Notiziario n. 73 del 26 luglio 2017 –

La MInistra R. Pinotti nel corso dell’audizione in  Commissioni Difesa del 18.07. 2017

Nella giornata del 18 u.s., la Ministra Pinotti è stata audita dalle Commissioni Difesa di Camera e Senato sul Disegno di Legge (DDL 2728) attuativo del Libro Bianco e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro Difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate…”  (su questa stessa pagina, in allegato 5 ne pubblichiamo il testo integrale; in allegato 6, invece, il “Dossier” predisposto dagli Uffici del Senato e, in allegato 7, il Libro Bianco tratto dal sito del Ministero della Difesa).

Trattasi della seconda delle due uniche audizioni fissate in calendario, la prima essendo stata quella del Capo di SMD gen. Claudio Graziano che si è tenuta in data 13 luglio u.s.  e della quale abbiano dato conto nel Notiziario n. 68 del 17 luglio 2017 e che poi ha avuto un seguito con le risposte conclusive del Capo di SMD nella mattina dello stesso giorno dell’audizione della Ministra (pubblichiamo su questa pagina in allegato 3 il relativo resoconto sommario).

Una scelta, quella di audire solo Ministra e Capo di SMD escludendo tutti gli altri soggetti a vario titolo interessati (e tra questi anche CGIL FP – UILPA ed FLP DIFESA che l’avevano richiesta con nota del 20.03.2017), che ci è apparsa incomprensibile anche perché associata alla scelta di chiedere a diversi soggetti (Capi di SM in carica; Segr. Gen./DNA; ex Ministri; Capi di SM a riposo; Centri Studi e anche COCER e OO.SS.) di “fornire dei contributi scritti”, addirittura tramite un apposito modello e relativamente a dieci prefissati argomenti, assegnando a questi soggetti esclusi dalle audizioni, “una sorta di compitino a casa per scolari diligenti, senza neppure la possibilità di esprimere un giudizio conclusivo, come avevamo detto nel  Notiziario n. 68 del 17 luglio u.s.

Tra coloro che hanno risposto alla consultazione, c’è anche l’ex Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi, critico sin da subito del Libro Bianco, il quale ha espresso alcune interessanti considerazioni – che abbiamo tratto dalla pubblicazione che raccoglie tutte le osservazioni pervenute in Commissione Difesa -, che ci appaiono in buona parte condivisibili e che, anche per questo, invitiamo a leggere (li pubblichiamo su questa stessa pagina in allegato 4).

Tornando all’audizione della Ministra del 18 u.s., di cui pubblichiamo su questa stessa pagina sia la registrazione audio-video (in allegato 1) che il resoconto sommario (in allegato 2), dobbiamo dire che, a nostro giudizio, il suo intervento introduttivo è apparso alquanto scontato e perfettamente in linea con la rappresentazione fatta il 13 u.s. dal Capo di SMD  “che aveva esaltato le virtù taumaturgiche del DDL attuativo del Libro Bianco, ma senza neanche un minimo accenno al nodo gordiano che vi sta sotto: lo strapotere del  riconfigurato ruolo di Capo di SMD, che cumula enormi competenze, operative ed anche economiche, mai viste sinora e che vanno a rompere gli attuali equilibri tra i Vertici (SGD/DNA e SMD), e che, proprio per questo, inducono preoccupazioni anche sul piano della democrazia, atteso che all’orizzonte già si staglia l’“uomo forte della Difesa” che da oltre settant’anni è fuori dalla nostra storia”. Unica novità da registrare nella relazione della Ministra, è stata quella che, in apertura, ha fatto l’ excursus storico che ha portato al Libro Bianco.

Noi invitiamo i colleghi interessati ad ascoltare o a leggere per intero l’intervento della Ministra e siamo sicuri che molti, partendo dalla loro conoscenza diretta del mondo della Difesa, delle sue criticità e dei suoi problemi, troveranno alcuni passaggi perlomeno singolari, come quello nel quale la Ministra, dopo non aver detto nulla della lievitazione complessiva dei costi finanziari indotta dall’operazione Libro Bianco, ha invece sostenuto, a proposito della nuova configurazione ordinamentale di SGD,  che “non è più prevista, peraltro, la figura del Vice Segretario generale civile, e questo consente di non avere alcun aggravio di costi rispetto alla organizzazione attuale, come esplicitamente scritto nella norma”. E perché, per lo stesso motivo, non vengono aboliti altri incarichi militari di Vice, che invece sono aumentati e con essi i costi dello strumento militare?

Ultimo aggiornamento: il Presidente Latorre ha inizialmente fissato al 31 p.v. la data ultima di presentazione degli emendamenti in Commissione Difesa, successivamente slittata al 4 di settembre 2017 anche in considerazione della chiusura estiva delle Camere. E poi, si entrerà nel vivo della legge di bilancio 2018. Si, la strada appare tuttora molto in salita…

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: audio-video dell’audizione della Ministra Pinotti del 18 luglio 2017 (apri link)

Allegato 2: Resoconto sommario audizione Ministra Pinotti del 18.07.2017

Allegato 3: Resoconto sommario prosieguo audizione Capo di SMD del 18.07.2017

Allegato 4: Le osservazioni sul DDL 2728 dell’ex Capo di SMM, amm. G. De Giorgi

Allegato 5: Il testo del Disegno di Legge attuativo del Libro Bianco (A.S. 2728)

Allegato 6: Dossier documentazione DDL 2728

Allegato 7: Libro Bianco – 30.04.2015, 5a versione (def) sul sito MD

 

Notiziario n 60 del 20 giugno 2017 –

Procedono molto a rilento, in Commissione Difesa del Senato,  i lavori sul Disegno di Legge (DDL) attuativo del Libro Bianco, adottato il 10.02.2017 dal Consiglio dei Ministri (CdM) su proposta della Ministra Pinotti e recante “Riorganizzazione dei vertici del Ministro difesa e delle relative strutture. Deleghe al Governo per la revisione del modello operativo delle Forze Armate, per la rimodulazione del modello professionale e in materia di personale del Ministero della difesa, per la riorganizzazione del sistema della formazione , nonché in materia di semplificazione normativa dell‘ordinamento militare” (su questa stessa pagina pubblichiamo: in allegato 1, il testo del DDL in argomento;  in allegato, il dossier predisposto dal Senato; infine, in allegato 3, il testo del Libro Bianco 2015).

Trattasi del provvedimento che dovrà dare attuazione al “Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa”  (LB), messo a punto da un gruppo di professori ed “esperti” scelti dalla Ministra e che ha visto la luce il 30 aprile 2015, il quale, sin dal primo momento, è apparso un ridisegno della Difesa molto pesante, che ne avrebbe stravolto l’attuale assetto.

Ricordiamone brevemente i punti più importanti: il ruolo eccessivo del Capo di SMD, il nuovo vero “padrone” della Difesa, in possesso di leve vecchie e nuove (il costituendo Comando Logistico Difesa, in primis), molto più efficaci e operative rispetto a quelle dello stesso Ministro, che ridurranno fortemente le competenze attuali e l’autonomia delle FF.AA., in primo luogo in  materia di carriere della dirigenza militare e di formazione, e che produrranno “quell’uomo forte solo al comando” che a noi non piace per niente; il depotenziamento di SEGREDIFESA, che perderà la funzione più importante, la Direzione Nazionale Armamenti (DNA), che transiterà a SMD, con tutti gli  interessi legati all’industria della difesa che si porterà dietro; le corpose novità in materia di bilancio (legge sessennale); c’è il problema delle risorse che servono per questa riforma e del chi ne paga i costi, in un momento di grande sofferenza sociale ed economica del Paese; c’è il progetto di soppressione dell’area industriale della Difesa, con previsione di cessione di strutture e personale all’industria privata; e c’è infine, per noi civili, l’ulteriore marginalizzazione della categoria, per dare più ruolo e più funzioni ai militare, in primis in area SMD.

Per tutto questo, sin dall’inizio, il LB fece registrare forti resistenze, interne ed esterne allo stesso MD (tra questi, anche il premier Renzi) che rallentarono l’uscita del DDL, poi superate dal via libera venuto dal nuovo Premier Gentiloni in Parlamento, che aveva fatto espresso riferimento all’attuazione del LB tra le priorità del proprio Esecutivo. Quindi l’adozione del DDL in Consiglio dei Ministri il 10 febbraio u.s. e, dopo un mese, l’invio al Senato e l’assegnazione alla Commissione Difesa (DDL 2728).

Va detto che, da allora (eravamo nella prima metà di marzo…), il DDL in questione di strada non ne ha poi fatta molta, segno che le resistenze (anche in seno alla stessa maggioranza) persistevano, e anche forti. Ad un certo punto, quando le elezioni politiche a fine settembre apparivano oramai certe, il DDL era stato dato per morto e sepolto; poi, con l’allontanamento del voto dopo il tonfo dell’accordo tra PD, FI, M5S e Lega sulla legge elettorale, l’orizzonte si è un po’ rasserenato. E’ ripreso così l’esame in Commissione Difesa, e il Presidente Latorre ha posto ai Commissari la questione su come procedere e chi audire, oltre alla Ministra e al Capo di SMD.

Al riguardo, questi gli ultimi approdi (riunione del 13 giugno, si veda il “resoconto” che pubblichiamo in allegato 4 su questa stessa pagina): su proposta del Presidente, la Commissione ha detto sì a “una consultazione ristretta a soggetti qualificati, tra cui gli ex Capi di SM, le rappresentanze del personale militare e i sindacati…” (inizialmente, lo stesso Latorre aveva però parlato di una “consultazione pubblica” di 10 gg). Sarà consultato dunque anche l’ex CaSMM, amm. De Giorgi…..

Seguiremo da vicino gli sviluppi parlamentari del DDL, e in primo luogo dell’emendamento che A.D. si è impegnata a presentare su proposta delle OO.SS. CGIL FP, UIL PA e FLP DIFESA per avviare centri di formazione negli Stabilimenti e in altri Enti del MD connessi a procedure corso-concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato di professionalità civili (dovevamo parlarne il 14 u.s., la riunione è stata però spostata).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il testo del Disegno di Legge A.S. 2728 attuativo del Libro Bianco

Allegato 2: Dossier documentazione atto senato 2728

Allegato 3: Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa

Allegato 4: Resoconto seduta Commissione Difesa Senato del 13.06.2017

 

Notiziario n. 78 del 23 giugno 2016 –

L'amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia
L’amm. De Giorgi insieme ai suoi marinai prima della cerimonia

Addio con il botto, quello di ieri dell’amm. Di Giuseppe De Giorgi,  che ha lasciato il timone della Marina Militare nelle mani del Capo di Gabinetto della Ministra Pinotti, amm. Valter Girardelli. La cerimonia di cambio delle consegne, avvenuta sul piazzale di palazzo Marina in una cornice bella e accogliente, ha avuto un “prima” davvero irrituale e sorprendente, che ha colpito tutti e imbarazzerà sicuramente qualcuno.

Ebbene, nei minuti che hanno preceduto la cerimonia ufficiale e dunque prima dell’arrivo delle Autorità (Ministra Pinotti, Ministro Alfano, Sottosegretario Rossi, Capo SMD, Capi SM FF.AA., Cte Gen. CC, SGD), circondato da giovani marinai plaudenti in attesa di schierarsi e mentre gli altoparlanti diffondevano le musiche de “Il Gladiatore”,  ha pronunciato parole durissime, le più pesanti delle quali sono apparse queste: Sono l’ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso da fonti anonime, avrò la mia vendetta in un modo o nell’altro”,  ancorchè poi ridimensionate a “battute”.  Dichiarazioni certo legate all’amarezza e alla sofferenza per questo addio, che interrompe una brillante carriera e ottime prospettive future (si era anche parlato di un incarico al vertice della Protezione Civile), e che appare legato all’inchiesta di Potenza conosciuta come “Tempa Rossa”  e anche al coinvolgimento sui c.d. “festini a bordo” innescato da un dossier anonimo, che ha verosimilmente indotto il Governo ad accelerarne la sostituzione al vertice di M.M., al quale era stato chiamato su proposta del Ministro Di Paola  in dicembre 2012, entrando poi in carica il 28.01.2013.

Ma parole pesanti l’amm. De Giorgi li ha pronunciate anche nell’intervento di commiato ufficiale di fronte alle Autorità presenti, che ha salutato e ringraziato, ma alle quali ha comunque ricordato che la nostra navigazione non è stata sempre calma , e sapete a cosa mi riferisco. Gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi. Soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”. 

“Interessi occulti”, una denuncia forte da parte di De Giorgi,  che ha messo in palese difficoltà anche la stessa Ministra la quale, sollecitata dai giornalisti a fine cerimonia, si è solo augurata che “che questi interessi occulti non ci siano”. Un po’ poco, francamente.

Naturalmente, nel suo intervento, l’amm. De Giorgi ha ripercorso i 3 anni e mezzo del suo incarico e i risultati ottenuti.  Tra i meriti che si è giustamente attribuito, quello in particolare legato alla “legge navale”, che – ha osservato l’amm. De Giorgi – ha impedito “la morte della flotta”  avendo ottenuto “la conferma delle 10 FREMM ma soprattutto di dar vita a una famiglia di navi innovative che segneranno il futuro delle costruzioni navali anche a livello internazionale,  navi economiche nella gestione, rispettose dell’ambiente, polivalenti, che daranno un contributo determinante alla sicurezza nazionale e alla difesa degli interessi vitali del Paese”.  Lascia “16 navi maggiori 16 navi maggiori e due unità minori”. Non è poco.

Nessun accenno, invece,  da parte dell’amm. De Giorgi, al progetto di difesa disegnato dal Libro Bianco  che invece è stata al centro dell’intervento del Capo di SMM subentrante oltre che – ma questo era più scontato – di quelli di Ministra e Capo di SMD.  Come è noto a tutti, l’amm. De Giorgi non ha condiviso molte delle scelte del Libro Bianco, in particolare quelle legate al potenziamento del ruolo di SMD a discapito delle FF.AA.,  e non è certo un caso che finora quelle scelte non siano approdate all’attuazione. Da oggi, forse, il percorso sarà molto più spedito. E a chi, come noi, le scelte del Libro Bianco sono apparse sin dall’inizio poco convincenti, le posizioni al riguardo dell’amm. De Giorgi sono apparse certo apprezzabili.

Infine i saluti e i ringraziamenti, indirizzati anche alle Confederazioni Sindacali  e pure alla FLP DIFESA, e la cosa ovviamente ci ha fatto particolarmente piacere.  Buona fortuna davvero, amm. De Giorgi!

Pubblichiamo di seguito il video della cerimonia e  il testo dei discorsi degli ammm. De Giorgi e Girardelli.

(Giancarlo Pittelli)

Il video integrale della cerimonia  

Allegato 1: Il discorso di commiato dell’amm. Giuseppe De Giorgito

Allegato 2: Discorso di assunzione dell’incarico dell’amm. Valter Girardelli

Notiziario n. 78 del 15 luglio 2015 –

Il Capo di SMM, amm. sq. Giuseppe  De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. sq. Giuseppe De Giorgi

La riunione di stamattina a Palazzo Marina con SMM-1° Reparto è servita a fare il punto di situazione sull’impegnativa riorganizzazione degli Arsenali M.M., prevista dall’art. 2259-sexies del COM.

Ricordiamo brevissimamente le tappe ad oggi di questo processo: in avvio, la presentazione in data 13 novembre 2014 alle OO.SS. nazionali del primo progetto elaborato da SMM-1° Reparto, rispetto al quale esprimemmo subito alcune valutazioni critiche: l’insufficiente civilizzazione,  la “militarizzazione” di alcuni settori strategici (lavorazioni in primis), la mancanza di piani industriali, etc.; quindi, il fallimento del tentativo di trovare una sponda sui tavoli locali, atteso che dal primo tavolo locale, quello di Augusta,  emerse una durissima posizione unitaria di RSU e OO.SS. terr., che indusse la F.A. a rivedere il progetto. In ultimo,  l’incontro del 30 aprile u.s. con il nuovo Comandante Logistico della MM e l’annunciata rivisitazione da parte di MARICOMLOG dell’originario progetto di riordino degli Arsenali,  che ripubblichiamo su questa stessa pagina, e che si è poi tradotto nella ridefinizione del progetto di riorganizzazione dei tre Arsenali con le nuove articolazioni organizzative e le relative posizioni, che, inviate a fine maggio alle tre Direzioni,  hanno costituito la base di avvio dei confronti locali.

Delle prime risultanze di detti confronti locali, abbiamo già riferito nel Notiziario n. 73 del 6 u.s.:  a  fattor comune  per  tutti e tre gli Arsenali (si veda:Taranto, nota unitaria 22 giu.; La Spezia, nota RSU 7 lug;  Augusta, vnota RSU 14 lug, tutte pubblicate su questa stessa pagina), sono emersi dal fronte sindacale giudizi critici sugli assetti prospettati, forti preoccupazioni sull’assenza di piani industriali, di investimenti e di turnover,  e molti interrogativi sul futuro degli stessi Enti anche alla luce delle previsioni di esternalizzazioni di lavorazioni e personale del Libro Bianco.  Posizioni che ben comprendiamo, atteso che hanno costituito l’asse portante delle rivendicazioni di questi mesi della nostra O.S., come è desumibile dalla lettura dei diversi nostri Notiziari sul tema Arsenali,  e che peraltro, nella riunione odierna, abbiamo riproposto pari pari allo SMM.

Noi pensiamo che passi in avanti – anche significativi – rispetto al primo progetto di riordino di SMM siano stati fatti di sicuro, di questo diamo atto alla FA,  ma permangono purtroppo ancora  punti critici.  In primis, vi è la necessità di comprendere bene, oltre alla mission generale,  anche le mission specifiche di ciascun Arsenale, che giustificano quella fisionomia e quell’organigramma, in una parola il c.d. “piano industriale” che andrà a sostenere il progetto di riordino,  che è bene esplicitare anche perché non potrà non trovare posto nei decreti ministeriali di struttura;  in secondo luogo, vi è l’esigenza di implementare il numero e le posizioni apicali civili all’interno di alcuni settori,  in primo luogo il Reparto manutenzioni navali e il Reparto commerciale/lavorazioni esterne, troppo militarizzate, che a nostro avviso assumeranno una posizione strategica nei futuri gli Arsenali;  in terzo luogo,  vi è la necessità di proseguire il confronto sui tavoli locali, magari con una maggiore disponibilità da parte dei Dirigenti, alcuni dei quali hanno dato l’impressione di non dare il giusto rilievo alle richieste di OO.SS./RSU.; infine, vi è necessità di avere risposte, in primis politiche, su una serie di questioni (turnover; risorse disponibili; formazione; internalizzazioni; piani Brin; etc.), che appaiono decisive per il buon esito della riordino.

SMM ha preso atto delle nostre argomentazioni, ed  ha confermato il proprio intendimento di procedere in avanti nel percorso di riordino, anche attraverso un maggiore coinvolgimento del Sindacato.  Questa la road map: SMM  rivedrà il progetto di riordino di COMLOG anche alla luce di quanto emerso sinora sui tavoli locali, e ce lo invierà per un’ ultimo esame;  contestualmente, A.D. procederà alla messa a punto degli schemi dei DD.MM. (struttura sino a livello di Reparto), che abbiamo chiesto vengano inviati alle OO.SS.; a chiudere, gli o.d.g. del CSMM, con l’assetto a valle dei Reparti, che auspichiamo condiviso.

Un’ incontro, quello di oggi, certo utile, in attesa delle indifferibili e urgenti risposte politiche.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il progetto Arsenali messo a punto da COMLOG MM

Allegato 2: Note delle OO.SS./RSUNota unitaria Taranto OO.SS. -RSU 22 giugno 2015        Nota RSU La Spezia 7 luglio 2015          Nota RSU Augusta 14 luglio 2015 

Notiziario n. 118 del 13 novembre 2014 –

L'Arsenale Militare di Augusta visto dall'alto
L’Arsenale Militare di Augusta visto dall’alto

E’ finalmente partito, nella giornata di ieri, il confronto sul riordino degli Arsenali della Marina. Come si ricorderà,  il problema legato al riordino e al riefficientamento  di questi Enti ritenuti strategici dalla  stessa A.D.,  è una delle questioni che hanno caratterizzato l’iniziativa del Sindacato da qualche anno a questa parte. Dopo la fallimentare riforma Andreatta della seconda metà degli anni novanta, e dopo i tentativi anch’essi falliti connessi al lavoro dei gruppi di studio  istituiti nel triennio 2007/2009 (CAID e CRAMM),  la questione era di fatto scomparsa  dall’agenda delle relazioni sindacali, anche a causa di difficoltà oggettive, prima fra tutto la carenza di risorse e di turnover. La questione è stata in un qualche modo rilanciata dalla previsione di cui all’art. 12 del D. Lgs. n. 8 attuativo della L. 244/2012 (art. 2259-sexies – Enti dipendenti dai Comandi Logistici di F.A.), che reca novità significative in tema di internalizzazioni. Anche per questo, la nostra O.S., all’indomani dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 8, chiese a più riprese allo SMM l’avvio del confronto, la cui road map  fu poi definita nella riunione dell’8 mag. u.s. (Notiziario n. 49),  rispetto alla quale la riunione di ieri ne costituisce di fatto la tappa di avvio.

In apertura di riunione, il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, ha indicato le linee portanti di questo riordino, che sono illustrate nel documento consegnato alle OO.SS. che pubblichiamo su questa stessa pagina, che è articolato in più capitoli: obiettivi; situazione attuale; dimensionamento; modello organizzativo e organici.

Nel suo intervento,  la nostra O.S. ha dato innanzitutto atto allo SMM del rispetto sostanziale degli impegni assunti con il Sindacato, e ha ricordato la centralità di questi riordini che, al pari di quelli dei Poli dell’esercito, appaiono davvero strategici nel riordino complessivo delle FF.AA. Ha quindi lamentato la “genericità” della proposta esplicitata da SMM, che ci sembra entri poco nei dettagli.   Per quanto attiene gli obiettivi, noi li condividiamo in pieno, il problema è in che modo e con quali risorse quegli obiettivi possano essere raggiunti, ma di questo il documento dello SMM dice davvero poco;  sulla c.d. “scuola allievi operai” (occorrerà cambiare nome, atteso che la categoria “operai” è stata superata con la L.312/1980), siamo stati d’accordo sin dal primo momento con l’idea del Capo di SMM, occorre però anche qui comprendere bene gli strumenti normativi da utilizzare (L. 78/2014 c.d.  “Poletti” sulla riforma dell’apprendistato?),  i percorsi operativi e, infine, gli sbocchi occupazionali effettivi. Per quanto attiene le “criticità”, ne condividiamo l’elenco, in particolare per quanto attiene il blocco del turnover e la necessità di superarlo: a tal riguardo,  un po’ di ossigeno arriverà dalle assunzioni già autorizzate dalla FP di n. 166 funzionari, di cui 58 tecnici (si veda il Notiziario n.117),  ma FLP DIFESA pensa da tempo che sia  essenziale, per il riefficientamento dell’area industriale, un piano straordinario di assunzioni. Perfettamente d’accordo sui  “fattori di pregio”  delle strutture arsenalizie,  il problema però è come quei valori vengono messi in campo in un progetto industriale (non noto allo stato) credibile e praticabile: e, anche qui,  di dettaglio c’è purtroppo molto poco. Sul tema delle internalizzazioni  (“scelte di make or buy”),   è condivisibile l’idea di lasciare all’esterno le attività a basso contenuto tecnologico (manovalanza, per es.) mentre delle attività  ad alta tecnologia esternalizzare quelle di cui il MD non possiede il know-how o con rapporto costo/efficacia  non conveniente,  ma anche qui il problema è la mancanza di dettaglio, in particolare con riferimento al comma 2 dell’articolo sopra citato sul riordino Enti Logistici. Sul modello organizzativo, appare di ancor maggiore evidenza la genericità della configurazione tipo e degli organici,  che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: La proposta di SMM di riorganizzazione degli Arsenali  (consegnata in riunione alle OO.SS)

Notiziario n. 27 del 19 marzo 2014 –

L'amm. G. De Giorgi, Capo di SMM
L’amm. G. De Giorgi, Capo di SMM

Nel pomeriggio di ieri 18 marzo, il Capo di Stato Maggiore Marina, amm. Giuseppe De Giorgi,  accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, amm. P. Ricca, ha incontrato le OO.SS. nazionali. All’o.d.g. della riunione, la revisione organizzativa della Marina Militare, a suo tempo disposta con le Direttive n. 2 del 31.12.2012 e n. 3 del 22.01.2013 entrambe a firma dell’allora Capo di SMM amm. Binelli Mantelli,  che ripubblichiamo su questa pagina e di cui abbiamo riferito con i Notiziari n. 4 e n. 16/2013.

In avvio di riunione, il Capo di SMM ha illustrato le linee portanti, i contenuti e le finalità di detta revisione, con l’ausilio delle slide che pubblichiamo su questa stessa pagina, coprendo in tal modo  il deficit informativo che a suo tempo avevamo lamentato.  L’amm. De Giorgi è partito innanzitutto dalla evoluzione degli organici della Difesa che  hanno subito una contrazione generale a seguito del tagli operati dalla legge 135/2012 e che, sulla base dei numeri fissati per le diverse aree dal DPCM 22.01.2013, in base agli elementi a nostra conoscenza,  nell’emanando DM di ripartizione tra gli OO.PP. per la Marina dovrebbero ora attestarsi complessivamente sulle 9.685 unità, così articolate all’incirca: n. 740 di area 1^; n. 8.335 di area 2^ e n. 610 di area 3^.  A tal proposito,  e a similitudine di quanto già fatto nelle ultime riunione con SMA e SME,  abbiamo chiesto al Capo di SMM che, subito dopo la emanazione del D.M. relativo,  venga fissata apposita riunione con le OO.SS. nazionali  per comunicare  e confrontarsi  in merito ai nuovi organici degli Enti della F.A. non ancora noti  e ai criteri che ne hanno orientato le scelte della F.A.. L’Ammiraglio ha poi chiarito che la revisione organizzativa della MM è basata su un approccio diverso dalla vecchia organizzazione che ha generato numerose criticità,  passando dalla responsabilità per funzioni alla responsabilità  per prodotto,  e assicurerà al Dirigente preposto tutte le leve per assolvere alla mission a lui affidata.  E’ seguita quindi l’illustrazione di dettaglio dei provvedimenti principali previsti per le due aree (CINCNAV e COMLOG), e dunque quelli relativi alla costituzione delle MARISTANAV (per riconfigurazione dei MARIBASE, con funzioni di supporto diretto alle Unità navali e agli equipaggi ) e dei COMANDI MARITTIMI (per riconfigurazione dei Dipartimenti, con funzioni territoriali e di supporto).

Ai provvedimenti di cui sopra  sono connesse due importanti operazioni: la configurazione dei nuovi Enti e la definizione dei piani di reimpiego, che naturalmente sono tra di loro intrecciate, come è sempre successo in tutti questi anni.  E qui purtroppo si è verificato l’intoppo: i confronti non sono decollati in alcune sedi,  verosimilmente anche a causa delle posizioni assunte da alcune sigle, che si sono rese indisponibili a sedersi intorno ai tavoli nell’attesa dei decreti attuativi della delega, che comunque nulla avrebbero potuto aggiungere a provvedimenti già decisi dalla F.A. e già in itinere come da  Direttive,  e che erano stati inseriti nei decreti solo ai fini del raggiungimento del 30% minimo di tagli fissato dalla delega.  Il problema è esploso all’atto della presentazione alle Rappresentanze locali delle ipotesi di reimpiego, che non sono state né precedute nè accompagnate dalla presentazione degli organici dei nuovi Enti, con relative collocazioni e  incarichi.  Una situazione inaccettabile, mai ancora vista nella Difesa per Enti di quella portata, che FLP DIFESA ha denunciato al Capo di SMM nel corso del primo incontro di  febbraio (si veda il Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014). Dobbiamo allora  dare atto all’amm. De Giorgi di aver contribuito in modo determinante allo sblocco di questa situazione, reso evidente dal fatto che nei giorni successivi i tavoli sui sono finalmente aperti e la documentazione richiesta è stata fornita alle Rappresentanze locali.

E così, in particolare in alcune sedi, si sono rese evidenti alcune scelte non condivisibili della F.A., che ha costruito i nuovi organici con poca attenzione alle disposizioni innovative contenute nel D. Lgs. n. 7 (art 1, c. 2-bis, let e:  “attribuzione di funzioni e compiti tecnico-amministrativi al personale civile”), ancor più rafforzate dalla Ministra Pinotti nel corso della sua recente audizione in Parlamento. Queste disposizioni impongono non il mantenimento dello statu quo, ma una civilizzazione più marcata, che noi ora esigiamo.  E invece quanti Marescialli Capo Sezione (la tabella di corrispondenza concordata con il Vertice politico prevede il transito in area 2^),  pur in presenza di funzionar,  ma privi di specifiche responsabilità!  Su questa base,  si sono creati forti criticità  in alcune sedi. Come evidenziato nella slide n. 22, dette criticità riguardano Taranto (MARISTANAV e Cdo Marina Sud), La Spezia (Marina Nord) e Brindisi (MARISTANAV), rispetto ai quali i confronti non si sono chiusi anche perché i Dirigenti locali hanno rigettato le proposte delle Rappresentanze locali. Tavoli chiusi, con accordi sottoscritti o in via di sottoscrizione, invece per:  MARISTANAV La Spezia;  MARICAPITALE Roma  (pur permanendo le valutazioni negative delle OO.SS.  e delle RSU interessate per il cambio in corso d’opera della collocazione dell’Ente, per il disagio arrecato al personale  e per l’antieconomicità dell’operazione, come rappresentato in una nota unitaria delle OO.SS. di Roma); infine, MARISTANAV e Cdo Marina Augusta.

Va dato atto al Capo di  SMM della disponibilità che, in sede di riunione,  ha offerto alle OO.SS. per risolvere le criticità di cui sopra, proponendo per tutti gli Enti in argomento implementazioni di incarichi per il personale civile di area 3^, alcuni anche significativi.  Ma è evidente che non atteneva certo al tavolo nazionale una funzione di questo tipo,  motivo per il quale FLP DIFESA ha preso atto delle novità annunciate  negli organici, che però, a nostro giudizio, non soddisfano completamente le nostre aspettative in ragione delle novità normative e delle posizioni espresse in Parlamento dalla Ministra Pinotti. Abbiamo perciò chiesto all’ amm. De Giorgi,  unitamente a tutte le  altre OO.SS. presenti,  che con queste proposte  si torni sui tavoli locali,  al fine di completare i confronti e sottoscrivere gli accordi.  Condividiamo a tal proposito l’opinione,  espressa  in sede di riunione dalla F.A., che le problematiche MARISTANAV siano più aggredibili e risolvibili, e auspichiamo dunque che a breve si possano chiudere gli accordi per quegli Enti. L’operazione è certo più complessa per i Comandi Marina,  per i quali FLP DIFESA ha chiesto all’amm. De Giorgi di valutare la praticabilità di un rinvio,  attraverso apposito DM e al pari di quanto farà l’Esercito, dei termini fissati dal D. Lgs. n. 7.  In ogni caso, lo SMM ha assicurato che le operazioni di reimpiego saranno attuate in tutte le Sedi nel pieno rispetto delle norme contrattuali e delle procedure vigenti.

Nel corso dell’incontro sono state affrontate altre due questioni importanti: il riordino già avvenuto del settore infrastrutturale della M.M., oggetto di Direttiva a firma del Capo di SMM (vds. Notiziario n. 6 del 22.01.1014) che ripubblichiamo in questa pagina,  e il decisivo riordino degli Arsenali Militari che si dovrà completare entro il 2015.

Per quanto attiene il riordino del settore infrastrutturale, il Capo di SMM ha indicato alle OO.SS.  le innovazioni apportate nel settore infrastrutturale, che sono quelle illustrate nelle slide dalla n. 12 alla n. alla n. 19.   A tal proposito, FLP DIFESA ha chiesto che negli Enti interessati al riordino si aprano  subito tavoli di confronto con le rappresentanze locali in ordine soprattutto agli Organigrammi dell’Alto Comando e all’ organizzazione della nuova Sezione e del nuovo Ufficio del  Genio (allegati 4a e 4b della Direttiva), che a nostro avviso dovranno marcare maggiormente funzioni e compiti attribuiti al personale civile.

Per quanto riguarda invece il riordino degli Arsenali e dei Centri Tecnici della MM, i colleghi ricorderanno quanto FLP DIFESA ebbe a rappresentare nel corso della riunione con SMM-1° Reparto avvenuta in data 6 gen u.s. (si veda il Notiziario n. 6 di pari data). In quella circostanza, tenuto conto delle norme  di cui all’art. 12, comma 2259-sexies, del D.Lgs.n. 8/2014  (“Enti dipendenti dai Comandi Logistici di Forza Armata”)  che recano disposizioni innovative  in materia di organici e di razionalizzazione delle produzioni e  prevedono  la  reinternalizzazione di servizi e lavori,  FLP DIFESA aveva chiesto il riavvio delconfronto tra F.A. e OO.SS. sul riefficientamento di quegli Enti.  Ebbene, l’amm. De Giorgi, dopo aver illustrato le criticità, le priorità di intervento e l’aperura all’esterno dei servizi di quegli Enti (vds slide dalla n. 9 alla n. 11),  ha assicurato che a breve verrà inviata alle OO.SS. la tabella di marcia per l’apertura dei confronti, che partiranno da un incontro nazionale previsto entro aprile in cui si parlerà dei criteri generali del riordino, proseguiranno poi con i tavoli locali, Ente per Ente,  e si concluderanno infine con un secondo incontro nazionale, in cui si tireranno le fila e si definiranno le scelte conclusive.  Ovviamente non possiamo che esprimere soddisfazione per questa importante decisione del Capo di SMM.

In conclusione, un incontro significativo che apre prospettive nuove nelle relazioni sindacali in MM.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Slide per la riunione predisposte da SMM

Allegato 2: Direttiva del Capo di S.M.M. n. 2 del 3.12.2012

Allegato 3: Direttiva del Capo di SMM n. 3 del 22.01.2013

Allegato 4: SMM – Direttiva nuova organizzazione attività infrastrutturali

Notiziario n. 11 del 6 febbraio 2014 –

Il Capo di SMM, amm. De Giorgi
Il Capo di SMM, amm. Giuseppe De Giorgi

Al centro dell’incontro di ieri pomeriggio con il Capo di Stato Maggiore Marina, Amm. Giuseppe De Giorgi,  accompagnato nella circostanza dal Capo del 1° Reparto, Amm. P. Ricca, ci sono state le relazioni sindacali in ambito Marina, con particolare riferimento ai provvedimenti di riordino e ai connessi reimpieghi interessanti  i Comandi Marittini (ex Maridipart) e Maristanav (ex Maribase).  E’ avvenuto un po’ quello che noi auspicavamo,  avendolo peraltro  anticipato nella presentazione dell’incontro (vds. Notiziario n. 10).

Come i colleghi ricorderanno,  la FLP DIFESA aveva denunciato con viva preoccupazione lo stato attuale delle relazioni sindacali in ambito Marina. Emanazione di fondamentali direttive di riordino della F.A. senza alcuna informazione preventiva e/o alcun confronto con le OO.SS.  (ultima sorpresa, l’edizione di gennaio 2014 della “Direttiva per l’organizzazione delle attività infrastrutturali” che pubblichiamo su questa stessa pagina);  mancanza di qualsiasi confronto ( ad eccezione di La Spezia) in merito alla configurazione dei nuovi Enti (Comandi Marittimi e Maristanav),  alla loro struttura organizzativa, alle nuove dotazioni organiche e agli incarichi/funzioni attribuiti ai civili;   semplice “partecipazione” alle OO.SS./RSU  dei connessi piani di reimpiego, definiti dalla F.A. senza alcun confronto preliminare in merito a collocabilità e impieghi professionali; posizioni alquanto preoccupanti in materia di mobilità e reimpieghi; infine, la vicenda legata a Maricapitale/Maridist/Direz. Fari di Roma, con repentino cambio di collocazione che innescherebbe  forti disagi. C’era dunque necessità di un profondo chiarimento per far ripartire i confronti. E così è stato!

Dopo una breve introduzione del Capo di SMM,  che ha ricordato la complessità del processo di riordino delle FF.AA. e le difficoltà del momento  e quella altrettanto breve del Capo del 1° Reparto che ha richiamato le risultanze dell’ultima  riunione nazionale del 22 gennaio,  è partito il giro di tavolo. Nel suo intervento,  la FLP DIFESA ha rappresentato all’Amm. De Giorgi le predette criticità in materia di  relazioni sindacali;  ha denunciato l’assenza di informazioni (su organici; configurazione Enti; incarichi; etc.)  in ordine ai riordini in atto (Cdi Marittimi e Maristanav) a Taranto, Augusta e Roma, e la necessità di avviare in quelle sedi e con urgenza (il 31 marzo è vicino!) il confronto di merito, che invece è già in corso a Spezia, dove il Sindacato ha fatto la sua parte e c’è sul tavolo una proposta unitaria CGIL-CISL-UIL-FLP  (a tal proposito, abbiamo consegnato al Capo di SMM la documentazione in nostro possesso proveniente dalle sedi locali).   Confronti di merito  in via preliminare, rispetto alla messa a punto dei piani di reimpiego con le procedure del CCNI,  senza i quali la nostra O.S. non potrebbe siglare alcun accordo.  FLP DIFESA ha  poi  osservato come la necessità di riannodare i fili di un positivo e costruttivo rapporto con le OO.SS. emerge anche guardando all’orizzonte nuovo che si è aperto per Arsenali e Centri Tecnici  e che trae origine dal combinato disposto tra legge di stabilità  (contributi ventennali all’industria navalmeccanica e ad alta tecnologia, un approdo importante dovuto all’allarme lanciato sulle criticità della nostra flotta e ad un’azione efficace di cui abbiamo dato atto all’amm. De Giorgi)  e le previsioni del decreto legislativo sul personale attuativo ex L.244 (disposizioni innovative  in materia di razionalizzazione delle produzioni e  di reinternalizzazione di servizi e lavori),  che rendono finalmente possibile la riapertura del confronto sui percorsi di  riefficientamento degli Stabilimenti, che partirà da tutte le sedi locali per poi arrivare al tavolo nazionale  secondo gli impegni assunti dal Capo del 1° Reparto nella riunione del 22 u.s..  Confronti tutti nei quali si misurerà sul campo la reale volontà della F.A. di dare ruolo, funzioni e prospettive ai civili.

Il Capo di SMM ha preso atto di quanto rappresentato,  ha espresso significative aperture sul coinvolgimento delle Parti sociali, sia territoriali (avvio dei confronti in tutte le sedi) che nazionali e che si concretizzeranno a breve nella calendarizzazione di briefing per l’esame delle problematiche specifiche.

Per Maricapitale/Maridist/Dirz. Fari Roma, ci sarà una specifica riunione con l’amm. Ricca martedì 11 p.v.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Direttiva SMM settore infrastrutturale -anno 2014

amm de giorgi


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