Notiziario n. 16 del 6 febbraio 2015 –

Stretta di mano dopo la firma tra il gen. Stefanini e il dr. DE Felice
Stretta di mano dopo la firma tra il gen. Stefanini e il dr. De Felice

Il Ministero della Difesa ha firmato qualche giorno fa un accordo con l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli  Infortuni sul Lavoro (INAIL) per la sicurezza dei lavoratori del M.D. . L’intesa, sottoscritta per l’A.D. dal Segretario Generale DNA gen. Enzo Stefanini e per l’INAIL dal suo Presidente Massimo De Felice,  mira in particolare alla prevenzione dai rischi della esposizione alle fibre di amianto aerodisperse nei diversi siti in cui sono allocati Enti, Distaccamenti e Reparti delle FF.AA., ma è mirata anche a diffondere la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso:

INAIL fornirà alla nostra Amministrazione assistenza e supporto specialistico in ordine alle problematiche tecniche di igiene e sicurezza del lavoro,  avvalendosi per questo del proprio laboratorio abilitato ad effettuare analisi sull’amianto.  Le modalità operative sono affidate a un “Comitato paritetico di coordinamento”, composto da tre rappresentanti per ciascuna delle Parti, che predisporrà i piani semestrale e annuali delle attività e dei progetti, delineando gli indirizzi tecnici e organizzativi, la programmazione, le procedure di monitoraggio dell’andamento delle attività.

A nostro giudizio,  una iniziativa certo positiva, quella di cui stiamo parlando, e di questo diamo ampiamente atto all’A.D.,  con l’auspicio, però,  che dopo l’annuncio, seguano però i fatti, e che di questi fatti i lavoratori e le loro Rappresentanze vengano informati. In passato, non è successo sempre così.

Qualche anno fa, era il 2011,  c’era stata un’altra lodevolissima iniziativa, e proprio in materia di prevenzione al rischio amianto: qualcuno se la ricorda?  Noi  certamente si,  avendone puntualmente  riferito nei nostri Notiziari n. 80 e n. 145 di quell’anno.  Ci riferiamo al progetto denominato “Studio degli indicatori per le patologie asbesto nell’ambito delle categorie lavorative delle Forze Armate”,  coordinato da un Comitato Tecnico Scientifico presieduto dal Prof. F. Tomei  dell’Università “La Sapienza” di Roma,  basato su di un campione rappresentativo di 1000 soggetti opportunamente selezionati fra il personale civile e militare (su questa stessa pagina, le slide e la nota DIFESAN dell’epoca). Lo studio, unico nel suo genere e avviato  il 21.02.2011,  avrebbe dovuto coinvolgere, su base volontaria tramite consenso informato,  circa mille lavoratori, civili e militari,  con età uguale o superiore a 40 anni, che sarebbe stato sottoposto ad accertamenti sanitari presso le strutture mediche in Roma con spese a carico di DIFESAN.  Una iniziativa, dunque, estremamente importante, anche perché avrebbe consentito  un monitoraggio delle situazioni legate alla problematica dell’amianto nelle varie aree di attività e di lavoro del MD.   Ci chiediamo: che fine ha fatto questa iniziativa? Lo studio è stato portato avanti? Quali le risultanze e quali gli effetti pratici sul piano della prevenzione della patologia?  Buio fitto all’orizzonte!

Abbiamo cercato di avere delle risposte al riguardo (su questa pagina, pubblichiamo lq nostra nota del 2014), ma invano. Questo studio sembra dissolto nel nulla: non sarebbe allora il caso di informare i lavoratori e le OO.SS, atteso che le stesse sono state allora coinvolte (riunione del 16.06.2011 con il Comitato Tecnico Scientifico) ?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Circolare DIFESAN n. 2609-21.02.2011

Allegato 2: Slides di illustrazione del progetto amianto del 2011

Allegato 3: 06.06.14-lettera FLP DIFESA a Gabinetto richiesta info progetto amianto

Notiziario FLP DIFESA n. 65 del 14 MAGGIO 2012 –

Marilena Morano

Il Tribunale di Velletri le ha dato ragione:  la sua immatura scomparsa è avvenuta a causa della ripetuta esposizione all’amianto nel suo Ente, l’Ospedale militare di lungodegenza di Anzio, nel quale ha lavorato per trent’ anni e che il  Ministero della Difesa non aveva bonificato dalla presenza letale delle fibre di asbesto, esponendola a quel rischio che poi l’ha portata alla morte.

Parliamo della per noi indimenticabile  Marilena Morano, morta per mesioteloma pleurico maligno il 10 ottobre del 2009,  dipendente civile del Ministero della Difesa e nostra dirigente sindacale di lungo corso, prima dello SNAD e successivamente di FLP DIFESA, e anche nostra RSU per più mandati.

Marilena aveva una storia professionale come tanti di noi.  Era entrata giovanissima nel Ministero Difesa (anno 1979, aveva vent’anni) in qualità di giardiniera e per il tramite dei corsi allievi operai; due anni dopo,  il passaggio in mansioni d’ufficio,  e da quel momento anni e anni di impegno lavorativo serio, intelligente e senza risparmio,  pur in condizioni fisiche alquanto disagevoli per una grave invalidità civile.  Con un solo, piccolo riconoscimento professionale: la riqualificazione alla qualifica superiore del 2008.

Un anno prima, nel 2007,  le prime avvisaglie della gravissima malattia che l’avrebbe poi condotta a morte, e da lì un calvario di sofferenze e di dolori che, nel giro di soli due anni, l’avrebbe portata via alla sua famiglia.  La diagnosi era stata impietosa: mesiotelioma pleurico maligno, una malattia che purtroppo non concede scampo, e tristemente nota per essere correlata all’esposizione alle fibre di asbesto. Marilena capì subito, sin dal primo manifestarsi dei sintomi,  che quella malattia era legata al suo lavoro dentro l’Ospedale militare di Anzio, luogo molto noto di ricovero e cura per malati lungodegenti.  In quell’Ente,  di amianto ce n’era davvero tanto, troppo, e peraltro in molti ambienti, interni ed esterni.  Lo hanno evidenziato i sopralluoghi tecnici disposti dal Tribunale (carotaggi, analisi del terreno, esami su pezzi di zanzariere, caldaie,  etc.) che hanno rivelato la  presenza di fibre di asbesto; e lo hanno attestato ampiamente i periti incaricati dallo stesso Tribunale, un ingegnere, un chimico e un medico. Quell’ambiente di lavoro era contaminato e dunque rischioso,  in quanto espone all’amianto operatori e utilizzatori della struttura, e non solo: nelle vicinanze  ci sono anche due scuole, con il loro “carico” umano

Marilena aveva percepito subito la condizione di  grande rischio, l’aveva denunciata pubblicamente, e  aveva vissuto con grandissima preoccupazione la possibilità che altri colleghi ammalassero come lei.  Era diventato un suo chiodo fisso,  e quella preoccupazione per i suoi colleghi l’accompagnò sino alle fine, anche nella sua azione quotidiana di dirigente sindacale FLP DIFESA.  Ma purtroppo, senza grandi risultati:  la sua domanda di causa di servizio venne addirittura rigettata dal competente Comitato,  e le operazioni di bonifica dell’ambiente, pur avviate dall’Amministrazione, non vennero mai portate a conclusione, prova ne siano le permanenti e visibili condizioni in cui versa tuttora l’Ente.

La sentenza  di primo grado del giudice Cruciani del Tribunale di Velletri è di portata storica, come ha giustamente affermato l’avvocato Ciro Palumbo, che ha avuto il grande merito di crederci e che è stato l’anima della battaglia di Marilena  anche dopo la sua scomparsa:  riconosce che la nostra collega  è morta per amianto e condanna l’Amministrazione ad un risarcimento di 716.000 euro, oltre a interessi e rivalutazione.  Uno straordinario risultato che premia anche la tenacia della famiglia di Marilena, e in particolare di mamma Amelia e della sorella Rosella, nostra collega e anch’ella dirigente FLP DIFESA.

Avremo prossimamente un incontro con l’Avv. Palumbo: la battaglia in nome di Marilena continua.

(Giancarlo Pittelli)

 Allegato: Articolo del Messaggero

RINNOVIAMO L’INVITO AI LAVORATORI AD ADERIRE ALL’INIZIATIVA DI DIFESAN

Con il Notiziario n. 80 del 22 giugno u.s., avevamo informato i colleghi in merito al progetto di ricerca denominato “Studio degli indicatori per le patologie asbesto nell’ambito delle categorie lavorative delle Forze Armate”, unico nel suo genere, che era stato avviato il 21 febbraio precedente e che avrebbe dovuto coinvolgere, su base volontaria tramite consenso informato, circa mille lavoratori, civili e militari, con età dai 40 anni in sù, che sarebbero stati sottoposti ad accertamenti sanitari presso strutture mediche di Roma con spese a carico di DIFESAN (ricordiamo agli interessati che, allegate al Notiziario n. 80 -visibile/scaricabile dal nostro sito web, area Notiziari-, si trovano le slides illustrative).

Proprio perché l’iniziativa avviata ci appariva estremamente importante in quanto avrebbe consentito di avere un monitoraggio delle situazioni legate alla problematica dell’amianto nelle varie aree di lavoro del nostro Ministero, avevamo auspicato in quel nostro Notiziario che “l’intera Amministrazione della Difesa, ai suoi massimi livelli ed in tutte le sue articolazioni, desse maggiore pubblicità e risalto alla iniziativa”, anche attraverso “specifici “help desk” messi a disposizione dalle varie Direzioni/Comandi, in particolare presso i Reparti di lavorazione degli Arsenali e dei Poli dell’Esercito, degli Enti dell’Area Operativa con attività lavorative e manutentive, degli Enti della cartografia e di quelli affidati alla gestione dell’Agenzia Industrie Difesa, e più in generale presso tutti gli Enti della Difesa”, all’interno dei quali il personale civile e militare interessato avrebbe potuto “prendere visione della iniziativa ed entrare a far parte del progetto che, peraltro, ha come finalità ultima, e non certo per importanza, quella legata alla individuazione di nuove strategie per la prevenzione delle conseguenze dell’esposizione all’amianto”. In questo senso, avevamo anche sollecitato l’allora vertice politico del Ministero.

Ebbene, le cose non sono purtroppo andate come noi avevamo auspicato, e ne rappresenta a nostro avviso una indiretta conferma la e-mail che abbiamo ricevuto dal Presidente del Comitato Tecnico Scientifico, prof Francesco Tomei, e che riportiamo di seguito nel suo testo integrale: “In relazione alla fase di reclutamento del progetto Amianto è stata decisa una procedura semplificata di adesione. Le invio in allegato il modulo di consenso a partecipare al progetto “Studio di indicatori per le patologie asbesto-correlate nell’ambito delle categorie lavorative delle Forze Armate” con cui si può aderire direttamente al progetto. Le adesioni possono essere inviate direttamente al MINISTERO DELLA DIFESA -Direzione Generale della Sanità Militare- Osservatorio Epidemiologico – Via S. Stefano Rotondo n° 4 – 00184 ROMA. In pratica si invieranno direttamente a visita i primi 1000 che aderiranno allo studio in ordine temporale di adesione alla ricerca. Il personale che aderirà allo studio sarà inviato direttamente a visita e ad eseguire gli accertamenti previsti previa convocazione e a spese della Direzione Generale della Sanità Militare. Il questionario sarà poi somministrato in sede di visita medica presso il laboratorio analisi da parte del Medico del Lavoro. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Nella speranza che il progetto abbia il numero necessario di adesioni confido nella sua preziosa collaborazione. Grazie cordiali saluti. Prof Francesco Tomei”

Nel trasmettere in allegato il “modulo di consenso” pervenutoci, FLP DIFESA risollecita le lavoratrici ed i lavoratori della Difesa ad aderire a questa importantissima iniziativa anche perché più vasta è l’area di adesione, maggiori saranno i dati raccolti e più attendibile il risultato scientifico, che potrà così offrire un contributo significativo in merito alla prevenzione delle patologie asbesto correlate.

Notdif145-07.12.11-allegato

Amianto


Accordo A.D. – INAIL sulla prevenzione dal rischio amianto. Ma che fine ha fatto il progetto di DIFESAN del 2011?

6 Feb 2015 - Dotazioni Organiche, Flp

Notiziario n. 16 del 6 febbraio 2015 – Il Ministero della Difesa ha firmato qualche giorno fa un accordo con l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli  Infortuni sul Lavoro (INAIL) per la sicurezza dei lavoratori del M.D. . L’intesa, sottoscritta per l’A.D. dal Segretario Generale DNA gen. Enzo Stefanini e per l’INAIL dal suo Presidente […]


MARILENA HA VINTO LA SUA BATTAGLIA

14 Mag 2012 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 65 del 14 MAGGIO 2012 – Il Tribunale di Velletri le ha dato ragione:  la sua immatura scomparsa è avvenuta a causa della ripetuta esposizione all’amianto nel suo Ente, l’Ospedale militare di lungodegenza di Anzio, nel quale ha lavorato per trent’ anni e che il  Ministero della Difesa non aveva bonificato […]


PROGETTO AMIANTO: SEMPLIFICATA LA PROCEDURA DI ADESIONE

7 Dic 2011 - Flp Difesa

RINNOVIAMO L’INVITO AI LAVORATORI AD ADERIRE ALL’INIZIATIVA DI DIFESAN Con il Notiziario n. 80 del 22 giugno u.s., avevamo informato i colleghi in merito al progetto di ricerca denominato “Studio degli indicatori per le patologie asbesto nell’ambito delle categorie lavorative delle Forze Armate”, unico nel suo genere, che era stato avviato il 21 febbraio precedente […]


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