotti con le autorevoli interpretazioni venute dalla Presidenza del Consiglio e dall’INPS (le ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegati 4 e 5) e sulle quali avevamo sollecitato un approfondimento che invece tarda ad arrivare.
O ancora, per andare ad accadimenti di questi giorni, la teorizzazione del principio di “informazione senza replica” con conseguente precipitosa (e imbarazzante) fuga dal tavolo, che appare un nonsense anche sul piano più strettamente logico oltre che su quello delle relazioni sindacali, frutto di un approccio censorio e che svilisce il ruolo super partes che un’Amministrazione seria dovrebbe avere (si legga, a tal proposito, su questa stessa pagina in allegato 3, la nota della D.G. Personale e Formazione del Ministero della Giustizia, con ben altri contenuti e soprattutto ben altro stile!).
Infine, l’ultima chicca: in sede di risposta ad un quesito proveniente da un Ente di Taranto circa l’ammissibilità ai tavoli di contrattazione locale delle OO.SS. non firmatarie del CCNL 12.02.2018, la nostra D.G. ha espresso il convincimento che la disposizione di cui all’art. 7 del CCNL riservasse l’ammissione alle sole OO.SS. firmatarie del CCNL “a nulla rilevando l’argomento oggetto di contrattazione”, con ciò tracciando una strada che portava dritto all’esclusione “sic et simpliciter” dai tavoli della nostra O.S., indipendentemente dall’argomento trattato (e la delibera n. 15/2009 del Comitato Direttivo ARAN sulle c.d. code contrattuali?????).
Ma la cosa che ci è apparsa ancor più incredibile è che, al solo scopo di rendere più plausibile l’intenzione ad excludendum della nostra sigla, la D.G. abbia fatto riferimento alla nota ARAN n. 6970/2018 del 9.4.2018 diretta al Ministero della Giustizia, anche allegata, che, a nostro modesto parere, non pare proprio esprimere quel “conforme avviso” richiamato da PERSOCIV
Ebbene, dispiace dirlo anche perché non pratichiamo l’accanimento terapeutico, ma i termini della questione non sono, ancora una volta, quelli delineati dalla nostra D.G.. Facciamo presente, a tal proposito, che, in sede di risposta a un quesito posto dal Ministero dell’Interno in ordine al FUA 2017 con la nota prot. n. 10635 del 14.05.2018 che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina, ARAN ha ritenuto di far presente che “i soggetti legittimati a sottoscrivere in via definitiva il contratto integrativo siano gli stessi che hanno partecipato al negoziato, indipendentemente dal fatto che, nel frattempo, con l’entrata in vigore di un nuovo CCNL si sia modificata la delegazione trattante di parte sindacale”.
Ci pare che la posizione dell’ARAN sia al riguardo molto chiara, e pertanto abbiamo scritto all’attenzione del Direttore Generale la nota che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina.
Domanda finale: ma con i problemi, vecchi e nuovi che abbiamo, non sarebbe meglio che tutti gli attori concentrassero su di essi il proprio impegno invece di perdere tempo in guerre di religione?
Il D.G. di PERSOCIV ha convocato in data di oggi le OO.SS. per il “confronto” ex art. 5 del nuovo CCNL su procedure e criteri per la mobilità e i reimpieghi, su cui, prima di dar conto degli esiti, è quanto mai utile una riflessione a premessa, anche per gli aspetti paradossali che la vicenda presenta.
Come si ricorderà, in data 29.09.2015, è stato sottoscritto dalle OO.SS. nazionali e dal Sottosegretario Rossi, il “protocollo d’intesa” su mobilità e reimpieghi, un accordo per certi versi storico in quanto per la prima volta i lavoratori interessati avrebbero potuto partecipare a un bando di mobilità con regole precise fissate per tutti, come avviene da sempre nelle altre AA.PP., e non sarebbero state più soggetti ai pareri discrezionali degli Organi Programmatori (OP) come era sempre avvenuto sino ad allora.
La gestione della prima nuova procedura 2016 rese però evidenti alcune criticità, in particolare quelle riferite ai “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente e per singolo profilo professionale”, in media molto bassi e in parecchi casi addirittura pari allo zero, soglie queste che hanno ridotto davvero ai minimi termini le possibilità di trasferimento. Anche per questo, dopo la pubblicazione delle graduatorie del bando di mobilita 2016, la FLP DIFESA chiese la “verifica” del protocollo ai fini di una sua revisione, richiesta poi recuperata e rilanciata all’interno dell’accordo del 5 aprile 2017 (vds. comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA in Notiziario n.39 di pari data). Al quale accordo ha fatto seguito l’apertura di un tavolo tecnico specifico (i contributi di CGIL-UIL-FLP sono stati inviati in data 18 luglio 2017) che si è poi tenuto in data 20.09.2017 a SMD, seguito quattro mesi dopo dalla riunione al Gabinetto del 13.12.2017 ritenuta da tutti conclusiva (si legga il comunicato unitario allegato al Notiziario n. 128 di pari data).
Come già detto, era lecito attendersi, a seguire, la convocazione delle OO.SS. nazionali per la firma del nuovo protocollo prima dell’entrata in vigore del nuovo CCNL, per chiudere la partita e non rischiare di incorrere nelle restrizioni da esso indotte, che riconducono all’istituto del “confronto” ex art. 5 i “criteri generali di priorità per la mobilità tra sedi di lavoro dell’Amministrazione.”. Ma non è andata proprio così….
Infatti, il Gabinetto ha colto la palla al balzo, non ha convocato alcuna riunione per la firma del protocollo, ed ha preferito attendere la firma del CCNL per convocare una nuova riunione, che è si è tenuta in data 15 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 18 di pari data), nella quale (udite, udite!) CGIL-CISL-UIL-UNSA hanno chiesto di “adottare quanto previsto dall’art. 5” e CONFINTESA di “incardinare la discussione all’interno dell’Art. 5”, dunque il famoso “confronto”, poi formalmente affidato dal Gabinetto alla D.G.. Un confronto che, però, nella circostanza, appare una autentica fregatura atteso che, sulla materia, in Difesa avevamo strappato una vera e propria negoziazione, come certificato dalle firme del protocollo del 29.09.2015, cui ora si darà l’addio per un “confronto” che, di fatto, significa poter sì discutere con A.D., ma con scelte finali ricondotte solo alla Amministrazione stessa, la quale, dunque, da oggi, potrà modificare procedura e criteri confrontandosi prima con le OO.SS. ma senza essere vincolata a protocolli da firmare. E, nel contempo, dopo tutto il 2017, abbiamo perso altri quattro mesi per il secondo bando di mobilità…
Fatte queste doverose premesse, veniamo ora alle risultanze della riunione odierna, che dovrebbe (il condizionale è però d’obbligo di questi tempi…) aver chiuso il confronto. I documenti pervenuti dalla D.G., che ripubblichiamo in allegato 1 e 2 su questa stessa pagina, evidenziano come la procedura (annuale) e i criteri restino quelli già convenuti nella riunione del 13.12.2017, fatto salvo l’allineamento procedurale e lessicale alla nuova tipologia prevista dal CCNL (“confronto”).
In ordine al grado di scopertura, gli intendimenti comunicati dall’Amministrazione sono i seguenti: per gli Enti dell’area Tecnico/amministrativa, soglia del 15% per tutti i profili; invece, per gli Enti dell’area Tecnico/Operativa compresi quelli industriali (Arsenali, Poli, etc.), soglia del 15% per i profili tecnici e del 25% per gli amministrativi. Cancellato dunque il grado di scopertura “zero”, ma le soglie appaiono ancora troppo basse, rendendo disponibili davvero pochissimi posti.
Ovviamente, atteso che il confronto di cui all’art. 5 del CCNL 2016-2018 prevede solo la redazione “di una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse”, non ci sarà, come ha precisato la stessa Amministrazione, la sottoscrizione di alcun protocollo, a conferma del ragionamento fatto in premessa.
A seguire, ci dovrebbe essere pertanto la comunicazione a PERSOCIV delle esigenze funzionali suddivise per aree, profili professionali ed Enti/Reparti, e, dopo, la pubblicazione del secondo bando di mobilità interna volontaria, che noi auspichiamo veda la luce davvero molto rapidamente, tenuto conto del blocco che dura da 16 mesi e che ha prodotti danni personali e familiari anche pesanti per molti lavoratori.
Chiusa la vicenda relativa alle nuove procedure e criteri per la mobilità interna e i reimpieghi, rimangono ancora in piedi questioni rilevantissime che andranno affrontate.
In primo luogo, la definizione dell’ Ipotesi di accordo per la distribuzione delle ulteriori risorse pervenute al FUA 2017 dal MEF. Trattasi di oltre 10 milioni di € (per la precisione di € 10.073.972, 19), che, nella proposta avanzata dalla dr.ssa Corrado nella riunione del 6 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 14 di pari data) ne prevedeva, come per gli anni precedenti, la totale destinazione a livello locale e nei seguenti importi pro capite: per la performance, 42,93 €; per il FUS, invece, 243, 27 € (tutti al netto oneri A.D.). Si fosse allora sottoscritta quell’Ipotesi di accordo, come noi chiedevamo, a quest’ora i soldi sarebbero potuti essere già in viaggio per le tasche dei lavoratori. Invece, i soliti noti (CGIL-CISL-UIL-UNSA) si resero allora assurdamemente indisponibili, e dunque oggi ci troviamo ancora al punto di partenza con l’aggravante dell’entrata in vigore del nuovo CCNL che certo qualche difficoltà in più la presenta in ordine alla distribuzione di dette risorse. Quando si dice voler complicarsi la vita…. A tal proposito, assumeremo nei prossimi giorni una iniziativa presso la D.G. e ne daremo come ai colleghi.
Per quanto riguarda invece il Fondo di produttività 2018, che ricomprende quest’anno anche i 21 milioni previsti dal comma 590 della legge di bilancio 2018 frutto dell’accordo politico del 5 aprile 2017 che oggi qualcuno, che evidentemente ha perso la memoria, ascrive all’azione di non meglio precisati “sindacati confederali”, dimenticandosi di quanto scriveva nel comunicato unitario CGIL-UIL-FLP diffuso dopo l’accordo che “chiudeva una vertenza avviata da mesi SOLO dalle scriventi OO.SS.“ (la grossettatura e le lettere maiuscole sono nel testo del comunicato), se ne parlerà ovviamente a tempo debito. Al suo interno, ovviamente, dovranno essere anche definiti numeri e coperture per gli sviluppi economici 2018 (le graduatorie provvisorie della procedura 2017 vedranno la luce entro questo mese, verosimilmente nella terza decade).
A tal proposito, esprimiamo una considerazione: al momento in cui scriviamo, sembra in via di soluzione l’attuale crisi politica e appare probabile il varo a breve di un governo politico a due teste (M5S e Lega). Ebbene, ove così fosse davvero, avremmo a breve un nuovo Ministro della Difesa, che dovrà attribuire la delega per la contrattazione prima che si possa attivare qualunque negoziato, e in primis la stesura del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo Difesa. A tal riguardo, abbiamo avuto occasione di leggere nei giorni scorsi la risposta di PERSOCIV a un quesito di MARINARSEN Taranto sulla contrattazione locale, al quale dedicheremo a breve uno specifico Notiziario.
In primo piano anche le progressioni tra le aree, uno dei punti fondamentali dell’accordo del 5 aprile 2017, che oggi però dovranno essere realizzate secondo il disposto dell’art. 22, comma 15, del D. Lgs. 25.05.2017 n. 75, per avviare le quali dovrà essere prima autorizzato dalla F.P. il piano triennale di fabbisogno del personale, che è preliminare anche alla definizione del nuovo piano assunzionale, su cui la D.G. sta già lavorando ancorchè in assenza delle linee guida della F.P., e successivamente al quale dovranno essere necessariamente pubblicati i bandi di mobilità esterna, come espressamente prevede la legge.
C’è poi un’altra questione che si sta trascinando da lungo tempo e sulla quale è necessario fare chiarezza, come invano chiediamo da anni. Ci riferiamo alle problematiche legate al personale ex militare transitato nei ruoli civili, su cui manca un punto di situazione (sui numeri, sui criteri di attribuzione dei profili, sulla destinazioni d’impiego, sulle diverse problematiche innescate dal cambio di status, etc. etc.), l’ultimo essendo stato fatto nel 2012 in sede di ridefinizione degli organici in attuazione del DL 95. Il tutto, anche alla luce delle previsioni contenute nel D. Lgs. 8/2014, che come noto reca disposizioni in materia di riduzione e ricollocazione del personale militare in esubero (150.000 unità nel 2024).
Pubblichiamo di seguito, a beneficio di tutti i colleghi:
la tabella predisposta da FLP DIFESA che reca gli importi relativi agli arretrati dal 1 gennaio 2016 al 28 febbraio 2018 e agli incrementi retributivi dal 1 marzo 2018, distinti per per area e fascia retributiva e con indicate le somme al lordo e al netto;
la circolare PERSOCIV 13277 del 23.02.2018 avente per oggetto “applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di lavoro del personale del Comparto Funzioni Centrali – Triennio 2016-2018”
Come già precedentemente anticipato, gli arretrati dovrebbero essere corrisposti con un cedolino straordinario emesso da NoiPA a breve, già nella giornata di domani; gli incrementi retributivi mensili, a regime, verranno invece corrisposti a partire dal cedolino del prossimo mese di marzo.
Questi gli straordinari incrementi che ci regala il nuovo contratto dopo nove anni (dicesi: nove anni) di blocco contrattuale. Chi si dichiara soddisfatto, alzi la mano!
Invitiamo tutti i colleghi a partecipare al sondaggio di FLP DIFESA sui contenuti economici del contratto, che è pubblicato sulla parte alta a sinistra della home page.
Notiziario n. 55 del 28 maggio 2018 – Con mail pervenuta in data 14 maggio u.s., l’Ufficio Organizzazione delle Forze (O.F.) del III Reparto Pianificazione Generale (RGF) dello Stato Maggiore dell’Esercito, “alla luce del recente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Funzioni Centrali – periodo 2016¸2018”, ha inviato alle OO.SS. nazionali “ai fini dell’informazione” […]
Notiziario n. 50 del 17 maggio 2018 – Dobbiamo purtroppo riconoscere che la Direzione Generale per il Personale civile, nell’ultimo anno in particolare, si è caratterizzata per scelte e comportamenti che hanno generato numerose perplessità. E il caso di ricordare i diversi, e da noi e non solo da noi censurati, comportamenti posti in essere […]
Notiziario n. 48 del 9 maggio 2018 – Il D.G. di PERSOCIV ha convocato in data di oggi le OO.SS. per il “confronto” ex art. 5 del nuovo CCNL su procedure e criteri per la mobilità e i reimpieghi, su cui, prima di dar conto degli esiti, è quanto mai utile una riflessione a premessa, […]
NEWS FLP DIFESA del 26 febbraio 2018, h 20.00 – Pubblichiamo di seguito, a beneficio di tutti i colleghi: la tabella predisposta da FLP DIFESA che reca gli importi relativi agli arretrati dal 1 gennaio 2016 al 28 febbraio 2018 e agli incrementi retributivi dal 1 marzo 2018, distinti per per area e fascia retributiva […]