Si è concluso di fatto oggi, con l’incontro nazionale con SMM-1° Reparto, il lungo e complesso confronto tra Marina Militare e Sindacato sull’impegnativo riordino di Arsenali e Centri Tecnici dei F.A. discendente dal decreto legislativo n. 8/2014 attuativo della legge 244/2012 di riordino delle FF.AA.
Come si ricorderà, questo confronto è partito in data 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118 di pari data); ha inizialmente vissuto momenti difficili in ragione di un differente approccio ai problemi e di valutazioni divergenti con SMM, per esempio in materia di attribuzione di compiti e funzioni ai lavoratori civili (nostra denuncia sulla “militarizzazione degli Stabilimenti”, si veda il Notiziario n. 17 del 9.02.2015); quindi, le aperture emerse nella riunione del 30.04.2015 (vds. Notiziario n. 45 di pari data) che hanno poi portato alla ridefinizione degli organici da parte di COMLOG (maggio 2015) e alla ripresa dei confronti locali. E’ seguito da parte del 1° Reparto la messa a punto conclusiva degli schemi dei D.M., poi adottati tutti in data 31.12.2015 e registrati in Corte dei Conti il 9.03.2016 (che ripubblichiamo su questa pagina in allegato 1), che recano la nuova struttura degli Enti, definita però solo sino al primo livello (Reparto) in quanto, per evidenti ragioni di flessibilità, la definizione delle strutture a valle è stata affidata a provvedimenti del Capo di SMM. Da qui, la nostra pressante richiesta di avviare subito i tavoli di confronto locale, inizialmente disattesa, ma che poi, anche a seguito della forte denuncia di FLP DIFESA (vds Notiziario n. 131 del 9.12.2015), dopo la riunione con SSM del 20.01.2016 ha portato alla riapertura dei tavoli locali (vds Notiziario n. 9 di pari data).
Ebbene, da quanto ci risulta dalle carte in nostro possesso, su quei tavoli locali sono emersi in particolare due problemi: nei Centri Tecnici, la chiusura totale ad ogni confronto da parte dei Dirigenti che si sono limitati solo a informare OO.SS./RSU sugli organigrammi a valle dei Reparti; negli Arsenali, invece, e qui la circostanza appare davvero strana, in particolare Taranto e La Spezia, al “NO” di altre sigle al confronto per ragioni che fatichiamo a comprendere e che appaiono alquanto pretestuose, tipo la necessità di attendere gli esiti del confronto sul Regolamentoex art.1 D.Lgs 7/2014 su compiti e funzioni del personale civile, che peraltro notoriamente non verrà mai scritto, atteso lo straordinario risultato portato a casa il 14 dicembre u.s. da CGIL-CISL-UIL che insieme alla Ministra hanno convenuto, in sostituzione del Regolamento, di approdare a uno strumento sicuramente meno esigibile, un “protocollo d’intesa”, i cui contenuti prevedibilmente non risolveranno i problemi che si conoscono (militarizzazione di compiti e funzioni civili). Ma di questa storia ne parleremo a tempo debito, e cioè a protocollo firmato.
In merito ai “NO” ai confronti locali, per quanto attiene i Dirigenti dei CC.TT. appaiono inammissibili tenuto conto delle diverse indicazioni date da SMM oggi peraltro confermate,; per quanto riguarda invece gli Arsenali Taranto e La Spezia, dove la richiesta è venuta in particolare da CGIL-CISL-UIL, risultano alquanto incomprensibili e anche controproducenti, atteso che questo lascia spazio alla controparte. Ad Augusta, invece, le proposte di SMM non hanno evidenziato significative posizioni ostative di O.S./RSU.
Di fronte a questo particolare quadro di situazione, la nostra O.S. ha scelto pertanto di portare all’attenzione dello SMM-1° Reparto tutte le proposte, oggi consegnate a SMM e che pubblichiamo tutte sul nostro sito, alcune unitarie e altre invece targate solo FLP DIFESA, che non son potute entrate nei tavoli locali e che, proprio per questo, non sono state ancora esaminate dal 1° Reparto. Il quale si accinge ora a definire le configurazioni definitive a valle, che saranno recepite in un provvedimento del CaSMM e entreranno in vigore dal 1 giugno p.v., in via sperimentale per un anno e con previsione di check a 6 mesi. A conclusione, nel dichiarare apprezzamento per il metodo seguito dal 1° Reparto ma anche insoddisfazione per le scelte generali operate, abbiamo rappresentato che questo riordino non inciderà in alcun modo se non si darà soluzione ai problemi storici: molte più risorse economiche ed assunzioni di personale.
(Giancarlo Pittelli)
Allegato 1 – decreti ministeriali di struttura di Arsenali e Centri Tecnici Marina:
La Marina Militareha deciso di forzare la mano e le tappe sul riordino degli Arsenali MM, una forzatura che fa il paio con quella portata avanti, pur non da sola, sulla vicenda legata alla “legge navale” che ha sortito una denuncia pubblica da parte di un autorevole membro del Parlamento.
Partiamo da quest’ultima vicenda. E’ noto che l’amm. De Giorgi, Capo di SMM, vuole fortissimamente il rinnovo della flotta navale, a suo giudizio ridotta quasi ai minimi termini, come ha ripetuto anche nel corso dell’audizione del 12 novembre in Senato: entro il 2025, delle attuali 60 navi (di cui, a suo dire, mediamente operative solo in 20), in 54 dovranno essere dismesse e verranno sostituite da una trentina di nuove unità, per le quali si prevede una spesa complessiva di 10 mld. Di questo si è discusso in Commissione Difesa della Camera, che in data 4.12.2014 ha espresso parere favorevole sull’A.C. 116 (programma navale) ma condizionandolo a una serie di richieste non di poco: ricerca del dettaglio sulle unità da dismettere; garanzie da parte delle imprese assegnatarie; trasparenza sui contenuti degli accordi negoziali tra A.D. e le stesse imprese; richiesta al Governo di diversi chiarimenti sulla spesa per armamenti posta a carico del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), mentre il 20 gennaio ha dato sempre parere positivo all’A.C. n. 128 (Schema DM sulle modalità di utilizzo dei contributi pluriennali), ma anche questa volta condizionato. In primis, alle richieste precedenti su A.C. 116, ribadite dalla Commissione perché ancora inevase dall’AD, che evidentemente fa difficoltà ad accettare quanto previsto dalla L. 244 sul controllo parlamentare della spesa per armamenti; in secondo luogo, ad un ulteriore e pesante vincolo relativo alla prima tranche dei finanziamenti, pari a 5,4 mld di euro, somme già trovate e iscritte al bilancio del MISE, con un risparmio secco di quasi 1,5 mld di interessi su mutui. Ebbene, il relatore on. Scanu ha avuto l’ardire di chiedere che questo 1,5 mld. risparmiato fosse destinato al miglioramento dei conti pubblici, e non impegnato in altre navi. Immediata è stata la reazione dei poteri forti della Difesa, come denunciato dallo stesso on. Scanu, che aveva già detto di “essere stato fatto oggetto di continue pressioni, provenienti da parti diverse, miranti a indurlo a rivedere la sua proposta di parere” (vds. resoconto 4.1.2014, sul nostro sito). Senza risultato, però, atteso che il parere è rimasto quasi lo stesso. Pubblichiamo su questa stessa pagina i pareri e i resoconti parlamentari in argomento e un articolo di novembre u.s. sull’argomento del Fatto Quotidiano.
La seconda vicenda riguarda invece il riordino degli Arsenali M.M., che SMM sta portando avanti in modo sostanzialmente unilaterale, senza un vero confronto con il Sindacato. Una circostanza non nuova per la M.M. che da anni riordina e modifica le proprie strutture con direttive e o.d.g. a firma del Capo SMM senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionali, come fanno invece SMA e SME. Alla luce dei problemi intervenuti nel riordino dei MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marina (ex Maridipart), subito dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 7/2014, avevamo chiesto al Capo del 1° Reparto di MARISTAT di costruire un percorso di riordino che coinvolgesse le OO.SS., e di orientare le scelte nella direzione indicata dal D.Lgs. 7 (“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile”) e dalla Ministra Pinotti.
Nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale sull’argomento (13.11.2014, vds, Notiziario n. 118), il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, delineò le linee portanti di questo riordino, illustrate nel documento poi consegnato alle OO.SS., che ripubblichiamo sul nostro sito insieme con la nota pervenuta recentemente (e tardivamente) da MARISTAT alle OO.SS. nazionali. Non riproporremo qui le considerazioni a suo tempo svolte da FLP DIFESA e riportate nel Notiziario n. 118, ci preme solo ricordare le nostre valutazioni sul modello organizzativo proposto da SMM, rispetto al quale avevamo rappresentato “la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino”. Questo avevamo detto. E’ chiaro allora come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse possibile scendere più in dettaglio sul modello organizzativo dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”, in modo più rispettoso sia delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che delle linee programmatiche della Ministra Pinotti espresse in Parlamento (vds. Notiziario n. 25 del 17.03. 2014), che apparivano disattese. Ma oltre che sperarlo, pensavamo che una seconda riunione con le finalità di cui sopra agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM, che, al pari di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, fissasse configurazione base, organico e regole d’ingaggio che, proprio perché convenute sul tavolo nazionale, costituissero il punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali e le RSU, chiamate a definire a valle, negli aspetti più specifici, configurazione e dimensionamento dei tre Arsenali.
Ebbene, abbiamo sinceramente sperato che MARISTAT imboccasse decisamente questa strada. Ad un certo punto, ne eravamo quasi sicuri e attendevano per questo la convocazione del tavolo nazionale. E invece, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto e quindi, avendo evidentemente lo SMM considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM fissato dalla road map, MARISTAT ha dato il via libera ai confronti locali, e ancora una volta, come è oramai costume consolidato di questa F.A. nell’era De Giorgi, senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionali. Che è arrivata tardivamente, con la nota pubblicata su questa stessa pagina, e comunque dopo il nostro intervento conseguente al sorprendente avvio del tavolo di Augusta.
Ma lì, come era immaginabile, si è aperto subito un forte contenzioso con OO.SS. ed RSU, che hanno registrato una proposta della Direzione Arsenale addirittura peggiorativa rispetto a quella già estremamente limitativa di MARISTAT presentata al tavolo nazionale il 13 novembre u.s.. Una proposta così indigeribile, evidentemente, che ha dato luogo alla messa a punto di un documento unitario di tutte le sigle presenti nell’Ente e delle RSU, che pubblichiamo su questa stessa pagina. Un documento estremamente lucido e dettagliato, che invitiamo tutti a leggere integralmente, nel quale ci riconosciamo quasi pienamente come FLP DIFESA nazionale, atteso che in esso sono presenti analisi e considerazioni ripetutamente da noi svolte in nostri precedenti Notiziari, anche dedicati alla vicenda Arsenali.
Ad Augusta, si sta celebrando in queste ore un rito abbastanza scontato. Innanzitutto, e non è un caso a nostro avviso, che la scelta della sede del primo confronto locale sul riordino degli Arsenali sia stata Augusta, e cioè quella dove il precedente riordino di MARISTANAV e COMANDI MARINA ha registrato il minore conflitto tra le Parti, scoppiato invece in grande stile a Taranto e soprattutto a La Spezia.
In secondo luogo, in questo primo confronto, abbiamo assistito ad una sorta di gioco delle Parti, in cui la locale Direzione fa proposte ampiamente peggiorative con l’intento, alla fine, di portare a casa qualche altro punto rispetto a quelli già presenti nel modello nazionale, già ampiamente insufficiente, segnando così una traccia anche per quelli che MARISTAT prevedibilmente ritiene i confronti locali più ostici (TA e SP).
Quale è allora l’obiettivo finale di questo percorso? Molto semplice: la militarizzazione degli Arsenali Militari, l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria delle maestranze civili. Questo è il disegno che si vuole far passare, questo è il disegno che forzatamente persegue SMM per il riordino degli Arsenali della Marina Militare, e che appare in un qualche modo parallelo e alquanto complementare alle forzature denunciate dall’on. Scanu sulla c.d. “legge navale”.
Ma è proprio questo il disegno che non deve passare in nessun modo, e che pensiamo non passerà per l’azione di contrasto forte alla quale il Sindacato tutto è chiamato, quello nazionale e quello locale. FLP DIFESA apre da subito la vertenza: avvieremo nei prossimi giorni una campagna di mobilitazione dei lavoratori con assemblee aperte in tutti e tre gli Arsenali, denunceremo ai media il tentativo di militarizzazione, e assumeremo iniziative forti presso Ministra e Commissioni Difesa.
Notiziario n. 51 del 27 aprile 2016 – Si è concluso di fatto oggi, con l’incontro nazionale con SMM-1° Reparto, il lungo e complesso confronto tra Marina Militare e Sindacato sull’impegnativo riordino di Arsenali e Centri Tecnici dei F.A. discendente dal decreto legislativo n. 8/2014 attuativo della legge 244/2012 di riordino delle FF.AA. Come si […]
Notiziario n. 17 del 9 febbraio 2015 – La Marina Militare ha deciso di forzare la mano e le tappe sul riordino degli Arsenali MM, una forzatura che fa il paio con quella portata avanti, pur non da sola, sulla vicenda legata alla “legge navale” che ha sortito una denuncia pubblica da parte di un […]