Notiziario FLP DIFESA n. 104 del 27 novembre 2020 –

Le cronache di questi giorni sono piene di denunce e di osservazioni estremamente critiche nei confronti dell’iniziativa assunta da CGIL-CISL-UIL per lo sciopero nella giornata del ponte dell’Immacolata. Noi rispettiamo ovviamente questa scelta, ma riteniamo che, di fronte a quello che sta succedendo nel Paese a causa di questo stramaledetto virus, lo sciopero non sia oggi l’idea migliore, anche per evitare reazioni strumentali e demagogiche.

C’è un rischio che non possiamo correre, quello di dare fiato a chi (pensiamo solo a CONFINDUSTRIA) vuole bloccare i rinnovi. E per questo, la Segr. Gen. FLP  ha diffuso in data 25 u.s. una nota con la quale rende noto il proprio pensiero al riguardo e formula alcune precise proposte, nota che riportiamo di seguito in riquadro in forma integrale.

“Con precedente Notiziario abbiamo espresso le nostre valutazioni critiche sulle misure in materia di lavoro pubblico contenute nel disegno di legge di bilancio 2021, approvato dal Consiglio dei Ministri e ora all’esame del Parlamento.

Pertanto, abbiamo richiesto la ripresa del confronto con la Ministra Dadone e contestualmente interessato le Commissioni parlamentari impegnate nel lavoro di esame del disegno di legge di bilancio 2021 per illustrare le nostre proposte di modifica.

Purtroppo, come era prevedibile, la proclamazione dello sciopero da parte di CGIL, CISL e UIL  per il prossimo 9 dicembre, ha reso questo percorso più accidentato e difficile, dando fiato non solo alle posizioni di chi lo ritiene intempestivo e non motivato, ma anche a tutti quei portatori di specifici e ben individuati interessi,  che vogliono approfittare di questo scivolone di una parte del fronte sindacale, per rilanciare le politiche di smantellamento del lavoro pubblico, di ridimensionamento dei diritti, di nuove privatizzazioni, mettendo in discussione il ruolo, la funzione, la dignità e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno dimostrato, ancora una volta, durante questa tragica pandemia, di essere la spina dorsale del Paese.

Non discutiamo il diritto allo sciopero, che rispettiamo, anche se in questo momento non lo riteniamo opportuno, per la necessità di non far mancare neanche per un giorno i servizi e le prestazioni rese dalle Pubbliche Amministrazioni, ai cittadini e alle imprese, in questo grave periodo di emergenza sanitaria  ed economica, i cui riflessi sono ancora incalcolabili.

La FLP è il sindacato che, non solo ha rivendicato il diritto al rinnovo dei contratti pubblici, ma è anche l’unico, che le con proprie iniziative giurisdizionali, ha ottenuto la sentenza n. 178/2015  della Corte Costituzionale che ha cancellato il reiterato blocco del rinnovo dei contratti pubblici protrattosi per oltre 10 anni.

Nessuno più di noi, quindi, ha le carte in regola per rivendicare con forza il rinnovo dei contratti, scaduti a dicembre 2018.

E lo stiamo facendo in questa occasione, sia sollecitando l’Aran all’esame della nostra proposta per un nuovo ordinamento professionale (diritto alla carriera e nuovi profili professionali) e per una moderna organizzazione del lavoro e dei processi, sia incalzando il Governo e il Parlamento ad adottare tutte quelle misure legislative necessarie a superare gli attuali vincoli economici e normativi che ci impediscono di andare in tale direzione.

Quattro sono le direttrici delle nostre proposte alla Ministra Dadone e alle Commissioni Parlamentari, che vanno di pari passo con la richiesta di un ulteriore adeguamento delle risorse stanziate per il triennio 2019-2021:

SUPERAMENTO DEL TETTO MASSIMO PREDEFINITO DEI FONDI RISORSE DECENTRATE

La FLP ha chiesto di abrogare le norme che prevedono il divieto di superamento dell’entità delle risorse dei Fondi Risorse Decentrate delle singole Amministrazioni, già nelle disponibilità delle stesse, e quindi senza aggravio per il bilancio dello stato, rispetto a quelle predeterminate e cristallizzate negli anni precedenti (2015/2016). Ciò al fine di poter implementare gli istituti della produttività collettiva e individuale, valorizzare le posizioni organizzative e responsabilità, permettere il dispiegarsi delle progressioni economiche e il riconoscimento del merito.

SUPERAMENTO DELLA TRANSITORIETA’ DELLA NORMA SUI PASSAGGI TRA LE AREE

È necessario che venga portata a regime la possibilità per le Amministrazioni, ora limitata e adottata in via sperimentale per un triennio, poi prorogato sino al 31.12.2021, di prevedere procedure concorsuali di passaggio tra le aree. Chiediamo anche di derogare per il personale in servizio al possesso del titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, valorizzando quello immediatamente inferiore, riconoscendo all’esperienza professionale e alla formazione conseguita, il valore di credito formativo, e chiediamo inoltre l’aumento della percentuale riservata agli accessi dall’interno all’area superiore dal 30 al 50 per cento.

DELEGIFICAZIONE DELLE MATERIE RELATIVE ALL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO

La FLP ha chiesto di abrogare quelle norme che negli ultimi anni hanno riservato alla legge tutti i provvedimenti legati all’organizzazione del lavoro, ingessando ogni azione di semplificazione e di miglioramento organizzativo che oggi resta unicamente nella disponibilità della dirigenza e della burocrazia.

PIENA ESIGIBILITA’ DELLA CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA

La FLP rivendica la necessità di definire la portata dei controlli agli accordi sottoscritti in sede di contrattazione integrativa riservandola alla correttezza del rispetto dei vincoli economici e delle disposizioni previste nei Contratti collettivi nazionali. Ciò in quanto gli Uffici dell’IGOP e della Funzione Pubblica entrano nel merito delle scelte delle parti contraenti, esulando dalle proprie specifiche competenze, o fornendo interpretazioni di parte che non trovano fondamento nei CCNL e nelle stesse norme. Questo provoca ritardi nella stipula dei Contratti integrativi, lunghissimi tempi di certificazione, ostacoli all’utilizzo delle risorse, vanificando il ruolo e gli ambiti della contrattazione integrativa.

Queste sono solo alcune parziali proposte necessarie per poter iniziare un percorso capace di permettere la stipula di un contratto dignitoso.  Ma vi è anche un orizzonte più ampio.

Le risorse del recovery fund, e quelle contenute nella legge di bilancio,  possono e debbono essere l’occasione per un concreto rilancio delle azioni e delle attività delle nostre Amministrazioni, per decenni governate solo dalla logica dei sacrifici e della riduzione dei costi,  che hanno portato a situazioni ormai ingestibili in termini di organici e di ricambio generazionale, di riconoscimento delle professionalità e delle carriere, di investimenti tecnologici e infrastrutturali, di digitalizzazione dei processi e di formazione degli addetti.

Pertanto il rinnovo dei contratti di lavoro diventa un pezzo importante nella strategia di rinnovamento e di rilancio economico e sociale del Paese.

Con questa convinzione continueremo a portare le nostre idee e il nostro contributo a tutti i livelli, senza fare sconti a nessuno, coinvolgendo da un lato i lavoratori, il cui impegno permette ogni giorno, in situazioni precarie, di rispondere alle richieste e alle aspettative dei cittadini e del Paese, e dall’altro, promuovendo alleanze con tutte le forze sane e avvedute, consapevoli dell’importanza e del ruolo che deve avere la nostra Pubblica Amministrazione.

Immaginiamo che anche Cgil, Cisl e Uil si stiano rendendo conto dell’inopportunità della scelta operata e confidiamo che possano decidere di ricostituire un’unitarietà di azione sindacale per raggiungere gli obiettivi comuni nell’interesse dei lavoratori pubblici e del Paese. 

LA SEGRETERIA GENERALE FLP “

Naturalmente, il dibattito di questi giorni, anche in casa Difesa, è molto occupato dalle questioni legate alle previsioni del DDL sul Bilancio 2021 (AC 2790-bis), di cui abbiamo riferito nel precedente Notiziario n. 103 del 21 u.s. per quanto riguarda i contenuti più importanti per quanto attiene sia al Pubblico Impiego che alla Difesa.

Abbiamo detto con chiarezza che c’è poco o nulla di quanto serve alla nostra Amministrazione sul fronte del personale civile, in particolare mancano risorse per azzerare, o quantomeno significativamente ridurre, il nostro gap retributivo; e un piano di assunzioni straordinarie, in primis tecniche e orientate sul versante dell’area industriale. Purtroppo, e ancora una volta,  non abbiamo trovato nulla di tutto questo nel DDL Bilancio.

Questa volta ci avevamo anche creduto, visti gli impegni assunti dallo stesso Ministro nell’incontro di luglio u.s., e siamo rimasti molto delusi.

Serve poco ribadire ad ogni occasione l’importanza e la centralità del personale civile, come qualche giorno fa ha fatto l’on.  Guerini a La Spezia nel corso della consegna delle medaglie ai lavoratori civili “anziani” (si veda l’articolo che pubblichiamo in allegato 1 su questa pagina), senza poi far seguire alle belle parole fatti e provvedimenti concreti. Di parole, i lavoratori civili sono francamente stanchi, e anche in questo DDL abbiamo dovuto osservare l’assenza di scelte concrete.

La nostra O.S. ha, a tal proposito, un approccio concreto, e in questi giorni ha lavorato per mettere a punto delle proposte di emendamenti al DDL sulle partite per noi più importanti (piano straordinario di assunzioni, ma anche altro: risorse economiche; centri di formazione; lo stralcio della norma sul Capo SMD, si veda a tal proposito l’allegato 2 pubblicato su questa stessa pagina).

Proposte di emendamenti che abbiamo già sottoposto all’attenzione di Parlamentari, suscitando in alcuni interesse a farli propri nella sostanza.

Daremo tempestivamente conto ai lavoratori degli sviluppi di questa nostra iniziativa.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

Allegato 1: 27.11.2020 – Articolo di Città della Spezia

Allegato 2: 26.11.2020 – DL BILANCIO 2021 – Emendamenti predisposti da FLP DIFESA

Notiziario FLP DIFESA n. 76 del 29 agosto 2019 –

Il gen. Enzo Veciarelli nell’audizione del 18 luglio u.s.

In data 17 luglio e 1 agosto uu.ss., la Commissione Difesa della Camera ha esaminato il “Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il Triennio 2019-2021” (DPP), che rappresenta lo strumento con cui il Ministro illustra al Parlamento le previsioni di spesa per l’anno in corso e per il successivo biennio, di cui avevamo già dato notizia con Notiziario n. 65 del 16 luglio u.s. e che ad ogni buon conto ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina.

Il DPP rappresenta un documento di enorme rilevanza per il nostro Ministero, e reca: il quadro generale delle esigenze operative delle Forze Armate; l’elenco dei programmi d’armamento e di ricerca in corso con il relativo piano di programmazione finanziaria, anche di quelli in capo al MISE; e, infine, le spese riferite alla c.d. “funzione difesa”.  E’ composto da tre capitoli: il primo relativo agli impegni nazionali e internazionali del M.D.; il secondo allo sviluppo dello strumento militare; il terzo al bilancio.

Rinviando per i primi due capitoli direttamente al testo del DPP che qui ripubblichiamo sul nostro sito, desideriamo occuparci in questo notiziario della parte relativa al bilancio. Come si ricorderà, la legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha autorizzato per il MD una spesa complessiva (di competenza) di  21.432,2 mln di €  nel 2019, di 21.876,6 mln di € nel 2020 e di 21.957,5 mln di € nel 2021. In rapporto al PIL, il bilancio 2019 della Difesa è pari all’1,18% (nel 2008 era dell’1,35%), a fronte del 2% richiesto dalla NATO.

Dei 21.432,2 mln di € del bilancio complessivo, 13.982,5 mln € sono destinati alla “funzione difesa”, che pesa dunque per il 65%, mentre 6.898,3 mln € alla “funzione sicurezza del territorio”, 149,6 milioni per “funzioni esterne” e 401,9 mln per le pensioni del personale in “ausiliaria”.

In ordine alla classica tripartizione della spesa della “funzione difesa” (Personale, Esercizio e Investimento), il DPP segnala la nuova impennata della spesa per il personale, che è arrivata al 74% in ragione dei maggiori costi del personale militare (aumenti contrattuali e riordino ruoli e carriere ex D.Lgs. 94/2017), a fronte di un misero 13% per ciascuna delle altre due voci (esercizio e investimenti).

Una situazione questa, palesemente ben lontana dagli obiettivi fissati per il riordino dello strumento militare – L. 244/2012 – finalizzata al riequilibrio in chiave europea delle tre voci (50-25-25%).

Un fallimento, dunque, atteso che non solo la spesa per il personale ha continuato a crescere in questi anni, ma la contestuale riduzione delle risorse per esercizio (in particolare) e investimenti sta mettendo in ginocchio le FF.AA., come dimostrano le ripetute grida di dolore venute da più parti, per es. dal Capo di SME che denuncia da tempo le difficoltà della FA, forse la più penalizzata, e che chiede a gran voce 10.000 uomini in divisa in più rispetto agli organici al 31.12.2024 previsti dalla L. 244.

E, su tale onda (quella cioè di riforma della L.244), pareva ci si muovesse anche per l’impiego civile (Atto di indirizzo 2020, prevista, tra le priorità politiche, la valutazione “se sia ancora corrispondente al processo di riforma del modello di Difesa l’obiettivo di n. 20.000 unità da conseguire entro il 2020” – si veda l’allegato 3 su questa stessa pagina).

Ma forse le cose non stanno proprio così, purtroppo.

In data 18 luglio, c’è stata l’audizione in Parlamento sul DPP del Capo di SMD, gen E. Veciarelli, di cui pubblichiamo su questa stessa pagina il video (in allegato 4  su questa stessa pagina) e le slide illustrate (in allegato 5 su questa stessa pagina).

In quella circostanza, a specifica domanda in merito alle modifica dei numeri fissati dalla L. 244, il gen. Veciarelli ha dichiarato che ”sebbene ricevo sollecitazioni da parte di tutti i Capi di SM di poter avere numeri maggiori, penso di rimanere fermo sui numeri che abbiamo identificato nel 2012. Caso mai, penso alla possibilità di ulteriori razionalizzazioni, per esempio SS.MM. o distaccamenti periferici”.

Un affermazione pesante, che necessita di essere chiarita, e per questo abbiamo inviato al gen Veciarelli una richiesta di incontro, tenuto anche conto che, a distanza di dieci mesi dal suo insediamento, non ha ancora trovato il tempo di incontrare le OO.SS., mentre lo ha fatto con i COCER (in ultimo, il 17 lug. u.s.).  In allegato 1, la nostra lettera al Capo di SMD

(Giancarlo PIttelli)

Allegato 1: 28.08.2019 – Lettera FLP DIFESA  a Capo di SMM con richiesta di incontro

Allegato 2: Documento Programmatico Pluriennale (DPP) 2019-2021

Allegato 3: Atto indirizzo ciclo performance e bilancio anno 2020

Allegato 4: il video integrale dell’audizione del Capo di SMD

Allegato 5: Le slide illustrate in audizione dal Capo di SMD

Notiziario FLP DIFESA n. 38 del 23 aprile 2019 –

Una nave della Mediterranea in acque libiche

Dobbiamo dire subito che in questa circostanza abbiamo fortemente apprezzato l’operato dei Vertici militari e della Ministra della Difesa, E. Trenta.  Ci riferiamo alla schiena dritta mostrata in una vicenda, quella avvenuta nella settimana di Pasqua, che ha avuto davvero dell’incredibile, che ha rischiato peraltro di aprire un pericolosissimo conflitto istituzionale e della quale non si ricordano episodi analoghi nel passato più o meno recente della storia del nostro Paese. Ma vediamo i fatti.

Lo scenario di partenza è quello che fa riferimento alla crisi che sta vivendo oggi la Libia e alla guerra civile che si è scatenata dopo l’offensiva lanciata dal generale Haftar per prendere Tripoli. C’è un rischio reale per il nostro Paese, e lo ha ricordato lo stesso premier libico Al Sarraj, che ha detto che “800.000 migranti” potrebbero raggiungere le nostre coste per fuggire dalla guerra e dai suoi drammi.

Ebbene, di fronte a questa evenienza, che creerebbe evidentemente non pochi problemi nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del nuovo Parlamento europeo che si dice decisiva per i futuri equilibri interni ed europei, cosa fa il Ministro dell’Interno Salvini? Al fine di scongiurare possibili sbarchi nei nostri porti, predispone la sua terza “direttiva”, datata 15 aprile e cucita questa volta addosso alla nave Mare Ionio della ong Mediterranea Saving Humanns (ripartita pochi giorni fa da Lampedusa verso la Libia), affidandone ai suoi destinatari l’esecuzione “a partire da ogni possibile forma di notificazione ed intimazione agli interessati, e la stretta osservanza”.

Il problema è che , tra i destinatari, oltre al Capo della Polizia di Stato, al Comandante Generale dei Carbinieri, al Comandante Generale della Guardia di Finanza e al Comandante Generale della Guardia Costiera, ci sono anche due Autorità Militari, e precisamente il Capo di Stato Maggiore Marina (per competenza) e il Capo di Stato Maggiore Difesa (per conoscenza), il che appare ben strano, posto che i Vertici militari non dipendono certo dal Ministro dell’Interno ma dal Presidente della Repubblica, che è il Capo supremo delle Forze Armate, e dal Ministro della Difesa, che ne è Comandante in capo.  Insomma, quel che si dice “farla fuori dal vaso”……

Immediata la reazione della Difesa che, a leggere la notizia non smentita di Adnkronos e poi ripresa da tutti i media, ha considerato l’intimazione (questo il titolo della controversa direttiva) “una vera e propria ingerenza senza precedenti nella recente storia della Repubblica”, giudicando “gravissimo“ l’accaduto perché “viola ogni principio e ogni protocollo” e costituisce “una pressione impropria”. E ancora: “queste cose accadono nei regimi”, e dunque “è stata superata una linea rossa”.

Una reazione forte, apprezzabile e apprezzata, quella dei Vertici Militari, alla quale è seguita poco dopo anche quella della nostra Ministra, sinora alquanto silente sul “tema ingerenze”, che ha affermato che nell’attuale situazione di conflitto “chi fugge dalla Libia è un rifugiato”, invitando in via XX Settembre coloro che manifestano idee opposte “così gli spiego un po’ di diritto internazionale”.

E, poche ore dopo, in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare, la Ministra ha affermato che occorre “scongiurare una crisi umanitaria, che sarebbe devastante per il popolo libico e che potrebbe avere ricadute anche sul nostro Paese” e inoltre “che non ripeteremo gli errori del passato” e che “non esiste soluzione militare”, ottenendo nella circostanza il plauso del Capo politico del M5S Di Maio, mai tenero in passato, del Ministro Toninelli (“Sicuramente solo chiudere i porti non basta più”) e  anche del Premier Conte (“la politica sull’immigrazione non può ridursi a porti aperti sì o porti aperti no”).

E, di fronte a reazioni così forti, Salvini il colpo pare proprio averlo avvertito, atteso che una nota tecnica degli Interni ha chiarito che “continuano le interlocuzioni dirette tra Viminale e Vertici militari anche per definire le prossime strategie operative” e che  “sono esclusi dissapori, polemiche o malumori”.

“Quanno ce vò, ce vò”, scriveva Trilussa.  E, nella circostanza, ce voleva proprio questa reazione.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 122 del 5 novembre 2018 –

Il gen. A.Rosso, nuovo Capo di SMA, con alla sua sinistra il nuovo Capo di SMD, gen. E. Veciarelli

Il gen. di sq. a. Alberto Rosso  è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, in sostituzione del gen. Enzo Veciarelli che proprio da oggi 5 novembre 2018 ha assunto l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa, e dunque di Comandante in capo delle FF.AA. italiane.

Lo ha nominato, su proposta della Ministra Elisabetta Trenta,  il Consiglio dei Ministri nella riunione del 25 ottobre u.s..  Una nomina, quella del nuovo Capo di SMA, che si è accompagnata alla nomina del nuovo Capo di SMD venuta dallo stesso Consiglio dei Ministri, e che verosimilmente anticipa altre importanti nomine nel settore Sicurezza e Difesa, in particolare quelle dei Vertici del DIS-Dipartimento informazioni per la sicurezza e dell’AISEAgenzia informazione e sicurezza esterna, che il Governo intende rinnovare.

Tornando alla nomina del gen. Rosso, forniamo qualche breve nota biografica tratta dal web.

Il nuovo Capo di SMA è nato a Genova il 29 settembre 1959, ha frequentato l’Accademia Aeronautica di Pozzuoli ed si è laureato in Scienze Militari Aeronautiche presso l’Università di Napoli Federico II.  E’ stato Comandante del IX Gruppo Caccia Intercettori del 4° Stormo di Grosseto, che ha successivamente comandato dal 1994 al 1995.  E stato Capo del IV Reparto di SMA,  e successivamente, una volta promosso generale di Divisione, è stato chiamato a dirigere il IV Reparto di SMD. Nel 2014 è entrato nel Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, e poi promosso generale di squadra aerea.

Nel 2016 è stato chiamato dall’allora Ministra Pinotti all’incarico di Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa, incarico mantenuto in questi mesi anche con la nuova Ministra Trenta. Dopo la nomina del Consiglio dei Ministri del 25 u.s., ha assunto formalmente il comando dell’Aeronautica  nel corso della cerimonia del passaggio di consegne che si è svolta presso l’Aeroporto Militare di Ciampino mercoledì 31 ottobre u.s., alla presenza della Ministra Elisabetta Trenta, dei due  Sottosegretari on. Raffaele Volpi e on. Angelo Tofalo e dell’ancora, solo per pochi giorni, Capo di SMD, gen. Claudio Graziano.

Dunque, nel giro di solo pochi giorni, sono stati operati parecchi cambi al Vertice di A.D.  Nuovo da oggi il Capo di SMD (gen. Veciarelli), nuovo dal 31 u.s. il Capo di SMA, e nuovo anche  il Capo di Gabinetto in sostituzione del gen. Rosso, che la Ministra Trenta ha scelto da pochi giorni nella persona del gen. Pietro Serino, già Capo Ufficio Generale Pianificazione Programmazione e Bilancio dello Stato Maggiore Difesa (UGPPB) e che dal febbraio 2016, dopo la promozione a generale di C.A., ha assunto la Presidenza del Comitato Guida per l’implementazione del nuovo modello di Difesa discendente dal Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa, voluto a suo tempo (aprile 2015) dall’allora Ministra Pinotti ed oggi finito (pare) nel dimenticatoio dopo che il DDL attuativo è decaduto con la precedente legislatura.

C’è inoltre una nomina che noi attendiamo con particolare attenzione, ed è quella del nuovo Vice Capo di Gabinetto che tratterà le questioni del personale civile, in sostituzione della dr.ssa Antonietta Fava che assumerà a breve l’incarico di Vice Segretario Generale della Difesa, che è considerato il punto più alto della carriera civile all’interno del Ministero della Difesa. C’è un nome che gira con prepotenza, ed è quello dell’attuale Capo del V Reparto di SGD che la Ministra ha chiamato vicino a sé sul palco della festa del M5S di Roma domenica 21 u.s.  E potrebbe non essere finita qui, atteso che Radio Difesa parla  di un possibile ricambio, entro l’anno, anche al vertice di PERSOCIV.  Dunque viviamo un momento di grande trasformazione all’interno della nostra Amministrazione, che ci auguriamo possa aprire per noi scenari davvero migliori.

Al gen. Rosso,  che abbiamo conosciuto e apprezzato nelle vesti di Capo di Gabinetto,  le più vive felicitazione da parte di FLP DIFESA, gli auguri di un proficuo lavoro anche nel rapporto con le Rappresentanze del personale civile, e l’auspicio di poterlo incontrare presto in questo suo nuovo ruolo.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 118 del 26 ottobre 2018 –

Il nuovo Capo di SMD, gen. Enzo Veciarelli, insieme all’attuale gen. Claudio Graziano

Il gen. di sq. a. Enzo Vecciarelli, attuale Capo di SMA, è il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, in sostituzione del gen. C. Graziano che lascerà l’incarico di Cte delle FF.AA. italiane per andare a presiedere il Comitato Militare dell’Unione Europea. Lo ha deciso, su proposta della Ministra Trenta, il Consiglio dei Ministri in data di ieri, come risulta  dallo  comunicato stampa (stralcio) che pubblichiamo su questa stessa pagina.

Come si ricorderà, il Consiglio dei Ministri del 4 ottobre u.s., aveva provveduto a deliberare “la cessazione, dal prossimo 6 novembre, dall’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa del generale Claudio GRAZIANO, ai fini dell’assunzione dell’incarico di Presidente del Comitato Militare dell’Unione europea”,  ma non aveva provveduto al contempo a nominare il suo successore (vds. Notiziario n. 110 8.10.’18).

Si erano allora fatte due ipotesi per giustificare il rinvio: la prima, è che il Governo non avesse ancora le idee chiare sul nome del successore al vertice di SMD. Dopo lo “sgarbo” subito dall’Aeronautica al momento della nomina del generale Graziano, che venne nominato al vertice di SMD la vigilia di Natale del 2014 (si veda il nostro Notiziario n. 135 del 29.12.2014) rompendo la tradizione di rotazione tra le tre Forze Armate sin ad allora seguita che avrebbe portato alla scelta dell’allora Capo di SMA gen. P. Preziosa, tutte le previsioni additavano in un alto ufficiale dell’Aeronautica il successore quasi certo del gen. Graziano, e così alla fine è stato con la scelta del gen. Veciarelli che ha superato altri competitors (il gen. F. Giancotti, già Capo 1° Reparto di SMA, per es.).

La seconda ipotesi era riferita invece alla supposta intenzione del Governo, di cui si era letto su diversi giornali, di varare prima una norma per il ritorno agli incarichi biennali con possibilità di un secondo mandato per i Vertici delle FF. AA., come sempre avvenuto fino al 2017, quando gli incarichi divennero triennali e non rinnovabili/prorogabili. Così non è stato, però, e la nomina è triennale.

Tornando alla nomina del gen. Vecciarelli, qualche breve nota biografica tratta dal web.

Il nuovo Capo di SMA è nato a Colleferro (Roma) il 13 maggio 1957, ha frequentato l’Accademia Aeronautica dal 1975 al 1979 e nel 1980 ha conseguito il brevetto di pilota. È laureato in Scienze Aeronautiche presso l’Università di Napoli Federico II e in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l’Università degli Studi di Trieste,  è sposato e ha due figli.  E’ stato in servizio presso il I Reparto di SMA come Capo Ufficio Ordinamento; dal 2004 al 2007 è stato in servizio presso SEGREDIFESA quale Vice Capo del Reparto Politica degli Armamenti;  dal 22 luglio 2011 è stato Capo di Stato Maggiore del Comando Squadra Aerea.  Ha poi diretto il 4° Reparto di SEGREDIFESA,  e dal 25.02.2015 è stato chiamato all’incarico di Sottocapo di SMD,  che lo ha visto esordire con una coraggiosa lettera aperta datata 2 marzo 2015 che descriveva all’interno dei vertici militari… una situazione fatta di tensioni, sospetti, frizioni, competizioni corporative e personali, piccole e grandi congiure (di palazzo Caprara)”, poi  finita anche sui media (Il Fatto Quotidiano). Infine, la nomina  a Capo di SMA, decisa dal Consiglio dei Ministri del 21.03.2016 su proposta della Pinotti.

A sostituire il gen. Veciarelli al vertice dell’Aeronautica,  lo stesso Consiglio dei Ministri di ieri ha provveduto a nominare l’attuale Capo di Gabinetto della Ministra Trenta, il gen. sq.a. Alberto Rosso.

Ai due Generali, le nostre felicitazioni più vive e gli auguri di buon lavoro nei nuovi prestigiosi incarichi.

Con l’occasione, si sembra utile segnalare che lo stesso Consiglio dei Ministri di ieri ha provveduto:

 – ad adottare un DDL delega al Governo per l’adozione di disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi in materia di riordino delle carriere del personale delle FF.AA., con l’obiettivo di  garantire l’equiordinazione tra le forze armate e quelle di polizia (siamo curiosi di leggerne i contenuti…altri soldi?);

– il disegno di legge c.d. “concretezza” per  interventi in ambito PP. AA. che, tra le altre cose, cancella il blocco del turnover e prevede assunzioni straordinarie nel triennio (si legga il comunicato del CdM), cosa per noi di estremo interesse.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 25.10.2018 – stralcio comunicato riunione Consiglio dei Ministri

Notiziario n. 89 del 20 agosto 2018 –

Il Capo di SMD, gen. Claudio Graziano

A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, il quale lascerà a novembre il comando delle nostre FF.AA. e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’ Unione Europea, audizione in questo caso limitata al solo intervento iniziale del Capo di SMD,  essendo stata rinviata al dopo ferie la parte relativa alla discussione (sul ns. sito, video e resoconto).

Il Capo di SMD ha affrontato quattro temi: il quadro internazionale e i compiti delle FF.AA.; la riorganizzazione FF.AA. all’interno di un orizzonte quindicinale; il bilancio finanziario della nostra Amministrazione; le problematiche del personale della Difesa.

A giudizio del gen. Graziano, il contesto internazionale appare estremamente complesso e complicato, e anche in continua mutazione sul piano delle minacce che mostrano “continuamente una capacità di sorprendere la comunità internazionale che si dimostra spesso impreparata e disorientata.. di fronte alla necessità di garantire una risposta rapida, unitaria e globale ”. E, tra le minacce più preoccupanti, il Capo di SMD ha indicato quella “terroristica di matrice confessionale”.  Occorre pertanto essere pronti a difendersi e a tal riguardo ha segnalato la centralità della difesa cybernetica, a cui andrà dedicata molta attenzione.

In materia di riordini / ristrutturazione, il Capo SMD ha ricordato come “il processo di trasformazione che interessa le FF.AA. dura ormai ininterrottamente dalla fine degli anni 90” e che “se da un lato ha generato grandissima flessibilità, dall’altra parte richiede ora un periodo lungo di stabilità programmatica”. Ha quindi accennato, ma in modo lieve e solo interrogativo, al destino delle scelte operate dal Libro Bianco (di cui il gen. Graziano è stato grande ispiratore e sostenitore), che invece nelle sue precedenti audizioni ne era stato al centro, con ripetute  richieste di approvarne i provvedimenti attuativi. E’ di tutta evidenza come il mutato atteggiamento sia in relazione al nuovo quadro politico-parlamentare.

Sotto il profilo finanziario, il Capo di SMD ha ricordato che il bilancio della Difesa sfiora i 21 mld di € che, con i fondi del MISE e delle missioni si arrivi quest’anno complessivamente a 24,7,  risorse certo importanti che però consentono di mantenere in piena efficienza solo la quota parte degli assetti impiegata nelle missioni.  Sul piano delle voci di bilancio, le spese di investimento toccherebbero il 21% e dunque in linea con altre nazioni; quelle per il personale il 67% (molto superiore dunque ad altre nazioni, questo però lo diciamo noi); infine, quelle per  l’esercizio solo il 10% (detti numeri sommati fanno 98, ne mancano 2 per arrivare a cento: dove stanno?), con l’Esercito che è in affanno e per la quale F.A.  il Capo di SMD ha auspicato una legge ad hoc, dopo gli investimenti per gli F35 a favore dell’Aeronautica e la legge navale per la Marina varate negli anni scorsi.

Il gen. Graziano ha quindi affrontato le questioni del personale, che ha detto essere “al centro del sistema Difesa”, e rispetto al quale ha segnalato, in termini di priorità assolute, i temi relativi al benessere organizzativo e alla sicurezza dell’ambiente di lavoro. Ha parlato in particolare del personale militare (6.200 le unità impegnate nelle missioni internazionali, 7.200 quelli operanti in Strade Sicure), e ha ribadito più volte la necessità che siano costantemente allineati i trattamenti del personale delle FF.AA. rispetto alle altre categorie del comparto sicurezza e difesa, nel rispetto del principio della della c.d. equiordinazione. E per i civili?

Infine, a differenza della Ministra Trenta che in audizione ci ha totalmente oscurato, il Capo SMD ha anche accennato alle problematiche del personale civile, che ha definito “pilastro fondamentale”  del sistema Difesa. Ha ricordato la riduzione dei ruoli di cui alla legge 244/2012, e soprattutto l’invecchiamento della forza lavoro per mancanza di turnover. Da qui la richiesta di un “mutamento profondo” delle politiche sin qui adottate verso il “comparto civile”, che dovrà assumere “un ruolo di maggiore responsabilità”, e ha richiesto l’assunzione di nuove unità di personale, in primis verso Stabilimenti, Arsenali ed Enti del mantenimento.

Grazie al Capo di SMD per l’attenzione, ma in questi anni non è che si sia proceduto molto in questo senso di marcia…..

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 4 del 16 gennaio 2018 –

La Ministra R. Pinotti con il Capo di SMD C. Graziano

Il sogno, inizialmente ispirato dal  gen. R. Mosca Moschini – già Comandante generale della Guardia di Finanza, poi Capo di SMD, quindi consigliere militare del Presidente della Repubblica e oggi, a quasi 80 anni,  ancora sulla cresta dell’onda in qualità di Segretario del Consiglio Supremo di Difesa – e poi a lungo coltivato dalla Ministra Pinotti,  di operare una storica riorganizzazione del modello difesa con più potere e più leve decisive attribuite al Capo SMD, che rappresenta nella sostanza il cuore del progetto “Libro Bianco”, risulta allo stato naufragato e, per il momento, deve essere necessariamente riposto nel cassetto

Con la firma del decreto di scioglimento delle Camere operato il 28 dicembre u.s. dal Presidente Mattarella e con la fine della XVII legislatura, infatti, tutte le proposte legislative in itinere o ancora in corso d’esame da parte del Parlamento, sono automaticamente decadute. Tra queste, anche il DDL 2728 attuativo del Libro Bianco, approdato in prima lettura al Senato, ma mai sottoposto al voto dell’aula.

Come si ricorderà, il “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”  era stato elaborato da un gruppo di c.d. “esperti” e poi reso pubblico sul sito del nostro Ministero il 30 aprile 2015 (lo ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4). Ne abbiamo evidenziato i contenuti, per alcuni versi preoccupanti e pericolosi, attraverso i numerosi Notiziari che abbiamo dedicato da allora ad oggi (ricordiamo in particolare il Notiziario n. 48 dell’11.05.2015).  E abbiamo seguito il percorso parlamentare del Disegno di Legge attuativo (DDL 2728) adottato il 10.02.2017 dal Consiglio dei Ministri  e titolato “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle FF.AA.…” , che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3, e abbiamo registrato al contempo alcune reazioni forti e negative indotte sia all’interno del M.D. (pensiamo alle posizioni ostili assunte a suo tempo dall’allora Capo di SMM amm. De Giorgi) sia sul fronte politico-parlamentare, anche in ambito stessa maggioranza, che ne hanno di fatto rallentato il percorso e lo hanno poi condotto su un binario morto. Gli unici passaggi effettuati, nell’oltre anno e mezzo di stazionamento al Senato (alla Camera non è mai approdato, ovviamente), sono stati l’esame e il via libera delle Commissioni Bilancio e  Difesa, la quale ultima in data 11 ottobre u.s. ha espresso parere favorevole a maggioranza dei suoi componenti e con voto positivo anche di pezzi della minoranza (Forza Italia, per es.). Su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2,  i resoconti delle sedute conclusive delle due Commissioni.

Una sola norma contenuta del DDL non approvato è comunque già diventata legge: è quella relativa al mandato non più biennale ma triennale dei nuovi vertici delle Forze Armate, che è entrata in vigore attraverso l’inserimento nel decreto legge fiscale collegato alla legge di bilancio 2018 (D.L. 16.10.2017, n. 148, che è poi stato convertito senza modifiche nella Legge 4.12.2017, n. 172).

Di questo allungamento del mandato hanno già beneficiato: il Cte gen. dell’Arma, T. Del Sette, che lascerà proprio oggi l’incarico al neo nominato nuovo Cte dei CC Gen. G. Nistri;  il Capo di SME gen. D. Errico, che a sua volta lascerà l’incarico il 27 febbraio p.v. al neo nominato nuovo Capo di SME gen. S. Farina; infine, il gen. C. Graziano Capo di SMD, che lascerà il suo incarico a novembre p.v. e dunque sarà ancora in carica dopo le elezioni e la nomina del nuovo Ministro della Difesa, che potrebbe ripresentare in CdM  il DDL in argomento. E siamo certi che il gen. Graziano solleciterà il nuovo Ministro a farlo il prima possibile.

Il  DDL 2728, oggi decaduto, a noi interessava però per un altro motivo. Lo abbiamo ricordato nel nostro ultimo Notiziario n. 3 del 9.01.2017, parlando delle novità assunzionali frutto delle iniziative poste in essere in conseguenza dell’accordo del 5 aprile. Tra queste, la riattivazione delle “scuole allievi operai”, punto forte delle richieste sindacali unitarie, e che si è poi tradotta nella presentazione di due emendamenti governativi allo stesso DDL, che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 5.

Che oggi sono ovviamente decaduti, ma dei quali solleciteremo al nuovo Ministro l’urgente recupero o tramite il nuovo DDL attuativo del LB o con altro veicolo normativo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto Commissione Bilancio della Camera dell’11.10.2017

Allegato 2: Resoconto Commissione Difesa del Senato dell’11.10.2017

Allegato 3: Il-testo del DDL 2728 di attuazione del Libro Bianco

Allegato 4: Libro Bianco pubblicato in data 30.04.2015 

Allegato 5: Emendamenti al DDL 2728 per scuole allievi operai 

Notiziario n. 33 del 20 marzo 2017 –

Il Capo di SMD gen. Graziano e la Ministra Pinotti

A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e laborioso: quasi due anni per la messa a punto del DDL (la previsione del  Libro Bianco era invece di max sei mesi), e ora questo ulteriore ritardo nell’ufficializzazione del testo, lasciano immaginare che l’operazione tesa a modificare  profondamente l’attuale assetto della Difesa non scorra poi così piana,come certamente vorrebbero gli ideatori e i sostenitori .

Pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 il provvedimento in argomento, classificato come Atto Senato n. 2728 e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministero della difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale delle Forze armate, nonché per la riorganizzazione del sistema della formazione”  e ne pubblichiamo anche tutti i documenti a corredo: la Relazione illustrativa”, la “Relazione tecnica”, l’ “Analisi tecnico-normativa” e l’Analisi dell’impatto della regolamentazione (AIR)”.

Dunque, si apre ora la fase decisiva dell’esame da parte dei due rami del Parlamento, e noi speriamo che il provvedimento venga significativamente modificato.  Il nostro giudizio al riguardo è stato molto netto sin dal primo apparire del Libro Bianco, e nel frattempo non abbiamo certo cambiato opinione.

Il punto più critico riguarda il nuovo ruolo, preponderante e assoluto, attribuito al Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (la DNA-Direzione Nazionale Armamenti e il costituendo Comando Logistico Difesa ,in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in  materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che a noi, convinti che in democrazia sia fondamentale l’equilibrio tra i poteri, non piace per nulla.

Ma ci sono anche altre scelte che riteniamo negative:  il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la DNA, che transiterà a SMD, con tutti gli interessi legati all’industria della difesa che si trascinerà dietro; il rapporto non chiarito con il massiccio riordino in chiave riduttiva (di strutture e di personale) delle FF.AA. avviato dalla Legge 244/2012 e dai tre decreti attuativi (nn. 7 e 8/2014 e n. 91/2016); le corpose novità in materia di bilancio, non più tripartito; c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne pagherà i costi, in un momento di grande sofferenza sociale ed economica del Paese; c’è inoltre il progetto di soppressione dell’area industriale della Difesa, con previsione di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è infine, per noi civili, l’ulteriore nostra marginalizzazione per dare più ruolo e funzioni ai militari, in primis in area SMD.

Seguiremo da vicino i lavori parlamentari e cercheremo anche di interloquire con le Commissioni competenti, con la speranza che alla fine il provvedimento venga molto modificato. Non sarà certamente una cosa facile.

E’ in atto infatti un’offensiva mediatica dei Vertici della Difesa tesa a fornire all’opinione pubblica una lettura rassicurante e positiva del provvedimento: dopo l’intervista alla Ministra Pinotti del 1 marzo u.s. (“Nasce il Pentagono italiano, comando unico e risparmi, così cambiano le Forze Armate”) di cui abbiamo già dato conto ai colleghi con il Notiziario n. 32 del 16.03.2017,  il giornale “La Repubblica” ha dato spazio a una nuova intervista, questa volta al Capo di SMD gen. Claudio Graziano, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 3.

Il pretesto era quello di parlare di cyberdifesa,  ma poi l’intervista vira tutta sul progetto di riforma, di cui vengono evidenziati i supposti benefit, tra i quali i tutti da dimostrare tagli di generali e ammiragli, segnalando finanche le virtù taumaturgiche del progetto al punto da affermare che, dopo la riforma, non assisteremo più “ai capitoli peggiori della nostra storia militare segnati dalla mancanza di coordinamento tra le singole FF.AA.: aerei che colpiscono nostre navi e viceversa”, che offre una visione non proprio esaltante delle FF.AA. che furono, e che in parte ancora oggi sono.  No comment, al riguardo!

Infine, pubblichiamo in allegato 4 la richiesta unitaria di audizione sul DDL in argomento inviata da CGIL FP – UIL P A e FLP DIFESA al Presidente della IV Commissione Difesa del Senato

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1 – Atto Senato n. 2728 :    Il testo del Disegno di Legge A.S. 2728      Relazione illustrativa A.S. 2728 con allegato    Relazione tecnica A.S. 2728     Analisi tecnico normativa A.S. 2728     Analisi Impatto della Regolamentazione (AIR) A.S. 2728

Allegato 2 –  Libro Bianco 2015 per la sicurezza internazionale e la difesa

Allegato 3 –  15.03.2017 – La Repubblica, intervista al Capo di SMD

Allegato 4  – 20.03.2017 Richiesta unitaria di audizione DDL

Notiziario n. 87 del 10 agosto 2015 –

Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015
Il gen. Graziano in audizione alla Camera il 6 agosto 2015

Era molto attesa l’audizione in Commissione Difesa della Camera del Capo di SMD, gen. C. Graziano, e cioè del Comandante in capo delle FF.AA.italiane. Già programmata per il 31 luglio u.s., l’impegno era poi stato annullato per un problema tecnico  e quindi riprogrammata al 6 agosto dal nuovo Presidente, l’on. Francesco Saverio Garofani.

Diciamo subito che la “performance” del gen. Graziano non è piaciuta granchè.  Doveva essere il Libro Bianco, con le problematiche annesse e connesse che si porta dietro, ad essere al centro del confronto, e in particolare lo sviluppo dei lavori del Comitato Guida  e dei diversi “gruppi” che vi stanno lavorando intensamente in SMD.  Invece il gen. Graziano ha parlato più di scenari e criticità nei teatri internazionali, in particolare nell’area euro-mediterranea (ad un certo punto, è sembrato quasi di ascoltare l’audizione del Ministro degli Esteri),  lasciando così al Libro Bianco – forse volutamente – un posto del tutto secondario.

Il gen. Graziano ha parlato molto dei rischi legati alla situazione internazionale, in particolare quella libica, di cui ha elencato le diverse criticità;  ha quindi affermato che, “è evidente la necessità di definire con coerenza e chiarezza quelle che sono le aree di prioritario interesse nazionale in cui essere in grado di intervenire”, anche perché mentre “aumentano i rischi per la sicurezza, diminuiscono le risorse finanziarie”, segnalando che le spese per il personale hanno già superato il 73%, con una grave contrazione dell’ esercizio.  Ha poi delineato il quadro degli impieghi operativi attuali: 12.000 gli uomini impiegati, di cui 5000 nelle missioni all’estero e i restanti 7000 in operazioni in Patria (“strade scure”; “mare sicuro”; etc.).  Infine, ha fatto un excursus storico che, partendo dalla riforma Andreatta e passando attraverso l’introduzione del modello professionale,  è poi approdato alla L. 244/2012 (riassetto delle FF.AA.), di cui il gen. Graziano ha però dato una lettura riduttiva in chiave solo economicistica. Infine ha parlato del LB  (“molto atteso da noi militari”), il cui obiettivo è una  “razionalizzazione e modernizzazione delle FF.AA.” per cui occorre dare “massima priorità al processo di integrazione interforze”  e consolidare “nel vertice delle FF.AA. il ruolo di una “unica regia” (quello del CaSMD, appunto).  Solo un fugace accenno, invece,  ad alcune delle novità epocali in esso contenute (DNAL che accorpa DNA e Logistica, alle dipendenze del CaSMD) e invece proprio nulla su:  crescita  del ruolo  del CaSMD e connesso depotenziamento delle FF.AA.; incremento incarichi di vertice;  LB come “direttiva ministeriale”  e non coinvolgimento del Parlamento sulle scelte riformatrici; etc. etc..

Sul personale civile, il solito richiamo alla necessità di “valorizzarne il ruolo”,  zero richiami alla c.d. “specificità” e l’auspicio di “più integrazione con i militari”   e  per l’“attribuzione di incarichi di maggiore responsabilità”.

Di questo tentativo da parte del gen. Graziano di eludere nella sostanza i temi veri della discussione sul LB,  se ne è accorto subito l’on. G. P. Scanu, di nuovo capogruppo PD in Commissione, che ha innanzitutto chiarito che ci sarà certamente bisogno di ulteriori approfondimenti (prevista a settembre una nuova audizione),  ha contestato decisamente la lettura economicistica data dal CaSMD sulla L. 244 che “ha invece operato scelte strutturali, conferendo al Parlamento un ruolo essenziale nelle scelte in materia di Difesa” e ha concluso dicendo che il LB “non è un atto legislativo, ma un atto del Governo”,  le cui scelte dovranno passare in Parlamento. Parole nette e chiare, nelle quali ci ritroviamo pienamente atteso che sono le cose che FLP DIFESA ha detto sin da subito, e che danno anche il senso del tentativo di fuga in avanti operato dalla Ministra  che rischia però ora di trovare sul LB contrasto e opposizione nelle Camere,  come è dimostrato dal fatto che l’intervento dell’on. Scanu  è stato ripreso e dichiaratamente condiviso da altri parlamentari, a partire dall’ex Presidente Vito di FI.  A settembre ne vedremo delle belle, Ministra avvisata mezza salvata…

Un’ ultima annotazione: l’on. Vito ha  protestato perché la vicenda dei fucilieri MM Latorre e Girone non ha trovato alcuno spazio nell’intervento iniziale del gen. Graziano. E la cosa è apparsa davvero un po’ strana…..

(Giancarlo Pittelli)

*   Il video integrale dell’audizione del CaSMD del 6 agosto 2015 in Commissione Difesa della Camera  (clicca e ascolta)

Notiziario n. 77 del 14 luglio 2015 –

Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD
Il gen. C.A. Claudio Graziano, Capo di SMD

Da quanto ne sappiamo, STAMADIFESA è impegnata in questi giorni in un grande sforzo di elaborazione sulle scelte del Libro Bianco (LB). Diversi i “gruppi di lavoro” all’opera già da settimane, riunioni tecniche che si susseguono una dopo l’altra, mai come ora SMD appare davvero l’ombelico del MD. Perché?

Il motivo è tutto da ricercare nelle opportunità che le prossime settimane, così ricche di eventi potenzialmente favorevoli,  potrebbe assicurare in relazione agli obiettivi fissati dal “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”  (LB) , al cui  ultimo capitolo, il decimo, si afferma che detto LB “costituisce direttiva ministeriale per tutte le articolazioni dell’A.D. e pertanto gli obiettivi, quando riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente, vanno immediatamente perseguiti”. Più oltre (paragrafo 296),  il LB fissa anche dei tempi precisi: entro tre mesi, una ristretta Commissione non meglio precisata predisporrà la revisione della governance del Ministro;  entro sei mesi, “il Capo di SMD predisporrà per la valutazione del Ministro una nuova struttura organizzativa dello strumento militare”, che potrebbe variare pesantemente quella in essere, anche discendente dalla L. 244/2012 e dal D. Lgs. 7;  inoltre, sempre entro sei mesi, lo stesso “Capo di SMD predisporrà, per l’approvazione del Ministro, una Revisione Strategica della Difesa…e sarà elaborato un nuovo ciclo di pianificazione”. Una vera rivoluzione!

Se così è, il problema sta allora tutto nello stabilire quali siano “gli obiettivi, riconosciuti come raggiungibili a normativa vigente”,  che potrebbero così essere “immediatamente perseguiti”  attraverso percorsi veloci e semplificati, evitando impegnativi passaggi legislativi ordinari o ulteriori deleghe.  Le domande allora sono: è obiettivo “raggiungibile  a normativa vigente”  l’istituzione del “Vice Comandante per le Operazioni”  che avrà responsabilità, delegata  dal Capo di SMD, di pianificazione e di impiego delle forze in operazioni, con l’ausilio di un COI IF (para. 173)?  E lo è  il transito della funzione di Direttore Nazionale Armamenti da SGD a SMD,  che sarà accompagnata dalla costituzione del Comando Logistico della Difesa (CLD) e porterà alla nascita del “DNAL” (Direttore Nazionale degli Armamenti e Responsabile Logistica), come prevede il para. 174?  E lo è  l’istituzione della “Commissione di valutazione Interforze” (para. 181),  che andrà a rivoluzionare l’attuale modello di avanzamento delle carriere e attribuirà al Capo di SMD il potere di determinare le promozioni della dirigenza militare di tutte le FF.AA.?  E  lo è  l’istituzione di nuove strutture con relative posizioni apicali e staff,  come la nascente Direzione di Formazione I.F.,  che certo non ridurranno i livelli gerarchici come pure promette il LB? E lo è, infine, il depotenziamento delle FF.AA. e dei loro Vertici, a tutto vantaggio del ruolo del Capo di SMD?

Ebbene, di fronte a questa matassa intricata,  le  prossime scadenze parlamentari offrono un’opportunità irripetibile per accelerare e semplificare  i percorsi ai fini del raggiungimento degli obiettivi fissati dal LB:: l’estate incombe, e con essa la chiusura delle Camere;  le Commissioni Difesa sono alla vigilia della rielezione dei Presidenti;  in casa PD, l’ on. Scanu,  già dimessosi  da Capogruppo e che in passato qualche dispiacere lo ha dato alla Ministra, potrebbe essere il nuovo Presidente alla Camera. E i gruppi di opposizione hanno già richiamato la centralità delle Camere. Allora, forse è meglio accelerare i tempi……

Noi la pensiamo diversamente, convinti come siamo che gli obiettivi fissati dal LB,  alcuni dei quali molto preoccupanti perché orientati alla creazione dell’ uomo forte (il Capo di SMD) il che in materia di difesa pone pesantissimi problemi,  debbano tutti passare al vaglio o quantomeno alla discussione del Parlamento. Per questo lanciamo un appello: giovedì p.v., il Capo di SMD sarà in audizione in Parlamento, sarebbe davvero interessante che venisse interrogato sugli intendimenti che stanno maturando in ordine alle modalità, ai percorsi e ai tempi necessari per dare attuazione ai sopra richiamati obiettivi del Libro Bianco…

Alla nostra prossima puntata sul LB, vorremmo riflettere un pò sui nuovi poteri del Capo di SMD.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato:    Libro Bianco – 30.04.2015 

 

Capo di SMD


Le proposte FLP per il rinnovo del CCNL. Il diritto al rinnovo e l’adozione di scelte tese a valorizzare il lavoro pubblico e modernizzare le AA., non possono essere messe in discussione per lo sciopero di Cgil, Cisl e Uil. In merito alla mancanza di provvedimenti in DDL Bilancio a favore dei civili, FLP DIFESA ha messo a punto alcune proposte di emendamenti (assunzioni straordinarie; risorse per il gap; centri di formazione; stralcio norma sul Capo SMD) che stanno suscitando interesse in alcuni parlamentari

27 Nov 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 104 del 27 novembre 2020 – Le cronache di questi giorni sono piene di denunce e di osservazioni estremamente critiche nei confronti dell’iniziativa assunta da CGIL-CISL-UIL per lo sciopero nella giornata del ponte dell’Immacolata. Noi rispettiamo ovviamente questa scelta, ma riteniamo che, di fronte a quello che sta succedendo nel Paese […]


Esame in Parlamento del Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il 2019-2021. Cresce ancora la spesa per il personale sino al 74%, mentre Esercizio e Investimenti sono al 13%. Sul DPP, audizione in Commissione Difesa del Capo di SMD, che fa una affermazione preoccupante: non verrebbero modificati i numeri fissati dalla Legge 244, ma si potrebbe dar corso solo a nuove razionalizzazioni. FLP DIFESA scrive al gen. Veciarelli e chiede un incontro urgente, il primo con le OO.SS.

29 Ago 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 76 del 29 agosto 2019 – In data 17 luglio e 1 agosto uu.ss., la Commissione Difesa della Camera ha esaminato il “Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa per il Triennio 2019-2021” (DPP), che rappresenta lo strumento con cui il Ministro illustra al Parlamento le previsioni di spesa per l’anno in […]


La forte reazione dei Vertici della Difesa (Capo di SMM, Capo di SMD e Ministra) alla Direttiva Salvini del 15 aprile predisposta al fine di scongiurare possibili sbarchi di migranti nei porti italiani. Una reazione comprensibile e apprezzabile, atteso che le Forze Armate dipendono dal Presidente della Repubblica e dal Ministro della Difesa e non certo dal Ministro dell’Interno. Parole molto chiare della Ministra Trenta anche in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare: sulla crisi libica, “non ripeteremo gli errori del passato” e “non esiste soluzione militare”.

23 Apr 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 38 del 23 aprile 2019 – Dobbiamo dire subito che in questa circostanza abbiamo fortemente apprezzato l’operato dei Vertici militari e della Ministra della Difesa, E. Trenta.  Ci riferiamo alla schiena dritta mostrata in una vicenda, quella avvenuta nella settimana di Pasqua, che ha avuto davvero dell’incredibile, che ha rischiato peraltro […]


Il gen. sq. a. A. Rosso, già Capo di Gabinetto delle Ministre Pinotti e Trenta, è il nuovo Capo di SMA. Il nuovo Capo di Gabinetto è invece il gen. P. Serino, già Capo dell’UGPPB di SMD e Presidente del Comitato Guida per l’implementazione del nuovo modello Difesa. Da oggi, in carica anche il nuovo Capo di SMD, gen. E. Veciarelli. Tanti dunque i cambiamenti ai vertici di A.D., e a breve avremo anche il nuovo Vice Capo di Gabinetto che si occuperà di personale civile.

5 Nov 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 122 del 5 novembre 2018 – Il gen. di sq. a. Alberto Rosso  è il nuovo Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, in sostituzione del gen. Enzo Veciarelli che proprio da oggi 5 novembre 2018 ha assunto l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Difesa, e dunque di Comandante in capo delle FF.AA. italiane. […]


Il Consiglio dei Ministri ha deciso. Su proposta della Ministra Trenta, al gen. E. Veciarelli, attuale Capo di SMA, conferito l’incarico di Capo di SMD. In sua sostituzione, al vertice dell’Aeronautica, nominato l’attuale Capo di Gabinetto della Ministra Trenta, il gen. A. Rosso. Il Consiglio dei Ministri approva anche un DDL delega per una ulteriore equiordinazione tra FF.AA. e Forze di polizia e un DDL che prevede la fine dei blocchi del turnover e assunzioni straordinarie.

26 Ott 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 118 del 26 ottobre 2018 – Il gen. di sq. a. Enzo Vecciarelli, attuale Capo di SMA, è il nuovo Capo di Stato Maggiore della Difesa, in sostituzione del gen. C. Graziano che lascerà l’incarico di Cte delle FF.AA. italiane per andare a presiedere il Comitato Militare dell’Unione Europea. Lo ha deciso, su […]


L’audizione parlamentare del gen. Graziano, Capo di SMD, a pochi mesi dalla fine dell’incarico. Criticità del quadro internazionale e ruolo dell’Italia; bilancio finanziario 2018; problematiche del personale e ruolo dei civili; processi di riordino delle FF.AA., rispetto ai quali ha tenuto basso il profilo relativo alle scelte operate dal Libro Bianco. Segno dei tempi nuovi, evidentemente

20 Ago 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 89 del 20 agosto 2018 – A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, […]


Fine corsa per il disegno di legge attuativo del Libro Bianco. Con lo scioglimento delle Camere per fine legislatura, è di fatto decaduto. Una sconfitta per Ministra e Capo di SMD. Potrebbe però essere ripescato nella nuova legislatura che uscirà dal voto del 4 marzo p.v.. Ma bisognerà capire gli orientamenti al riguardo del nuovo Ministro e della nuova maggioranza

16 Gen 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 4 del 16 gennaio 2018 – Il sogno, inizialmente ispirato dal  gen. R. Mosca Moschini – già Comandante generale della Guardia di Finanza, poi Capo di SMD, quindi consigliere militare del Presidente della Repubblica e oggi, a quasi 80 anni,  ancora sulla cresta dell’onda in qualità di Segretario del Consiglio Supremo di Difesa […]


Pubblichiamo il testo approdato al Senato (Atto n. 2728) e la documentazione a corredo del DDL attuativo del Libro Bianco che reca riorganizzazione dei Vertici e conferisce deleghe al Governo per la revisione del modello operativo FF.AA. Ora l’esame del Parlamento. Richiesta unitaria CGIL-UIL-FLP di audizione

20 Mar 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 33 del 20 marzo 2017 – A oltre quaranta giorni dal via libera del Consiglio dei Ministri del 9 feb. u.s., ha visto finalmente la luce sul sito del Senato il Disegno Di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco che era stato pubblicato a fine aprile 2015. Il parto è stato particolarmente lungo e […]




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