L’amm. F. Gregori parla a bordo della fregata Fasan nel dicembre u.s.
Si è svolto, nel pomeriggio di ieri, a Palazzo Marina la riunione tra le delegazioni di M.M. (SMM e COMLOG) ed FLP DIFESA, presieduta dal nuovo Capo del 1° Reparto, amm. F. Gregori, e che ha riguardato due riorganizzazioni: quella dei tre Arsenali (Taranto, La Spezia e Augusta) e dei Centri Tecnici (CC.TT.) CIMA di AULLA, CISAM di S.Piero a G. e CSSN di La Spezia), e quella del settore infrastrutturale.
Riorganizzazione Arsenali MM e Centri Tecnici
La riunione di oggi ha concluso la prima parte del percorso avviato dalla SMM con la nota n. 44956 del 5 giugno u.s..
Come si ricorderà, la nostra O.S. pose in più occasioni, ultima con il Notiziario n. 45 del 2.05.2018, la necessità di dar seguito all’impegno assunto dal Capo di SMM nei confronti delle OO.SS. (Notiziario n. 30 del 9.03.2017) di avviare uno specifico tavolo tecnico sulle problematiche dell’area industriale che servisse anche a operare una verifica rispetto al processo di riordino avviato con i DD.MM 31.12.2015, che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 2. Richiesta ribadita anche nel corso del nostro ultimo incontro col 1° Reparto del 1 giugno u.s (vds. Notiziario n. 60 del 4.06.2018), cui è seguita l’invio della sopra richiamata nota SMM-1° Rep del 1.06.2018.
Dobbiamo dire che, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, i confronti locali in ordine alle risultanze della sperimentazione avviata nel 2016 e alle proposte di modifica degli organigrammi, sia per quanto riguarda la parte a monte dei Reparti oggetto dei DD.MM. sia quella a valle oggetto dei Decreti Dirigenziali, si sono svolti in tutti gli Enti e tutte le posizioni sono state registrate nei verbali poi inviati al 1° Reparto
Sulla base di quanto pervenuto, lo SMM – di concerto con COMLOG – ha messo a punto le bozza dei nuovi organigrammi (al netto organici) per ciascuno degli Arsenali e CC.TT., che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1 e che entreranno, anche con modifiche, negli schemi dei nuovi DD.MM. di struttura che saranno posti all’attenzione e alla firma della Ministra.
I criteri che hanno orientato la sintesi operata dalla F.A. sono stati chiariti su nostra richiesta dall’amm. Gregori: sostanzialmente recepite le proposte condivise da Direzione e RSU/OO.SS., mentre non recepite le proposte di parte sindacale che non hanno trovato condivisione da parte della Direzione.
E questo naturalmente obbligherà alla ripresa dei confronti locali, che abbiamo segnalato allo SMM come esigenza per noi indifferibile e sulla quale abbiamo registrato la disponibilità e l’impegno da parte dello SMM, al fine di poter definire, in modo auspicabilmente condiviso tra Direzioni e Parti sociali, la parte di organigramma a valle dei Reparti che, al pari di quanto è successo nel 2016, verranno varati con decreti dirigenziali. Saranno invece oggetto dei DD.MM.: le mission (confermate); la parte di organigramma fino al livello di Reparto; infine, gli organici, che dovranno essere in linea con gli organici regionali della F.A. di cui al DM 29.06.2016 o con quello che verrà, essendo il D.M. in fase di revisione.
Il punto essenziale del nostro ragionamento conclusivo è stato che, per pervenire ad una davvero efficace ed efficiente riorganizzazione, occorrerà risolvere a monte alcuni nodi di fondo, che peraltro hanno trovato spazio anche nelle parole del Capo SMM in sede di audizione parlamentare: piano straordinario di assunzioni; maggiori risorse per esercizio e parco infrastrutturale; internalizzazioni; formazione e centri di formazione (ex scuole allievi operai) per la trasmissione dei saperi lavorativi, questioni, queste, tutte “politiche” e da noi già rappresentate alla Ministra. Inoltre, l’applicazione della Direttiva SGD/SMD sull’impiego civile, che a suo tempo ritenemmo soddisfacente nella parte relativa all’area industriale, e l’urgente punto di situazione sui colleghi ex militari transitati all’impiego civile (e molti in Enti MM).
Riorganizzazione settore infrastrutturale.
Abbiamo preso atto del processo di riorganizzazione in via sperimentale varato con OdG n. 174 del 30.07.2018 che riarticola il settore infrastrutturale (tutti i documenti pubblicati su questa stessa pagina ain allegato 3) operando un ritorno all’indietro rispetto al modello “per prodotto” voluto dall’ex Capo di SMM, amm. De Giorgi, abbiamo chiesto la parte mancante (organici/incarichi/funzioni), il completamento dei confronti locali e poi un conclusivo confronto nazionale prima del 1 dicembre 2018 data di entrata in vuigore del nuovo modello
L’amm. P.L. Ricca, Capo 1° Rep SMM, con l’ex Capo SMM amm. Binelli Mantelli (a sx)
Con nota n. 34503 del 22 mag. u.s., SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” , dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118), a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.
Come si ricorderà, era stato lo stesso Ctomandante Logistico della M.M. a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 45), nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità di un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione” a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per avere una base di partenza condivisa, in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali di confronto con le OO.SS. Terr. e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali. Questa opzione, non osteggiata nella riunione del 30 aprile né dal Cte Logistico né dalle sigle presenti, ha registrato evidentemente il “niet” di SMM, che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Vedremo se, alla fine, questa decisione agevolerà o piuttosto rallenterà i percorsi locali di confronto, comunque già avviati il 27 mag. a Taranto e Augusta e il 5 u.s. a La Spezia, e che proseguiranno nei prossimi giorni (SMM vorrebbe chiudere entro giugno……).
Attenderemo, come è giusto che sia, e con grande interesse, le risultanze dei confronti locali, rispetto ai quali vogliamo però proporre alcune questioni che stanno, a nostro avviso, a monte e ne fanno in un qualche modo da sfondo.
L’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, nel disporre il riordino degli Arsenali, prevede “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” per determinare quote crescenti di internalizzazioni, i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Siccome la norma è nata attraverso i confronti con le OO.SS. Naz. di luglio 2013 sui decreti attuativi L.244 ed è stata concepita come connessa al riordino, pensiamo che vada operata in loco una disamina preliminare.
Il Libro Bianco (para. 280), viceversa, prevede che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” : dunque esternalizzazioni. E’ urgente allora capire, prima di ogni discussione, se si internalizza o si esternalizza.
Le proposte di riordino di SMM non sono legate ad alcun piano industriale e a mission specifiche di Ente: come si fa allora, in queste condizioni, a comprendere l’impatto di organigrammi e numeri?
Le proposte di SMM appaiono totalmente inadeguate sotto il profilo della c.d. “civilizzazione”, in particolare nei settori tecnici degli Stabilimenti, oggetto di una palese e pesantissima militarizzazione.
Gli Arsenali MM sono gestiti da COMLOG, che tra sei mesi potrebbe non esistere più in quanto il Libro Bianco prevede la costituzione di COMLOG DIFESA. Ha senso, allora, oggi, portare a compimento una operazione dall’orizzonte molto indefinito? Siccome, a differenza dell’ E.I. che sta completando in questi giorni il riordino dei Poli, la MM è andata davvero molto a rilento, val la pena oggi di accelerare?
Noi pensiamo che, a monte dei nuovi organigrammi, sia necessario affrontare in loco queste questioni.
Pubblichiamo sul nostro sito per l’utile conoscenza dei colleghi interessati: la delibera Corte Conti sull’indagine condotta sugli Arsenali MM, accompagnata da una nostra breve nota di sintesi; il msg di COMLOG su nuove risorse per i servizi di pulizia; il piano dismissioni navi MM e un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO.
E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà, il problema legato al riordino e al riefficientamento di questi Enti ritenuti strategici dalla stessa A.D., è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno a questa parte. Dopo la fallimentare riforma Andreatta della seconda metà degli anni novanta, e dopo i tentativi anch’essi falliti connessi al lavoro dei gruppi di studio istituiti nel triennio 2007/2009 (CAID e CRAMM), la questione era di fatto scomparsa dall’agenda delle relazioni sindacali, anche a causa di difficoltà oggettive, prima fra tutto la carenza di risorse e di turnover. La questione è stata in un qualche modo rilanciata dalla previsione di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 attuativo della L. 244/2012 (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici di F.A.), che reca novità significative in tema di internalizzazioni. Anche per questo, la nostra O.S., all’indomani dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 8, chiese a più riprese allo SMM l’avvio del confronto, la cui road map fu poi definita nella riunione dell’8 mag. u.s. (Notiziario n. 49), rispetto alla quale la riunione di ieri ne costituisce di fatto la tappa di avvio.
In apertura di riunione, il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, ha indicato le linee portanti di questo riordino, che sono illustrate nel documento consegnato alle OO.SS. che pubblichiamo su questa stessa pagina, che è articolato in più capitoli: obiettivi; situazione attuale; dimensionamento; modello organizzativo e organici.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato innanzitutto atto allo SMM del rispetto sostanziale degli impegni assunti con il Sindacato, e ha ricordato la centralità di questi riordini che, al pari di quelli dei Poli dell’esercito, appaiono davvero strategici nel riordino complessivo delle FF.AA. Ha quindi lamentato la “genericità” della proposta esplicitata da SMM, che ci sembra entri poco nei dettagli. Per quanto attiene gli obiettivi, noi li condividiamo in pieno, il problema è in che modo e con quali risorse quegli obiettivi possano essere raggiunti, ma di questo il documento dello SMM dice davvero poco; sulla c.d. “scuola allievi operai” (occorrerà cambiare nome, atteso che la categoria “operai” è stata superata con la L.312/1980), siamo stati d’accordo sin dal primo momento con l’idea del Capo di SMM, occorre però anche qui comprendere bene gli strumenti normativi da utilizzare (L. 78/2014 c.d. “Poletti” sulla riforma dell’apprendistato?), i percorsi operativi e, infine, gli sbocchi occupazionali effettivi. Per quanto attiene le “criticità”, ne condividiamo l’elenco, in particolare per quanto attiene il blocco del turnover e la necessità di superarlo: a tal riguardo, un po’ di ossigeno arriverà dalle assunzioni già autorizzate dalla FP di n. 166 funzionari, di cui 58 tecnici (si veda il Notiziario n.117), ma FLP DIFESA pensa da tempo che sia essenziale, per il riefficientamento dell’area industriale, un piano straordinario di assunzioni. Perfettamente d’accordo sui “fattori di pregio” delle strutture arsenalizie, il problema però è come quei valori vengono messi in campo in un progetto industriale (non noto allo stato) credibile e praticabile: e, anche qui, di dettaglio c’è purtroppo molto poco. Sul tema delle internalizzazioni (“scelte di make or buy”), è condivisibile l’idea di lasciare all’esterno le attività a basso contenuto tecnologico (manovalanza, per es.) mentre delle attività ad alta tecnologia esternalizzare quelle di cui il MD non possiede il know-how o con rapporto costo/efficacia non conveniente, ma anche qui il problema è la mancanza di dettaglio, in particolare con riferimento al comma 2 dell’articolo sopra citato sul riordino Enti Logistici. Sul modello organizzativo, appare di ancor maggiore evidenza la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino.
Allarme lavorazioni per gli Arsenali della Marina Militare? Con nota prot. n. 14575 del 30.07.2014 a firma del suo Comandante, il Comando Logistico della M.M. ha confermato all’Arsenale Militare di Taranto “l’impossibilità di finanziare”, per carenza di risorse, diverse attività di lavoro per il 2015 in capo allo stesso ed ha contestualmente segnalato all’attenzione di MARISTAT, CINCNAV e altri EE.OO. i “risvolti occupazionali correlati all’attuale programmazione dei lavori”, in merito ai quali MARINARSEN Taranto, nel corso di una precedente riunione, aveva comunque già “espresso motivi di profonda preoccupazione”.
La nota di MARICOMLOG è stata accolta con grandissima preoccupazione da parte delle OO.SS. territoriali ed RSU, che hanno immediatamente diffuso una nota unitaria (che pubblichiamo su questa pagina) nella quale hanno sottolineato “la drammaticità degli eventi che si stanno susseguendo e la loro ricaduta sullo stabilimento e sull’intero territorio ionico”, evidenziato come non possa certo essere considerata una “soluzione ideale” quella che “alcune lavorazioni o attività logistiche e impiegatizie, siano affidate a personale militare (svolte in verità lodevolmente e con diligenza) ma addestrato e formato per fare altro”.Un vero e proprio grido di allarme, dunque, che è stato portato direttamente a conoscenza del Capo di SMM, amm. De Giorgi, che il 4 u.s. è stato proprio a Taranto ed ha incontrato in assemblea tutto il personale e subito dopo le OO.SS./RSU presenti all’assemblea con un simbolico sit-in (sul questa stessa pagina, una foto della manifestazione e un articolo comparso sulla “Gazzetta del Mezzogiorno”).
Alle preoccupazioni espresse dalle Rappresentanze e alle loro domande, l’amm. De Giorgi ha fornito, tra le altre, anche le seguenti risposte: ha espresso l’intendimento alla massima internalizzazione possibile delle lavorazioni arsenalizie e ha comunicato che a breve si darà corso a 5 assunzioni a Taranto, 3 a La Spezia e 2 ad Augusta di vincitori di concorso per profili tecnici di area 2^(si veda al riguardo il nostro Notiziario n. 84 del 5 agosto u.s.); ha riconfermato l’intendimento ad aprire “scuole operai” al fine di formare professionalità d’interesse degli Arsenali, anche attraverso contratti di apprendistato e il coinvolgimento delle Istituzioni locali; in merito allo schema di DM di ripartizione degli organici, ha evidenziato gli effetti in negativo della distribuzione su base regionale delle dotazioni organiche e la necessità d’intervenire per superare gli attuali vincoli e poter così avere a riferimento solo l’organico nazionale. Infine, sul problema legato alla nota MARICOMLOG, ha anticipato che il bilancio 2015 recherà un ulteriore e robusto taglio al c.d. “esercizio” e riconfermato la riduzione dei finanziamenti per Arsenale TA, che consentiranno la programmazione di manutenzioni per una o al massimo due unità navali.
Dalle parola del Capo di SMM è arrivata dunque una sostanziale conferma del problema. Problema gravissimo, dunque, anche per i risvolti occupazionali che produce, e che potrebbe porsi anche per gli altri Arsenali e per i Centri Tecnici (CC.TT.) della M.M.. E’ il motivo per il quale FLP DIFESA ha chiesto a SMM, con la nota qui allegata inviata oggi, di conoscere la “situazione risorse 2015” degli altri Enti.
Serve ricordare, a tal riguardo, che nel recepire una precisa richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nelle successive riunioni e anche in entrambi gli incontri con il Capo di SMM del 5 feb e del 18 mar (rispettivamente, Notiziari nn. 11 e 27/2014), dopo il via libera dell’amm. De Giorgi, il Capo del 1° Reparto di MARISTAT ne ha già fissato la road map, che prevede appunto, per questo mese, l’invio alle OO.SS. di una bozza recante le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica, e poi, per il successivo mese di ottobre, l’avvio dei confronti, prima nazionale e poi locali, con le Parti Sociali. Operazione di fatto già partita, con la nota dello stesso SMM n. 43305 dell’8.07.2014 (si veda il Notiziario n. 80 del 29.07.2014).
Allegato 4: Foto del sit-in del 4 stetembre delle OO.SS territoriali e delle RSU:
Notiziario n. 80 del 29 luglio 2014 –
L’amm. Claudio Gaudiosi, Sottocapo di SMM
Nel corso dell’ultimo incontro dell’8 maggio u.s. con Stato Maggiore Marina, il Capo del 1° Reparto amm. Pietro L. Ricca ci ha informato che la F.A. aveva deciso di avviare un tavolo di confronto sul riordino di Arsenali e Centri Tecnici (CC.TT.) della Marina Militare, recependo in tal senso una precisa richiesta avanzata da FLP DIFESA nella riunione del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nella successiva riunione (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.2014), e infine risollecitata in entrambi gli incontri con il Capo di SMM del 5 feb e del 18 mar (rispettivamente, Notiziari nn. 11 e 27/2014).
L’amm. Ricca ne delineò in quella circostanza anche la road map, così articolandola: entro settembre p.v., MARISTAT farà pervenire alle OO.SS. una bozza di documento che, partendo dalle criticità attuali di quegli Enti (obsolescenza delle infrastrutture; carenza di operai specializzati; invecchiamento della forza lavoro; pensionamenti nell’assenza attuale di qualsiasi turnover), e con riferimento agli obiettivi già indicati dal Capo di SMM (reinternalizzazioni; apertura al mercato; avvio di processi di apprendistato con possibile ritorno alle scuole allievi operai), indichi le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica; entro il mese successivo, attraverso un confronto di livello nazionale con le OO.SS., la predetta bozza dovrà approdare a un documento auspicabilmente condiviso dalle Parti, che costituirà la base dei confronti di livello locale con OO.SS. territoriali/RSU per il riordino dei singoli Enti; infine, entro febbraio 2015, un tavolo nazionale conclusivo dovrà portare alla messa a punto definitiva del riordino di ciascun Arsenale/C.T., a seguito del quale prenderà il via il percorso che dovrà portare, entro il 31.12.2015, ai Decreti Ministeriali con la nuova configurazione e struttura degli Enti.
Ebbene, questo percorso di riordino di Arsenali e CC.TT. della MM è di fatto già partito: siamo infatti a conoscenza che lo SMM, con fg. n. 43305 dell’8 luglio u.s. a firma del Sottocapo di SMM amm. Gaudiosi, ha inviato a MARICOMLOG e, per conoscenza, a tutti gli Enti interessati (Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta; CIMA Aulla, etc.) una nota avente per oggetto “proposta di riorganizzazione degli Arsenali”, con la quale viene chiesto all’Alto Comando “di formulare una proposta di riorganizzazione degli Arsenali in linea con i seguenti principi”:
–“obiettivi da conseguire”: ”ammodernamento infrastrutturale come presupposto necessario per il rilancio delle attività”; internalizzazioni in abbinata al “rilancio della preparazione del personale attraverso la rivitalizzazione delle ex Scuole Allievi operai” ; infine, “rilancio dell’immagine degli Arsenali“;
–“struttura organizzativa”: “le strutture dei tre Arsenali devono essere il più possibile uniformi”, ritenendo lo SMM accettabili solo “lievi differenze tra gli Stabilimenti in considerazione delle peculiarità locali”. La struttura interna sarà articolata in “Reparti, Uffici, Sezioni, Nuclei, Settori”;
–“organico”: la nota di SMM reca -in annesso 3- la “pianta organica per il personale civile” così distribuita nei numeri e nell’articolazioni di area per i tre Enti: Arsenale Augusta n. 333 (39 di 3^area; 281 di 2^ e 13 di 1^); Arsenale La Spezia n. 834 (57 di 3^area; 761 di 2^ e 16 di 1^; Arsenale Taranto n. 1367 (116 di 3^area; 1201 di 2^ e 50 di 1^). Questi i numeri previsti per gli Arsenali MM riordinati, compresivi dei tagli imposti dal DL 95/2012. Gli Enti, però, non avranno assetti stabili nel tempo, in quanto a partire dal 2016 andranno comunque incontro a nuove riduzioni di organico in conseguenza dei tagli imposti dalla L. n. 244/2012. La nota SMM reca anche la distribuzione in profili prof. dei nuovi organici degli Arsenali e anche di CISAM di S. Piero a Grado, CSNN (di Spezia, Augusta, Nettuno e Livorno) e CIMA di Aulla.
Questi, in estrema sintesi, i contenuti della nota di SMM a MARICOMLOG. Naturalmente comprendiamo bene che siamo ancora nella fase preliminare di studio della proposta complessiva di riordino, e pertanto ci riserviamo un giudizio solo al momento in cui la proposta prenderà corpo. Pur tuttavia, emergono già alcuni dubbi e perplessità: ne riparleremo, a breve, in un prossimo Notiziario.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 48 dell’ 8 maggio 2014 –
E’ stato avviato in data odierna, nell’incontro che abbiamo avuto su tavolo separato con lo SMM 1° Reparto, il percorso di riordino degli Arsenali e dei Centri tecnici della Marina Militare, bruscamente interrotto nel lontano 2009; contestualmente, nel corso della stessa riunione, il 1° Reparto ci ha illustrato il piano di formazione 2014 della F.A., ed è la prima volta che succede in ambito M.M. Dunque, una giornata importante, che segna in positivo la ripresa di efficaci relazioni sindacali con MARISTAT dopo le criticità che si erano manifestate sulla partita relativa ai riordini 2014 (COMANDI MARINA e MARISTANAV), che FLP aveva denunciato a più riprese (vds. Notiziari nn. 4, 8, 16 e 18/2013 e nn. 6 e 10/2014) e che, dopo il diretto intervento del Capo di SMM amm. De Giorgi (vds. Notiziari nn. 11 e 27/2014), erano state superate attraverso le significative aperture della F.A. in ordine alla struttura dei nuovi Enti (uffici/incarichi ) sul fronte della c.d. “civilizzazione” risultata alla fine molto più marcata. Dunque, un’aria nuova nei rapporti con MARISTAT, di cui diamo atto al 1° Rep. e al suo Capo, l’amm. P. Ricca, che ha presieduto l’incontro odierno, di cui a seguire forniamo una sintesi per argomenti.
* RIORDINO ARSENALI E CENTRI TECNICI DELLA MARINA
Dopo la fallimentare ristrutturazione Andreatta-Saragozza del 1997 (D.Lgs 28.11.1997, n. 459) e i tentativi non riusciti all’epoca dei Ministri Parisi (studio CAID) e La Russa (progetto CRAMM) bruscamente interrotti nel 2009 con la rottura del tavolo di confronto con le OO.SS. (vds Notiziario n. 119 del 24.09.2009), la questione era stata dall’A.D. sostanzialmente riposta nel dimenticatoio nonostante le grida di allarme lanciate negli anni, ripetutamente, da FLP DIFESA a fronte delle sempre più accresciute problematiche di quegli Enti. Una questione ritornata recentemente in superficie alla luce delle novità introdotte dall’art. 12, comma 2259-sexies, del D. Lgs. n. 8 attuativo della delega ex L.244 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”), che FLP DIFESA aveva fortemente richiesto, e dalla Legge 27.12.2013, n. 147, art. 1, commi dal n. 37 al n. 39, che attribuisce contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia. Novità che hanno portato la nostra O.S. a richiedere il riavvio del confronto sui progetti di riordino degli Arsenali e Centri Tecnici (C.T.) della M.M. nella riunione con il 1° Reparto del 3.10.2013 (vds. Notiziario n. 109 di pari data), poi ribadita nella successiva (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.2014), e risollecitata infine in entrambi gli incontri con il Capo di SMM. Un’azione dunque, la nostra, ripetuta e decisa, originata dalla consapevolezza che abbiamo sempre avuto sulla centralità e strategicità degli Enti industriali (Poli; Arsenali e C.T. M.M.), anche perché è su questo terreno, in particolare, che si misurano gli effettivi intendimenti dell’A.D. sul fronte della c.d. “civilizzazione”. Il confronto con SME è già partito, quello con SMM si è avviato oggi.
La riunione di oggi con SMM è servita a fissare la road map di questi importanti riordini. Nel suo intervento introduttivo, il Capo del 1° Reparto amm. Ricca ha proposto la seguente tabella di marcia:
– entro settembre p.v., MARISTAT farà pervenire alle OO.SS. una bozza di documento che, partendo dalle criticità attuali di quegli Enti (obsolescenza delle infrastrutture; carenza di operai specializzati; invecchiamento della forza lavoro; pensionamenti nell’assenza attuale di qualsiasi turnover), e con riferimento agli obiettivi già indicati dal Capo di SMM (reinternalizzazioni; apertura al mercato; avvio di processi di apprendistato con possibile ritorno alle scuole allievi operai), indichi le mission dei diversi Enti, la loro macroorganizzazione e la struttura organica;
– entro il successivo mese, attraverso un confronto di livello nazionale con le OO.SS., la predetta bozza dovrà approdare a un documento auspicabilmente condiviso dalle Parti, che costituirà la base dei confronti di livello locale con OO.SS. territoriali/RSU per il riordino dei singoli Enti;
– infine, entro febbraio 2015, un tavolo nazionale conclusivo dovrà portare alla messa a punto definitiva del riordino di ciascun Arsenale/C.T., a seguito del quale prenderà il via il percorso che dovrà portare, entro il 31.12.2015, ai Decreti Ministeriali con la nuova configurazione degli Enti.
Questa la road map indicata dall’amm. Ricca, che la nostra O.S. ha condiviso, anche perché muove da una idea positiva di coinvolgimento delle forze sociali, ai diversi livelli, nei processi di riordino di uno dei pezzi più importanti della Difesa. Anche da qui si avverte l’aria nuova nei rapporti con M.M.
Nell’esprimere piena concordanza al riguardo, FLP DIFESA ha comunque segnalato al 1° Reparto la necessità che la F.A. si attivi sin da subito per ottemperare a quanto previsto dalla norma precedentemente richiamata del D. Lgs. n. 8 (analisi, individuazione e classificazione dei settori di spesa improduttiva; quote crescenti di lavorazioni da internalizzare; destinazione risparmi al riefficientamento). Ha inoltre ricordato la disposizione dell’art. 1 del D. Lgs. n. 7/2014 sull’attribuzione di compiti e funzioni al personale civile e le linee programmatiche della Ministra Pinotti sull’impiego del personale civile, chiedendo che gli organigrammi degli Enti riordinati siano improntati a dette previsioni
Infine, FLP DIFESA ha ricordato che il riefficientamento degli Enti industriali ha una premessa necessaria ed indifferibile, quella di procedere all’assunzione dei vincitori di concorso (la richiesta di Persociv giace da tempo in F.P.) e al varo di una piano straordinario di assunzioni per l’area industriale, allo scopo di dare un po’ di ossigeno a Enti in condizioni di grave sofferenza, prossima al non ritorno.
* FORMAZIONE 2014
L’amm. Ricca ha segnalato la riduzione delle disponibilità finanziare al riguardo (dai 412.000 € del 2005 ai 74.500, pari all’81%, pur a fronte di una riduzione di personale pari solo al 16%), che hanno fatto precipitare la quota pro capite destinata alla formazione dai 35 € del 2005 a 7,5 € di oggi. A fronte di queste disponibilità, le richieste pervenute dagli Enti sono pari circa a 450.000 €, di cui 285.000 € in materia di sicurezza e prevenzione e 40.000 € per l’addestramento obbligatorio in poligono del personale di vigilanza, su cui SMM ha anticipato una prossima e specifica riunione con le OO.SS. Rispetto alle necessità di cui sopra, e a quelle aggiuntive riferibili ai corsi di alta formazione, è di tutta evidenza l’esiguità delle risorse disponibili, ancorchè implementate da 20.000 € derivanti da permute che il Capo di SMM ha deciso vengano destinate alla formazione. L’altra novità del 2014 è che la F.A. ha deciso di implementare la parte formativa di carattere generale, amministrativa e tecnica.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha ricordato come, a fronte della centralità della formazione stabilita dai CCNL, l’A.D. nel suo complesso abbia in questi anni destinato poca attenzione al tema, con risorse estremamente limitate, l’assenza di piani di formazione definiti con le OO.SS. come avviene in altri Ministeri e gestioni separate per organo programmatore. Fortunatamente, si avverte oggi una sensibilità finalmente diversa, e il confronto di oggi ne è una prova, e questo è punto di soddisfazione per FLP DIFESA che, unica e sola O.S., nel corso di questi anni ha segnalato e risegnalato il problema. In merito al piano 2014, abbiamo convenuto sulla necessità di implementare la formazione di carattere generale (giuridica/linguistica/informatica), fatto nuovo in una F.A. che sinora ha fatto essenzialmente solo formazione sulla sicurezza del lavoro, e chiesto di coinvolgere in misura maggiore il personale civile, sinora penalizzato rispetto ai colleghi militari. Infine, abbiamo consegnato al Capo del 1° Reparto il documento da noi elaborato con le nostre “idee e proposte sulla formazione”, già consegnato a SGD.
*NUOVE DOTAZIONI ORGANICHE DELLA MARINA
A similitudine di quanto già fatto, e con esiti positivi, in precedenti riunioni con SME e SMA, abbiamo chiesto che, a valle rispetto all’emanazione del DM sui nuovi organici del M.D., si promuova un tavolo nazionale per discutere sui criteri ispiratori posti a base della rideterminazione degli organici di Ente.
Infine, a conclusione dell’incontro, abbiamo segnalato a SMM: a) alcune criticità presenti in Arsenale Brindisi innescate dal rinvio dell’accorpamento della SSSD nella MARISTANAV e che dovranno trovare rapida soluzione; b) le forti preoccupazioni innescate in loco in conseguenza dei rilievi mossi a seguito di una ispezione MEF eseguita in Arsenale Taranto, sulle quali abbiamo richiesto l’interessamento dello SMM.
Nel pomeriggio di ieri 18 marzo, il Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe De Giorgi, accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Ricca, ha incontrato le OO.SS. nazionali. All’o.d.g. della riunione, la revisione organizzativa della Marina Militare, a suo tempo disposta con le Direttive n. 2 del 31.12.2012 e n. 3 del 22.01.2013 entrambe a firma dell’allora Capo di SMM amm. Binelli Mantelli, che ripubblichiamo su questa pagina e di cui abbiamo riferito con i Notiziari n. 4 e n. 16/2013.
In avvio di riunione, il Capo di SMM ha illustrato le linee portanti, i contenuti e le finalità di detta revisione, con l’ausilio delle slide che pubblichiamo su questa stessa pagina, coprendo in tal modo il deficit informativo che a suo tempo avevamo lamentato. L’amm. De Giorgi è partito innanzitutto dalla evoluzione degli organici della Difesa che hanno subito una contrazione generale a seguito del tagli operati dalla legge 135/2012 e che, sulla base dei numeri fissati per le diverse aree dal DPCM 22.01.2013, in base agli elementi a nostra conoscenza, nell’emanando DM di ripartizione tra gli OO.PP. per la Marina dovrebbero ora attestarsi complessivamente sulle 9.685 unità, così articolate all’incirca: n. 740 di area 1^; n. 8.335 di area 2^ e n. 610 di area 3^. A tal proposito, e a similitudine di quanto già fatto nelle ultime riunione con SMA e SME, abbiamo chiesto al Capo di SMM che, subito dopo la emanazione del D.M. relativo, venga fissata apposita riunione con le OO.SS. nazionali per comunicare e confrontarsi in merito ai nuovi organici degli Enti della F.A. non ancora noti e ai criteri che ne hanno orientato le scelte della F.A.. L’Ammiraglio ha poi chiarito che la revisione organizzativa della MM è basata su un approccio diverso dalla vecchia organizzazione che ha generato numerose criticità, passando dalla responsabilità per funzioni alla responsabilità per prodotto, e assicurerà al Dirigente preposto tutte le leve per assolvere alla mission a lui affidata. E’ seguita quindi l’illustrazione di dettaglio dei provvedimenti principali previsti per le due aree (CINCNAV e COMLOG), e dunque quelli relativi alla costituzione delle MARISTANAV (per riconfigurazione dei MARIBASE, con funzioni di supporto diretto alle Unità navali e agli equipaggi ) e dei COMANDI MARITTIMI (per riconfigurazione dei Dipartimenti, con funzioni territoriali e di supporto).
Ai provvedimenti di cui sopra sono connesse due importanti operazioni: la configurazione dei nuovi Enti e la definizione dei piani di reimpiego, che naturalmente sono tra di loro intrecciate, come è sempre successo in tutti questi anni. E qui purtroppo si è verificato l’intoppo: i confronti non sono decollati in alcune sedi, verosimilmente anche a causa delle posizioni assunte da alcune sigle, che si sono rese indisponibili a sedersi intorno ai tavoli nell’attesa dei decreti attuativi della delega, che comunque nulla avrebbero potuto aggiungere a provvedimenti già decisi dalla F.A. e già in itinere come da Direttive, e che erano stati inseriti nei decreti solo ai fini del raggiungimento del 30% minimo di tagli fissato dalla delega. Il problema è esploso all’atto della presentazione alle Rappresentanze locali delle ipotesi di reimpiego, che non sono state né precedute nè accompagnate dalla presentazione degli organici dei nuovi Enti, con relative collocazioni e incarichi. Una situazione inaccettabile, mai ancora vista nella Difesa per Enti di quella portata, che FLP DIFESA ha denunciato al Capo di SMM nel corso del primo incontro di febbraio (si veda il Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014). Dobbiamo allora dare atto all’amm. De Giorgi di aver contribuito in modo determinante allo sblocco di questa situazione, reso evidente dal fatto che nei giorni successivi i tavoli sui sono finalmente aperti e la documentazione richiesta è stata fornita alle Rappresentanze locali.
E così, in particolare in alcune sedi, si sono rese evidenti alcune scelte non condivisibili della F.A., che ha costruito i nuovi organici con poca attenzione alle disposizioni innovative contenute nel D. Lgs. n. 7 (art 1, c. 2-bis, let e: “attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile”), ancor più rafforzate dalla Ministra Pinotti nel corso della sua recente audizione in Parlamento. Queste disposizioni impongono non il mantenimento dello statu quo, ma una civilizzazione più marcata, che noi ora esigiamo. E invece quanti Marescialli Capo Sezione (la tabella di corrispondenza concordata con il Vertice politico prevede il transito in area 2^), pur in presenza di funzionar, ma privi di specifiche responsabilità! Su questa base, si sono creati forti criticità in alcune sedi. Come evidenziato nella slide n. 22, dette criticità riguardano Taranto (MARISTANAV e Cdo Marina Sud), La Spezia (Marina Nord) e Brindisi (MARISTANAV), rispetto ai quali i confronti non si sono chiusi anche perché i Dirigenti locali hanno rigettato le proposte delle Rappresentanze locali. Tavoli chiusi, con accordi sottoscritti o in via di sottoscrizione, invece per: MARISTANAV La Spezia; MARICAPITALE Roma (pur permanendo le valutazioni negative delle OO.SS. e delle RSU interessate per il cambio in corso d’opera della collocazione dell’Ente, per il disagio arrecato al personale e per l’antieconomicità dell’operazione, come rappresentato in una nota unitaria delle OO.SS. di Roma); infine, MARISTANAV e Cdo Marina Augusta.
Va dato atto al Capo di SMM della disponibilità che, in sede di riunione, ha offerto alle OO.SS. per risolvere le criticità di cui sopra, proponendo per tutti gli Enti in argomento implementazioni di incarichi per il personale civile di area 3^, alcuni anche significativi. Ma è evidente che non atteneva certo al tavolo nazionale una funzione di questo tipo, motivo per il quale FLP DIFESA ha preso atto delle novità annunciate negli organici, che però, a nostro giudizio, non soddisfano completamente le nostre aspettative in ragione delle novità normative e delle posizioni espresse in Parlamento dalla Ministra Pinotti. Abbiamo perciò chiesto all’ amm. De Giorgi, unitamente a tutte le altre OO.SS. presenti, che con queste proposte si torni sui tavoli locali, al fine di completare i confronti e sottoscrivere gli accordi. Condividiamo a tal proposito l’opinione, espressa in sede di riunione dalla F.A., che le problematiche MARISTANAV siano più aggredibili e risolvibili, e auspichiamo dunque che a breve si possano chiudere gli accordi per quegli Enti. L’operazione è certo più complessa per i Comandi Marina, per i quali FLP DIFESA ha chiesto all’amm. De Giorgi di valutare la praticabilità di un rinvio, attraverso apposito DM e al pari di quanto farà l’Esercito, dei termini fissati dal D. Lgs. n. 7. In ogni caso, lo SMM ha assicurato che le operazioni di reimpiego saranno attuate in tutte le Sedi nel pieno rispetto delle norme contrattuali e delle procedure vigenti.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate altre due questioni importanti: il riordino già avvenuto del settore infrastrutturale della M.M., oggetto di Direttiva a firma del Capo di SMM (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.1014) che ripubblichiamo in questa pagina, e il decisivo riordino degli Arsenali Militari che si dovrà completare entro il 2015.
Per quanto attiene il riordino del settore infrastrutturale, il Capo di SMM ha indicato alle OO.SS. le innovazioni apportate nel settore infrastrutturale, che sono quelle illustrate nelle slide dalla n. 12 alla n. alla n. 19. A tal proposito, FLP DIFESA ha chiesto che negli Enti interessati al riordino si aprano subito tavoli di confronto con le rappresentanze locali in ordine soprattutto agli Organigrammi dell’Alto Comando e all’ organizzazione della nuova Sezione e del nuovo Ufficio del Genio (allegati 4a e 4b della Direttiva), che a nostro avviso dovranno marcare maggiormente funzioni e compiti attribuiti al personale civile.
Per quanto riguarda invece il riordino degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, i colleghi ricorderanno quanto FLP DIFESA ebbe a rappresentare nel corso della riunione con SMM-1° Reparto avvenuta in data 6 gen u.s. (si veda il Notiziario n. 6 di pari data). In quella circostanza, tenuto conto delle norme di cui all’art. 12, comma 2259-sexies, del D.Lgs.n. 8/2014 (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”) che recano disposizioni innovative in materia di organici e di razionalizzazione delle produzioni e prevedono la reinternalizzazione di servizi e lavori, FLP DIFESA aveva chiesto il riavvio delconfronto tra F.A. e OO.SS. sul riefficientamento di quegli Enti. Ebbene, l’amm. De Giorgi, dopo aver illustrato le criticità, le priorità di intervento e l’aperura all’esterno dei servizi di quegli Enti (vds slide dalla n. 9 alla n. 11), ha assicurato che a breve verrà inviata alle OO.SS. la tabella di marcia per l’apertura dei confronti, che partiranno da un incontro nazionale previsto entro aprile in cui si parlerà dei criteri generali del riordino, proseguiranno poi con i tavoli locali, Ente per Ente, e si concluderanno infine con un secondo incontro nazionale, in cui si tireranno le fila e si definiranno le scelte conclusive. Ovviamente non possiamo che esprimere soddisfazione per questa importante decisione del Capo di SMM.
In conclusione, un incontro significativo che apre prospettive nuove nelle relazioni sindacali in MM.
Al centro dell’incontro di ieri pomeriggio con il Capo di Stato Maggiore Marina, Amm. Giuseppe De Giorgi, accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, Amm. P. Ricca, ci sono state le relazioni sindacali in ambito Marina, con particolare riferimento ai provvedimenti di riordino e ai connessi reimpieghi interessanti i Comandi Marittini (ex Maridipart) e Maristanav (ex Maribase). E’ avvenuto un po’ quello che noi auspicavamo, avendolo peraltro anticipato nella presentazione dell’incontro (vds. Notiziario n. 10).
Come i colleghi ricorderanno, la FLP DIFESA aveva denunciato con viva preoccupazione lo stato attuale delle relazioni sindacali in ambito Marina. Emanazione di fondamentali direttive di riordino della F.A. senza alcuna informazione preventiva e/o alcun confronto con le OO.SS. (ultima sorpresa, l’edizione di gennaio 2014 della “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali” che pubblichiamo su questa stessa pagina); mancanza di qualsiasi confronto ( ad eccezione di La Spezia) in merito alla configurazione dei nuovi Enti (Comandi Marittimi e Maristanav), alla loro struttura organizzativa, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti ai civili; semplice “partecipazione” alle OO.SS./RSU dei connessi piani di reimpiego, definiti dalla F.A. senza alcun confronto preliminare in merito a collocabilità e impieghi professionali; posizioni alquanto preoccupanti in materia di mobilità e reimpieghi; infine, la vicenda legata a Maricapitale/Maridist/Direz. Fari di Roma, con repentino cambio di collocazione che innescherebbe forti disagi. C’era dunque necessità di un profondo chiarimento per far ripartire i confronti. E così è stato!
Dopo una breve introduzione del Capo di SMM, che ha ricordato la complessità del processo di riordino delle FF.AA. e le difficoltà del momento e quella altrettanto breve del Capo del 1° Reparto che ha richiamato le risultanze dell’ultima riunione nazionale del 22 gennaio, è partito il giro di tavolo. Nel suo intervento, la FLP DIFESA ha rappresentato all’Amm. De Giorgi le predette criticità in materia di relazioni sindacali; ha denunciato l’assenza di informazioni (su organici; configurazione Enti; incarichi; etc.) in ordine ai riordini in atto (Cdi Marittimi e Maristanav) a Taranto, Augusta e Roma, e la necessità di avviare in quelle sedi e con urgenza (il 31 marzo è vicino!) il confronto di merito, che invece è già in corso a Spezia, dove il Sindacato ha fatto la sua parte e c’è sul tavolo una proposta unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP (a tal proposito, abbiamo consegnato al Capo di SMM la documentazione in nostro possesso proveniente dalle sedi locali). Confronti di merito in via preliminare, rispetto alla messa a punto dei piani di reimpiego con le procedure del CCNI, senza i quali la nostra O.S. non potrebbe siglare alcun accordo. FLP DIFESA ha poi osservato come la necessità di riannodare i fili di un positivo e costruttivo rapporto con le OO.SS. emerge anche guardando all’orizzonte nuovo che si è aperto per Arsenali e Centri Tecnici e che trae origine dal combinato disposto tra legge di stabilità (contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia, un approdo importante dovuto all’allarme lanciato sulle criticità della nostra flotta e ad un’azione efficace di cui abbiamo dato atto all’amm. De Giorgi) e le previsioni del decreto legislativo sul personale attuativo ex L.244 (disposizioni innovative in materia di razionalizzazione delle produzioni e di reinternalizzazione di servizi e lavori), che rendono finalmente possibile la riapertura del confronto sui percorsi di riefficientamento degli Stabilimenti, che partirà da tutte le sedi locali per poi arrivare al tavolo nazionale secondo gli impegni assunti dal Capo del 1° Reparto nella riunione del 22 u.s.. Confronti tutti nei quali si misurerà sul campo la reale volontà della F.A. di dare ruolo, funzioni e prospettive ai civili.
Il Capo di SMM ha preso atto di quanto rappresentato, ha espresso significative aperture sul coinvolgimento delle Parti sociali, sia territoriali (avvio dei confronti in tutte le sedi) che nazionali e che si concretizzeranno a breve nella calendarizzazione di briefing per l’esame delle problematiche specifiche.
Per Maricapitale/Maridist/Dirz. Fari Roma, ci sarà una specifica riunione con l’amm. Ricca martedì 11 p.v.
Nella giornata di ieri si è svolta, presso la Sala briefing dello Stato Maggiore Marina, un incontro fra l’Ammiraglio di Squadra Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, e le OO.SS. nazionali della Difesa, nella quale l’alto Ufficiale ha illustrato alle Parti sociali il documento relativo alle “Linee Programmatiche” della Forza Armata che Egli stesso aveva già presentato alle Commissioni Difesa di Camera e Senato mercoledì 19 giugno ultimo scorso e sulle quali questo Coordinamento Nazionale ha già dato specifica informazione con il Notiziario n. 74 del 27 giugno 2013 e la pubblicazione sul nostro sito del documento di che trattasi, che ad ogni buon conto ripubblichiamo.
L’illustrazione del Capo di SMM, accompagnata nella circostanza dalla presentazione di una serie di slides, ha messo a fuoco lo stato attuale di situazione della Forza Armata che appare in grande sofferenza, e che è alla base della scelta operata dalla Marina Militare di proporre alle parti politiche un percorso teso a impostare una nuova “Legge Navale” che renda possibile la costruzione di nuove navi militari multiruolo, e questo sia per scongiurare il pericolo di ulteriori criticità in ordine all’assolvimento dei peculiari compiti di istituto in ambito europeo ed internazionale, sia per dare ossigeno e nuove potenzialità occupazionali e di investimento all’industria della difesa italiana che, allo stato, è ancora una delle poche nelle condizioni di fornire un prodotto quasi “chiavi in mano” e di alta competitività.
Una proposta importante, quella disegnata dell’amm. De Giorgi, che come già abbiamo avuto modo di commentare con il Notiziario precedentemente richiamato, non solo presenta un versante di grande interesse per il sistema Paese, ma che può avere significative ricadute in positivo anche per quella parte di Difesa che fa capo agli Arsenali della M.M., che vedrebbero necessariamente rivalutato il loro ruolo.
Tutto il tavolo sindacale ha espresso convintamente il proprio apprezzamento in merito al progetto del CSM della Marina Militare e, tra queste, anche la nostra Organizzazione Sindacale, la quale nel suo intervento ha sottolineato la necessità che proprio dal Ministro della Difesa parta un segnale preciso diretto alle forze politiche e al Parlamento per dare corpo al necessario percorso legislativo che dovrà traguardare, appunto, l’emanazione di una nuova “Legge Navale” .
FLP DIFESA ha però anche colto l’occasione per chiedere al Capo di SMM un impegno diretto, e tutto all’interno del Dicastero, in ordine ai diversi problemi del personale civile, atteso che è proprio la sua Forza Armata a gestire gli Arsenali Militari, Enti importantissimi nel sistema industriale delle Difesa, che presentano oggi diverse criticità che rendono problematiche le prospettive future.
Urgenti assunzioni utilizzando le attuali graduatorie relative ai concorsi già fatti e un programma straordinario di nuove assunzioni; avvio appena possibile di nuove progressioni di carriera o di fascia retributiva per il personale in servizio; incremento delle indennità legate a compiti di istituto, che gravano sulle “casse” di un FUA sempre più asfittico e che deve trovare nuove forme di finanziamento; una formazione più estesa e di maggiore qualità; l’auspicabile avvio di nuovi “corsi allievi operai” che diano una speranza di lavoro ai giovani, in una ottica di maggiore “civilizzazione” delle attività di carattere tecnico, logistico e manutentivo: sono questi gli impegni che ci aspettiamo dalla M.M., alcuni dei quali dovranno necessariamente essere accompagnati da un altrettanto forte impegno dell’Autorità Politica.
Conclusa il 6 u.s. con il voto positivo dell’Aula l’esame del disegno di legge delega per il riordino dello strumento militare, la Commissione Difesa del Senato ha ripreso le audizioni, e tra queste, molto attese, quelle effettuate nel quadro dell’indagine conoscitiva sullo stato degli Stabilimenti industriali.
La prima audizione, avvenuta in data 8 u.s., è stata quella dell’amm. Gauzolino, Ispettore per il supporto logistico e dei fari, ed ha riguardato la condizione degli Arsenali della Marina Militare (Taranto, con la sezione staccata di supporto diretto di Brindisi; La Spezia; Augusta). L’amm. Gauzolino ha posto in primo luogo in evidenza i principali fattori di pregio delle strutture, rilevando, a tal proposito, “ l’elevata professionalità del personale, le conoscenze esclusive per talune lavorazioni, la capacità di esecuzione e di gestione tecnico amministrativa di interi cicli di manutenzione e le sinergie e le collaborazioni efficaci con l’industria ”. Ha poi messo in evidenza gli aspetti più problematici, individuando le maggiori criticità nello “sbilanciamento del personale civile verso le attività amministrative rispetto ai valori industriali” essendo il personale tecnico pari “ solo al 58 per cento”; nel “progressivo invecchiamento della forza lavoro, con una età media del personale che è pari a 53 anni; infine, “nella difficoltà attuale ad occupare la manodopera in modo produttivo per le ristrutturazioni in corso per l’ammodernamento e l’adeguamento a norma”. Tra le iniziative in corso per fronteggiare dette criticità, l’Amm. Gauzolinoha ricordato il famoso “piano Brin” per l’ammodernamento e la messa a norma delle strutture, la gestione complessiva del supporto navale in termini info-logistici e la formazione; il piano di assunzioni, finalizzato a una maggior presenza di personale tecnico, che però ha subito recentemente un forte ridimensionamento con la “spending review”; e, infine l’impegno della F.A. ad una progressiva reinternalizzazione delle lavorazioni. Complessivamente, “il piano di efficientamento e di turn over, nell’ipotesi di un livello tecnico di efficienza del 100 per cento, garantirebbe utili superiori ai costi entro tre anni, che salirebbero a cinque anni nel caso in cui fosse del 90 per cento.”
Queste, in estrema sintesi, le considerazioni svolte dall’Ispettore amm. Gauzolino, che certo non ha nascosto le sofferenze in cui si dibattono gli Stabilimenti industriali della Marina. Sofferenze, però, ed è proprio il caso di ricordarlo, che originano dalla fallita riforma della seconda metà degli anni ’90 voluta dall’allora Ministro Andreatta e ideata dal suo consulente, prof. Zaragoza, teorico delle esternalizzazioni e della riduzione delle attività industriali, che si sono acuite più recentemente a causa dei forti tagli di bilancio e del mancato reperimento delle risorse necessarie al riefficientamento delle strutture.
Va detto, a tal riguardo, che enormi sono le responsabilità politiche dei Ministri che si sono succeduti nel corso di questi anni i quali, rispetto alla dimensione sempre più crescente dei problemi, hanno dato risposte del tutto inadeguate e che sono consistite essenzialmente nella costituzione di diversi (e costosi) Gruppi di lavoro (CAID, CRAMM) i quali, attraverso la rilevazione dei dati industriali e l’esame dei problemi, avrebbero dovuto, a conclusione del loro lavoro, mettere a punto una proposta per l’ efficientamento degli Arsenali. Ebbene, non ci sono noti gli approdi conclusivi di quei Gruppi di lavoro, e ogni nostro tentativo di avere copia dei documenti si è infranto miseramente; come sono altrettanto miseramente falliti i nostri ripetuti tentativi di riprendere il confronto con l’A.D. sul riefficientamento Arsenali, dopo la rottura avvenuta con l’allora Sottosegretario Cossiga del novembre 2009. Ma di questo, non c’è traccia alcuna nell’intervento dell’amm. Gauzolino……
Troverete pubblicato sul nostro sito il resoconto dell’audizione parlamentare dell’Ispettore.
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