Notiziario FLP Difesa n. 63 del 25 giugno 2020 –

Arsenale Militare di La Spezia

In questi giorni, sembrerebbe muoversi qualcosa a livello politico per alcune problematiche ultraventennali afferenti l’Area industriale della Difesa e che la FLP DIFESA rivendica soluzioni da tempo in tutte le sedi (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 15 ottobre 2019. In data 23 giugno u.s., con la presenza per il Governo dei Sottosegretari di Stato per la Difesa Calvisi e Tofalo, la Commissione Difesa del Senato ha concluso l’esame dell’”Affare assegnato sullo stato e sulle funzioni degli enti dell’area industriale della difesa (n. 257)con l’approvazione della risoluzione Doc. XXIV, n. 19. La presidente GARAVINI, in qualità di relatrice, ha presentato in votazione uno schema di risoluzione, frutto delle attività di approfondimento svolte e degli elementi emersi dal ciclo di audizioni fra cui quella con il Cte Logistico della Marina, amm. E. Serra (vds. NOTIZIARIO N. 60 DEL 4 LUGLIO 2019), con il Cte Log. dell’Esercito, gen. P.F. Figliuolo (vds. NOTIZIARIO N. 64 DELL’11 LUGLIO 2019), con le OO.SS. della Difesa (vds. NOTIZIARIO N. 67 DEL 23 LUGLIO 2019), con il Capo SMD GEN. VECIARELLI (vds. NOTIZIARIO N. 76 DEL 29 AGOSTO 2019) e con il Capo di SMM, Amm. Cavo Dragone (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 73 del 5 agosto 2019) e dalle visite effettuate ad es. all’Arsenale MM Taranto (vds. NOTIZIARIO N. 82 DEL 17 SETTEMBRE 2019), all’Arsenale Militare di Messina, all’Arsenale MM di La Spezia e al Polo di manutenzione pesante di Piacenza, ed ha sottolineato che gli stabilimenti, gli arsenali e le altre strutture dell’area industriale della Difesa:

Inoltre, la presidente GARAVINI ha evidenziato il forte stato di sofferenza degli enti in questione, sia per il carente rinnovamento infrastrutturale (cui peraltro cercano di fare fronte le misure contenute nel DL 34/2020), sia per la forte contrazione degli organici, in particolare nei ruoli tecnici del personale civile della Difesa, rimarcando che tale contrazione potrebbe, nel giro di pochi anni, produrre effetti negativi irreversibili sulla funzionalità delle strutture in questione. Pertanto, stante il quadro di riferimento, ha sostenuto che gli impegni al Governo contenuti nello schema di risoluzione appaiono di cruciale importanza, anche considerato che dagli enti dell’area tecnico industriale dipendono la manutenzione dei mezzi e degli armamenti in uso alle Forze armate.

Nel rimandare al testo integrale della risoluzione approvata all’unanimità, che si pubblica in questa pagina in allegato 1, si riporta solo la parte finale:

“impegna il Governo:

  1. a) a considerare gli investimenti per il rilancio dell’area industriale della Difesa come possibile importante volano per la ripresa economica del Paese dopo la grave contrazione determinata dall’emergenza Covid-19;
  2. b) a proseguire, anche con un piano straordinario, gli interventi avviati per l’assunzione di nuovo personale qualificato, con profili tecnici e amministrativi, considerando anche la possibilità di utilizzare modalità innovative di assunzioni fondate su percorsi formativi specifici, in collegamento diretto con le realtà istituzionali, industriali, universitarie e scolastiche dei territori;
  3. c) a valutare una rimodulazione della tempistica di applicazione della legge n. 244 del 2012 (che è in fase di rivalutazione complessiva), anche esercitando la previsione già contenuta nella stessa legge; così da evitare di disperdere ulteriormente l’alto e qualificato patrimonio professionale fin qui maturato da quelle persone ormai prossime all’uscita, con riferimento ad un’età media del personale che è ormai giunta alle soglie dei 59 anni;
  4. d) a garantire un generale rinnovo infrastrutturale delle strutture, in particolare dei poli di mantenimento e degli arsenali, superando le attuali, gravi, criticità, derivanti dalla vetustà degli immobili e dall’obsolescenza degli impianti, non sempre adeguati agli interventi sui mezzi di nuova introduzione, al fine di garantire adeguate condizioni di sicurezza e continuità delle produzioni, con interventi di adeguamento tecnologico e efficientamento energetico, tanto sul piano infrastrutturale quanto su quello impiantistico;
  5. e) a svolgere una ricognizione complessiva del patrimonio immobiliare attualmente in uso agli enti industriali della difesa, individuando le porzioni eventualmente non più funzionali allo svolgimento delle loro attività, valutando tutti gli strumenti per la loro valorizzazione, anche attraverso l’utilizzo di fondi della programmazione dell’Ue, oltre che le ipotesi di dismissione a favore di altre amministrazioni dello Stato o di enti locali, in sinergia con l’azione delle strutture deputate alla gestione del patrimonio immobiliare della difesa, a partire dalla Task force per la valorizzazione degli immobili della Difesa, da Difesa servizi spa e dall’Agenzia industrie difesa;
  6. f) in riferimento alla specifica realtà degli arsenali, a valutare la possibilità di re-internalizzare le attività a medio contenuto tecnologico (con possibili significativi contenimenti di spesa), considerando che quelle a basso contenuto tecnologico possono essere facilmente reperite presso l’indotto locale (con un positivo rapporto costo-efficacia e un potenziale volano economico per le piccole e medie imprese);
  7. g) valutare di prorogare la durata del piano pluriennale di interventi già previsto per adeguamento e ammodernamento degli stabilimenti della Marina (c.d. “piano Brin”), istituendo altresì analoghi strumenti per gli altri enti. “

Dunque la Commissione ha adottato una risoluzione che recepisce sotto diversi aspetti le analisi, le osservazioni e le proposte formulate dalla nostra O.S., di cui c’è traccia nel documento – che ripubblichiamo in allegato 2 – presentato alla stessa Commissione Difesa del Senato nel corso della audizione lo scorso 23 luglio 2019 e del quale abbiamo a suo tempo riferito col Notiziario n.67 di pari data

Data la rilevanza della risoluzione adottata dalla Commissione Difesa del Senato, le criticità denunciate, e la necessità di procedere al loro superamento, FLP DIFESA ha provveduto ad inviare una lettera al Ministro della Difesa, che si pubblica in allegato 3, richiedendo la convocazione, in modalità di videoconferenza stante l’attuale fase emergenziale da Covid-19, per gli approfondimenti ed interscambi utili alle iniziative da avviare.

Allegato 1 : 2020.06.23 Commissione Difesa

Allegato 2 : 23.07.2019 – Documento FLP DIFESA x audizione Comm. Dif. Senato – problematiche Enti Indust.

Allegato 3 :25.06.2020 let al Ministro su Commissione Difesa

  1. LA SEGRETERIA NAZIONALE FLP DIFESA

Maria Pia BISOGNI – Pasquale BALDARI

Notiziario FLP DIFESA n. 69 del 26 luglio 2019 –

L’Amm Eduardo Serra, Comandante Logistico della Marina Militare

Incontro davvero interessante, durato quasi tre ore, quello di ieri 25 luglio a palazzo Marina con il Comandante Logistico di Marina Militare, Amm. E. Serra, incontro da noi richiesto con la lettera al Capo di SMM  dell’8 u.s. e dallo stesso poi autorizzato, con invito esteso a tutte le altre  OO.SS. (in allegato 1 su questa stessa pagina la nostra lettera; in allegato 2 la risposta dell’Amm. Cavo Dragone).

Ma alcune sigle, in maniera alquanto incomprensibile ancorchè del tutto legittimamente sia chiaro, hanno declinato l’invito a partecipare alla riunione, e non si sono pertanto presentate al tavolo, chiedendo invece di incontrare il Capo di SMM, cosa che per la verità avevamo di fatto già richiesto anche noi nella lettera a lui inviata.

I due momenti (incontro con il Cte Logistico e incontro con il Capo di SMM) non apparivano certamente alternativi l’un l’altro, e si poteva (come abbiamo fatto noi, ma come ha fatto anche la Commissione Difesa del Senato che ha audito l’amm. Serra e non certo l’Amm. Cavo Dragone nella sua veste di nuovo Capo di SMM)  molto utilmente discutere di Arsenali e Centri Tecnici con l’Autorità di vertice del settore, in attesa dell’incontro, a valenza certo più generale, con il Capo di SMM.

Dispiace veramente che si sia persa, da parte del fronte sindacale globalmente inteso, una utilissima occasione di confronto sul futuro e sulle prospettive di quegli Enti, e proprio all’indomani dell’audizione del 3 luglio u.s. dell’amm. Serra che ha destato parecchio interesse e che, anche per questo, ci ha portato a richiedere l’incontro. Dispiace, certo, ma ognuno sceglie da sé i propri interlocutori e i propri percorsi.

L’incontro di ieri con l’Amm. Serra e i Suoi collaboratori, al quale hanno partecipato per conto dello SMM il Capo del 1° Reparto Amm. Gregori e il Capo del 3° Ufficio Pers. Civ. C.V. Burzi, è servito ad approfondire temi e problemi rappresentati dal Cte Logistico il 3 luglio u.s. in Commissione Difesa del Senato e relativi agli Arsenali M.M. Abbiamo già dato conto ai colleghi di quella audizione (vds. Notiziario n. 60 del 4.07.2019), diamo ora conto degli approfondimenti avvenuti nell’incontro di ieri.

Il punto di partenza sono state ancora una volta le sofferenze e le forti criticità che da tempo si osservano nei tre Arsenali, ai quali è assegnata la missione di assicurare l’efficienza di navi e sommergibili attraverso cicli manutentivi programmati e interventi riparatori  non eseguibili a bordo.

Le criticità nascono fondamentalmente da due elementi. Innanzitutto, la ridotta disponibilità nel corso degli anni delle risorse necessarie agli investimenti in materia di impianti e in ammodernamenti infrastrutturali. E, questo, nonostante la Marina abbia varato nel 2007 il “piano Brin”, che prevedeva un finanziamento totale pari a 300 mln di €, di cui ad oggi sono stati impegnati solamente 140 milioni di €, ai quali si aggiungono altri 30 mln per La Spezia e 37 mln per Taranto per effetto del C.I.S. (contratto Istituzionale di Sviluppo).

Il piano Brin prevedeva: interventi manutentivi, che sono stati realizzati seppur parzialmente; percorsi formativi, anch’essi parzialmente realizzati, e il turnover delle maestranze, in particolare quelle tecniche. Su quest’ultimo punto si è verificato l’intoppo maggiore, in quanto il turnover è stato impedito da due concause: da una parte, le misure di blocco varate dai Governi nel corso di questi anni; dall’altra, i vincoli determinati dal processo di riduzione dello strumento militare avviato con la Legge 31.12.2012, n. 244 che, al 31.12.2024, imporrà la riduzione degli organici civili a sole 20.000 unità.

Guardiamo ai numeri: a fronte delle complessive 2.568 unità organicamente previste, l’attuale consistenza effettiva è di n. 1.779, con una carenza pari al 35% su Taranto, 30% su La Spezia e 50% su Augusta. In caso di invarianza della Legge 244 e in base ai requisiti della L. Fornero, al 31.12.2024 si realizzerebbero queste percentuali di forza lavoro civile presente: 59% su Taranto; 51 % su La Spezia e 47% su Augusta, una situazione pesantissima e peraltro al netto degli effetti della c.d. “quota 100”. Da qui il grido di allarme: se non si procede a nuove e adeguate assunzioni, al 31.12.2024 si avrà il collasso del modello organizzativo, atteso che a quella data le carenze riguarderanno anche i ruoli amministrativi.

La discussione  è  andata così a finire sul personale ex militare transitato, che  per grandissima parte proviene dalla M.M., ma che non potrà in ogni caso rappresentare la soluzione dei problemi. Abbiamo rappresentato all’Amm. Serra la necessità di renderne l’impiego più efficace, di una attribuzione di profili più legata al loro vissuto lavorativo e della necessità di percorsi formativi adeguati, al solo scopo di rendere questi colleghi il più possibile utlilizzabili anche negli Stabilimenti industriali.

Ovviamente, in attesa degli interventi che tutti sollecitiamo (modifiche Legge 244 e piano assunzioni, si veda il documento di FLP DIFESA di cui al Notiziario n. 67 del 23.07.2019), occorre, a giudizio della F.A., fare comunque qualcosa, ed è quello su cui la F.A. è oggi concentrata:

A tal riguardo, e non poteva che essere altrimenti, il confronto con COMLOG e 1° Reparto è virato sulle risultanze attuali del processo di riordino di Arsenali e CC.TT ex art. 2259-sexies del COM, la cui l’ultima tappa è stata l’incontro nazionale di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 114 del 17.10.2018.

Il punto attuale di situazione è questo: conferma del DM 31.12.2015 per Augusta, da cui è già scaturita la configurazione degli EdO a valle dei Reparti con OdG n. 214 del 30.04.2019; per Taranto e La Spezia, invece, lo SMM ha inviato al Gabinetto gli schemi con i nuovi decreti di struttura modificativi dei DD.MM. 31.12.2015, dai quali poi scaturiranno gli OdG con le nuove strutturazioni degli EdO a valle dei Reparti.

A tal riguardo, abbiamo chiesto e ottenuto un impegno preciso da parte dello SMM affinchè, a settembre, vengano calendarizzati incontri con le Rappresentanze locali a Taranto e Spezia per discutere: o dei nuovi decreti di struttura, se già emanati, o dei contenuti degli schemi con le informazioni necessarie anche sulla nuova struttura a valle

Il “piano industriale” di F.A. prevede inoltre la valorizzazione delle specificità dei singoli Stabilimenti in relazione alle diverse realtà territoriali, un percorso in via di studio da parte di M.M., ma con alcune esperienze già avviate: quella delle attività su La Spezia a favore delle Marine straniere, per esempio.

La seconda parte del confronto ha riguardato le situazioni specifiche dei tre Stabilimenti, e sono emerse novità importanti.

In primis per Augusta: l’amm. Serra ci ha detto che sono in fase avanzata le trattative per la donazione a M.M. da parte della Regione Sicilia di un bacino galleggiante di 19.000 tonnellate, funzionante e in grado di ospitare anche le nuove unità navali militari, il che darà nuova linfa all’Arsenale e all’intero territorio e risponde alle sollecitazioni delle Rappresentanze locali, tra cui quelle di FLP DIFESA, che ha redatto un documento che abbiamo consegnato all’Amm. Serra.

Per La Spezia: abbiamo rappresentato che il piano Brin è in forte ritardo e che l’unica officina polifunzionale necessita ancora di interventi, e non si sa se ne sia prevista una seconda. Inoltre, l’officina artiglieria che lavora per la Marina francese è situata ancora in una vecchia officina. Infine, si potrebbe sviluppare un progetto museale all’interno dello Stabilimento, collegato al museo navale spezzino e che veda l’utilizzo di unità navali e subacquee riadattate per il turismo militare.

Per il CCSN, trovano conferma gli intendimenti della F.A. di modificarne in un qualche modo la natura, da Centro di sperimentazione autonoma a Ente con funzioni di supporto inserito nell’organizzazione logistica  tipo Ufficio studi. Scelta, questa, che non ci pare incontri molto le desiderata locali.

Per Taranto: il piano Brin per le strutture e gli impianti è in fase avanzata, anche  grazie alle risorse aggiuntive del CIS; l’Officina polifunzionale 4 è in corso di completamento; il Bacino Ferrati è stato completato in tempi più ridotti ed ha consentito l’ingresso di nave Cavour (lavori ultimati nel 2020), poi si potranno manutenere unità navali di più grandi dimensioni non solo militari ma anche civili; si dovrà continuare ad utilizzare anche l’indotto locale in alcune attività di metalmeccanica; il progetto di musealizzazione di alcune officine è stato di recente finalizzato, valorizzando così il turismo nel territorio.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 08.07.19 – Lettera FLP DIFESA a Capo SMM e richiesta incontro con il Cte Log MM su problematiche Arsenali

Allegato 2: 15.07.2019 – lettera di risposta del Capo di SMM a FLP DIFESA

Articoli sull’incontro sulla stampa locale:

 

Notiziario FLP DIFESA n. 49 del 27 maggio 2019 –

Nel quadro delle diverse criticità che vive attualmente A.D., le problematiche dell’area tecnico-industriale assumono, almeno per quanto riguarda la componente civile, un rilievo del tutto particolare.

Parliamo di quell’area convenzionalmente considerata un’ area a sé, ma di fatto collocata all’interno dell’area Tecnico-Operativa, che ha subito una prima e ampia ristrutturazione all’epoca del Ministro Andreatta (D. Lgs. 28.11.1997, n. 459), che portò ad un corposo taglio del numero degli Stabilimenti, ridotti dai 36 che erano a solo poche unità (Poli Esercito; Arsenali M.M. e Centri Tecnici)

La seconda ristrutturazione avvenne nel 2015 a seguito di quanto disposto dall’art. 12 del D. Lgs. n. 8/2014 attuativo della L. 244/2012, una legge che oggi tutti criticano e chiedono di superare, ma che a suo tempo fu apprezzata anche sul fronte sindacale, atteso che solo FLP DIFESA  ebbe il coraggio di scendere in piazza contro il DDL Di Paola (6 luglio 2012, si veda il nostro Notiziario n. 94).

L’approdo conclusivo di questa seconda fase furono i nuovi decreti di struttura degli Stabilimenti, questa volta ministeriali e non più interministeriali, che videro la luce nel 2015. Quelli relativi ai Poli dell’Esercito, furono messi a punto attraverso un lungo confronto con le OO.SS., sui cui approdi conclusivi la nostra O.S. espresse allora alcune motivate perplessità, che trovarono posto in un documento inviato a SME-RPGF che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.  Per quanto riguarda il processo di riordino degli Stabilimenti della M.M., invece, il confronto tra SMM e OO.SS. è stato molto più accidentato e tortuoso e tuttora non risulta esaurito, almeno nella parte relativa a confronti locali.

Va detto subito che questo secondo riordino non ha portato ai risultati sperati sia in termini di maggior efficientamento che di maggiore produttività, e nel corso degli anni le criticità sono cresciute per una serie di fattori, primo fra tutti il mancato turnover delle professionalità tecniche cessate dal servizio. Come si sa, in più occasioni, il Sindacato ha denunciato questo grave stato di cose, chiedendo un piano straordinario di assunzioni, che però in questi anni non è arrivato, con i risultati che oggi vediamo.

Occorre ricordare, a tal proposito, che PERSOCIV, oltre al Piano Triennale di Fabbisogno di Personale (n. 561 unità totali, vds Notiziario n. 93 del 30.08.2018), predispose a settembre u.s., a seguito di richiesta venuta dalla F.P., anche un “piano straordinario di assunzioni” per complessive 1.227 unità, di cui 1.027 unità con profilo tecnico e le restanti 200 unità con profilo amministrativo.

Sappiamo tutti come sia poi andata a finire: la legge di bilancio 2019 ha disposto l’assunzione straordinaria per il triennio 2019-2021 solo di n. 294 professionalità civili al ritmo di 98 all’anno (10 di area 3^ e 88 di area 2^), tutte del settore tecnico (30 di area 3^ e 264 di area 2^) e tutte destinate agli Enti dell’area industriale.  Ben poca cosa, evidentemente, a fronte dei molti pensionamenti che si prevedono, atteso che ora, a quelli c.d. “ordinari”, si aggiungeranno anche quelli di “quota 100”.

Una situazione drammatica, quella legata alle mancate assunzioni negli Enti dell’area industriale, che rischia di determinare una situazione di non ritorno, evenienza questa che quotidianamente viene denunciata in tutta la sua gravità e pericolosità, sia da parte delle Rappresentanze sindacali (ultima, la nota unitaria di RSU e OO.SS. di Taranto del 21 u.s. dal titolo illuminante: “assunzioni subito”) che da parte di soggetti istituzionali (agli inizi di questo mese, il Vice Presidente della Regione Umbria ha chiesto  alla Ministra l’apertura di un tavolo tecnico per affrontare le gravi problematiche del PMAL).

Ebbene, a quattro anni data dai nuovi decreti di struttura e preso atto della grave carenza di personale sopra richiamata, pensiamo sia venuto il momento di fare un punto di situazione, e per questo abbiamo inviato in data 13 u.s. al Capo di SME la nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2.

Assumeremo ovviamente la stessa iniziativa anche per gli Arsenali della M.M..

              (Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 13.05.2019 – lettera al Capo di SME per punto di situazione sui Poli

Allegato 2: 24 07 2015 – Documento conclusivo FLP DIFESA su confronti riordino 2015 dei POLI Esercito

Notiziario n. 105 del 24 settembre 2018 –

L’ammiraglio Valter Girardelli, Capo di Stato Maggiore della Marina

Continuano, presso le Commissioni Difesa riunite congiuntamente, le audizioni dei Vertici della Difesa,  che si iscrivono nel contesto della “ricognizione” disposta dalle stesse Commissioni in avvio del loro mandato.  E così, dopo l’audizione della Ministra Trenta (Notiziario n. 86 del 9 u.s.), sono venute quelle del Capo SMD gen. Graziano (Notiziario n. 89 del 20 .08.2018)  e del Capo SMA gen. Veciarelli (Notiziario n. 100 del 13.09.2018; e, quindi, del Capo SMM, amm. V. Girardelli, avvenuta il 12 settembre u.s., e della quale ora riferiremo.

Diciamo subito che l’intervento introduttivo del Capo di SMM (su questa stessa pagina ne pubblichiamo il video integrale) è stato estremamente pulito e preciso e ha offerto una panoramica a 360° di Marina Militare. e dei suoi problemi, indicando le sue linee programmatiche  e dedicando spazio, caso infrequente in A.D., anche ai lavoratori civili.

Ha innanzitutto ricordato come l’economia italiana dipenda dal mare, essendo basata sulla trasformazione;  ha fornito i dati di import/export per via mare e quelli relativi ai prodotti petroliferi (per il mare passano l’80% di petrolio e il 42% di gas importati), ha ricordato che i nostri porti intercettano il 30% del transito nel mediterraneo. Ha poi delineato le attività di M.M. che si articolano in quattro “domini”: la difesa nazionale e marittima; il supporto al sistema paese; la cooperazione internazionale e lo sviluppo del potere capacitivo anche in ottica interforze.

Ha quindi indicato le operazioni in corso della M.M.: quelle militari (operazioni “Mare sicuro”; “Sophia”; etc.);  quelle “concorsuali” (nei campi: idroceanografico, segnalamenti e fari, antinquinamento,  bonifica, monitoraggio vulcani, medicina iperbarica, etc.); e, infine , quelle afferenti alla “cooperazione internazionale” (abbiamo rapporti con 25 Marine e sono attivi 33 piani di cooperazione).

Per tutte queste attività,  la nostra M.M mette in campo oggi n. 58 unità navali di prima linea a fronte delle 64 previste, che però si ridurranno solo a 30 tra 15 anni, e dunque in numero fortemente ridotto.  Fortunatamente, è intervenuta la legge finanziaria 2014 che ha stanziato risorse importanti per la costruzione di unità navali di nuova generazione (n. 9 operative già da questo anno), che prenderanno il posto di quelle già andate o che andranno in disarmo (2018, nave Anteo). Servirebbe comunque un maggior efficientamento dello strumento navale, con acquisti di altre unità, in primis sul fronte della attività subacquee e di aviazione.

L’amm. Girardelli ha poi affrontato l’importantissimo tema del parco infrastrutturale della F.A. Ha ricordato che l’età media delle infrastrutture è molto alta, che il deficit manutentivo in essere riduce al 51% la loro  efficienza,  che occorrerebbe pertanto procedere ad un forte ammodernamento per il quale servirebbero circa 70 mln annui, mentre la F.A. ne dispone solo di 13 all’interno del bilancio 2018 del M.D.

Ha segnalato le criticità infrastrutturali degli Arsenali, che si intrecciano con quelle legate alla vetustà dei “macchinari”  e alle carenze di professionalità civili, frutto delle riduzioni operate dalla Legge 244/2012 e dei ripetuti blocchi del turnover, che hanno aperto un buco sotto il profilo della trasmissione dei saperi.

Quindi, il richiamo alle problematiche del personale, definito “il grande capitale della Marina”. Il personale militare è oggi pari a 29.000 unità (34.000 previsti), che dovranno diventare 26.800 al 1.1.2025. Una previsione del tutto insufficiente, che renderebbe problematica la tenuta in efficienza dello strumento militare, per il quale servirebbero minimo 30.000 unità. Un appello indiretto a modificare la legge 244/2012, sembrerebbe.

In questo contesto si iscrive anche la situazione critica del personale civile: 9.400 unità in organico, ma molti di meno in termini di effettivi in particolare nei ruoli tecnici, anch’esse comunque in riduzione da qui al 2024, che hanno “un ruolo fondamentale nelle attività manutentive presso i tre Arsenali” e un ruolo altrettanto importante nelle attività di studio dei Centri Tecnici, in quelle del settore cartografico e in quelle del munizionamento.

Le competenze maturate dal personale civile, “uniche nel settore navale”, ne fanno “un patrimonio che risulta fondamentale preservare e non disperdere”.

Grazie Ammiraglio, ma per preservarlo servirebbe il “piano straordinario di assunzioni”  che chiediamo da anni.

Che ne dice la Ministra Trenta?

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 60 del 4 giugno 2018 –

In data 31 maggio u.s., si è svolto presso lo Stato Maggiore Marina un incontro con la nostra O.S. da noi richiesta con specifica nota del 14 maggio u.s., allo scopo di riprendere il filo del dialogo su una serie di importanti problematiche che mettono in relazione gli Arsenali e i Centri Tecnici, a più di un anno dall’entrata in vigore dei nuovi decreti di struttura,  la verifica sulle loro “missioni” e i relativo organici e impieghi, anche alla luce della Direttiva SMD sui criteri di impiego del personale civile.

Materie “pesanti”, su cui, appunto, il dialogo si era interrotto non certo per responsabilità delle Parti sociali e che, occorre dirlo con chiarezza, è oggi ripartito per la fortissima spinta unitaria che è arrivata dal territorio tarantino con un documento sui  temi della riorganizzazione e non solo, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato,  nel quale è stato dichiarato lo stato di agitazione del personale e conseguentemente sono state già avviate specifiche iniziative di mobilitazione. Un documento (lo pubblichiamo sul nostro sito) molto deciso nei toni, chiaro negli obiettivi e soprattutto unitario, che ha avuto il merito di dare una forte scossa anche negli altri territori interessati, nei quali stanno partendo analoghe riflessioni e iniziative sui temi proposti.

Diamo conto ora ai colleghi dei contenuti e delle risultanze dell’incontro del 31 maggio u.s. tra SMM e FLP DIFESA. Dopo i saluti da parte dell’Amm. Ottaviani, la parola è toccata a FLP DIFESA che ha ringraziato  per la disponibilità manifestata, ha segnalato come, in tema di relazioni sindacali, le problematiche in discussione possano essere tranquillamente considerate “code contrattuali”  rispetto a un percorso a suo tempo concordato, e ha posto i problemi che erano stati preannunciati con una specifica e dettagliata richiesta di incontro, e di cui abbiamo riferito con il Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018.

Il primo argomento riguarda la situazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici (CC.TT.), rispetto alla quale la nostra O.S. ha fatto un po’ di cronistoria, partendo dagli impegni vicendevolmente assunti con SMM e che si erano sfilacciati nel tempo. La proposta che abbiamo avanzato è stata quella di riprendere con immediatezza il percorso, nelle due fasi a suo tempo previste, e che dovrebbero ricalcare quanto positivamente sperimentato per la riorganizzazione dei Comandi Logistici di Area e per i MARISTANAV. E cioè:  una prima fase di livello territoriale che riapra il dialogo fra Direttori e Parti Sociali, per “mettere in verifica” il processo di riorganizzazione in atto, recepisca le osservazioni sindacali e le formalizzi in apposito verbale teso a diventare elemento di successiva analisi a livello nazionale. In quel contesto, ha proseguito FLP DIFESA, occorrerà comunque tenere in conto due importantissimi elementi, che potrebbero portare ad attualizzare e proporre variazioni all’attuale modello organizzativo, e cioè: l’impatto con le nuove dotazioni organiche e l’applicazione della Direttiva di SMD sui criteri di impiego civile,  applicativa (si dice) dello specifico protocollo di intesa sottoscritto a livello nazionale il 2.5.2016.

La seconda e successiva parte del percorso, altrettanto importante, riguarda invece l’ambito nazionale, e dovrà essere propedeutica al confronto con il nuovo vertice politico, su tre argomenti lasciati in sospeso e peraltro di grandissima attualità: il Piano Brin, il suo stato di avanzamento ed i finanziamenti ancora necessari;  il turn over del personale di Stabilimenti e CC.TT. ed eventuali piani straordinari di assunzione per i profili tecnici,   la possibile rivisitazione delle loro “Missioni”.  Argomenti, questi,  su cui FLP DIFESA ha ribadito come occorra il massimo livello di interlocuzione don la F.A.  che veda coinvolti, oltre al 1° Reparto,  attori importanti quali il Capo di SMM,  e il  Comando Logistico della Marina Militare.

Il secondo argomento, invece, riguarda il punto di situazione del Servizio di vigilanza della sede di Taranto in ragione di alcuni sconcertanti accadimenti connessi alle elezioni RSU 2018, che ha visto impegni presi, tempistiche modificate e, comunque, un percorso assolutamente singolare che, in ogni caso, allo stato, vede ancora non chiusa la vicenda in ragione della particolare situazione legata al reimpiego di quella  parte di personale destinato all’Arsenale di Taranto.  A tal proposito, FLP DIFESA, ricordando al rappresentante di SMM l’evidenza e la problematicità del percorso di cui sopra, ha richiesto che, in ragione di possibili analoghi processi di riorganizzazione in altri territori, venga posta particolare attenzione sul fronte delle relazioni sindacali e sulla massima linearità degli atti.

Su entrambe le questioni poste, abbiamo registrato un atteggiamento assolutamente positivo da parte dello Stato Maggiore Marina, che ha dato atto della concretezza delle proposte avanzate dalla FLP Difesa ed ha assicurato l’avvio del percorso proposto per Arsenali e CC.TT. attraverso una specifica comunicazione verso le strutture interessate, ivi compresi i Comandi Logistici di Area, assicurando, tra l’altro, anche uno specifico incontro con il Capo di SMM e il Comando Logistico.

A margine della riunione, si è discusso della problematica legata ai transiti del personale ex-militare su cui l’Amm. Ottaviani ha informato la nostra O.S. che sono allo studio del 1° Reparto varie soluzioni e proposte, ma ne ha  sollecitate anche da parte della FLP DIFESA, al fine di addivenire a soluzioni che soddisfino le esigenze di tutti gli attori coinvolti: la F.A., il personale transitato, quello comunque coinvolto direttamente o indirettamente da questi transiti, e infine le stesse rappresentanze del personale.

A tal proposito, FLP Difesa ha proposto l’apertura di  una fase  “operativa” sullo specifico argomento, che ha trovato la disponibilità da parte dello SMM interessato.

Dunque, un incontro che può essere definito positivo e proficuo, su cui però  attendiamo gli sviluppi concreti.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 24.05.2018 – lettera di RSU e OO.SS. territoriali Taranto alle OO.SS. nazionali

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2018 –

Il CA G. Ottaviani, Capo del 1° Reparto di SMM

Il Capo del 1° Reparto di Stato Maggiore Marina ha risposto alla lettera di FLP DIFESA con la quale lamentavamo di essere stati indebitamente esclusi dall’incontro che l’amm. V. Girardelli ha convocato, su loro richiesta, con solo quattro delle sette sigle del M.D. (si veda il Notiziario n. 45 del 2 maggio u.s.). Fatto, questo, alquanto irrituale nella pratica di A.D. che, sinora, ha sempre incontrato tutte le sigle sindacali pur a fronte di richieste provenienti da una parte del tavolo o anche da una sola sigla. Come peraltro ha di recente fatto lo stesso SMM, quando ha convocato tutte le  OO.SS. rappresentative con lettera n. 2223 del 12.01.2018,  pur in presenza di una richiesta arrivata da una sola sigla sindacale.

Alle argomentazioni, francamente un po’ debolucce, del Capo del 1° Reparto SMM  nella nota di risposta del 4.5.2018 a noi indirizzata, abbiamo replicato con lettera di oggi qui allegata, con la quale in ogni caso confermiamo il nostro interesse ad un incontro per discutere delle questioni importanti in essere in M.M.

Al primo posto, indiscutibilmente, quelle relative al riordino di Arsenali e Centri Tecnici della Marina Militare che, a distanza di quasi tre anni dall’entrata in vigore dei decreti ministeriali che lo hanno generato (si veda il nostro Notiziario n. 94 del 10.09.2015 ), presentano tutta una serie di problemi sui quali sarebbe convenuto a tutti fermare l’attenzione per un momento e approfondirne i termini.

E’ esattamente la questione che, unitariamente a CGIL e UIL, ponemmo all’amm. Girardelli nel corso del primo incontro del 9.03.2017. In quella circostanza, CGIL-UIL-FLP rappresentarono  unitariamente al Capo della MM le corpose problematiche che vivono gli Enti industriali e le grandi basi della Marina con problemi vecchi e mai risolti, quali la storica scarsezza di risorse economiche, la precarietà delle infrastrutture, l’invecchiamento della forza lavoro e il mancato turnover in particolare delle professionalità tecniche…  e quelli nuovi e più recenti derivanti da un riordino che ha lasciato sul campo molte criticità e da prospettive davvero poco rassicuranti legate alle previsioni del Libro Bianco”.

Questi passaggi erano presenti nel comunicato unitario CGIL-UIL-FLP del 10.03.2017 e oggi, a distanza di oltre un anno, vengono riproposti, alla lettera e parola per parola, nel comunicato del 26 aprile 2018 di CGIL-CISL-UIL e UNSA, e dunque anche con le firme di CISL e UNSA: ma è serietà, questa?).

I quattro soliti noti dimenticano però di aggiungere nel loro comunicato del 26 aprile che, in risposta allora a CGIL-UIL-FLP, il Capo SMM a conclusione della riunione del 9 marzo 2017 aveva disposto “l’apertura a brevissimo di uno specifico tavolo nazionale sulle problematiche relative all’aria industriale” (comunicato unitario 10.03.2017 che ripubblichiamo su questa stessa pagina).

E dunque lecito chiedersi: che fine ha fatto questo tavolo nazionale che avrebbe dovuto concludere i confronti locali, di fatto mai partiti, su struttura a valle dei Reparti e organigrammi degli Enti? Come è possibile riproporre a distanza di 13 mesi le stesse richieste di un anno fa, senza chiedersi che fine abbiano fatto gli impegni di allora del Capo di SMM e quelli susseguenti del 1° Reparto?.

Sarebbe dovuta essere questa la questione principale all’interno del confronto con il Capo di SMM, ma, a legger il comunicato dei quattro del 26 aprile u.s., non pare proprio: il tempo sembra essersi fermato a marzo u.s.!

Nel frattempo, i problemi degli Stabilimenti stanno esplodendo: mancato turnover a fronte di diverse centinaia di profili tecnici necessari; gravi carenze infrastrutturali anche per il mancato completamento dei piani  Brin; mancanza di risorse adeguate; progressiva e incontrollata militarizzazione e marginalizzazione delle professionalità civili; e, anche per queste ragioni, dopo il “lento declino”, c’è oggi il “rischio di chiusura  o di “dismissione a beneficio di privati”, come prevede il Libro Bianco (art. 280).

E’ l’analisi che fanno anche le Rappresentanze territoriali, anche di sigle diverse da FLP, con comunicati che condividiamo, e che dimostrano come il confronto con SMM sulla partita Arsenali sia imprescindibile.

Lo abbiamo dunque scritto e richiesto al 1° Reparto, nella nota che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1 inviata in data odierna.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.05.18 – Replica di FLP DIFESA a Capo 1° Reparto e richiesta di incontro

Allegato 2: 04.05.2018 – La risposta di SMM-1° Reparto a FLP DIFESA

Allegato 3: 02.05.18 – Lettera di FLP DIFESA a Capo SMM e richiesta di incontro

Allegato 4: 09.03.2017 – Comunicato unitario CGIL-UIL-FLP DIFESA su incontro con Capo SMM

Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018 –

Il Capo di SMM, amm. Valter Girardelli

Il Capo di SMM,  amm. Valter Girardelli,  ha incontrato il 26 aprile 2018,  “a quarantanove giorni dallo richiesta” come afferma il loro stesso comunicato unitario, le OO.SS. CGIL, CISL, UIL e UNSA.

Un incontro, va subito detto,  destinato esclusivamente, già in sede di convocazione con lettera del 19 u.s. a firma del Capo del 1° Reparto, alle quattro OO.SS. che, con nota unitaria del 7 marzo 2018, lo avevano richiesto in ragione di “talune rilevanti criticità” non meglio precisate esistenti “in alcune sedi”.

Una esclusione grave, incomprensibile e peraltro irrituale, quella operata dal Capo del 1° Reparto nei confronti delle altre tre sigle tra le quali FLP DIFESA, atteso che la prassi da sempre in atto nel nostro Ministero prevede l’estensione a tutte le sigle rappresentative delle riunioni/incontri in agenda, pur a fronte di richieste provenienti solo da una parte del tavolo o anche da una sola sigla. Come peraltro è avvenuto anche recentemente in ambito SMM, e ci riferiamo alla convocazione di tutte le sigle avvenuta con lettera 1° Reparto del 12.01.2018  pur in presenza di una richiesta arrivata allo stesso 1° Reparto solo da una O.S..

Perché questi comportamenti, così incomprensibilmente difformi, da parte del 1° Reparto di SMM?. Ne riparleremo a tempo debito, l’Amministrazione non dovrebbe mai venir meno al suo ruolo super partes.

L’incontro con l’amm. Girardelli è stato giudicato “deludente” dalle stesse quattro OO.SS. che vi hanno partecipato. Condividiamo il loro giudizio, basta leggere le risposte assolutamente general generiche e prive di impegni concreti venute dal Capo di SMM che, però, nella circostanza, e sempre a leggere il comunicato unitario, ha forse beneficiato di qualche amnesia da parte dei suoi interlocutori.

Proviamo allora a mettere insieme le questioni che, a nostro avviso, necessitavano di risposte e di impegni precisi.

Il punto di partenza non poteva che essere il precedente (e sin qui unico) incontro con l’amm. Girardelli avvenuto in data 9.03.2017. Leggiamone le risultanze dal comunicato unitario CGIL-UIL-FLP DIFESA di allora, che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, e confrontiamo gli impegni di allora con i fatti e le risposte di oggi:

E’ grave, a nostro avviso, che sul riordino di Arsenali e CC.TT.,  la F.A. abbia sinora disatteso gli impegni assunti dal Capo di SMM e che lo stesso amm. Girardelli non sia stato chiamato in riunione a chiarire il perché dei ritardi e a intervenire direttamente e operativamente per procedere speditamente in avanti.

Per chiudere il cerchio, c’è un’ultima questione: il riordino del servizio di vigilanza nella sede di Taranto. Il comunicato unitario non ne accenna minimamente, immaginiamo per i contenuti divisivi sul fronte sindacale, eppure se ne è parlato, come si evince dalla nota di CISL Taranto datata 26.04.2018.

La questione, esaminata a livello nazionale nel corso dell’incontro del 30 novembre (vds. comunicato unitario), ha subito una sterzata imprevista, a causa dei precisi impegni assunti da A.D. nel corso dell’incontro dell’11.01.2018 a PERSOCIV per la definizione della mappatura RSU, e poi però disattesi. Un precedente gravissimo, che peraltro ha avuto ricadute dannose in loco, e che di certo andrà chiarito.

Con queste premesse, abbiamo inviato in data odierna al Capo di SMM la lettera qui allegata con la quale si chiede un incontro urgente.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 02.05.18 – Lettera a Capo di SMM e richiesta di incontro

Allegato 2: 09.03.2017 – Comunicato unitario incontro con Capo SMM

Allegato 3: 30.11.2017-Comunicato unitario riunione SMM vigilanza TA, riordino Arsenali e relaz. sind.

Notiziario n. 36 del 27 marzo 2017 –

L’on. Donatella Duranti, parlamentare tarantina, che insieme all’on. Galli ha proposto l’interrogazione alla Ministra

Appare davvero di grande interesse, per tutta una serie di ragioni, la risposta che la Ministra Pinotti ha dato il 23 u.s. agli onn. D. Duranti e C. Galli (MDP) che l’avevano interrogata per sapere se A.D. avesse intenzione di “indire concorsi e assunzioni di giovani maestranze e riaprire la scuola allievi operai” per dare risposte in merito alla preoccupante e crescente carenza di professionalità, in particolare tecniche e con particolare riferimento agli Stabilimenti (Arsenali MM e Poli EI), che sta mettendo a dura prova il futuro di quegli Enti, nei quali l’età media cresce (ora a 57 anni) e il turnover è inesistente.

Un problema gravissimo che, ove non si ponga rimedio in tempi rapidissimi, rischia di accelerare la fine di quegli Enti e di rendere obbligato il passaggio all’industria privata, peraltro previsto ex art. 280 del Libro Bianco, pur a fronte dei non pochi soldi già spesi (es. piani Brin MM) e delle risorse arrivate o in arrivo.

Ebbene, la risposta fornita all’interrogazione sembra davvero non cogliere appieno la gravità del problema.

A partire dalla affermazione che “la componente civile sta ricevendo alimentazione da due fonti”: la prima di queste fonti sarebbe quella fornita “da personale delle FF.AA. giudicato non idoneo al servizio militare”  e transitato nei ruoli civili ai sensi del Decreto I.M. 18.04.2002,  e la seconda quella derivante “da nuove assunzioni nel rispetto del vigente regime assunzionale”, oggi molto limitante (25% cessati).

In merito alla presunta alimentazione della componente civile da parte degli ex militari transitati, dobbiamo dire che essa è contraddetta dai dati di fatto, che gli interroganti avevano peraltro  già evidenziato con riferimento all’Arsenale di Taranto: 101 unità transitate, immesse il più spesso in ruoli tecnici senza essere sempre in possesso dei relativi contenuti professionali, in molti casi impiegati in modo parziale per motivi di salute, e in altri poi riconvertiti in diverso profilo, spesso amministrativo. Affermare che i colleghi ex militari transitati possano, in generale, dare risposte alla storica carenza di personale civile tecnico, ci appare, anche a fronte della loro stessa storia, una palese forzatura.

In merito invece alla c.d. seconda fonte di alimentazione, quella relativa alle nuove assunzioni, la risposta appare un pò sibillina, e sembra indurre in errore la stessa on. Duranti che, in replica, dice di prendere atto dello “sblocco di 82 assunzioni” di vincitori di concorso, pur ritenendole “assolutamente insufficienti”Va precisato che non c’è oggi alcuno sblocco per nuove assunzioni, se è questo che qualcuno potrebbe evincere dalla risposta della Ministra. Le 82 unità tecniche di cui si parla nella risposta, sono già state assunte da tempo nel Ministero Difesa: di esse, le prime 24 unità  sono stati i vincitori del concorso indetto nel 2007 per 30 posti di “assistente tecnico del settore motoristico e meccanico” per le esigenze dell’area industriale (si veda il Notiziario n. 84 del 5.08.2014); le restanti 58 unità sono invece i funzionari tecnici (5 ingegneri, 4 funzionari ex C2 e 49 collaboratori ex C1), tutti relativi a bandi del 2007 e con graduatorie pubblicate nel 2008 e 2009, di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 120 del 20.11.2014 e che poi sono stati assunti a dicembre (Notiziario n. 134 del 27.12.2014). Dunque, le 82 assunzioni sono tutte datate anno 2014.

Ebbene, queste assunzioni hanno indubbiamente avuto, a suo tempo, un effetto positivo in quanto hanno tamponato qualche falla, ma oggi, a distanza di oltre tre anni dall’ultima immissione e a fronte di oltre 1.900 lavoratori civili cessati dal servizio dal 2014, dei quali molti di profilo tecnico, il problema della carenza di professionalità tecniche si presenta in quegli Enti in forma ancor più grave e drammatica.

La nostra idea è sempre la stessa, e la riproponiamo oramai da anni: per risolvere il problema, occorrerebbe un piano straordinario di assunzioni, in particolare di profili tecnici,  per l’area industriale. Se la Ministra si fosse spesa fino in fondo in questi anni per mettere a punto, e poi rendere praticabile e sostenibile, questo piano, oggi non saremmo al punto in cui siamo…

E anche sulla “scuola allievi operai”, affermare oggi, a marzo 2017, che sono in corso approfondimenti, ci sembra francamente un po’ troppo.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La risposta della Ministra all’interrogazione Duranti e Galli

Allegato 2: Il testo dell’interrogazione parlamentare degli onn. Duranti e Galli

 

Notiziario n. 139 del 30 novembre 2016 –

Nave scuola Amerrigo Vespucci
La nave scuola della M.M. Amerigo Vespucci

Il nuovo Capo del 1° Reparto di SMM  CA  Giacinto Ottaviani e il nuovo Capo del 3° Ufficio Rosario La Pira hanno incontrato oggi per la prima volta le OO.SS. nazionali.

Il CA Ottaviani ha introdotto la riunione ponendo l’accento sui problemi più importanti, segnalando in particolare l’impegno della FA per lo sblocco delle assunzioni relative agli Arsenali della MM, rispetto ai quali si è comunque detto disponibile a fare un punto della situazione sul riordino. Infine, disponibilità anche in materia di relazioni sindacali.

Ha preso poi la parola la delegazione della FLP DIFESA che ha posto le seguenti questioni:

Il CA Ottaviani ha preso atto delle segnalazioni della nostra O.S., riservandosi di approfondirne i diversi aspetti. Ovviamente riprenderemo tutti questi temi in sede di incontro con il Capo di SMM.

(Giancarlo Pittelli)

Notiziario n. 131 del 9.12.2015 –

Il Capo di SMM, amm. G. De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. G. De Giorgi

Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis,  una volta autentico vanto dell’A.D. e oggi, a causa delle scelte miopi e suicide operate in passato, in grandissima sofferenza e con crescenti criticità in ragione soprattutto della limitatezza delle risorse e del turnover. Fu anche per questo motivo che, in sede di confronto con A.D. sugli schemi dei decreti attuativi (luglio 2013), le OO.SS. posero in particolare l’accento sul riordino degli Stabilimenti industriali, e non a caso la norma che ne derivò (art. 2259-sexies COM, come introdotta dal D.Lgs n. 8/2014), fortemente voluta dalle Parti sociali,  era sostanzialmente incentrata su due operazioni: “internalizzazioni” e “civilizzazione”.

Oggi, a distanza di oltre due anni da quel confronto, possiamo dire che il riordino degli Stabilimenti industriali del MD,  sicuramente i più in vista sotto il profilo della presenza civile, sta procedendo in una direzione opposta a quella prevista dal D. Lgs. n. 8: invece di “internalizzazioni” e “civilizzazione”, assistiamo sistematicamente a persistenti e crescenti “esternalizzazioni”  e a massicce iniezioni di personale militare collocato in posizioni apicali e al posto dei nostri funzionari.  Una situazione davvero inaccettabile, che gli Stati Maggiori hanno giorno dopo giorno costruito ad arte,  e alla quale hanno indirettamente contribuito anche CGIL-CISL-UIL che oggi chiedono a gran voce il “Regolamento” sulle funzioni del personale civile (art. 1 D.Lgs n. 7/2014), ma dopo un anno abbondante di colpevole disattenzione e anche di sorrisini ai tavoli ogni qual volta FLP DIFESA ne denunciava la non attuazione.  Un obiettivo, quello perseguito dagli SS.MM., che di certo guarda anche alla previsione dell’art. 280 del Libro Bianco , che afferma che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali del MD e, grazie a specifiche norme, il relativo personale”.  E il cerchio così si chiude!

In questo quadro a tinte fosche e con prospettive per noi civili assolutamente allarmanti, posto che la soluzione finale sembra essere proprio la fine degli Stabilimenti industriali per come sinora l’abbiamo conosciuti,  onestà intellettuale ci impone comunque di differenziare tra loro l’operato degli SS.MM.  Per quanto attiene il riordino degli Stabilimenti industriali dell’Esercito,  già avvenuto attraverso i DD.MM. 31.12.2014 registrati alla Corte dei Conti il 24.03.2015,  va detto che le non internalizzazioni e la militarizzazione delle posizioni di lavoro, in particolare nel settore delle lavorazioni,  ne hanno costituito certamente i connotati essenziali, come sta avvenendo oggi nel riordino degli Arsenali della Marina. E noi questo lo abbiamo detto con forza, basta leggere il nostro documento sul riordino dei Poli che abbiamo consegnato a SME e che riporta il nostro giudizio conclusivo (vds. il Notiziario n. 81 del 27.07.2015). Abbiamo però riconosciuto, all’interno dello stesso documento, che Stato Maggiore Esercito aveva aperto un confronto vero con il Sindacato,  sul piano nazionale prima e sul piano locale poi,  presentando le proprie proposte di organigrammi e incarichi nei singoli Poli e gli schemi di provvedimento. Dunque, almeno sul piano del metodo, va riconosciuto a SME trasparenza e coinvolgimento pieno delle Parti sociali.

Esattamente l’opposto di quanto sta avvenendo in ambito Marina, dove il tratto essenziale del riordino di Arsenali e Centri tecnici è costituito dalla poca trasparenza delle scelte di riorganizzazione e dalla esclusione di fatto del Sindacato, sul piano nazionale e ancor di più sul piano locale. Scelte tutte di SMM, nel merito peraltro poco condivise dalla stessa Dirigenza degli Stabilimenti, che si è trovata un riordino di fatto imposto, senza alcun legame con le situazioni e con le esigenze reali degli Stabilimenti.

Con queste premesse, e anche alla luce dei più recenti accadimenti,  abbiamo scritto l’allegata lettera all’amm.  G. De Giorgi, Capo di SMM,  nella quale denunciamo i fatti e chiediamo un incontro.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.12.2015 Lettera a CaSMM su riordino Arsenali e CC.TT. e probl. Augusta

Allegato 2: Nota 21.09.15 OO.SS.-RSU CIMA Aulla

Allegato 2: 09.09.2015 Lettera a SMM-1° Rep su sch. DM Arsenali MM

arsenali marina Militare


La Commissione Difesa del Senato approva una Risoluzione con la quale impegna il Governo ad intervenire sulle esigenze di rilancio dell’Area Industriale, a promuovere le assunzioni, anche straordinarie, di personale, e in particolare di professionalità tecniche, a rimodulare la legge 244/2012, ad intervenire sul rinnovo delle infrastrutture e impianti, a verificare lo stato degli immobili, a reinternalizzare le attività a medio contenuto tecnologico, a valutare una proroga del piano Brin di adeguamento e ammodernamento degli Stabilimenti della Marina. Il tutto in linea con quanto richiesto da FLP Difesa nell’audizione del 23 luglio 2019.

25 Giu 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 63 del 25 giugno 2020 – In questi giorni, sembrerebbe muoversi qualcosa a livello politico per alcune problematiche ultraventennali afferenti l’Area industriale della Difesa e che la FLP DIFESA rivendica soluzioni da tempo in tutte le sedi (vds. Notiziario FLP DIFESA n. 92 del 15 ottobre 2019. In data 23 giugno […]


Incontro con il Comandante Logistico sulle criticità degli Arsenali M.M. . Quasi tre ore di interessantissimo confronto, dal quale sono emersi gli intendimenti della F.A. per affrontare le sofferenze attuali (ottimizzazione risorse; reinternalizzazioni; permute; modifiche ordinamentali; valorizzazione delle specificità locali), nel quadro comunque di una riaffermazione del loro ruolo pubblico. Le novità per Augusta e le questioni aperte su Taranto, La Spezia e CSSN. Il 6 agosto l’incontro con il Capo di SMM

26 Lug 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 69 del 26 luglio 2019 – Incontro davvero interessante, durato quasi tre ore, quello di ieri 25 luglio a palazzo Marina con il Comandante Logistico di Marina Militare, Amm. E. Serra, incontro da noi richiesto con la lettera al Capo di SMM  dell’8 u.s. e dallo stesso poi autorizzato, con invito […]


La situazione critica degli Stabilimenti industriali. Il riordino del 2015 non ha portato maggiore efficientamento e recupero di produttività. Alla base di tutto, le gravi carenze di personale civile, in particolare con profilo tecnico, dovute al mancato turnover di questi anni e al mancato via libera a un adeguato piano straordinario di assunzioni (autorizzate solo 294 assunzioni nel triennio). Serve un punto di situazione e una riflessione sul che fare. Partiamo dai Poli, lettera di FLP DIFESA al Capo di SME

27 Mag 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 49 del 27 maggio 2019 – Nel quadro delle diverse criticità che vive attualmente A.D., le problematiche dell’area tecnico-industriale assumono, almeno per quanto riguarda la componente civile, un rilievo del tutto particolare. Parliamo di quell’area convenzionalmente considerata un’ area a sé, ma di fatto collocata all’interno dell’area Tecnico-Operativa, che ha subito […]


L’audizione del Capo di SMM, amm. V. Girardelli. Una fotografia precisa e puntuale della Forza Armata, con le importanti attività esercitate ma anche con le crescenti criticità dovute a un parco infrastrutturale vecchio e inadeguato, in primis gli Arsenali, e alle carenze di personale. Il “ruolo fondamentale” del personale civile, che rappresenta “un patrimonio da preservare e non disperdere”.

24 Set 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 105 del 24 settembre 2018 – Continuano, presso le Commissioni Difesa riunite congiuntamente, le audizioni dei Vertici della Difesa,  che si iscrivono nel contesto della “ricognizione” disposta dalle stesse Commissioni in avvio del loro mandato.  E così, dopo l’audizione della Ministra Trenta (Notiziario n. 86 del 9 u.s.), sono venute quelle del Capo […]


I contenuti e le risultanze dell’incontro del 31 maggio u.s. con SMM. Le problematiche di Stabilimenti e Centri Tecnici (risorse occorrenti, completamento piani Brin; mancato turnover; necessità assunzionali; etc.) al centro della discussione. FLP DIFESA chiede il riavvio del percorso a suo tempo convenuto e poi non completato: tavoli locali e poi tavolo conclusivo nazionale per un punto di situazione sui riordini ex D.Lgs 8/2014.

4 Giu 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 60 del 4 giugno 2018 – In data 31 maggio u.s., si è svolto presso lo Stato Maggiore Marina un incontro con la nostra O.S. da noi richiesta con specifica nota del 14 maggio u.s., allo scopo di riprendere il filo del dialogo su una serie di importanti problematiche che mettono in relazione […]


La nostra replica alla risposta del 1° Reparto di SMM, e la conferma del nostro interesse ad un incontro. Al primo posto, la situazione critica degli Arsenali e CC.TT. della Marina. Che fine hanno fatto i tavoli locali e quello nazionale di verifica sulla riorganizzazione realizzata con i DD.MM. del 2015? Occorre rilanciare la vertenza Arsenali.

14 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2018 – Il Capo del 1° Reparto di Stato Maggiore Marina ha risposto alla lettera di FLP DIFESA con la quale lamentavamo di essere stati indebitamente esclusi dall’incontro che l’amm. V. Girardelli ha convocato, su loro richiesta, con solo quattro delle sette sigle del M.D. (si veda il Notiziario […]


Che fine ha fatto il tavolo nazionale finalizzato a fare un punto di situazione sul riordino di Arsenali e Centri Tecnici della Marina? Richiesta di incontro di FLP DIFESA al Capo di SMM, con il quale vorremmo anche discutere dei criteri posti alla base della rideterminazione degli organici degli Enti e della riorganizzazione del servizio di vigilanza su Taranto

2 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 45 del 2 maggio 2018 – Il Capo di SMM,  amm. Valter Girardelli,  ha incontrato il 26 aprile 2018,  “a quarantanove giorni dallo richiesta” come afferma il loro stesso comunicato unitario, le OO.SS. CGIL, CISL, UIL e UNSA. Un incontro, va subito detto,  destinato esclusivamente, già in sede di convocazione con lettera del […]


La risposta della Ministra all’interrogazione parlamentare su transito militari nei ruoli civili e assunzioni negli Stabilimenti. Diciamo la nostra al riguardo. Il grave ed irrisolto problema delle carenze di professionalità civili, in particolare quelle tecniche, negli Enti industriali. Servirebbe un piano straordinario di assunzioni

28 Mar 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 36 del 27 marzo 2017 – Appare davvero di grande interesse, per tutta una serie di ragioni, la risposta che la Ministra Pinotti ha dato il 23 u.s. agli onn. D. Duranti e C. Galli (MDP) che l’avevano interrogata per sapere se A.D. avesse intenzione di “indire concorsi e assunzioni di giovani maestranze […]


Primo incontro con il nuovo Capo del 1° Reparto di S.M.M.. FLP DIFESA segnala le criticità relative all’impiego civile e chiede di fare un punto di situazione sul riordino degli Arsenali e dei CC.TT. A breve, l’incontro con il Capo di SMM

30 Nov 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 139 del 30 novembre 2016 – Il nuovo Capo del 1° Reparto di SMM  CA  Giacinto Ottaviani e il nuovo Capo del 3° Ufficio Rosario La Pira hanno incontrato oggi per la prima volta le OO.SS. nazionali. Il CA Ottaviani ha introdotto la riunione ponendo l’accento sui problemi più importanti, segnalando in particolare […]


Il riordino praticamente al buio degli Arsenali e dei Centri tecnici della Marina. Lettera di FLP DIFESA al Capo di SMM amm. De Giorgi e richiesta di incontro

9 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 131 del 9.12.2015 – Tra i provvedimenti di riordino in chiave riduttiva discendenti dai Decreti Legislativi nn. 7 e 8 del 28 gennaio 2014, attuativi della L. 244/2012, una posizione di primissimo rilievo è certamente occupata dalle riorganizzazione degli Stabilimenti industriali del MD, Poli Esercito e Arsenali MM in primis,  una volta autentico […]


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