In data odierna, si è tenuta la seconda riunione in videoconferenza con il Sottosegretario di Stato alla Difesa (SSSD) On.le Giorgio Mulè, su delega del Ministro Guerini, per un punto di situazione sulle seguenti tematiche da trattare: sviluppi relativi al trattamento economico del personale civile e procedure di reclutamento in corso e di prossimo avvio.
In apertura della riunione, il SSSD ha sottolineato le iniziative sino ad oggi messe in campo dal Ministero, per conseguire l’autorizzazione (non certa) ad un numero più consistente di assunzioni (n°2430) e per ridurre il gap retributivo del personale civile della Difesa rispetto al personale delle altre PP.AA.. Inoltre, ha sintetizzato il punto di situazione dei positivi risultati sinora ottenuti a seguito delle continue interlocuzioni avute con Mef, F.P., Aran e Parlamento:per quanto riguarda il trattamento economico, i risparmi di 20 milioni di euro sono stati assegnati al FRD, che hanno finanziato le progressioni interne effettuate nel 2021 (che saranno pagate dopo l’estate), e i risparmi di 30 milioni di euro sono stati destinati all’aumento dell’indennità di amministrazione Difesa inserita nel CCNL FC 2019-2021. Benefici economici che si aggiungono a quelli derivanti dagli aumenti contrattuali, che saranno pagati a giugno (arretrati) e luglio p.v. (adeguamento stipendio), ed all’armonizzazione delle indennità di amministrazione tra i Ministeri (già pagata ad aprile u.s…). Prosegue, invece, l’impegno del Ministero a cercare soluzioni per la riassegnazione dei 21 milioni di euro da destinare al FRD, utilizzati sino al 2021 per finanziare la performance organizzativa. In merito alle assunzioni, il DPCM 29.03.2022 ha riaperto la strada interrotta negli anni: vi sono già state 200 assunzioni di funzionari amministrativi ed altre a stretto giro con lo scorrimento delle graduatorie ancora valide; saranno a breve assunti i funzionari tecnici che hanno partecipato al bando gestito dal Ripam; sarà indetto nei prossimi giorni e comunque prima della pausa estiva, il concorso per 15 dirigenti non generali con riserva del 50% dei posti al personale di terza area della Difesa; è in dirittura di arrivo il bando per il corso-concorso selettivo di n.315 unità tecniche destinate all’Arsenale MM di Taranto; prosegue la predisposizione delle altre procedure concorsuali autorizzate, che saranno portate a termine entro la metà del prossimo anno; proseguono le assunzioni in AID, nel 2022, di personale funzionario e assistenti, vincitori di concorsi già effettuati o per scorrimento delle graduatorie degli idonei ma non vincitori di concorso. In riferimento alla formazione del personale, è stato approntato un programma di riqualificazione delle risorse umane che interesserà 4000 dipendenti. Ha subito dopo passato la parola alle OO.SS.
La FLP DIFESA in premessa, ha riconosciuto l’impegno dimostrato dal Ministro ed i risultati sinora conseguiti, ed ha salutato il dott. Francesco Rammairone che ha assunto da poco l’incarico di Vice Capo di Gabinetto del personale civile, apprezzando il primo approccio dello stesso tenuto con le OO.SS., attraverso un aperto dialogo che sicuramente porterà al ripristino e al rafforzamento delle relazioni sindacali a livello nazionale.
FLP DIFESA, che già nella riunione del 17 febbraio u.s. aveva dettagliato le problematiche che affliggono il personale civile della Difesa (vds. Notdif n.13 del 18.02.2022), nel suo intervento ha focalizzato l’attenzione su due aspetti fondamentali e legati ad entrambi agli argomenti in esame: 1) la necessità di quantificare, recuperare e riassegnare tutti i risparmi derivanti dalla riduzione dell’organico del personale civile della Difesa imposto dalla Legge 244/2012, individuando possibili “sacche” di risparmi non utilizzati e non restituiti; 2) la urgente esigenza di attuare a breve termine le assunzioni già autorizzate con i DPCM e con specifiche leggi e di presentare al MEF e FP la richiesta di autorizzazione di un piano straordinario di assunzioni per far fronte all’esponenziale esodo di personale che va in pensione, che sta determinando un aumento della spesa al Ministero (dovendo optare alla esternalizzazione di tutte le manutenzioni) e sta portando gli Enti al “collasso”, anche prima del 2024, come più volte segnalato dalle OO.SS: e dagli stessi SS.MM. in tutte le sedi ivi comprese quelle parlamentari.
TRATTAMENTO ECONOMICO – Analizzando e confrontando i dati riportati nel DPCM 20.06.2019 (riferito al PTFP 2018-2020) che ha autorizzato 235 assunzioni e nel DPCM 29.03.2022 (riferito al PTFP 2021-2023) che ha autorizzato 2430 assunzioni, si evince che dal primo DPCM sono residuati circa 6 milioni di euro rispetto alle risorse disponibili e che dal secondo DPCM sono residuati circa 15 milioni di euro. A riguardo, tenuto conto che gli stessi DPCM prevedono la possibilità che se l’Amministrazione è interessata ad utilizzare queste risorse residue per altre assunzioni, ne deve fare richiesta al MEF e FP per poi essere valutata la fattibilità, la FLP DIFESA ritiene che se tale richiesta non è stata formalizzata dal Ministero Difesa, i residui delle risorse economiche messe a disposizione e che derivano dai risparmi della Legge 244/2012 dovrebbero essere riassegnati a beneficio del personale civile e non restare nelle casse del MEF.
In merito ai 30 milioni di euro di risparmi assegnati all’aumento dell’indennità di amministrazione (IDA) dal 2021 del personale civile della Difesa, poi inseriti nel CCNL FC 2019-2021, FLP DIFESA resta dell’avviso che una parte di tali risorse non siano state utilizzate, restando nelle casse del MEF, in linea con la risposta fornita da Persociv all’ARAN prima della firma del contratto. A riguardo, FLP DIFESA propone di effettuare un ulteriore approfondimento e di verificare la possibilità di riassegnare tali residui di risorse economiche al personale civile.
L’operazione contabile di riassorbimento nell’assegno ad personam del personale ex militare transitato all’impiego civile delle risorse derivanti dalla perequazione dell’IDA prevista con DPCM e dall’incremento dell’IDA derivante dalle attuali norme contrattuali che utilizzano i risparmi della Difesa, ad avviso della FLP DIFESA comporta una perdita di risorse economiche (risparmi) per i dipendenti civili e una crescita di risorse nelle casse del MEF. Le risorse economiche con una mano ce le danno e con l’altra se le riprendono. Invece, rendere nuovamente disponibili tali risorse nel FRD ed indirizzarle alle ex progressioni interne e alla fase di prima applicazione del nuovo sistema di classificazione previsto dal CCNL (differenziali stipendiali), porterebbe ad un concreto beneficio economico a tutti, ivi compresi i predetti ex militari transitati all’impiego civile che di fatto subiscono evidenti penalizzazioni economiche e pensionistiche.
A riguardo, la FLP DIFESA ha reiterato la richiesta di attivare quanto prima uno specifico tavolo tecnico per risolvere le varie problematiche che affliggono i ns. colleghi ex militari ed un altro tavolo tecnico per rideterminare i criteri della mobilità volontaria ordinaria al fine di riavviare un istituto fermo da oltre tre anni.
La FLP DIFESA nel ribadire l’urgenza di definire i risparmi di Ministero e la verifica della loro riassegnazione al personale civile, nonché di richiedere al MEF le risorse aggiuntive al FRD previste dalla legge di bilancio 2022 e richiamate nel CCNL, ha segnalato cheil MEF ancora non ha fornito i dati economici delle risorse certe disponibili per poter avviare la contrattazione sul FRD 2022, a cui sono collegati alcuni istituti contrattuali come ad esempio la definizione del nuovo sistema di classificazione del personale e l’attuazione delle norme di prima applicazione; infine, ha segnalato la necessità di definire in tempi brevi il regolamento applicativo del lavoro agile nei termini indicati dal vigente CCNL.
ASSUNZIONI – Il PTFP 2018-2020 indicava al 1.1.2018 una presenza di personale civile pari a 24.809 unità (escluso ex militari transitati) e una previsione totale di pensionamenti per limiti di età nel triennio pari a 2.070 unità, mentre il PTFP 2021-2023 riportava al 1.1.2021 una presenza di personale civile pari a 18.919 unità ed una previsione totale di pensionamenti per limiti di età nel triennio stimati in 1.763 unità. Dal confronto dei dati numerici dei due PTFP si nota che i pensionamenti ipotizzati per il 1.1.2021 si sono triplicati (non 2.070 unità ma 5.890 fuoriuscite a vario titolo)e risulta essere plausibile che tale tendenza possa consolidarsi nel prossimo triennio, addirittura con percentuali superiori, (con l’esodo del personale assunto in forza della ex L.285).
I dati esaminati fanno emergere tutte le criticità che già oggi presentano gli Enti della Difesa, soprattutto negli Enti dell’area industriale e negli Stabilimenti di lavoro, ad esempio: alla data odierna nell’Arsenale MM di Taranto rispetto a 1428 unità previste nella TOO sono presenti solo 940 unità di cui circa 370 ex militari, presentando di fatto alla data odierna e non a dicembre 2024 una carenza di personale civile di circa il 60%.
Questi sono i motivi e le preoccupazioni che inducono la FLP DIFESA a chiedere: – un urgente piano straordinario di assunzioni, ritenendo positive ma insufficienti quelle previste dal DPCM 29.03.2022 ed evitando quello che oramai un po’ tutti dicono “il collasso” degli Enti della Difesa; nello stesso tempo; – l’avvio di iniziative politiche, per inserire una norma di legge che preveda, a similitudine di quanto sta avvenendo per il personale militare con il nuovo testo unificato di modifica del COM, la proroga della tempistica per la riduzione dell’organico del personale civile stabilita dalla legge 244/212; – l’avvio di una iniziativa politica, atta a ristabilire una norma di legge che preveda la riserva del 60% dei posti a concorso in favore degli enti dell’area industriale, norma del COM scaduta a dicembre 2020 e senza aver prodotto i suoi effetti nel corso di vigenza a seguito del blocco delle assunzioni.
La FLP DIFESA ha evidenziato che nella predisposizione dei PTFP, si è sempre tenuto conto prioritariamente di quanto richiesto dagli Organi Programmatori (SMD, SMM; SME; SMA, SGD), ad invarianza della “dotazione” di spesa potenziale e dei limiti assunzionali, i quali programmano i fabbisognisulla base delle scelte delle professioni e delle competenze che effettivamente servono all’Amministrazione, ma tenendo conto anche del futuro riassetto organizzativo conseguente al ridimensionamento degli organici previsto dalla legge 244/2012, e che tali scelte sono di indirizzo per l’approvvigionamento e la distribuzione del personale nonché per lo strumento della riconversione professionale nonché per il perseguimento degli obiettivi di performance organizzativa. Ma le scelte degli Organi Programmatori, che influiscono sulle missioni degli Enti e sulle loro tabelle organiche, non sono portate a conoscenza delle Parti sindacali, e sono soggette a continui cambiamenti di rotta, senza avere la possibilità di applicare correttamente gli istituti contrattuali collegati, a volte sembrando in controtendenza con la progettualità di F.A. (come ad es. con il Piano Industriale Integrato degli Arsenali 2020-2025 presentato da Maricomlog nell’anno 2020). Pertanto, è stato richiesto di rendere partecipi le OO.SS. delle scelte in corso, e di dare tempestiva trasparenza alle tabelle organiche di Ente e alle relative modifiche.
A conclusione della riunione, il SSS On. Mulè nell’apprezzare il lavoro svolto da tutti e nel particolare ringraziare la dott.ssa Montemagno che fra pochi giorni andrà in pensione (cui porgiamo anche noi i migliori auspici per la nuova stagione della sua vita), ha sottolineato le priorità del Ministero:
Aggiornare in tempi brevi il PTFP 2022-2024, con professionalità e numeri adeguati, e informare le OO.SS. dopo l’estate, verificando le proiezioni reali dei pensionamenti;
Definire il regolamento sul lavoro agile ed invio alle OO.SS. entro 2 o 3 settimane;
Valorizzare la formazione e predisporre il catalogo di corsi per il personale civile;
Per la conferma del personale civile che riveste l’incarico di Dirigente Generale nell’ambito delle percentuali previste dalla norma ma senza aver maturato i 5 anni, ottenere l’approvazione dell’ emendamento già condiviso con la FP, che deroga la norma sino a dicembre 2027;
Continuare gli approfondimenti per ricercare soluzioni che portino al recupero delle risorse economiche che finanziano l’IDA e che ritornano al MEF, a seguito del riassorbimento dell’assegno ad personam del personale ex militare che per motivi di salute è transitato all’impiego civile, e alla riassegnazione al personale civile dei 21 milioni di euro;
Dopo l’estate, sarà fornita l’informazione e saranno avviati confronti con le OO.SS., sulle assunzioni e sui risparmi derivanti dalla L.244/2012.
Cordialissimi saluti
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI
Notiziario FLP DIFESA n. 49 del 27 maggio 2019 –
Nel quadro delle diverse criticità che vive attualmente A.D., le problematiche dell’area tecnico-industriale assumono, almeno per quanto riguarda la componente civile, un rilievo del tutto particolare.
Parliamo di quell’area convenzionalmente considerata un’ area a sé, ma di fatto collocata all’interno dell’area Tecnico-Operativa, che ha subito una prima e ampia ristrutturazione all’epoca del Ministro Andreatta (D. Lgs. 28.11.1997, n. 459), che portò ad un corposo taglio del numero degli Stabilimenti, ridotti dai 36 che erano a solo poche unità (Poli Esercito; Arsenali M.M. e Centri Tecnici)
La seconda ristrutturazione avvenne nel 2015 a seguito di quanto disposto dall’art. 12 del D. Lgs. n. 8/2014 attuativo della L. 244/2012, una legge che oggi tutti criticano e chiedono di superare, ma che a suo tempo fu apprezzata anche sul fronte sindacale, atteso che solo FLP DIFESA ebbe il coraggio di scendere in piazza contro il DDL Di Paola (6 luglio 2012, si veda il nostro Notiziario n. 94).
L’approdo conclusivo di questa seconda fase furono i nuovi decreti di struttura degli Stabilimenti, questa volta ministeriali e non più interministeriali, che videro la luce nel 2015. Quelli relativi ai Poli dell’Esercito, furono messi a punto attraverso un lungo confronto con le OO.SS., sui cui approdi conclusivi la nostra O.S. espresse allora alcune motivate perplessità, che trovarono posto in un documento inviato a SME-RPGF che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2. Per quanto riguarda il processo di riordino degli Stabilimenti della M.M., invece, il confronto tra SMM e OO.SS. è stato molto più accidentato e tortuoso e tuttora non risulta esaurito, almeno nella parte relativa a confronti locali.
Va detto subito che questo secondo riordino non ha portato ai risultati sperati sia in termini di maggior efficientamento che di maggiore produttività, e nel corso degli anni le criticità sono cresciute per una serie di fattori, primo fra tutti il mancato turnover delle professionalità tecniche cessate dal servizio. Come si sa, in più occasioni, il Sindacato ha denunciato questo grave stato di cose, chiedendo un piano straordinario di assunzioni, che però in questi anni non è arrivato, con i risultati che oggi vediamo.
Occorre ricordare, a tal proposito, che PERSOCIV, oltre al Piano Triennale di Fabbisogno di Personale (n. 561 unità totali, vds Notiziario n. 93 del 30.08.2018), predispose a settembre u.s., a seguito di richiesta venuta dalla F.P., anche un “piano straordinario di assunzioni” per complessive 1.227 unità, di cui 1.027 unità con profilo tecnico e le restanti 200 unità con profilo amministrativo.
Sappiamo tutti come sia poi andata a finire: la legge di bilancio 2019 ha disposto l’assunzione straordinaria per il triennio 2019-2021 solo di n. 294 professionalità civili al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^), tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^) e tutte destinate agli Enti dell’area industriale.Ben poca cosa, evidentemente, a fronte dei molti pensionamenti che si prevedono, atteso che ora, a quelli c.d. “ordinari”, si aggiungeranno anche quelli di “quota 100”.
Una situazione drammatica, quella legata alle mancate assunzioni negli Enti dell’area industriale, che rischia di determinare una situazione di non ritorno, evenienza questa che quotidianamente viene denunciata in tutta la sua gravità e pericolosità, sia da parte delle Rappresentanze sindacali (ultima, la nota unitaria di RSU e OO.SS. di Taranto del 21 u.s. dal titolo illuminante: “assunzioni subito”) che da parte di soggetti istituzionali (agli inizi di questo mese, il Vice Presidente della Regione Umbria ha chiesto alla Ministra l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare le gravi problematiche del PMAL).
Ebbene, a quattro anni data dai nuovi decreti di struttura e preso atto della grave carenza di personale sopra richiamata, pensiamo sia venuto il momento di fare un punto di situazione, e per questo abbiamo inviato in data 13 u.s. al Capo di SME la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.
Assumeremo ovviamente la stessa iniziativa anche per gli Arsenali della M.M..
La Ministra e il nuovo Capo di SMD all’incontro con i COCER del 13 novembre u.s.
La vicenda relativa al mancato inserimento, nel Disegno di legge per il bilancio 2019 attualmente al vaglio della Camera dei Deputati (A.C. 1334), del piano straordinario di assunzioni di professionalità civili per il nostro Ministero è certo uno dei temi oggi di maggior attenzione all’interno della Difesa, atteso che le rassicurazioni che erano venute in proposito, per conto della Ministra, dal cons. P. Izzo nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto (vds. Notiziario n. 119 del 27.10.2018), sono state poi così clamorosamente disattese.
Proviamo dunque a capire i termini della vicenda, che presenta aspetti per certi versi anche paradossali.
Sono anni che il Sindacato denuncia il progressivo invecchiamento della forza lavoro civile, lo svuotamento dei nostri Enti a causa delle cessazioni dal servizio (pensionamenti e non solo) e la mancanza di ricambio a causa dei diversi blocchi del turnover che si sono succeduti nel corso degli anni (per il 2018, le facoltà assunzionali sono limitate solo al 25% dei cessati).
Una situazione, quella ora descritta, che ha generato enormi criticità, soprattutto visibili negli Enti industriali (Arsenali MM, Poli EI, CC.TT.), che sono state a più riprese rappresentate, non solo dalle OO.SS., ma anche dagli stessi Organi Programmatori (SMD aveva proposto anni fa un piano straordinario di assunzioni, poi finito come al solito nel dimenticatoio).
Quest’anno sembrava si potesse fare davvero qualcosa di più, e dobbiamo dire che, nella circostanza, la nostra Direzione Generale si è spesa al meglio.
In primo luogo, mettendo a punto (va detto: una delle poche AA.CC. a farlo!) – sulla base delle indicazioni recate dalle “linee guida” emanate dalla FP con decreto del 18.05.2018 – il Piano Triennale di Fabbisogno del Personale”(PTFP) adottato con D.M. del 10.08.2018 (ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 119 del 27.10.2018). Detto piano prevede, nel triennio 2018-2020, un fabbisogno di personale pari complessivamente a n. 561 unità, di cui n. 3 di professori e ricercatori, n. 37 personale dirigente e n. 521 personale delle aree funzionali. Poca cosa, comunque, per le nostre esigenze ben superiori.
Successivamente, anche sulla base degli intendimenti espressi dalla nuova Ministra alla P.A. (dal 2019, turnover al 100% e assunzioni straordinarie) e della richiesta della F.P. con mail del 9 agosto di conoscere le “esigenze ulteriori”, la nostra D.G. rispose dopo qualche giorno rappresentando l’esigenza di un “un piano straordinario di assunzioni”, così dettagliato dal cons. P. Izzo nel corso dell’ultima riunione al Gabinetto: n. 200 unità di area 3^ (n. 80 funzionari amministravi e restanti 120 di altri profili); n. 1.227 unità in area 2^ (1.027 assistenti tecnici e 200 assistenti amministrativi) e n. 7 unita dirigenziali di 2^ fascia, per un numero complessivo di n. 1.434 unità, che andrebbero a sommarsi ai n. 561 del PTFP. E tutti pensavano che queste “ulteriori esigenze” potessero entrare in legge di bilancio, anche se FLP DIFESA, avendo letto la risposta dell’on. Bongiorno ad una interrogazione, qualche dubbio lo avanzò nel corso della riunione al Gabinetto…..
Detto fatto, a fine ottobre è uscito finalmente il testo del DDL bilancio, al suo interno c’era l’art. 28 titolato “assunzioni straordinarie”, molte in effetti le assunzioni previste, ma per la Difesa c’èra…. nulla!
“IL SOLE 24 ORE”, il 19 u.s., ha pubblicato un articolo sulle assunzioni straordinarie previste dal DDL Bilancio, dal titolo “in palio 28.000 posti pubblici” che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina. Guardando ai soli Ministeri, si vede come nel DDL siano previste n. 450 nuove assunzioni per l’Ambiente; n. 1.000 per i Beni Culturali; n. 3.000 per la Giustizia; n. 775 per gli Interni. Per la Difesa invece, è previsto……. un bel nulla!
Come mai? La risposta è semplice: la componente civile continua a suscitare poca attenzione da parte dei nostri Vertici politici. E’ successo così in passato, continua purtroppo a succedere ancora così: altro che discontinuità! E mentre per noi è così, la Ministra incontra i COCER e promette, promette, promette…(si legga l’intervento letto dalla Ministra nel corso del suo incontro con i delegati COCER del 13 u.s., che pubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina).
Riuscirà la nostra Ministra a far entrare in legge di bilancio il piano straordinario di assunzioni per il M.D.? La nostra O.S., con gli emendamenti al DDL che abbiamo sollecitato (vds. Notiziario n. 126 del 19 u.s.; in allegato 3 su questa stessa pagina, anche il resoconto della Commissione Difesa del 14 u.s., con il testo degli emendamenti), pensiamo abbia offerto una imperdibile occasione: verrà colta? Il parere del Governo sarà positivo?
Il disegno di legge di bilancio (DDL) 2019 è approdato alla Camera (Atto Camera n. 1334, che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa pagina).
Trattasi di 120 articoli, che recano misure varie (fiscali, sviluppo e investimenti, lavoro, accesso alla pensione, razionalizzazione della spesa, etc) ed anche, all’art. 34, disposizioni e risorse per i rinnovi contrattuali 2019-2021, di cui parleremo a parte).Trattasi, nel complesso, di una manovra di finanza pubblica pari a circa 37 mld €, sulla cui sostenibilità si sta discutendo molto, e ancor di più tra Governo e Commissione Europea.
All’interno dell’articolato, ci sono anche le norme d’interesse del Ministero della Difesa. Partiamo innanzitutto da quella che ci sembra la più pesante, cioè dall’art. 28 (Assunzioni della P.A.). Ebbene, non una sola assunzione civile è prevista per la nostra Amministrazione, altro che “l’inversione di tendenza rispetto al recente passato salutata positivamente” da altre sigle nel corso dell’ultimo incontro al Gabinetto del 26 u.s..
In quella sede (si veda il Notiziario n. 119 del 27.10.2018), la nostra O.S. prese atto dei numeri forniti dall’Amministrazione e riferiti al “piano straordinario di assunzioni” messo a punto da PERSOCIV in risposta alla richiesta della F.P. del 9 agosto, ma, a fronte di quanto emergeva dalla risposta della Ministra Bongiorno in data 10 ottobre u.s. alla interrogazione parlamentare dell’on. Vigna (che ripubblichiamo in allegato 2 su questa stessa pagina) e che non sembrava ricomprendere le esigenze di A.D. tra quelle prioritarie, chiedemmo che la Ministra Trenta “seguisse da vicino la questione” per evitare di restare a mani vuote. Come ci sembra sia purtroppo avvenuto!
Ora bisogna cercare a tutti i costi di correre ai ripari, e pensiamo che la strada migliore sia quella non di chiedere incontri, ma di far presentare emendamenti al DDL, e di farlo anche presto perché entro le ore 10 del 14 p.v. scade il termine di presentazione in Commissione Difesa (poi resterebbe la possibilità della Commissione Bilancio, ma sarebbe più difficile).
Noi ci stiamo lavorando e, insieme a quello sulle assunzioni, anche su altri emendamenti sulle questioni da tempo nella nostra piattaforma (fondo aggiuntivo speciale per il triennio, con ridestinazione ad esso dei 21 mln disposti dalla legge 205/2017 per il 2019 e il 2020; istituzione dei “Centri di formazione” con nostri colleghi come docenti; progressioni verticali tra le aree, in primis dalla 1 alla 2^, con riserva di posti del 50% in deroga a quanto previsto dal D. Lgs. 25.05.2017, n. 75), questioni tutte che, peraltro, facevano parte dell’accordo del 5 aprile 2017, poi purtroppo escluse dalla legge di bilancio 2018 e mai più riprese sul piano legislativo. Qualcuno se ne è forse dimenticato, impegnato com’è a ragionare solo per facili battute. Noi no, e immaginiamo che analogamente si stia muovendo A.D.
Ma ora vediamo le disposizioni d’interesse della Difesa contenute nel DDL Bilancio. Il DDL autorizza, per il Ministero della Difesa, spese in termini di competenza pari a 21.426,2 mln nel 2019, a 21.870,6 mln nel 2020 e 21.951,4 mln di euro nel 2021.
In termini di cassa, le spese finali del Ministero della Difesa sono pari a 22.471,6 mln nel 2019, a 21.620,4 mln nel 2020 e a 21.580,1 mln di euro nel 2021. Rispetto al 2018, dunque, la spesa risulta in crescita.
La spesa complessiva del Ministero è allocata su 3 missioni e 9 programmi. La missione principale è “Difesa e sicurezza del territorio”, che rappresenta circa il 92% del valore della spesa finale complessiva ed è pari a 19.760,5 mln di euro. Le altre due missioni sono “Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente” (467,2 mln) e “Servizi istituzionali e generali delle AA.PP.” con 1.198,5 mln di euro. Si deve poi segnalare come, nello stato di previsione del MISE, c’è il programma “Fondo per le missioni internazionali”, sul quale sono appostati per il 2019 fondi pari a 997,2 mln €.
E’ anche confermato (art. 59) il taglio alle spese militari (60 mln nel 2019; 531 mln € a regime), e, per quanto riguarda le spese per investimenti, subiscono tagli i programmi aeronautici, compreso l’EFA, e quelli relativi allo sviluppo delle unità navali FREMM (la Trenta ha detto che ”dai tagli alla Difesa nessun pericolo per la sicurezza”, neprendiamo atto…).
Infine, l’art. 36 del DDL incrementa dal 2020 il fondo per il riordino di ruoli e carriere del personale della Polizia di stato e delle Forze Armate per un importo pari a 70 mln €. E vai!
Cambiano i direttori d’orchestra, ma la musica, a ben vedere, è sempre e solo la stessa!
Infine, in allegato 3, due tabelle con le spese finali 2019 del Ministero della Difesa.
Si è fatto un gran parlare, nelle ultime settimane, della c.d. NADEF (Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza), il cui testo definitivo pubblichiamo in forma integrale su questa stessa pagina in allegato 1.
Come noto, il Documento di economia e finanza (DEF) costituisce il più importante strumento di programmazione economica e riporta gli obiettivi di politica economica del paese (il Programma di stabilità), le stime sull’andamento delle finanze pubbliche e dell’economia (Sezione analisi e tendenze della finanza pubblica), e le riforme che il Governo intende attuare (Programma nazionale di riforme). Il DEF 2018 è stato predisposto dal Governo Gentiloni, ma si era limitato (ad elezioni avvenute, e dunque alla vigilia delle sue dimissioni) ad aggiornare le stime senza introdurre nuovi obiettivi di bilancio, ed è stato poi approvato dal precedente Parlamento.
La NADEF, che ha il compito di aggiornare le previsioni del DEF, è stata approvata dal Consiglio dei Ministri il 23 settembre u.s., ed è stata poi votata dal Parlamento in data 11 ottobre. Essa è costruita su una previsione di crescita dell’economia dell’1,5% in termini reali, una stima superiore rispetto a tutte le altre previsioni interne e internazionali, anche se il Governo si dice convinto che la realizzazione del programma di Governo ( in primis: reddito e pensioni di cittadinanza; superamento legge Fornero e “quota 100”; flat tax per ricavi fino a 65.000 €) consentirà di raggiungere gli obiettivi di crescita fissati. Infine, alla NADEF saranno collegati diversi DDL, il primo dei quali (il c.d. “decreto fiscale”) ha generato i ben noti problemi di questi giorni.
Precedentemente al voto del Parlamento, la NADEF è stata oggetto di esame e parere da parte delle Commissioni competenti, e, per i contenuti d’interesse della Difesa, da parte delle IV Commissioni (al Senato, relatore il sen. Massimo Candura della Lega; alla Camera, invece, l’on. Alessandra Ermellino del M5S).
Queste le previsioni a nostro avviso più importanti della NADEF, tratte dalla relazione del sen. Candura:
“Il Governo procederà ad anche una graduale trasformazione dello strumento militare, razionalizzando i sistemi di difesa (ad esclusione dei settori di ricerca e di utilizzo a scopi duali). A tal fine si procederà all’ottimizzazione delle risorse, eliminando sprechi ed inutili duplicazioni. Viene sottolineata, poi, l’importanza delle cooperazioni, sia nell’ambito della NATO, sia nel contesto dell’UE. Analogo sostegno sarà assicurato al Programma Europeo di Sviluppo Industriale per la Difesa”.
Di grande interesse, per noi, soprattutto la parte relativa alle nuove assunzioni: “Le nuove assunzioni saranno sia in ambito operativo che tecnico-industriale, cercando, sotto questo ultimo profilo, di valorizzare l’opportunità di sviluppo per il territorio offerta da arsenali, stabilimenti, poli di mantenimento ed enti militari a carattere industriale”. Parrebbe dunque la volta buona per quel “piano straordinario di assunzioni” che chiediamo da tanti anni (ora lo chiedono anche altre sigle), viste anche le sollecitazioni venute dalla Ministra Bongiorno che ha suggerito ad Amministrazione Difesa di integrare il P.T.F.P., attesa l’insufficienza della piano originariamente messo a punto da PERSOCIV (vds. Notiziario n. 83 del 30.08.2018).
Per quanto attiene alle spese, “verrà assicurata l’ulteriore razionalizzazione delle strutture militari, eliminando quelle non più necessarie e accorpando, ove possibile, quelle che svolgono funzioni similari, in un’ottica di aggregazione interforze ed internazionale” (nuovi provvedimenti di riordino alle porte?); inoltre,viene denunciato come “le risorse disponibili nel triennio 2018-2020 per le attività programmate non sembrano sufficienti a coprire l’onere necessario” e segnalata “l’incoerenza delle risorse stanziate con la sostenibilità industriale dei programmi afferenti al settore dell’alta tecnologia e, proprio per questo, “vengono proposti dei rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni”.
Infine, di grande interesse per la Difesa appaiono gli investimenti del MISE (MInistero dello Sviluppo Economico) che assicureranno l’“attuazione del programma navale per la tutela della capacità marittima della Difesa, c.d. “legge navale”), mentre qualche criticità emerge per i programmi aeronautici.
Scontato ovviamente il voto favorevole delle due Commissioni (in allegati 2 e 3 su questa pagina, rispettivamente, i “pareri” di Camera e Senato).
Si riporta di seguito il testo del comunicato unitario CGIL FP – UIL PA – FLP DIFESA – CONFSAL UNSA su i contenuti e sulle risultanze della riunione di oggi a PERSOCIV.
” Si è svolta stamani a PERSOCIV la riunione, richiesta dalle scriventi OO.SS. con nota del 9 u.s. e prontamente convocata dal D.G. che l’ha anche presieduta, finalizzata ad approfondire alcune problematiche innescate dall’avvio della procedura selettiva per gli sviluppi economici 2017.
In apertura, la dr.ssa Corrado ha fatto innanzitutto il punto di situazione sui ricorsi promossi da lavoratori e relativi alla procedura 2016. A parte alcuni a carattere individuale, sono stati notificati ad A.D. tre ricorsi collettivi, di cui due promossi da funzionari in ordine alla supposta scarsa rilevanza dei titoli di studio rispetto all’ anzianità (15 ricorrenti il primo, 17 il secondo) e il terzo promosso da n. 32 lavoratori comandati, in particolare presso la PdCM, in ordine al rigetto dei titoli diversi presentati sulla “valutazione della prestazione professionale”. A parere del D.G, sulla base dei numeri di cui sopra e a fronte della ben più numerosa platea dei lavoratori interessati alla procedura selettiva 2017 (circa 20.000), non appaiono in alcun modo praticabili modifiche in corso d’opera delle modalità di ammissione già fissate dal bando pubblicato il 30 u.s..
In merito alle problematiche legate al bando 2017, abbiamo posto le seguenti questioni.
Titoli valutabili: abbiamo rilevato le contraddizioni in merito alla richiesta allegazione, innanzitutto rispetto alle precise diposizioni recate dal DPR 445/2000 e, in via secondaria, rispetto alle contraddizioni presenti nello stesso bando (art. 4, commi 10 e 15). A tal proposito, abbiamo chiesto che la D.G. chiarisca i termini esatti del problema, anche al fine di evitare successivi contenziosi.
Valutazioni multiple: abbiamo segnalato come molti lavoratori, in particolare sulla sede di Roma, siano stati impropriamente esclusi dagli elenchi predisposti da OIV in sede di attribuzione dei punteggi ponderati, e richiesto a tal proposito una urgente iniziativa della D.G.
Valutazione prestazione professionale: in merito alla non valutazione dei periodi di servizio inferiori ai 90 gg (Direttiva 10.11.2015, pg. 8), che rischia di ricomprendere assenze dal servizio anche di rilevanza sociale (assenze per maternità; per patologie gravi), abbiamo chiesto di adottare come criterio quanto previsto nella stessa Direttiva per l’attribuzione del trattamento accessorio.
Titoli di studio coerenti con le attività del p.p. posseduto: nel ricordare le posizioni di dissenso espresse a suo tempo in sede di trattativa FUA, abbiamo segnalato la necessità di fissare criteri più trasparenti ed oggettivi, prendendo a riferimento le tabelle predisposte dal Ministero dell’Istruzione e già utilizzate per le riqualificazioni 2008, evitando le formulazioni molto generiche e di cui alla FAQ n. 22, che affida di fatto alla discrezionalità delle Commissioni di verifica le scelte al riguardo.
Abbiamo infine segnalato la necessita che l’URP risponda sollecitamente ai quesiti proposti direttamente dai lavoratori interessati o per il tramite delle Rappresentanze sindacali.
Il D.G. ha preso atto delle nostre richieste e si è impegnata a darne rapida e concreta soluzione.
Nel corso della stessa riunione, il D.G. ha ufficializzato i dati relativi alle prossime nuove assunzioni di professionalità civili, uno dei frutti positivi della nostra iniziativa di questi mesi.
Sono già partite le lettere di assunzione di n. 70 idonei (funzionari e assistenti tecnici, erano 86 in tutto, in 16 vi hanno rinunciato) collocati nelle graduatorie ancora aperte e relative ai concorsi pubblici già espletati per il MD, e a giorni verranno pubblicati tre bandi di concorso per assumere complessivamente n. 30 professionalità civili del settore tecnico, scientifico e informatico. Una buona notizia, davvero, che insieme alla riattivazione delle ex scuole allievi operai di cui all’emendamento governativo al DDL attuativo del Libro Bianco, apre davvero nuove prospettive.
A conclusione dell’incontro, in risposta ad una nostra precisa richiesta in ordine ai problemi innescati dalla circolare INPS n. 94 del 31.05.2017, ha chiarito che l’A.D. ha versato, sempre e concretamente, nelle casse oggi INPS, tutti i contributi dovuti,e che il problema ravvisato per altre AA.PP, non sussiste per il personale civile della Difesa. Nel prenderne positivamente atto, abbiamo chiesto e ottenuto che la DG formalizzi questa precisazione con apposita comunicazione on line.
FP CGIL – F. Quinti UIL PA – S. Colombi FLP DIFESA – GC Pittelli CONFSAL UNSA – GF Braconi “
Pubblichiamo, in allegato 1 su questa stessa pagina, il comunicato unitario CGIL-UIL-FLP-UNSA per la diffusione tra i lavoratori e l’affissione nelle bacheche.
Per quanto attiene alle problematiche innescate dalla circolare INPS di cui all’ultimo capoverso del sopra riportato comunicato unitario, rendiamo noto ai colleghi che l’Istituto previdenziale ha pubblicato in data odierna la circolare n. 169 che sposta i termini per la prescrizione dei contributi pensionistici al 1.1.2019.
Pubblichiamo sempre su questa stessa pagina in allegato 2 la predetta circolare, con riserva di fornire le osservazioni al riguardo della nostra O.S.
Con nota 34171 dell’11.09.2017 inviata a tutte le OO.SS. nazionali a firma del gen. Alberto Rosso, il Gabinetto del Ministro ha sostanzialmente confermato quanto da noi anticipato con il Notiziario n. 80 del 28 agosto 2017 circa l’autorizzazione pervenuta dalla Funzione Pubblica per nuove assunzioni di professionalità civili tecniche nel Ministero della Difesa, che porterà finalmente un po’ di ossigeno all’interno degli storicamente asfittici Enti e Stabilimenti industriali del nostro Ministero.
Come si ricorderà, con il predetto Notiziario del 28 agosto, abbiamo dato conto delle due buone nuove in materia di assunzioni, esiti del tavolo tecnico costituito a seguito dell’accordo politico del 5 aprile. La prima, relativa a due emendamenti al DDL 2728 che reca norme di delega e di attuazione del “Libro Bianco” e attualmente all’esame della Commissione Difesa del Senato, che prevedono la “riattivazione delle vecchie <<scuole allieve operai>> attraverso la “costituzione di <<centri di formazione presso gli Stabilimenti e gli Arsenali militari>> i quali, oltre a fare formazione, aggiornamento e specializzazione avvalendosi prioritariamente anche del personale civile in servizio,provvederanno anche a gestire la parte corsuale dei corsi-concorsi selettivi da indire per il reclutamento di profili professionali di area 2^ dei settori tecnico/scientifico/informatico” (dal comunicato unitario del 1 agosto).
La seconda buona nuova riguardava invece l’imminente sblocco delle assunzioni civili per il MD, dopo le zero unità entrate negli ultimi anni, atteso che gli ultimi ingressi sono avvenuti nel lontano 2014 (n. 24 assistenti tecnici del settore motoristico e meccanico e n. 166 funzionari, di cui 108 funzionari amministrativi e n. 58 funzionari tecnici), tutte relativi ai concorsi banditi nel 2007, poi seguiti anche dall’assunzione di n. 9 ex collaboratori bibliotecari. Davvero poca cosa, avevamo detto, di fronte agli oltre 2000 dipendenti civili cessati dal servizio negli ultimi quattro anni, il che conferiva ancora più risalto alla notizia, che noi abbiamo dato in quel Notiziario di fine agosto, del via libera venuto dalla FP.
Ebbene, la nota ricevuta in data odierna dal Gabinetto, che pubblichiamo come allegato su questa stessa pagina, conferma la nostra anticipazione di fine agosto, fornendo in aggiunta ulteriori elementi in positivo. In detta nota, si afferma infatti che “è stata ottenuta l‘autorizzazione ad assumere complessive n. 116 unità di personale civile appartenenti a professionalitàtecniche. Ciò, sia mediante lo scorrimento di graduatorie di concorsi (idonei non vincitori) per la II e la III area funzionale, sia attraverso l‘espletamentodi apposita procedura concorsuale per assunzioni di personale di II area. Di recente è stata, inoltre, avviata, nei limiti del budget disponibile, la richiesta per ottenere lo scorrimento di una graduatoria per profili professionali amministrativi di III area”.
Scendendo nel dettaglio anche sulla scorta di quanto da noi anticipato nel Notiziario n. 80 del 28 agosto 2017, dovrebbero dunque essere n. 86 le unità da assumere entro l’anno in corso “tramitelo scorrimento di graduatorie di concorsi (idonei non vincitori) per la II e la III area funzionale”, tutte relative a professionalità tecniche di cui abbiamo un bisogno disperato, in particolare negli Enti e Stabilimenti dell’area industriale (ma non solo!), di cui n. 50 con profilo di funzionario tecnico e n. 36 con profilo di assistente tecnico. Per arrivare allora alle 116 unità annunciate dal Gabinetto con la nota in argomento, dovrebbero essere dunque una trentina le unità con professionalità di area 2^ da assumere tramite “espletamentodi apposita procedura concorsuale”. Tornano dunque i concorsi pubblici per il MD!
Infine, segnaliamo nella nota del Gabinetto una ulteriore novità in positivo: Amministrazione Difesa ha chiesto a Funzione Pubblica,“nei limiti del budget disponibile”, di poter procedere ad assunzioni di funzionari amministrativi (pare circa 35 unità) tramite scorrimento delle graduatorie (idonei non vincitori) ancora aperte sino al 31 dicembre p.v. e relative agli ultimi concorsi espletati.
Davvero una buona cosa, frutto positivo dell’accordo del 5 aprile.
Il Sottosegretario nella recente visita all’Arsenale MM di Brindisi
L’incontro di oggi con il Sottosegretario Rossi era particolarmente atteso dai lavoratori civili della Difesa, in quanto costituiva il momento di verifica del percorso operativo sin qui realizzato rispetto ai tre punti più importanti dell’accordo del 5 aprile u.s. (Fondo Integrativo aggiuntivo; progressioni verticali tra le aree; tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili) e agli altri punti, anch’essi di forte interesse per la componente civile, che ne ampliano ulteriormente la portata e lo irrobustiscono ancor più.
Come i colleghi certamente ricorderanno, erano proprio il Fondo, le progressioni e la tabella i primi tre punti posti al centro della vertenza aperta da CGIL FP, UIL PA ed FLP DIFESA a febbraio u.s. nei confronti di un Vertice politico sino ad allora disattento sulle questioni d’interesse dei lavoratori civili, rispetto ai quali, dopo la prima ed interlocutoria riunione con la Ministra Pinotti del 28 febbraio u.s. (si veda il Notiziario n. 27 del 1.03.2017), arrivarono in data 5 aprile u.s., finalmente, positive risposte e conseguenti impegni del Vertice politico, che insieme ad altre risposte altrettanto positive che interessavano altri punti della vertenza, hanno dato spessore all’accordo del 5 aprile, che non a caso abbiamo definito “storico”.
Ricordiamo gli impegni assunti in quella sede dal Vertice politico e di cui al comunicato unitario.
Costituzione a partire dal corrente anno di un “fondo integrativo del trattamento economico del personale civile non dirigente” destinato a remunerare la sua “peculiare situazione di impiego”, che verrà inizialmente alimentato con 21 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019, e, proprio in ragione della ripetitività nel triennio, assumerà poi un connotato strutturale entrando nel bilancio statale. Un fondo che, anno dopo anno, verrà irrobustito attraverso quota parte dei risparmi originati da riordini, come espressamente previsto dal Lgs. 26.04.2016, n.91 (decreto correttivo dei decreti attuativi L.244)
Avvio, per la prima volta in ambito difesa, di “una o più procedure interne” per il passaggio del personale di area 1^ in area 2^, che consentirà di avviare finalmente a soluzione uno dei problemi atavici della categoria, accompagnato da analoga procedura per il transito del personale di area 2^ in area 3^, il tutto nel contesto del 50% dei posti riservati all’interno, percentuale mantenuta in deroga per la Difesa pur a fronte delle restrizioni introdotte dal D. Lgs. 75/2017. Per il restante 50% destinato all’esterno, si darà corso a una o più procedure concorsuali per l’assunzione di professionalità civili, in particolari tecniche e per gran parte destinate agli Enti dell’area industriale, per alimentare l’essenziale turnover con copertura finanziaria assicurata nell’ambito delle risorse “assunzionali”, in parte già disponibili.
Definitiva conferma dell’emanazione del DPCM con la tabella di corrispondenza tra gradi militari e inquadramenti civili nei termini concordati con l’allora Sottosegretaria Pinotti a novembre 2013, che prevede l’inquadramento in area 2^ di tutti i militari Sottufficiali e in area 3^ dei soli Ufficiali.
Altri punti di accordo, di non minore importanza, hanno conferito maggiore qualità all’accordo del 5 aprile: tavoli tecnici di confronto sul DDL attuativo del Libro Bianco, sulla valutazione della performance e sulle necessità assunzionali del MD con particolare riferimento agli Enti industriali, tutti già avviati ma non ancora conclusi, e di quello legato alle necessarie modifiche del protocollo 20.09.2015 sulla mobilità interna, di cui abbiamo finalmente avuto il testo con le integrazioni/modifiche proposte dall’Amministrazione dopo l’iniziativa unitaria di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 64 del 30.06.2017
Un incontro positivo, dunque, che va nella direzione auspicata e che conferma che il lavoro serio paga.
Sui contenuti dell’incontro con il Sottosegretario e sulle sue risultanze, abbiamo predisposto insieme a CGIL FP e UIL PA il comunicato unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e in allegato, rispettivamente 2, 3 e 4, tutti i documenti consegnatici in riunione (norme su Fondo Integrativo e progressioni verticali; Linee applicative SMD-SGD protocollo funzioni civili del 2.05.2016; proposte AD di modifica del protocollo mobilità del 29.09.2015), sui cui contenuti attendiamo dalle nostre strutture riscontri e osservazioni in previsione del prosieguo del confronto con l’Amministrazione.
In allegato 5, la sentenza della Corte dei Conti del Lazio n. 331 pubblicata in data 9.07.2015 di cui al punto 8 del comunicato unitario
A seguito delle pubblicazione sul nostro sito del Notiziario n. 117 del 12 u.s. con il quale abbiamo dato notizia dell’autorizzazione della FP al MD ad assumere i vincitori dei concorsi banditi nell’anno 2007, ci sono arrivate molte richieste di informazioni alle quali proviamo di seguito a dare risposta.
Partiamo innanzitutto dalla felicissima notizia: il Ministero della Difesa è stato autorizzato dalla FP ad assumere n. 108 funzionari amministrativi (ex collaboratori amm. C1), di cui 8 unità con successivo DPCM, e n. 58 funzionari tecnici (5 ingegneri, 4 funzionari ex C2 e 49 collaboratori ex C1), tutti relativi ai concorsi banditi del 2007, le cui graduatorie hanno visto la luce nel 2008 e 2009. Aggiungiamo che, nel successivo DPCM, dovrebbero trovare posto anche n. 9 ex collaboratori bibliotecari.
Il punto di avvio sta nel DPCM 3.04.2013 (che pubblichiamo sul nostro sito web), comparso sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10.06.2014, che accertava per il M.D. la possibilità di assumere unità di personale per poco più di 7 milioni di €, e sulla base della quale veniva autorizzata, prima l’assunzione di n. 1 funzionario interprete traduttore e successivamente di n. 6 Dirigenti. Come già ricordato nel Notiziario n. 117, la mancata predisposizione da parte dell’ A.D. del piano di riassorbimento delle eccedenze civili – emerse a partire dall’ottobre 2012 e oggi in essere in misura considerevolmente inferiore (allora circa 1.500; oggi circa 6/700) -, ha comportato il mancato inserimento dell’assunzione dei vincitori di concorso nel precedente DPCM autorizzatorio del 29 luglio scorso, prova ne sia che lo “sblocco” è intervenuto successivamente all’invio alla F.P. da parte dell’A.D. del piano in argomento.
All’autorizzazione della FP, dovrà ora necessariamente seguire quella del Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) in ordine alla copertura economica relativa alle nuove assunzioni. In quella sede, in ragione delle risorse disponibili che dovranno stabilmente entrare in bilancio atteso che si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, il MEF determinerà di fatto la tempistica delle assunzioni. Che, teoricamente, potrebbero anche avvenire nel corso di quest’anno. Ma stante però il poco tempo che ci separa dalla fine dell’anno in corso, appare più probabile che le assunzioni in ruolo possano avvenire nel 2015, e in tal caso sarà necessaria una proroga dell’autorizzazione, come peraltro avvenuto in passato in circostanze analoghe, che potrebbe trovare posto nell’oramai consueto “decreto milleproroghe” di fine anno. Ci risulta che PERSOCIV stia già pre-allertando gli interessati, allo scopo di ridurre al massimo i tempi necessari alla sottoscrizione del contratto di lavoro. Ricordiamo a tal proposito che, dal momento della ricezione della raccomandata della D.G., gli assumendi avranno trenta giorni di tempo per presentare la documentazione richiesta, cui seguirà poi la sottoscrizione del contratto individuale di lavoro.
L’autorizzazione della FP, cui speriamo segua presto quella del MEF, consentirà l’esaurimento di tutte le graduatorie ancora aperte relative a concorsi civili per il Ministero della Difesa. La cosa appare di grandissimo rilievo, sia perché le nuove assunzioni offriranno un po’ di ossigeno alle criticità innescate in molti Enti dal mancato turnover degli anni scorsi, sia perché giunge a compimento la via crucis dei vincitori di concorso che hanno dovuto attendere ben sette anni per essere assunti. Ovviamente, queste assunzioni non risolveranno tutti i problemi del MD, serve – lo ripetiamo da anni – un piano straordinario di assunzioni, per le quali si potrà utilmente attingere dalle graduatorie degli idonei. Noi lo sosterremo.
Nel frattempo, immaginiamo che PERSOCIV stia già lavorando alacremente per mettere a punto le destinazioni d’impiego dei prossimi assunti, che ovviamente dovranno essere in linea con i posti messi a suo tempo a concorso per le diverse Regioni interessate. Naturalmente, nell’ambito del numero dei posti fissato in bando per Regione, la distribuzione e la destinazione nei diversi Enti della Difesa non potrà non tener conto delle necessità di oggi degli Organi Programmatori, un po’ diverse rispetto al 2008/2009.
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