Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 1/2023, che relaziona sui contenuti del parere fornito dal Dipartimento FP nello scorso mese di giugno, nel quale si ribadisce il principio che il lavoratore agile conserva il diritto al trattamento economico non inferiore a quello applicato al lavoratore in presenza.
Nessun alibi alle Amministrazioni che in questi mesi hanno negato la corresponsione dei buoni pasto per le giornate di lavoro agile effettuate.
Se l’impedimento manifestato era l’orientamento che sarebbe stato espresso dal Ministero per la Pubblica Amministrazione, il parere fornito dal Dipartimento della Funzione Pubblica nel mese di giugno 2022 ad una singola Amministrazione, pubblicato sulla banca dati dei pareri il 23 dicembre 2022, che alleghiamo al presente notiziario (all. 1), permette ora di dare piena rilevanza esterna e generale a tale orientamento, chiarendo come non vi sia nessuna preclusione da parte degli Uffici di Palazzo Vidoni.
Del resto, in sede di trattativa del CCNL delle Funzioni Centrali, come FLP esercitammo una lunga e complessa azione negoziale per impedire che passasse la tesi della non corresponsione del buono pasto nel caso di espletamento dell’attività in smart working, e ci battemmo per prevedere la piena corrispondenza di tutti gli istituti del trattamento economico applicabili aquelli corrisposti per il lavoro in presenza.
Tra l’altro nella quasi totalità dei casi il lavoro agile autorizzato oggi nelle Amministrazioni del comparto delle Funzioni Centrali non è basato sulla valutazione del raggiungimento degli obiettivi senza vincoli di orario, ma all’attualità è ancorato a una rigida rilevazione degli orari di svolgimento della prestazione lavorativa, che coincidono con quelli in presenza.
Ne consegue che nessuna preclusione può essere prevista, e nessuna penalizzazione accettata, per cui invitiamo tutte le nostre strutture, compresi i rappresentanti nei CUG e negli Organismi Paritetici per l’Innovazione, impegnate nel confronto con le singole amministrazioni per la definizione dei regolamenti sul lavoro agile a regime, a rappresentare tale esigenza, nel pieno rispetto della normativa contrattuale.
Così come ribadiamo la necessità che ogni diniego che le Amministrazioni vorranno addurre, dovrà essere adeguatamente motivato, con la piena assunzione delle responsabile connesse, con riferimento agli impedimenti organizzativi, procedurali e tecnici che ne impedirebbero l’accoglimento.
La Segreteria Generale FLP
Una diatriba che è stata dibattuta ampiamente in Difesa, in particolare nel corso del confronto per la redazione del Protocollo per il contrasto alla diffusione del COVID 19, e l’allora D.G. dott.ssa Montemagno si era trincerata dietro la necessità che fosse la Funzione Pubblica a prendere posizione con un un preciso orientamento. Ora questa si è pronunciata, e dunque abbiamo chiesto con la nota in allegato 2) alla Delegazione trattante di riprendere l’argomento nell’ambito del confronto previsto per la definizione del Regolamento per il Lavoro Agile in Difesa di cui alla nostra richiesta a seguito (all. 3).
E’ tutto, cordialissimi saluti
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della nostra Federazione in data 3 u.s., nel quale si rappresenta come la soluzione adottata con il comma 870 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 – che prevede la possibilità di utilizzare nel 2021, all’interno dei FRD, i risparmi conseguiti dalle Amministrazioni nel 2020 su buoni pasto e straordinari – risulti allo stato insufficiente, controversa e di difficile applicazione, e si segnala a tal riguardo il parere recentemente reso dall’Avvocatura Generale dello Stato al Formez in cui si conferma la possibilità di corresponsione del buono pasto ai lavoratori in smart working, e un parere di analogo segno venuto dall’Agenzia delle Entrate.
” Il permanere dell’emergenza pandemica che in questi giorni, purtroppo, sta registrando nuove impennate, ha comportato, tra le altre misure di prevenzione, la proroga del lavoro agile emergenziale in tutte le Pubbliche Amministrazioni.
Questa situazione rende ancora di estrema attualità la questione della mancata corresponsione dei buoni pasto al personale, considerato che probabilmente e ancora per molti mesi, dovremo fare i conti con questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, senza che vi sia stata ancora data un’adeguata regolamentazione contrattuale a molti degli istituti che regolano il rapporto di lavoro.
Calcoliamo che in questo ultimo anno, per effetto della mancata erogazione dei buoni pasto e del lavoro straordinario, (eppure sappiamo come e quanto la prestazione lavorativa in molti casi sia stata svolta anche in modalità eccedenti l’orario di lavoro al fine di erogare prestazioni e servizi legati all’eccezionalità del momento) vi sia stata una perdita di salario pro-capite almeno pari a 1.500 euro. Se a questo aggiungiamo i costi sostenuti per le dotazioni informatiche proprie, per le connessioni e i collegamenti, abbiamo chiaro il senso di quanto sia stata rilevante la perdita economica per il personale, in un momento in cui il CCNL è scaduto da più di due anni e le stesse somme dei Fondi Risorse Decentrate sono sempre più decurtate e corrisposte con enorme ritardo.
Del resto la soluzione adottata da Governo e Parlamento con il comma 870 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 che prevede la possibilità di utilizzare nel 2021, all’interno dei FRD, i risparmi conseguiti dalle Amministrazioni nel 2020 su buoni pasto e straordinari appare insufficiente, controversa e di difficile applicazione:
perché sposta sull’esercizio 2021 risorse che invece erano destinate a remunerare prestazioni rese nel 2020, prevedendone l’erogazione all’interno dei Fondi per fattispecie diverse (vedi performance e produttività) che non riusciranno a intercettare coloro che il danno l’hanno subito;
perché resta l’ingiusta differenziazione tra chi in alcune amministrazioni ha percepito, e continua a percepire i buoni pasto, e chi invece si è visto negare tale riconoscimento;
perché la norma esplica i suoi effetti solo sui risparmi 2020 e nulla dice per quelli che stanno maturando nel corso del 2021, che al momento andrebbero perduti;
perché, infine, le modalità di individuazione, di certificazione e di successivo riaccreditamento di tali risorse, sono farraginose e spesso oscure, soggette a vari passaggi con gli organi di controllo, per cui è forte il rischio di una forte decurtazione rispetto a quello effettivamente non erogato.
Del resto sulla materia vi è da segnalare il parere recentemente reso dall’Avvocatura Generale dello Stato al Formez in cui si conferma la ”possibilità di corresponsione del buono pasto ai lavoratori in smart working in questa fase in cui, a causa dell’emergenza sanitaria, tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa ha assunto il carattere dell’ordinarietà, collegandola a una determinazione di natura organizzativa, assunta previo confronto con le rappresentanze sindacali”.
Inoltre l’Agenzia delle Entrate, Divisione Contribuenti, nella risposta all’interpello 956-2631/2020 relativo al trattamento fiscale dei buoni pasto erogati al personale in lavoro agile emergenziale, ha chiarito di fatto che i buoni pasto possono essere erogati anche ai lavoratori in smart working, tenuto conto della circostanza che la realtà lavorativa è sempre più caratterizzata da forme di lavoro flessibili. Del resto la stessa normativa ha subito un’evoluzione. L’articolo 285, comma 4 del DPR 207/2010 richiedeva l’utilizzo dei buoni pasto durante la giornata lavorativa. Il decreto 122/2017 del Ministero dello Sviluppo Economico, invece, non solo ha omesso questo obbligo, ma addirittura ne consente l’uso cumulativo fino a otto buoni pasto al giorno. Svincolando di fatto l’utilizzo del buono dal momento e dal luogo in cui è prestata la prestazione lavorativa.
E’ evidente, quindi, come non sia possibile abbandonare tale rivendicazione, o darla per persa, o rimandarne la definizione al momento della sottoscrizione dei nuovi contratti, o se e quando, entreranno a regime i POLA (Piani Organizzativi per il Lavoro Agile).
Vi è un anno di attività già reso e, come dicevamo, altri mesi in cui la modalità emergenziale del lavoro agile continuerà ad essere prevalente nell’organizzazione del lavoro delle Pubbliche Amministrazioni. E’ necessario quindi che questi aspetti, unitamente alla regolamentazione negoziale dell’articolazione degli orari di lavoro, del diritto alla disconnessione, della modalità di fruizione delle ferie e dei permessi, sia, come da noi più volte richiesto, oggetto di uno specifico accordo nazionale per tutti i comparti del lavoro pubblico, per offrire da subito un quadro di riferimento certo ed esigibile, senza le incertezze e le ingiustizie verificatesi in questa lunga fase così difficile ed impegnativa per tutto il Paese.
Il rinnovo dei Contratti di lavoro scaduti è la nostra priorità e su questo incalzeremo il Governo Draghi, ma è evidente che al momento i tempi della loro definizione, per ognuno dei singoli comparti di contrattazione, non sono coerenti con l’urgenza di affrontare e definire le questioni aperte sul lavoro agile e sulla sua tutela trasversale.
Una richiesta, quella dell’Accordo quadro sul lavoro agile, più volte formulata alla Ministra Dadone e che ora riproponiamo al Ministro Brunetta, senza alcun timore, come da qualcuno paventato, rispetto agli esiti della stessa, o alla sua presunta impopolarità. Perché parliamo di diritti e di tutele di lavoratrici e lavoratori che hanno permesso il funzionamento della Pubblica amministrazione in una fase di eccezionale emergenza e che, per questo, abbiamo il dovere di rappresentare senza alcuna timidezza”.
Ci sembrano del tutto condivisibili le considerazioni conclusive della nostra Federazione, che ritiene che, alla luce di quanto avvenuto in questi mesi e delle diverse risposte registrate nelle diverse AA.PP., sia assolutamente necessario uno specifico accordo nazionale per tutti i comparti del lavoro pubblico, per offrire da subito un quadro di riferimento certo ed esigibile.
FLP DIFESA – Coordinamento Nazionale
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 23 giugno 2020 –
Si è svolta ieri 22 giugno 2020 la riunione con la delegazione trattante per conto del Ministro della Difesa in materia di aggiornamento del Protocollo per la gestione dell’emergenza da COVID 19 nel nostro Dicastero. In premessa, posto che il Protocollo sottoscritto sabato 15 maggio 2020 è stato diramato da SMD solo in data 15/06/2020, senza riportare né data né firmatari dello stesso, e per giunta precisando che lo stesso sarebbe stato “sostituito” da altro alla luce dei riferimenti normativi aggiornati, FLP Difesa ha voluto chiedere conto in merito all’effettivo potere contrattuale e decisionale della delegazione trattante di parte pubblica. E questo alla luce di quanto avvenuto, atteso che è apparso evidente a tutti che sia la tempistica che il modo di diffondere il documento abbiano avuto rilevanti ricadute negative sia sulle relazioni sindacali territoriali (es. CISAM di Pisa, Arsenale Ta, ecc..), sia sulla costituzione a macchia di leopardo dei previsti Comitati di Verifica, che sulle modalità di impostazione della ripresa, e dunque della rivalutazione in merito alle attività indifferibili da rendere in presenza, alle rotazioni, alle turnazioni, alla evoluzione delle attività rese in lavoro agile.
A tal proposito, il delegato SMD Gen. Salticchioli ha tenuto a rappresentare la necessità di rendere coerente il contenuto del Protocollo alla normativa interna del CSMD.
Perciò la richiesta di FLP Difesa è stata di prevedere in calce al Protocollo del 15 maggio u.s. oggi aggiornato, una volta integrato con le proposte che saranno condivise, l’immediata entrata in vigore, la pubblicazione sul sito sia del Protocollo del 15.05.2020 che del Protocollo odierno di aggiornamento, nonché la diffusione alle articolazioni territoriali. Persociv ha assicurato che avrebbe provveduto, una volta ricevuto l’assenso alla sottoscrizione da parte delle OO.SS., anche al fine di evitare fughe in avanti e la diffusione di informazioni non corrette sulla reale data di formalizzazione dello stesso.
FLP DIFESA ha inoltre rappresentato, rivolgendosi in particolare a SMD, le problematiche connesse con l’appalto vigente in materia di pulizie dei locali di lavoro: infatti è sotto gli occhi di tutti il fatto che non ha senso disinfettare e sanificare se non prima viene assicurata una adeguata pulizia straordinaria, che allo stato non solo è ridotta al lumicino, ma addirittura, per esplicita previsione contrattuale, risulta non prevedere la cura di importanti spazi quali sono le officine.
Sempre a SMD è stata anche rappresentata la questione relativa alle disponibilità degli accessi da remoto alle piattaforme dell’AD, presupposto fondamentale per il successo della sperimentazione del lavoro agile: risulta infatti che il COR, competente per l’informatizzazione nella Difesa, abbia dato per possibile la diffusione su vasto raggio di tali accessi, mentre nella realtà abbiamo assistito ad un razionamento massiccio, che certamente ha condizionato il compiuto svolgimento delle attività in smart- working, insieme alla scarsa disponibilità di attrezzature informatiche, benché la normativa abbia previsto espressamente la loro acquisizione proprio in ottica di supporto al ricorso allo smart working. Non a caso i media, in relazione ai prossimi rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, hanno provveduto a diffondere la voce del fallimento dello smart working nelle PP.AA., nelle quali, come noto, regnano a loro giudizio i fannulloni. Il delegato SMD si è impegnato a rappresentare le questioni allo Stato Maggiore.
Abbiamo poi chiesto aggiornamenti in merito agli sviluppi delle due questioni sospese del riconoscimento dei buoni pasto nel lavoro agile, e del possibile collocamento dei turnisti nella citata condizione. Su questi punti, Persociv ha preannunciato l’elaborazione di una bozza di accordo sulla quale avviare a breve un tavolo nazionale.
Infine abbiamo chiesto notizie in merito all’avvio della trattativa FRD 2020 da tempo sollecitata, in merito alla quale Persociv ha riferito che non sono allo stato state fornite notizie in merito alla quantificazione delle risorse dal MEF, dato indispensabile per partire.
Queste le modifiche/integrazioni richieste da FLP Difesa sulla bozza di Protocollo inviata da Persociv:
Valorizzare già dal titolo la vigenza del precedente Protocollo del 15.05.2020, per il quale oggi si è provveduto solo al suo aggiornamento e non alla sua sostituzione; analogo richiamo dovrebbe essere riportato in calce al punto 22;
Integrare i richiami normativi con due documenti riguardanti la disciplina delle sanificazioni, il rapporto dell’IIS n. 25/2020 del 15 maggio e la circolare del Ministero della Salute n. 17644 del 22 Maggio 2020 quest’ultima, fra l’altro, inviata anche al Ministero della Difesa Ispettorato Generale della Sanità Militare;
Inserire nell’elencazione dei nuovi provvedimenti legislativi di riferimento, il DL 33/2020;
Modificare il termine del 31.07 con quello del 31.12.2020 come presumibile durata dell’emergenza, in linea con i contenuti dell’art. 90 c.4 del DL 34/2020;
Sostituire le parole “Uffici” con “Luoghi di lavoro”;
Reinserire al punto 12, nella parte riferita all’installazione e distribuzione di dispenser di prodotti disinfettanti per le mani, il richiamo “soprattutto nelle aree di uso comune (mense, sale di attesa, spogliatoi, zone dove sono situati i badge, vicino alle pulsantiere degli ascensori, ecc..)”.
Persociv ha concordato con le proposte di FLP Difesa, si è riservata di raccogliere nel più breve tempo possibile la condivisione delle parti sul documento finale con modalità ARAN, impegnandosi a divulgarlo immediatamente dopo il perfezionamento con l’assenso delle parti.
FLP Difesa, valutata positivamente la riunione nei termini trattati, aveva già dichiarato la propria concordanza.
In allegato si pubblica in questa pagina la versione definitiva del Protocollo, pervenuta stamane alle parti per la firma definitiva; Flp Difesa ha confermato la propria firma; il documento sarà perfezionato quando Persociv avrà registrato le posizioni di tutti e completerà il documento con le diciture: Firmato/Non firmato.
Si è svolta oggi la seconda riunione in videoconferenza con il D.G. di Persociv, dott.ssa Montemagno e la delegazione trattante di A.D., ancora a tavoli separati dalle altre sigle sindacali nonostante il comune intento e la urgente necessità di produrre il “Protocollo applicativo per la definizione delle misure di prevenzione e la sicurezza dei dipendenti civili della Difesa in ordine all’emergenza sanitaria da Covid-19” in questo periodo cosiddetto di Fase 2, quello del progressivo riavvio delle attività dopo il blocco.
Il Direttore Generale ha precisato che anche la riunione odierna avrebbe avuto un carattere necessariamente interlocutorio, essendo pervenute, oltre alla nostra, proposte di integrazione della bozza dell’Amministrazione da parte di altre sigle, e che pertanto dopo questa riunione avrebbe proceduto alla elaborazione di un nuovo documento da far sottoporre alle Parti nella prossima settimana.
In merito alla nuova bozza di protocollo proposta dall’AD, abbiamo riscontrato che sono state recepite la quasi totalità delle proposte di modifica ed integrazione rappresentate dalla FLP DIFESA nella riunione del 5 maggio u.s.(vds. Notiziario n.43 del 5 maggio u.s.), nel particolare:
l’aggiornamento del protocollo in esame e delle circolari emanate sull’argomento, alle modifiche ed integrazioni intervenute con la legge 24 aprile 2020, n. 27, di conversione del DL 18/2020;
l’impegno dell’Amministrazione a recepire il cambio di mentalità nei confronti del lavoro agile, posto che l’attuale sperimentazione dovrà portare al cambiamento del modello organizzativo in tutta la PA, mediante l’estensione dell’accesso da remoto alle piattaforme di servizio a tutto il personale in S-W e l’acquisto di beni e servizi informatici destinati ad agevolare il ricorso al lavoro agile;
la necessità che l’Amministrazione provveda all’aggiornamento delle attività indifferibili e di quelle strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza da svolgere nei luoghi di lavoro, al fine di ridurre al massimo la presenza del personale;
la necessità di implementare la periodicità dei servizi di pulizia, sanificazione e ventilazione dei locali, e la fornitura di disinfettanti in particolare nelle aree di uso comune;
il richiamo alla necessità che sia assicurato a livello locale l’espletamento delle forme di partecipazione e di relazione sindacale, con il coinvolgimento delle OO.SS. territoriali, delle RSU, dei Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, con la costituzione di specifici Comitati Tecnici a livello di Ente/Stabilimento.
Preso atto di ciò, la FLP Difesa ha provveduto comunque a presentare un nuovo documento recante le nostre ulteriori proposte di integrazioni e modifiche al testo in esame, e in particolare:
la necessità di assicurare le informazioni e il confronto con le Rappresentanze sindacali (OO.SS. ed RSU), al fine di condividere le azioni volte a contemperare la tutela del personale e dell’utenza, con quella di garantire l’erogazione dei servizi pubblici essenziali e indifferibili;
l’obbligo per le articolazioni del dicastero, ad aggiornare ed integrare i documenti di valutazione dei rischi con le misure da attuare in ogni singolo Ente o Comando, in linea con le prescrizioni contenute nel Documento tecnico INAIL e i protocolli nazional;
assicurare a livello locale forme di partecipazione e di relazione sindacale, con il coinvolgimento delle RSU, delle OO.SS. e dei RR.LL.SS., nei Comitati tecnici che si costituiranno nei singoli Comandi/Enti;
precisare in modo inequivocabile che, destinatario del “lavoro agile” è tutto il personale, senza alcuna distinzione di categoria d’inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro;
l’adozione di una comune modulistica per tutto il territorio, da utilizzare nell’eventualità del ricorso all’esenzione dal servizio;
tenere conto anche delle dimensioni e la densità del centro urbano ove è ubicata la sede di lavoro, per il personale che in regime di turnazione assicura il “contingente minimo” per lo svolgimento dei compiti istituzionali, conformandosi nello stesso tempo alle prioritarie esigenze di tutela della salute pubblica;
sostenere il ruolo fondamentale che riveste il medico competente, nel valutare e segnalare al datore di lavoro i cosiddetti “lavoratori fragili”;
garantire l’installazione e distribuzione di dispenser di prodotti disinfettanti per le mani soprattutto nelle aree di uso comune;
l’obbligo per le articolazioni territoriali di provvedere alla misurazione della temperatura corporea dei lavoratori in ingresso;
Rispetto a questi nostri contributi, il DG ha espresso un orientamento positivo, ritenendoli migliorativi del suo documento e pressoché totalmente recepibili, ma riservendosi comunque un esame più dettagliato.
Rispetto alle questioni di carattere economico rimaste in sospeso, per le quali FLP Difesa auspicava di conoscere almeno in data odierna una posizione di A.D. chiara ed inequivocabile, da far valere per tutti gli Enti/Comandi, onde evitare interpretazioni differenziate nei vari territori, il D.G. ha comunicato di non aver ancora “sciolto il nodo” della questione e che sono in corso ulteriori approfondimenti, pertanto, ha proposto di espungere i due argomenti dal testo finale del Protocollo da firmare. Nel particolare:
– turni e reperibilità per il personale in smart working: la Funzione Pubblica, alla data odierna, non ha modificato le posizioni già espresse in materia, pertanto, il DG continua a ritenere la richiesta tecnicamente “opinabile” così come già riferito nella precedente riunione (vds. Notiziario n. 43 del 5 maggio u.s.), proseguendo comunque negli approfondimenti del caso; al riguardo, abbiamo chiesto una attenta e rapida verifica sulla eventuale possibilità di accogliere la richiesta e, qualora non praticabile, nell’ambito delle risorse che a breve saranno contrattate per il FRD 2020, destinare i risparmi derivanti per finanziare ulteriori progressioni economiche.
– buoni pasto al personale in smart working: il D.G. ha risposto che, fermo restando i due ostacoli già segnalati nella riunione del 5 maggio u.s., sono comunque in corso ulteriori approfondimenti collegati alle ingenti risorse economiche da mettere in campo (servirebbero 1 milione e 600.000 euro al mese rapportati a 3 buoni pasto settimanali per dipendente) e quindi di non facile soluzione. Al riguardo, la nostra O.S. si è espressa ritenendo che, siccome lo S-W è connotato dall’art. 87 dell’ex DL 18/2020 come modalità lavorativa ordinaria, il buono pasto non possa essere pregiudizialmente negato ma dovrà essere approfondita la possibilità di attribuzione.
– FRD 2019: il DG ha predisposto una bozza di accordo modificata, per il superamento dei rilievi fatti dalla Funzione Pubblica sull’ipotesi di accordo 2019 relativamente alla maggiorazione della performance individuale, ed orientativamente l’accordo definitivo potrebbe essere firmato entro la prossima settimana.
Si fa riserva di ulteriori e puntuali informazioni in merito alla definizione del protocollo nazionale da noi richiesto e di cui alla riunione odierna
LA SEGRETERIA NAZIONALE
Firmato Maria Pia BISOGNI– Pasquale BALDARI
Notiziario FLP DIFESA n. 63 del 9 luglio 2019 –
La ministra per la P.A., Giulia Bongiorno
Riportiamo, di seguito, il Notiziario FLP n. 14 dell’8 luglio 2019 che riporta l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 22 giugno 2019 della Legge n. 56/2019, recante “interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”, che è già in vigore dal 7 luglio u.s..
Questo il testo del “comunicato” diffuso dal Dipartimento Studi e Legislazione della nostra Federazione:
“La FLP informa che è stata pubblicata, in Gazzetta Ufficiale n. 145 del 22 giugno 2019, la Legge 19 giugno 2019, n. 56 recante “Interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo” ed entrerà in vigore in data 7 luglio 2019.
In sintesi, i contenuti del provvedimento:
ARTICOLO 1: istituzione del Nucleo della Concretezza, presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. Con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione, è approvato il Piano triennale delle azioni concrete per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni, predisposto annualmente dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il Nucleo della Concretezza assicura la concreta realizzazione delle misure indicate nel Piano ed in collaborazione con l’Ispettorato per la funzione pubblica, effettua sopralluoghi e visite finalizzati a rilevare lo stato di attuazione delle disposizioni da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché le modalità di organizzazione e di gestione dell’attività amministrativa alla luce dei criteri di efficienza, efficacia ed economicità, proponendo eventuali misure correttive. Le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici nazionali realizzano le misure correttive entro tempi definiti e comunque nei limiti di quelli indicati nel Piano. Di ogni sopralluogo e visita è redatto processo verbale, contenente anche l’indicazione delle eventuali misure correttive e, per le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici nazionali, del termine entro il quale le stesse devono essere attuate.
ARTICOLO 2: Misure per il contrasto all’assenteismo. Ai fini della verifica dell’osservanza dell’orario di lavoro, le amministrazioni pubbliche, escluso il personale in regime di diritto pubblico di cui all’art. 3 del Dlvo 165/2001 (i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e delle Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, personale, anche di livello dirigenziale, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, ecc…), introducono sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi, in sostituzione dei diversi sistemi di rilevazione automatica, attualmente in uso, nel rispetto dei principi di proporzionalità, non eccedenza e gradualità sanciti dalle vigenti norme europee. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono individuate le modalità attuative. I dirigenti delle amministrazioni statali adeguano la propria prestazione lavorativa nella sede di lavoro alle esigenze dell’organizzazione e dell’incarico dirigenziale svolto nonché a quelle connesse con la corretta gestione e il necessario coordinamento delle risorse umane. Per tali finalità, ai medesimi dirigenti, ad eccezione di quelli appartenenti alle categorie di cui all’art. 3 del Dlvo 165/2001, si applicano i sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza. Le pubbliche amministrazioni che per espressa previsione normativa sono tenute a utilizzare i servizi di pagamento degli stipendi messi a disposizione dal Ministero dell’economia e delle finanze provvedono all’attuazione delle misure, avvalendosi dei servizi di rilevazione delle presenze forniti dal sistema «NoiPA» del Ministero dell’economia e delle finanze. Le altre amministrazioni pubbliche provvedono all’attuazione delle misure, anche avvalendosi dei servizi di rilevazione delle presenze forniti dal sistema «NoiPA» del Ministero dell’economia e delle finanze. Il personale docente ed educativo degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni educative è escluso dall’ambito di applicazione delle presenti norme. I dirigenti dei medesimi istituti, scuole e istituzioni sono soggetti ad accertamento esclusivamente ai fini della verifica dell’accesso, secondo modalità stabilite, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione.
ARTICOLO 3: Misure per accelerare le assunzioni mirate e il ricambio generazionale nella pubblica amministrazione. le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie e gli enti pubblici non economici, possono procedere, a decorrere dall’anno 2019, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 100 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente. Ai Corpi di polizia, al Corpo nazionale dei vigili del fuoco, al comparto della scuola e alle università si applica la normativa di settore. Tali amministrazioni predispongono il piano dei fabbisogni, tenendo conto dell’esigenza di assicurare l’effettivo ricambio generazionale e la migliore organizzazione del lavoro, nonché, in via prioritaria, di reclutare figure professionali con elevate competenze in materia di digitalizzazione:
razionalizzazione e semplificazione dei processi e dei procedimenti amministrativi;
qualità dei servizi pubblici;
gestione dei fondi strutturali e della capacità di investimento;
contrattualistica pubblica;
controllo di gestione e attività ispettiva;
contabilità pubblica e gestione finanziaria.
Le assunzioni sono autorizzate con il decreto e le procedure di cui all’articolo 35, comma 4, del Dlvo 165/2001, previa richiesta delle amministrazioni interessate, predisposta sulla base del piano dei fabbisogni, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell’anno precedente e delle conseguenti economie e dall’individuazione delle unità da assumere e dei correlati oneri. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 1, comma 399, della legge 145/2018, a decorrere dall’anno 2019 è consentito il cumulo delle risorse, corrispondenti a economie da cessazione del personale già maturate, destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a cinque anni, a partire dal budget assunzionale più risalente, nel rispetto del piano dei fabbisogni e della programmazione finanziaria e contabile. Al fine di ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego, per il triennio 2019-2021, fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 399, della legge 145/2018, le amministrazioni statali possono procedere, in deroga alle norme vigenti, all’assunzione a tempo indeterminato di vincitori o allo scorrimento delle graduatorie vigenti, nel limite massimo dell’80 per cento delle facoltà di assunzione previste per ciascun anno e, all’avvio di procedure concorsuali, nel limite massimo dell’80 per cento delle facoltà di assunzione previste per il corrispondente triennio, al netto delle risorse precedenti (vincitori o allo scorrimento delle graduatorie vigenti), per le quali le assunzioni possono essere effettuate successivamente alla maturazione della corrispondente facoltà di assunzione. Nelle more dell’entrata in vigore del decreto previsto dall’articolo 1, comma 300, della legge 145/2018, le procedure concorsuali sono svolte dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, con modalità semplificate sia per la nomina e la composizione della commissione d’esame che per la tipologia e le modalità di svolgimento delle prove di esame. Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 399, della legge 145/2018, al fine di ridurre i tempi di accesso al pubblico impiego, nel triennio 2019-2021, le procedure concorsuali bandite dalle pubbliche amministrazioni, e le conseguenti assunzioni possono essere effettuate senza il previo svolgimento delle procedure previste dall’articolo 30 del Dlvo 165/2001.
ARTICOLO 4: Disposizioni per la mobilità tra il settore del lavoro pubblico e quello privato. Viene modificato l’art. 23-bis del Dlvo 165/2001, fra l’altro, prevedendo che in deroga all’art. 60 del DPR n°3/1957, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ivi compresi gli appartenenti alle carriere diplomatica e prefettizia, e, limitatamente agli incarichi pubblici, i magistrati ordinari, amministrativi e contabili e gli avvocati e procuratori dello Stato sono collocati, salvo motivato diniego dell’amministrazione di appartenenza in ordine alle proprie preminenti esigenze organizzative, in aspettativa senza assegni per lo svolgimento di attività presso soggetti e organismi, pubblici o privati, anche operanti in sede internazionale, i quali provvedono al relativo trattamento previdenziale. Resta ferma la disciplina vigente in materia di collocamento fuori ruolo nei casi consenti. Nel caso di svolgimento di attività presso soggetti diversi dalle amministrazioni pubbliche, il periodo di collocamento in aspettativa non può superare i cinque anni, è rinnovabile per una sola volta e non è computabile ai fini del trattamento di quiescenza e previdenza.
ARTICOLO 5: Disposizioni in materia di buoni pasto. Le pubbliche amministrazioni che hanno sottoscritto ordini d’acquisto in attuazione delle convenzioni per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa mediante buoni pasto – edizione 7 e mediante buoni pasto elettronici – edizione 1, stipulate dalla Consip S.p.A., per i lotti che sono stati oggetto di risoluzione da parte della Consip S.p.A., richiedono ai propri dipendenti la restituzione dei buoni pasto, maturati e non spesi, e li sostituiscono con altri buoni pasto di valore nominale corrispondente, acquistati con le modalità previste dalla normativa vigente. La Consip S.p.A. è autorizzata a gestire centralmente il recupero dei crediti vantati dalle amministrazioni nei confronti della società aggiudicataria dei lotti oggetto di risoluzione, attraverso l’escussione unitaria della cauzione definitiva, agendo anche in via giudiziale. Le somme recuperate sono versate dalla Consip S.p.A. all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate alle amministrazioni pubbliche interessate, in misura pari al credito residuo vantato dalle stesse. Per l’attuazione degli interventi previsti è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un apposito fondo da ripartire, con una dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2019. L’utilizzo del fondo è disposto, previa ricognizione dei fabbisogni, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Vieni infine integrato l’art. 144, comma 5, del codice dei contratti pubblici, di cui al Dlvo n°50/2016, con l’aggiunta, in fine, del seguente periodo: «I predetti accordi devono comunque prevedere una garanzia fideiussoria rilasciata da imprese bancarie o assicurative che rispondano ai requisiti di solvibilità previsti dalla legislazione vigente, che le società emittenti sono tenute a consegnare agli esercizi convenzionati».
IL DIPARTIMENTO STUDI E LEGISLAZIONE”
Il provvedimento contiene, dunque, numerosi argomenti che impattano quotidianamente nella nostra vita lavorativa, dalle nuove modalità sulla rilevazione delle presenze ai buoni pasto, che la nostra Federazione non mancherà di approfondire, fornendo le proprie valutazioni al riguardo.
Da notizie comparse in questi giorni sui media, sarebbe già pronto il “Regolamento” che detterà disposizioni attuative per l’avvio dei nuovi sistemi di verifica biometrica dell’identità e di videosorveglianza degli accessi agli Enti di servizio in sostituzione dei sistemi di rilevazione automatica oggi presenti, regolamento che dovrà poi essere inviato al Garante della Privacy. A seguire, dovranno essere coinvolti, ai fini dell’espressione dei relativi pareri, la Conferenza Unificata e il Consiglio di Stato.
Va infine precisato come le nuove modalità di rilevazione delle presenze escludono espressamente la componente non contrattualizzata del lavoro pubblico, e dunque anche i militari. Avremo modo, su questo, di ritornare quanto prima.
Per quanto attiene invece all’istituzione del Nucleo per la Concretezza, sempre dai media apprendiamo che i relativi decreti attuativi potrebbero essere approvati entro il mese di settembre p.v.
Su questa stessa pagina, in allegato, pubblichiamo la legge 19 giugno 2019, n. 56.
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di ieri a palazzo Esercito con SME–RGF e DIPE.
“La sessione informativa con RGF (Reparto Generale Finanziario) e DIPE (Dipartimento Impiego Personale Esercito) ha riguardato i provvedimenti di riordino contenuti nella scheda tecnica predisposta dall’ufficio Organizzazione delle Forze, qui allegata e alla quale naturalmente rinviamo.
Con riferimento ai diversi argomenti, queste le posizioni da noi unitariamente rappresentate:
Implementazione della Direttiva SMD sui criteri d’impiego del personale civile: la proposta elaborata da RGF è all’attenzione del Capo di SME. A tal proposito, abbiamo chiesto e ottenuto che, dopo il via libera del gen. Errico, si apra il confronto con le OO.SS. nazionali prima di rendere operativa detta implementazione, e che la stessa sia intrecciata con la ridefinizione degli organici degli Enti in ragione della dotazione di F.A. attribuita dal DM 29.06.2016.
Riordino dei Servizi Amministrativi: abbiamo fortemente lamentato come la riconfigurazione degli Uffici Amministrazione in Direzioni di Intendenza e, a cascata gli altri provvedimenti, non prevedano al loro interno delle professionalità civili, anche con incarichi di responsabilità. Un ulteriore segnale che pare confermare, a nostro giudizio, una policy di F.A. che, anche nel settore storicamente di elezione dell’impiego civile, quello amministrativo, non operi un reale cambio di passo in linea con gli stessi impegni della Ministra. Ne riparleremo a breve, quando discuteremo con la F.A. dei criteri d’impiego del personale civile, e in quella sede verificheremo i reali intendimenti.
Ufficio Matricola CUSE: abbiamo chiesto di aumentare le posizioni civili all’interno del costituendo Ufficio Matricola del CUSE nel quadro del progetto di centralizzazione delle attività matricolari in approvazione da parte di SMD. In aggiunta, con riferimento alle competenze in materia di trattamento economico, abbiamo segnalato la necessità di estendere al trattamento economico del personale civile la possibilità di ottenere i flussi di ritorno da parte di NoiPA prima di rendere operative le variazioni stipendiali, allo scopo di evitare gli errori e i ritardi sin qui registrati.
Costituzione Centro Veterani Difesa: abbiamo chiesto di verificare la possibilità di prevedere l’impiego di professionalità civili, allo stato non previste.
Scuola di Lingue Estere di Perugia: pur apprezzando l’incremento dei funzionari linguistici da 8 a 33, abbiamo espresso le nostre preoccupazioni in ordine al decentramento dei corsi e alla perdita dell’autonomia amministrativa.
Deposito Munizioni ed Esplosivi di Malcontenta (VE): su nostra richiesta, DIPE ha confermato l’avvio tra pochi giorni della procedura di reimpiego che, come già precedentemente concordato, sarà di tipo ordinario.
A conclusione della riunione, RGF ci ha consegnato il prospetto relativo ai protocolli d’intesa/accordi sottoscritti dalla Forza Armata nelle diverse sedi, che evidenziano i principali immobili in dismissione, e che qui si allega.
In allegato 1, la scheda tecnica predisposta da SME RGF; in allegato 2, il comunicato unitario da affiggere in bacheca; infine, in allegato 3, il prospetto con i protocolli d’intesa/accordi sottoscritti dalla F.A. in merito ai beni immobiliari dismissibili.
In allegato 4, pubblichiamo il comunicato unitario che dà conto della discussione con SME DIPE avvenuta all’interno della stessa riunione in merito alla vicenda “soppressione buoni pasto” che ha interessato COMFOP SUD e CERIMANT NAPOLI, e di cui alle diverse note unitarie indirizzate nel corso di questi mesi alle Autorità Centrali.
Ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale, in piena estate, poco prima di Ferragosto, un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), da tempo atteso e anche per questo oggetto di particolare attenzione dai media, volto a disciplinare l’utilizzazione dei buoni pasto e a fornire indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi.
Con il predetto decreto vengono individuati in particolare: le tipologie degli esercizi commerciali presso i quali potrà essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso attraverso i buoni pasto; le caratteristiche dei buoni pasto; il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili.
Il Dipartimento Studi e Legislazione della nostra Federazione ha predisposto un nota informativa e illustrativa dei contenuti del decreto in argomento, che riportiamo integralmente qui di seguito.
” La FLP informa che, sulla Gazzetta ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017, è stato pubblicato il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico n. 122 del 7.06.2017, di concerto con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, che individua gli esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto (intendendosi, ai sensi dell’art. 2 comma 1 lettera b) del decreto in esame, le somministrazioni di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo effettuate dagli esercenti le attività elencate all’articolo 3), le caratteristiche dei buoni pasto e il contenuto degli accordi stipulati tra le società di emissione di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili. Tale decreto è stato emanato in applicazione dell’articolo 144 (che disciplina i servizi di ristorazione), comma 5, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.
Le nuove norme, cheentreranno in vigore dal 10 settembre 2017, prevedono che i buoni pasto potranno essere spesi oltre che al supermercato e aldroghiere, al self service e alla pizzeria, ora anche negli agriturismi nell’ambito dell’attività di somministrazione di pasti e bevande, costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, presso la propria azienda, negli ittiturismi nell’ambito dell’attività di somministrazione di pasti costituiti prevalentemente da prodotti derivanti dall’attività di pesca, nei mercatini e negli spacci aziendali. Tra i soggetti che possono erogare il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto sono elencati, oltre a quelli già evidenziati, anche coloro che sono legittimati ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande, l’attività di mensa aziendale e interaziendale, la vendita al dettaglio di alimenti, sia in sede fissa che su area pubblica (quindi anche chi opera in mercatini), la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei locali attigui dei prodotti alimentari, la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul posto dei prodotti provenienti dai propri fondi effettuata dagli imprenditori agricoli, dai coltivatori diretti e dalle società semplici esercenti l’attività’ agricola. Per tutti resta ferma la necessità del rispetto dei requisiti igienico sanitari prescritti dalla normativa vigente.
L’art. 4 del decreto del MISE, prevede che i buoni pasto (che possono essere in forma cartacea o in forma elettronica nel rispetto delle prescritte caratteristiche) siano utilizzati esclusivamente dai prestatori di lavoro subordinato, a tempo pieno o parziale, anche qualora l’orario di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai soggetti che hanno instaurato con il cliente (il datore di lavoro che acquista dalla società di emissione i buoni pasto al fine di erogare il servizio sostitutivo di mensa) un rapporto di collaborazione anche non subordinato. E, inoltre, che i buoni pasto non siano cedibili, né cumulabili oltre il limite di otto buoni, né commercializzabili o convertibili in denaro, siano utilizzabili solo dal titolare (questo significa che il dipendente non può regalarli ai colleghi di lavoro, né può cederli, ad esempio, alla propria moglie o convivente affinché li utilizzi per la spesa settimanale) ed esclusivamente per l’intero valore facciale (è vietato quindi frazionare la spesa in più occasioni o pretendere il resto in denaro). Poiché il buono pasto serve come servizio sostitutivo della mensa, esso non può essere speso per acquistare prodotti diversi da quelli alimentari come spazzolini, deodoranti, ecc.
Il valore facciale del buono pasto è comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto prevista per le somministrazioni al pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo. Le variazioni dell’imposta sul valore aggiunto lasciano inalterato il contenuto economico dei contratti gia’ stipulati, ferma restando la libertà delle parti di addivenire alle opportune rinegoziazioni per ristabilire l’equilibrio del rapporto.
Le nuove regole forniscono anche indicazioni sulle convenzioni che devono essere stipulate tra società che emettono i buoni stessi e gli esercizi commerciali dove possono essere spesi.
Si ricorda che l’articolo 51, comma 2, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 attualmente vigente, prevede che a far data dal 1° luglio 2015 «Non concorrono a formare reddito (…) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica, le prestazioni e le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione”.
Questi, dunque, in sintesi, gli aspetti di maggiore interesse dei lavoratori percettori dei buoni pasto: si potranno usare non più di otto buoni pasto nell’ambito della stessa spesa, che comunque dovrà avere ad oggetto solo prodotti alimentari; esiste il divieto di cessione o di utilizzo nelle giornate non lavorative; l’esercizio commerciale non potrà dare resto in denaro; infine, il lavoratore non potrà cedere al proprio coniuge il buono pasto affinché lo utilizzi nell’ambito della spesa familiare.
Su questa stessa pagina, in allegato, è pubblicato il testo integrale del Decreto Ministeriale del MISE n. 122 del 7.06.2017.
La caserma Bianchi in Roma sede del COMLOG Esercito
LoSME è formalmente intervenuto, come richiesto da FLP DIFESA, sulla spinosa vicenda legata alle “determinazioni” del Comandante Logistico che in alcuni Enti avevano fanno saltare i buoni pasto con ricadute varie. Riepiloghiamo brevemente la vicenda, alla quale avevamo già dedicato il Notiziario n. 5.
Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s., il Dipartimento di Commissariato di COMLOG ha trasmesso le “Linee guida per la valutazione dell’adozione del buono pasto in sostituzione del servizio di vettovagliamento”. Successivamente, con nota prot. n. 1757 del 14 gen. u.s., lo stesso Dipartimento di Commissariato ha trasmesso ai Comandi Logistici di area (COM LOG NORD di Padova e COM LOG SUD di Napoli) una successiva nota con la quale ha reso noto le “determinazioni” del Comandante per gli EDRC dell’area logistica, che in alcuni di essi (CERICO Roma; CERICO Napoli; SERICO Cagliari) hanno prodotto l’azzeramento dei buoni pasto in utilizzo e l’aggregazione per il vitto dei lavoratori presso mense di altri Enti, con trasporto a cura dell’A.D. Particolare non trascurabile, nelle indicazioni di COMLOG a seguito di risposta di Persociv a un quesito, i tempi di trasporto erano considerati servizio.
La FLP DIFESA è immediatamente intervenuta presso il Capo di SME (vds. Notiziario n. 5), segnalando alcune possibili forzature e ponendo una domanda: per ogni unità di personale coinvolto, costa di più alle casse pubbliche pagare il buono pasto (calcolato alla luce del ribasso d’asta) o la somma dei diversi costi derivanti da pasto erogato, servizi di trasporto e tempo di lavoro sottratto all’Ufficio? Ancora una volta, da questa vicenda sembrava emergere da parte di COMLOG un modo tutto particolare di intendere la spending review . Da qui, il nostro intervento presso il Capo di SME, che ha avuto, ad oggi, il seguente sviluppo.
Con il messaggio n. 811047 del 4 u.s. a firma del Capo del IV Reparto Logistico, qui allegato, SME rende noto che i provvedimenti discendenti dalle pur condivise “Linee guida” debbano essere “esaminati anche alla luce delle ricadute che possono determinare sull’intera F.A.” anche al fine “di definire delle linee di azione univoche per l’intera F.A.” . Qui c’è un punto nodale, che avevamo in alcune circostanze richiamato anche sui tavoli nazionali: l’area logistica è una area dell’Esercito, e in quanto tale le policy non possono che rientrare in un perimetro più generale che è quello della F.A., non potendo essere gestite separatamente per area come alcune volte è apparso (per es.: orario sui 6 giorni negli Enti della Sanità).
Più avanti nel messaggio, e con riferimento alla vicenda dei buoni pasto, SME esprime l’avviso che “le attività già avviate debbano essere considerate a titolo sperimentale nell’attuale forma, con validità limitata al giorno 14 di febbraio” mentre dal 15 al 28 febbraio “l’accesso al servizio di vettovagliamentodovrà essere consentito sempre a titolo sperimentale, ma su base volontaria e in alternativa al buono pasto”. Particolare anche qui non trascurabile, dal 1 marzo il COMLOG dovrebbe avere un nuovo Comandante.
I termini della questione appaiono allora chiari: un netto ridimensionamento delle scelte del Comandante Logistico, sperimentalità a brevissimo termine, il ripristino, ancorché su base volontaria, del buono pasto e la presa in carico come F.A. del problema. Dal 1° marzo, l’orizzonte muterà e noi auspichiamo non se ne parli più. FLP DIFESA continuerà comunque a monitorare la vicenda, e vedremo se e cosa maturerà dal 1 marzo p.v.
Sempre con riferimento all’area logistica, ricordiamo ai colleghi di aver segnalato a SME,nel corso dell’ultima riunione con RPGF (vds. Notiziario n. 133 del 19.12.2013), alcune problematiche presenti negli Enti dell’area ex industriale e di aver richiesto “un tavolo di confronto specificatamente dedicato alle problematiche degli Stabilimenti di lavoro dell’Esercito” (di tutti, e non solo di alcuni), attese le “importanti novità contenute nel decreto attuativo L. 244 c.d. ”ordinamentale” (art. 2259-sexies COM)”.
Cogliamo qui l’occasione per informare i colleghi che questa riunione potrebbe tenersi a breve termine.
Il Comando Logistico dell’Esercito torna a farsi sentire. Questa volta, sotto tiro ci sono i buoni pasto erogati al personale dipendente. Ma cerchiamo di mettere a fuoco la problematica in atto.
Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s., il Dipartimento di Commissariato di quel Comando, “al fine di fornire ai Comandanti degli EDRC uno strumento di ausilio nell’ambito del processo decisionale di adozione del buono pasto”, ha trasmesso un documento recante “Linee guida per la valutazione dell’adozione del buono pasto in sostituzione del servizio di vettovagliamento” per la successiva diffusione “ai minimi livelli ordinativi” (il documento è pubblicato su questa stessa pagina). Uno apprezzabile sforzo di chiarezza sull’argomento da parte del Comando Logistico, di cui si sentiva oltremodo la necessità in questo momento così difficile per la Difesa in generale e per l’ Esercito in particolare, chiamato a dare il maggior contributo nell’operazione di riduzione dello strumento militare.
Più recentemente, dopo “apposita videoconferenza”, con nota prot. n. 1757 del 14 u.s., lo stesso Dipartimento di Commissariato ha trasmesso ai Comandi Logistici di area (COM LOG NORD di Padova e COM LOG SUD di Napoli) una successiva nota con la quale:
ha richiamato i “concetti chiave” (testuale) espressi nelle “Linee guida” cosi sintetizzati: “il buono pasto si configura come mero strumento sostitutivo delle prioritarie forme di servizio di vettovagliamento”; lo SME-IV Reparto RL ha ribadito l’adozione circoscritta del buono pasto, precisandone i limiti e i vincoli applicativi; nel caso specifico di mancanza contemporanea del servizio mensa e delle condizioni minime necessarie per l’adozione del buono pasto e conseguente fruizione del servizio vettovagliamento presso la mensa di altra caserma viciniore.., tenuto conto del qualificato parere espresso in merito dalla D.G. Persociv (pubblicato sul nostro sito), per il personale non sussiste l’obbligo di recuperare l’eventuale tempo eccedente i 30 minuti (impiegato per il trasferimento), qualora il trasporto venga assicurato con apposito mezzo di servizio” .;
ha reso noto le “determinazioni” del Comandante Logistico dell’Esercito per gli EDRC dell’area logistica, che per alcuni Enti (CERICO ROMA; CERICO NAPOLI; SERICO Cagliari; etc.) fanno saltare i buoni pasto con ricadute di varia natura per gli interessati e dispone l’aggregazione per il vitto di tutti i lavoratori militari e civili presso mense di altri Enti, con trasporto a cura dell’A.D.
Se questi sono gli accadimenti, poniamo tre ordini di problemi che proviamo a indicare ai colleghi.
Il primo: siamo sicuri che sia corretta l’interpretazione che fa il Cdo Logistico della risposta di Persociv al quesito? Il secondo: pur ipotizzando l’intento positivo di detto Comando volto a contenere la spesa pubblica in funzione “spending review”, vien da chiedersi: costa di più allo Stato, per unità di lavoro, concedere il buono pasto (vds. documento sui costi effettivi pubblicato su questa stessa pagina) o la somma combinata dei diversi costi derivanti dal pasto erogato, dai servizi di trasporto e dal tempo di lavoro sottratto al servizio? Come già avvenuto in altre circostanze (nostro Notiziario n. 36 del 25.03.2013 ripreso da un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO, che ripubblichiamo su questa stessa pagina), si ha l’impressione di un modo tutto particolare di intendere la spending review. Infine, terza e ultima considerazione: creare situazioni di malessere nel personale e conflitti con le OO.SS. serve alla F.A. alla vigilia di un’operazione di riordino così impegnativa? Cosa dice SME? Condivide, nel merito e nel metodo, questo modo di procedere?
In relazione a quanto precede, abbiamo inviato al Capo di SME la nota che pubblichiamo di seguito.
DIREZIONE DI AMMINISTRAZIONE MARINA MILITARE TARANTO
e, p.c.
8° CENTRO RIFORNIMENTI E MANTENIMENTO ROMA
COMANDO MILITARE AUTONOMO SARDEGNA CAGLIARI
CIRCOLO UFFICIALI MARINA MILITARE TARANTO
COMANDO SERVIZI BASE M.M. TARANTO
REPARTO COMBUSTIBILI TARANTO
COMANDO IN CAPO DIP. M.M. DELLO JONIO E DEL CANALE D’OTRANTO TARANTO
UFFICIO IDROGRAFICO M.M. TARANTO
OGGETTO: Fabbisogno Buoni Pasto. Enti Periferici. ANNO 2011. RIMODULAZIONE 4.
Seguito: a) Circolare prot. n. 8802 del 10.02.2011 b) Circolare prot. n. 74900 del 03.11.2011
Si fa presente che il Comando Militare Autonomo della Sardegna di Cagliari (appartenente a codesta Direzione di Amministrazione Esercito) e il Comando Servizi Base di Taranto (appartenente a codesta Direzione di Amministrazione M.M.), hanno rappresentato a questa D.G. una diminuita esigenza di buoni pasto ed una conseguente disponibilità di somme che ammontano a € 3.440,56 per il citato Comando Militare Autonomo, e € 55.500,00 per il citato Comando Servizi Base. A ciò si aggiunge che alcuni Enti appartenenti a codeste Direzioni di Amministrazione hanno manifestato a questa D.G. ulteriori esigenze di buoni pasto per il c.a.
Ciò premesso, si chiede a codeste Direzioni di Amministrazione di finanziare con le citate disponibilità, per quanto necessario e possibile e nell’ambito della propria Direzione di Appartenenza, dette esigenze manifestate dagli Enti che leggono per conoscenza. A tal fine, si trasmette in sostituzione per la parte di interesse, estratto dell’Allegato “A” trasmesso con Circolare a seguito a), concernente i nuovi limiti massimi di acquisto di buoni pasto per il personale civile nell’anno 2011 relativi ai citati Enti.
Si fa presente, inoltre, che gli accreditamenti annui per codeste Direzioni di Amministrazione, trasmessi con l’Allegato “B” alla Circolare a seguito b), non hanno subito variazioni.
La presente non è fornita su supporto cartaceo ma è reperibile sul sito www.persociv.difesa.it, nell’area Circolari ed altra documentazione.
Notiziario FLP Difesa n. 4 del 16 gennaio 2023 – Pubblichiamo di seguito il Notiziario FLP n. 1/2023, che relaziona sui contenuti del parere fornito dal Dipartimento FP nello scorso mese di giugno, nel quale si ribadisce il principio che il lavoratore agile conserva il diritto al trattamento economico non inferiore a quello applicato al […]
Notiziario FLP DIFESA n. 18 del 4 marzo 2021 – Riportiamo di seguito il comunicato diffuso dalla Segreteria Generale della nostra Federazione in data 3 u.s., nel quale si rappresenta come la soluzione adottata con il comma 870 dell’art. 1 della legge di bilancio 2021 – che prevede la possibilità di utilizzare nel 2021, all’interno […]
Notiziario FLP Difesa n. 61 del 23 giugno 2020 – Si è svolta ieri 22 giugno 2020 la riunione con la delegazione trattante per conto del Ministro della Difesa in materia di aggiornamento del Protocollo per la gestione dell’emergenza da COVID 19 nel nostro Dicastero. In premessa, posto che il Protocollo sottoscritto sabato 15 maggio […]
Notiziario FLP Difesa n. 46 del 14 maggio 2020 – Si è svolta oggi la seconda riunione in videoconferenza con il D.G. di Persociv, dott.ssa Montemagno e la delegazione trattante di A.D., ancora a tavoli separati dalle altre sigle sindacali nonostante il comune intento e la urgente necessità di produrre il “Protocollo applicativo per la […]
Notiziario FLP DIFESA n. 63 del 9 luglio 2019 – Riportiamo, di seguito, il Notiziario FLP n. 14 dell’8 luglio 2019 che riporta l’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 145 del 22 giugno 2019 della Legge n. 56/2019, recante “interventi per la concretezza delle azioni delle pubbliche amministrazioni e la prevenzione dell’assenteismo”, che è già […]
Notiziario n. 112 dell’ 8 novembre 2017 – Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di ieri a palazzo Esercito con SME–RGF e DIPE. “La sessione informativa con RGF (Reparto Generale Finanziario) e DIPE […]
Notiziario m. 83 del 4 settembre 2017 – Ha visto la luce in Gazzetta Ufficiale, in piena estate, poco prima di Ferragosto, un Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (MISE), da tempo atteso e anche per questo oggetto di particolare attenzione dai media, volto a disciplinare l’utilizzazione dei buoni pasto e a fornire indicazioni sulle convenzioni […]
Notiziario n. 12 del 10 febbraio 2014 – Lo SME è formalmente intervenuto, come richiesto da FLP DIFESA, sulla spinosa vicenda legata alle “determinazioni” del Comandante Logistico che in alcuni Enti avevano fanno saltare i buoni pasto con ricadute varie. Riepiloghiamo brevemente la vicenda, alla quale avevamo già dedicato il Notiziario n. 5. Con foglio […]
Notiziario n. 5 del 21 gennaio 2014 – Il Comando Logistico dell’Esercito torna a farsi sentire. Questa volta, sotto tiro ci sono i buoni pasto erogati al personale dipendente. Ma cerchiamo di mettere a fuoco la problematica in atto. Con foglio n. 90271 del 14 ottobre u.s., il Dipartimento di Commissariato di quel Comando, “al […]
MINISTERO DELLA DIFESA DIREZIONE GENERALE PER IL PERSONALE CIVILE III Reparto – 5^ Divisione – 4^ Sezione (ex 7^ Divisione – 3^ Sezione) Funz. Amm.vo Dr. Stefano ERAMO tel. 06.4986.2557 – fax 06.4986.2558 rep3div5sez4@persociv.difesa.it (ex rep3d7s3@persociv.difesa.it) DIREZIONE DI AMMINISTRAZIONE ESERCITO FIRENZE DIREZIONE DI AMMINISTRAZIONE MARINA MILITARE TARANTO e, p.c. 8° CENTRO RIFORNIMENTI E MANTENIMENTO ROMA […]