La sala museale del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza
Giovedì 3 ottobre u.s., sono state poste presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati delle “interrogazioni a risposta immediata”, in merito alle quali è stato chiamato a rispondere il nuovo Sottosegretario di Stato (SSS) alla Difesa, on. Giulio CALVISI.
Di particolare interesse, è risultata essere l’interrogazione n. 5-02779 presentata dall’on. Salvatore DEIDDA (FdI), in cui manifesta la propria preoccupazione riguardo a insistenti “voci” circa la possibile dismissione del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza e alla conseguente perdita di “importanti professionalità civili della Difesa”. Altrettanto interessante appare la risposta scritta fornita dall’on. Calvisi (si veda il “resoconto” che pubblichiamo sul nostro sito) in cui, oltre a sottolineare la necessità di “non disperdere le particolari professionalità tecniche”, di salvaguardare “…tramite un programma di assunzioni…lo specifico know how acquisito dalle maestranze….” riconosce le oggettive criticità legate all’alimentazione di personale civile in un Ente importante dell’Area Industriale della Difesa, che è quell’area che ricomprende gli Stabilimenti industriali (Poli Esercito,Arsenali MM e Centri Tecnici). E continua ricordando che la componente civile “…è stata soggetta al blocco delle assunzioni per gli effetti connessi ai vincoli di riduzione di spesa… e quelli fissati dalla Legge 244/2012”, blocco oggi fortunatamente rimosso e che porterà a breve al PMPN n. 18 nuovi assistenti tecnici.
Non c’è che dire, prendiamo atto con soddisfazione che la situazione molto critica dell’area industriale della Difesa si stia finalmente imponendo come questione politicamente rilevante (si veda il Notiziario n. 82 del 17.09.2019), e che le cause di tale situazione siano riconosciute essere, anche dai Vertici delle FF.AA interessate, le stesse denunciate con forza da FLP DIFESA, in ultimo nel corso di un’udizione in Commissione Difesa del Senato non più tardi di due mesi fa, e proprio sulle problematiche degli Enti industriali delle Difesa. In quella sede, però, non solo evidenziammo quelle che a nostro avviso erano le cause della pericolosa situazione in cui si trova tutta l’Area industriale della Difesa – e oggi possiamo dire di aver visto giusto – ma presentammo anche un documento contenente le nostre proposte per affrontare tali criticità (vedasi Notiziario n. 67 del 23 luglio 2019).
Ora auspichiamo che dopo la presa di coscienza dei problemi – e delle relative cause – da parte del mondo politico e dei Vertici della Difesa, si passi finalmente ad un concreto impegno politico affinché si trovino le risorse e si mettano in campo tutte le misure necessarie per dare soluzione alle problematiche dell’Area industriale della Difesa. Da parte nostra, non mancheremo di continuare a tenere viva l’attenzione sul tema, come stiamo facendo con il presente Notiziario, fornendo il nostro contributo positivo di idee e di proposte e continuando ad essere punto di riferimento per tutti coloro che ritengono il personale civile della Difesa e la sua professionalità un patrimonio di tutto il Paese.
Sempre sui temi dell’area industriale, segnaliamo che il nuovo Capo di SMM, amm. G. Cavo Dragone, è stato in visita il 3 u.s. nell’Arsenale di Taranto, incontrando anche le Rappresentanze locali. Nella circostanza, la nostra O.S. ha predisposto e consegnato al Capo della F.A. un documento molto approfondito e lanciato un’appello, che hanno suscitato davvero molto interesse tra i media come dimostra l’ampia copertura registrata (si vedano sul sito i diversi articoli comparsi sulla stampa locale).
Il Capo di SMM sarà in Arsenale a La Spezia domani 8 ottobre, e anche qui incontrerà le RSU e le OO.SS. .
Con l’occasione diamo anche conto di una seconda “interrogazione a risposta immediata” di cui allo stesso “resoconto” pubblicato sul ns. sito, che reca la risposta fornita dal SSS Calvisi, il quale ha segnalato la necessità per il personale militare di una “serie graduale di opportunità di progressione di carriera…”. Ci piacerebbe che il Vertice politico usasse le stesse parole e la stessa considerazione anche quando si parla di Personale civile (la vicenda Progressioni fra le Aree insegna molto al riguardo).
La Ministra Trenta parla fuori dell’Arsenale di Augusta
Nei giorni scorsi, i nostri Vertici politici si sono recati in visita presso due Arsenali della Marina Militare e, nella circostanza, le OO.SS. hanno portato alla loro attenzione le problematiche in essere nell’area industriale.
Ha iniziato per primo il Sottosegretario alla Difesa on. Angelo Toffalo che il 14 e il 15 uu.ss. è stato a Taranto dove, il primo giorno, ha incontrato le OO.SS. territoriali e le RSU di MARINARSEN.
In quella circostanza, come riferito nel comunicato diffuso in pari data dal nostro Coordinamento territoriale, le Rappresentanze sindacali hanno giudicato totalmente insufficienti le n. 294 assunzioni previste nel triennio 2019-2021 dall’ultima legge di bilancio a fronte dello stato di emergenza attuale, evidenziando che solo nell’Arsenale di Taranto per l’anno corrente sono previsti circa 270 pensionamenti e che entro due anni saranno circa 600. E’ stato rappresentato che le professionalità tecniche di 2^ area (motoristi, gruisti, operatori subacquei, ecc..) richieste per gli Arsenali sono difficili da trovare sul mercato o da formare in breve tempo e che, se nulla cambierà, non si avrà il tempo neanche per trasferire il sapere e le competenze tecniche dei prossimi pensionandi ai nuovi assunti. Nella circostanza, la nostra O.S. ha inoltre consegnato la delibera 22/2014/G Corte dei Conti (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina), che segnala l’urgenza delle assunzioni e della formazione.
Le Rappresentanze hanno anche denunciato l’assenza di percorsi di studio specifici nel campo della navalmeccanica e degli apparati della Difesa applicati al naviglio militare. Dalle stesse Rappresentanze, è arrivato anche il giudizio di inefficacia rispetto alla scelta di A.D. di risolvere le carenze organiche tecniche degli Arsenali con il personale ex militare transitato all’impiego civile, e questo non certo per responsabilità degli stessi transitati. Grido di allarme infine da parte delle Rappresentanze per i ripetuti tagli finanziari all’esercizio, che riduce ancora di più una coperta già cortissima, provocando forti ricadute negative sul funzionamento degli Enti, a partire dai servizi di pulizia, mensa e manovalanza a quelle di manutenzione (sulle UU.NN.; sulle strutture; etc.) e di approvvigionamento di carburante. Al Sottosegretario, infine, le Rappresentanze hanno consegnato il documento datato 10.12.2018 che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, con le motivazioni della vertenza.
In data 17 gennaio u.s., è stata invece la Ministra Trenta a visitare l’Arsenale di Augusta, in occasione del viaggio in Sicilia a seguito della morte in servizio sulla nave Bergamini del nostromo G. Verde.
La Ministra ha incontrato il personale e le Rappresentanze sindacali di MARINARSEN, che hanno consegnato il documento unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, nel quale esprimono forte preoccupazione “per il lento declino degli Arsenali MM che tra qualche anno,col pensionamento delle maestranze storiche senza sostituzione, rischiano inesorabilmente di chiudere i cancelli. Non sarebbe un gran risultato”. Mettendo poi l’accento sul seguente paradosso: “da un lato lo Stato che ha investito risorse per rimettere in piedi gli Arsenali M.M. e dall’altro il Ministero Difesa, che dello Stato è espressione, che non riesce ad adottare un piano straordinario di assunzioni per garantire il funzionamento di officine e reparti degli arsenali il cui personale negli anni si è drasticamente ridotto”. E anche qui la critica sull’impiego degli ex militari transitati nei settori tecnici, operazione questa che “crea delle problematiche gestionali e organizzative interne, con ricadute negative sull’efficienza degli interventi a bordo delle unità navali e del ciclo di lavorazione”.
Dunque ad Augusta come a Taranto, traspare chiaramente la delusione delle Parti sociali per le sole 294 assunzioni straordinarie per l’intera area industriale e per i prossimi tre anni, che appaiono del tutto insufficienti, e la richiesta“di dar corso a un piano straordinario e immediato di assunzioni, a breve termine, per scongiurare la paralisi degli Enti a carattere industriale, attuare un piano per la formazione del personale civile in quanto risulta un’attività indispensabile nell’ottica delle manutenzioni dello strumento militare”. Sarà così?
Ci chiediamo: a quando la visita dei Vertici politici anche all’Arsenale di Spezia e agli altri Stabilimenti industriali, in primis ai Poli dell’Esercito, per toccare con mano la situazione davvero preoccupante anche di quegli Enti?
C’è ancora amianto in alcuni luoghi di lavoro del Ministero della Difesa, e dunque esiste tuttora una condizione di rischio di esposizione a questa sostanza nociva, dichiarata fuori legge sin dal lontano 1992?
La domanda appare plausibile a seguito delle risultanze della visita avvenuta venerdì 20 u.s. nell’Arsenale della Marina Militare di Taranto da parte di una delegazione della Commissione d’inchiesta parlamentare sugli effetti dell’uranio impoverito, guidata nella circostanza dalla Vice Presidente, l’on. Donatella Duranti (SEL). Vediamo perché.
Con delibera datata 30.06.2015 a firma della Presidente della Camera Laura Boldrini, pubblicata nella G.U. n. 160 del 17 luglio s.a. e che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1, è stata istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni. Dunque, la Commissione, che procede con gli stessi poteri dell’autorità’ giudiziaria, ha il compito d’indagare sui sette argomenti indicati dall’art. 1 della delibera; concluderà i propri lavori entro ventiquattro mesi dalla sua costituzione e riferirà i risultati del proprio lavoro attraverso una specifica relazione che conterrà osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della normativa nazionale e dei trattati internazionali vigenti in materia, anche con riferimento all’individuazione di misure di prevenzione e di assistenza adottabili, nonche’ sull’adeguatezza dei vigenti istituti di indennizzo, di natura previdenziale e di sostegno al reddito. Prevista anche una relazione intermedia a metà mandato.
Ebbene, come ha precisato la stessa on. Duranti, la predetta Commissione d’inchiesta “si occupa prevalentemente dell’uranio impoverito, del suo utilizzo e delle ricadute sulla salute, però, per delibera istitutiva, anche del rischio connesso all’utilizzo dell’amianto”. E, proprio a tale scopo, la Commissione ha disposto una serie di visite in loco, partendo dagli Arsenali MM (Taranto, seguiranno Augusta e poi La Spezia) e successivamente anche in altri Enti dell’A.M. (perché, ci chiediamo, non anche in altri Enti, in primis Poli Esercito e AID?). La scelta di partire proprio dagli Arsenali è legata al fatto che in quegli Enti si fa la manutenzione delle navi della nostra flotta militare, alcune delle quali (non poche) ancora da bonificare. Comprensibile appare anche la scelta di partire proprio da Taranto dove, come ha detto la stessa on. Duranti, “a inizio degli anni 60, c’è stato un grande uso di amianto in reparti, officine e a bordo navi (la memoria va al tristemente famoso “Magazzino 53”, una sorta di deposito di amianto all’interno dello Stabilimento). Negli anni, la MM ha accumulato ritardi e fatto omissioni. Oggi siamo di fronte a una situazione drammatica per i lavoratori già ammalati: dobbiamo comprendere le responsabilità pregresse e capire se ci sono rischi ancora importanti”.
La Commissione ha richiesto pertanto a M.M. dati e documenti, in particolare rispetto a due aspetti fondamentali: da un lato, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori, non solo quelli ex esposti all’amianto certificati dall’ INAIL (circa 350), ma di tutti i lavoratori impiegati nello Stabilimento; dall’altro, le bonifiche, quelle operate e quelle non.
Nel corso della visita, la delegazione parlamentare ha incontrato anche le Rappresentanze sindacali, che hanno consegnato il documento unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, che rappresenta da una parte un atto di denuncia forte sull’operato di AD e dall’altra segnala l’urgenza di intervenire, accompagnato da una “relazione tecnica” a cura degli RLS che pubblichiamo anch’essa su questa pagina in allegato 3.
Vedremo le risultanze di queste denunce e gli approdi che essi produrranno nel lavoro della Commissione, che seguiremo molto da vicino.
In allegato 4, la rassegna stampa locale sulla visita della Commissione
Un’ultima notizia: il MD è stato condannato dalla Corte d’Appello di Roma per “condotta omissiva” per non aver protetto il militare S. Vacca morto a 23 anni per leucemia a seguito di esposizione all’uranio impoverito (si legga l’articolo de IL FATTO QUOTIDIANO del 20 u.s. che pubblichiamo su questa pagina in allegato 5)
A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data), si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con la presenza al tavolo anche di esponenti di COM LOG MM, che è servita fare il “punto di situazione” sul riordino di strutture tra le più importanti del MD, gli Arsenali e i Centri Tecnici (CT) MM.
Come si ricorderà, la riunione era stata richiesta dalla nostra O.S. con lettera al Capo di SMM del 9 dicembre u.s. (vds Notiziario n.131 di pari data) nella quale, sulla base delle informazioni e sollecitazioni pervenute dalle Sedi interessate (Spezia, Augusta, Aulla, Pisa e, ultima, Taranto con la nota unitaria che denunciava “il mancato coinvolgimento delle OO.SS./RSU sulla discussione dell’organigramma”), avevamo chiesto un incontro nazionale “finalizzato a fare il punto di situazione sulle scelte, sui percorsi e sulla tempistica dei riordini all’oggetto”. L’incontro c’è stato oggi, e a nostro avviso è stato anche produttivo.
Su nostra richiesta, l’amm. Ricca ci ha innanzitutto informati sullo stato dell’arte: gli schemi di DM con l’organigramma degli Enti sino a livello di Reparto sono in firma dalla Ministra, dopodichè dovranno essere registrati in Corte dei Conti; per quanto attiene la configurazione degli elementi di organizzazione, anche a valle dei Reparti, ridefinita da COM LOG e comunicata alle OO.SS. nazionali da SMM con i fogli che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul questa pagina (allegati 1, 2 e 3), è stata oggetto di informazione agli Enti interessati per la successiva partecipazione e relativo confronto con le OO.SS./RSU. Ed è su questo fronte che si sono evidenziate le criticità sia nel merito (lamentata una marcata “militarizzazione”, soprattutto nel “settore lavorazioni”, e collocazioni non adeguate, in particolare sul versante della 3^area) sia soprattutto nel metodo (confronti ridotti al lumicino, in alcuni casi addirittura assenti). A tal proposito, l’amm. Ricca ha preso atto delle criticità di cui sopra e, tenuto anche conto che la struttura a valle dei Reparti verrà formalmente definita con provvedimento del Capo di SMM solo dopo l’entrata in vigore dei DM di riordino e dunque di tempo ce n’è, ha espresso piena disponibilità in merito alla nostra richiesta di ripresa dei confronti locali su tutti gli Enti interessati, il che ci sembra un approdo molto positivo e significativo del tavolo nazionale di oggi. Come da noi sollecitato, COM LOG ne darà formale comunicazione agli Enti interessati, precisando che, fatti salvi la struttura sino a livello Reparto e i numeri già fissati nell’emanando DM, saranno possibili integrazioni e modifiche negli elementi a valle laddove proposti in sede locale. A conclusione di questi confronti, e comunque dopo l’entrata in vigore del DM di riordino degli Arsennali e CC.TT. , la struttura a valle dei Reparti verrà recepita in apposito provvedimento a firma del Capo di SMM. Ma, come già precisato in occasione dei riordini dei Poli dell’Esercito, la parte a valle dei Reparti potrà comunque essere in qualsiasi momento modificata, con analogo provvedimento del Capo della F.A. Anche per questo, abbiamo fatto presente la necessità di una rivisitazione degli organigrammi in conseguenza del varo del “Regolamento” su funzioni e compiti dei lavoratori civili, e di cui al precedente Notiziario di ieri.
Abbiamo inoltre chiesto a SMM che vengano avviati tavoli locali di confronto per l’individuazione delle priorità legate al riefficientamento infrastrutturale e tecnologico, di cui al Piano Brin. Questo in considerazione delle risorse già deliberate per Taranto (37 mln) e di quelle promesse dalla Ministra Pinotti per la Spezia (30 mln, vds. agenzia in allegato 4 su questa pagina) e annunciate dal SSS Rossi nella visita alla Spezia del 18 u.s. (vds comunicato stampa e documento FLP Spezia in allegato 5 su questa stessa pagina). Ma mentre per Taranto le risorse sono certe perché deliberate dal CIPE, per La Spezia qualche interrogativo è d’obbligo, atteso che la stessa Ministra a Taranto a luglio scorso aveva detto che c’erano pochissime risorse. E poi, per Augusta, perchè nulla?
Infine, abbiamo segnalato le problematiche innescate in ambito MM dal “Disciplinare sull’utilizzo dei servizi di p.e. e Internet” che pubblichiamo su questa pagina in allegato 6, e che stiamo attentamente esaminando.
Il tavolo istituzionale su Taranto con i SS.SS.SS. De Vincenti e Rossi 19.10.2015
E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno solo 1 milione di euro…. E, invece, arriveranno a Taranto tutti i 37 milioni ancora mancanti: lo ha deciso il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che, nella riunione preparatoria del 10 u.s., ha deliberato di rendere disponibili le predette risorse per le necessità produttive dell’Arsenale ionico.
Quanto sopra all’interno del “contratto istituzionale di sviluppo per Taranto”, del valore complessivo di 800 mln di € in fase attuale di sottoscrizione, che inizialmente non prevedeva risorse per l’Arsenale. E’ stata la straordinaria battaglia unitaria delle OO.SS. locali e delle RSU dello Stabilimento a traguardare questo importantissimo risultato, prima “imponendo” all’attenzione del Tavolo istituzionale le criticità dell’Arsenale, e poi ottenendo, in seno allo stesso, che una parte degli 800 mln. per Taranto fossero destinati all’ulteriore finanziamento del piano Brin e al rilancio produttivo. Una straordinaria battaglia unitaria condotta da OO.SS/RSU, che ha visto la mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle Istituzioni locali, a partire dal Comune e dai parlamentari locali (si legga in allegato 3 la nota unitaria). E i risultati continuano ad arrivare: un emendamento al DDL stabilità (comma 261 ter) dell’on. Duranti, già approvato alla Camera, porterà a Taranto 1,5 mlm di € per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizie e manovalanza.
Unità sindacale, costruzione di un fronte largo e coinvolgimento delle Istituzioni: sono le pietre sulle quali è stato costruito questo straordinario successo. Un esempio davvero, che speriamo non rimanga isolato.
A la Spezia ed Augusta, le sedi degli altri due Arsenali, non si registrano accadimenti altrettanto positivi. Non c’è notizia di risorse in arrivo per i due Arsenali, uno dei quali (La Spezia) è situato in terra di Liguria, così cara (anche elettoralmente) alla nostra Ministra Pinotti. Si sperava nella legge di stabilità, ma la speranza sembra essere proprio andata vana, e d’altronde i soldi a Taranto sono arrivati via CIPE e non via Ministero Difesa: abbiamo già ricordato le parole della Ministra Pinotti a Taranto a luglio scorso….
A La Spezia, prosegue la discussione sul ruolo e sul futuro dello Stabilimento locale nel contesto della più generale riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, che per la città spezzina, in senso allargato, significa anche il CSSN di San Bartolomeo ed il CIMA di Aulla. In aggiunta, cosa altrettanto importante, è in corso il dibattito relativo alla possibile scelta di Spezia e del suo Arsenale come sede per la demolizione delle unita navali della MM una volta dismesse, che intreccia tra di loro le problematiche produttive dello Stabilimento e quelle ambientali, giustamente attenzionate dai cittadini. Una scelta su cui la FLP DIFESA spezzina ha espresso la propria forte contrarietà, esternandola peraltro in una assemblea del personale, anche in ragione dell’idea a suo tempo prospettate proprio dal Capo di SMM di fare di Spezia e della sua base navale un centro di ricerca, sviluppo e formazione. E in città è oggi in corso una raccolta di firme su una petizione diretta al Sindacao Federici che chiede lo stop del “progetto demolizioni”.
Ad Augusta, invece, l’attenzione è stata attratta dalla notizia che “il bacino GO59, l’unico funzionante, verrà trasferito a MARISTANAV Brindisi”, con le immaginabili negative ricadute in loco.
Il tutto, mentre il riordino dei tre Arsenali e dei Centri Tecnici di MM procede al buio, in assenza di informazioni e di confronto vero con le Parti sociali, come abbiamo avuto modo di denunciare nel nostro Notiziario n. 131 del 9 dic. u.s., che recava in allegato la lettera inviata da FLP DIFESA al Capo di SMM che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Una denuncia forte, la nostra, che ha già avuto qualche seguito, tra cui la nota unitaria di OO.SS./RSU Arsenale di Taranto che conferma la nostra denuncia (vds. allegato 2 su questa stessa pagina).
Urge un incontro nazionale, lo ripetiamo, per parlare del riordino Arsenali e di quanto annesso e connesso: piani industriali; assunzioni; risorse; etc..
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia
Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, risultano nei decreti definiti solo sino al primo livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.
Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.. Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali. Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).
In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione, l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C: 8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto). Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.
C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM. A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche, e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne gli sviluppi e/o le risultanze (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.
Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.
L’incontro in sala consiliare a Taranto tra A.C. e OO.SS.-RSU
Nel contesto delle previsioni contenute nel “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa” che ha visto la luce il 30.04. 2015, quella relativa alle possibilità di esternalizzazioni di servizi e lavorazioni degli Enti della c.d. “area industriale” del M.D. (Arsenali MM; Poli Esercito; etc.) rappresenta di certo la previsione che ha più messo in allarme le Rappresentanze sindacali, e in primis le OO.SS. nazionali. La preoccupazione per il futuro degli Stabilimenti industriali è emersa in modo particolare negli Arsenali della Marina Militare (Taranto; La Spezia ed Augusta-SR), in quanto l’uscita del Libro Bianco è avvenuta quasi contestualmente all’avvio della fase più importante del confronto tra Marina Militare e Parti sociali sul riordino delle strutture arsenalizie, secondo le linee tracciate dall’art. 2259-sexies del D. Lgs n. 8/2014, attuativo della legge 244/2012 per il riordino in chiave riduttiva della FF.AA.. E proprio qui è emersa la contraddizione più grande, quella tra la previsione contenuta nel D.Lgs. n. 8 (internalizzazione di servizi e lavorazioni) e quella di segno opposto presente nel Libro Bianco(art. 280: “assorbimento da parte dell’industria di strutture tecnico-industriali della Difesa e del relativo personale”), una contraddizione enorme che le rassicurazioni del Sottosegretario Rossi nella riunione del 1 luglio con le OO.SS. nazionali non hanno certo cancellato.
La venuta a Taranto della Ministra Pinotti del 27 luglio scorso (peraltro accompagnata nella circostanza proprio dal Sottosegretario on. Rossi) per l’appuntamento istituzionale presso la Prefettura di Taranto che ha avuto al centro le disponibilità e le iniziative del M.D. per la città jonica, poteva e doveva servire anche per rasserenare i lavoratori e le loro Rappresentanze sul futuro dell’Arsenale, e anche per questo era molto atteso l’incontro in agenda tra la Ministra Pinotti e le OO.SS. territoriali e le RSU arsenalizie.
Sappiamo tutti come poi è andata a finire (si veda il Notiziario n. 82 del 28.07.2015): la Ministra è arrivata molto in ritardo, ha pronunciato poche parole di circostanza, ha salutato tutti i presenti e se ne è andata di corsa: dunque, si è molto renzianamente sottratta ad un confronto con le Parti sociali, circostanza questa denunciata dalle stesse OO.SS/RSU in una nota unitaria e nella conferenza stampa del 30 luglio davanti ai cancelli dell’Arsenale.
Un atteggiamento completamente diverso è venuto invece dalle Istituzioni locali: nel giro di poche settimane, prima una lettera del Sindaco di Taranto che esprimeva la sua “più convinta adesione” al documento unitario di OO.SS./RSU del 22 giugno u.s. (entrambi sono pubblicati su questa stessa pagina, in allegato 2 e 3); poi, più recentemente in data 10 u.s., vi è stato un incontro preliminare tra Amministrazione Comunale e Parti sociali (OO.SS. della Difesa e quelle di altre categorie interessate) finalizzato ad approfondire tutti gli argomenti facenti parte della “vertenza arsenale”, e questo anche in previsione di una specifica riunione del Consiglio Comunale che l’Amministrazione della città jonica intende fissare a breve in agosto, anche prima del ritorno a Taranto dell’on. Rossi per l’incontro con OO.SS./RSU previsto per il 10 settembre.
Sui contenuti dell’intervento di FLP DIFESA di Taranto, aggiuntivi a quelli unitariamente condivisi con le altre OO.SS., e sulle risultanze conclusive della riunione del 10 u.s. tra Amministrazione Comunale e Parti sociali, il nostro Coordinamento Territoriale ha redatto una nota che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
A tal proposito, come Sindacato nazionale proponiamo ai lavoratori un paio di brevissime considerazioni:
in primo luogo, valutiamo in modo molto positivo la gestione unitaria della “vertenza”, con tutte le OO.SS. interessate e le RSU dell’Arsenale schierate a sostegno di una precisa piattaforma unitaria;
inoltre, cogliamo la capacità delle stesse Parti sociali di farsi sentire dalle Istituzioni locali, creando con esse momenti sinergici di iniziativa comune al fine di richiamare l’A.D. alle proprie responsabilità.
L’azione unitaria locale sta proseguendo anche in questi giorni: è in via di definizione un documento sindacale riepilogativo delle problematiche in essere, che verrà allegato alla lettera che tempestivamente il Sindaco invierà ai Ministri competenti ed alle Autorità politiche, a sostegno delle proposte convenute.
L’incontro a Taranto della Ministra con le OO.SS.-RSU di appena cinque minuti.
La Ministra Roberta Pinotti e il Sottosegretario Delegato on. Domenico Rossi sono stati nella giornata di ieri a Taranto. L’appuntamento aveva una connotazione istituzionale di partenza, ma nel programma della Ministra ci sarebbe dovuto anche essere un incontro con le OO.SS/RSU dell’Arsenale di Taranto, che alla fine non c’è stato o, meglio, non c’è stato nei termini preannunciati ed attesi.
La Ministra (noi continuiamo a chiamarla al femminile secondo antica consuetudine, Lei invece preferisce il maschile) ha incontrato nella sede della Prefettura di Taranto il Prefetto, il Presidente della Provincia, della Regione, il Sindaco di Taranto, il Commissario Straordinario dell’Autorità portuale e i Vertici di Camera di Commercio e di Confindustria. Al centro dell’incontro, la disponibilità e le iniziative del MD per il rilancio della Città (è stata annunciata la cessione da MM al Demanio e all’Autorità portuale della banchina della stazione torpediniere su Mar Piccolo per riconvertirla a fini turistici), città che – come noto – vive da anni enormi criticità (pensiamo solo alla vicenda ILVA) e nella quale la presenza della Difesa è storicamente centrale. In questa sede, la Ministra la ribadito la strategicità degli Arsenali in generale, e di quello di Taranto in particolare, ha negato qualsiasi ipotesi di privatizzazione e/o di riduzione degli attuali assetti (gira voce che il Capo di SMD ne abbia ipotizzato la riduzione da tre a uno) e ha anche escluso il blocco delle risorse per il completamento dei “piani Brin” (anche qui gira voce che il Capo di SMD avrebbe questa intenzione). Dopo aver affermato che 70 mln. sono già stati spesi, e a fronte dei 36 ancora da spendere per completare i lavori, la sen. Pinotti ha promesso l’arrivo a Taranto per quest’anno di un altro milione e di ulteriori 6 nel 2016: poca cosa, comunque, possiamo dirlo? In materia di personale, la Ministra ha poi ricordato le recenti assunzioni in deroga, che erano a suo avviso il massimo oggi ottenibile (mah..). Infine, sulle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco, ne ha di fatto confermato la possibilità, aggiungendo però che non è il caso di “agitare paure che non esistono”. Gli agitatori sarebbero ovviamente le OO.SS. …..
Dunque, affermazioni e precisazioni magari anche importanti, che sarebbe stato proprio il caso di ribadire de visu alle Rappresentanze sindacali convocate dalla Prefettura per un incontro con la Ministra (si veda la lettera di convocazione pubblicata su questa stessa pagina, allegato 2), accettando magari anche un confronto con le stesse per chiarire ogni dubbio. Ma la Ministra ha scelto diversamente: all’incontro con le OO.SS./RSU ha inviato il Sottosegretario Rossi, notoriamente esperto di Arsenali della Marina essendo un Generale dell’Esercito in pensione, che ovviamente è apparso in difficolta e ad un certo punto ha dovuto sorbirsi le ovvie rimostranze delle Rappresentanze sindacali, che giustamente erano state convocate per un incontro con la Ministra e con Lei volevano discutere. Cosa che la Ministra molto renzianamente ha accuratamente evitato, preferendo discutere con Confindustria, e poi arrivando finalmente in Arsenale con grandissimo ritardo e solo per un brevissimo intervento di saluto di cinque minuti. Ogni commento appare superfluo.
Ovviamente, quanto accaduto a Taranto costituisce l’ultima dimostrazione dell’attenzione della Ministra nei confronti dei civili e delle questioni di loro primo interesse (e gli Arsenali lo sono). Le RSU/OO.SS. Taranto hanno predisposto una dura nota unitaria che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, ed è anche annunciata una conferenza stampa per giovedì di fronte la Porta Principale dell’Arsenale.
Avremo modo di ritornare sul fatto: ma è nostra convinzione che questi comportamenti della Ministra non siano affatto casuali ma voluti, avendo Ella ben chiari i segnali che si vogliono lanciare e i loro destinatari.
In allegato 3, pubblichiamo infine la nota della parlamentare tarantina, on. Donatella Duranti in merito alla visita a Taranto della Ministra e delle dichiarazione da Lei rese.
La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM.
Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle OO.SS. nazionali del primo progetto elaborato da SMM-1° Reparto, rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.; quindi, il fallimento del tentativo di trovare una sponda sui tavoli locali, atteso che dal primo tavolo locale, quello di Augusta, emerse una durissima posizione unitaria di RSU e OO.SS. terr., che indusse la F.A. a rivedere il progetto. In ultimo, l’incontro del 30 aprile u.s. con il nuovo Comandante Logistico della MM e l’annunciata rivisitazione da parte di MARICOMLOG dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, e che si è poi tradotto nella ridefinizione del progetto di riorganizzazione dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e le relative posizioni, che, inviate a fine maggio alle tre Direzioni, hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.
Delle prime risultanze di detti confronti locali, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 73 del 6 u.s.: a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali (si veda:Taranto, nota unitaria 22 giu.; La Spezia, nota RSU 7 lug; Augusta, vnota RSU 14 lug, tutte pubblicate su questa stessa pagina), sono emersi dal fronte sindacale giudizi critici sugli assetti prospettati, forti preoccupazioni sull’assenza di piani industriali, di investimenti e di turnover, e molti interrogativi sul futuro degli stessi Enti anche alla luce delle previsioni di esternalizzazioni di lavorazioni e personale del Libro Bianco. Posizioni che ben comprendiamo, atteso che hanno costituito l’asse portante delle rivendicazioni di questi mesi della nostra O.S., come è desumibile dalla lettura dei diversi nostri Notiziari sul tema Arsenali, e che peraltro, nella riunione odierna, abbiamo riproposto pari pari allo SMM.
Noi pensiamo che passi in avanti – anche significativi – rispetto al primo progetto di riordino di SMM siano stati fatti di sicuro, di questo diamo atto alla FA, ma permangono purtroppo ancora punti critici. In primis, vi è la necessità di comprendere bene, oltre alla mission generale, anche le mission specifiche di ciascun Arsenale, che giustificano quella fisionomia e quell’organigramma, in una parola il c.d. “piano industriale” che andrà a sostenere il progetto di riordino, che è bene esplicitare anche perché non potrà non trovare posto nei decreti ministeriali di struttura; in secondo luogo, vi è l’esigenza di implementare il numero e le posizioni apicali civili all’interno di alcuni settori, in primo luogo il Reparto manutenzioni navali e il Reparto commerciale/lavorazioni esterne, troppo militarizzate, che a nostro avviso assumeranno una posizione strategica nei futuri gli Arsenali; in terzo luogo, vi è la necessità di proseguire il confronto sui tavoli locali, magari con una maggiore disponibilità da parte dei Dirigenti, alcuni dei quali hanno dato l’impressione di non dare il giusto rilievo alle richieste di OO.SS./RSU.; infine, vi è necessità di avere risposte, in primis politiche, su una serie di questioni (turnover; risorse disponibili; formazione; internalizzazioni; piani Brin; etc.), che appaiono decisive per il buon esito della riordino.
SMM ha preso atto delle nostre argomentazioni, ed ha confermato il proprio intendimento di procedere in avanti nel percorso di riordino, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del Sindacato. Questa la road map: SMM rivedrà il progetto di riordino di COMLOG anche alla luce di quanto emerso sinora sui tavoli locali, e ce lo invierà per un’ ultimo esame; contestualmente, A.D. procederà alla messa a punto degli schemi dei DD.MM. (struttura sino a livello di Reparto), che abbiamo chiesto vengano inviati alle OO.SS.; a chiudere, gli o.d.g. del CSMM, con l’assetto a valle dei Reparti, che auspichiamo condiviso.
Un’ incontro, quello di oggi, certo utile, in attesa delle indifferibili e urgenti risposte politiche.
In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione che si è venuta a creare, hanno addirittura invitato i colleghi a provvedervi eccezionalmente in prima persona.
Una situazione incredibile, originata dai tagli operati dalla F.A. nei finanziamenti alle imprese di pulizia. Diamo uno sguardo, seppur veloce, a quanto sta accadendo nelle tre basi più importanti della Marina Militare.
A Taranto, è in atto lo stato di agitazione del personale delle imprese di pulizie che si sono visti ridurre gli stanziamenti da parte della M.M. dai 4,2 mln. di euro del 2012 a sotto 1 mln., il che ha comportato il taglio delle prestazioni che dal 1 maggio p.v. arriverà a meno il 34%. Una situazione gravissima, che è già sfociata in una rumorosa manifestazione dei lavoratori di fronte alla sede del CDO MARINA SUD, ed è stata anche oggetto di interrogazione parlamentare con risposta del Governo, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2. A La Spezia, lavoratrici in vertenza a causa della contrazione pari al 50% delle ore di lavoro delle cinquanta operatrici della ditta di pulizie che opera in Arsenale, dovuta ai tagli operati dalla Marina dopo l’aggiudicazione. Della vicenda si sta occupando anche l’Amministrazione Comunale spezzina, che il 10 aprile u.s. ha convocato una riunione cui ha partecipato anche un esponente della MM. Ad Augusta, infine, la situazione appare ancor più critica, i tagli si aggirerebbero intorno al 75%, e per questo la ditta P.T.S. srl che gestisce il servizio di pulizia e sanificazione negli Enti MM della Sicilia, ha comunicato alle OO.SS. che a fine aprile abbandonerà l’appalto e licenzierà i 96 lavoratori oggi impiegati. Anche qui i Sindacati del settore hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori e il Comando Marittimo Autonomo della Sicilia è stato messo in mora.
Dunque, come si può ben comprendere, una situazione gravissima, che mette anche in luce le responsabilità che ricadono su datori di lavoro, Organi di controllo nei singoli Enti, Uffici di Prevenzione e Protezione e sui Medici competenti. Una situazione peraltro figlia delle improvvide scelte di esternalizzazione dei servizi operate anni fa dall’A.D. e da MM, che avevano ipotizzato minori costi che invece, nei fatti, sono poi addirittura cresciuti!!!! E oggi, invece di tagliare altre voci (pensiamo solo alle ingenti risorse impegnate negli “straordinari”) che fanno anche capo a sprechi inaccettabili e a privilegi borbonici tuttora vigenti, si operano ulteriori tagli sui servizi mettendo nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie. Inaccettabile e, per certi versi, anche immorale. Di fronte a questo stato di cose, la nostra O.S. ha inviato a SMM la lettera che qui pubblichiamo come allegato 1.
L’occasione è utile per una ulteriore puntatina sulla spinosa vicenda legata al riordino degli Arsenali MM. Breve sintesi delle puntate precedenti: dopo l’unico incontro di livello nazionale sulla proposta di riordino di MARISTAT (12.11.2014, vds. Notiziario n. 118) che la nostra O.S. non ha condiviso in molte parti, SMM ha deciso comunque di andare avanti. Ma il primo (e per ora unico) confronto locale, quello di Augusta, si è concluso negativamente, in quanto tutte le OO.SS. e le RSU hanno respinto al mittente la proposta di riordino in quanto ritenuta molto “militarizzante” e con zero aperture sul fronte del lavoro civile. Dopo di che buio pesto, non abbiamo notizia di incontri locali già fissati né a Taranto né a Spezia.
A tal riguardo, siamo sempre convinti della necessità di riprendere il confronto nazionale prima di avviare quelli locali, e pensiamo sia il caso, di fronte alle criticità emerse ad Augusta e alle dure critiche venute anche da altre OO.SS., di riflettere tutti attentamente per poter trovare le più idonee soluzioni.
Nel frattempo, nello schema modificativo del TUOM inviatoci dal Gabinetto (che pubblichiamo come Allegati 3, 4 e 5), è previsto che le determinazioni sull’ordinamento degli Arsenali vengano poste direttamente in capo al Capo di SMM. Anche per questo, abbiamo scritto al Gabinetto la nota allegata con la quale abbiamo chiesto un incontro (vds. allegato 6)
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Notiziario n. 38 del 14 aprile 2015 – In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione […]