La sala museale del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza
Giovedì 3 ottobre u.s., sono state poste presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati delle “interrogazioni a risposta immediata”, in merito alle quali è stato chiamato a rispondere il nuovo Sottosegretario di Stato (SSS) alla Difesa, on. Giulio CALVISI.
Di particolare interesse, è risultata essere l’interrogazione n. 5-02779 presentata dall’on. Salvatore DEIDDA (FdI), in cui manifesta la propria preoccupazione riguardo a insistenti “voci” circa la possibile dismissione del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza e alla conseguente perdita di “importanti professionalità civili della Difesa”. Altrettanto interessante appare la risposta scritta fornita dall’on. Calvisi (si veda il “resoconto” che pubblichiamo sul nostro sito) in cui, oltre a sottolineare la necessità di “non disperdere le particolari professionalità tecniche”, di salvaguardare “…tramite un programma di assunzioni…lo specifico know how acquisito dalle maestranze….” riconosce le oggettive criticità legate all’alimentazione di personale civile in un Ente importante dell’Area Industriale della Difesa, che è quell’area che ricomprende gli Stabilimenti industriali (Poli Esercito,Arsenali MM e Centri Tecnici). E continua ricordando che la componente civile “…è stata soggetta al blocco delle assunzioni per gli effetti connessi ai vincoli di riduzione di spesa… e quelli fissati dalla Legge 244/2012”, blocco oggi fortunatamente rimosso e che porterà a breve al PMPN n. 18 nuovi assistenti tecnici.
Non c’è che dire, prendiamo atto con soddisfazione che la situazione molto critica dell’area industriale della Difesa si stia finalmente imponendo come questione politicamente rilevante (si veda il Notiziario n. 82 del 17.09.2019), e che le cause di tale situazione siano riconosciute essere, anche dai Vertici delle FF.AA interessate, le stesse denunciate con forza da FLP DIFESA, in ultimo nel corso di un’udizione in Commissione Difesa del Senato non più tardi di due mesi fa, e proprio sulle problematiche degli Enti industriali delle Difesa. In quella sede, però, non solo evidenziammo quelle che a nostro avviso erano le cause della pericolosa situazione in cui si trova tutta l’Area industriale della Difesa – e oggi possiamo dire di aver visto giusto – ma presentammo anche un documento contenente le nostre proposte per affrontare tali criticità (vedasi Notiziario n. 67 del 23 luglio 2019).
Ora auspichiamo che dopo la presa di coscienza dei problemi – e delle relative cause – da parte del mondo politico e dei Vertici della Difesa, si passi finalmente ad un concreto impegno politico affinché si trovino le risorse e si mettano in campo tutte le misure necessarie per dare soluzione alle problematiche dell’Area industriale della Difesa. Da parte nostra, non mancheremo di continuare a tenere viva l’attenzione sul tema, come stiamo facendo con il presente Notiziario, fornendo il nostro contributo positivo di idee e di proposte e continuando ad essere punto di riferimento per tutti coloro che ritengono il personale civile della Difesa e la sua professionalità un patrimonio di tutto il Paese.
Sempre sui temi dell’area industriale, segnaliamo che il nuovo Capo di SMM, amm. G. Cavo Dragone, è stato in visita il 3 u.s. nell’Arsenale di Taranto, incontrando anche le Rappresentanze locali. Nella circostanza, la nostra O.S. ha predisposto e consegnato al Capo della F.A. un documento molto approfondito e lanciato un’appello, che hanno suscitato davvero molto interesse tra i media come dimostra l’ampia copertura registrata (si vedano sul sito i diversi articoli comparsi sulla stampa locale).
Il Capo di SMM sarà in Arsenale a La Spezia domani 8 ottobre, e anche qui incontrerà le RSU e le OO.SS. .
Con l’occasione diamo anche conto di una seconda “interrogazione a risposta immediata” di cui allo stesso “resoconto” pubblicato sul ns. sito, che reca la risposta fornita dal SSS Calvisi, il quale ha segnalato la necessità per il personale militare di una “serie graduale di opportunità di progressione di carriera…”. Ci piacerebbe che il Vertice politico usasse le stesse parole e la stessa considerazione anche quando si parla di Personale civile (la vicenda Progressioni fra le Aree insegna molto al riguardo).
A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data), si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con la presenza al tavolo anche di esponenti di COM LOG MM, che è servita fare il “punto di situazione” sul riordino di strutture tra le più importanti del MD, gli Arsenali e i Centri Tecnici (CT) MM.
Come si ricorderà, la riunione era stata richiesta dalla nostra O.S. con lettera al Capo di SMM del 9 dicembre u.s. (vds Notiziario n.131 di pari data) nella quale, sulla base delle informazioni e sollecitazioni pervenute dalle Sedi interessate (Spezia, Augusta, Aulla, Pisa e, ultima, Taranto con la nota unitaria che denunciava “il mancato coinvolgimento delle OO.SS./RSU sulla discussione dell’organigramma”), avevamo chiesto un incontro nazionale “finalizzato a fare il punto di situazione sulle scelte, sui percorsi e sulla tempistica dei riordini all’oggetto”. L’incontro c’è stato oggi, e a nostro avviso è stato anche produttivo.
Su nostra richiesta, l’amm. Ricca ci ha innanzitutto informati sullo stato dell’arte: gli schemi di DM con l’organigramma degli Enti sino a livello di Reparto sono in firma dalla Ministra, dopodichè dovranno essere registrati in Corte dei Conti; per quanto attiene la configurazione degli elementi di organizzazione, anche a valle dei Reparti, ridefinita da COM LOG e comunicata alle OO.SS. nazionali da SMM con i fogli che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul questa pagina (allegati 1, 2 e 3), è stata oggetto di informazione agli Enti interessati per la successiva partecipazione e relativo confronto con le OO.SS./RSU. Ed è su questo fronte che si sono evidenziate le criticità sia nel merito (lamentata una marcata “militarizzazione”, soprattutto nel “settore lavorazioni”, e collocazioni non adeguate, in particolare sul versante della 3^area) sia soprattutto nel metodo (confronti ridotti al lumicino, in alcuni casi addirittura assenti). A tal proposito, l’amm. Ricca ha preso atto delle criticità di cui sopra e, tenuto anche conto che la struttura a valle dei Reparti verrà formalmente definita con provvedimento del Capo di SMM solo dopo l’entrata in vigore dei DM di riordino e dunque di tempo ce n’è, ha espresso piena disponibilità in merito alla nostra richiesta di ripresa dei confronti locali su tutti gli Enti interessati, il che ci sembra un approdo molto positivo e significativo del tavolo nazionale di oggi. Come da noi sollecitato, COM LOG ne darà formale comunicazione agli Enti interessati, precisando che, fatti salvi la struttura sino a livello Reparto e i numeri già fissati nell’emanando DM, saranno possibili integrazioni e modifiche negli elementi a valle laddove proposti in sede locale. A conclusione di questi confronti, e comunque dopo l’entrata in vigore del DM di riordino degli Arsennali e CC.TT. , la struttura a valle dei Reparti verrà recepita in apposito provvedimento a firma del Capo di SMM. Ma, come già precisato in occasione dei riordini dei Poli dell’Esercito, la parte a valle dei Reparti potrà comunque essere in qualsiasi momento modificata, con analogo provvedimento del Capo della F.A. Anche per questo, abbiamo fatto presente la necessità di una rivisitazione degli organigrammi in conseguenza del varo del “Regolamento” su funzioni e compiti dei lavoratori civili, e di cui al precedente Notiziario di ieri.
Abbiamo inoltre chiesto a SMM che vengano avviati tavoli locali di confronto per l’individuazione delle priorità legate al riefficientamento infrastrutturale e tecnologico, di cui al Piano Brin. Questo in considerazione delle risorse già deliberate per Taranto (37 mln) e di quelle promesse dalla Ministra Pinotti per la Spezia (30 mln, vds. agenzia in allegato 4 su questa pagina) e annunciate dal SSS Rossi nella visita alla Spezia del 18 u.s. (vds comunicato stampa e documento FLP Spezia in allegato 5 su questa stessa pagina). Ma mentre per Taranto le risorse sono certe perché deliberate dal CIPE, per La Spezia qualche interrogativo è d’obbligo, atteso che la stessa Ministra a Taranto a luglio scorso aveva detto che c’erano pochissime risorse. E poi, per Augusta, perchè nulla?
Infine, abbiamo segnalato le problematiche innescate in ambito MM dal “Disciplinare sull’utilizzo dei servizi di p.e. e Internet” che pubblichiamo su questa pagina in allegato 6, e che stiamo attentamente esaminando.
Il tavolo istituzionale su Taranto con i SS.SS.SS. De Vincenti e Rossi 19.10.2015
E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno solo 1 milione di euro…. E, invece, arriveranno a Taranto tutti i 37 milioni ancora mancanti: lo ha deciso il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che, nella riunione preparatoria del 10 u.s., ha deliberato di rendere disponibili le predette risorse per le necessità produttive dell’Arsenale ionico.
Quanto sopra all’interno del “contratto istituzionale di sviluppo per Taranto”, del valore complessivo di 800 mln di € in fase attuale di sottoscrizione, che inizialmente non prevedeva risorse per l’Arsenale. E’ stata la straordinaria battaglia unitaria delle OO.SS. locali e delle RSU dello Stabilimento a traguardare questo importantissimo risultato, prima “imponendo” all’attenzione del Tavolo istituzionale le criticità dell’Arsenale, e poi ottenendo, in seno allo stesso, che una parte degli 800 mln. per Taranto fossero destinati all’ulteriore finanziamento del piano Brin e al rilancio produttivo. Una straordinaria battaglia unitaria condotta da OO.SS/RSU, che ha visto la mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle Istituzioni locali, a partire dal Comune e dai parlamentari locali (si legga in allegato 3 la nota unitaria). E i risultati continuano ad arrivare: un emendamento al DDL stabilità (comma 261 ter) dell’on. Duranti, già approvato alla Camera, porterà a Taranto 1,5 mlm di € per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizie e manovalanza.
Unità sindacale, costruzione di un fronte largo e coinvolgimento delle Istituzioni: sono le pietre sulle quali è stato costruito questo straordinario successo. Un esempio davvero, che speriamo non rimanga isolato.
A la Spezia ed Augusta, le sedi degli altri due Arsenali, non si registrano accadimenti altrettanto positivi. Non c’è notizia di risorse in arrivo per i due Arsenali, uno dei quali (La Spezia) è situato in terra di Liguria, così cara (anche elettoralmente) alla nostra Ministra Pinotti. Si sperava nella legge di stabilità, ma la speranza sembra essere proprio andata vana, e d’altronde i soldi a Taranto sono arrivati via CIPE e non via Ministero Difesa: abbiamo già ricordato le parole della Ministra Pinotti a Taranto a luglio scorso….
A La Spezia, prosegue la discussione sul ruolo e sul futuro dello Stabilimento locale nel contesto della più generale riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, che per la città spezzina, in senso allargato, significa anche il CSSN di San Bartolomeo ed il CIMA di Aulla. In aggiunta, cosa altrettanto importante, è in corso il dibattito relativo alla possibile scelta di Spezia e del suo Arsenale come sede per la demolizione delle unita navali della MM una volta dismesse, che intreccia tra di loro le problematiche produttive dello Stabilimento e quelle ambientali, giustamente attenzionate dai cittadini. Una scelta su cui la FLP DIFESA spezzina ha espresso la propria forte contrarietà, esternandola peraltro in una assemblea del personale, anche in ragione dell’idea a suo tempo prospettate proprio dal Capo di SMM di fare di Spezia e della sua base navale un centro di ricerca, sviluppo e formazione. E in città è oggi in corso una raccolta di firme su una petizione diretta al Sindacao Federici che chiede lo stop del “progetto demolizioni”.
Ad Augusta, invece, l’attenzione è stata attratta dalla notizia che “il bacino GO59, l’unico funzionante, verrà trasferito a MARISTANAV Brindisi”, con le immaginabili negative ricadute in loco.
Il tutto, mentre il riordino dei tre Arsenali e dei Centri Tecnici di MM procede al buio, in assenza di informazioni e di confronto vero con le Parti sociali, come abbiamo avuto modo di denunciare nel nostro Notiziario n. 131 del 9 dic. u.s., che recava in allegato la lettera inviata da FLP DIFESA al Capo di SMM che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.
Una denuncia forte, la nostra, che ha già avuto qualche seguito, tra cui la nota unitaria di OO.SS./RSU Arsenale di Taranto che conferma la nostra denuncia (vds. allegato 2 su questa stessa pagina).
Urge un incontro nazionale, lo ripetiamo, per parlare del riordino Arsenali e di quanto annesso e connesso: piani industriali; assunzioni; risorse; etc..
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia
Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, risultano nei decreti definiti solo sino al primo livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.
Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.. Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali. Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).
In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione, l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C: 8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto). Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.
C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM. A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche, e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne gli sviluppi e/o le risultanze (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.
Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.
La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM.
Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle OO.SS. nazionali del primo progetto elaborato da SMM-1° Reparto, rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione, la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.; quindi, il fallimento del tentativo di trovare una sponda sui tavoli locali, atteso che dal primo tavolo locale, quello di Augusta, emerse una durissima posizione unitaria di RSU e OO.SS. terr., che indusse la F.A. a rivedere il progetto. In ultimo, l’incontro del 30 aprile u.s. con il nuovo Comandante Logistico della MM e l’annunciata rivisitazione da parte di MARICOMLOG dell’originario progetto di riordino degli Arsenali, che ripubblichiamo su questa stessa pagina, e che si è poi tradotto nella ridefinizione del progetto di riorganizzazione dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e le relative posizioni, che, inviate a fine maggio alle tre Direzioni, hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.
Delle prime risultanze di detti confronti locali, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 73 del 6 u.s.: a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali (si veda:Taranto, nota unitaria 22 giu.; La Spezia, nota RSU 7 lug; Augusta, vnota RSU 14 lug, tutte pubblicate su questa stessa pagina), sono emersi dal fronte sindacale giudizi critici sugli assetti prospettati, forti preoccupazioni sull’assenza di piani industriali, di investimenti e di turnover, e molti interrogativi sul futuro degli stessi Enti anche alla luce delle previsioni di esternalizzazioni di lavorazioni e personale del Libro Bianco. Posizioni che ben comprendiamo, atteso che hanno costituito l’asse portante delle rivendicazioni di questi mesi della nostra O.S., come è desumibile dalla lettura dei diversi nostri Notiziari sul tema Arsenali, e che peraltro, nella riunione odierna, abbiamo riproposto pari pari allo SMM.
Noi pensiamo che passi in avanti – anche significativi – rispetto al primo progetto di riordino di SMM siano stati fatti di sicuro, di questo diamo atto alla FA, ma permangono purtroppo ancora punti critici. In primis, vi è la necessità di comprendere bene, oltre alla mission generale, anche le mission specifiche di ciascun Arsenale, che giustificano quella fisionomia e quell’organigramma, in una parola il c.d. “piano industriale” che andrà a sostenere il progetto di riordino, che è bene esplicitare anche perché non potrà non trovare posto nei decreti ministeriali di struttura; in secondo luogo, vi è l’esigenza di implementare il numero e le posizioni apicali civili all’interno di alcuni settori, in primo luogo il Reparto manutenzioni navali e il Reparto commerciale/lavorazioni esterne, troppo militarizzate, che a nostro avviso assumeranno una posizione strategica nei futuri gli Arsenali; in terzo luogo, vi è la necessità di proseguire il confronto sui tavoli locali, magari con una maggiore disponibilità da parte dei Dirigenti, alcuni dei quali hanno dato l’impressione di non dare il giusto rilievo alle richieste di OO.SS./RSU.; infine, vi è necessità di avere risposte, in primis politiche, su una serie di questioni (turnover; risorse disponibili; formazione; internalizzazioni; piani Brin; etc.), che appaiono decisive per il buon esito della riordino.
SMM ha preso atto delle nostre argomentazioni, ed ha confermato il proprio intendimento di procedere in avanti nel percorso di riordino, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del Sindacato. Questa la road map: SMM rivedrà il progetto di riordino di COMLOG anche alla luce di quanto emerso sinora sui tavoli locali, e ce lo invierà per un’ ultimo esame; contestualmente, A.D. procederà alla messa a punto degli schemi dei DD.MM. (struttura sino a livello di Reparto), che abbiamo chiesto vengano inviati alle OO.SS.; a chiudere, gli o.d.g. del CSMM, con l’assetto a valle dei Reparti, che auspichiamo condiviso.
Un’ incontro, quello di oggi, certo utile, in attesa delle indifferibili e urgenti risposte politiche.
L’amm. P.L. Ricca, Capo 1° Rep SMM, con l’ex Capo SMM amm. Binelli Mantelli (a sx)
Con nota n. 34503 del 22 mag. u.s., SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” , dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118), a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.
Come si ricorderà, era stato lo stesso Ctomandante Logistico della M.M. a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 45), nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità di un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione” a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per avere una base di partenza condivisa, in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali di confronto con le OO.SS. Terr. e le RSU, chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali. Questa opzione, non osteggiata nella riunione del 30 aprile né dal Cte Logistico né dalle sigle presenti, ha registrato evidentemente il “niet” di SMM, che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Vedremo se, alla fine, questa decisione agevolerà o piuttosto rallenterà i percorsi locali di confronto, comunque già avviati il 27 mag. a Taranto e Augusta e il 5 u.s. a La Spezia, e che proseguiranno nei prossimi giorni (SMM vorrebbe chiudere entro giugno……).
Attenderemo, come è giusto che sia, e con grande interesse, le risultanze dei confronti locali, rispetto ai quali vogliamo però proporre alcune questioni che stanno, a nostro avviso, a monte e ne fanno in un qualche modo da sfondo.
L’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, nel disporre il riordino degli Arsenali, prevede “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” per determinare quote crescenti di internalizzazioni, i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Siccome la norma è nata attraverso i confronti con le OO.SS. Naz. di luglio 2013 sui decreti attuativi L.244 ed è stata concepita come connessa al riordino, pensiamo che vada operata in loco una disamina preliminare.
Il Libro Bianco (para. 280), viceversa, prevede che “sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcunestrutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” : dunque esternalizzazioni. E’ urgente allora capire, prima di ogni discussione, se si internalizza o si esternalizza.
Le proposte di riordino di SMM non sono legate ad alcun piano industriale e a mission specifiche di Ente: come si fa allora, in queste condizioni, a comprendere l’impatto di organigrammi e numeri?
Le proposte di SMM appaiono totalmente inadeguate sotto il profilo della c.d. “civilizzazione”, in particolare nei settori tecnici degli Stabilimenti, oggetto di una palese e pesantissima militarizzazione.
Gli Arsenali MM sono gestiti da COMLOG, che tra sei mesi potrebbe non esistere più in quanto il Libro Bianco prevede la costituzione di COMLOG DIFESA. Ha senso, allora, oggi, portare a compimento una operazione dall’orizzonte molto indefinito? Siccome, a differenza dell’ E.I. che sta completando in questi giorni il riordino dei Poli, la MM è andata davvero molto a rilento, val la pena oggi di accelerare?
Noi pensiamo che, a monte dei nuovi organigrammi, sia necessario affrontare in loco queste questioni.
Pubblichiamo sul nostro sito per l’utile conoscenza dei colleghi interessati: la delibera Corte Conti sull’indagine condotta sugli Arsenali MM, accompagnata da una nostra breve nota di sintesi; il msg di COMLOG su nuove risorse per i servizi di pulizia; il piano dismissioni navi MM e un articolo de IL FATTO QUOTIDIANO.
In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione che si è venuta a creare, hanno addirittura invitato i colleghi a provvedervi eccezionalmente in prima persona.
Una situazione incredibile, originata dai tagli operati dalla F.A. nei finanziamenti alle imprese di pulizia. Diamo uno sguardo, seppur veloce, a quanto sta accadendo nelle tre basi più importanti della Marina Militare.
A Taranto, è in atto lo stato di agitazione del personale delle imprese di pulizie che si sono visti ridurre gli stanziamenti da parte della M.M. dai 4,2 mln. di euro del 2012 a sotto 1 mln., il che ha comportato il taglio delle prestazioni che dal 1 maggio p.v. arriverà a meno il 34%. Una situazione gravissima, che è già sfociata in una rumorosa manifestazione dei lavoratori di fronte alla sede del CDO MARINA SUD, ed è stata anche oggetto di interrogazione parlamentare con risposta del Governo, che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2. A La Spezia, lavoratrici in vertenza a causa della contrazione pari al 50% delle ore di lavoro delle cinquanta operatrici della ditta di pulizie che opera in Arsenale, dovuta ai tagli operati dalla Marina dopo l’aggiudicazione. Della vicenda si sta occupando anche l’Amministrazione Comunale spezzina, che il 10 aprile u.s. ha convocato una riunione cui ha partecipato anche un esponente della MM. Ad Augusta, infine, la situazione appare ancor più critica, i tagli si aggirerebbero intorno al 75%, e per questo la ditta P.T.S. srl che gestisce il servizio di pulizia e sanificazione negli Enti MM della Sicilia, ha comunicato alle OO.SS. che a fine aprile abbandonerà l’appalto e licenzierà i 96 lavoratori oggi impiegati. Anche qui i Sindacati del settore hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori e il Comando Marittimo Autonomo della Sicilia è stato messo in mora.
Dunque, come si può ben comprendere, una situazione gravissima, che mette anche in luce le responsabilità che ricadono su datori di lavoro, Organi di controllo nei singoli Enti, Uffici di Prevenzione e Protezione e sui Medici competenti. Una situazione peraltro figlia delle improvvide scelte di esternalizzazione dei servizi operate anni fa dall’A.D. e da MM, che avevano ipotizzato minori costi che invece, nei fatti, sono poi addirittura cresciuti!!!! E oggi, invece di tagliare altre voci (pensiamo solo alle ingenti risorse impegnate negli “straordinari”) che fanno anche capo a sprechi inaccettabili e a privilegi borbonici tuttora vigenti, si operano ulteriori tagli sui servizi mettendo nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie. Inaccettabile e, per certi versi, anche immorale. Di fronte a questo stato di cose, la nostra O.S. ha inviato a SMM la lettera che qui pubblichiamo come allegato 1.
L’occasione è utile per una ulteriore puntatina sulla spinosa vicenda legata al riordino degli Arsenali MM. Breve sintesi delle puntate precedenti: dopo l’unico incontro di livello nazionale sulla proposta di riordino di MARISTAT (12.11.2014, vds. Notiziario n. 118) che la nostra O.S. non ha condiviso in molte parti, SMM ha deciso comunque di andare avanti. Ma il primo (e per ora unico) confronto locale, quello di Augusta, si è concluso negativamente, in quanto tutte le OO.SS. e le RSU hanno respinto al mittente la proposta di riordino in quanto ritenuta molto “militarizzante” e con zero aperture sul fronte del lavoro civile. Dopo di che buio pesto, non abbiamo notizia di incontri locali già fissati né a Taranto né a Spezia.
A tal riguardo, siamo sempre convinti della necessità di riprendere il confronto nazionale prima di avviare quelli locali, e pensiamo sia il caso, di fronte alle criticità emerse ad Augusta e alle dure critiche venute anche da altre OO.SS., di riflettere tutti attentamente per poter trovare le più idonee soluzioni.
Nel frattempo, nello schema modificativo del TUOM inviatoci dal Gabinetto (che pubblichiamo come Allegati 3, 4 e 5), è previsto che le determinazioni sull’ordinamento degli Arsenali vengano poste direttamente in capo al Capo di SMM. Anche per questo, abbiamo scritto al Gabinetto la nota allegata con la quale abbiamo chiesto un incontro (vds. allegato 6)
E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà, il problema legato al riordino e al riefficientamento di questi Enti ritenuti strategici dalla stessa A.D., è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno a questa parte. Dopo la fallimentare riforma Andreatta della seconda metà degli anni novanta, e dopo i tentativi anch’essi falliti connessi al lavoro dei gruppi di studio istituiti nel triennio 2007/2009 (CAID e CRAMM), la questione era di fatto scomparsa dall’agenda delle relazioni sindacali, anche a causa di difficoltà oggettive, prima fra tutto la carenza di risorse e di turnover. La questione è stata in un qualche modo rilanciata dalla previsione di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 attuativo della L. 244/2012 (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici di F.A.), che reca novità significative in tema di internalizzazioni. Anche per questo, la nostra O.S., all’indomani dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 8, chiese a più riprese allo SMM l’avvio del confronto, la cui road map fu poi definita nella riunione dell’8 mag. u.s. (Notiziario n. 49), rispetto alla quale la riunione di ieri ne costituisce di fatto la tappa di avvio.
In apertura di riunione, il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, ha indicato le linee portanti di questo riordino, che sono illustrate nel documento consegnato alle OO.SS. che pubblichiamo su questa stessa pagina, che è articolato in più capitoli: obiettivi; situazione attuale; dimensionamento; modello organizzativo e organici.
Nel suo intervento, la nostra O.S. ha dato innanzitutto atto allo SMM del rispetto sostanziale degli impegni assunti con il Sindacato, e ha ricordato la centralità di questi riordini che, al pari di quelli dei Poli dell’esercito, appaiono davvero strategici nel riordino complessivo delle FF.AA. Ha quindi lamentato la “genericità” della proposta esplicitata da SMM, che ci sembra entri poco nei dettagli. Per quanto attiene gli obiettivi, noi li condividiamo in pieno, il problema è in che modo e con quali risorse quegli obiettivi possano essere raggiunti, ma di questo il documento dello SMM dice davvero poco; sulla c.d. “scuola allievi operai” (occorrerà cambiare nome, atteso che la categoria “operai” è stata superata con la L.312/1980), siamo stati d’accordo sin dal primo momento con l’idea del Capo di SMM, occorre però anche qui comprendere bene gli strumenti normativi da utilizzare (L. 78/2014 c.d. “Poletti” sulla riforma dell’apprendistato?), i percorsi operativi e, infine, gli sbocchi occupazionali effettivi. Per quanto attiene le “criticità”, ne condividiamo l’elenco, in particolare per quanto attiene il blocco del turnover e la necessità di superarlo: a tal riguardo, un po’ di ossigeno arriverà dalle assunzioni già autorizzate dalla FP di n. 166 funzionari, di cui 58 tecnici (si veda il Notiziario n.117), ma FLP DIFESA pensa da tempo che sia essenziale, per il riefficientamento dell’area industriale, un piano straordinario di assunzioni. Perfettamente d’accordo sui “fattori di pregio” delle strutture arsenalizie, il problema però è come quei valori vengono messi in campo in un progetto industriale (non noto allo stato) credibile e praticabile: e, anche qui, di dettaglio c’è purtroppo molto poco. Sul tema delle internalizzazioni (“scelte di make or buy”), è condivisibile l’idea di lasciare all’esterno le attività a basso contenuto tecnologico (manovalanza, per es.) mentre delle attività ad alta tecnologia esternalizzare quelle di cui il MD non possiede il know-how o con rapporto costo/efficacia non conveniente, ma anche qui il problema è la mancanza di dettaglio, in particolare con riferimento al comma 2 dell’articolo sopra citato sul riordino Enti Logistici. Sul modello organizzativo, appare di ancor maggiore evidenza la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino.
Notiziario FLP DIFESA n. 89 del 7 ottobre 2019 – Giovedì 3 ottobre u.s., sono state poste presso la Commissione Difesa della Camera dei Deputati delle “interrogazioni a risposta immediata”, in merito alle quali è stato chiamato a rispondere il nuovo Sottosegretario di Stato (SSS) alla Difesa, on. Giulio CALVISI. Di particolare interesse, è risultata […]
Notiziario n. 9 del 20 gennaio 2016 – A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data), si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione, presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con la presenza al tavolo anche di […]
Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 – E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno […]
Notiziario n. 94 del 10 settembre 2015 – Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex […]
Notiziario n. 78 del 15 luglio 2015 – La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM. Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle […]
Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 – Con nota n. 34503 del 22 mag. u.s., SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” , dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della […]
Notiziario n. 38 del 14 aprile 2015 – In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il problema legato alla mancata pulizia dei locali, che è precipitata al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione […]
Notiziario n. 118 del 13 novembre 2014 – E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà, il problema legato al riordino e al riefficientamento di questi Enti ritenuti strategici dalla stessa A.D., è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno […]