Notiziario n. 97 del 17 settembre 2015 –

La sede del Centro Documentale di Lecce
La sede del Centro Documentale di Lecce

Dopo la tradizionale pausa estiva,  è ripreso oggi il periodico confronto a cadenza mensile con SME-RPGF E DIPE.  Ed è ripreso con una novità importante, di cui ha dato notizia in avvio lo stesso gen. Antonello Vespaziani, che ha presieduto la riunione,  il quale ha comunicato alle OO.SS., nella circostanza a tavoli uniti, di essere stato destinato ad altro incarico e di lasciare pertanto a breve quello attuale di Capo Ufficio Organizzazione delle Forze, nel quale subentrerà il Col. a. c/a. t.ISSMI Fabrizio Argiolas.

Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha dato atto al gen. Vespaziani della disponibilità sempre manifestata nei confronti delle Rappresentanze dei lavoratori civili, del rispetto mai venuto meno del loro ruolo  e dello spirito di collaborazione che ne ha contraddistinto i rapporti in questi ultimi anni pur a volte nella profonda diversità di posizioni, che ha contribuito, in tutt’uno con il DIPE, al deciso passo in avanti nelle relazioni sindacali nazionali che oggi registriamo in ambito Esercito. Peccato solo che al deciso miglioramento delle relazioni sindacali sul livello nazionale faccia da contraltare, in molti Enti, un sostanzioso peggioramento delle relazioni sindacali di livello locale, come molte OO.SS. hanno già avuto modo di denunciare al Capo di SME nella riunione dl 29 luglio segnalando specifiche situazioni, rispetto alle quali siamo ancora in attesa di conoscere le iniziative, volte a risolvere i problemi, poste in essere dalla FA.

Al nuovo Capo dell’Ufficio, col. Argiolas,  le nostre felicitazioni più vive per l’incarico al quale è stato destinato dalla F.A. e un augurio di buon lavoro, anche e soprattutto nel rapporto con le OO.SS.

Il confronto è poi proseguito sul merito dei provvedimenti di cui alla scheda tecnica qui pubblicata in allegato 1,  e dei quali forniamo di seguito una rapida sintesi con le osservazioni/proposte formulate dalla nostra O.S.

AREA DI VERTICE

I provvedimenti di riordino interessano direttamente il RPGF (Reparto Generale Pianificazione Finanziaria) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito), in quest’ultimo nel segno di una maggiore civilizzazione:

AREA FORMAZIONE

FLP DIFESA ha espresso non condivisione in merito al provvedimento che interessa la Scuola per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito di Torino, dove, al fine di sanare alcune improprie situazioni di impiego (così almeno ci è stata presentata), verrebbe espunta una posizione funzionariale civile dalla Sezione Gestione Patrimoniale  e transitata nel costituendo Nucleo Formazione dell’Ufficio Personale, con evidente “diminutio”  in termini di qualità della presenza civile, mentre (e anche questa operazione non ci convince) una p.o. di Funzionario San. psicologo viene rilocata nella Sz Controllo qualità: a far cosa?

A proposito della predetta Scuola, si segnala la difficoltà nelle relazioni sindacali stante l’insistenza dell’Ente, non condivisa da tutte le Parti interessate, di convocare le riunioni con OO.SS./RSU in orario di servizio (in quali istituti sono collocati i partecipanti?), in difformità alle previsioni del CCNQ 7.08.1998 e delle disposizioni di PERSOCIV (circ. 80048 del 10.12.2014) e della stessa F.A.. Ove la cosa dovesse proseguire, saremo costretti ad avviare iniziative di tutela, anche  investendo le AA.CC.

AREA OPERATIVA/TERRITORIALE

Con riferimento alle sede di Grosseto, pubblichiamo su questa stessa pagina (allegato 2) il documento unitario sottoscritto dalle OO.SS. territoriali CGIL-CISL-FLP e delle RSU sul reimpiego del personale civile del 64° Deposito Territoriale di Porto Santo Stefano.

A conclusione del nostro intervento, abbiamo portato all’attenzione del tavolo, e dunque  dell’Amministrazione e di tutte le OO.SS. presenti, un problema che potrebbe, in un futuro quanto mai prossimo, estendersi ad altri Enti e interessare altri lavoratori del Ministero della Difesa.

Una breve premessa, ai fini di una migliore comprensione del problema. Qualche settimana fa, abbiamo letto tutti nei giornali della forte opposizione del Sindacato, e non solo, al colpo di mano posto in essere dal Governo Renzi che, non accogliendo il parere contrario unanimemente espresso dalla Commissione parlamentare che ha esaminato lo schema di decreto, ha previsto nell’ultimo provvedimento attuativo della riforma Poletti del mercato del lavoro (c.d “Jobs Act”) il controllo a distanza sui lavoratori attraverso telefonini, pc e tablet, con possibili implicazioni anche in materia disciplinare.

Ebbene, nel Ministero della Difesa c’è chi opera già controlli di questo tipo, e anche prima del decreto attuativo del Jobs Act:  ci riferiamo al Centro Documentale (CEDOC ) di Lecce.  Pubblichiamo su questa pagina (allegato 3) la nota molto dettagliata inviataci dal Coordinamento IR Sud Est di FLP DIFESA, che abbiamo consegnato a SME DIPE in aggiunta alla restante documentazione, chiedendo un urgente e risolutivo intervento centrale anche allo scopo di dare un segnale preciso sull’argomento “controlli a distanza”  in ambito F.A.  e di scongiurare così il  possibile riproporsi di analoghe situazioni a nostro avviso fortemente lesive della privacy del lavoratore.

Attesa l’importanza dell’argomento, che ha suscitato l’interesse delle altre OO.SS. e non poteva evidentemente che essere così, informeremo  i colleghi che ci leggono degli sviluppi futuri della vicenda.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:  Scheda tecnica predisposta da SME-RPGF

Allegato 2:  26.08.2015- Documento unitario Grosseto su Deposito S. Stefano

Allegato 3: 14. 09.2015- Nota FLP DIFESA Sud Est su problematiche controlli a distanza in CEDOC Lecce

Notiziario n. 21 del 23 febbraio 2015 –

Il gen. CA Danilo Errico, nuovo Capo di SME
Il gen. CA Danilo Errico, nuovo Capo di SME

Il generale di C.A. Danilo Errico è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. E’ stato nominato, su proposta della sen. Pinotti,  dal Consiglio dei Ministri nel corso dell’ultima riunione del 20 u.s., in sostituzione del gen. Claudio Graziano, che dal 28 p.v. assumerà l’incarico di Capo di Stato Maggiore Difesa.

La riunione del Consiglio dei Ministri era particolarmente attesa per il preannunciato varo definitivo dei decreti legislativi del c.d. “Jobs Act”,  recanti disposizioni attuative in materia del “contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti” introdotto dalla legge delega per la riforma del mercato del lavoro, Legge 10.12.2014, n. 183.  Come è noto ai colleghi, le scelte operate dal Governo con questa legge  sono state fortemente contrastate dalla nostra Confederazione CSE,  che ha chiamato allo sciopero il 12 dicembre u.s.  i lavoratori che sono scesi in piazza per cambiarle, ma evidentemente il Governo è andato in tutt’altra direzione.  Alcune novità recate dai decreti attutivi appaiono  molto gravi,  e, tra queste,  la conferma dei licenziamenti collettivi e la non reintegra nei licenziamenti disciplinari, nonostante il diverso parere del Parlamento.  Una vicenda, questa,  che dovremo seguire da vicino stante l’annunciata intenzione del Governo di estenderne alcune norme anche al P.I., introducendole all’interno del “d.d.l. Madia” attualmente in Senato.

Ma torniamo alla nomina del gen. Errico.  Era uno dei papabili, come avevamo anticipato nel nostro Notiziario n. 10 del 22 gennaio 2015,  anche se il nome più gettonato allora era quello dell’attuale Segretario Generale/DNA, gen. E. Stefanini. Ma, come si sa, chi entra in conclave da papa ne esce spesso da cardinale…

Queste alcune sue brevi note biografiche, tratte dal web. Sposato con due figli, il gen. Errico è nato a Torino l’11 luglio 1953 ed ha frequentato il 155° corso dell’Accademia Militare di Modena. Tenente dei Bersaglieri, nel 1983 diventa pilota d’elicotteri in seno all’Aviazione dell’Esercito.  Promosso Generale di Brigata nel 2003, ha comandato la Brigata italiana in Kossovo e, successivamente,   prima la brigata italo-tedesca in Kosovo nell’ambito della missione KFOR, e dopo nel 2006 la regione Ovest di Isaf a Herat in Afghanistan. Promosso Generale di Divisione nel 2008,  è stato Capo del III Reparto SME (Impiego delle Forze e Centro Operativo Esercito),  quindi Comandante del 1° Comando Forze di Difesa in Vittorio Veneto (TV); infine, da gennaio 2013,  ha assunto e sinora disimpegnato l’incarico di Sottocapo di SMD.

Verosimilmente,  il gen. Errico assumerà l’incarico di nuovo Capo di SME il 28 p.v., in coincidenza con l’abbandono dell’incarico da parte del gen. Claudio Graziano, nominato nuovo Capo di SMD in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli dal Consiglio dei Ministri tenutosi la vigilia di Natale.  E lo assumerà  in un momento particolarmente complesso nella vita dell’Esercito,  che  è chiamato da qui al 2019 ad un profondo riassetto organizzativo in chiave fortemente riduttiva, in attuazione della Legge 244/2012 e del D. Lgs. n. 7/2014.

A giorni si attendono alcuni decreti estremamente importanti, già firmati dalla Ministra Pinotti e in fase di registrazione alla Corte dei Conti, il primo dei quali riguarderà importanti provvedimenti di riorganizzazione/soppressione previsti per il 2015   e, ancora,  i quattro importantissimi decreti ministeriali di riordino dei Poli dell’Esercito (POLMANT NORD di Piacenza; POLMENT SUD di Nola; POLMANTEO di Roma e PMAL di Terni), a seguito della cui entrata in vigore verranno avviati  i tavoli di confronto con le OO.SS., prima sul livello nazionale e successivamente sui livelli locali con OO.SS./RSU, con l’obiettivo  di discutere e definire la configurazione di ciascun Polo a valle degli Uffici.  A fronte di queste scadenze, siamo convinti che, anche con il nuovo Capo di SME continueranno i rapporti molto positivi che hanno contraddistinto in questi ultimi anni  le relazioni sindacali nazionali con SME, e in primis con RPGF e DIPE.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 135 del 29 dicembre 2014 –

Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato
Il gen. Claudio Graziano con il Capo dello Stato

La riunione del Consiglio dei Ministri fissata per la vigilia di Natale era molto attesa per la preannunciata  adozione dei primi decreti legislativi attuativi della legge delega di riforma del mercato del lavoro (legge 10.12.2014, n.183, c.d. “jobs act”),  quelli riguardanti i contratti di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti  e gli ammortizzatori sociali. Ma, nel corso della stessa riunione, il Governo ha assunto altre decisioni che interessano da vicino le Forze Armate e più in generale il nostro Ministero.

In primo luogo, su proposta della nostra Ministra Pinotti, il Consiglio dei Ministri ha nominato:

–  il gen. Claudio Graziano, attuale capo di SME, al vertice delle FF.AA. italiane e dunque nuovo Capo di Stato Maggiore Difesa, in sostituzione dell’amm. Binelli Mantelli, con decorrenza primi mesi del 2015;

il gen. Tullio Del Sette, attuale Capo di Gabinetto, al vertice dell’Arma, e dunque nuovo Comandante Generale dei Carabinieri, in sostituzione del gen. Leonardo Galitelli, con decorrenza dal 10 gennaio p.v.

Il gen. Claudio Graziano ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, dove ha conseguito la laurea in Scienze Strategiche Militari. Dal 20 luglio 2005 ha assunto il comando della “Brigata Multinazionale Kabul”  in Afghanistan  e,  a gennaio 2007, il Segretario Generale delle Nazioni Unite gli ha conferito l’incarico di Force Commander della missione Unifil in Libano. Dal 10 febbraio 2010 ha assunto l’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa;  quindi,  dal 14 ottobre 2011, è stato nominato Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, assumendo poi l’incarico il 6 dicembre 2011.

Il gen. Tullio Del Sette ha frequentato l’Accademia militare di Modena e poi la Scuola di applicazione dei Carabinieri di Roma.  E’ stato Comandante della Regione  Carabinieri Toscana a Firenze, e Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa per oltre sette anni.  Promosso Generale di corpo d’armata nel 2012,  è stato Comandante Interregionale Carabinieri “Podgora”  a Roma, a partire dall’8 luglio 2013, ricoprendo inoltre la carica di Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. E’ laureato in Giurisprudenza, in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna. Si dovrà ora provvedere alla loro sostituzione,  che potrebbe essere affrontata già nel prossimo CdM. Ai due alti Ufficiali vanno ovviamente  le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro.

Novità importanti anche per Taranto e per il suo Arsenale. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto per lo Sviluppo dell’area di Taranto che, come recita il comunicato stampa di Palazzo Chigi, “permette misure speciali per Ilva e che intende imprimere una svolta negli interventi di bonifica, riqualificazione e rilancio della città e dell’area di Taranto, con particolare attenzione alle emergenze industriali, storiche e culturali”.   In questo contesto, su proposta dei Ministeri della Difesa e dei Beni e delle attività culturali e del turismo,  viene  prevista anche la “la riqualificazione dell’Arsenale”, con unprogetto di valorizzazione culturale e turistica, che dovrà comunque essere definito da un tavolo interistituzionale. “L’Arsenale di Taranto” , prosegue ancora il comunicato stampa, “occupa un’area demaniale di oltre 90 ettari in uso all’Amministrazione Difesa, ed è  storicamente una realtà di rilevante importanza sociale, culturale ed economica.  Il complesso arsenalizio di Taranto non è dunque solo realtà produttiva, ma un importantissimo patrimonio storico e di archeologia industriale per l’intero Paese, da tutelare e valorizzare, rendendolo fruibile ai cittadini. L’intero progetto è di significativa importanza culturale per il Paese e di notevole interesse turistico, ponendosi anche quale centro di diffusione della cultura del mare”.

Bene, ovviamente, sia per Taranto che per l’Arsenale e i suoi lavoratori.  Ora, però, dopo le buone intenzioni dichiarate, attendiamo la prova dei fatti. E per fatti intendiamo risorse e investimenti.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 26  del 18 marzo 2014 –

Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME
Il gen. Claudio Graziano, Capo di SME

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano,  accompagnato nella circostanza dal Sottocapo gen. G.B. Borrini e da alcuni Capi Reparto,  ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. nazionali;  all’odg,  le problematiche generali relative ai provvedimenti di riordino discendenti dalla Legge  244.

Nel suo intervento introduttivo, il gen. Graziano ha fatto una breve panoramica generale sui processi di riordino della F.A.,  sottolineando l’importanza strategica della riorganizzazione degli Enti dipendenti dal Comando Logistico, Poli in primis, che sarà finalizzata a ridare ad essi efficienza, operatività e produttività.   A tal proposito,  ha comunicato alle OO.SS. che, tenuto conto del fatto che i DD. LLgs. attuativi della L. 244 sono entrati in vigore solo dal 26 feb. u.s., la F.A. ha chiesto uno slittamento della data di avvio dei provvedimenti fissati al 31 marzo dal D. Lgs. n. 7/2014  (POLMANTEO Roma e PMAL Terni slitterebbero al 30 giugno, dovendo peraltro “abbassare il loro livello ordinativo” – pg. 38 relazione illustrativa D. Lgs. n. 7-, mentre il CEPOLISPE al 31 dicembre,  allineandosi cosi ai riordini dei due Poli di mantenimento di Piacenza e Nola previsti appunto per fine anno).  Ha infine richiamato l’importanza del confronto con le Forze Sociali, sollecitando le OO.SS. a fornire contributi e proposte.  Subito dopo, è iniziato il consueto giro di tavolo.

 FLP DIFESA ha ricordato innanzitutto la complessità e la profondità del processo di riordino, dell’Esercito, che si svilupperà da qui al 2019,   per il quale la F.A. paga indiscutibilmente il maggior tributo alla riorganizzazione in  chiave riduttiva delle FF.AA..  Anche sulla scorta dell’esperienza di questi vent’anni di ristrutturazione della Difesa, abbiamo detto che c’è, a nostro giudizio, un solo modo per affrontare questa difficile fase: un rapporto costruttivo e positivo con le OO.SS., in cui informazione preventiva e confronto siano le architravi su cui poggia il sistema delle relazioni sindacali ai diversi livelli.  Ebbene, questa condizione  esiste da tempo sul livello nazionale, dove mensilmente O.F. e DIPE  incontrano le OO.SS. nazionali  facendo il punto di situazione sui riordini, illustrando gli organigrammi dei nuovi Enti, indicando le problematiche connesse con gli eventuali reimpieghi del personale civile, manifestando sempre apertura e disponibilità a raccogliere eventuali contributi delle OO.SS. . Lo stesso purtroppo, ha proseguito la nostra O.S.,  non può dirsi in via generale per quanto attiene le relazioni sindacali di livello locale, dove in alcuni casi assistiamo  a prese di posizioni inaccettabili da parte di Dirigenti: quali esempi,  FLP DIFESA ha segnalato il no da parte del Direttore del CEPOLISPE Montelibretti (Roma) alla richiesta unitaria delle OO.SS. territoriali di Roma di discutere e confrontarsi sulla proposta di riorganizzazione dell’Ente messa a punto dal Direttore su sollecitazione del IV Reparto di SME, o quanto sta avvenendo per la riorganizzazione dell’IGM dove non ci è dato sapere che fine hanno fatto le proposte, anch’esse unitarie formulate dalle OO.SS. di Firenze, di modifica degli organici dell’Ente  proposti da SME. In sede di replica, preso atto della nostra lamentazione, il Capo di SME ha detto che avrebbe approfondito queste criticità e che avrebbe anche cercato di avviare iniziative tendenti al miglioramento delle relazioni sindacali locali in tutte le sedi.

In merito al riordino degli Enti c.d. industriali dipendenti dal Comando Logistico, la nostra O.S. ha espresso piena condivisione rispetto allo slittamento dei tempi di avvio dei riordini, che ci assicura più tempo per discutere delle riorganizzazioni di questi Enti, anche da noi, e da sempre,  considerati “strategici”.  FLP DIFESA ha quindi richiamato le importantissime novità recate a tal proposito dall’art. 12 del D. Lgs. n. 8 (art. 2259-sexies), tutte originate da precise richieste del Sindacato nel corso dei confronti di luglio u.s.: individuazione dei settori di spesa improduttiva e riqualificazione della spesa; ricognizione dei servizi e lavori esternalizzati e  operazioni crescenti di reinternalizzazione; risparmi destinati al sostegno della produzione e all’ efficientamento degli Enti).  Trattasi di impegni precisi fissati dalla legge,  rispetto ai quali la nostra O.S. ha chiesto alla F.A. di indicare le linee generali ispiratrici dell’operazione di riordino. A tal riguardo, il gen. Ruggero, Capo del IV Reparto dello SME presente all’incontro, ha precisato che la scelta della F.A. è quella di efficientare gli Enti industriali, senza comunque depotenziare contestualmente altri Enti dell’area Logistica (Cerimant, Serimant, etc.). Detti Enti di 1° livello dovranno operare gli interventi più complessi, lasciando quelli minori al livello di aderenza: anche per questo la riduzione quantitativa del personale, che comunque ci sarà, dovrà necessariamente essere compensata da una crescita di qualità professionali, possibile solo attraverso processi formativi all’altezza. Inoltre, la F.A. investirà su piattaforme e sistemi per colmare i gap esistenti tra l’offerta dell’industria privata e le necessità della F.A. Sul punto, sono  in atto degli approfondimenti, a seguito dei quali verrà convocato un tavolo tecnico nazionale per discutere dei criteri generali; seguiranno tavoli tecnici specifici dedicati a ciascun Ente, che verosimilmente partiranno da quelli su POLMANTEO e PMAL      le cui date di riordino sono le più ravvicinate.   E’ proprio quello che FLP DIFESA aveva chiesto nella riunione del 18 dic. u.s. (vds. Notiziario n. 133/2013), e quindi  ci dichiariamo molto soddisfatti e, in quelle sedi, offriremo certamente il  nostro contributo.

In merito agli altri riordini che l’art. 5 del D.Lgs n. 7 fissa al 31.03.2014 (soppressioni alcuni CEDOC; riconfigurazioni del Comando logistico, di alcuni CME, etc. ),  è probabile che il provvedimento di slittamento richiesto alla Ministra Pinotti li ricomprenda, facendo slittare anche per essi la data del riordino. La nostra O.S. ha infine richiamato le criticità in cui versano questi Enti in considerazione del mancato turnover di personale , e ha riproposto la inderogabile necessità che vengano assunti i vincitori di concorso e che si avvii un piano straordinario di assunzioni per le esigenze dell’area industriale della Difesa.  Considerazioni sulle quali il capo di SME ha espresso piena condivisione, richiamando alcune criticità esistenti (carenza di assistenti tecnici, per es.), segnalando di avere già sensibilizzato al riguardo i Vertici politici e impegnandosi a risollevare il problema presso la Ministra Pinotti,  che dovrà poi necessariamente agire sulla F.P.

 FLP DIFESA ha infine affrontato le problematiche connesse con l’imminente rideterminazione degli organici civili di F.A., proponendo gli stessi ragionamenti espressi nell’ultima riunione con SMA-1° Reparto. Dopo la fissazione dei nuovi organici civili per area  in attuazione della L. 135/2012,  che è avvenuta con il DPCM 22.01.2013, siamo ora alla vigilia della tappa successiva: la ripartizione tra i diversi  Organi Programmatori  (SGD; SS.MM. di F.A.; Cdo Gen. CC; etc. ) delle diverse professionalità, su base regionale e naturalmente per profilo. A tal riguardo, dovrà essere emanato  apposito D.M.,  il cui schema dovrà essere oggetto di informazione preventiva e di confronto con le OO.SS., che pensiamo venga calendarizzato a breve. Dunque,  l’Esercito  avrà la sua nuova dotazione organica civile che, in base agli elementi a nostra conoscenza, dovrebbe complessivamente aggirarsi intorno alle 9.500 unità complessive (così articolate all’incirca: n. 550 di area 1^; n. 8.170 di area 2^ e n. 770 di area 3^), con una significativa riduzione rispetto all’attuale organico.   Ora,  e’ di tutta evidenza che questi numeri complessivi per area rappresentano la somma degli organici di Enti e delle professionalità civili ivi previste. Ma non conosciamo ancora il dettaglio Ente per Ente, se non per alcuni, e non è certamente un dettaglio di poco conto, atteso che sulla base di quei numeri verranno poi attribuiti gli incarichi e gestiti i processi di mobilità/reimpiego e altro. E’ necessario allora conoscere e confrontarsi  sui criteri adottati dalla F.A. nella rideterminazione degli organici di Ente e, proprio per questo, abbiamo chiesto al Capo di SME che, non appena adottato il D.M. con la ripartizione per Organo Programmatore e per Regione delle dotazioni organiche ex DPCM 22.01.2013,  sia fissata con la maggiore sollecitudine possibile una apposita riunione con le OO.SS. nazionali  per conoscere e confrontarsi  in merito ai nuovi organici degli Enti/Distaccamenti/Reparti della F.A.  A tal riguardo, il Capo di SME ha espresso la piena disponibilità della F.A. a discutere dell’argomento, come  di altri d’interesse delle OO.SS. .

In conclusione, un incontro positivo e fruttuoso quello avvenuto oggi con il Capo di SME.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 67 del 15 giugno 2013 –

Il Capo di SME, gen. Claudio Graziano
Il Capo di SME, gen. Claudio Graziano

Proseguono, presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, le audizioni dei vertici delle Forze Armate. Dopo l’audizione del Capo di SMD, amm. Binelli Mantelli, di cui abbiamo dato conto nel precedente Notiziario n. 61 del 30 maggio u.s., è stata la volta del Capo di Stato Maggiore Esercito, gen. Claudio Graziano, che è stato audito il 5 giugno u.s.. Ne diamo conto solo ora, perché il resoconto con l’intervento del Capo di SME è stato pubblicato sul sito del Senato solo qualche giorno fa.

Il Capo di SMD ha esordito dicendo che la F.A. è alla vigilia di una profonda trasformazione, che “costituisce una vera sfida”  e “inciderà su tutti i settori, imponendo scelte dolorose, ma inevitabili”.  Detta riorganizzazione comporterà una contrazione del personale militare del 20% rispetto al modello 2001, e dunque da 112.000 a 90.000 unità, “con una riduzione del 30% dei dirigenti e del 30 % delle strutture organizzative, da conseguire entro il 2018”.   Per quanto riguarda  il personale civile, “che nell’Esercito conta attualmente circa 9.800 unità” ,  si dovrà arrivare “ad una consistenza pari a 6.800 unità a fine processo… che avverrà”, come dirà più oltre, “in modo graduale in base alle fuoruscite fisiologiche”

Dopo aver fornito alcuni numeri in merito all’impegno della F.A., “chiamata a garantire, senza soluzione di continuità, un impegno medio annuo nelle operazioni all’estero di circa 6000 uomini e donne” , il gen. Graziano è passato ad illustrare l’attuale organizzazione dell’Esercito; ha poi fornito dati molto interessanti sul bilancio finanziario della F.A. (“oggi, ben il 79% delle risorse finanziarie è dedicato al personale, il 15% all’investimento in mezzi e materiali e solo il restante 6%, in prima approssimazione, è dedicato all’Esercizio”),  che denotano squilibri ben superiori rispetto alla media finora indicate dal Vertice politico (rispettivamente: 70, 18 e 12%), segnalando che la F.A. riesce a tenere ancora sul fronte finanziario “solo grazie  alle risorse aggiuntive rese disponibili dal finanziamento delle missioni internazionali”.

Entrando successivamente nel merito del processo di riorganizzazione della F.A. in attuazione della legge delega n. 244/2012,  il Capo di SME ha confermato che “l’area territoriale e quella infrastrutturale saranno accorpate per ottenere una gestione unitaria delle infrastrutture,  riducendo i relativi organi da 20 a 7” ; per quanto attiene l’area territoriale ex LRM (leva, reclutamento e mobilitazione), il processo di riduzione sarà più corposo, essendo prevista “la chiusura di 87 Enti e unità e la riorganizzazione di 127 Enti, da completare entro il 2018”.  Si tratta di numeri che danno la misura della profondità del processo di riduzione cui andrà incontro l’Esercito nei prossimi anni,  che interroga tutti sulla possibilità della F.A., già fortemente debilitata dai tagli dell’era Berlusconi-Tremonti, di uscire bene da un processo di queste dimensioni in così pochi anni.  E’ una domanda che avevamo rivolto a Di Paola, senza ottenere alcuna risposta.

Successivamente, il Capo di SME si è soffermato sui due provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento, il primo relativo alla c.d. “armonizzazione” delle regole per il collocamento in pensione del personale militare per adeguarlo a quelle più penalizzanti della riforma Fornero; il secondo, relativo alla proroga del blocco al 31.12.2010 del trattamento economico, che tocca anche il personale militare. In merito al primo provvedimento, dopo aver ricordato che il personale militare non dirigente ha la possibilità di lasciare il servizio a 55 anni di età atteso che con tutti gli abbuoni “vengono mediamente raggiunti i previsti contribuiti di 41 anni e 5 mesi”,  ha auspicato il mantenimento delle attuale regole, con il plauso convinto di molti parlamentari dell’attuale maggioranza.  Chissà cosa ne pensano i lavoratori esodati o le molte “vittime” della riforma Fornero,  tra le quali vanno annoverati anche i tanti lavoratori civili per i quali il pensionamento è stato rinviato di alcuni anni!   Per quanto riguarda invece la proroga del blocco dei trattamenti economici in essere al 31.12.2010,  il gen Graziano ha detto che, in qualità di Capo di SME,  sentiva “il dovere di rappresentare a quelle Commissioni l’aspettativa forte del personale  affinchè si tenga conto della specificità del comparto”, ricordando a tal riguardo “che le progressioni di carriera e le anzianità di servizio rappresentano altrettanti aspetti importanti nella struttura organizzativa e nella sua efficienza”, addirittura affermando esiste c’è “un problema etico connesso a tale situazione”. E’ di tutta evidenza che il Generale Graziano, pronunciando queste frasi che abbiamo tratto testualmente dal testo del resoconto, ha parlato verosimilmente più da militare che da Capo dell’Esercito, e diciamo questo con una certa amarezza. Ove il gen. Graziano avesse infatti parlato da Capo dell’Esercito, si sarebbe ricordato che dentro la sua Forza Armata, oltre ai colleghi militari degni di giuste attenzioni,  operano anche migliaia di lavoratori civili che hanno trattamenti economici di gran lunga inferiori a quelli dei militari con i quali debbono comunque mantenere le proprie famiglie,  non godono di benefit di alcuna natura (per esempio, pagano l’affitto per la propria abitazione o pagano un mutuo, non godendo di appartamenti di servizio)  e hanno le carriere anch’esse bloccate, atteso che neanche i passaggi di fascia (non le promozioni!) possono oggi essere corrisposti. Se allora parliamo, come ha fatto il gen. Graziano, di “problema etico”,  beh, quello che tocca i lavoratori civili in conseguenza dei blocchi intervenuti non può che essere considerato almeno altrettanto “etico”,  ma di esso il gen. Graziano non ha fatto menzione alcuna.  Proprio per questo,  questa parte dell’intervento del gen. Graziano ci è apparsa davvero una caduta di tono, che non possiamo evitare di segnalare con amarezza ai colleghi.

Troverete pubblicato, di seguito,  l’intervento integrale del gen. Graziano pronunciato nel corso dell’audizione del 5 u.s. ;  in aggiunta,  troverete pubblicato anche il testo dell’intervento del Capo del 1° Reparto di SMD, gen. Franco Marsiglia, che è stato audito,  qualche giorno dopo, in merito al Regolamento di armonizzazione pensionistica attualmente all’esame della Commissione Difesa, su cui si è anche soffermato il gen. Graziano.

 Mercoledì 20 p.v., è prevista l’audizione del Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, su cui riferiremo in un successivo Notiziario.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Testo intervento del Capo Stato Maggiore Esercito 05.06.13

Allegato 2: Testo intervento del Capo del 1 Reparto di SMD

Allegato 3:  video dell’audizione del Capo di Stato Maggiore Esercito

Capo di SME





Riunione con il Capo di SME gen. Claudio Graziano. Disponibilità piena al confronto con le OO.SS.

18 Mar 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 26  del 18 marzo 2014 – Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, gen. Claudio Graziano,  accompagnato nella circostanza dal Sottocapo gen. G.B. Borrini e da alcuni Capi Reparto,  ha incontrato nella mattinata di oggi le OO.SS. nazionali;  all’odg,  le problematiche generali relative ai provvedimenti di riordino discendenti dalla Legge  244. Nel suo intervento […]



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