L’on. GP Scanu tra i firmatari degli emendamenti d’interesse dei civili sollecitati da FLP DIFESA
Ce l’abbiamo fatta! Tre emendamenti al Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, messi a punto e sollecitati dalla nostra O.S., sono stati presentati in V^ Commissione della Camera, che li ha già dichiarati ammissibili e pertanto dovranno essere ora discussi e votati (su questa stessa pagina sono pubblicati: in allegato 2 , il testo completo dei tre emendamenti; in allegato 3 il tomo 2° degli emendamenti presentati in Commissione, con indicate le pagine dove si trovano gli emendamenti di nostro interesse). Trattasi di tre emendamenti di straordinario interesse per i lavoratori civili che, se approvati, risolverebbero alcuni problemi storici della categoria.
Il primo (emendamento n. 117 all’art. 74 del DDL) prevede l’istituzione dal 1.1.2017 di un “Fondo integrativo del trattamento economico accessorio del personale civile delle aree funzionali del Ministero della difesa destinato a remunerare tale peculiare situazione di impiego e la complessità e variabilità dei nuovi compiti da assolvere. Detto Fondo è ripartito attraverso la contrattazione collettiva nazionale integrativa”. Trattasi in buona sostanza della norma predisposta dal Gabinetto e illustrata alle OO.SS. dal Sottosegretario Rossi nella riunione del 10 ottobre u.s., che avevamo giudicato in modo positivo e che, per renderla operativa dal 2017, avevamo richiesto fosse inserita nel DDL di Bilancio (si veda il Notiziario n. 117 di pari data). Cosa poi non avvenuta, e da qui la nostra iniziativa per introdurla.
Il secondo (emendamento n. 121 all’art. 74 del DDL) prevede l’indizione, a partire dal 2017, “di una o più procedure interne per il passaggio del personale inquadrato nella prima area funzionale all’area seconda, con profilo professionale di addetto e attribuzione della prima fascia retributiva d’inquadramento”. Trattasi anche qui di una proposta illustrata alle OO.SS. nel corso della riunione al Gabinetto del 19 ottobre u.s. (si veda il Notiziario n. 122 di pari data), finalizzata a risolvere lo storico problema del personale di area 1^. Una proposta che certo ha il limite da noi indicato (tempi non brevi per il transito di tutti gli “ausiliari” in area 2^) e per questo continuiamo a preferire la soluzione contenuta nella nostra piattaforma per il rinnovo contrattuale (azzeramento area 1^), ma che abbiamo comunque sposato nella circostanza, anche allo scopo di aprire una strada e avviare un processo che troverebbe peraltro concorde la stessa A.D. Che quella bozza di norma ha costruito, ma che, al pari della precedente sul Fondo Integrativo, non ha trovato posto nel DDL di bilancio 2017, e per questo noi l’abbiamo ripresa.
Il terzo e ultimo (emendamento n. 34 all’art. 52 del DDL bilancio 2017) prevede che il c.d. “bonus sicurezza” di 80 € mensile, attribuito con la legge di stabilità 2016 a tutto il personale del comparto Sicurezza e Difesa (e dunque anche a tutti i militari), venga “esteso per l’anno 2017 al personale civile del Ministero della Difesa in servizio presso enti e reparti dove è corrisposta al personale militare l’indennità di supercampagna”. Questo emendamento nasce da una precisa proposta della nostra O.S. formulata al Sottosegretario nella riunione del 10 ott- (si veda il Notiziario n. 117 di pari data), che l’on. Rossi si era impegnato a valutare, ma che, al pari delle altre due questioni, non ha trovato spazio nel DDL. A dire il vero, la nostra proposta ne prevedeva l’estensione a tutti i civili, ma la mediazione politica ha dato questo risultato, che riteniamo comunque non disprezzabile: sarebbe un primo passo importante.
Tutti e tre gli emendamenti messi punto da FLP DIFESA sono stati condivisi, sottoscritti e presentati dai deputati PD della Commissione Difesa onn. P. Bolognesi, Paola Boldrini, G.L. Fusilli, G.P. Scanu e G. Zanin, che vogliamo qui ringraziare per la loro grande disponibilità. Ora la palla passa alla Camera, ma passa anche al nostro Vertice politico che vedremo come si spenderà al riguardo.
Anche per questo, abbiamo scritto alla Ministra e p.c. ai Vertici la lettera che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, nella quale sollecitiamo un forte impegno ai fini dell’ approvazione.
Dopo tante parole, ora è venuto davvero il momento dei fatti.
Allegato 3: ddl-4127bis-emendamenti-tomo 2°-(quelli di cui si parla nel presente Notiziario si trovano:il n. 52.34 a pag. 33,il n. 74.117 a pag. 587 e il n. 74.121 a pag. 588)
Notiziario n. 126 del 7 novembre 2017 –
Come volevasi dimostrare. Il Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, approdato alla Camera in data 29 u.s. e che il cui testo (A.C. 4127-Bis) ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non reca alcuna disposizione a favore del personale civile e men che meno quelle due che ci erano state presentate in bozza, la prima direttamente dal Sottosegretario Rossi e finalizzata alla costituzione dal 1.1.2017 di un Fondo Integrativo aggiuntivo finalizzato ad accrescere le misere retribuzioni civili del M.D. (Notiziario n. 117 del 17.10.2016) e la seconda illustrataci al Gabinetto e finalizzata ad avviare le c.d. “progressioni verticali”, e cioè i passaggi da area ad area, al cui interno si iscrive l’annoso e spinoso problema dell’area 1^ (Notiziario n. 122 del 19.10.2016).
In entrambe le occasioni, FLP DIFESA, nel prendere positivamente atto degli intendimenti dell’A.D., disse con chiarezza che quegli intendimenti avrebbero avuto possibilità di successo solo nel caso in cui si fossero concretizzati in specifiche previsioni inserite dentro il DDL bilancio 2017, in quanto in tal caso avrebbero avuto la piena copertura di MEF e FP. Altrimenti, sarebbero state quasi certamente aria fritta o, forse anche, fuffa elettorale in previsione della nodale (per il Governo) scadenza del 4 dicembre sul Referendum.
Ebbene, dobbiamo purtroppo prender atto che il DDL di bilancio non reca nulla al riguardo, ad ulteriore dimostrazione di quale sia il peso del nostro Vertice politico nei rapporti che contano (MEF e FP), e dunque continuiamo a brancolare nel buio in merito a quelle due proposte. Dunque aria fritta o/e fuffa elettorale.
Ma lo stesso, però, non è avvenuto per l’altra componente di personale del M.D., quella militare, che invece ha visto alcune proprie istanze recepite all’interno del DDL Bilancio 2017. Ci riferiamo, in particolare, alle previsioni contenute nell’art. 52 (Fondo per il P.I.) che, nel contesto degli 1, 92 mld € stanziati per il 2017, prevedono la proroga al 2017 del c.d. “bonus sicurezza” di 960 € annue attribuito dalla L. 208/2015 a tutto il personale del “comparto sicurezza e difesa” (e non anche a noi civili, che certo forniamo un contributo rilevante alla difesa e sicurezza), e inoltre diverse centinaia di mln stanziati per il riordino delle carriere del personale di quel comparto e per la c.d. “equiordinazione”, che porterà più carriera e più soldi per i colleghi militari, allargando così ancor di più la forbice retributiva tra le due categorie di personale del M.D.
A tal proposito, i motori iniziano già a scaldarsi: il 26 u.s., c’è stata una riunione tra SMD e COCER Interforze, argomento proprio il riordino dei ruoli FF.AA., del quale noi avevamo già parlato nel Notiziario n. 98 del 16 e nel Notiziario n. 99 del 22.08.2016 . Siamo in possesso delle slide illustrate da SMD nella riunione del 26 u.s., e le pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 per quanti direttamente o indirettamente interessati.
Il riordino delle FF.AA. e il loro allineamento giuridico-economico-funzionale alle Forze di Polizia (”equiordinazione” per le categorie non direttive) dovrà essere recepito in uno schema di decreto entro il corrente mese di novembre. Le risorse necessarie deriverebbero: da un precedente finanziamento (119 mln €) in quota parte per il settore Difesa; dal 50% dei risparmi realizzati con la riduzione dello strumento militare (L.244/2012 e relativi decreti attuativi); infine, da quelle derivanti dal DDL bilancio 2017 (le cifre che girano, oscillano tra i 250 mln di € -come da slide di SMD- e i 350 mln di euro riportate da molti media).
I principi e le modalità del riordino dei ruoli FF.AA., con riferimento a quelli non direttivi, sono indicati nelle slide di SMD (promozioni, anticipi promozioni e nuove qualifiche per i “marescialli”; riduzione del periodo utile alle promozioni e nuove qualifiche per i “sergenti”; rimodulazione carriera, nuove qualifiche e riordino ruoli per i VSP). Per gli Ufficiali, invece, ad oggi, solo una ipotesi di futuro riordino.
Come si vede, differenze abissali tra noi civili e i militari, che godono da sempre del maggior peso specifico dei Vertici militari su Governo, MEF e FP.
Noi avremmo bisogno di una forte azione del nostro Vertice politico, che o non c’è o, se c’è (come anche probabile), non riesce purtroppo mai ad approdare ad un risultato.
L’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel raffronto con il personale contrattualizzato di altre Amministrazioni Centrali (si veda a tal proposito la tabella allegata al Notiziario n. 133 del 133 del 14.12.2015) sia soprattutto nel raffronto con il personale militare operante in Difesa, che è cosa ben nota e per la quale non c’è bisogno di alcuna tabella esplicativa.
Anche per questo, è stato costituito con DM 16.06.2015 uno specifico Gruppo di lavoro presieduto dal Sottosegretario Rossi finalizzato a “prospettare le occorrenti iniziative di carattere normativo/finanziario finalizzate, nei limiti del possibile, ad un incremento del detto trattamento economico”, i cui lavori procedono però molto a rilento (in sei mesi, due sole riunioni) e i tempi per conoscerne gli approdi finali si allungano di molto, stracciando la stessa road map fissata dal Sottosegretario (vds. fg. Gabinetto 09.11.2015 – Road map Gruppo Lavoro DM 16.06.2015).
Ma mentre gli annunci si sprecano e gli impegni buonisti vengono ribaditi a ogni favorevole occasione, i fatti purtroppo vanno in tutt’altra direzione, e cioè verso l’allargamento ulteriore della forbice retributiva nei confronti dei lavoratori militari. Ci riferiamo al “bonus” di 80 € mensili netto IRPEF previsto dal comma 972 della Legge 28.12.2015, n. 208 (“legge di stabilità 2016”), che pubblichiamo in allegato su questa stessa pagina, che dispone che “nelle more dell’attuazione della delega sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate e per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, venga attribuito per il 2016 al personale militare “un contributo straordinario pari a 960 euro su base annua da corrispondere in quote di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile..”, autorizzando per questo “la spesa di 510,5 milioni di euro per l’anno 2016” . Il predetto “bonus”, attribuito ai militari, fa parte integrante di quel “pacchetto sicurezza-cultura” da 2,6 mld voluto dal Premier Renzi, che ha fatto lievitare la manovra a oltre 32 miliardi, e le cui coperture sono state trovate aumentando il deficit dal 2,2 al 2,4%, e dunque attraverso una crescita del debito. Cosa dirà a tal proposito l’Europa?
Tornando al “bonus” in argomento, va preliminarmente osservato che esso viene destinato a tutti (dicesi tutti) i militari in servizio e dunque non solo a chi è impiegato in particolari attività operative: basterà avere le stellette, dunque, per percepirlo, e dunque è di fatto configurabile come una sorta di “bonus ad categoriam”. Osserviamo poi che il predetto “bonus” viene attribuito “per il riconoscimento dell’impegno profuso al fine di fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”. Parrebbe anche una buona cosa, ma allora ci chiediamo: perché la categoria dei civili ne è esclusa? E ancora: i lavoratori civili quotidianamente impegnati (poniamo) in un Arsenale militare nelle operazioni manutentive delle Unità Navali che presidiano il Mediterraneo, contribuiscono anch’essi con il loro quotidiano lavoro a “fronteggiare le eccezionali esigenze di sicurezza nazionale”, o no? Perché i militari impegnati all’interno di quell’Arsenale nelle medesime attività manutentive percepiranno il “bonus” mentre i civili no? C’è logica in questo?
No, è evidente che di logica in queste sceltece ne sia poca, per non dire nulla…. Con un risultato finale preciso: che la forbice retributiva tra civili e militari si andrà ancor più ad allargare, con buona pace del nostro Vertice politico che, come si vede, predica bene ma poi razzola davvero molto male. Da una parte insedia gruppi di lavoro che poi non vengono neanche convocati, dall’altra continua ad elargire bonus ad altri.
Il nostro malessere dentro questo Ministero cresce giorno dopo giorno, e dovremo essere capaci di trasformare questo malessere in iniziative forti e in mobilitazione! Invece di legittimare gli annunci buonisti senza fondamento, il Sindacato torni a fare il proprio mestiere.
Notiziario n. 131 del 16 novembre 2016 – Ce l’abbiamo fatta! Tre emendamenti al Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, messi a punto e sollecitati dalla nostra O.S., sono stati presentati in V^ Commissione della Camera, che li ha già dichiarati ammissibili e pertanto dovranno essere ora discussi e votati (su questa stessa pagina […]
Notiziario n. 126 del 7 novembre 2017 – Come volevasi dimostrare. Il Disegno di Legge (DDL) di bilancio 2017, approdato alla Camera in data 29 u.s. e che il cui testo (A.C. 4127-Bis) ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, non reca alcuna disposizione a favore del personale civile e men che meno quelle due […]
Notiziario n. 4 dell’11 gennaio 2016 – L’anno 2015 potrebbe passare alle cronache del Ministero della Difesa come l’anno in cui il Vertice del Dicastero pareva avesse finalmente preso coscienza e consapevolezza della posizione di fanalino di coda nella quale decenni e decenni di politiche disattente e penalizzanti hanno posto il personale civile, sia nel […]