Foto della manifestazione di FLP DIFESA del 6.07.2012 contro la Legge 244/2012
Nel pomeriggio di ieri 5 dicembre, si è tenuto nella sala Diaz di Palazzo Difesa l’incontro richiesto dalla nostra O.S. al Capo di SME (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 112 dell’11.10.2018 sull’incontro con il gen. Farina) per l’illustrazione dei criteri in ordine all’ implementazione in ambito Esercito della Direttiva SMD/SGD, che era stata a suo tempo calendarizzata per il 30 gennaio 2017, ma poi non effettuata.
Come si ricorderà, la Direttiva (che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1), esito conclusivo del protocollo del 2.05.2016 (si veda il Notiziario n. 55 di pari data) ed emanata dai due Vertici di area in data 4.07.2017 dopo il confronto con le OO.SS., delinea i criteri per l’impiego del personale civile nelle tre diverse aree del M.D. – Area Operativa (T/O) – Area Amministrativa (T/A) e Area Industriale (T/I) -, che riteniamo apprezzabile nei contenuti per le aree T/A e T/I, mentre per l’area T/O il nostro giudizio è stato sin dall’inizio negativo.
L’incontro si è aperto con la relazione del V. Capo RGF, gen. F. Argiolas, che aveva al suo fianco e ha presentato alle OO.SS., il nuovo Capo Ufficio OO.FF.col Riccardo Fambrini, al quale abbiamo fatto i nostri auguri di buon lavoro.
Il gen. Argiolas ha segnalato come la F.A sia oggi impegnata nell’allineamento di tutti gli organici di Ente al Decreto Ministeriale 29.06.2016, il quale, rispetto ai numeri attribuiti alla Difesa dal DPCM 22.01.2013 (n. 27.894), ha individuato i profili professionali – di cui al Nuovo Sistema di Classificazione, CCNI 3.11.2010 – distribuendoli per Regione e per Organo Programmatore, e fissando per l’Esercito una dotazione complessiva di 9.498 unità (sullo sfondo, i vincoli imposti dalla legge 244/2012 e dal D. Lgs. 7/2014, che fissano in 20.000 gli organici del personale civile al 31.12.2024, di cui 6.300 per l’Esercito).
L’allineamento di cui trattasi implica la riduzione di 2.362 posizioni complessive (n. 11.860 previsti dagli organici 2017 meno le n. 9498 posizioni attribuiti dal DM 2016 all’Esercito), ed è in questo quadro che la Direttiva SMD/SGD va a collocarsi, e la cui attuazione non potrà che avvenire in modo graduale. I settori d’impiego sono quelli previsti dal protocollo (espressa qualche riserva solo sugli RSPP), e in merito all’attribuzione degli incarichi di area 3^, in sintonia con la Direttiva, i Funzionari potranno essere titolari di elementi di organizzazione (Sezioni) ma “in maniera concorrente con il personale militare”.
Il punto di riferimento sono, per la FA, gli incarichi attribuiti ai TColonnelli che, allo stato, rispetto alle 2.469 unità presenti, sono titolari di elementi di organizzazione solo in numero di 1.779, con una copertura del 72%. E’ questo l’obiettivo della F.A., raggiungere il 72% di titolarità di Sezione anche per i funzionari di area 3^, e dunque, rispetto alle posizioni fissate dal DM 2016 (n. 769), il 72% verrebbe raggiunto con 551 posizioni, 106 in più rispetto alle attuali 445, con un saldo di +106 che dovrà transitare dai TColonnelli ai Funzionari.
In materia di organici, il gen. Argiolas ci ha detto che i criteri fissati per l’adeguamento delle dotazioni di Ente al DM 2016 sono in particolare: il numero degli effettivi dell’Ente; il mantenimento delle posizioni di Capo Sezione anche se non alimentate; la situazione di reale impiego del personale per valorizzarne l’expertise maturata. Allo stato, sono state allineate già dieci Regioni, per le restanti si procederà entro l’estate 2019, e dopo si andrà alla verifica conclusiva coinvolgendo gli stessi Enti. Sin qui il gen. Argiolas.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha voluto innanzitutto ringraziare il Capo SME per la riunione odierna e anche per aver accolto un’altra nostra richiesta, che si è tradotta nella nota del 12 novembre u.s. ai Vertici di settore avente per oggetto “Rapporti con le OO.SS.”, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
In ordine alla Direttiva SMD/SGD, la nostra O.S. ha ricordato la centralità storica del problema “impiego del personale civile” all’interno di A.D., che il Sindacato ha sempre ritenuto sottodimensionato anche nel confronto con i militari, e da qui l’altrettanto storica richiesta della sua “valorizzazione”. Un problema che, ha ricordato la nostra O.S., aveva trovato un punto importante di approdo nella previsione contenuta nell’art. 1 D.Lgs. n.7/2014 (“Regolamento per l’attribuzione di funzioni e compiti al personale civile”), esito positivo della tre giorni non stop del confronto di luglio 2013 sugli schemi di decreti attuativi della legge 244.
Una previsione poi cancellata dalla Ministra Pinotti – in accordo con CGIL, CISL e UIL – e comunicata con nota Gabinetto 14.12.2015, con la previsione di un “protocollo di intesa”, che notoriamente offre molte meno garanzie del Regolamento. Quel protocollo è stato poi sottoscritto in data 2.05.20178, e rinviava, sotto il profilo operativo, ad una specifica Direttiva SMD/SGD che è stata poi emanata il 4 luglio 2017.
La nostra O.S. ha quindi ricordato il giudizio che FLP DIFESA espresse a suo tempo: contenuti apprezzabili per quanto attiene l’impiego in area T/A e T/I, laddove sono individuati con precisione le attribuzioni d’incarico al personale civile, e invece per nulla condivisibili per quanto attiene l’impiego in area T/O, che deve “tener conto delle attribuzioni di comando e d’impiego del personale militare” e con “incarichi di responsabilità” assegnati “in maniera concorrente con il personale militare”, ovviamente dal Dirigente (militare) che non ha mai privilegiato, e continua a non privilegiare, il personale civile. E infatti non è assolutamente cambiato nulla nell’impiego in area operativa, come dimostrano le continue lamentazioni delle OO.SS., anzi per certi versi è oggi peggiorato anche a fronte del combinato disposto tra la cancellazione della tabella di corrispondenza tra ruoli militari e inquadramenti civili del novembre 2013 (Sottufficiali in area 2^) e dalle novità introdotte dal D. Lgs. 94/2017 che prevede lo sviluppo direttivo della carriera dei Sottufficiali.
A nostro giudizio, c’è dunque un problema strutturale in quella Direttiva, che dovrà essere superato, e per questo FLP DIFESA ha espresso alla Ministra Trenta, all’interno della lettera inviata il 10.09.2018 con la nostra “piattaforma”, il proprio convincimento sulla necessità che quella Direttiva venga riscritta nella parte relativa all’impiego in area T/O. Con queste premesse, ha concluso la nostra O.S., pur apprezzando enormemente il lavoro molto serio di RGF che, nelle condizioni date e a fronte dei vincoli imposti dal DM 29.06.2016, ci sembra comunque orientato ad una maggiore valorizzazione del personale civile, in primis di area 3^, che però, a nostro giudizio, non potrà mai traguardare la soluzione ottimale sino a quando la Direttiva non fisserà paletti precisi e attribuzioni altrettanto precise come nelle aree T/A e T/I..
In materia di organici, abbiamo preso atto dei criteri che stanno orientando il lavoro di RGF, segnalando insieme a tutte le altre parti sindacali la necessitò del coinvolgimento, oltre che degli Enti interessati, anche delle Rappresentanze sindacali locali che potranno così fornire contributi importanti.
Abbiamo anche chiesto che, in sede di informazione delle nuove tabelle organiche allineate al DM, la FA non comunichi solo i dati numerici relativi ai diversi profili nelle diverse aree, ma informi le OO.SS. anche per quanto attiene le posizioni rivestite nell’organigramma dell’Ente e l’eventuale attribuzione di incarichi.
Si è parlato, in riunione, anche del “fallimento” della legge 244 del 31.12.2012 (la legge delega per la riduzione dello strumento militare, quella per la quale dovremmo essere in 20.000 al 31.12.2014) e degli obiettivi di riduzione della spesa che si era posta.
Questo argomento sta diventando un mantra sul fronte sindacale, ed è davvero musica per le nostre orecchie che, a suo tempo, fummo l’unica O.S. che scese in piazza contro quella legge con la manifestazione del 6 luglio 2012, di cui riferimmo nel Notiziario n. 94 del 9.07.2012 (clicca) con un titolo illuminante: “Il coraggio di esserci, anche da soli” e con il corredo di tante foto che comparvero il giorno dopo anche su un quotidiano nazionale. Meglio tardi che mai………
La nostra O.S. ha inoltre, ancora una volta, richiesto il recupero delle periodiche sessioni informative sui provvedimenti di riordino della F.A., che RGF non ha più convocato alla luce del nuovo CCNL. FLP DIFESA ha ricordato come queste riunioni abbiano accompagnato, lungo tutti questi anni, i processi di riordino dell’Esercito che forse, anche per questo, sono stati gestiti attraverso un corretto confronto con le OO.SS. e senza conflitti, a tutto vantaggio dei lavoratori ma anche di A.D.
In risposta, il gen. Argiolas ha dichiarato la disponibilità dello SME, che ci auguriamo si concretizzi a partire dalla prossima scheda tecnica sui provvedimenti di riordino in itinere e su quelli attualmente ancora allo studio.
Infine, da parte di molte OO.SS. e noi tra queste, abbiamo riportato all’attenzione di SME le forti criticità ancora in essere nella gestione dei trattamenti stipendiali da parte del CUSE, che peraltro continua a non rispondere nonostante i numeri dedicati e i messaggi inviati.
Nei prossimi giorni, invieremo al Sotto Capo di SME una nota di una nostra struttura territoriale, che fa l’elenco della spesa. Incredibile!
Il Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Salvatore Farina
Un incontro sicuramente positivo quello di ieri pomeriggio con il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, il primo dall’assunzione dell’alto incarico, e che è stato fissato in agenda a seguito della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (vds allegato 4 su questa stessa pagina e Notiziario n. 96 di pari data). Un incontro nel quale il Generale ha manifestato grande attenzione e grande apertura in ordine alle questioni da noi poste.
Dopo il breve intervento introduttivo del Capo di SME, che ha ricordato il ruolo importante delle professionalità civili all’interno della F.A. e la sua piena disponibilità al confronto con le OO.SS., è partito il consueto giro di tavolo. Inutile dire che l’argomento che ha occupato il maggior spazio della riunione, oggetto di intervento anche di altre sigle oltre la nostra, e ancor oggi purtroppo di stretta attualità, è quello relativo alle problematiche del trattamento economico (errori nei cedolini; ritardati pagamenti; improprie decurtazioni; assegni familiari non corrisposti; etc.) che sta diventando quasi un caso nazionale toccando anche il personale militare, come dimostra l’attenzione riservata in questi giorni da alcuni media (pubblichiamo in allegato 1 l’articolo comparso su IL FATTO QUIOTIDIANO.IT di ieri).
Nel suo intervento, FLP DIFESA ha segnalato come il problema nasca essenzialmente dalla centralizzazione sul CUSE (Centro Unico Stipendiale Esercito), con contestuale smantellamento degli Uffici periferici del trattamento economico (ultimi, quelli delle Direzioni di Intendenza) sino ad allora interfaccia di BDUS, una centralizzazione verosimilmente operata in modo molto affrettato (lo avevamo detto a suo tempo…), con gli effetti negativi che oggi si osservano. Un problema, ha rimarcato la nostra O.S., che oggi interessa essenzialmente il personale dell’Esercito. A ciò si devono aggiungere le carenze di carattere organizzativo (“il CUSE non risponde”, è oramai diventato un mantra) e quelle legate all’applicativo SIGE e alla sua interfaccia con gli applicativi BDUS, che è il tramite ultimo di riversamento dei dati a NoiPA ai fini della formazione del cedolino paga.
Di fronte a questo quadro, oggi a tinte un po’ fosche, FLP DIFESA ha rappresentato la necessità di interventi risolutivi di carattere strutturale, ma anche che alcune problematiche possono e debbono essere risolte con urgenza. In primis, che il CUSE “torni a rispondere” agli Enti e anche ai diretti interessati, e si attrezzi per fare il mestiere per il quale è nato: essere collettore dei dati stipendiali, validarli correttamente, e poi rapidamente riversarli a BDUS.
A seguito del nostro intervento, il Capo di SME ha invitato il Direttore del CUSE, Brig. Gen. Fabrizio Sellani non certo casualmente presente all’incontro, a fornire delle risposte. La prima delle quali è stato l’affermazione che il problema interessa tutte le Forze Armate (a noi non risulta, francamente, e non solo a noi per la verità, avendo letto in questi mesi di denunce del problema da parte di altri soggetti, anche il COCER, e di incontri sindacali solo per le problematiche CUSE). Ha poi riferito di un workshop con tutte le FF.AA. al quale sarebbe mancato il Direttore della Direzione per i Sistemi Informativi e dell’Innovazione di NoiPA, dr. F.P. Schiavo, il che appare alquanto preoccupante in quanto denota scarsa attenzione per le questioni che ci riguardano. Infine ha assicurato che il CUSE potenzierà il proprio livello di interlocuzione (più linee telefoniche; FAQ nei “pacchetti d’ordine”; etc.), e dunque tornerà in un qualche modo a rispondere.
A tal riguardo, abbiamo particolarmente apprezzato l’intervento conclusivo del Capo di SME, pragmatico e responsabile, che ha dato la giusta dimensione al problema senza pericolose sottovalutazioni o chiamate in causa di altri soggetti (“il problema c’è, è nostro, e va risolto rapidamente”). Ci ha poi informato di avere già investito del problema la Ministra della Difesa, e che nei prossimi giorni ne riproporrà l’urgenza, anche alla luce del fruttuoso interscambio avvenuto oggi con le OO.SS.. Ha infine affermato di comprendere l’impatto e le ricadute di questi problemi sui lavoratori e sulle loro famiglie, e anche per questo ha assicurato che seguirà personalmente il problema ai fini della sua più rapida soluzione.
L’incontro con le OO.SS. ha trattato ovviamente anche di altre ed importanti questioni poste dalle OO.SS. Per quanto ci riguarda, abbiamo proposto i seguenti temi, anche alle luce di alcuni importanti documenti che abbiamo avuto occasione di leggere (“Linee di indirizzo” del Capo SME, datato 26.03.2018 e “Punto di situazione sui provvedimenti disposti dal Capo di SME” nel primo semestre di mandato, datato 28.08.2018, che pubblichiamo in allegato 2 e 3 sempre su questa pagina) e alla linee programmatiche illustrate alle Commissioni Difesa di Camera e Senato il 20 u.s., di cui abbiamo già riferito nel Notiziario n. 110 del 9 u.s. .
Impiego del personale civile negli Enti Esercito: FLP DIFESA ha segnalato come, a seguito di nostra specifica richiesta, era stata calendarizzata per il 30 gen u.s. un riunione con SME-RGF che prevedeva l’illustrazione della policy di F.A. circa l’implementazione della Direttiva SMD-SGD del giugno 2017 sui criteri d’impiego del personale civile e, alla luce di tale policy, i criteri ispiratori della rimodulazione degli organici degli Enti. Un appuntamento importante, in particolare per chi, come noi, crede che quella Direttiva non abbiamo introdotto alcun significativo elemento di novità in area operativa, anche in abbinata alla fine ingloriosa che ha fatto la tabella di corrispondenza concordata con l’allora SSS Pinotti nel n2013. Preso atto che, sul punto, nessuna direttiva/indicazioni è stata emanata dal Capo di SME, abbiamo chiesto la ri-calendarizzazione della riunione già prevista per il 30 gennaio u.s..
Provvedimenti di riordino: preso atto che l’Esercito ha portato a termine i provvedimenti di soppressione e riorganizzazione che i DD. LLgs. 7 e 8/2014 assegnavano alla F.A., come affermato dal Capo di SME in sede di audizione parlamentare, appare evidente come l’obiettivo fondamentale di riduzione della spesa (strutture e uomini) fissato dalla L. 244 non sia stato centrato appieno, soprattutto sul fronte della spesa per il personale che continua a lievitare, e anzi cominciano ad emergere criticità sotto diversi profili (risorse scarse; esercizio; parco infrastrutturale; addestramento; etc.). Per questo, sarebbe quanto mai utile una riflessione a tutto tondo per introdurre utili correttivi. Preso atto che il gen. Farina ha proposto in audizione di alzare il numero degli organici militari previsti al 31.12.2024, un operazione analoga si imporrebbe, a nostro avviso, anche per la componente civile, ripopolandola con una piano straordinario di assunzioni in buona parte indirizzato verso professionalità tecniche e verso Enti dell’area T/I, e valorizzandole concretamente nell’impiego.
Strategici, al tal riguardo, appaiono il tema della formazione e dell’allevamento della forza di lavoro civile, rispetto al quale abbiamo sollecitato l’avvio di una forte iniziativa affinchè venga recuperato e riavviato con il primo veicolo normativo utile (legge di bilancio 2019?) l’emendamento messo a punto insieme al Gabinetto nel quadro dell’accordo del 5 aprile, sui Centri di formazione (ex Scuole allievi operai) con l’utilizzo di lavoratori civili titolati in qualità di docenti, decaduto con il D.D.L. attuativo del Libro Bianco.
Relazioni sindacali: preso atto linee di indirizzo del Capo di SME (punto 2, let a.: “sono da censurare e stigmatizzare gli atteggiamenti presuntuosi e altezzosi da c.d. satrapi tipici di chi si fa forte con i deboli e debole con i forti”, abbiamo rappresentato le criticità a tutto tondo che ancora si osservano nelle relazioni sindacali territoriali di alcuni Enti. Ultimo esempio, una recente nota del Cte Logistico dell’Esercito che, da una parte non risponde alle diverse richieste delle RSU, e dall’altra raccomanda “di evitare la promiscua presenza nello stesso locale di personale appartenente ad unità organizzative diverse, seppur inquadrate all’interno delle stesso Ufficio” (vedere sul nostro sito per credere). A tal riguardo, la nostra O.S. ha auspicato l’emanazione di una apposita direttiva da parte del Capo di SME, a similitudine di quanto fatto a suo tempo dal predecessore gen. Errico, che produsse buoni effetti.
Infine, abbiamo chiesto che gli incontri tra OO.SS. e Capo di SME assumano una cadenza periodica.
Nella sua risposta, il gen. Farina, ha innanzitutto accolto il nostro invito a periodici incontri con le OO.SS. (il prossimo incontro sarà ad inizio 2019); ha accolto poi la nostra richiesta per una riunione specifica sulla policy di F.A. in materia di impego civile e sui criteri per gli organici, che sarà calendarizzata a breve da RGF; ha dichiarato di condividere l’idea di un piano straordinario di assunzioni e dell’avvio dei Centri di formazione, che porrà all’attenzione della Ministra e anche del Capo di SMD; infine, in materia di relazioni sindacali, approfondirà il tema e avvierà nel caso idonee iniziative al riguardo.
Dunque, un incontro per noi estremamente soddisfacente, auspicabilmente nel segno di una reciproca, permanente e fattiva collaborazione, nell’interesse del personale e in quello dell’Istituzione.
In allegato 5, pubblichiamomo il messaggio del CUSE del 9.u.s. sui pagamenti FUS (saldo 2016 e 2017) e performance (2017).
Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015. E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la terza dall’inizio del mandato, sono emerse la capacità di ascolto e l’attenzione del Generale nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo segni un ulteriore scatto nelle relazioni sindacali nazionali.
L’incontro è stato aperto da una brevissima introduzione del Vice Capo RPGF, gen. Ignazio Gamba, e subito dopo la parola è passata alle OO.SS., che hanno affrontato le diverse problematiche in campo.
Nel suo intervento, FLP DIFESA è partita dalla precedente riunione del 29 luglio (si veda il Notiziario n. 83 di pari data) nella quale le OO.SS. nazionali rappresentarono al Capo di SME tutta una serie di criticità presenti nelle relazioni sindacali di livello locale. Per quanto ci riguarda, segnalammo alla Sua attenzione le problematiche relative a CME Basilicata POTENZA, CERIMANT MILANO e 1° Reggimento Corazzato di TEULADA (CA) e la necessità di un attento monitoraggio in ordine agli “orari delle riunioni sindacali”, oggetto qualche giorno prima di apposita nota del DIPE (prot. 32462 del 23.07.2015, qui pubblicata in allegato 2). Abbiamo dato pienamente atto, e ringraziato, il gen. Errico per avere dato seguito agli impegni assunti per comporre le vertenze in atto: innanzitutto la nota prot. n. 6861 del 10.09.2015 inviata ai Vertici di settore (che pubblichiamo su questa pagina in allegato 3) con la quale ha chiesto Loro di sensibilizzare i Comandanti degli Enti perché “instaurino con la compagine sindacale relazioni improntate alla reciproca fiducia e collaborazione, in linea con l’approccio adottato a livello centrale”, cui ha poi fatto seguito più recentemente una seconda nota, datata 22.12.2015, nella quale, dopo aver precisato che eventuali studi di riorganizzazione degli Enti debbono essere autorizzati da SME ed essere in linea con il riassetto ordinamentale previsto dal D.Lgs. n. 7/2014, ha ribadito i concetti di cui sopra in merito alle relazioni sindacali locali. A ciò si aggiungano le iniziative poste in essere dal DIPE, che ha richiesto agli Enti oggetto delle segnalazioni delle OO.SS. un “sintetico punto di situazione sull’attuale stato delle relazioni sindacali” (che pubblichiamo in allegato 4 su questa pagina) e ha svolto pure videoconferenze. Va dato atto a SME di aver colto le criticità segnalate e di averne dato seguito con le iniziative richiamate.
Ciò premesso, abbiamo però fatto presente che le positive iniziative avviate dal Centro non hanno purtroppo registrato sinora effetti risolutivi in ordine a quelle criticità, che permangono quasi tutte e in alcuni casi (CapoTeulada, per esempio) si sono intensificate. Addirittura incredibile appare quanto avvenuto a Milano dove, nonostante il lodevolissimo e diretto intervento del gen. Puri che aveva portato al ritiro dell’auto sospensione della RSU, il Cte del CERIMANT ha di fatto riaperto il fronte con una non opportuna nota di precisazione recante passaggi ancora una volta virulenti nei confronti di rappresentanti sindacali. Sembrerebbe proprio che, in alcuni Dirigenti locali, le raccomandazioni/indicazioni che vengono dal Capo della F.A. e dai Suoi Uffici non trovino adeguata attenzione e corrispondente riscontro, e la circostanza non può non preoccupare. O come nel caso del Cdo RMN TORINO dove, a fronte delle precise indicazioni del DIPE, le riunioni sindacali continuano ad essere convocate in orario di lavoro, perché (pare sia questa l’opinione del Cte) la nota DIPE si presterebbe ad altre e diverse letture. L’italiano è ostico si sa, ma in questo caso proprio no! Il gen. Errico ha comunque prestato molto ascolto alle cose dette e anche alle carte da noi esibite (alcune anche consegnate), e ha promesso che, dopo i necessari approfondimenti, agirà rapidamente e in profondità.
Queste criticità nelle relazioni sindacali locali stanno diventando purtroppo un gran problema, che appesantisce enormemente il quadro di situazione in un momento di profonda trasformazione della F.A. che reca in sè naturali elementi di tensione, che occorrerebbe limitare al massimo e non invece appesantire. Come è avvenuto al CEDOC di Lecce, con iniziative in materia di controlli del personale che ledono la privacy e il diritto all’informazione preventiva, fatti che, in assenza delle risposte che pur avevamo sollecitato alla F.A., abbiamo già portato all’attenzione del Garante per i provvedimenti del caso. O come è avvenuto nel caso del Comando Logistico EI, con atteggiamenti fortemente penalizzanti il lavoro civile. O come ancora nel caso dell’ Istituto Geografico Militare (IGM), dove il Cte aveva avviato in autonomia uno studio per una nuova riorganizzazione, poi stoppato, dopo l’intervento sindacale, dalla nota del Capo SME del 22.12.2015. O come infine sta avvenendo a CEPOLISPE di Montelibretti, dove RSU e OO.SS. UIL, CGIL ed FLP hanno messo a punto una nota di forte denuncia che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina, e che abbiamo già consegnato a SME. Dunque, come si vede, le vertenze locali non solo non vengono superate, ma tendono addirittura a crescere.
Venendo al piano più generale e nazionale, la nostra O.S. ha messo in luce alcuni recenti accadimenti in ambito F.A. che sembrerebbero divergere dal modello nazionale sinora positivamente sperimentato. Ci riferiamo alla già avvenuta soppressione di SAF e NAF e, ancor di più, al “riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito”, operazioni ambedue avviate senza la benchè minima informazione alle OO.SS. nazionali.
In merito alla soppressione di SAF e NAF, il Capo di SME ha risposto alla nostra nota del 28.10.2015, giustificandone la chiusura con la scarsa domanda (solo il 36% del personale del MD ne ha utilizzato i servizi). Si pone ora il problema del “reimpiego” del personale , su cui per il momento tutto tace.
Ancor più clamorosa appare la vicenda che riguarda il riordino dei servizi amministrativi dell’Esercito che, dopo due anni di studio, è approdato a un modello, del tutto ancora sconosciuto alle OO.SS., che è comunque già in via di sperimentazione dal 1 gennaio u.s. in tre Enti (COMFODIN Padova; Brigata Aosta Messina e Brigata Julia Udine). Da quanto ne sappiamo, e ne abbiamo riferito in riunione, il modello prevede la costituzione a livello di Brigata, CME IR e nel Lazio (Ente ancora non definito) di “Direzioni di Intendenza (DI)” che accentrerebbe le funzioni amministrative a supporto degli Enti dipendenti, e di “Nuclei di Coordinamento Amministrativo (NCA)” a livello di Rgt (CME; Enti anche importanti come IGM e Accademia M.; etc.) che non saranno più in possesso di fondi e materiali propri e non svolgeranno più la gestione finanziaria e patrimoniale, ma opereranno solo a supporto della DI. I Reparti Infrastrutture sarebbero fuori da questo riordino. Incredibile a dirsi, parrebbe che le dotazioni organiche dei DI non prevedano personale civile…. Già operativo, invece, dal 1 gennaio u.s., il cambio di supporto amministrativo per le Basi logistiche. Nel quadro del riordino dei servizi Amministrativi, infine, è anche previsto che il CUSE accentrerà a Roma le funzioni del trattamento economico e la matricola di tutti gli Organismi dell’Esercito, che pertanto non saranno più di competenza dei Servizi amministrativi. Una rivoluzione, non c’è dubbio, che sconvolgerebbe l’attuale assetto di tanti Enti facendo saltare di fatto gli Uffici Amministrativi, e cioè quelli del settore di maggior impiego del personale civile. Incredibile a dirsi, detto progetto di riordino è già operativo in via sperimentale, senza che alle OO.SS. sia mai stata resa alcuna informazione al riguardo. Motivo per il quale abbiamo chiesto al gen. Errico che RPGF convochi rapidissimamente una specifica riunione sull’argomento.
A conclusione degli interventi delle OO.SS., ha preso la parola il Capo di SME. Che, in merito alle criticità locali, ha posto domande, chiesto chiarimenti, e ha assicurato monitoraggio e anche azioni concrete e risolutive. Sulla vicenda SAF/NAF abbiamo già detto. In merito invece al pesantissimo riordino dei Servizi amministrativi, il gen. Errico ne ha confermato l’avvio in forma per ora sperimentale, un riordino che muoverebbe dalla contrazione dei numeri della FA in ragione del riassetto in chiave riduttiva ex L. 244/2014 e sarebbe giustificato da necessità di accentramento/razionalizzazione. Il Capo SME ha però accolto la nostra richiesta di fissare a breve una specifica riunione per l’illustrazione alle OO.SS. del riordino in argomento.
Ci sono stati altri passaggi estremamente interessanti nell’intervento conclusivo del gen. Errico. Il primo, è che i numeri di personale civile della FA sono in equilibrio con le previsione del D.Lgs. n. 8/2014. Il secondo, molto più interessante, è che, in ragione della scarsità di risorse e del turnover, le manutenzioni degli Stabilimenti saranno affidate all’industria privata con contratti decennali. In alternativa, o magari anche solo come tappa intermedia, il gen. Errico ha prospettato la possibilità di un transito dei Poli dentro Agenzia Industrie Difesa, ipotesi su cui sarebbero in corso i primi approfondimenti con il D.G. di AID, ing. Anselmino. Al quale FLP DIFESA non a caso ha già chiesto un incontro (vds Notiziario n. 3 del 9 u.s.).
Bisogna dare atto al gen. Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, di aver onorato in tempi anche rapidi l’impegno assunto con le OO.SS. nel corso del primo e precedente incontro del 9 giugno u.s., forzatamente limitato ad un breve saluto per suoi sopraggiunti impegni, nel quale, accogliendo la richiesta unanime del tavolo sindacale, aveva rinviato ad una successiva riunione il confronto di merito sulle problematiche relative al personale civile impiegato negli Enti della F.A e sui contenuti del Libro Bianco.
In avvio di riunione, il gen. Errico ha salutato i presenti e ceduto la parola alle OO.SS., dichiarandosi interessato a discutere delle questioni del personale civile , che costituisce parte importante della F.A..
FLP DIFESA ha innanzitutto ringraziato il Capo di SME per la riunione odierna, e ha formulato l’auspicio che, per il futuro, questi incontri non costituiscano solo il tradizionale appuntamento in avvio di incarico, ma assumano una caratteristica di periodicità al fine di consentire un utile interscambio di opinioni, nella fase di difficile e complessa trasformazione quale è quella che la F.A. sta vivendo in relazione ai provvedimenti di riordino connessi al D. Lgs. 7/2014 e a quelli eventuali ed ulteriori legati al Libro Bianco. A nostro avviso, uno scenario così complesso lo si governa anche attraverso un sistema di relazioni sindacali mature e responsabili che, nel pieno rispetto dei diversi ruoli e competenze, realizzi momenti di confronto e non di scontro, di collaborazione e non di contrapposizione tra le Parti, evitando il più possibile i conflitti. A parere di FLP DIFESA, questa condizione è da tempo consolidata sul piano nazionale e meno invece a livello locale, dove in alcuni Enti (Milano; Teulada; Potenza; etc., ne hanno fatto cenno anche altre OO.SS.) i Dirigenti esibiscono comportamenti letti come ostili, che poi innescano conflitti con le OO.SS/RSU e conducono inevitabilmente a contenziosi anche aspri, che hanno un prezzo evidente per i lavoratori ma anche per la stessa F.A.. Rispetto a questo stato di cose, a parere della nostra O.S., è necessario che cresca davvero in tutta la F.A. la consapevolezza “che le relazioni sindacali siano orientate alla risoluzione delle problematiche esistenti, evitando l’insorgere di conflittualità e contrapposizione e cercando di mantenere un clima di fattiva collaborazione”, come recita una recente nota del Comando TRAMAT, e pertanto abbiamo chiesto al gen. Errico che SME avvii ogni più utile iniziativa ed eserciti un’azione permanente di monitoraggio perché sia limitate al massimo le occasioni di conflitto e si costruiscano proficui rapporti.
FLP DIFESA ha quindi affrontato il tema del giorno, proposto peraltro da tutte le altre OO.SS., quello legato ai contenuti e alle scelte del Libro Bianco, ricordando le nostre posizioni molto critiche, sia sul versante del metodo (scelte operate al netto di qualsiasi confronto preliminare, e non solo con le OO.SS…….) che su quello ben più sostanzioso dei contenuti: la scarsissima attenzione nei confronti delle problematiche del personale civile, che nulla offre su temi storici e per noi essenziali come “civilizzazione”, peculiarità d’impiego e differenziali sempre più marcati nei confronti del personale militare sotto il profilo economico ed anche giuridico; la prospettiva concreta di liquidazione di un pezzo storicamente importante della presenza civile nell’A.D, quello relativo agli Stabilimenti industriali, rispetto ai quali il Libro Bianco postula ipotesi preoccupanti di privatizzazioni ed esternalizzazioni in palese difformità rispetto alle disposizioni recate dal D. Lgs. n. 7/2014, mentre occorrerebbero risorse ad hoc (sul tipo dei “piani Brin” della MM) e turnover (in particolare nei ruoli tecnici) per ridare efficientamento a quegli Enti e avviarne il rilancio, la cui esigenza inderogabile abbiamo fortemente rappresentato al gen. Errico; il rapporto non chiarito con il riassetto in atto delle FF.AA. determinato dalla L. 244 e relativi decreti attuativi, che hanno visto la luce solo nel 2014 e su cui non si comprende ancora la necessità di un nuovo intervento riformatore; il forte potenziamento del ruolo del Capo di SMD, che modifica gli equilibri al vertice dell’AD e viaggia peraltro in parallelo alle notevole perdita di competenze delle FF.AA. (in materia logistica, solo per fare un esempio). Su queste scelte, FLP DIFESA ha sollecitato una riflessione a tutto tondo, e la necessità di un confronto anche con le OO.SS. sulle ipotesi attuative che incideranno sulla vita lavorativa di donne e uomini della FA.
Ha infine toccato due argomenti anch’essi di stretta attualità: FUA e tabella di equiparazione. Per quanto riguarda il FUA, che vedrà domani a PERSOCIV l’avvio (molto in ritardo) della trattativa nazionale per la distribuzione delle risorse 2015, FLP DIFESA ha ricordato la necessita di implementare il fondo, oramai quasi dimezzato rispetto a qualche anno fa, anche al fine di consentirci l’avvio della seconda fase dei passaggi economici interni alle aree per limitare le ricadute in negativo sulle risorse destinate ai FUS.
Al netto delle un po’ azzardate ipotesi fatte circolare ad arte da pezzi di questa Amministrazione su improbabili sostanziosi incrementi dell’accessorio (qualcuno ha parlato di 200mil…che botto!) e di cui abbiamo chiesto precise conferme al Vertice politico che però allo stato non sono ancora arrivate ma che esigiamo, abbiamo segnalato al Capo di SME la necessità di dare segnali precisi in questa direzione operando su partite concrete come i risparmi derivanti dai riordini da destinare al FUA, primi fra tutti quelli derivanti dall’ultimo riordino della Sanità militare che ha toccato in modo corposo la FA Esercito, rispetto ai quali è stato sottoscritto il 13.02.2013 un accordo AD-OO.SS. che ne destinava il 25% al FUA.
Infine, con riferimento ai continui transiti di personale militare nei nostri ruoli per motivi di inidoneità ex D.I.M. 18.04.2002 e a quelli prevedibilmente più corposi legati alla gestione delle eccedenze ex L. Lgs. n. 8/2014, FLP DIFESA ha segnalato l’esigenza di una rapida entrata in vigore della nuova tabella di corrispondenza tra ruoli militari e posizioni civili nei termini concordati dalle OO.SS. nazionali e dall’allora Sottosegretaria Pinotti, e che venga operato, in particolare dall’Esercito che è la FA più interessata, un costante monitoraggio sui transiti in soprannumero allo scopo di evitare in prospettiva l’insorgere di eccedenze come quelle registrate nel 2012 dopo la sanatoria intervenuta in sede di applicazione del D.L. 95/2012, che ha portato alla regolarizzazione nei ruoli civili delle circa 1500 posizioni in soprannumero.
In sede di replica, il gen. Errico ha fornito le seguenti risposte in ordine alle questioni da noi poste:
in merito alle criticità nelle relazioni sindacali in alcuni Enti, ne ha preso nota riservandosi un approfondimento; ha in ogni caso ribadito l’importanza del rapporto con le rappresentanze sindacali e la necessità che le relazioni tra le Parti anche sul piano locale siano improntate al rispetto dei ruoli, alla soluzione dei problemi e alla prevenzione dei conflitti; si è riservato infine di verificare la praticabilità di iniziative finalizzate a far crescere una cultura positiva al riguardo e a facilitare le relazioni sindacali;
in ordine al Libro Bianco, ne ha indicato la propria ragione nelle criticità finanziarie che si sono registrate nell’applicazione del riassetto ex L.244/2012, in particolare per quanto attiene la difficoltà di gestirne i provvedimenti attraverso l’attuale programmazione triennale, difficoltà che FLP comprende bene ma che ovviamente non può da sola giustificare la necessità di varare una nuova riforma sulla riforma dopo solo un anno, e che avrebbe potuto trovare adeguata soluzione anche attraverso una norma legislativa ad hoc;
nessuna risposta è invece venuta dal gen. Errico sul merito delle scelte del Libro bianco, ma la cosa ovviamente non sorprende tenuto anche conto che la F.A. è oggi impegnata nel “Comitato Guida” e nei “Gruppi di lavoro” istituiti per la predisposizione della “nuova struttura organizzativa dello Strumento militare” che il Capo di SMD dovrà poi sottoporre alla “valutazione della Ministra” entro il 31 ottobre p.v.;
ha confermato l’importanza degli Stabilimenti industriali ai fini della logistica di sostegno, la necessità di riefficientarli e di mantenerli comunque alla Difesa, ancorchè in una rapporto di crescente collaborazione con l’industria privata chiamata a contribuire esternamente al sostegno delle unità di FA;
sulle ultime due questioni da noi poste (risorse aggiuntive per il FUA e transiti del personale militare nei ruoli civili), ha preso atto delle nostre osservazioni riservandosi un approfondimento al riguardo;
infine, ha accolto la nostra richiesta di incontri periodici, e ha indicato orientativamente per metà ottobre, la data della nostra prossima riunione, che avrà al centro le proposte attuative del Libro Bianco.
Dunque, un incontro certo interessante e positivo quello di oggi con il gen. Errico, di cui abbiamo apprezzato la capacità di ascolto e l’attenzione manifestata nei confronti delle questioni poste dalle OO.SS., e che speriamo possa portare a un ulteriore scatto in avanti delle relazioni sindacali in ambito FA.
Notiziario n. 134 del 6 dicembre 2018 – Nel pomeriggio di ieri 5 dicembre, si è tenuto nella sala Diaz di Palazzo Difesa l’incontro richiesto dalla nostra O.S. al Capo di SME (si veda a tal riguardo il Notiziario n. 112 dell’11.10.2018 sull’incontro con il gen. Farina) per l’illustrazione dei criteri in ordine all’ implementazione […]
Notiziario n. 112 dell’ 11 ottobre 2018 – Un incontro sicuramente positivo quello di ieri pomeriggio con il Capo di SME, gen. Salvatore Farina, il primo dall’assunzione dell’alto incarico, e che è stato fissato in agenda a seguito della richiesta avanzata da FLP DIFESA con la lettera del 6 settembre u.s. (vds allegato 4 su […]
Notiziario n. 6 del 14 gennaio 2016 – Il Capo di SME, gen. Danilo Errico, ha incontrato questa mattina le OO.SS. nazionali, mantenendo fede ad un impegno assunto nei nostri confronti nella precedente riunione del 29 luglio 2015. E’ stato un incontro cordiale e che giudichiamo molto positivamente atteso che, anche in questa circostanza, la […]
Notiziario n. 83 del 29 luglio 2015 – Bisogna dare atto al gen. Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, di aver onorato in tempi anche rapidi l’impegno assunto con le OO.SS. nel corso del primo e precedente incontro del 9 giugno u.s., forzatamente limitato ad un breve saluto per suoi sopraggiunti impegni, nel quale, […]