Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno:
L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi con privati per l’affidamento in uso temporaneo di infrastrutture militari, per il tramite di Difesa Servizi, e consente alla Difesa di provare a fare cassa creando sinergie tra pubblico e privato, con convenzioni e accordi locali da cui reperire risorse da destinare, ovviamente fatte salve le priorità operative e manutentive di F. A., al mantenimento/ampliamento dei livelli occupazionali sul territorio, a riattivare Scuole Allievi Operai, ad avviare iniziative formative specialistiche a livello locale. Sarà compito degli SS.MM. di indicare i siti utili allo scopo. L’idea di A.D. è di introdurre un modello che nel contempo valorizzi infrastrutture (x es. il sistema alloggiativo) e porti alla qualificazione del personale. In tale contesto l’A.D. ha ampiamente riaffermato il principio del pieno coinvolgimento delle OO.SS. nei processi decisionali che a partire da domani definiranno contenuti e clausole di accordi e convenzioni (come a suo tempo richiesto da FLP Difesa-vds Notiziario 63/2020). In merito, FLP DIFESA non poteva che apprezzare l’idea di un percorso che nel portare beneficieconomici alla Difesa comportasse benefici per il personale, in particolare in termini di professionalità, e tuttavia rappresentando una qualche preoccupazione sulla necessità di trasparenza dei percorsi da intraprendere per raggiungere l’obbiettivo; ha inoltre ribadito la necessità e l’urgenza di salvaguardare i livelli occupazionaliterritoriali anche in ottica di reinternalizzazione, e ribadito come imprescindibile il ricambio generazionale, stante il progressivo vistoso depauperamento delle risorse umane.
La programmazione strategica di assunzioni del personale civile con proiezioni al 31.12.2024. Il Capo di Gabinetto, Gen. Serino e il CV Burzi del 1° Reparto/SMD hanno introdotto e illustrato il Pianostrategico, sul quale pesa l’obbiettivo di raggiungere le 20.000 unità di personale civile entro il 31.12.2024 di cui ai vincoli assunzionali della L. 244/2012; in realtà il personale civile sta “dimagrendo” molto più velocemente delprevisto, in virtù del maggior numero di pensionamenti conseguenti all’introduzione della “Quota 100”, e perciò, alla luce delle proiezioni di uscita del personale civile, Persociv, di concerto con gli OO.PP., ha consegnato aGabinetto Difesa un piano previsionale di assunzioni da attuare entro il 31.12.2024, per complessive 3.061unità, articolato per profili professionali, Enti e Regioni di destinazione, con riconfigurazione degli organici dal 1 gennaio 2025, al netto degli ex militari transitati all’impiego civile. Il tutto nei limiti assunzionali previsti dallanorma, e subordinato alla quantificazione dei risparmi annualmente conseguiti dall’AD ed agli organici.
La FLP DIFESA nel suo intervento ha rappresentato la necessità:
di un intervento normativo che consenta la proroga del termine del 31.12.2020, sulla riserva del 60% delle assunzioni di tecnici per gli Arsenali, Poli Esercito e stabilimenti militari;
di dare finalmente avvio ad una proposta normativa di riconoscimento della peculiarità del personale civile, in analogia con quanto a suo tempo fatto per il personale militare, che consenta di superare i prevedibili rilievi degli organi certificatori sia ai fini di uno specifico incremento salariale, che ai fini delle assunzioni;
di intervenire con urgenza per rendere strutturali i 21 milioni frutto dell’accordo 5.4.2017 attualmente destinati alla produttività, e in particolare alla performance organizzativa, attualmente certi solo fino a dicembre 2021;
di intervenire sulla legge 244/2012 e sui numeri da questa previsti per il personale civile;
l’importanza della azione politica del Dicastero in merito alle previsioni di assunzioni ordinarie e straordinarie contenute nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa 2020-2022, e nell’atto d’indirizzo 2021, e in merito all’avvio di strumenti idonei a sostenere incrementi del salario del personale civile utili a colmare il gap;
la necessità di notizie certe in merito ai bandi di concorso ordinari e straordinari già autorizzati;
di porre rimedio alla grave carenza organica attuale che in particolar modo colpisce l’area industriale, e al rischio “collasso”, di cui alle “grida di allarme” rappresentate in diverse sedi, comprese quelle parlamentari, non solo da parte nostra, ma anche dagli Organi di Vertice del Dicastero. Si sottolinea che i numeri autorizzati NON coprono, e sempre meno copriranno, le fuoriuscite di tecnici e di amministrativi in tutte le articolazioni del Ministero della Difesa e val la pena citare ad esempio la situazione degli Arsenali: il Piano Industriale Integrato 2020-2025 presentato da Maricomlog il 4 giugno u.s., segnalava una carenza di personale al 31.12.2014, del 70% all’Arsenale di Taranto, del 60% a la Spezia e del 55% ad Augusta; e in quel Piano già si parlava di assumere per il 2020, 893 unità di tecnici (445 a Taranto, 273 a Spezia e 175 ad Augusta). Dunque, solo per fare un esempio, vediamo cosa succede all’Arsenale di Taranto: sono previste assunzioni straordinarie di 105 unità per ogni anno dal 2020 al 2022, per un totale di 315 unità (per le quali non sono ancora pronti i bandi di corso-concorso), a fronte delle 445 unità tecniche richieste solo per l’anno 2020; intanto l’Ente già entro fine 2020 presenterà una carenza generale di 626 unità. E le 315 assunzioni autorizzate sono molto inferiori rispetto alle 590 richieste per il triennio 2020-2022. Se questa è la prospettiva per un Ente che pure può considerarsi “fortunato”, non immaginiamo cosa potrà succedere in tutti gli altri, anche nelle altre FF.AA. ;
di intervenire sulle modalità di pianificazione delle assunzioni, da formularsi non più in base alle carenze organiche ma alle effettive esigenze, dunque con la possibilità di adeguare numeri e profili professionali;
di attivare il tavolo tecnico in materia di ex militari transitati all’impiego civile, come concordato lo scorso luglio al Gabinetto a seguito di una nostra storica richiesta, anche in ragione delle possibili ricadute sulla programmazione assunzionale in corso.
Il Capo di Gabinetto ha registrato le richieste, ma ovviamente ha tenuto a precisare che i lavori presentati da SMD e Gab. Difesa non avrebbero potuto prescindere dai limiti imposti dalla legge 244/2012; ed ha preannunciato l’illustrazione del documento al termine della riunione (sui risparmi) di mercoledì 28 ottobre, nella quale sarà fornito un calendario preciso dei successivi incontri.
Notizie più specifiche in merito alle procedure in atto sono state fornite dal D.G. di Persociv, e in particolare:
sono già stati completati a luglio presso la Commissione RIPAM concorsi quali quello per 48 amministrativi, e per 38 dirigenti, e altri saranno gestiti sempre dal RIPAM e dal FORMEZ;
sono in corso interlocuzioni con la F.P. per la predisposizione di un bando unico comprendente le assunzioni straordinarie già autorizzate di 2^ e 3^ area;
sono in fase avanzata le interlocuzioni con FP per l’emanando DM relativo al corso concorso di 315 unità per l’Arsenale di Taranto, che prevede una prima selezione, poi un corso/stage presso l’Arsenale, e l’ esame finale;
sono in corso di definizione i criteri di selezione per l’assunzione del personale di Campalgenio;
i dati elaborati per la pianificazione delle assunzioni sono al netto del personale militare transitato;
è in via di predisposizione il Piano Triennale di Fabbisogni, posto che l’attuale scade quest’anno.
E’ tutto, vi terremo aggiornati.
Cordiali saluti.
p. LA SEGRETERIA NAZIONALE Maria Pia Bisogni e Pasquale Baldari
Notiziario FLP DIFESA n. 66 del 7 luglio 2020 –
La sala della Camera riservata alla 5^ Commissione Programmazione e Bilancio
Come noto, la Camera dei Deputati è impegnata in queste ore nell’esame e nel voto del testo del Decreto Legge 19.05.2020, n. 34 ( “decreto rilancio”) che risulta significativamente emendato rispetto al testo originario (vds testo pubblicato sul nostro sito) e sul quale in settimana si pronuncerà l’Aula.
Tra gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio, di particolare rilevanza per il pubblico impiego risultano quelli relativi all’art. 263 (“(Disposizioni in materia di flessibilità del lavoro pubblico e di lavoro agile) che risulta significativamente modificato/integrato, ancorchè non sempre, a nostro giudizio, in modo positivo.
A tal proposito, la nostra Federazione ha diffuso una nota che riportiamo integralmente di seguito.
“La Commissione Bilancio della Camera in sede referente, nel corso dell’esame della legge di conversione del DL Rilancio, ha apportato rilevanti modifiche alla normativa relativa al lavoro agile nelle Pubbliche Amministrazioni, approvando un emendamento, prima firmataria Vittoria Baldino, che fissa un nuovo quadro di riferimento.
Le nuove misure possono esse così sintetizzate:
viene confermato il lavoro agile emergenziale fino al 31 dicembre 2020 e viene fissata una percentuale pari al 50 per cento di personale che le Amministrazioni dovranno mantenere in lavoro agile nelle attività individuate come effettuabili con tale modalità;
alla data del 15 settembre 2020 cessa di avere efficacia il comma 1 lettera a) del DL 18/2020, che come è noto, prevede che le Amministrazioni adottino il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione e limitino la presenza negli uffici al solo personale impegnato nelle attività indifferibili da svolgere di presenza. Dal combinato disposto delle due norme si deduce che fino a tale data (15 settembre 2020) resta l’obbligo dell’individuazione delle attività indifferibili a svolgere in presenza e quindi è escluso un rientro generalizzato e non motivato;
l’emendamento prevede anche una norma a regime. Entro il 31 gennaio di ogni anno le Amministrazioni debbono dotarsi di un Piano Operativo per il Lavoro Agile (POLA);
tale Piano deve permettere che almeno il 60 per cento del personale che svolge attività rientranti in tale modalità lavorativa possano avvalersi dell’istituto, garantendo che gli stessi non subiscano penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera;
in mancanza dell’adozione del Piano, almeno il 30 per centodel personale potrà avvalersi comunque dell’istituto del lavoro agile;
è infine prevista la possibilità che con Decreto del Ministro per la Pubblica Amministrazione possano essere definiti ulteriori indirizzi operativi con riferimento all’organizzazione del lavoro e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con l’Istituzione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica di un Osservatorio nazionale per il lavoro agile.
Senza dubbio si tratta di un intervento importante che mira a dare continuità all’esperienza di questi mesi, seppure con le necessarie modifiche derivanti dall’esigenza del riavvio di molte attività, portando a regime una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che può essere un importante fattore di innovazione e di modernizzazione delle nostre Amministrazioni.
Riteniamo però che nell’emendamento approvato permangano alcune criticità che a nostro parere debbono essere necessariamente superate.
La prima è quella che prevede, su molti aspetti relativi alla definizione dei Piani Operativi che intervengono direttamente sul rapporto di lavoro, come ad esempio la formazione o il sistema di misurazione e rilevazione
del lavoro agile, un ruolo residuale e marginale del sindacato, relegato all’istituto del “sentite le Organizzazioni sindacali”.
Non ci siamo.
Quelle sono materie precipuamente contrattuali e debbono far parte, insieme alle altre quali il diritto alla disconnessione, le modalità di corresponsione del salario aziendale, i buoni pasto, etc., di una specifica sessione di contrattazione, anche in sede di rinnovo dei Contratti nazionali di lavoro scaduti da più di diciotto mesi.
Non sarebbe accettabile, infatti, partire in sede negoziale con paletti previsti unilateralmente per legge, che impedirebbero il pieno dispiegarsi dell’azione contrattuale.
La seconda criticità è quella dell’eccessiva genericità delle attività che a regime possono essere svolte con tale modalità.
Le percentuali individuate per legge infatti, pur estremamente importanti, sono però relative alle attività che le Amministrazioni individueranno e quindi, vista l’esperienza di questi mesi in cui, pur in presenza di una norma cogente e di un gravissimo rischio epidemiologico, troppi burocrati hanno negato il lavoro agile, il rischio di uno svuotamento di fatto dell’istituto è molto forte.
Infine diamo notizia anche dell’approvazione di un ulteriore emendamento all’art. 90 del DL, a firma Noja e Nobili, che prevede per tutta la durata del periodo emergenziale il diritto a permanere in lavoro agile per tutti quei lavoratori con disabilità o con patologie che li espongono più di altri al rischio contagio. La norma è inserita nella parte relativa al lavoro agile nel privato, ma è indubbio che tale norma, in sede interpretativa e applicativa, dovrà indirizzare anche i comportamenti del datore di lavoro pubblico, non essendo possibile su una materia così rilevante una diversa regolamentazione.
Nella giornata di oggi il testo andrà in Aula alla Camera e, visti i tempi ristretti della doppia lettura (deve andare ancora al Senato), è prevedibile che non vi siano spazi per modifiche, che comunque noi auspichiamo vengano fatte nella direzione da noi indicata, e su cui da subito siamo impegnati
La Segreteria Generale FLP”
Questa la valutazione della nostra Federazione sulle novità introdotte nell’art. 263 del DL 34.
C’era, all’interno dello stesso decreto, un altro articolo che interessava da vicino il Ministero Difesa.
Ci riferiamo all’art. 211 (“Misure per la funzionalità del Corpo delle Capitanerie di Porto e per il sostegno di sinergie produttive nei comprensori militari”), comma 2,che disponeva l’affidamento in uso temporaneo di infrastrutture della Difesa e la possibilità di convenzioni con pubblici e privati per l’uso temporaneo di infrastrutture industriali e logistiche della Difesa. Ne abbiamo riferito nel Notiziario n. 51 del 26.05.2020, segnalando in quella sede le nostre preoccupazioni per il futuro in particolare di Stabilimenti e insediamenti logistici, e da qui la nostra richiesta al Ministro Guerini di un incontro, sin qui purtroppo disatteso.
Ebbene, diamo notizia ai colleghi che, a differenza del 263, la norma di cui trattasi (art. 211, comma 2) non ha subito alcuna modifica in sede di Commissione, e pertanto rimane nella stessa formulazione, anche per quanto riguarda il ruolo di Difesa Servizi SpA.
Stupisce come, su una novità di tale rilievo, il Sindacato non si sia fatto molto sentire, a parte noi e purtroppo con ben magri risultati. Colpisce dunque molto la disattenzione che sta accompagnando il varo di questa norma, e certo il tempo per modifiche o cambiamenti oramai è definitivamente tramontato.
Ne vedremo nei prossimi mesi gli sviluppi di carattere operativo, e speriamo che le nostre preoccupazioni non trovino conferma.
Notiziario FLP DIFESA n. 91 del 27 ottobre 2020 – Si è svolta oggi la riunione del Tavolo Tecnico presso il Gabinetto del Ministro, alla presenza del SottoSegretario on. Tofalo, con due argomenti all’Ordine del Giorno: L’art. 211 del DL 34/2020 convertito in L. 77/2020. La norma, illustrata mediante 8 slides, prevede convenzioni ed accordi […]
Notiziario FLP DIFESA n. 66 del 7 luglio 2020 – Come noto, la Camera dei Deputati è impegnata in queste ore nell’esame e nel voto del testo del Decreto Legge 19.05.2020, n. 34 ( “decreto rilancio”) che risulta significativamente emendato rispetto al testo originario (vds testo pubblicato sul nostro sito) e sul quale in settimana […]