Notiziario FLP DIFESA n. 73 del 5 agosto 2019 –

Dobbiamo dire subito che, questa volta, la parte più interessante dell’audizione del nuovo Capo di SMM, Amm. G. Cavo Dragone – avvenuta il 30 luglio u.s. in Senato di fronte alle Commissioni parlamentari Difesa riunite in seduta congiunta – è stata la seconda, che ha registrato cinque interventi (quasi un record) dei parlamentari e risposte davvero molto chiare da parte del Capo SMM.

L’audizione si è avviata con la relazione introduttiva dell’Ammiraglio, che è apparsa molto “istituzionale” e anche molto attenta e misurata nei toni e nei giudizi: abbiamo sentito, per fare degli esempi, solo accenni ai problemi che si vivono oggi nel Mediterranea e nessuna valutazione e, sul fronte a noi caro delle problematiche dell’area industriale del Ministero della Difesa, parole alquanto scontate e nulla di più.

Il Capo di SMM in apertura ha ricordato “la dimensione strategica del mare”, che l’ ”80% circa delle merci si muove su nave”, e che, anche per questo, “al centro del dibattito europeo vi è la creazione di una governance del mare”.   Ha poi ricordato come “la Marina opera mediante il dispositivo Mare Sicuro”, e che lo stesso è in capo a CINCNAV che rappresenta “il cuore dell’intero sistema navale italiano e l’occhio dell’Italia nel Mediterranea”.

L’Amm. Cavo Dragone ha poi riassunto le missioni che vedono oggi protagonista la Marina Militare e affermato che sarà utile “intensificare i contatti e le cooperazioni nazionali e internazionali”; ricordando “la grande attenzione che M.M. pone agli aspetti sociali” e lodevolmente indicando in termini di priorità  anche ”la tutela dell’ambiente marino”.

Sotto il profilo operativo, l’Amm. Cavo Dragone ha invece affermato “la volontà di disporre di uno strumento aeronavale bilanciato, equilibrato, in linea con i piani concordati in sede NATO e UE, e adatto a impieghi duali”, e per questo ha rappresentato le attuali necessità della F.A. che sono:

A seguire, gli interventi dei Commissari e, questa volta, le interessanti risposte del Capo di SMM, sia sugli aspetti operativi relativi alla F.A. (che qui ovviamente tralasciamo) che su quelli di ordine più politico e sindacale.

Circa l’Operazione Sophia, l’Amm. Cavo Dragone ha detto che “non è stata depotenziata, ma cambiata nella sua conduzione” dopo che il nostro Paese “ha messo di fronte all’Europa determinate responsabilità”, mentre sulla spinosa vicenda relativa alla “chiusura dei porti” ha affermato che la questione non riguarda la Difesa e ancor meno M.M., negando peraltro dissensi tra i Ministri. E’ lecito dissentire?

Per quanto attiene alle questioni di nostro maggiore interesse, in risposta ad una domanda che chiedeva se “esistessero soluzioni” in ordine alla grave carenza di professionalità degli Arsenali, il Capo di SMM ha affermato che il blocco delle assunzioni è stato “una tragedia”, e che, ove non si invertisse la tendenza, il 2025 segnerebbe il “punto di non ritorno”.

Interessanti anche alcune sue considerazioni sulle attività di lavoro dei lavoratori civili degli Enti industriali, a suo dire “fondamentali e indispensabili”, e quelle sul ruolo più in generale dei dipendenti civili della Difesa, che a suo dire rappresentano “una peculiarità che andrebbe tutelata”.

E’ esattamente quello che pensiamo e diciamo noi da tempo. Il problema è però come affermarla e dare corpo a quella “tutela”, e su questo la nostra O.S. ha già indicato alla Ministra una strada: quella di una norma legislativa ad hoc che affermi detta “peculiarità”, esattamente come è avvenuto per i militari con il riconoscimento ex L. 183.

Fatto questo, come per i militari, si aprirebbero autostrade sotto il profilo economico e normativo, e senza mettere stellette o cambiare comparto e status.

Domani, 6 agosto, le OO.SS. incontreranno per la prima volta l’Amm. Cavo Dragone, e noi speriamo che sia un incontro utile e costruttivo e foriero di buone nuove per i lavoratori civili impiegati nella Marina Militare.

Dei contenuti e delle risultanze di questo incontro, ne de daremo ovviamente conto con successivo Notiziario.

Pubblichiamo su questa stessa pagina il video integrale dell’audizione (vds. allegato 1),  il testo dell’intervento iniziale del Capo di SMM (vds. allegato 2) e le slides proiettate in audizione (vds allegato 3)

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: il video integrale dell’audizione del capo di SMM 

Allegato 2: Il testo dell’intervento iniziale dell’Amm. Cavo Dragone

Allegato 3: Le Slides illustrate dal Capo di SMM

Notiziario FLP DIFESA n. 56 del 20 giugno 2019 –

Il nuovo Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe Cavo Dragone

Fumata bianca, questa volta. A meno di 48 ore dalla cessazione dall’incarico da parte dell’attuale Capo di S.M.M. amm. V. Girardelli, il Consiglio dei Ministri ha finalmente sciolto il nodo che aveva prodotto nei giorni scorsi un forte contrasto nel Governo e, ieri 19 giugno, ha provveduto a nominare l’amm. Giuseppe Cavo Dragone nuovo Capo della Marina Militare. Ne ha dato notizia il comunicato stampa di Palazzo Chigi, che ne conferma la nomina “su proposta del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta”.

Come già riferito nel nostro precedente Notiziario n. 55 del 18 giugno u.s., la scelta era apparsa sin da subito nè facile e né  piana, e questo in ragione di due fattori in particolare:  in primo luogo, il ruolo decisivo che la Marina svolge, e svolgerà sempre più, nelle acque del Mediterraneo in ordine al “problema migranti”, rispetto al quale nei mesi scorsi si sono registrati contrasti anche forti tra la nostra Ministra e il Ministro dell’Interno, frutto di approcci e visioni certamente diverse; in secondo luogo perchè, in virtù della prassi consolidata della rotazione (interrotta però dalla Ministra Pinotti con la nomina del gen. Graziano), il nuovo Capo di S.M.M. dovrebbe diventare il prossimo Capo di S.M.D..

Come già riferito, erano cinque le candidature in campo: l’Amm. P. Treu, attuale Sottocapo; l’Amm. D. Marzano, attuale C.te della Squadra Navale; l’Amm. C. Massagli, attuale consigliere militare del Premier Conte; l’ Amm. D. Giacomin, già Capo del IV Rep., e, dulcis in fundo,  l’Amm. G. Cavo Dragone, oggi al vertice del C.O.I. (Comando Operativo di vertice Interforze). Si sapeva che la candidatura sostenuta dalla prof. Trenta fosse decisamente quella dell’amm. Treu, mentre invece l’on. Salvini si era altrettanto decisamente posizionato su quella dell’amm. Cavo Dragone. Alla fine, la scelta è caduta proprio su quest’ultimo, pare anche a seguito della moral suasion che parrebbe essere stata esercitata dal Presidente Mattarella. Pubblichiamo su questa stessa pagina  due interessanti articoli comparsi oggi su Giornale.it e FattoQuotidiano.it

C’è allora da chiedersi per quale motivo il Presidente Mattarella avrebbe avuto, in questa nomina, un ruolo così importante.  Al di là dei meriti indiscutibili del designato, la ragione – a parere di qualcuno – potrebbe anche risiedere nell’attuale alto incarico interforze dell’amm. Cavo Dragone, che sarebbe di buon auspicio per il recupero del ridisegno delle FF.AA. in chiave interforze, che era un po’ il cuore del Libro Bianco del 2015, a suo tempo fortemente voluto dall’ex Ministra Pinotti e poi messo in disparte dalla prof. Trenta. Assisteremo a breve al recupero di quel progetto, certo poco allettante per i lavoratori civili?

Brevi note biografiche: l’amm. Cavo Dragone è nato ad Arquata Scrivia (Alessandria) il 28.02.1957 ed è entrato in Accademia nel 1976. Pilota d’elicotteri nella missione in Libano, quindi comandante del cacciamine “Milazzo”, nel settembre 1991 diviene il primo comandante del Gruppo Aerei Imbarcati. Da settembre 2002 a ottobre 2004 è stato il comandante, con il grado di Capitano di Vascello, della Portaerei “Giuseppe Garibaldi”, in quel momento nave ammiraglia della flotta. Comandante delle Forze Aeree della Marina dal 2005 al 2008, a settembre di quell’anno diventa Comandante del Raggruppamento Subacquei ed Incursori (COMSUBIN). Da ottobre 2011 a ottobre 2014 è stato Comandante dell’Accademia navale, e successivamente   è stato nominato Capo del Comando Interforze per le operazioni delle Forze Speciali.  Promosso Ammiraglio di squadra nell’aprile 2016, dal successivo 1 luglio ha assunto l’incarico di Comandante C.O.I. (Comando Operativo di vertice Interforze), quello attuale, essendo peraltro il primo Ufficiale Generale non proveniente dall’Esercito.

Al nuovo Capo di SMM, le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro nel nuovo incarico. A breve, gli chiederemo un incontro per illustrargli le problematiche d’interesse  del personale civile, e in particolare quelle connesse alle forti criticità presenti negli Enti industriali della F.A.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 20.06.2019 – Articolo IL FATTOQUOTIDIANO.IT

Allegato 2: 20.06.2019 – Articolo de IL GIORNALE

21.06.2019il video della cerimonia di avvicendamento tra gli amm. Girardelli e Cavo Dragone

 

Notiziario n. 105 del 24 settembre 2018 –

L’ammiraglio Valter Girardelli, Capo di Stato Maggiore della Marina

Continuano, presso le Commissioni Difesa riunite congiuntamente, le audizioni dei Vertici della Difesa,  che si iscrivono nel contesto della “ricognizione” disposta dalle stesse Commissioni in avvio del loro mandato.  E così, dopo l’audizione della Ministra Trenta (Notiziario n. 86 del 9 u.s.), sono venute quelle del Capo SMD gen. Graziano (Notiziario n. 89 del 20 .08.2018)  e del Capo SMA gen. Veciarelli (Notiziario n. 100 del 13.09.2018; e, quindi, del Capo SMM, amm. V. Girardelli, avvenuta il 12 settembre u.s., e della quale ora riferiremo.

Diciamo subito che l’intervento introduttivo del Capo di SMM (su questa stessa pagina ne pubblichiamo il video integrale) è stato estremamente pulito e preciso e ha offerto una panoramica a 360° di Marina Militare. e dei suoi problemi, indicando le sue linee programmatiche  e dedicando spazio, caso infrequente in A.D., anche ai lavoratori civili.

Ha innanzitutto ricordato come l’economia italiana dipenda dal mare, essendo basata sulla trasformazione;  ha fornito i dati di import/export per via mare e quelli relativi ai prodotti petroliferi (per il mare passano l’80% di petrolio e il 42% di gas importati), ha ricordato che i nostri porti intercettano il 30% del transito nel mediterraneo. Ha poi delineato le attività di M.M. che si articolano in quattro “domini”: la difesa nazionale e marittima; il supporto al sistema paese; la cooperazione internazionale e lo sviluppo del potere capacitivo anche in ottica interforze.

Ha quindi indicato le operazioni in corso della M.M.: quelle militari (operazioni “Mare sicuro”; “Sophia”; etc.);  quelle “concorsuali” (nei campi: idroceanografico, segnalamenti e fari, antinquinamento,  bonifica, monitoraggio vulcani, medicina iperbarica, etc.); e, infine , quelle afferenti alla “cooperazione internazionale” (abbiamo rapporti con 25 Marine e sono attivi 33 piani di cooperazione).

Per tutte queste attività,  la nostra M.M mette in campo oggi n. 58 unità navali di prima linea a fronte delle 64 previste, che però si ridurranno solo a 30 tra 15 anni, e dunque in numero fortemente ridotto.  Fortunatamente, è intervenuta la legge finanziaria 2014 che ha stanziato risorse importanti per la costruzione di unità navali di nuova generazione (n. 9 operative già da questo anno), che prenderanno il posto di quelle già andate o che andranno in disarmo (2018, nave Anteo). Servirebbe comunque un maggior efficientamento dello strumento navale, con acquisti di altre unità, in primis sul fronte della attività subacquee e di aviazione.

L’amm. Girardelli ha poi affrontato l’importantissimo tema del parco infrastrutturale della F.A. Ha ricordato che l’età media delle infrastrutture è molto alta, che il deficit manutentivo in essere riduce al 51% la loro  efficienza,  che occorrerebbe pertanto procedere ad un forte ammodernamento per il quale servirebbero circa 70 mln annui, mentre la F.A. ne dispone solo di 13 all’interno del bilancio 2018 del M.D.

Ha segnalato le criticità infrastrutturali degli Arsenali, che si intrecciano con quelle legate alla vetustà dei “macchinari”  e alle carenze di professionalità civili, frutto delle riduzioni operate dalla Legge 244/2012 e dei ripetuti blocchi del turnover, che hanno aperto un buco sotto il profilo della trasmissione dei saperi.

Quindi, il richiamo alle problematiche del personale, definito “il grande capitale della Marina”. Il personale militare è oggi pari a 29.000 unità (34.000 previsti), che dovranno diventare 26.800 al 1.1.2025. Una previsione del tutto insufficiente, che renderebbe problematica la tenuta in efficienza dello strumento militare, per il quale servirebbero minimo 30.000 unità. Un appello indiretto a modificare la legge 244/2012, sembrerebbe.

In questo contesto si iscrive anche la situazione critica del personale civile: 9.400 unità in organico, ma molti di meno in termini di effettivi in particolare nei ruoli tecnici, anch’esse comunque in riduzione da qui al 2024, che hanno “un ruolo fondamentale nelle attività manutentive presso i tre Arsenali” e un ruolo altrettanto importante nelle attività di studio dei Centri Tecnici, in quelle del settore cartografico e in quelle del munizionamento.

Le competenze maturate dal personale civile, “uniche nel settore navale”, ne fanno “un patrimonio che risulta fondamentale preservare e non disperdere”.

Grazie Ammiraglio, ma per preservarlo servirebbe il “piano straordinario di assunzioni”  che chiediamo da anni.

Che ne dice la Ministra Trenta?

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018 –

Il Capo di SMM, amm. Valter Girardelli

Il Capo di SMM,  amm. Valter Girardelli,  ha incontrato il 26 aprile 2018,  “a quarantanove giorni dallo richiesta” come afferma il loro stesso comunicato unitario, le OO.SS. CGIL, CISL, UIL e UNSA.

Un incontro, va subito detto,  destinato esclusivamente, già in sede di convocazione con lettera del 19 u.s. a firma del Capo del 1° Reparto, alle quattro OO.SS. che, con nota unitaria del 7 marzo 2018, lo avevano richiesto in ragione di “talune rilevanti criticità” non meglio precisate esistenti “in alcune sedi”.

Una esclusione grave, incomprensibile e peraltro irrituale, quella operata dal Capo del 1° Reparto nei confronti delle altre tre sigle tra le quali FLP DIFESA, atteso che la prassi da sempre in atto nel nostro Ministero prevede l’estensione a tutte le sigle rappresentative delle riunioni/incontri in agenda, pur a fronte di richieste provenienti solo da una parte del tavolo o anche da una sola sigla. Come peraltro è avvenuto anche recentemente in ambito SMM, e ci riferiamo alla convocazione di tutte le sigle avvenuta con lettera 1° Reparto del 12.01.2018  pur in presenza di una richiesta arrivata allo stesso 1° Reparto solo da una O.S..

Perché questi comportamenti, così incomprensibilmente difformi, da parte del 1° Reparto di SMM?. Ne riparleremo a tempo debito, l’Amministrazione non dovrebbe mai venir meno al suo ruolo super partes.

L’incontro con l’amm. Girardelli è stato giudicato “deludente” dalle stesse quattro OO.SS. che vi hanno partecipato. Condividiamo il loro giudizio, basta leggere le risposte assolutamente general generiche e prive di impegni concreti venute dal Capo di SMM che, però, nella circostanza, e sempre a leggere il comunicato unitario, ha forse beneficiato di qualche amnesia da parte dei suoi interlocutori.

Proviamo allora a mettere insieme le questioni che, a nostro avviso, necessitavano di risposte e di impegni precisi.

Il punto di partenza non poteva che essere il precedente (e sin qui unico) incontro con l’amm. Girardelli avvenuto in data 9.03.2017. Leggiamone le risultanze dal comunicato unitario CGIL-UIL-FLP DIFESA di allora, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, e confrontiamo gli impegni di allora con i fatti e le risposte di oggi:

E’ grave, a nostro avviso, che sul riordino di Arsenali e CC.TT.,  la F.A. abbia sinora disatteso gli impegni assunti dal Capo di SMM e che lo stesso amm. Girardelli non sia stato chiamato in riunione a chiarire il perché dei ritardi e a intervenire direttamente e operativamente per procedere speditamente in avanti.

Per chiudere il cerchio, c’è un’ultima questione: il riordino del servizio di vigilanza nella sede di Taranto. Il comunicato unitario non ne accenna minimamente, immaginiamo per i contenuti divisivi sul fronte sindacale, eppure se ne è parlato, come si evince dalla nota di CISL Taranto datata 26.04.2018.

La questione, esaminata a livello nazionale nel corso dell’incontro del 30 novembre (vds. comunicato unitario), ha subito una sterzata imprevista, a causa dei precisi impegni assunti da A.D. nel corso dell’incontro dell’11.01.2018 a PERSOCIV per la definizione della mappatura RSU, e poi però disattesi. Un precedente gravissimo, che peraltro ha avuto ricadute dannose in loco, e che di certo andrà chiarito.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data odierna al Capo di SMM la lettera qui allegata con la quale si chiede un incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 02.05.18 – Lettera a Capo di SMM e richiesta di incontro

Allegato 2: 09.03.2017 – Comunicato unitario incontro con Capo SMM

Allegato 3: 30.11.2017-Comunicato unitario riunione SMM vigilanza TA, riordino Arsenali e relaz. sind.

Notiziario n. 11 del 23 gennaio 2017 –

L’amm. Valter Girardelli, Capo di Stato Maggiore Marina

La nostra O.S. è seriamente preoccupata per quanto sta avvenendo in MM, dove, a nostro giudizio, le relazioni sindacali sono in sofferenza a fronte di diversi problemi insoluti, vecchi e nuovi.

Ne è cartina di tornasole il mancato incontro con le OO.SS. da parte del nuovo Capo di SMM, entrato in carica il 22 giugno u.s. Ebbene, da allora ad oggi, sono passati ben sette mesi, e nel corso di questo lungo periodo l’amm. Girardelli non ha trovato il tempo di incontrare le OO.SS. nazionali.  Può darsi che questa mancato incontro sia stato dovuto ai suoi gravosi impegni, che potrebbero avergli sinora impedito di incontrare le Rappresentanze nazionali del personale civile. Tenuto però conto che sette mesi sono francamente un po’ troppi per pensare ad una “indisponibilità da impegni”, è allora più verosimile che il mancato incontro sia il frutto di una qualche disattenzione nei confronti del personale civile e delle sue Rappresentanze, che peraltro fa il paio con le criticità sul fronte delle relazioni sindacali in ambito MM.

Avevamo avuto modo di accennare al problema di cui sopra nel corso dell’incontro con il nuovo Capo del 1° Reparto di SMM  e il nuovo Capo del 3° Ufficio di SMM avvenuto in data 30 novembre u.s. (si veda il Notiziario n. 139 di pari data). In quella circostanza, avevamo indicato anche gli altri problemi aperti, seppur in termini necessariamente generali: dalle problematiche, tuttora in essere, conseguenti al riordino di Arsenali e Centri Tecnici, alla necessità di maggiore informazione sul fronte dei processi di riorganizzazione/razionalizzazione della F.A.; dalla importantissima partita legata all’adeguamento degli organici degli Enti MM, con le previsioni d’impiego del personale civile e le relative attribuzioni di incarichi e responsabilità, alle questioni legate alla formazione; dalle problematiche relative agli ex militari transitati all’impiego civile, alle relazioni sindacali locali. Dunque, un quadro a tutto tondo, quello da noi fatto nel corso della riunione del 30 novembre u.s., che siamo sicuri il 1° Reparto avrà puntualmente rappresentato ai piani alti di palazzo Marina, però – purtroppo – con zero risultati sino ad oggi, atteso che i problemi crescono e si acuiscono, in particolare sotto il profilo del deficit informativo.

Se ne è avuta l’ennesima conferma qualche giorno fa in quel di BRINDISI, più precisamente a MARISTANAV, dove è scoppiato una forte polemica a seguito della pubblicazione, non preceduta da alcuna informazione alle OO.SS., del c.d. “foglio d’ordini, il  n° 51 del 21.12.2016 (che pubblichiamo ad ogni buon conto su questa stessa pagina in allegato 2) che dispone, a partire dal 1.1.2017, la  rivisitazione dell’organizzazione deputata alla gestione amministrativa delle risorse della FA, anche in relazione delle norme introdotte dal D. Lgs. 18.04.2016, n. 50 (nuovo codice dei contratti pubblici, che pubblichiamo anch’esso su questa stessa pagina in allegato 3).

Il problema su BRINDISI (ma non solo, anche su Mariscuola La Maddalena, per esempio)  è nato dalla convinzione che il MARISTANAV, la Sezione Staccata di Supporto diretto e le Unità Navali amministrate, attraverso la riclassificazione di cui al foglio d’ordine 51, sarebbero diventati reparti dipendenti da MARISTANAV TARANTO, perdendo così l’autonomia amministrativa. Da qui, le diverse iniziative sindacali,  all’interno di Marina Miliatre ma anche pubbliche, finalizzate a lanciare l’allarme ed ad avviare forti azioni di contrasto.

Di fronte a questo problema,  la F.A. è corsa rapidamente ai ripari, e ha convocato in data 12 u.s. le Rappresentanze locali, negando il declassamento della base brindisina e affermando invece l’intendimento addirittura di potenziarla. Precisazioni queste di cui prendiamo atto, ma che andranno ovviamente verificate in concreto, motivo per il quale attenzione e vigilanza devono restare alte. Quello che però preme qui segnalare è come l’innesco del problema sia ancora una volta avvenuto per un grave deficit informativo da parte di Marina Militare, colmato solo ex post con la nota SMM n. 2144 del 12 u.s, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4.

Un problema enorme, segnalato anche da altre OO.SS., rispetto al quale abbiamo ritenuto di intervenire presso il Ca SMM, al quale abbiamo inviato il 16 u.s. la lettera con richiesta d’incontro, che pubblichiamo in allegato 1 sempre su questa pagina.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 16.01.2017 – Lettera di FLP DIFESA al Capo SMM con richiesta d’incontro

Allegato 2: 2016.12.21 SMM – FOM 51 – Classificazione Amministrativa  Organismi  Marina Militare dal 01.01.2017:

Allegato 3: Decreto Legislativo 18.04.2016, n. 50 – nuovo codice appalti

Allegato 4: SMM fg. n. 2144 del 12.01.2017 – rivisitazione organizzazione gestione risorse

Notiziario n. 78 del 23 giugno 2016 –

L'amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia
L’amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia

Addio con il botto, quello di ieri dell’amm. Di Giuseppe De Giorgi,  che ha lasciato il timone della Marina Militare nelle mani del Capo di Gabinetto della Ministra Pinotti, amm. Valter Girardelli. La cerimonia di cambio delle consegne, avvenuta sul piazzale di palazzo Marina in una cornice bella e accogliente, ha avuto un “prima” davvero irrituale e sorprendente, che ha colpito tutti e imbarazzerà sicuramente qualcuno.

Ebbene, nei minuti che hanno preceduto la cerimonia ufficiale e dunque prima dell’arrivo delle Autorità (Ministra Pinotti, Ministro Alfano, Sottosegretario Rossi, Capo SMD, Capi SM FF.AA., Cte Gen. CC, SGD), circondato da giovani marinai plaudenti in attesa di schierarsi e mentre gli altoparlanti diffondevano le musiche de “Il Gladiatore”,  ha pronunciato parole durissime, le più pesanti delle quali sono apparse queste: Sono l’ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso da fonti anonime, avrò la mia vendetta in un modo o nell’altro”,  ancorchè poi ridimensionate a “battute”.  Dichiarazioni certo legate all’amarezza e alla sofferenza per questo addio, che interrompe una brillante carriera e ottime prospettive future (si era anche parlato di un incarico al vertice della Protezione Civile), e che appare legato all’inchiesta di Potenza conosciuta come “Tempa Rossa”  e anche al coinvolgimento sui c.d. “festini a bordo” innescato da un dossier anonimo, che ha verosimilmente indotto il Governo ad accelerarne la sostituzione al vertice di M.M., al quale era stato chiamato su proposta del Ministro Di Paola  in dicembre 2012, entrando poi in carica il 28.01.2013.

Ma parole pesanti l’amm. De Giorgi li ha pronunciate anche nell’intervento di commiato ufficiale di fronte alle Autorità presenti, che ha salutato e ringraziato, ma alle quali ha comunque ricordato che la nostra navigazione non è stata sempre calma , e sapete a cosa mi riferisco. Gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi. Soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”. 

“Interessi occulti”, una denuncia forte da parte di De Giorgi,  che ha messo in palese difficoltà anche la stessa Ministra la quale, sollecitata dai giornalisti a fine cerimonia, si è solo augurata che “che questi interessi occulti non ci siano”. Un po’ poco, francamente.

Naturalmente, nel suo intervento, l’amm. De Giorgi ha ripercorso i 3 anni e mezzo del suo incarico e i risultati ottenuti.  Tra i meriti che si è giustamente attribuito, quello in particolare legato alla “legge navale”, che – ha osservato l’amm. De Giorgi – ha impedito “la morte della flotta”  avendo ottenuto “la conferma delle 10 FREMM ma soprattutto di dar vita a una famiglia di navi innovative che segneranno il futuro delle costruzioni navali anche a livello internazionale,  navi economiche nella gestione, rispettose dell’ambiente, polivalenti, che daranno un contributo determinante alla sicurezza nazionale e alla difesa degli interessi vitali del Paese”.  Lascia “16 navi maggiori 16 navi maggiori e due unità minori”. Non è poco.

Nessun accenno, invece,  da parte dell’amm. De Giorgi, al progetto di difesa disegnato dal Libro Bianco  che invece è stata al centro dell’intervento del Capo di SMM subentrante oltre che – ma questo era più scontato – di quelli di Ministra e Capo di SMD.  Come è noto a tutti, l’amm. De Giorgi non ha condiviso molte delle scelte del Libro Bianco, in particolare quelle legate al potenziamento del ruolo di SMD a discapito delle FF.AA.,  e non è certo un caso che finora quelle scelte non siano approdate all’attuazione. Da oggi, forse, il percorso sarà molto più spedito. E a chi, come noi, le scelte del Libro Bianco sono apparse sin dall’inizio poco convincenti, le posizioni al riguardo dell’amm. De Giorgi sono apparse certo apprezzabili.

Infine i saluti e i ringraziamenti, indirizzati anche alle Confederazioni Sindacali  e pure alla FLP DIFESA, e la cosa ovviamente ci ha fatto particolarmente piacere.  Buona fortuna davvero, amm. De Giorgi!

Pubblichiamo di seguito il video della cerimonia e  il testo dei discorsi degli ammm. De Giorgi e Girardelli.

(Giancarlo Pittelli)

Il video integrale della cerimonia  

Allegato 1: Il discorso di commiato dell’amm. Giuseppe De Giorgito

Allegato 2: Discorso di assunzione dell’incarico dell’amm. Valter Girardelli

Notiziario n. 54 del 2 maggio 2016 –

L'amm. Valter Giradelli, nuovo Capo di SMM
L’amm. Valter Giradelli, nuovo Capo di Stato Maggiore Marina

Il Consiglio dei Ministri (CdM),  che si è tenuto nella mattinata del 29 aprile u.s., ha provveduto ad una serie di nomine importanti, in particolare quelle relative ai Vertici di settori della Sicurezza e Difesa (pubblichiamo su questa pagina in allegato il comunicato stampa di Palazzo Chigi).

Alla direzione del DIS (Dipartimento Informazioni e Sicurezza, la nostra intelligence esterna) è stato chiamato, in sostituzione dell’ambasciatore G. Massolo, il prefetto Alessandro Pansa, attuale capo della Polizia; a quella dell’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza, la nostra intelligence interna), in sostituzione del gen. dei CC A. Esposito, è stato nominato il gen. Mario Parente, anch’egli dell’Arma; al vertice della Polizia di Stato, in sostituzione del prefetto Pansa, è stato chiamato l’attuale Prefetto di Roma, Franco Gabrielli; l’attuale Comandante in seconda, gen. Giorgio Toschi, è stato promosso a Comandante Generale della Guardia di Finanza;  al gen. di divisione dell’Esercito, Carmine Masiello, è stato invece affidato l’incarico di consigliere militare del Presidente del Consiglio; infine, l’amm. Valter Girardelli, attuale Capo di Gabinetto della Ministra della Difesa R. Pinotti, è stato nominato nuovo Capo di Stato Maggiore della Marina in sostituzione dell’amm. Giuseppe De Giorgi, che verosimilmente paga il coinvolgimento nell’inchiesta petrolio che sta portando avanti la Procura di Potenza, e che ha registrato parecchio clamore sui media anche per aver portato alle dimissioni di Federica Guidi, già Ministro dello Sviluppo Economico.

Proviamo, come sempre, a tracciare un piccolo profilo dell’Ufficiale posto al vertice della Marina Militare.

Il nuovo Capo di SMM è nato a Rovereto (Trento) il 22 luglio 1955. Sposato, ha conseguito due lauree, entrambe con lode, la prima in Scienze internazionali e diplomatiche e la seconda  in Scienze marittime e navali.  Ha frequentato l’Accademia Navale dal 1974 al 1978; ha quindi comandato la nave da trasporto acqua Busento.  Il 1.01.1987 è stato promosso Capitano di Corvetta, e ha poi rivestito diversi incarichi, tra i quali quello di Capo servizio addestramento del Comando in Capo della Squadra Navale. Promosso Capitano di Fregata,  ha comandato la Fregata antisommergibile Scirocco.  Capitano di Vascello dal 1.07.1998, ha svolto presso lo SMM l’incarico di Capo Ufficio Pianificazione Generale e Finanziaria (PGF) e delle Forze.  Ha poi comandato la portaerei Giuseppe Garibaldi, e quindi è stato destinato a STAMADIFESA con l’incarico di Capo Ufficio PGF. Promosso prima Contrammiraglio in data 1° gennaio 2004 e successivamente  Ammiraglio di Squadra dal 1.01.2013,  dal 16 settembre dello stesso anno ha ricoperto l’incarico di Vice Segretario Generale e DNA.  Infine, in data 10 marzo 2015, è stato nominato dalla Ministra Pinotti Capo di Gabinetto della Difesa, incarico che attualmente disimpegna nel nostro Ministero.

All’amm. Valter Girardelli, le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro nel nuovo incarico.

Con l’occasione, informiamo i colleghi che lo stesso Consiglio dei Ministri del 30 aprile u.s.  “su proposta del ministro della Difesa Roberta Pinotti, del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, del ministro dell’Interno Angelino Alfano, della Giustizia Andrea Orlando e dell’Economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato un decreto legge di proroga delle missioni internazionali delle Forze armate e delle forze di polizia….. Il provvedimento comprende anche un incremento del contingente del personale delle forze armate impiegate nell’operazione “strade sicure” che raggiungerà una consistenza complessiva di circa 5.500 unità”  (nota dell’Agenzia Nova, 30 aprile, 09:01).

In ultimo, informiamo i colleghi che, sempre nella stessa riunione del 30 u.s., il C.d.M. ha adottato in via definitiva il “Regolamento sulla valutazione della performance nella P.A., in attuazione del D.L. 90/2014 che, come si ricorderà, ha trasferito all’ANAC i compiti che il D. Lgs 150/2009 aveva affidato alla CiVIT.  Ritorneremo a breve sulle novità, anche per i riflessi che potrebbe avere nel nostro sistema di valutazione.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Comunicato stampa di palazzo Chigi – Consiglio dei Ministri del 29 aprile

Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 –

Il tavolo istituzionale su Taranto 19.10.2015
Il tavolo istituzionale su Taranto con i SS.SS.SS. De Vincenti e Rossi 19.10.2015

E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno solo 1 milione di euro…. E, invece, arriveranno a Taranto tutti i 37 milioni ancora mancanti: lo ha deciso il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che, nella riunione preparatoria del 10 u.s., ha deliberato di rendere disponibili le predette risorse per le necessità produttive dell’Arsenale ionico.

Quanto sopra all’interno del “contratto istituzionale di sviluppo per Taranto”, del valore complessivo di 800 mln di € in fase attuale di sottoscrizione,  che inizialmente non prevedeva risorse per l’Arsenale.  E’ stata la straordinaria battaglia  unitaria delle OO.SS. locali e delle RSU dello Stabilimento a traguardare questo importantissimo risultato, prima “imponendo” all’attenzione del Tavolo istituzionale le criticità dell’Arsenale,  e poi ottenendo, in seno allo stesso, che una parte degli 800 mln. per Taranto fossero destinati all’ulteriore finanziamento del piano Brin e al rilancio produttivo.  Una straordinaria battaglia unitaria condotta da OO.SS/RSU, che ha visto la mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle Istituzioni locali,  a partire dal Comune e dai parlamentari locali (si legga in allegato 3 la nota unitaria).  E i risultati continuano ad arrivare: un emendamento al DDL stabilità (comma 261 ter) dell’on. Duranti, già approvato alla Camera, porterà a Taranto 1,5 mlm di €  per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizie e manovalanza.

Unità sindacale, costruzione di un fronte largo e coinvolgimento delle Istituzioni: sono le pietre sulle quali è stato costruito questo straordinario successo. Un esempio davvero, che speriamo non rimanga isolato.

A la Spezia ed Augusta, le sedi degli altri due Arsenali, non si registrano accadimenti altrettanto positivi. Non c’è notizia di risorse in arrivo per i due Arsenali, uno dei quali (La Spezia) è situato in terra di Liguria, così cara (anche elettoralmente) alla nostra Ministra Pinotti. Si sperava nella legge di stabilità, ma la speranza sembra essere proprio andata vana, e d’altronde i soldi a Taranto sono arrivati via CIPE e non via Ministero Difesa: abbiamo già ricordato le parole della Ministra Pinotti a Taranto a luglio scorso….

A La Spezia, prosegue la discussione  sul ruolo e sul futuro dello Stabilimento locale nel contesto della più generale riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, che per la città spezzina, in senso allargato, significa anche il CSSN di San Bartolomeo ed il CIMA di Aulla.  In aggiunta, cosa altrettanto importante,  è in corso il dibattito relativo alla possibile scelta di Spezia e del suo Arsenale come sede per la demolizione delle unita navali della MM una volta dismesse, che intreccia tra di loro le problematiche produttive dello Stabilimento e quelle ambientali, giustamente attenzionate dai cittadini.  Una scelta su cui la FLP DIFESA spezzina  ha espresso la propria forte contrarietà,  esternandola peraltro in una assemblea del personale, anche in ragione dell’idea a suo tempo prospettate proprio dal Capo di SMM  di fare di Spezia e della sua base navale un centro di ricerca, sviluppo e formazione. E in città  è oggi in corso una raccolta di firme su una petizione diretta al Sindacao Federici che chiede lo stop del “progetto demolizioni”.

Ad Augusta, invece, l’attenzione è stata attratta dalla notizia che il bacino GO59, l’unico funzionante,  verrà trasferito a MARISTANAV Brindisi”, con le immaginabili negative ricadute in loco.

Il tutto, mentre il riordino dei tre Arsenali e dei Centri Tecnici di MM procede al buio, in assenza di informazioni e di confronto vero con le Parti sociali, come abbiamo avuto modo di denunciare nel nostro Notiziario n. 131 del 9 dic. u.s., che recava in allegato la lettera inviata da FLP DIFESA al Capo di SMM che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

Una denuncia forte, la nostra, che ha già avuto qualche seguito, tra cui la nota unitaria di OO.SS./RSU Arsenale di Taranto che conferma la nostra denuncia (vds. allegato 2 su questa stessa pagina).

Urge un incontro nazionale, lo ripetiamo, per parlare del riordino Arsenali  e di quanto annesso e connesso: piani industriali; assunzioni; risorse; etc..

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.12.2015 Lettera a Capo di SMM su riordino Arsenali 

Allegato 2: 18.12.2015-Nota unitaria OO.SS./RSU Taranto rordino Arsenale

Allegato 3: 12.12.2015 – Comunicato stampa unitario OO.SS./RSU 35 milioni CIPE

Aggiornamento 23.12.2015: Delibera per risorse Arsenale Taranto – Comunicato Stampa CIPE

Notiziario n. 94 del 10 settembre 2015 –

Una suggestiva immagine notturna dell'Arsenale di La Spezia
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia

Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta  (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito,  risultano nei decreti definiti  solo sino al primo  livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.

Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc..  Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.  Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi  dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).

In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione,  l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C:  8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto).  Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi  per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.

C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM.  A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali  le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche,  e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne  gli sviluppi e/o le risultanze  (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.

Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.09.2015 Lettera FLP DIFESA su sch. DM Arsenali MM

Allegato 2: 03.09.2015 – Lettera SMM con schemi DD.MM. Arsenali MM

Allegato 3: 22.05.2015 – lettera SMM con proposta struttura completa Arsenali MM

 

Notiziario n. 17 del 9 febbraio 2015 –

L'Arsenale MM di Augusta
L’Arsenale MM di Augusta

La Marina Militare ha deciso di forzare la mano e le tappe sul riordino degli Arsenali MM, una forzatura che fa il paio con quella portata avanti, pur non da sola, sulla vicenda legata alla “legge navale” che ha sortito una denuncia pubblica da parte di un autorevole membro del  Parlamento.

Partiamo da quest’ultima vicenda.  E’ noto che l’amm. De Giorgi, Capo di SMM, vuole fortissimamente il rinnovo della flotta navale, a suo giudizio ridotta quasi ai minimi termini, come ha ripetuto anche nel corso dell’audizione del 12 novembre in Senato: entro il 2025, delle attuali 60 navi (di cui, a suo dire,  mediamente operative solo in 20),  in  54 dovranno essere dismesse  e verranno sostituite da una trentina di nuove unità, per le quali si prevede una spesa complessiva di 10 mld.  Di questo si è discusso in Commissione Difesa della Camera, che in data 4.12.2014 ha espresso parere favorevole sull’A.C. 116 (programma navale)  ma condizionandolo  a una serie di richieste non di poco: ricerca del dettaglio sulle unità da dismettere;  garanzie da parte delle imprese assegnatarie; trasparenza sui contenuti degli accordi negoziali tra A.D. e le stesse imprese;  richiesta al Governo di diversi chiarimenti sulla spesa per armamenti posta a carico del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico),   mentre il 20 gennaio ha dato sempre parere positivo all’A.C. n. 128 (Schema DM sulle modalità di utilizzo dei contributi pluriennali), ma anche questa volta condizionato. In primis, alle richieste precedenti su A.C. 116, ribadite dalla Commissione perché ancora inevase dall’AD, che evidentemente fa difficoltà ad accettare quanto previsto dalla L. 244 sul controllo parlamentare della spesa per armamenti; in secondo luogo, ad un ulteriore e pesante vincolo relativo alla prima tranche dei finanziamenti, pari a 5,4 mld di euro, somme già trovate e iscritte al bilancio del MISE, con un risparmio secco di quasi 1,5 mld di interessi su mutui.  Ebbene, il relatore on. Scanu ha avuto l’ardire di chiedere che questo 1,5 mld. risparmiato fosse destinato al miglioramento dei conti pubblici, e non impegnato in altre navi.  Immediata è stata la reazione dei poteri forti della Difesa, come denunciato dallo stesso on. Scanu,  che aveva già detto di “essere stato fatto oggetto di continue pressioni, provenienti da parti diverse, miranti a indurlo a rivedere la sua proposta di parere”  (vds. resoconto 4.1.2014, sul nostro sito). Senza risultato, però, atteso che il parere è rimasto quasi lo stesso. Pubblichiamo su questa stessa pagina i  pareri e i resoconti parlamentari in argomento e un articolo di novembre u.s. sull’argomento del Fatto Quotidiano.

La seconda vicenda riguarda invece il riordino degli Arsenali M.M., che SMM sta  portando avanti in modo sostanzialmente unilaterale, senza un vero confronto con il Sindacato.  Una circostanza non nuova per la M.M.  che da anni riordina e modifica le proprie strutture con direttive e o.d.g.  a firma del Capo SMM senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionali, come fanno invece SMA e SME.  Alla luce dei problemi intervenuti nel riordino dei MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marina (ex Maridipart),  subito dopo l’entrata in vigore del D.Lgs.  7/2014,  avevamo chiesto al Capo del 1° Reparto di MARISTAT di costruire un percorso di riordino che coinvolgesse le OO.SS.,  e di orientare le scelte nella direzione indicata dal D.Lgs. 7 (“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile”) e dalla Ministra Pinotti.

Nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale sull’argomento (13.11.2014,  vds, Notiziario n. 118), il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, delineò le linee portanti di questo riordino, illustrate nel documento poi consegnato alle OO.SS., che ripubblichiamo sul nostro sito insieme con la nota pervenuta recentemente  (e tardivamente) da MARISTAT alle OO.SS. nazionali.  Non riproporremo qui le considerazioni a suo tempo svolte da FLP DIFESA e riportate nel Notiziario n. 118,  ci preme solo ricordare le nostre valutazioni sul modello organizzativo proposto da SMM, rispetto al quale avevamo rappresentato la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino”. Questo avevamo detto.  E’ chiaro allora come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse  possibile scendere più in dettaglio sul modello organizzativo dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”,  in modo più rispettoso sia delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che delle linee programmatiche della Ministra Pinotti espresse in Parlamento (vds. Notiziario n. 25 del 17.03. 2014), che apparivano disattese.     Ma oltre che sperarlo, pensavamo che una seconda riunione con le finalità di cui sopra agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM,  che, al pari di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, fissasse configurazione base, organico e regole d’ingaggio che, proprio perché convenute sul tavolo nazionale, costituissero il punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali  e le RSU, chiamate a definire a valle, negli aspetti più specifici, configurazione e dimensionamento dei tre Arsenali.

Ebbene,  abbiamo sinceramente sperato che MARISTAT imboccasse decisamente questa strada. Ad un certo punto, ne eravamo quasi sicuri e attendevano per questo la convocazione del tavolo nazionale. E invece, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto e quindi, avendo evidentemente  lo SMM considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM fissato dalla road map, MARISTAT ha dato  il via libera ai confronti locali, e ancora una volta, come è oramai costume consolidato di questa F.A. nell’era De Giorgi,  senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionaliChe è arrivata tardivamente, con la nota pubblicata su questa stessa pagina, e comunque dopo il nostro intervento conseguente al sorprendente avvio del tavolo di Augusta.

Ma lì, come era immaginabile, si è aperto subito un forte contenzioso con OO.SS. ed RSU, che hanno registrato una proposta della Direzione Arsenale addirittura peggiorativa rispetto a quella già estremamente limitativa di MARISTAT presentata al tavolo nazionale il 13 novembre u.s.. Una proposta così indigeribile, evidentemente, che ha dato luogo alla messa a punto di un documento unitario di tutte le sigle presenti nell’Ente e delle RSU, che pubblichiamo su questa stessa pagina. Un documento estremamente lucido e dettagliato, che invitiamo tutti a leggere integralmente, nel quale ci riconosciamo quasi pienamente come FLP DIFESA nazionale,  atteso che in esso sono presenti analisi e considerazioni  ripetutamente da noi svolte in nostri precedenti Notiziari, anche dedicati alla vicenda Arsenali.

Ad Augusta, si sta celebrando in queste ore un rito abbastanza scontato.  Innanzitutto,  e non è un caso a nostro avviso,  che la scelta della sede del primo confronto locale sul riordino degli Arsenali   sia stata Augusta, e cioè quella dove il precedente riordino di MARISTANAV e COMANDI MARINA ha registrato il minore conflitto tra le Parti, scoppiato invece in grande stile a Taranto e soprattutto a La Spezia.

In secondo luogo, in questo primo confronto, abbiamo assistito ad una sorta di gioco delle Parti, in cui la locale Direzione fa proposte ampiamente peggiorative con l’intento, alla fine, di portare a casa qualche altro punto rispetto a quelli già presenti nel modello nazionale, già ampiamente insufficiente, segnando così una traccia anche per quelli che MARISTAT prevedibilmente ritiene i confronti locali più ostici (TA e SP).

Quale è allora l’obiettivo finale di questo percorso? Molto semplice: la militarizzazione degli Arsenali Militari, l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria delle maestranze civili. Questo è il disegno che si vuole far passare,  questo è il disegno che forzatamente persegue  SMM  per il riordino degli Arsenali della Marina Militare, e che appare in un qualche modo parallelo e alquanto complementare alle forzature denunciate dall’on. Scanu sulla c.d.  “legge navale”.

Ma è proprio questo il disegno che non deve passare in nessun modo, e che pensiamo non passerà per l’azione di contrasto forte alla quale il Sindacato tutto è chiamato, quello nazionale e quello locale. FLP DIFESA apre da subito la vertenza: avvieremo nei prossimi giorni una campagna di mobilitazione dei lavoratori con assemblee aperte in tutti e tre gli Arsenali, denunceremo ai media il tentativo di militarizzazione, e assumeremo iniziative forti presso Ministra e Commissioni Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota unitaria OO.SS.-RSU Arsenale MM Augusta

Allegato 2: 13.11.2014 – La proposta iniziale di SMM di riorganizzazione degli Arsenali MM

Allegato 3: 30.01.2015 – nota SMM su riordino Arsenali MM

Allegato 4: 04.12.2014 – Resoconto Commissione Difesa Camera

Allegato 5:20.01.2015 – Resoconto Commissione Difesa Camera 

Allegato 6: 27.11.2014  ilfattoquotidiano.it sulla legge navale

capo di stato maggiore marina


L’audizione del 30 luglio u.s. di fronte alle Commissioni parlamentari Difesa del nuovo Capo di SMM, Amm. Cavo Dragone. Intervento iniziale molto istituzionale e misurato nei toni e nei giudizi; la parte più interessante invece quella con le risposte alle domande dei parlamentari. Una delle quali ha riguardato il personale civile, e il Capo di SMM ha affermato la “peculiarità” dei compiti e delle funzioni civili e la necessità di tutelarla. Il problema è però come affermarla e poi tutelarla. La nostra idea al riguardo

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