Notiziario FLP Difesa n. 65 del 08 novembre 2024 –
Dopo sei riunioni, in data 7 novembre c.a., l’A.D. è approdata a definizione la bozza di CCNI Difesa – parte normativa per il triennio 2024-2026, che integra le parti di CCNI già sottoscritte e relative alla parte economica, al NOP e al welfare, e che raccoglie la disciplina delle relazioni sindacali e dell’orario; un testo che potrà/dovrà essere aggiornato alla luce del nuovo CCNL, ed integrato delle altre parti da noi richieste e riconosciute mancanti dalla stessa AD.
Rispetto all’approccio iniziale dell’AD, che ci aveva sottoposto un integrativo che conteneva la sola materia dell’orario di lavoro, e alle rigidità dalla stessa manifestate nel prosieguo della trattativa, sicuramente è stato fatto un grosso passo avanti, nell’intento di definire un primo stralcio del CCNI DIFESA – parte normativa per il periodo 2024-2026, a distanza di ben 24 anni dal CCNI Difesa 1998-2001; un testo che, letto oggi, risulta il prodotto di un periodo decisamente più illuminato, ma che è stato notevolmente depotenziato e superato per effetto delle nefaste riforme Brunetta e dei CCNL FC successivi. Quel testo infatti copriva ad ampio spettro le più rilevanti esigenze del personale civile, in costanza di una sempre più pesante ristrutturazione: si guardava con rispetto alla disciplina delle relazioni sindacali, in ottica di obbiettivi quanto più possibile condivisi; si era contrattato il nop, il sistema dei passaggi, la riconversione professionale, le mansioni superiori, il part-time, la mobilità, la formazione: una disciplina che sosteneva il corretto svolgersi delle relazioni sindacali sul territorio e nei singoli Enti della Difesa, aprendo alla partecipazione su tutte le tematiche di comune interesse, al fine di risolvere insieme le problematiche che interessavano il Ministero e il suo personale civile.
Dunque ritrovarsi in avvio di trattativa con una bozza di CCNI che contenesse la disciplina aggiornata della sola materia dell’orario è stato sintomatico della involuzione cui siamo andati incontro nel corso di questi 24 anni!
Alla luce di queste considerazioni, FLP DIFESA , (come riferito nei Notdif 52, 56, 60, 61 e 63 dello scorso mese di ottobre), ha formulato le proprie proposte per integrare il vuoto, con i due documenti in All. 1 e 2, per dare risposta all’esigenza di integrazione sia sulle le altre materie per le quali è prevista (quali le linee di indirizzo in materia di salute e sicurezza sul lavoro; i riflessi delle innovazioni tecnologiche; il trasferimento o il conferimento di attività ad altri soggetti, pubblici o privati, ecc…), ma anche su materie per le quali non è espressamente prevista (quali as ex la riconversione o l’istituzione di tavoli tecnici a tema ad ex le problematiche dei transiti e molto altro), ma che, come nel 2000, possono assumere una particolare valenza alla luce del mai finito processo di ristrutturazione e riordino (così come confermato dal Ministro della Difesa nell’audizione parlamentare del 7 novembre u.s. dove è stata annunciata una “revisione del modello organizzativo della Difesa” e una “nuova politica del personale militare e civile”.)
Ma, come anticipato, l’AD aveva fino a ieri mantenuto un netto rifiuto a questa visione di ampio raggio.
Oggi ci viene proposto un documento (All. 3) che nel recepire lo schema proposto da FLP DIFESA, a similitudine del vecchio CCNI, parte dalla disciplina delle relazioni sindacali, procede con quella dell’orario di lavoro, e si associa all’impegno dell’AD, a mettere in calendario successivamente la trattazione delle altre materie di cui sopra. A questo punto abbiamo ritenuto di sottoscrivere questo CCNI stralcio, con una nota a verbale (All. 4), parte integrante dello stesso CCNI, che richiama questo impegno.
Questi i punti salienti del documento :
La flessibilità dell’orario di lavoro è stabilita in almeno 1 ora in entrata e in uscita;
È ammessa anche per i turnisti la flessibilità per 15 minuti in ragione del passaggio di consegne;
La durata dell’orario di lavoro è di 36 ore settimanali e non può superare la media delle 48 ore settimanali, comprensive del lavoro straordinario, calcolata con riferimento ad un arco temporale di sei mesi, elevabile a livello dei singoli uffici fino ad ulteriori sei mesi… …secondo quanto previsto negli accordi di contrattazione integrativa territoriale;
Le differenze di concentrazione dell’orario nell’orario multiperiodale sono possibili per archi temporali di max 25 settimane;
Il lavoro straordinario, per il quale è confermato il tetto di 200 ore annue, può essere autorizzato anche senza certezza di finanziamento, ma può essere soggetto a recupero compensativo solo su richiesta dell’interessato(dunque non può essere imposto);
È stato stabilito anche per i dipendenti che abbiano aderito all’istituto della banca delle ore il tetto annuo individuale di 200 ore, che devono essere autorizzate tenendo conto della relativa copertura finanziaria.
Nelle dichiarazioni congiunte e nell’annesso al CCNI emerge poi che:
L’AD si impegna ad operare affinché i sistemi di rilevamento dell’orario e di gestione delle assenze siano resi conformi allo stato giuridico del personale civile, superando le difficoltà di gestione attuali;
L’AD si impegna a fornire con cadenza periodica le tabelle organiche aggiornate del personale civile, che non possono essere “riservate”;
L’annesso costituisce utile ricognizione integrata della disciplina delle relazioni sindacali, necessario alla luce delle “interpretazioni” talora distorsive e riduttive dei diritti sindacali, quali quello di affissione, di assemblea e della disponibilità di locali per le attività sindacali.
Nella seconda parte della riunione si è data priorità alla trattazione della disciplina della mobilità e l’AD ha provveduto a illustrare le prime valutazioni sulla mobilità straordinaria, riepilogate in una serie di slides (che pubblichiamo sul nostro sito), di cui si comincerà a discutere giovedì 21 novembre.
Per ora è tutto, vi terremo aggiornati. Cordialissimi saluti.
Notiziario FLP Difesa n. 57 del 6 settembre 2023 –
Banca delle ore
Lo scorso 3 luglio avevamo dato conto nel notiziario n. 47 del superamento degli ostacoli posti da Persociv e di conseguenza in particolare da SME alla fruizione dell’istituto della Banca delle ore, ostacoli che avevano ingenerato notevoli criticità nei territori, a distanza di 20 anni dalla nascita e conseguente fruizione dell’istituto, nato col CCNI Ministeri nel 2001. Infatti SME aveva diramato in data 28.06.2023 la precisazione fornita da Persociv che sanciva il “nulla osta all’attivazione dell’istituto” e la possibilità di far confluire le ore di straordinario (nel limite di 200 ore) nella banca delle ore.
A distanza di qualche tempo, abbiamo fatto una verifica sul territorio per conoscere lo stato di attuazione dell’istituto in questione, e quanto emerso non è assolutamente soddisfacente; risulta infatti che, come ben documentato nel dettaglio nella nota n°830 del 31.08.2023 della nostra Segreteria IR SudEst (in all. 1), gli enti abbiano riscontrato le nostre richieste sollevando dubbi e perplessità, lamentando l’assenza di indicazioni certe ed inequivocabili da parte della Direzione Generale per il Personale Civile, e dalla rispettiva linea di comando; di conseguenza, il personale è generalmente disinformato sul suo diritto, e non lo esercita.
Abbiamo perciò ritenuto di tornare a scrivere al Sotto Segretario di Stato alla Difesa, on Perego, che già aveva avuto un ruolo attivo e positivo negli sviluppi della vicenda lo scorso mese di maggio, rappresentandogli con la nota in all. 2 la questione, e chiedendogli un ulteriore urgente, autorevole e risolutivo intervento dal Gabinetto, al fine di rendere uniformi i comportamenti in materia presso tutte le articolazioni del Ministero della Difesa e di consentire a tutti gli aventi diritto l’accesso alla banca delle ore.
Ciò anche tenuto conto del fatto che la contrattazione nazionale integrativa in corso non andrà in alcun modo a limitare l’istituto di che trattasi, nella misura in cui è la stessa A.D. a proporre l’incremento del tetto del monte ore fruibile in banca delle ore da 200 a 250.
Ora restiamo in attesa di cortese riscontro sugli sviluppi della vicenda.
E’ tutto, cordialissimi saluti.
IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI
Vittoria per FLP Difesa e per chi ha creduto nella fruibilità della Banca delle Ore, a fronte delle avverse indicazioni fornite dalla Direzione Generale per il Personale Civile, che hanno ingenerato notevoli criticità nei territori, dopo 20 anni di fruizione dell’istituto, nato col CCNI Ministeri nel 2001.
La problematica era diventata esplosiva lo scorso 21 aprile 2023, quando Persociv aveva risposto ad un quesito di SME in merito alla effettiva fruibilità della Banca delle ore, invitando SME a “soprassedere nell’attivazione dell’istituto in argomento” garantendo la flessibilità nella fruizione delle ore di lavoro straordinario mediante ricorso a recupero compensativo; il tutto in quanto “non è stato ancora sottoscritto il nuovo CCNI Difesa” utile a definire il tetto del monte ore imputabile alla Banca delle ore. Una indicazione che ha portato enorme scompiglio negli Enti territoriali, tanto da portare a disposizioni di blocco totale del ricorso alla banca delle ore, ma anche di disposizioni con effetto retroattivo, tali da ipotizzare un recupero di denaro già percepito.
FLP Difesa è intervenuta sull’argomento con una nota al Gabinetto del Ministro lo scorso 10 maggio, di cui al notdif n. 34/2023, rivendicando le ragioni della continuità nella fruizione dell’istituto, anche nella considerazione che il limite del monte ore per la banca delle ore non potesse comunque essere inferiore alle 200 ore previste per lo straordinario.
Il SSS Perego era intervenuto sulla materia lo scorso 31 maggio, asserendo che la soluzione sarebbe arrivata con la contrattazione nazionale del CCNI Difesa in corso, nella quale i tetti di straordinario e banca delle ore vengono addirittura innalzati a 250 ore. Tuttavia la risposta non ha certamente risolto le problematiche rappresentate, sia per quanto riguarda il periodo in cui si è “soprasseduto”, sia per dirimere i dubbi circa il recupero di somme “indebitamente percepite”, e perciò FLP Difesa è nuovamente intervenuta con le due note, una per SME e una per il Gabinetto del Ministro, di cui abbiamo riferito nel Notdif n. 40 del 08.06.2023.
Oggi finalmente il riscontro a noi favorevole: SME ha diramato in data 28.06.2023 la precisazione fornita da Persociv, in allegato, per la successiva diramazione agli Enti dipendenti, nella quale si sancisce il “nulla osta all’attivazione dell’istituto” tenendo conto del fatto che il limite massimo delle ore di straordinario (200 ore) possa essere fatto confluire, per analogia iuris, anche nella banca delle ore.
E’ di tutta evidenza peraltro che eventuali difficoltà di tipo procedurale che il contratto pone in capo all’Amministrazione non possano essere addotte dall’A.D. per ostacolare il ricorso alla banca delle ore, posto che non trova giustificazione legittima la sua inerzia.
Allora buon lavoro a tutti.
Cordialissimi saluti.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Maria Teresa D’URZO
Nella giornata di ieri è proseguita a Persociv la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025. Come già anticipato nel Notiziario FLP Difesa n. 38 del 31 maggio 2023, a fronte della complessità di argomenti da trattare, sta sempre la necessità prioritaria di definire le competenze delle famiglie professionali, indispensabili per tentare, disperatamente in lotta col tempo, di portare a casa entro il 2024 le progressioni verticali in deroga al titolo di studio richiesto ordinariamente per l’accesso all’area superiore. In realtà la trattativa sul NOP era partita lo scorso settembre, pervenendo al solo accordo stralcio che definiva le nuove famiglie professionali a far data dal 1 novembre scorso: si è creata la struttura formale del NOP, ma non anche i suoi contenuti, sui quali i lavori sono proseguiti nell’inverno, e sembrava si fosse in dirittura d’arrivo lo scorso 31 dicembre. Il problema è che la triplice ha condizionato il tutto alla consegna da parte dell’AD degli organici del personale civile (cosa che peraltro non è stata ancora completata), e ci siamo ritrovati la sera del 13 giugno, a poche ore dalla 2^ riunione, con un nuovo elaborato dell’AD nel quale sono riportate le proprie valutazioni sulle nuove proposte di modifica al testo delle ”competenze professionali” presentate all’ultima ora (dopo tutti questi mesi) da CGIL CISL e UIL. Una situazione gravissima, che non fa che ulteriormente ritardare un accordo che avrebbe già da tempo potuto consentire l’elaborazione delle esigenze degli organi programmatori, la predisposizione del PTFP e l’avvio delle procedure concorsuali tanto attese da tanti colleghi, in primis quelli della 1^ area. A ciò si aggiungano le difficoltà ingenerate da una trattativa a tavoli separati, nella quale gli argomenti non sono trattati in modo coordinato, e vige l’obbligo di “Top secret” imposto dalla triplice, per cui le parti non possono sapere neanche quali argomenti siano stati trattati, per coordinare almeno i propri lavori, nell’interesse superiore di tutti i colleghi.
Facciamo il punto di situazione sul resto del testo: l’AD ha inviato i documenti (in all.) che compongono il CCNI, rettificati nelle parti per le quali sono state recepite le proposte di modifiche, e su quel documento siamo ripartiti; questi gli aggiornamenti, solo in parte affrontati nel corso della nostra riunione, cominciata con un’ora di ritardo per il protrarsi indiscriminato di quella con CGIL, CISL e UIL:
RELAZIONI SINDACALI: recepite per ora alcune integrazioni e modifiche proposte da FLP Difesa su informazione, confronto e organismi paritetici, non presenti nella 1^ bozza di AD. Registriamo invece la totale indisponibilità dell’AD a prevedere la possibilità di istituire di Tavoli Tecnici, (quali quelli sugli ex militari, sulla mobilità, su turni reperibilità e ppl) che pure in passato si erano rivelati utili ed efficaci.
FAMIGLIE PROFESSIONALI: Deve essere ancora affrontata la materia della riconversione professionale per motivi di salute o per esigenze di servizio alla luce della nuova disciplina del NOP.
ORARIO DI LAVORO: l’art. 10 “Flessibilità in entrata e in uscita” presenta una interessante novità: la contrattazione integrativa di sede prevederà “…fasce temporali pari ad almeno 1 ora in entrata e/o in uscita entro le quali è consentito l’inizio e il termine della prestazione lavorativa giornaliera”. La materia era già stata oggetto per noi di acceso confronto nel corso della trattativa sullo stesso CCNI tenutasi a fine 2019 con l’allora Presidente della delegazione trattante, dott.ssa Montemagno, che ne aveva escluso tassativamente la percorribilità. Dobbiamo dare atto della positiva evoluzione di questo punto all’attuale delegazione trattante.
BANCA DELLE ORE E STRAORDINARIO: L’AD ha innalzato a 250 ore il limite massimo annuo individuale del monte ore di straordinario, e lo ha introdotto nella stessa misura per la banca delle ore. Ma ha previsto, SOLO per quest’ultima, un vincolo che ne condiziona l’attuazione alla verifica preventiva della copertura finanziaria (pur ben sapendo che un acconto arriva, di prassi, forse a giugno, e pure modesto…).
Un vincolo che tuttavia non figurava per nessuno degli altri istituti che danno luogo a remunerazione economica, quali lo straordinario, i turni, la reperibilità, altre indennità. Perciò avevamo presentato la proposta di integrare TUTTE le voci di cui sopra dello stesso vincolo, prevedendo l’obbligo di non sforare la previsione di spesa
Non avevamo dubbi sulla risposta: la bozza aggiornata di CCNI con le integrazioni recepite da AD NON recepisce quei vincoli per alcuna voce del FRD, se non per la banca delle ore e per lo straordinario…
Val la pena ricostruire l’antefatto: di recente Persociv ha dato indicazioni ad enti richiedenti (in particolare a seguito di un quesito di SME) nel senso di “soprassedere” al ricorso alla banca delle ore (e prontamente SME ha dato disposizioni agli enti dipendenti di bloccare l’attuazione dell’istituto. FLP Difesa è intervenuta contestando le argomentazioni della DG in diverse sedi, in primis il SSS alla Difesa on Perego (vds notdif XX e XX). Oggi ci ritroviamo, in sede di CCNI, di fronte ad una DG che dichiaratamente e apertamente assume ancora posizione ostile all’attuazione della Banca delle Ore, anche dopo aver previsto in CCNI il richiesto tetto di 250 ore. A sostegno della posizione, le difficoltà di contabilizzazione dell’istituto nello statino stipendiale (difficoltà che stranamente non riguardano lo straordinario), alla faccia della digitalizzazione della PA!!! (Per inciso, siamo ripetutamente intervenuti anche sulla necessità di assicurare la trasparenza della busta paga e delle voci stipendiali, prevista dall’art. 71 del CCNL FC, in tutela del diritto del dipendente di contestare le eventuali irregolarità rilevate.) L’altra argomentazione sostenuta dalla dott.ssa Schettino, delegata alla trattazione della materia, ma non smentita dagli altri membri della delegazione, consisteva nella considerazione che “…lo straordinario è maggiormente conveniente per il personale civile…”: cosa che saremmo capaci di rivendicare tutti, se solo i soldi arrivassero a tutte le destinazioni!!! (Il che continua a prestarsi a pensieri molesti…)
Come se non fosse evidente che il finanziamento dello straordinario, che risulta nei fatti minimale ed inadeguato alle esigenze derivanti oggi dal massiccio esodo di personale, determina un recupero compensativo forzoso che almeno la banca delle ore compensa con un pur minimo ristoro economico, e col più ampio margine di recupero compensativo.
In conclusione, una posizione dell’AD discrezionale, che non condividiamo affatto, e che riteniamo insostenibile nel metodo e nel merito da parte di AD, sia per maggiore economicità che sostiene la banca delle ore e che dovrebbe essere perseguita dal buon amministratore, sia perché mira a demolire un istituto contrattuale del livello superiore che poteva essere integrato solo in positivo.
PARTE ECONOMICA:
INDENNITA’ PPL, DISAGIATA, RISCHIO: L’AD si è dichiarata disponibile ad aumentare il numero max dei turni notturni a 12 mensili, e a parametrare di conseguenza anche i turni festivi.
ATTIVITA’ DISAGIATE: L’AD condivide il nostro rilievo in merito alla necessità di non inserire nelle indennità per sede disagiata le particolari attività prestate da dipendenti non in turno di cui all’art. 21 del CCNL FC 2016-2018, che sono compensate con specifiche maggiorazioni della retribuzione oraria, e che non possono andare a carico del FRD a discapito del restante personale. In merito abbiamo segnalato la necessità di promuovere una revisione del decreto IM che individua le sedi disagiate per le quali riconoscere la maggiorazione a partire dal personale militare, richiamando ad esempio le criticità affrontate dal personale in servizio nella sede di Venezia.
Nessuna modifica/novità, per ora, sulle restanti voci, fra cui ricordiamo:
Riassegnazione dei 21 milioni della performance organizzativa perduta nel 2022;
Performance organizzativa: resta la proposta di introducendo al posto della Soglia di Partecipazione (presenza) il parametro dell’Apporto Partecipativo (Performance Individuale), e la riduzione dei limiti percentuali di fascia, di fatto portando dal 25% al 40% la soglia oltre la quale non si percepisce nulla.
Maggiorazione del premio performance organizzativa per il personale della 1^area: dopo anni di battaglie e di Accordi FRD che non abbiamo firmato, finalmente avevamo trovato la quadra a questa questione, e oggi invece è ancora confermata la sparizione della voce dalla bozza di Accordo. Ma la trattiva non è ancora finita, ci batteremo per il suo recupero.
Progressioni all’interno delle aree: l’AD continua a mantenere l’ipotesi di non farle per l’anno 2023.
Performance Individuale: confermata la sparizione di questo articolo
Posizioni Organizzative: l’AD conferma l’impianto iniziale: l’indennità, non più differente per le due categorie, è compresa tra un min di 200 e un max di €.2.600 annui lordi per 13 mensilità. Riproponiamo la storia e le nostre considerazioni:
ANNO
Assegnazione complessiva
n.
Importo PO
1^ Categoria
n.
Importo PO
2^ Categoria
FRD 2021
3.500.000€.
39
Medio €.3.123,26
1794
Medio €.1925,99
FRD 2022
2.800.000€.
30
Max 2.715
1620
Max. €. 1.264,59
FRD 2023
3.500.000€.
?
Per tutti compreso fra 1200 e 2.600 €.
Non può sfuggire che il budget totale previsto da Persociv è identico a quello del 2021, superando il 2022, benchè diminuiscano progressivamente i funzionari coinvolti; di conseguenza aumentano significativamente le indennità!!! E questo mentre dall’altra parte l’A.D. prospetta di eliminare la maggiorazione per la 1^ area!!! E dall’altra ancora prende in considerazione l’ipotesi di non fare progressioni orizzontali!!!
Riproporremo le nostre considerazioni, a partire dal distinguo fra le due categorie di incarichi, il cui riconoscimento economico è l’unica parte della disciplina delle PO oggetto di contrattazione.
Non ancora affrontata la parte relativa alle Indennità per PPL Turni Reperibilità, etc , rispetto alle quali negli anni la spesa è incrementata in misura esponenziale, a discapito delle altre voci di interesse di tutto il personale . Nonostante la segnalazione del refuso, deve ancora essere corretta da AD la misura massima giornaliera riconosciuta al personale gruista per le prestazioni lavorative che comportino la movimentazione di carichi, che per stessa ammissione dell’AD era stata quantificata in 40 €. Anziché 25.
Resta aperta la questione da noi segnalata, relativa al divieto di sforare le assegnazioni delle varie voci di spesa, un vincolo derivante dalla necessità che non sia più sanzionata automaticamente a posteriori alcuna spesa superiore al budget assegnato, sia in quanto viola il principio stesso della contrattazione, sia perché lede gli interessi degli altri lavoratori.
Queste le considerazioni alla luce della versione aggiornata della bozza di CCNI.
La trattativa proseguirà forse già nel corso del prossimo appuntamento, previsto per il 20 giugno, per ora in materia di Incentivi economici per le funzioni tecniche del personale civile.
E’ tutto, ci aggiorniamo.
p IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Maria Teresa D’URZO
Abbiamo registrato negli ultimi giorni gli esiti dell’autorevole intervento dell’on. Perego, sensibilizzato dalle sollecitazioni delle parti socia su diverse tematiche meritevoli di intervento da parte dei nostri vertici politici. Illustriamo dunque le novità:
Regolamento del Lavoro Agile: molti di voi ricorderanno come il confronto sia stato forzosamente chiuso lo scorso 19 aprile dalla delegazione trattante che, forte del fatto che la modalità di relazione sindacale prevista per tale materia (il confronto) le avesse consentito di prendere una netta posizione sulle questioni su cui le parti sociali insistevano a battersi, stabilendo: – che il Lavoro Agile potesse svolgersi per “almeno un giorno alla settimana”; – di adottare limitati criteri di priorità per l’accesso all’istituto .
Nella riunione con il SSS Perego, tutte le parti hanno lamentato il comportamento della delegazione trattante, e FLP Difesa ha chiesto al SSS di intervenire per modificare il Regolamento, promuovendo le citate istanze. La richiesta ha sortito il suo risultato, e la previsione di “almeno un giorno alla settimana” è diventata “due giorni alla settimana, modulabili”. Una risposta importante, per la quale ringraziamo il SSS Perego per la sensibilità dimostrata. Anche se ci resta un dubbio sul senso da dare al concetto di “modulabilità”. Nessuna modifica ha invece riguardato l’integrazione dei criteri di priorità di accesso. Ne riparleremo in sede di revisione, che dovrebbe tenersi fra sei mesi. In calce al Notiziario il Regolamento aggiornato, con la relativa documentazione allegata.
Banca delle ore: su questo tema avevamo scritto lo scorso 10 maggio una nota per il SSS, recante le criticità insorte in particolare nella linea gerarchica di SME, a seguito di una risposta di Persociv a specifico quesito circa la fruibilità dell’istituto. Persociv ha dato indicazioni di “soprassedere dall’attivazione dell’istituto” e di fare ricorso in caso di necessità al solo istituto dello straordinario; e SME ha prontamente dato disposizioni ancora più strettamente cogenti in quella direzione, che si sono tradotte, negli enti dipendenti, ma anche presso altre sedi, non solo nel blocco dell’istituto, ma addirittura nella disposizione di tradurre in mero straordinario le ore già effettuate in modalità “banca delle ore” fin dallo scorso 2022, e ancora, risulta fossero state date disposizioni agli organismi pagatori di non pagare quanto già maturato; e infine, da qualche parte si stava ventilando la possibilità del recupero delle somme già pagate ai colleghi negli anni scorsi… : una situazione totalmente fuori controllo, con la motivazione che “non è stata fatta la contrattazione integrativa per stabilire il tetto del monte ore per la banca delle ore” (In realtà la contrattazione era partita nel dicembre 2019, e l’AD nella bozza di lavoro aveva già previsto il tetto a 250 ore per straordinario e banca delle ore; ma la trattativa si è arenata a febbraio 2020 e non è più ripresa).
Il SSS è intervenuto con la nota (in allegato 2) del 31 maggio, nella quale afferma di ritenere che il problema si stia felicemente risolvendo, in quanto nella bozza di CCNI presentata dall’AD per la trattativa in corso si determina per straordinario e banca delle ore il tetto del monte ore in 250 ore. Tuttavia non dice che solo per la banca delle ore, e non anche per lo straordinario, se ne vincola la fruizione all’accertamento preventivo della disponibilità economica.
Ma qui sta il nocciolo della questione: il contratto già dal 2001 prevede che sia il dipendente che accede allo straordinario ad optare per la banca delle ore, e non l’Amministrazione. Dunque il punto di partenza dovrebbe essere l’agibilità economica dello straordinario, e non, al contrario, quella della banca delle ore. E peraltro l’incremento da 200 a 250 ore del tetto dello straordinario confligge con eventuali esigenze di risparmio che giustificassero il vincolo della verifica economica.
Noi chiediamo dunque provvedimenti che:
Annullino le “indicazioni a soprassedere” di Persociv e le disposizioni degli organi di vertice che le abbiano recepite, in particolare quelle date da SME;
Chiariscano l’impossibilità di dare disposizioni con effetto retroattivo di recupero di ore già maturate in banca delle ore e del denaro già percepito a tale titolo;
Modifichino i termini della bozza di CCNI eliminando il vincolo della verifica economica per il solo istituto della banca delle ore.
Per questo FLP Difesa ha scritto le due note che si allegano al notiziario, la prima (allegato 3) per SME e la successiva (allegato 4) per il SSS alla Difesa on. Perego.
Ora restiamo in attesa di conoscere gli esiti della vicenda. Vi terremo aggiornati, cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Avviata oggi a Persociv la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025 tra delegazione trattante e OO.SS. A fronte della complessità di argomenti da esaminare e discutere, sta la necessità prioritaria di definire le competenze delle famiglie professionali, ferme da dicembre, e di avviare il FRD 2023, dentro al quale si apre una partita completamente nuova, quella delle progressioni orizzontali in modalità completamente modificata dal NOP entrato in vigore lo scorso 01.11.2022 .
Vediamo di seguito nello specifico gli argomenti più importanti, le proposte dell’AD contenute nella bozza di CCNI, redatta in modo stringato ed essenziale, che alleghiamo al notiziario, e le nostre prime considerazioni.
COMPETENZE DELLE FAMIGLIE PROFESSIONALI: l’accordo stralcio per la transizione dai profili professionali alle nuove famiglie professionali è operativo dal 1 novembre 2022; ma manca la “polpa”, ossia la definizione delle competenze: una condizione senza la quale non possono essere avviate le procedure per le progressioni verticali (oggetto di enorme interesse dei colleghi di tutte le aree, in primis la 1^), e in particolare quelle in deroga al titolo di studio previsto per l’accesso all’area superiore, consentite dal CCNL FC solo fino al 31.12.20243. In realtà l’AD aveva recepito la gran parte delle proposte pervenute, ma la triplice aveva condizionato la firma sull’accordo alla consegna degli organici, che non tutti i vertici hanno prodotto, bloccando l’avvio della procedura. Ma c’è anche il problema da noi rappresentato, dopo la mancata previsione nel PTFP 2022-2024 e quindi nel DPCM 11.05.2023, anche il Piano Triennale del Fabbisogno del Personale 2023-2025, reso noto a fine marzo scorso, non prevede queste progressioni tra le aree (vds il nostro Notdif n. 37 in data 17.05.2023). In merito la DG ha risposto che intende adeguare in tal senso il PTFP nel PIAO del prossimo gennaio (affermazione che non convince FLP DIFESA), essendo fra l’altro noto l’ammontare delle risorse da destinare a tal fine, pari a poco meno di 7 mln di €. Alla richiesta di FLP Difesa di sapere se si potesse procedere con uno stralcio di Accordo, il DG ha ribadito che intende approdare ad un Accordo unico, comprendente tutte le materie in discussione. Va da sé che la materia dovrà essere integrata nel CCNI anche con una nuova disciplina delle riconversioni professionali. Per quanto riguarda invece le nuove progressioni orizzontali (ex Progressioni economiche all’interno delle aree), da discutere nel contesto del FRD 2023, la DG ha formulato 4 ipotesi, una delle quali rinvia all’anno successivo per le difficoltà tecniche legate al NOP e alla nuova formula con i “differenziali stipendiali”.Ovvio che FLP Difesa si impegnerà con tutte le energie perché si arrivi a realizzare per il massimo dei numeri possibili le progressioni orizzontali 2023 di cui alla 1^ delle ipotesi, per un importo di €.11.875.188,65.
BANCA DELLE ORE: È di attualità il presunto blocco della “Banca delle ore”, a seguito di una risposta di Persociv a quesito di SME. In via informale la DG ha asserito che il documento non dovesse essere letto come una circolare a carattere perentorio, ma che fosse invece una risposta a quesito, evidentemente un parere discendente da problematiche di gestione dei fondi. Sta di fatto che gli enti tendono ad adottare la soluzione più restrittiva, col rischio di non cambiare finché non si definisce il CCNI. Osserviamo in merito che nella bozza di CCNI l’AD propone addirittura l’aumento a 250 ore del tetto dello straordinario, e lo conferma anche per la Banca delle ore. È pur vero che si prevede una preventiva verifica della disponibilità finanziaria, ma è di tutta evidenza che l’incremento non dia adito ad immaginare crisi delle risorse disponibili, che fanno capo allo stesso capitolo di spesa. Ed è evidente anche che la norma sia nata proprio per promuovere il ricorso alla banca delle ore rispetto allo straordinario.
RELAZIONI SINDACALI: non vi sono integrazioni né richiami al CCNL, che pure servirebbero a rimarcarne l’opportunità e l’utilità sugli atti e le decisioni connessi agli aspetti di organizzazione delle strutture con potenziali riflessi sul rapporto di lavoro del personale civile, con particolare riguardo alla informazione, per le ricadute di scelte quali i provvedimenti di ristrutturazione e riordino, reimpieghi, mobilità, organici, rispetto alle quali ancora oggi osserviamo spesso una pregiudiziale indisponibilità dell’AD. Per lo stesso motivo sarebbe importante prevedere la possibilità di costituire Tavoli Tecnici Tematici anche temporanei (Ad ex su turni, reperibilità e ppl; problematiche degli ex militari; etc).
PARTE ECONOMICA: in primis c’è una problematica più volte da noi rappresentata anche al SSS Perego, relativa alla scarsa trasparenza della busta paga e delle voci stipendiali: FLP Difesa propone di inserire nel CCNI il richiamo alla necessità che sia data attuazione a quanto previsto dall’art. 71 del CCNL FC, che prevede “…l’adozione di specifiche misure atte a garantire la completa conoscibilità della struttura della busta paga e dei singoli elementi che ne determinano, mensilmente, l’importo, gli Enti Amministrativi rendono disponibile uno statino riepilogativo mensile. In detto documento dovranno essere riportate, in dettaglio, le singole voci che determinano lo specifico importo erogato, ivi compreso il conteggio dei buoni pasto sostitutivi spettanti. Lo statino di cui al precedente comma potrà essere utilizzato dal dipendente per la contestazione di eventuali irregolarità riscontrate nella elaborazione della propria busta paga, ai sensi dell’art. 71 comma 2 del CCNL FC sopramenzionato.
FRD 2023: Le risorse ammontano a €.1.937.615,25 per AID ed €.50.177.853,70 per AD (non vi è traccia della riassegnazione dei 21 milioni, tante promesse dal Vertice politico ma nulla di fatto), come approvate dall’UcB lo scorso mese di marzo, e dovrebbero essere integrate di 3,29 Mln di € a fine anno, derivanti dal FESI. Abbiamo chiesto copia della citata determinazione dalla quale si possano evincere i dati relativi alle singole voci che alimentano il FRD. Restano tuttavia inevase le nostre richieste relative a:
consuntivi 2021 e 2022, in particolare riferiti a ppl, turni, reperibilità e straordinario (una spesa che si sta progressivamente ingigantendo, incidendo pesantemente sulle risorse disponibili al restante personale);
somme non spese nel 2022 per le singole vocidel FRD 2022, che dovrebbero essere riassegnate dal MEF nel c.a. per la contrattazione FRD 2023 ai sensi dell’art. 49 comma 5 del CCNL FC 2019-2021.
Val la pena evidenziare sul punto che la stessa AD propone di inserire nell’accordo la specifica previsione per cui “Le parti concordano che le ulteriori risorse che, dopo la contrattazione di cui al comma 2, dovessero affluire al FRD a titolo di somme cd. variabili, così come gli eventuali risparmi di spesa sulle voci di distribuzione del FRD, saranno destinati all’incremento dei fondi per la contrattazione di sede (FUS).
Performance organizzativa: l’AD propone di modificare il sistema di calcolo di misurazione e valutazione, introducendo al posto della Soglia di Partecipazione (il dato individuale di presenza) il parametro dell’Apporto Partecipativo (la Performance Individuale). Ma propone anche la modifica in riduzione dei limiti percentuali di fascia, di fatto portando dal 25% al 40% la soglia oltre la quale non si percepisce nulla.
E AD propone l’incremento dell’accantonamento per questa voce dai 16 milioni del 2022 ai 20 del 2023.
Maggiorazione del premio performance organizzativa per il personale della 1^area: dopo anni di battaglie e di Accordi FRD che non abbiamo firmato, finalmente avevamo trovato la quadra a questa questione, e oggi è sparita dalla bozza di Accordo proposta dall’A.D..Riprenderemo la battaglia per il suo recupero.
Performance Individuale: sparito anche questo articolo nella bozza di accordo per il 2023: va recuperato anche per i richiami non solo alla quota individuale teorica, ma anche alla maggiorazione del 30%. L’accantonamento resta comunque di €.4.800.000.
FUS: resterebbe invariato come il suo accantonamento per €. 5.943.519,69.
Posizioni Organizzative: a fronte del persistere delle due categorie, l’AD propone che i valori dell’indennità siano ricompresi tra un min, di 200 e un max di €.2.600 annui lordi per 13 mensilità. In merito osserviamo che:
Nel FRD 2021: le assegnazioni erano di €. 3.500.000 lordi; L’importo max per i 39 Funz. di 1^ categoria era di 3.123,26 €. lordi; L’importo max per i 1794 Funz. di 2^ categoria era di 1925,99 €. lordi.
Nel FRD 2022: le assegnazioni erano di €. 2.800.000 lordi; L’importo max per i 30 Funz. Di 1^ categoria era di 2.715 €. Lordi; L’importo max per i 1620 Funz. Di 2^ categoria era di 1264,59 €. Lordi.
Non può sfuggire che il budget totale previsto da Persociv è identico a quello del 2021, superando il 2022, benchè diminuiscano progressivamente i funzionari coinvolti; di conseguenza aumentano significativamente le indennità!!! E questo mentre dall’altra parte l’A.D. prospetta di eliminare la maggiorazione per la 1^ area!!! E dall’altra ancora prende in considerazione l’ipotesi di non fare progressioni orizzontali!!!
E al di là di queste considerazioni, riteniamo non si possa evitare il distinguo fra le due categorie di incarichi, il cui riconoscimento economico è l’unica parte della disciplina delle posizioni organizzative oggetto di contrattazione ai sensi dell’art. 15 c.3 CCNL 2019-2021.
Indennità per particolari Posizioni di Lavoro: aumenta nuovamente questa voce, infatti la spesa del 2022 era di €.1.013.907, quella per il 2023 si parla di €. 2.028.590,21.
Turni e Reperibilità: L’AD propone l’incremento del n. dei turni notturni effettuabili nel mese da dieci fino a quindici, e dei turni festivi effettuabili nell’anno da un terzo fino alla metà (una proposta che però creerebbe un ulteriore importante aumento di questa voce di spesa che, come più sopra detto, incideva già per il 20%del FRD complessivo, andando progressivamente fuori controllo già dagli anni precedenti, esorbitando regolarmente le somme assegnate (la spesa del 2022 per i turni era di 5.308.910, per il 2023 si parla di 8.529.025€.; quella per la reperibilità 2022 era di 1.714.634, per il 2023 si parla di 3.351.718!). Risulta peraltro disapplicata parte della norma precedente, che prevedeva per la reperibilità anche il limite di non più di due domeniche nell’arco di un mese.
Attività disagiate: restano invariati i criteri di attribuzione, ma sarebbe auspicabile una revisione della mappatura cui ci si richiama per il personale militare, in ragione di un aggiornamento sulle criticità delle condizioni climatiche, dell’assenza di strutture ospedaliere/pronto soccorso nel raggio di 10 km dalla sede di servizio, dell’assenza o criticità di utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico urbani ed extraurbani (Vedasi ad es. il caso di Venezia, che pure soffre delle criticità sopracitate, e non è considerata sede disagiata).
Imbarco/Lavorazione/Collaudo: restano invariate le rispettive voci, fra le quali avevamo rilevato solo uno specifico incremento da 25 a 40 €. della misura massima giornaliera per il personale gruista per le prestazioni lavorative che comportino la movimentazione di carichi. AD ha riscontrato precisando che si tratta di un refuso, e confermando il limite di 25 €.
Ci sentiamo sul merito di chiedere che sia precisato che per ciascuna voce di spesa non sia più sanzionata automaticamente a posteriori alcuna spesa superiore al budget assegnato, sia in quanto viola il principio stesso della contrattazione, sia perché lede gli interessi degli altri lavoratori.
Indennità di specifiche responsabilità per la 2^area degli assistenti: l’AD ha individuato le tipologie dei compiti cui può essere riconosciuta la indennità in parola, ma non ce ne ha fornito al momento il prospetto, ipotizzando per questa il riconoscimento di un importo max di 1.000€. annui lordi da destinare in via presuntiva al 10% del personale (un dato che richiede una verifica, motivo per cui l’AD sarebbe orientata a rinviare l’attuazione al prossimo anno). La somma riconosciuta dovrebbe essere condizionata anche dalla valutazione della Performance Individuale, e in merito si osserva come ciò non accada per le Posizioni Organizzative, dove l’indennità trova la sua sola giustificazione nell’incarico.
Welfare integrativo e Provvidenze
È introdotta in un CCNI la disciplina in materia di benefici di natura assistenziale e sociale in favore dei dipendenti, provvidenze definite “sussidi, elevazione culturale, borse di studio, alta formazione”, i cui criteri generali di erogazione sono rinviati ad apposito allegato, e i cui oneri gravano sui capitoli:
1264, per quanto riguarda sussidi, borse di studio, elevazione culturale, quota teorica pro-capite destinata a finalità culturali;
1265, per quanto concerne l’alta formazione.
In particolare, per il cap.1264 non viene indicata alcuna distinzione specifica tra le destinazioni previste, per evitare irrigidimenti di gestione, ma dal dato storico 2022, tuttavia, emerge che:
circa il 50% è la quota pro capite per finalità culturali (buoni di fine anno);
circa 25% va alle borse di studio;
circa 25% va ai sussidi, di cui 1% per elevazione culturale.
In merito FLP DIFESA chiede di definire le modalità di determinazione e di comunicazione, a tutte le articolazioni della Difesa ed in estensione alle OO.SS. nazionali, dell’importo totale disponibile e dell’importo pro-capite annuale destinato a finalità culturali (BUONI DI FINE ANNO) valido uniformemente per tutto il personale civile della Difesa, e di inserire nell’ALLEGATO 1 la regolamentazione del Benessere del personale civile – CAP. 1264
A margine segnaliamo che nella bozza non vi è alcuna menzione dei seguenti argomenti:
Lavoro da remoto e lavoro agile: oggetto di confronto e non di contrattazione integrativa; riteniamo sarebbe stato importante fissare nel testo l’impegno a breve termine da parte dell’AD a definire previo confronto le modalità attuative e procedurali del lavoro da remoto. Intanto l’AD, dopo aver chiuso il confronto lo scorso 12 aprile, non ha ancora né formalizzato nè pubblicato il Regolamento del Lavoro Agile e né tanto meno è stato riaperto il confronto, come richiesto da FLP DIFESA al Vertice politico, per aggiornarlo con la previsione di “almeno 8 gg. (e non 4) al mese”.
Mobilità interna e reimpieghi sono anch’essi oggetto di mero confronto e non di contrattazione, in particolare i criteri generali di priorità per la mobilità tra sedi di lavoro dell’AD (oggi completamente ingessata dai “gradi di scopertura organica massima sostenibile per ciascun Ente”), da rivisitarsi con cadenza annuale e comunque, prima della emanazione del bando di mobilità interna volontaria. Anche su questo si dovrebbe richiamare l’impegno al confronto, anche alla luce dell’attuale impossibilità di accedere alla mobilità ordinaria.
Formazione: Il Piano Triennale di Formazione del personale civile è oggetto di mera informazione, e tuttavia non gode di particolare diffusione.
Queste le prime considerazioni sul CCNI, ma come sopra detto, il percorso è appena iniziato. Vi terremo aggiornati.
p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI – Leonia CARDONE
E’ nella cronaca di questi giorni un molto discutibile intervento di Persociv in materia di “Banca delle ore” in risposta ad un quesito proposto da SME: l’indicazione è di “soprassedere” dall’utilizzo dell’istituto per carenza di contrattazione integrativa.
Val la pena di ricostruire l’excursus dell’istituto in questione, introdotto dal 12.02.2018 con l‘art. 27 del CCNL Integrativo Comparto Ministeri del 16.5.2001, che prevedeva l’istituzione, a far data dal 01.01.2001, di un conto ore individuale nel quale far confluire, a richiesta del lavoratore, le prestazioni di lavoro straordinario o supplementare debitamente autorizzate, da utilizzarsi entro l’anno successivo a quello di maturazione.
Al fine di promuoverne l’utilizzazione, il CCNI aveva addirittura previsto l’organizzazione di incontri fra le parti finalizzati al monitoraggio ed all’assunzione di iniziative utili.Di conseguenza si è regolata anche la Direzione Generale per il Personale Civile, che ha emanato apposite circolari attuative:
la 68237 del 20.10.2005, dalla quale si evince l’obbligatorietà della norma contrattuale, e la raccomandazione agli Enti di consentire, al personale che ne facesse richiesta, l’adesione alla suddetta Banca delle ore,
la n. 33206 del 17.05.2007, nella quale, premesso che “ai lavoratori possano essere riconosciuti periodi di riposo compensativo in luogo della remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario…”, si è rammentata la possibilità che “…a richiesta del dipendente… …allo stesso sia riconosciuto, oltre a un periodo di riposo compensativo… …anche il pagamento delle maggiorazioni della retribuzione oraria previste dall’art. 26
la n. 33206 in data 17.05.2007 con la quale ha ribadito quanto sopra.
Di conseguenza l’istituto è diventato operante sul territorio nazionale, anche in ragione della sua “obbligatorietà” come ribadita da Persociv, che ne aveva raccomandato l’utilizzazione.
A far data dal 12.02.2018 il CCNL Funzioni Centrali 2016-2018 – art. 27 (Banca delle ore) ha reiterato la disciplina della materia, precisando che “...nel conto ore confluiscono le prestazioni di lavoro straordinario….. entro un limite complessivo annuo individuale stabilito in sede di contrattazione integrativa di cui all’art. 7, comma 6, lettera n.
Inoltre ha stabilito all’art. 25 (Straordinario) – c.3 che “il monte ore massimo individuale annuo per lo straordinario” sia fissato “in 200 ore, e puo’ essere elevato in sede di contrattazione integrativa”.
Dunque il limite individuale annuo di 200 ore di straordinario non può che ricadere inevitabilmente anche sulla banca delle ore, posto che la contrattazione integrativa non può che aumentarlo.
E’ in virtù di quanto sopra che in tutto il territorio nazionale la fruizione sia dello straordinario che della banca delle ore sia stata mantenuta senza soluzione di continuità, ritenendo evidentemente che tale comportamento fosse assolutamente corretto e senza alcun danno all’erario, nella misura in cui non si fosse superato il limite delle 200 ore individuali annuali di cui all’art. 25.
Invece Persociv interviene, e dà precise indicazioni di “…soprassedere dalla fruizione della Banca delle ore…”, “in quanto non disciplinata anche dalla contrattazione integrativa di cui al citato art. 27 del CCNL 2016-2018”.
Val la pena sottolineare la valenza non tassativa del termine “soprassedere”, che lascia trasparire la debolezza delle argomentazioni adottate, le cui ricadute sono evidenti:
intanto il lavoratore è tenuto a termini di contratto ad effettuare lo straordinario richiesto, a meno di giustificati motivi, entro il limite individuale delle 200 ore;
ma se ne chiede il pagamento non avendo aderito alla banca delle ore difficilmente sarà pagato nei termini temporali previsti dal CCNL, perché notoriamente I fondi vengono assegnati a fine anno solare;
In caso di insufficienza dei fondi, in conseguenza del mancato pagamento si procede forzosamente a recupero compensativo, anche oltre il termine contrattuale dei 4 mesi, senza alcun compenso economico;
perciò la più favorevole opzione alla “banca delle ore” ha finora garantito da un lato il maggiore margine per il recupero compensativo (più gestibile sia da parte del singolo che della Amministrazione), sia il riconoscimento economico della maggiorazione. Da qui il grave danno inferto da Persociv ai colleghi e all’A.D. stessa.
Val la pena entrare anche nel merito: in tutti questi anni il ricorso allo straordinario è diventato sempre più necessario in ragione del progressivo anemizzarsi delle risorse umane di ciascun Ente, che sono state chiamate ad un maggiore contributo individuale, sempre meno retribuito per la progressiva riduzione dei relativi fondi .
Sul piano della forma poi, e’ parere della scrivente che la contrattazione integrativa nazionale non possa quantificare in riduzione il limite di 200 ore del monte ore annuale individuale di lavoro straordinario, e che dunque non vi siano i presupposti per soprassedere alla fruizione della Banca delle ore tout court, anche tenuto conto del fatto che lo stesso CCNL afferma che la Banca delle Ore “..è istituita…” come dato attuale, e non futuro. Né l’inerzia dell’A.D. nel proseguire la Contrattazione Integrativa, avviata il 4 dicembre 2019 e di fatto sospesa e mai più ripresa dopo il 3° incontro, avvenuto il 20 febbraio 2020, senza essere approdati ad alcun minimo Accordo, può essere usata come motivo valido per soprassedere all’attuazione dell’istituto; piuttosto potrebbe configurare inadempimento contrattuale da parte dell’A.D., che da 3 anni non ha più convocato le parti per riprendere l’attività.
Per quanto sopra, FLP Difesa ha scritto la nota allegata al Gabinetto del Ministro, chiedendo di intervenire con la massima urgenza affinchè sia avviata una risolutiva contrattazione integrativa per la stipula di un accordo stralcio che consenta la prosecuzione dell’utilizzo dell’istituto contrattuale di che trattasi, senza creare ulteriori problemi agli uffici e al personale.
E’ tutto, cordialissimi saluti.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA – Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Si è svolto oggi, a Palazzo Esercito, il terzo incontro dall’inizio del mandato con il Capo di SM della F.A., Gen. Pietro Serino, che ha aperto la riunione proponendo alcune considerazioni già svolte nel corso della sua ultima audizione parlamentare, e più precisamente sulla necessità di riconoscere la specificità del personale civile, tema sul quale e peraltro sarebbe stata avviata una interlocuzione con SMD, ma non chiarendo attraverso quali vie e con quali modalità andrebbe realizzata, perché ovviamente il nodo vero sta tutto qua; ha altresì richiamato la necessità di implementare le dotazioni organiche del personale civile, carenti in particolare negli Enti dell’area industriale.
Ha poi passato la parola al Gen. Cuoci, Capo del DIPE, al fine di fornirci alcune risposte su questioni poste nel corso delle precedenti riunioni: sulla diversità tra civili e militari del trattamento di missione è in corso da parte del 1° Reparto un approfondimento; sullo spinoso problema legato al personale ex militare transitato nei ruoli civili, che nell’Esercito assommano complessivamente a 1.673 unità (il 28% del personale civile effettivo), ha comunicato che è stato avviato presso Segredifesa un tavolo tecnico di approfondimento delle diverse problematiche, che come FLP DIFESA peraltro chiediamo dal 2012, che però non prevede la presenza anche delle OO.SS.; sul riordino dell’area infrastrutturale, ha espresso l’intendimento della F.A. di potenziare il progetto ai fini di una maggiore razionalizzazione e di una maggiore tutela del personale; sempre in materia di riordini, ha comunicato che entro luglio p.v. dovrebbe andare in operativo l’accorpamento tra Cdo Capitale (area territoriale) e COMFOTER (area operativa) unificandone le attività ma senza effetti riduttivi sull’impiego del personale civile e, per quanto riguarda IGM, ha espresso il convincimento che il transito in area operativa porterà ad un potenziamento delle attività in capo a quell’Ente; in materia di formazione, ha ribadito che lo SME è impegnato a potenziarne l’offerta, sia tramite DIFEFORM-SNA sia a livello decentrato; infine, per quanto attiene le nuove assunzioni, nulla di nuovo rispetto a quanto registrato nelle precedenti riunioni.
E’ seguito poi il giro di tavolo in ordine di rappresentatività nel MD. Nel suo intervento, il quarto dopo CGIL, CISL, UIL, la delegazione FLP, dopo aver ringraziato il gen. Serino per la sua disponibilità, ha toccato i seguenti punti:
AUDIZIONE PARLAMENTARE
Nel prendere atto della posizione espressa in sede di audizione, abbiamo precisato al Capo di SME che la nostra O.S. si batte da tanti anni per il giusto (e oramai tardivo) riconoscimento della peculiarità dei compiti assegnati al personale civile,ma con una pregiudiziale netta rispetto alla permanenza in ambito contrattazione collettiva, che è opinione diversa, evidentemente, rispetto a chi immagina l’uscita dall’ambito contrattale e l’ingresso all’interno delle categorie speciali previste dall’art. 3 del D. Lgs. 165, tra le quali è ricompreso anche il personale delle FF.AA. E’ comunque alquanto paradossale che, dopo le conclusioni non favorevoli alla specificità individuate dal Gruppo di Lavoro presieduto dal SSS Rossi nel 2015, a perorare ancora la causa della c.d. “specificità” siano sempre i Vertici militari della Difesa, senza trovare soluzioni efficaci né i necessari finanziamenti; quale ne è il motivo vero e gli obiettivi? Qualche domanda è lecito porsela a tal riguardo…o no? Il problema vero sta nelle differenze retributive inaccettabili in materia di salario accessorio, un problema antico solo parzialmente temperato dai 21 mln di € che per tre anni sono confluiti nel FRD, e che si è fortemente aggravato con la mancata proroga dopo 4 anni , e che occorrerà recuperare tutti nel 2023 anzi molti di più.
Sempre con riferimento all’intervento del Capo di SME nel corso della recente audizione, e più precisamente alla parte in cui ha affermato la necessità di procedere all’unificazione del corpo ingegneri e dell’arma trasporti e materiali, FLP DIFESA ha segnalato come questa affermazione abbia destato parecchia preoccupazione tra il personale di MONTELIBRETTI E CIVITAVECCHIA, perché si intravede in questo progetto una scarsa considerazione del lavoro svolto da quei Centri Tecnici e si teme di essere in un qualche modo fagocitati da altri Enti.
LEGGE 244/2012
L’altra settimana si è svolto l’incontro delle OO.SS. con il Ministro Crosetto e in quella sede il Ministro espresse il suo avviso sulla necessità di procedere a modifiche della legge voluta dall’amm. Di Paola. Non avendo ben capito, però, quali interventi vengono immaginati, se quelli di un mero differimento temporale anche per i civili sul tipo dello slittamento decennale varato per gli organici militari all’interno però di un riconfermato impianto della L. 244, oppure se si pensa viceversa a rimettere mano ad una nuova riforma dello strumento militare, magari con un modello diverso da quello Di Paola (150.000 militari e 20.000 civili), anche su questo punto abbiamo chiesto lumi al Capo di SME.
RIORDINO AREA INFRASTRUTTURALE
La riorganizzazione di questa area è stata oggetto, su nostra specifica richiesta, della riunione del 22 giugno 2020 con SME-RPG, nel quale ci sono state delineate le tre diverse fasi di riordino, con un maggior dettaglio per la prima (costituzione Cdo genio e diminutio progressiva dei Comandi multifunzione) e molto ma molto meno per le altre due fasi relative alla riconfigurazione dei Reparti Infrastrutture secondo le due tipologie “A” e “B”, che potessero essere oggetto di successivi incontri che però non ci sono state.
Al 1 gennaio 2023, al netto di qualsiasi confronto preliminare con le OO.SS., è stata resa operativa la revisione ordinativa e organica del 5°, 6°, 7° e 12° Reparti Infrastrutture. Ebbene, a tal proposito, si stanno evidenziando parecchie criticità, sia di carattere operativo in alcuni Enti che lamentano l’oggettiva difficoltà a portare a compimento le attività programmate, sia per quanto attiene la riconfigurazione organica e l’impiego del personale, in particolare di quello civile, che finora è stata componente fortemente presente, e anche con posizioni di responsabilità.
Con questa nuova riorganizzazione, stiamo registrando purtroppo alcune scelte poco condivisibili: non poche posizioni civili saltano a favore di personale militare; l’incarico di RSPP è stato sempre civile, ora la connotazione non é più civile, il che evidentemente lascia spazio alla possibilità di individuazione dell’incarico anche all’interno della componente militare; vengono operate alcune variazioni di profilo incomprensibili: al demanio, per esempio, viene previsto un funzionario tecnico in sostituzione di quello amministrativo, in un ufficio in cui si fanno solo procedure amministrative; infine, non vengono previste incomprensibilmente alcune storiche posizioni, come quelle di civili che gestiscono da anni attività informatiche e che nella nuova organizzazione non sono previsti .
Con queste premesse, allora, è di tutta evidenza come l’operazione di riordino organico appaia a tutti gli effetti un depotenziamento della presenza civile e una “militarizzazione” di ruoli e funzioni storicamente civili, nonostante oggi manchi anche il personale militare. Nel segnalare queste criticità, abbiamo richiesto un incontro tecnico con la F.A. per fare il punto di situazione sul riordino dell’area infrastrutturale dell’Esercito e poter offrire, come O.S., il nostro apporto conoscitivo dei problemi e il nostro contributo per risolverli.
LAVORO AGILE, STRAORDINARIO E BANCA ORE
Per quanto riguarda il lavoro agile, abbiamo dato atto al Gen. Serino del suo impegno a favore di una decisa sensibilizzazione sul tema in ambito FA e della ricerca di soluzioni organizzative tese a favorirne al massimo la diffusione. Abbiamo però fatto presente che la bozza di regolamento presentato recentemente dalla Delegazione Difesa va in una direzione diversa rispetto al suo sforzo, in quanto svuota del suo significato innovativo lo S-W riducendolo solo ad un brutta e misera copia del telelavoro, e su questo abbiamo sollecitato iniziative della F.A.
Per quanto attiene lo straordinario, il problema riguarda la riduzione delle relative assegnazioni agli Enti. E‘ di tutta evidenza che il combinato disposto tra pensionamenti consistenti nel numero e mancate assunzioni/assegnazioni producono un effetto vistoso: che lo stesso lavoro deve essere fatto da un numero sempre minore di lavoratori. Se però il carico lavorativo rimane lo stesso, è di tutta evidenza che ad esso si può far fronte solo ricorrendo a prestazioni di lavoro straordinario, e se è così, è allora di altrettanta evidenza che le assegnazioni su quel capitolo dovrebbero aumentare e non diminuire.
E, legata allo straordinario, abbiamo posto un’altra questione che è in un qualche modo complementare alla prima, ed è la praticabilità in ambito F.A. dell’istituto della Banca Ore, avendo appurato che in alcuni Enti pare si sia risposto negativamente alla richiesta di attivarla, perché mancherebbero disposizioni attuative. Ovviamente, la Banca Ore è un istituto che data da lungo tempo, peraltro oggetto a suo tempo di specifiche circolari di PERSOCIV, che è stato riconfermato nell’ultimo CCNL, e che quindi deve trovare applicazione anche in ambito Esercito.
A conclusione degli interventi delle OO.SS., sono state fornite le prime risposte rispetto alle questioni da noi poste, e più precisamente:
– per quanto attiene agli intendimenti in ad una eventuale revisione della Legge 244 e ad una rivisitazione dello in merito all’area infrastrutturale, la F.A. ha confermato nelle sue scelte il progetto di riordino, ma ha dato la disponibilità ad un tavolo tecnico di confronto con le OO.SS. che auspichiamo venga convocato a breve;
–sulla Banca delle Ore, è stato assicurato che l’istituto è attivabile in ambito FA in quanto non esistono posizioni ostative a tal riguardo;
– sulla questione “MONTELIBRETTI E CIVITAVECCHIA”, innescata da alcune affermazioni venute dal Gen. Serino nel corso della sua audizione, non sono arrivate risposte esaustive, motivo per il quale a fine riunione abbiamo consegnato al Gen. Cuoci una nota in cui poniamo formalmente il problema e invochiamo risposte al riguardo.
Sulle altre questioni da noi poste, attendiamo dalla F.A. le risposte richieste, delle quali, come sempre, daremo tempestivamente conto alle lavoratrici e ai lavoratori interessati.
Cordiali saluti a tutte/i.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni – Maria Teresa D’Urzo
Notiziario FLP Difesa n. 65 del 08 novembre 2024 – Dopo sei riunioni, in data 7 novembre c.a., l’A.D. è approdata a definizione la bozza di CCNI Difesa – parte normativa per il triennio 2024-2026, che integra le parti di CCNI già sottoscritte e relative alla parte economica, al NOP e al welfare, e che […]
Notiziario FLP Difesa n. 57 del 6 settembre 2023 – Lo scorso 3 luglio avevamo dato conto nel notiziario n. 47 del superamento degli ostacoli posti da Persociv e di conseguenza in particolare da SME alla fruizione dell’istituto della Banca delle ore, ostacoli che avevano ingenerato notevoli criticità nei territori, a distanza di 20 anni […]
Notiziario FLP Difesa n. 47 del 03.07.2023 – Vittoria per FLP Difesa e per chi ha creduto nella fruibilità della Banca delle Ore, a fronte delle avverse indicazioni fornite dalla Direzione Generale per il Personale Civile, che hanno ingenerato notevoli criticità nei territori, dopo 20 anni di fruizione dell’istituto, nato col CCNI Ministeri nel 2001. […]
Notiziario FLP Difesa n. 42 del 15.06.2023 – Nella giornata di ieri è proseguita a Persociv la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025. Come già anticipato nel Notiziario FLP Difesa n. 38 del 31 maggio 2023, a fronte della complessità di argomenti da trattare, sta sempre la necessità prioritaria di definire le competenze delle […]
Notiziario FLP Difesa n. 40 del 08 giugno 2023 – Abbiamo registrato negli ultimi giorni gli esiti dell’autorevole intervento dell’on. Perego, sensibilizzato dalle sollecitazioni delle parti socia su diverse tematiche meritevoli di intervento da parte dei nostri vertici politici. Illustriamo dunque le novità: Regolamento del Lavoro Agile: molti di voi ricorderanno come il confronto sia […]
Notiziario FLP Difesa n. 38 del 31 maggio 2023 – Avviata oggi a Persociv la trattativa nazionale per il CCNI Difesa 2023-2025 tra delegazione trattante e OO.SS. A fronte della complessità di argomenti da esaminare e discutere, sta la necessità prioritaria di definire le competenze delle famiglie professionali, ferme da dicembre, e di avviare il […]
Notiziario FLP Difesa n. 34 del 10 maggio 2023 – E’ nella cronaca di questi giorni un molto discutibile intervento di Persociv in materia di “Banca delle ore” in risposta ad un quesito proposto da SME: l’indicazione è di “soprassedere” dall’utilizzo dell’istituto per carenza di contrattazione integrativa. Val la pena di ricostruire l’excursus dell’istituto in […]
Notiziario FLP Difesa n. 23 del 17 marzo 2023 – Si è svolto oggi, a Palazzo Esercito, il terzo incontro dall’inizio del mandato con il Capo di SM della F.A., Gen. Pietro Serino, che ha aperto la riunione proponendo alcune considerazioni già svolte nel corso della sua ultima audizione parlamentare, e più precisamente sulla necessità […]