Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 –

Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di confronto tra OO.SS Nazionali e SMM da un lato e Comandi degli Enti interessati e OO.SS. Territoriali/RSU. dall’altro, tale riorganizzazione e il futuro dei suddetti Enti non ha mai cessato di destare profonda apprensione nella FLP DIFESA. Senza volersi soffermare sulla questione della mancata estensione alle OO.SS. Territoriali/RSU delle Tabelle Organiche (TT.OO.) contenenti incarichi e profili del Personale civile dell’Arsenale di Taranto, seppur FLP DIFESA stigmatizza un comportamento che riteniamo immotivato e illegittimo, registriamo un pericoloso irrigidimento delle relazioni sindacali che consideriamo estremamente grave in un periodo così delicato e importante, in cui si determina il futuro degli Arsenali e dell’Area tecnico-logistica della Marina. Come da tempo rappresentato con preoccupazione da FLP DIFESA, in questa partita si gioca il ruolo stesso dell’Area Industriale della F.A., per la quale noi continuiamo a rivendicare un ruolo pubblico. La nostra O.S. ritiene debbano essere mantenute e reinternalizzate le attività ad alta qualificazione professionale, attraverso un piano di assunzioni di Personale civile che garantisca continuità e il mantenimento di un altissimo livello professionale nelle attività manutentive più sensibili che non possono e non devono essere privatizzate, pena il decadimento delle stesse capacità operative della nostra Marina Militare. La fotografia che già oggi possiamo scattare è quella di una presenza insufficiente di Personale civile rispetto a quella prevista tabellarmente e necessaria a garantire la corretta funzionalità degli Enti. Funzionalità che non può essere garantita senza assunzioni urgenti di personale con qualifiche “ad hoc” ma che, nonostante i ripetuti impegni assunti del Vertice politico del Dicastero, tardano ad arrivare; sia quelle poche già autorizzate con provvedimenti legislativi sia quelle nuove promesse dal Governo. In tale quadro, ci chiediamo quali politiche intenda adottare il Vertice della Marina per risolvere questa gravissima situazione, ormai prossima al punto di non ritorno e soprattutto come pensi di gestire questa fase sempre più emergenziale. Abbiamo avuto modo di leggere le linee guida del CaSMM per il 2020 in cui si fa riferimento, tra l’altro, allo studio di un nuovo piano industriale integrato 2020-2025 per gli Arsenali e CC.TT. Ebbene, sarebbe interessante conoscere su cosa è incentrato questo studio, quali sono i Reparti coinvolti e, in special modo, in che direzione va il “piano industriale” che per la FLP DIFESA non può prevedere esternalizzazioni e privatizzazioni di pezzi dell’Area Tecnico-Industriale. In questa situazione di sofferenza, legata principalmente alla carenza di personale civile, si trovano anche altri Enti della MM – come, a titolo di esempio, le Maristanav – dove l’assenza di assunzioni da un lato – determinata in larga misura dalla L.244/12 – e pensionamenti dall’altro, ne sta mettendo in seria crisi la piena funzionalità. Si pensi anche ai recenti riordini delle Marigenimil e delle Direzioni di Intendenza che, a fronte di un ampliamento dei compiti loro assegnati, hanno mantenuto invariate le posizioni organiche del Personale civile, peraltro ottenute fotografando la situazione attuale. I Vertici della Marina hanno ripetutamente chiesto, anche nel corso di audizioni parlamentari, più Personale civile, consapevoli della garanzia di continuità che questo rappresenta ma poi, sul fronte della valorizzazione delle competenze e delle funzioni dei Lavoratori civili all’interno dell’organizzazione del lavoro, si fa ancora troppo poco. Si assiste, non di rado, a personale militare con doppi e tripli incarichi a discapito dell’impiego di Personale Civile, in special modo dei funzionari, che vedono così frustrate funzioni e competenze. In tale contesto, reclamiamo azioni decise da parte dello SMM affinché il proprio Personale civile sia motivato e valorizzato. Non secondario, in questo quadro di situazione, risulta essere il problema del transito del Personale militare all’impiego civile. Se pur positivo in quanto ha consentito di tamponare l’emorragia di personale dai ruoli civili della Difesa, il fenomeno dei transiti ha portato con sé, al contempo, molti problemi tutt’ora irrisolti: profili professionali di destinazione slegati dalle competenze possedute e spesso incompatibili con le condizioni di salute del transitato, mancanza di formazione per i nuovi compiti che si è chiamati a svolgere e non da ultimo, assegnazione a destinazioni distanti dalla propria famiglia – per effetto della normativa sull’assegnazione nell’ultima Regione di impiego al momento del transito – e con l’impossibilità di usufruire di soluzioni alloggiative a cui poco prima, quale personale militare, si aveva diritto. Per quanto precede, la FLP DIFESA ha richiesto al 1° Reparto di SMM, con lettera allegata sul nostro sito, un incontro urgente per fare un punto di situazione e acquisire nuovi ed ulteriori elementi conoscitivi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE (Federico Cesaretti – Vincenza Teofili)

Allegato:Richiesta incontro 1° Rep SMM

Notiziario n. 6 del 21 gennaio 2019 –

La Ministra Trenta parla fuori dell’Arsenale di Augusta

Nei giorni scorsi, i nostri Vertici politici si sono recati in visita presso due Arsenali della Marina Militare e, nella circostanza, le OO.SS. hanno portato alla loro attenzione le problematiche in essere nell’area industriale.

Ha iniziato per primo il Sottosegretario alla Difesa on. Angelo Toffalo che il 14 e il 15 uu.ss. è stato a Taranto dove, il primo giorno, ha incontrato  le OO.SS. territoriali e le RSU di MARINARSEN.

In quella circostanza, come riferito nel comunicato diffuso in pari data dal nostro Coordinamento territoriale, le Rappresentanze sindacali  hanno giudicato totalmente insufficienti  le n. 294 assunzioni previste nel triennio 2019-2021 dall’ultima legge di bilancio a fronte dello stato di emergenza attuale, evidenziando che solo nell’Arsenale di Taranto per l’anno corrente sono previsti circa 270 pensionamenti e che entro due anni saranno circa 600.  E’ stato rappresentato che le professionalità tecniche di 2^ area (motoristi, gruisti, operatori subacquei, ecc..) richieste per gli Arsenali sono difficili da trovare sul mercato o da formare in breve tempo e che, se nulla cambierà, non si avrà il tempo neanche per trasferire il sapere e le competenze tecniche dei prossimi pensionandi ai nuovi assunti.  Nella circostanza, la nostra O.S. ha inoltre consegnato la delibera 22/2014/G Corte dei Conti (che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina), che segnala l’urgenza delle assunzioni e della formazione.

Le  Rappresentanze hanno anche denunciato l’assenza di percorsi di studio specifici nel campo della navalmeccanica e degli apparati della Difesa applicati al naviglio militare. Dalle stesse Rappresentanze, è arrivato anche il giudizio di inefficacia rispetto alla scelta di A.D. di risolvere le carenze organiche tecniche degli Arsenali con il personale ex militare transitato all’impiego civile, e questo non certo per responsabilità degli stessi transitati. Grido di allarme infine da parte delle Rappresentanze per i ripetuti tagli finanziari all’esercizio, che riduce ancora di più una coperta già cortissima, provocando forti ricadute negative sul funzionamento degli Enti, a partire dai servizi di pulizia, mensa e manovalanza a quelle di manutenzione (sulle UU.NN.; sulle strutture; etc.) e di approvvigionamento di carburante. Al Sottosegretario, infine, le Rappresentanze hanno consegnato il documento datato 10.12.2018 che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1, con le motivazioni della vertenza.

In data 17 gennaio u.s., è stata invece la Ministra Trenta a visitare l’Arsenale di Augusta, in occasione del viaggio in Sicilia a seguito della morte in servizio sulla nave Bergamini del nostromo G. Verde.

La Ministra ha incontrato il personale e le Rappresentanze sindacali di MARINARSEN, che hanno consegnato il documento unitario che pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 2, nel quale esprimono forte preoccupazione “per il lento declino degli Arsenali MM che tra qualche anno, col pensionamento delle maestranze storiche senza sostituzione, rischiano inesorabilmente di chiudere i cancelli. Non sarebbe un gran risultato”.  Mettendo poi l’accento sul seguente paradosso: “da un lato lo Stato che ha investito risorse per rimettere in piedi gli Arsenali M.M. e dall’altro il Ministero Difesa, che dello Stato è espressione, che non riesce ad adottare un piano straordinario di assunzioni per garantire il funzionamento di officine e reparti degli arsenali il cui personale negli anni si è drasticamente ridotto”.  E anche qui la critica sull’impiego degli ex militari transitati nei settori tecnici, operazione questa che “crea delle problematiche gestionali e organizzative interne, con ricadute negative sull’efficienza degli interventi a bordo delle unità navali e del ciclo di lavorazione”.

Dunque ad Augusta come a Taranto, traspare chiaramente la delusione delle Parti sociali per le sole 294 assunzioni straordinarie per l’intera area industriale e per i prossimi tre anni, che appaiono del tutto insufficienti, e la richiesta“di dar corso a un piano straordinario e immediato di assunzioni, a breve termine, per scongiurare la paralisi degli Enti a carattere industriale, attuare un piano per la formazione del personale civile in quanto risulta un’attività indispensabile nell’ottica delle manutenzioni dello strumento militare”. Sarà così?

Ci chiediamo: a quando la visita dei Vertici politici anche all’Arsenale di Spezia e agli altri Stabilimenti industriali, in primis ai Poli dell’Esercito, per toccare con mano la situazione davvero preoccupante anche di quegli Enti?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.01.2019 – documento unitario del 10.12.2018 vertenza Taranto consegnato al SSS Toffalo

Allegato 2: 17.01.2019 – Documento unitario Augusta consegnato alla Ministra Trenta

Allegato 3: CORTE DEI CONTI – Deliberazione n. 22-2014-G del 12.12.2014

Notiziario n. 9 del 20 gennaio 2016 –

L'amm. P.L. Ricca, Capo del 1° Reparto di SMM
L’amm. P.L. Ricca, Capo del 1° Reparto di SMM

A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data),  si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione,  presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con  la presenza al tavolo anche di esponenti di COM LOG MM,  che è servita fare il “punto di situazione” sul riordino di strutture tra le più importanti del MD, gli Arsenali e i Centri Tecnici (CT) MM.

Come si ricorderà, la riunione era stata richiesta dalla nostra O.S. con lettera al Capo di SMM del 9 dicembre u.s. (vds Notiziario n.131 di pari data) nella quale, sulla base delle informazioni e sollecitazioni pervenute dalle Sedi interessate (Spezia, Augusta, Aulla, Pisa e, ultima, Taranto con la nota unitaria che denunciava “il mancato coinvolgimento delle OO.SS./RSU sulla discussione dell’organigramma”), avevamo chiesto un incontro nazionale “finalizzato a fare il punto di situazione sulle scelte, sui percorsi e sulla tempistica dei riordini all’oggetto”. L’incontro c’è stato oggi, e a nostro avviso è stato anche produttivo.

Su nostra richiesta, l’amm. Ricca ci ha innanzitutto informati sullo stato dell’arte: gli schemi di DM con l’organigramma degli Enti sino a livello di Reparto  sono in firma dalla Ministra, dopodichè dovranno essere registrati in Corte dei Conti; per quanto attiene la configurazione degli elementi di organizzazione, anche a valle dei Reparti, ridefinita da COM LOG e comunicata alle OO.SS. nazionali da SMM con i fogli che ad ogni buon conto ripubblichiamo sul questa pagina (allegati 1, 2 e 3), è stata oggetto di informazione agli Enti interessati per la successiva partecipazione e relativo confronto con le OO.SS./RSU.  Ed è su questo fronte che si sono evidenziate le criticità sia nel merito (lamentata una marcata “militarizzazione”, soprattutto nel “settore lavorazioni”, e collocazioni non adeguate, in particolare sul versante della 3^area)  sia soprattutto nel metodo (confronti ridotti al lumicino, in alcuni casi addirittura assenti).   A tal proposito,  l’amm. Ricca ha preso atto delle criticità di cui sopra e, tenuto anche conto che la struttura a valle dei Reparti verrà formalmente definita con provvedimento del Capo di SMM solo dopo l’entrata in vigore dei DM di riordino e dunque di tempo ce n’è,  ha espresso piena disponibilità in merito alla nostra richiesta di  ripresa dei confronti locali su tutti gli Enti interessati, il che ci sembra un approdo molto positivo e significativo del tavolo nazionale di oggi.  Come da noi sollecitato,  COM LOG ne darà formale comunicazione agli Enti interessati, precisando che, fatti salvi la struttura sino a livello Reparto e i numeri già fissati nell’emanando DM, saranno possibili integrazioni e modifiche negli elementi a valle laddove proposti in sede locale.  A conclusione di questi confronti, e comunque dopo l’entrata in vigore del DM di riordino degli Arsennali e CC.TT. , la struttura a valle dei Reparti verrà recepita in apposito provvedimento a firma del Capo di SMM. Ma, come già precisato in occasione dei riordini dei Poli dell’Esercito,  la parte a valle dei Reparti potrà comunque essere in qualsiasi momento modificata, con analogo provvedimento del Capo della F.A. Anche per questo, abbiamo fatto presente la necessità di una rivisitazione degli organigrammi in conseguenza del varo del “Regolamento” su funzioni e compiti dei lavoratori  civili, e di cui al precedente Notiziario di ieri.

Abbiamo inoltre chiesto a SMM che  vengano avviati tavoli locali di confronto per l’individuazione delle priorità legate al riefficientamento infrastrutturale e tecnologico, di cui al Piano Brin.  Questo in considerazione delle risorse già deliberate per Taranto (37 mln) e di quelle promesse dalla Ministra Pinotti per la Spezia (30 mln, vds. agenzia in allegato 4 su questa pagina) e annunciate dal SSS Rossi nella visita alla Spezia del 18 u.s. (vds comunicato stampa e documento FLP Spezia in allegato 5 su questa stessa pagina). Ma mentre per Taranto le risorse sono certe perché deliberate dal CIPE,  per La Spezia qualche interrogativo è d’obbligo, atteso che la stessa Ministra a Taranto a luglio scorso aveva detto che c’erano pochissime risorse. E poi, per Augusta, perchè nulla?

Infine, abbiamo segnalato le problematiche innescate in ambito MM dal “Disciplinare sull’utilizzo dei servizi di p.e. e Internet” che pubblichiamo su questa pagina in allegato 6, e che stiamo attentamente esaminando.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 03.09.2015- Schemi-DD.MM Arsenali e CC.TT. MM. (non CISAM)

Allegato 2: 22.05.2015 Organigrammi completi Arsenali MM

Allegato 3: 30.09.2015 – Schema DM CISAM S.Piero A.

Allegato 4: 19.01.2016- Agenzia su Ministra risorse per Arsenale La Spezia

Allegato 5: 18.01.2016 – Il comunicato stampa e il documento di FLP DIFESA di La Spezia consegnato al Sottosegretario Rossi

Allegato 6: Nuovo disciplinare SMM per accessi internet e posta elettronica in MM

Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 –

Il tavolo istituzionale su Taranto 19.10.2015
Il tavolo istituzionale su Taranto con i SS.SS.SS. De Vincenti e Rossi 19.10.2015

E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno solo 1 milione di euro…. E, invece, arriveranno a Taranto tutti i 37 milioni ancora mancanti: lo ha deciso il CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) che, nella riunione preparatoria del 10 u.s., ha deliberato di rendere disponibili le predette risorse per le necessità produttive dell’Arsenale ionico.

Quanto sopra all’interno del “contratto istituzionale di sviluppo per Taranto”, del valore complessivo di 800 mln di € in fase attuale di sottoscrizione,  che inizialmente non prevedeva risorse per l’Arsenale.  E’ stata la straordinaria battaglia  unitaria delle OO.SS. locali e delle RSU dello Stabilimento a traguardare questo importantissimo risultato, prima “imponendo” all’attenzione del Tavolo istituzionale le criticità dell’Arsenale,  e poi ottenendo, in seno allo stesso, che una parte degli 800 mln. per Taranto fossero destinati all’ulteriore finanziamento del piano Brin e al rilancio produttivo.  Una straordinaria battaglia unitaria condotta da OO.SS/RSU, che ha visto la mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle Istituzioni locali,  a partire dal Comune e dai parlamentari locali (si legga in allegato 3 la nota unitaria).  E i risultati continuano ad arrivare: un emendamento al DDL stabilità (comma 261 ter) dell’on. Duranti, già approvato alla Camera, porterà a Taranto 1,5 mlm di €  per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018, da destinare ai servizi di pulizie e manovalanza.

Unità sindacale, costruzione di un fronte largo e coinvolgimento delle Istituzioni: sono le pietre sulle quali è stato costruito questo straordinario successo. Un esempio davvero, che speriamo non rimanga isolato.

A la Spezia ed Augusta, le sedi degli altri due Arsenali, non si registrano accadimenti altrettanto positivi. Non c’è notizia di risorse in arrivo per i due Arsenali, uno dei quali (La Spezia) è situato in terra di Liguria, così cara (anche elettoralmente) alla nostra Ministra Pinotti. Si sperava nella legge di stabilità, ma la speranza sembra essere proprio andata vana, e d’altronde i soldi a Taranto sono arrivati via CIPE e non via Ministero Difesa: abbiamo già ricordato le parole della Ministra Pinotti a Taranto a luglio scorso….

A La Spezia, prosegue la discussione  sul ruolo e sul futuro dello Stabilimento locale nel contesto della più generale riorganizzazione degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, che per la città spezzina, in senso allargato, significa anche il CSSN di San Bartolomeo ed il CIMA di Aulla.  In aggiunta, cosa altrettanto importante,  è in corso il dibattito relativo alla possibile scelta di Spezia e del suo Arsenale come sede per la demolizione delle unita navali della MM una volta dismesse, che intreccia tra di loro le problematiche produttive dello Stabilimento e quelle ambientali, giustamente attenzionate dai cittadini.  Una scelta su cui la FLP DIFESA spezzina  ha espresso la propria forte contrarietà,  esternandola peraltro in una assemblea del personale, anche in ragione dell’idea a suo tempo prospettate proprio dal Capo di SMM  di fare di Spezia e della sua base navale un centro di ricerca, sviluppo e formazione. E in città  è oggi in corso una raccolta di firme su una petizione diretta al Sindacao Federici che chiede lo stop del “progetto demolizioni”.

Ad Augusta, invece, l’attenzione è stata attratta dalla notizia che il bacino GO59, l’unico funzionante,  verrà trasferito a MARISTANAV Brindisi”, con le immaginabili negative ricadute in loco.

Il tutto, mentre il riordino dei tre Arsenali e dei Centri Tecnici di MM procede al buio, in assenza di informazioni e di confronto vero con le Parti sociali, come abbiamo avuto modo di denunciare nel nostro Notiziario n. 131 del 9 dic. u.s., che recava in allegato la lettera inviata da FLP DIFESA al Capo di SMM che ripubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 1.

Una denuncia forte, la nostra, che ha già avuto qualche seguito, tra cui la nota unitaria di OO.SS./RSU Arsenale di Taranto che conferma la nostra denuncia (vds. allegato 2 su questa stessa pagina).

Urge un incontro nazionale, lo ripetiamo, per parlare del riordino Arsenali  e di quanto annesso e connesso: piani industriali; assunzioni; risorse; etc..

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.12.2015 Lettera a Capo di SMM su riordino Arsenali 

Allegato 2: 18.12.2015-Nota unitaria OO.SS./RSU Taranto rordino Arsenale

Allegato 3: 12.12.2015 – Comunicato stampa unitario OO.SS./RSU 35 milioni CIPE

Aggiornamento 23.12.2015: Delibera per risorse Arsenale Taranto – Comunicato Stampa CIPE

Notiziario n. 94 del 10 settembre 2015 –

Una suggestiva immagine notturna dell'Arsenale di La Spezia
Una suggestiva immagine notturna dell’Arsenale di La Spezia

Il 1° Reparto di SMM, come da noi richiesto, ha inviato alle OO.SS. nazionali gli schemi di Decreti Ministeriali recanti la nuova struttura e il nuovo organigramma degli Arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta  (che pubblichiamo su questa stessa pagina allegato 2) a seguito riorganizzazione ex art.2259-sexies introdotto dal D. Lgs. n. 8/2014, che, come già avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito,  risultano nei decreti definiti  solo sino al primo  livello (Reparto), lasciando la definizione delle strutture a valle (Sezioni; Nuclei; etc.) a successivi provvedimenti del Capo di SMM, il che offre naturalmente maggiore flessibilità al sistema.

Ricordiamo brevissimamente le tappe a tutt’ oggi di questo processo. In avvio, la presentazione in data 13.11.2014 alle OO.SS. naz. del primo progetto elaborato da SMM-1° Rep., rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc..  Quindi, l’incontro del 30 aprile u.s. con il Cte Logistico MM e l’annunciata rivisitazione dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che si è poi tradotto nella ridefinizione degli assetti dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e anche le relative posizioni a valle dei Reparti (qui ripubblicati, allegato 3), che hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.  Infine, la riunione nazionale del 15 luglio u.s. – l’ultima in ordine di tempo – che è servita a fare il punto di situazione sulla riorganizzazione, anche con riferimento agli sviluppi  dei confronti locali in itinere (si veda il Notiziario n. 78 di pari data).

In ordine agli schemi di DM pervenuti dal 1° Reparto, dobbiamo innanzitutto osservare che, a differenza di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, lo SMM ha inviato alle OO.SS. gli schemi dei provvedimenti. Nel merito, e di nuovo nel raffronto con il recente riordino dei Poli, non possiamo non osservare che, pur nel contesto di una ancora non sufficiente civilizzazione,  l’attribuzione di incarichi apicali a personale civile appare negli Arsenali MM significativamente superiore (si vedano gli allegati C:  8 su 16 ad Augusta; 7 su 15 a La Spezia e 7 su 16 a Taranto).  Significative ci appaiono anche le scelte relative al Vice Direttore (un Dirigente civile) e la previsione di cui al comma 6 dell’art. 3, scelte che SME, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, non ha voluto operare nel riordino dei Poli, e senza motivazioni. Ovviamente si tratterà di gestire bene queste opportunità e queste situazioni, ma è importante che il DM li preveda. Rimangono poi  per intero le nostre forti preoccupazioni sull’assenza attuale di piani industriali, di investimenti e di turnover, e gli interrogativi sul futuro degli Enti anche alla luce delle esternalizzazioni previste dal Libro Bianco (art.280). Per questo, il confronto sul riordino degli Arsenali deve proseguire.

C’è un punto sul quale vorremmo però richiamare all’attenzione dei colleghi. E’ di tutta evidenza che, a fronte di un DM che struttura l’Ente sino a livello di Reparto, la vera partita, anche in termini di civilizzazione, si giocherà nella configurazione a valle (Sezioni, Nuclei, etc.) che verrà stabilita con provvedimento del Capo di SMM.  A tal proposito, ricordiamo che il 1° Reparto ha inviato le proprie proposte alle Direzioni Arsenali a maggio u.s. (vds. allegato 3), e che a seguire si sono aperti i confronti locali di merito, nei quali  le OO.SS. e le RSU hanno espresso osservazioni, rappresentato preoccupazioni e posizioni critiche,  e anche avanzato proposte, rispetto alle quali però, allo stato, non è ancora dato conoscerne  gli sviluppi e/o le risultanze  (per fare un esempio, ad Augusta il Direttore pare si sia rifiutato di redigere un resoconto). Occorre allora che la partita dei confronti locali vada urgentemente ripresa e anche rapidamente conclusa, dando trasparenza agli approdi conseguiti sia in termini di posizioni condivise sia registrando le eventuali posizioni diverse, al fine di fornire al livello nazionale (SMM e OO.SS.) gli elementi necessari per l’ultima tappa di questo fondamentale riordino.

Con queste premesse, abbiamo inviato al Capo del 1° Reparto di SMM la lettera che pubblichiamo di seguito in allegato 1.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 09.09.2015 Lettera FLP DIFESA su sch. DM Arsenali MM

Allegato 2: 03.09.2015 – Lettera SMM con schemi DD.MM. Arsenali MM

Allegato 3: 22.05.2015 – lettera SMM con proposta struttura completa Arsenali MM

 

Notiziario n. 78 del 15 luglio 2015 –

Il Capo di SMM, amm. sq. Giuseppe  De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. sq. Giuseppe De Giorgi

La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM.

Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle OO.SS. nazionali del primo progetto elaborato da SMM-1° Reparto, rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.; quindi, il fallimento del tentativo di trovare una sponda sui tavoli locali, atteso che dal primo tavolo locale, quello di Augusta,  emerse una durissima posizione unitaria di RSU e OO.SS. terr., che indusse la F.A. a rivedere il progetto. In ultimo,  l’incontro del 30 aprile u.s. con il nuovo Comandante Logistico della MM e l’annunciata rivisitazione da parte di MARICOMLOG dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che ripubblichiamo su questa stessa pagina, e che si è poi tradotto nella ridefinizione del progetto di riorganizzazione dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e le relative posizioni, che, inviate a fine maggio alle tre Direzioni,  hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.

Delle prime risultanze di detti confronti locali, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 73 del 6 u.s.:  a  fattor comune  per  tutti e tre gli Arsenali (si veda:Taranto, nota unitaria 22 giu.; La Spezia, nota RSU 7 lug;  Augusta, vnota RSU 14 lug, tutte pubblicate su questa stessa pagina), sono emersi dal fronte sindacale giudizi critici sugli assetti prospettati, forti preoccupazioni sull’assenza di piani industriali, di investimenti e di turnover,  e molti interrogativi sul futuro degli stessi Enti anche alla luce delle previsioni di esternalizzazioni di lavorazioni e personale del Libro Bianco.  Posizioni che ben comprendiamo, atteso che hanno costituito l’asse portante delle rivendicazioni di questi mesi della nostra O.S., come è desumibile dalla lettura dei diversi nostri Notiziari sul tema Arsenali,  e che peraltro, nella riunione odierna, abbiamo riproposto pari pari allo SMM.

Noi pensiamo che passi in avanti – anche significativi – rispetto al primo progetto di riordino di SMM siano stati fatti di sicuro, di questo diamo atto alla FA,  ma permangono purtroppo ancora  punti critici.  In primis, vi è la necessità di comprendere bene, oltre alla mission generale,  anche le mission specifiche di ciascun Arsenale, che giustificano quella fisionomia e quell’organigramma, in una parola il c.d. “piano industriale” che andrà a sostenere il progetto di riordino,  che è bene esplicitare anche perché non potrà non trovare posto nei decreti ministeriali di struttura;  in secondo luogo, vi è l’esigenza di implementare il numero e le posizioni apicali civili all’interno di alcuni settori,  in primo luogo il Reparto manutenzioni navali e il Reparto commerciale/lavorazioni esterne, troppo militarizzate, che a nostro avviso assumeranno una posizione strategica nei futuri gli Arsenali;  in terzo luogo,  vi è la necessità di proseguire il confronto sui tavoli locali, magari con una maggiore disponibilità da parte dei Dirigenti, alcuni dei quali hanno dato l’impressione di non dare il giusto rilievo alle richieste di OO.SS./RSU.; infine, vi è necessità di avere risposte, in primis politiche, su una serie di questioni (turnover; risorse disponibili; formazione; internalizzazioni; piani Brin; etc.), che appaiono decisive per il buon esito della riordino.

SMM ha preso atto delle nostre argomentazioni, ed  ha confermato il proprio intendimento di procedere in avanti nel percorso di riordino, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del Sindacato.  Questa la road map: SMM  rivedrà il progetto di riordino di COMLOG anche alla luce di quanto emerso sinora sui tavoli locali, e ce lo invierà per un’ ultimo esame;  contestualmente, A.D. procederà alla messa a punto degli schemi dei DD.MM. (struttura sino a livello di Reparto), che abbiamo chiesto vengano inviati alle OO.SS.; a chiudere, gli o.d.g. del CSMM, con l’assetto a valle dei Reparti, che auspichiamo condiviso.

Un’ incontro, quello di oggi, certo utile, in attesa delle indifferibili e urgenti risposte politiche.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il progetto Arsenali messo a punto da COMLOG MM

Allegato 2: Note delle OO.SS./RSUNota unitaria Taranto OO.SS. -RSU 22 giugno 2015        Nota RSU La Spezia 7 luglio 2015          Nota RSU Augusta 14 luglio 2015 

Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 –

L'amm. PL Ricca, Capo 1° Rep SMM, con  l' amm. Binelli Mantelli gia Capo SMM
L’amm. P.L. Ricca, Capo 1° Rep SMM, con l’ex  Capo SMM amm. Binelli Mantelli (a sx)

Con nota n. 34503  del 22 mag. u.s.,  SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” ,  dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118),  a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.

Come si ricorderà,  era stato lo stesso Ctomandante  Logistico della M.M. a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 45),  nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità  di  un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission  specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione” a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per avere una base di partenza condivisa, in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali di confronto con le OO.SS. Terr.  e le RSU,  chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali.   Questa opzione,  non osteggiata nella riunione del 30 aprile né dal Cte Logistico né dalle sigle presenti,  ha registrato evidentemente il “niet” di SMM,  che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Vedremo se, alla fine, questa decisione agevolerà o piuttosto rallenterà i percorsi locali di confronto,  comunque già avviati il 27 mag. a Taranto e Augusta e il 5 u.s. a La Spezia, e che proseguiranno nei prossimi giorni (SMM vorrebbe chiudere entro giugno……).

Attenderemo, come è giusto che sia, e con grande interesse, le risultanze dei confronti locali, rispetto ai quali vogliamo però proporre alcune questioni che stanno, a nostro avviso,  a monte e ne fanno in un qualche modo da sfondo.

  1. L’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, nel disporre il riordino degli Arsenali, prevede “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” per determinare  quote crescenti di internalizzazioni, i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Siccome la norma è nata attraverso i confronti con le OO.SS. Naz. di luglio 2013 sui decreti attuativi L.244 ed è stata concepita come connessa al riordino, pensiamo che vada operata in loco una disamina preliminare.
  2. Il Libro Bianco (para. 280), viceversa, prevede che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” : dunque esternalizzazioni. E’ urgente allora capire, prima di ogni discussione, se si internalizza o si esternalizza.
  3. Le proposte di riordino di SMM non sono legate ad alcun piano industriale e a mission specifiche di Ente: come si fa allora, in queste condizioni, a comprendere l’impatto di organigrammi e numeri?
  4. Le proposte di SMM appaiono totalmente inadeguate sotto il profilo della c.d. “civilizzazione”, in particolare nei settori tecnici degli Stabilimenti, oggetto di una palese e pesantissima militarizzazione.
  5. Gli Arsenali MM sono gestiti da COMLOG, che tra sei mesi potrebbe non esistere più in quanto il Libro Bianco prevede la costituzione di COMLOG DIFESA. Ha senso, allora,  oggi, portare a compimento una operazione dall’orizzonte molto indefinito? Siccome, a differenza dell’ E.I. che sta completando in questi giorni il riordino dei Poli, la MM è andata davvero molto a rilento, val la pena oggi di accelerare?  

Noi pensiamo che, a monte dei nuovi organigrammi, sia necessario affrontare in loco queste questioni.

Pubblichiamo sul nostro sito per l’utile conoscenza dei colleghi interessati: la delibera Corte Conti sull’indagine condotta sugli Arsenali MM, accompagnata da una nostra breve nota di sintesi; il msg di COMLOG su nuove risorse per i servizi di pulizia; il piano dismissioni navi MM e un articolo de  IL FATTO QUOTIDIANO.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Deliberazione Corte dei Conti n. 22-2014-G esiti indagine Arsenali MM

Allegato 2: Nota di sintesi di FLP DIFESA sulla delibera Corte Conti n.22-2014 

Allegato 3: Messaggio MARICOMLOG 1.06.15-risorse per servizi pulizie

Allegato 4: Piano dismissioni navi MM entro 2025

Allegato 5: L’articolo de Il Fatto Quotidiano del 28.05.2015

Notiziario n. 38 del 14 aprile 2015 –

La manifestazione di Augusta
La manifestazione di Augusta

In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il  problema  legato alla  mancata pulizia dei locali, che è precipitata  al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione che si è venuta a creare,  hanno addirittura invitato i colleghi a provvedervi eccezionalmente in prima persona.

Una situazione incredibile,  originata dai tagli operati dalla F.A. nei finanziamenti alle imprese di pulizia. Diamo uno sguardo, seppur veloce, a quanto sta accadendo nelle tre basi più importanti della Marina Militare.

A Taranto, è in atto lo stato di agitazione del personale delle imprese di pulizie che si sono visti ridurre gli stanziamenti da parte della M.M. dai 4,2 mln. di euro del 2012 a sotto 1 mln., il che ha comportato il taglio delle prestazioni che dal 1 maggio p.v. arriverà a meno il 34%.  Una situazione gravissima, che è già sfociata in una rumorosa manifestazione dei lavoratori di fronte alla sede del CDO MARINA SUD,  ed è stata anche oggetto di interrogazione parlamentare con risposta del Governo,  che pubblichiamo su questa stessa pagina come allegato 2.     A La Spezia, lavoratrici in vertenza a causa della contrazione pari al 50% delle ore di lavoro delle cinquanta operatrici della ditta di pulizie che opera in Arsenale, dovuta ai tagli operati dalla Marina dopo l’aggiudicazione. Della vicenda si sta occupando anche l’Amministrazione Comunale spezzina,  che il 10 aprile u.s. ha convocato una riunione cui ha partecipato anche un esponente della MM.    Ad Augusta,  infine,  la situazione appare ancor più critica,  i tagli si aggirerebbero intorno al 75%, e per questo la ditta P.T.S. srl  che gestisce il servizio di pulizia e sanificazione negli Enti MM della Sicilia, ha comunicato alle OO.SS. che a fine aprile abbandonerà l’appalto e licenzierà i 96 lavoratori oggi impiegati. Anche qui i Sindacati del settore hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori e il Comando Marittimo Autonomo della Sicilia è stato messo in mora.

Dunque, come si può ben comprendere, una situazione gravissima, che mette anche  in luce le responsabilità che ricadono su datori di lavoro, Organi di controllo nei singoli Enti, Uffici di Prevenzione e Protezione e sui Medici competenti. Una situazione peraltro figlia delle improvvide scelte di esternalizzazione dei servizi operate anni fa dall’A.D. e da MM, che avevano ipotizzato minori costi che invece, nei fatti, sono poi addirittura cresciuti!!!!   E oggi, invece di tagliare altre voci (pensiamo solo alle ingenti risorse  impegnate negli “straordinari”) che fanno anche capo a sprechi inaccettabili e a privilegi borbonici tuttora vigenti,  si operano ulteriori tagli sui servizi mettendo nella disperazione i lavoratori e le loro famiglie.  Inaccettabile e, per certi versi, anche immorale.  Di fronte a questo stato di cose,  la nostra O.S. ha inviato a SMM la lettera che qui pubblichiamo come allegato 1.

L’occasione è utile per una ulteriore puntatina sulla spinosa vicenda legata al riordino degli Arsenali MM.  Breve sintesi delle puntate precedenti: dopo l’unico incontro di livello nazionale sulla proposta di riordino di MARISTAT (12.11.2014,  vds. Notiziario n. 118) che la nostra O.S. non ha condiviso in molte parti,  SMM ha deciso comunque di andare avanti.  Ma il primo (e per ora unico) confronto locale, quello di Augusta, si è concluso negativamente, in quanto tutte le OO.SS. e le RSU hanno respinto al mittente la proposta di riordino in quanto ritenuta molto “militarizzante” e con zero aperture sul fronte del lavoro civile. Dopo di che  buio pesto, non abbiamo notizia di incontri locali già fissati né a Taranto né a Spezia.

A tal riguardo, siamo sempre convinti della necessità di riprendere il confronto nazionale prima di avviare quelli locali, e pensiamo sia il caso, di fronte alle criticità emerse ad Augusta e alle dure critiche  venute anche da altre OO.SS., di riflettere tutti attentamente per poter trovare le più idonee soluzioni.

Nel frattempo, nello schema modificativo del TUOM  inviatoci dal Gabinetto (che pubblichiamo come Allegati 3, 4 e 5), è previsto che le determinazioni sull’ordinamento degli Arsenali vengano poste direttamente in capo al Capo di SMM.  Anche per questo, abbiamo scritto al Gabinetto la nota allegata con la quale abbiamo chiesto un incontro (vds. allegato 6)

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.04.2015 Lettera di FLP DIFESA a SMM problematiche pulizie e Arsenali MM

Allegato 2: Interrogazione parlamentare problema pulizie on. Duranti e risposta Sottosegretario

Allegato 3: 31.03.2015 – Lettera di trasmissione del Gabinetto degli schemi

Allegato 4: Schema Regolamento modificativo TUOM inviato dal Gabinetto in data 31.03.2015

Allegato 5: Schema DM modificativo DM 13.01.2013 inviato dal Gabinetto in data 31.03.2015

Allegato 6:13.04.2015 – Lettera FLP DIFESA al Gabinetto e richiesta incontro per schemi mod. D.Lgs. e DM

Notiziario n. 17 del 9 febbraio 2015 –

L'Arsenale MM di Augusta
L’Arsenale MM di Augusta

La Marina Militare ha deciso di forzare la mano e le tappe sul riordino degli Arsenali MM, una forzatura che fa il paio con quella portata avanti, pur non da sola, sulla vicenda legata alla “legge navale” che ha sortito una denuncia pubblica da parte di un autorevole membro del  Parlamento.

Partiamo da quest’ultima vicenda.  E’ noto che l’amm. De Giorgi, Capo di SMM, vuole fortissimamente il rinnovo della flotta navale, a suo giudizio ridotta quasi ai minimi termini, come ha ripetuto anche nel corso dell’audizione del 12 novembre in Senato: entro il 2025, delle attuali 60 navi (di cui, a suo dire,  mediamente operative solo in 20),  in  54 dovranno essere dismesse  e verranno sostituite da una trentina di nuove unità, per le quali si prevede una spesa complessiva di 10 mld.  Di questo si è discusso in Commissione Difesa della Camera, che in data 4.12.2014 ha espresso parere favorevole sull’A.C. 116 (programma navale)  ma condizionandolo  a una serie di richieste non di poco: ricerca del dettaglio sulle unità da dismettere;  garanzie da parte delle imprese assegnatarie; trasparenza sui contenuti degli accordi negoziali tra A.D. e le stesse imprese;  richiesta al Governo di diversi chiarimenti sulla spesa per armamenti posta a carico del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico),   mentre il 20 gennaio ha dato sempre parere positivo all’A.C. n. 128 (Schema DM sulle modalità di utilizzo dei contributi pluriennali), ma anche questa volta condizionato. In primis, alle richieste precedenti su A.C. 116, ribadite dalla Commissione perché ancora inevase dall’AD, che evidentemente fa difficoltà ad accettare quanto previsto dalla L. 244 sul controllo parlamentare della spesa per armamenti; in secondo luogo, ad un ulteriore e pesante vincolo relativo alla prima tranche dei finanziamenti, pari a 5,4 mld di euro, somme già trovate e iscritte al bilancio del MISE, con un risparmio secco di quasi 1,5 mld di interessi su mutui.  Ebbene, il relatore on. Scanu ha avuto l’ardire di chiedere che questo 1,5 mld. risparmiato fosse destinato al miglioramento dei conti pubblici, e non impegnato in altre navi.  Immediata è stata la reazione dei poteri forti della Difesa, come denunciato dallo stesso on. Scanu,  che aveva già detto di “essere stato fatto oggetto di continue pressioni, provenienti da parti diverse, miranti a indurlo a rivedere la sua proposta di parere”  (vds. resoconto 4.1.2014, sul nostro sito). Senza risultato, però, atteso che il parere è rimasto quasi lo stesso. Pubblichiamo su questa stessa pagina i  pareri e i resoconti parlamentari in argomento e un articolo di novembre u.s. sull’argomento del Fatto Quotidiano.

La seconda vicenda riguarda invece il riordino degli Arsenali M.M., che SMM sta  portando avanti in modo sostanzialmente unilaterale, senza un vero confronto con il Sindacato.  Una circostanza non nuova per la M.M.  che da anni riordina e modifica le proprie strutture con direttive e o.d.g.  a firma del Capo SMM senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionali, come fanno invece SMA e SME.  Alla luce dei problemi intervenuti nel riordino dei MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marina (ex Maridipart),  subito dopo l’entrata in vigore del D.Lgs.  7/2014,  avevamo chiesto al Capo del 1° Reparto di MARISTAT di costruire un percorso di riordino che coinvolgesse le OO.SS.,  e di orientare le scelte nella direzione indicata dal D.Lgs. 7 (“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile”) e dalla Ministra Pinotti.

Nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale sull’argomento (13.11.2014,  vds, Notiziario n. 118), il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, delineò le linee portanti di questo riordino, illustrate nel documento poi consegnato alle OO.SS., che ripubblichiamo sul nostro sito insieme con la nota pervenuta recentemente  (e tardivamente) da MARISTAT alle OO.SS. nazionali.  Non riproporremo qui le considerazioni a suo tempo svolte da FLP DIFESA e riportate nel Notiziario n. 118,  ci preme solo ricordare le nostre valutazioni sul modello organizzativo proposto da SMM, rispetto al quale avevamo rappresentato la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino”. Questo avevamo detto.  E’ chiaro allora come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse  possibile scendere più in dettaglio sul modello organizzativo dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”,  in modo più rispettoso sia delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che delle linee programmatiche della Ministra Pinotti espresse in Parlamento (vds. Notiziario n. 25 del 17.03. 2014), che apparivano disattese.     Ma oltre che sperarlo, pensavamo che una seconda riunione con le finalità di cui sopra agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM,  che, al pari di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, fissasse configurazione base, organico e regole d’ingaggio che, proprio perché convenute sul tavolo nazionale, costituissero il punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali  e le RSU, chiamate a definire a valle, negli aspetti più specifici, configurazione e dimensionamento dei tre Arsenali.

Ebbene,  abbiamo sinceramente sperato che MARISTAT imboccasse decisamente questa strada. Ad un certo punto, ne eravamo quasi sicuri e attendevano per questo la convocazione del tavolo nazionale. E invece, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto e quindi, avendo evidentemente  lo SMM considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM fissato dalla road map, MARISTAT ha dato  il via libera ai confronti locali, e ancora una volta, come è oramai costume consolidato di questa F.A. nell’era De Giorgi,  senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionaliChe è arrivata tardivamente, con la nota pubblicata su questa stessa pagina, e comunque dopo il nostro intervento conseguente al sorprendente avvio del tavolo di Augusta.

Ma lì, come era immaginabile, si è aperto subito un forte contenzioso con OO.SS. ed RSU, che hanno registrato una proposta della Direzione Arsenale addirittura peggiorativa rispetto a quella già estremamente limitativa di MARISTAT presentata al tavolo nazionale il 13 novembre u.s.. Una proposta così indigeribile, evidentemente, che ha dato luogo alla messa a punto di un documento unitario di tutte le sigle presenti nell’Ente e delle RSU, che pubblichiamo su questa stessa pagina. Un documento estremamente lucido e dettagliato, che invitiamo tutti a leggere integralmente, nel quale ci riconosciamo quasi pienamente come FLP DIFESA nazionale,  atteso che in esso sono presenti analisi e considerazioni  ripetutamente da noi svolte in nostri precedenti Notiziari, anche dedicati alla vicenda Arsenali.

Ad Augusta, si sta celebrando in queste ore un rito abbastanza scontato.  Innanzitutto,  e non è un caso a nostro avviso,  che la scelta della sede del primo confronto locale sul riordino degli Arsenali   sia stata Augusta, e cioè quella dove il precedente riordino di MARISTANAV e COMANDI MARINA ha registrato il minore conflitto tra le Parti, scoppiato invece in grande stile a Taranto e soprattutto a La Spezia.

In secondo luogo, in questo primo confronto, abbiamo assistito ad una sorta di gioco delle Parti, in cui la locale Direzione fa proposte ampiamente peggiorative con l’intento, alla fine, di portare a casa qualche altro punto rispetto a quelli già presenti nel modello nazionale, già ampiamente insufficiente, segnando così una traccia anche per quelli che MARISTAT prevedibilmente ritiene i confronti locali più ostici (TA e SP).

Quale è allora l’obiettivo finale di questo percorso? Molto semplice: la militarizzazione degli Arsenali Militari, l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria delle maestranze civili. Questo è il disegno che si vuole far passare,  questo è il disegno che forzatamente persegue  SMM  per il riordino degli Arsenali della Marina Militare, e che appare in un qualche modo parallelo e alquanto complementare alle forzature denunciate dall’on. Scanu sulla c.d.  “legge navale”.

Ma è proprio questo il disegno che non deve passare in nessun modo, e che pensiamo non passerà per l’azione di contrasto forte alla quale il Sindacato tutto è chiamato, quello nazionale e quello locale. FLP DIFESA apre da subito la vertenza: avvieremo nei prossimi giorni una campagna di mobilitazione dei lavoratori con assemblee aperte in tutti e tre gli Arsenali, denunceremo ai media il tentativo di militarizzazione, e assumeremo iniziative forti presso Ministra e Commissioni Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota unitaria OO.SS.-RSU Arsenale MM Augusta

Allegato 2: 13.11.2014 – La proposta iniziale di SMM di riorganizzazione degli Arsenali MM

Allegato 3: 30.01.2015 – nota SMM su riordino Arsenali MM

Allegato 4: 04.12.2014 – Resoconto Commissione Difesa Camera

Allegato 5:20.01.2015 – Resoconto Commissione Difesa Camera 

Allegato 6: 27.11.2014  ilfattoquotidiano.it sulla legge navale

Notiziario n. 118 del 13 novembre 2014 –

L'Arsenale Militare di Augusta visto dall'alto
L’Arsenale Militare di Augusta visto dall’alto

E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà,  il problema legato al riordino e al riefficientamento  di questi Enti ritenuti strategici dalla  stessa A.D.,  è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno a questa parte. Dopo la fallimentare riforma Andreatta della seconda metà degli anni novanta, e dopo i tentativi anch’essi falliti connessi al lavoro dei gruppi di studio  istituiti nel triennio 2007/2009 (CAID e CRAMM),  la questione era di fatto scomparsa  dall’agenda delle relazioni sindacali, anche a causa di difficoltà oggettive, prima fra tutto la carenza di risorse e di turnover. La questione è stata in un qualche modo rilanciata dalla previsione di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 attuativo della L. 244/2012 (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici di F.A.), che reca novità significative in tema di internalizzazioni. Anche per questo, la nostra O.S., all’indomani dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 8, chiese a più riprese allo SMM l’avvio del confronto, la cui road map  fu poi definita nella riunione dell’8 mag. u.s. (Notiziario n. 49),  rispetto alla quale la riunione di ieri ne costituisce di fatto la tappa di avvio.

In apertura di riunione, il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, ha indicato le linee portanti di questo riordino, che sono illustrate nel documento consegnato alle OO.SS. che pubblichiamo su questa stessa pagina, che è articolato in più capitoli: obiettivi; situazione attuale; dimensionamento; modello organizzativo e organici.

Nel suo intervento,  la nostra O.S. ha dato innanzitutto atto allo SMM del rispetto sostanziale degli impegni assunti con il Sindacato, e ha ricordato la centralità di questi riordini che, al pari di quelli dei Poli dell’esercito, appaiono davvero strategici nel riordino complessivo delle FF.AA. Ha quindi lamentato la “genericità” della proposta esplicitata da SMM, che ci sembra entri poco nei dettagli.   Per quanto attiene gli obiettivi, noi li condividiamo in pieno, il problema è in che modo e con quali risorse quegli obiettivi possano essere raggiunti, ma di questo il documento dello SMM dice davvero poco;  sulla c.d. “scuola allievi operai” (occorrerà cambiare nome, atteso che la categoria “operai” è stata superata con la L.312/1980), siamo stati d’accordo sin dal primo momento con l’idea del Capo di SMM, occorre però anche qui comprendere bene gli strumenti normativi da utilizzare (L. 78/2014 c.d.  “Poletti” sulla riforma dell’apprendistato?),  i percorsi operativi e, infine, gli sbocchi occupazionali effettivi. Per quanto attiene le “criticità”, ne condividiamo l’elenco, in particolare per quanto attiene il blocco del turnover e la necessità di superarlo: a tal riguardo,  un po’ di ossigeno arriverà dalle assunzioni già autorizzate dalla FP di n. 166 funzionari, di cui 58 tecnici (si veda il Notiziario n.117),  ma FLP DIFESA pensa da tempo che sia  essenziale, per il riefficientamento dell’area industriale, un piano straordinario di assunzioni. Perfettamente d’accordo sui  “fattori di pregio”  delle strutture arsenalizie,  il problema però è come quei valori vengono messi in campo in un progetto industriale (non noto allo stato) credibile e praticabile: e, anche qui,  di dettaglio c’è purtroppo molto poco. Sul tema delle internalizzazioni  (“scelte di make or buy”),   è condivisibile l’idea di lasciare all’esterno le attività a basso contenuto tecnologico (manovalanza, per es.) mentre delle attività  ad alta tecnologia esternalizzare quelle di cui il MD non possiede il know-how o con rapporto costo/efficacia  non conveniente,  ma anche qui il problema è la mancanza di dettaglio, in particolare con riferimento al comma 2 dell’articolo sopra citato sul riordino Enti Logistici. Sul modello organizzativo, appare di ancor maggiore evidenza la genericità della configurazione tipo e degli organici,  che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La proposta di SMM di riorganizzazione degli Arsenali  (consegnata in riunione alle OO.SS)

arsenale di Augusta


A pochi mesi dalla firma dei decreti di struttura degli Arsenali e dei Centri Tecnici della Marina, FLP DIFESA chiede un incontro allo 1° Reparto dello Stato Maggiore della Marina per fare un punto di situazione. La necessità indifferibile di procedere subito a nuove assunzioni finalizzate a garantire la piena funzionalità dell’Area tecnico-industriale della Forza Armata, la internalizzazione delle attività a più alto contenuto professionale, la valorizzazione e l’impiego del Personale civile, le problematiche legate al Personale transitato ai ruoli civili sono le principali questioni poste a base della richiesta di incontro con il 1° Reparto.

27 Gen 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 – Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di […]


Le Autorità politiche in visita agli Arsenali della Marina: prima il Sottosegretario Toffalo a Taranto e poi la Ministra Trenta ad Augusta. In entrambe le circostanze, l’incontro con le Rappresentanze Sindacali che consegnano documenti unitari nei quali denunciano le gravi problematiche degli Enti e le gravissime carenze di professionalità civili. Le 294 assunzioni straordinarie nel triennio unanimemente giudicate insufficienti dalle OO.SS. ed RSU, che chiedono un urgente ed adeguato piano straordinario di assunzioni

22 Gen 2019 - Flp Difesa

Notiziario n. 6 del 21 gennaio 2019 – Nei giorni scorsi, i nostri Vertici politici si sono recati in visita presso due Arsenali della Marina Militare e, nella circostanza, le OO.SS. hanno portato alla loro attenzione le problematiche in essere nell’area industriale. Ha iniziato per primo il Sottosegretario alla Difesa on. Angelo Toffalo che il […]


Riordino Arsenali e Centri Tecnici della Marina. Punto di situazione e ripresa dei confronti locali. FLP DIFESA segnala le problematiche relative a posta elettronica e accessi internet

20 Gen 2016 - Flp Difesa

Notiziario n. 9 del 20 gennaio 2016 – A distanza di oltre sei mesi dal precedente incontro del 6 luglio 2015 (vds Notiziario n. 73 di pari data),  si è tenuta in mattinata a palazzo Marina una riunione,  presieduta dal Capo del 1° Reparto amm. P.L. Ricca e con  la presenza al tavolo anche di […]


All’Arsenale di Taranto, 37 milioni di euro via CIPE. Vince la mobilitazione unitaria del Sindacato. E per gli altri Arsenali cosa si fa? Prosegue intanto il riordino al buio degli Stabilimenti MM

21 Dic 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 135 del 21 dicembre 2015 – E menomale che la Ministra Pinotti, nel fuggevolissimo incontro avuto con le Rappresentanze del personale civile il 27 luglio u.s. (si veda il nostro Notiziario n. 82/2015), aveva detto che non c’erano risorse per il completamento del piano Brin dell’Arsenale di Taranto, promettendo per il corrente anno […]



Punto di situazione sul riordino degli Arsenali MM. Servono risposte politiche per dare gambe ad una efficace riorganizzazione

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Riordino Arsenali MM. Avviati i tavoli locali. Le questioni che precedono e accompagnano i confronti con le RSU e le OO.SS. Territoriali

12 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 – Con nota n. 34503  del 22 mag. u.s.,  SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” ,  dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della […]


Scoppia il “problema pulizie” negli Arsenali e in altri Enti della Marina. Lettera di FLP DIFESA a MARISTAT con la richiesta di incontro

14 Apr 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 38 del 14 aprile 2015 – In alcuni Enti importanti della Marina (Roma, Ancona, etc.) e in primis negli Arsenali, è esploso recentemente il  problema  legato alla  mancata pulizia dei locali, che è precipitata  al di sotto dei livelli minimi di guardia, come peraltro segnalato da alcune RSU che, per tamponare l’assurda situazione […]



Riunione con SMM. E’ partito il confronto sul riordino degli Arsenali della marina Militare.

13 Nov 2014 - Flp Difesa

Notiziario n. 118 del 13 novembre 2014 – E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà,  il problema legato al riordino e al riefficientamento  di questi Enti ritenuti strategici dalla  stessa A.D.,  è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno […]


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