Notiziario FLP DIFESA n. 35 dell’11 aprile 2019 –

Ultimamente, il nostro Ministero compare sempre più spesso nelle cronache dei media, alcune volte per motivi meritori (per es., il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Arma e dello stesso Ministero nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che si sta celebrando presso la Corte d’Assise di Roma e che sta turbando molte coscienze), altre volte, invece, per fatti anche meno apprezzabili.  Ne raccontiamo un paio.

Il primo fatto riguarda il presunto “scippo” (così è stato definito dai media) di due caccia F-35 a decollo verticale che sarebbe stato operato, a danno della Marina e a favore della sua F.A. (l’Aeronautica), da parte del nuovo Capo di SMD, gen, Enzo Veciarelli, il che avrebbe mandato su tutte le furie l’attuale Capo di SMM, l’amm. Valter Girardelli, e avrebbe reso necessario il diretto intervento della nostra Ministra .

L’ha rivelato l’Agenzia ADN Kronos, che così ha raccontato la incredibile vicenda tra i due Capi di SM: “Nei corridoi si racconta di liti senza precedenti e telefonate roventi. C’è chi addirittura sostiene che nella disputa sia entrata la ministra Elisabetta Trenta, protagonista di una scenata a Vecciarelli che avrebbe lasciato il segno. Ma dal Ministero frenano, assicurano che Trenta è intervenuta sì, ma solo per mediare. Con una lettera, dai toni cordiali, in cui invita il Capo di Stato maggiore della Difesa ad attenersi alle linee programmatiche definite dal ministero. Nella commessa di F35 – ad opera del precedente governo e che tanto ha fatto discutere in passato – ci sarebbero infatti aerei tradizionali ed altri, appunto, a decollo verticale. Questi ultimi, proprio per la loro particolare caratteristica, si prestano a spiccare il volo e ad atterrare anche in spazi limitati, come i ponti delle portaerei: per questo, la Marina militare era stata scelta per le prime consegne di F35 a decollo verticale. Prima che Vecciarelli decidesse diversamente».

E la decisione del Capo SMD avrebbe destinato i due F-35B a decollo verticale alla base di Amendola, per costituire un secondo gruppo di volo, là dove ne esiste comunque già uno con gli stessi F35.

Il secondo fatto, certo meno eclatante ma al tempo stesso non meno importante, riguarda la messa in disponibilità, ai fini della loro collocazione sul mercato, di immobili della Difesa ritenuti non più utili alla nostra Amministrazione. Il problema non è certamente nuovo, da anni si guarda a quelle infrastrutture come a gioielli di famiglia potenzialmente buoni a produrre risorse per lo Stato in un momento di crisi economica, ma tutti i tentativi fatti nel passato non pare abbiano prodotto risultati significativi in termini di cassa.

Ora la questione è stata rilanciata con forza, anche alla luce, evidentemente, dei dati di finanza pubblica che, ben lungi dalle previsioni ottimistiche di inizio anno di alcuni esponenti di governo (il premier Conte aveva parlato del 2019 come di “un anno bellissimo”..), disegnano invece un quadro a tinte alquanto fosche, e il DEF varato nell’ultimo Consiglio dei Ministri, pur non noto ancora nei dettagli, ne certifica comunque l’esistenza.

I particolari sul fronte degli immobili sono stati resi noti da un articolo de IL SOLE 24 ORE del 9 u.s., nel quale di afferma che, nelle prossime ore, “la Ministra manderà al Demanio la proposta di una prima lista di 41 caserme e altre strutture militari”, dai quali il Governo si attenderebbe ricavi “per 950 mln complessivi”. Pubblichiamo su questa stessa pagina l’articolo de IL SOLE 24 ORE, dal quale traiamo comunque un’altra importante notizia: che è in arrivo, dopo l’estate, da parte di una “task force” appositamente costituita e coordinata dal generale dell’Aeronautica Giancarlo Gambardella, la bozza di “un master plan di rivisitazione generale dei beni delle tre FF.AA.”, che individuerà verosimilmente altri immobili da collocare sul mercato.

Dunque, sembra propria che la prof. Trenta voglia fare stavolta davvero sul serio, anche per diventare protagonista in positivo, proprio lei che in questi mesi ha avuto non grande visibilità ed è stata messa in discussione anche all’interno dello stesso M5S.

Ne vedremo verosimilmente gli effetti a breve, forse già dopo la consultazione europea del 26 maggio, posto che i commentatori politici prevedono, per il dopo elezioni, un rimpasto della compagine di  governo, dove la casella di Ministro della Difesa pare essere quella a maggior rischio di ricambio.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: 07-04.2019 – articolo de IL SOLE 24 ORE sulla dismissione di immobili della Difesa

 

Notiziario n. 43 del 26 aprile 2017 –

La Commissione Difesa della Camera ha esaminato nei giorni 18, 19 e 20 aprile u.s., ovviamente per la parte d’interesse del Ministero della Difesa, il Documento di Economia e Finanze (DEF) anno 2017 adottato dal Consiglio dei Ministri, esprimendo al termine,  a maggioranza, un “parere favorevole con osservazione”.

Il DEF si compone di tre “Sezioni”: la prima, dedicata al “Programma di stabilità dell’Italia”  che reca  gli obiettivi di politica economica,  il quadro delle previsioni per il triennio successivo e gli obiettivi;    la seconda, “Analisi e tendenze della finanza pubblica”,  che reca l’analisi del conto economico e di cassa delle Amministrazioni Pubbliche nell’anno precedente e degli eventuali scostamenti, e inoltre le previsioni tendenziali per il triennio; infine, la terza e ultima, che reca il “Programma nazionale di riforma” e analizza lo stato di avanzamento delle riforme avviate,  le priorità del Paese, le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione, e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati dallo stesso documento.

Il DEF 2017, che costituisce dunque il principale strumento di programmazione economica e finanziaria, è stato predisposto dalla Presidenza del Consiglio, poi adottato l’11 aprile u.s. dal Consiglio dei Ministri, e, infine, nella giornata successiva, è stato inviato alle Camere affinchè le stesse si esprimessero sugli obiettivi e sulle strategie di politica economica (il testo integrale del DEF 2017, articolato nelle tre Sezioni e corredato degli allegati,  è pubblicato su questa stessa pagina come allegato 1).

Per la parte d’interesse del Ministero Difesa, il DEF 2017:

Questi, in estrema sintesi, i contenuti del DEF 2017 per come indicati dal Presidente/relatore.

Il dibattito che ne è seguito ha evidenziato alcuni spunti interessanti proposti dall’opposizione. Vi è stato innanzitutto il condivisibile richiamo al mancato rispetto da parte del Governo dell’indirizzo venuto anni fa dalla Camera circa il dimezzamento delle spese per gli F-35. Quindi, è stato espresso un giudizio negativo sui contenuti del Libro Bianco,  considerato un “documento ormai vecchio e comunque piuttosto povero di indicazioni in tema di politica estera e di difesa” e anche, non essendo mai stato discusso in Commissione, “un documento privo di avallo parlamentare”.  Un’osservazione, questa, che troverebbe concorde anche molti parlamentari della maggioranza, e che potrebbe allontanare i sogni di una rapida attuazione del DDL, che sembrerebbe incamminato su un binario morto. Infine, sul riordino delle carriere, la denuncia di “un aumento di spesa pubblica, in contrasto con l’orientamento della legge Di Paola, che prevede la progressiva riduzione dell’organico del personale militare e quindi una minore spesa per il  personale”. Come potremmo dar torto alle osservazioni critiche venute dall’opposizione?

Su questa stessa pagina pubblichiamo, in allegato 2,  il “parere” approvato dalla Commissione e quello presentato dall’opposizione e poi non approvato.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Il testo integrale del Documento di Economia e Finanze 2017

Allegato 2: 20.04.2017 – Commissione difesa della Camera: Il parere approvato dalla maggioranza e quello non approvato dell’opposizione

Notiziario n. 37 del 13 aprile 2015 –

Il Libro Bianco dovrebbe vedere la luce già in aprile e dovrà individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” per poter conseguire  gli obiettivi assegnati.Un ruolo fondamentaleverrebbe assegnato anche al personale civile, ma sinora, nonostante gli impegni, nulla è cambiato nell’impiego, nei compiti e nelle funzioni assegnate ai civili, e la nostra gente se ne è accorta… L’intenzione del Governo è quella di promuovere una legge pluriennale sugli investimenti, e inoltre, sulla base delle risultanze del Libro Bianco, di procedere ad una nuova opera di riforma e di adeguamento delle FF.AA.  Ancora una?  La risposta sugli F-35.

La Ministra Roberta Pinotti in Parlamento
La Ministra Roberta Pinotti in Parlamento

Nel “question time” alla Camera, nella seduta del 9 u.s.,  la Ministra della Difesa sen. Roberta Pinotti ha risposto a due interrogazioni a risposta immediata, la prima sugli sviluppi legati alla messa a punto del “Libro Bianco” e la seconda sulla riduzione dei caccia F-35 (su questa stessa pagina pubblichiamo il resoconto e l’audio).

Sulla prima questione, va preliminarmente ricordato come, dopo l’illustrazione al Consiglio Supremo di Difesa avvenuta il 15.06.2014 (Notiziario n. 67/2014),  sono state pubblicate sul sito del Ministero Difesa le “Linee guida” del redigendo Libro Bianco (che ripubblichiamo su questa pagina). Trattasi di 90 tesi per i diversi argomenti,  redatte da un “gruppo di esperti”, che costituiscono la base di partenza per l’elaborazione del Libro,  che fisserà la strategia di evoluzione dello strumento militare nei prossimi 15 anni.  Le  tesi muovono dal contesto attuale,  caratterizzato da una diffusa e frequente instabilità”  e segnalano l’esigenza di pervenire “ad una nuova idea di sicurezza e difesa nazionale”.   Il Libro Bianco dovrà dunque individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.”  per poter conseguire  gli obiettivi assegnati.  Occorrerà dunque individuare ”il  più idoneo modello organizzativo generale”,  eliminando duplicazioni,  riducendo “il numero dei livelli gerarchici” ,  e razionalizzando e semplificando i processi e le strutture. Un ruolo fondamentale è assegnato al personale civile e militare: a tal fine, le “Linee guida” evidenziano “la necessità di interrogarsi su quali saranno le indispensabili capacità umane, culturali e professionali che saranno richieste al personale militare e civile della Difesa e che ne caratterizzeranno lo status ed i percorsi formativi ed addestrativi”.  Importante l’affermazione che segue: “nell’ambito di una struttura futura nella quale le componenti civili e militari risulteranno necessariamente più integrate e sinergiche, va valutato quali ruoli prevedere per il personale civile e come garantirne le possibilità di crescita meritocratica e di valorizzazione culturale e professionale”.  FLP DIFESA lo chiede da anni alla sen. Pinotti, perché non se ne è fatto ancora nulla?

Nella sua risposta, la Ministra ha confermato che il “Libro Bianco” è prossimo a vedere la luce. Dopo la presentazione al Presidente della Repubblica, che avverrà verosimilmente nel prossimo C.S.D. di aprile, sarà trasmesso al Parlamento che “avrà un ruolo decisivo in quanto i principi di indirizzo contenuti nel Libro Bianco dovranno poi trovare concreta attuazione in provvedimenti legislativi..”.  A tal proposito, la Ministra ha detto che “è intenzione del Governo promuovere una legge pluriennale sugli investimenti, al fine di garantire risorse finanziarie certe per garantire risorse certe e stabili”.   La sen. Pinotti ha infine rilevato che gli elementi contenuti nel  libro Bianco “costituiranno un punto di partenza per una complessa opera di riforma e adeguamento delle nostre FF.AA…”.  Ancora un nuovo giro? Ancora un’altra riforma,  magari sulle linee gattopardesche sinora osservate, della serie si fa finta di cambiare per non cambiare nulla?  Siamo proprio ansiosi di conoscere gli approdi e le indicazioni di questo taumaturgico Libro Bianco, per il momento ci limitiamo a ribadire quanto già fatto presente nella nostra lettera del 26 marzo u.s. indirizzata alla Ministra (che ripubblichiamo sul sito), nella quale lamentavamo che,  a distanza di oltre un anno dalla Sua nomina, sul fronte del lavoro civile non era assolutamente cambiato nulla, ma proprio nulla, risultando non attuati né le previsioni dell’art. 1  D.Lgs. n. 7/2014 né gli impegni programmatici della stessa Ministra.  Se ne sono accorti in molti tra i colleghi: il nostro sondaggio line, al quale invitiamo tutti a partecipare,  evidenzia allo stato una percentuale altissima – oltre il 70% – di giudizi di “insufficienza” nell’azione del Vertice politico sul fronte del lavoro civile. Sembra di essere tornati ai tempi di La Russa..

Ovviamente, quella nostra lettera non ha ancora avuto risposta e chissà se mai l’avrà! Il confronto politico è oramai ridotto ai minimi termini, rimane solo quello tecnico.A quando il prossimo tavolo tecnico?

Sulla seconda questione oggetto del “question time”,  la Ministra è apparsa alquanto evasiva. Ha ricordato l’impegno del Governo di “riesaminare il programma per dimezzare il budget finanziario”  e ha detto che si procederà “alla luce delle risultanze del Libro Bianco”.C’è qualcuno che crede ancora ai tagli?

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Resoconto stenografico Camera dei Deputati – 9 aprile 2015

Allegato 2: video intervento della Ministra Pinotti nel question time

Allegato 2: Linee Guida per il Libro Bianco

Allegato 3: 26.03.15- la lettera di FLP DIFESA alla Ministra Pinotti

Notiziario n. 49 del 12 maggio 2014 –

Un caccia F-35 in volo
Un caccia F-35 in volo

La Commissione Difesa della Camera dei Deputati, nella seduta del 7 maggio u.s., ha approvato, con separate votazioni, il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, già presentato a dicembre scorso in previsione del Consiglio Europeo del 19 e 20 dello stesso mese, e la proposta di riformulazione delle “considerazioni conclusive” (punto 6) che introduce alcune novità, ampiamente riprese dai media nei giorni scorsi, che, proprio per la loro notevole rilevanza (“deflagranti“ li ha definite il quotidiano “la Repubblica”), non possiamo non segnalare all’attenzione dei colleghi.

Come i colleghi ricorderanno, la predetta Commissione Difesa, alla luce delle novità introdotte dalla legge delega n. 244/2014 che ha assegnato al Parlamento un ruolo decisivo in materia di scelte sui programma di acquisizione dei sistemi d’arma, del rapido cambiamento del quadro geopolitico internazionale e del sempre più preoccupante quadro finanziario del nostro Ministero che ha subito i ben noti tagli di bilancio negli ultimi anni, aveva disposto nel luglio del 2013 una nuova indagine conoscitiva dopo quella già effettuata nel corso della legislatura precedente, proprio allo scopo di fare un punto di situazione sui sistemi d’arma anche con riferimento alle diverse FF.AA.. A tal proposito, la Commissione ha svolto diverse audizioni, tra le quali quelle dell’allora Ministro Mauro e di tutti i Vertici militari (Capo di SMD; Capi di SM di F.A., Segr. Gen. e Cte Gen CC) e, alla vigilia del Consiglio Europeo celebrato il 19 e 20 dicembre 2013, ha approvato un documento articolato in 6 paragrafi (1. contenuto e finalità dell’indagine; 2. evoluzione del quadro normativo nazionale; 3. Il quadro generale dei programmi d’arma ed obiettivi programmatici dell’investimento; 4. I principali programmi di acquisizione di sistemi d’arma in corso di esecuzione (che recava l’analisi dei programmi: in primis, quello relativo ai caccia Joint Strike Fighter (F-35), passato nel corso degli anni da una iniziale previsione di acquisto di 150 velivoli agli attuali 90 e che dovrebbero andare a sostituire i velivoli Tornado e gli AMX ed essere il sistema d’arma della portaerei Cavour, con un costo complessivo per aereo pari a 90/95 mln di euro;  il programma European Fighter e, ultimo, il forza NEC”); 5. Politica di sicurezza e difesa comune; 6. Considerazioni conclusive..

            Ebbene, con il voto del 7 u.s., la Commissione Difesa della Camera ha riformulato la seconda parte di questo sesto e ultimo paragrafo, e più precisamente l’intero punto 4, votando a maggioranza dei suoi componenti la proposta modificativa presentata dall’on. Scanu, che pubblichiamo sul nostro sito web, dopo aver bocciato quelle presentate da parlamentari di altri partiti, gli onn. Duranti, Artini e Scopelliti.

Il testo approvato dalla Commissione, che riformula l’intero punto 4 del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sui sistemi d’arma, contiene indiscutibilmente delle novità dal sapore molto forte: si afferma “la necessità , non più rinviabile, di ridisegnare i confini della spesa militare, con l’obiettivo di razionalizzare e ridurre significativamente la quota di spese destinate agli armamenti;   si ribadisce la centralità del ruolo del Parlamento per rendere trasparente la materia militare e consegnarla “integralmente alla coscienza civile e democratica del Paese”; infine, in ordine ai diversi investimenti in sistemi d’arma, reca autentiche bordate, sia sul “Forza NEC” che, più direttamente, sul programma F-35, rispetto al quale si esprimono molti “dubbi” che comportano “l’esigenza di una moratoria al fine di rinegoziare l’intero programma per chiarire criticità e costi e con l’obiettivo finale di dimezzare il budget finanziario originariamente previsto”. Che, ovviamente, ne ridimensionerebbe l’acquisto a soli n. 45 velivoli.

Va detto che le conclusioni dell’indagine conoscitiva sono alquanto in sintonia con le posizioni espresse dalla nostra Federazione che, proprio alla luce della pesante situazione economica del Paese, da tempo chiede il “taglio delle spese per gli armamenti inutili“ (si legga, a tal proposito, il documento presentato dalla FLP nel corso dell’ audizione parlamentare del 23.05.2013 – Notiziario n. 60 del 27.05).

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1:   Proposta di modifica del deputato Scanu

Allegato 2:  Resoconto Commissione Difesa Camera 07.05.2014

Allegato 3:  Articolo de Il Fatto Quotidiano sugli F-35

Notiziario n. 28 del 24 marzo 2014 –

Il CSD riunito al Quirinale il 19 marzo
Il CSD riunito al Quirinale il 19 marzo

Si è tenuta in data 19 u.s.,  al Palazzo del Quirinale,  la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD)  che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale  hanno partecipato, tra gli altri:  il Presidente del Consiglio dei Ministri;  le Ministre della Difesa, degli Esteri e dello Sviluppo economico;  i  Ministri  degli Interni e dell’Economia e delle Finanze e il Capo di Stato Maggiore della Difesa.

Tre i temi trattati nel corso della riunione. Al primo punto, l’evoluzione della situazione internazionale e dei principali scenari di crisi, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo allargato.  A tal riguardo, tenuto conto del contesto attuale caratterizzato da una grande instabilità  e dalle varie crisi e conflitti in atto,  il CSD ritiene che siano di “fondamentale importanza per la sicurezza e la prosperità dell’Italia le funzioni di prevenzione, dissuasione e stabilizzazione delle FF.AA.”,  e che questo avvenga nel quadro di una “efficace azione integrata europea” che andrà rapidamente attivata. Al secondo punto,  le criticità relative all’attuazione della Legge 244/2012. Sul punto, il CSD ha espresso l’unanime convincimento che riorganizzare le forze armate per renderle efficaci nei confronti delle effettive minacce che, oggi e in prospettiva, incombono sull’Italia e sull’Europa significa garantire ai cittadini e all’economia del nostro Paese un servizio di straordinario valore».  Ultima questione affrontata, quella relativa alla redazione del “Libro Bianco”, di cui ha anche parlato la Ministra Pinotti nella sua recente audizione in Parlamento. A parere del CSD, detto Libro Bianco, che dovrebbe vedere la luce entro la fine del corrente anno, “avrà lo scopo di ridefinire il quadro strategico di riferimento per lo strumento militare, gli obiettivi di efficacia e di efficienza che esso dovrà conseguire, i lineamenti strutturali e organizzativi che dovrà assumere” (i virgolettati sono tratti dal comunicato del Quirinale, pubblicato su questa stessa pagina).

Dunque,  nessun cenno al tema delle spese della Difesa in materia di armamenti che stanno invece  tenendo banco sui media in questi ultimi giorni nel contesto dei provvedimenti di riduzione della spesa pubblica annunciati dal Governo, e niente anche sull’acquisto dei  caccia bombardieri d’attacco F35.  A tal riguardo, occorre ricordare che, dopo anni in cui la delicatissima scelta sugli armamenti è stata appannaggio praticamente esclusivo dei Vertici militari e del Ministro pro-tempore, l’art. 4 della legge delega n. 244/2012  ne ha ricondotto la piena sovranità al Parlamento, che ha già disposto un’indagine conoscitiva (si veda il nostro Notiziario n. 75 del 29.06.2013), già conclusa  a febbraio scorso. Spetteranno ora alle Camere le decisioni e gli atti conseguenti. Il primo Gruppo parlamentare a prendere posizione è stato quello del partito di maggioranza relativa.  Il documento, reso pubblico proprio in questi giorni,  dopo aver espresso le proprie valutazioni, anche critiche, sui programmi di armamento delle tre FF.AA.,  prende posizione sugli F-35  evidenziando tutta una serie di riserve, sia di carattere tecnico e operativo messe peraltro in luce mesi addietro anche da fonti governative statunitensi, sia in relazione al notevole impatto economico (quasi 15 mld il costo totale) alla luce della situazione molto critica di finanza pubblica. E giunge alla seguente conclusione:  dovrà essere operato “un significativo ridimensionamento del programma F-35”  (da 90 a 45 esemplari) e inoltre dovrà essere rinnovata “la flotta aerea militare su due linee di volo, ovvero con gli F-35 e gli  Eurofighter”,  aereo quest’ultimo di produzione europea, tecnicamente e operativamente affidabile,  e che appare più vantaggioso in termini costi complessivi.

Per chiudere, ricordiamo che, alla luce della pesante situazione economica del Paese,  la FLP  ha già preso posizione da tempo chiedendo il “taglio delle spese per gli armamenti inutili“,   e questo con  riferimento non solo agli F-35 ma anche al progetto di digitalizzazione NEC che costa 22 mld. (si legga il documento di FLP presentato nell’audizione parlamentare del 23.05.2013 – Notiziario n. 60/2013).

Sull’argomento, invitiamo tutti a partecipare al  sondaggio pubblicato sulla home page del nostro sito.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato: Il comunicato del Quirinale del 19.03.2014

Notiziario n. 75 del 29 giugno 2013 –

imagesNei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari Joint Strike Fighter F-35”. 

Il programma militare F-35  riguarda l’acquisto di caccia bombardieri d’attacco,  è capeggiato dagli USA e interessa altri 8 Stati, tra cui l’Italia (la sede di produzione italiana  è a Cameri) che vi prende parte avendo siglato nel 2007 il relativo protocollo (“Memorandum of Understanding”). Il nostro Paese dovrebbe acquistare entro il 2023 in tutto n. 90 aerei (dai 131 inizialmente previsti), con una spesa che dovrebbe superare  i 16 miliardi di €, dei quali ben 3 già spesi. Quanto una manovra finanziaria!  Ora, non c’è dubbio che, al di là degli aspetti tecnici e militari sui quali non ci pronunciamo per palese incompetenza,  la vicenda legata all’acquisto degli F-35 appare fortemente intrecciata con la gravissima crisi economica che il Paese sta vivendo.  Ci siamo già posti in precedenza, e continuiamo a porci , la seguente domanda:  nel momento in cui il Paese vive questa difficilissima situazione economica; nel momento in cui molte aziende italiane sono costrette a chiudere e le fila dei disoccupati si ingrossano paurosamente; nel momento in cui cresce in modo preoccupante la precarietà e l’insicurezza delle nuove generazioni e l’economia è oramai in piena recessione e con prospettive negative anche per l’anno in corso; nel momento in cui si chiede ai cittadini sempre maggiori sacrifici (più imposte, più tasse, meno retribuzioni, meno pensioni, etc.) e in cui a noi stessi, dipendenti pubblici, vengono ribloccati i contratti e le retribuzioni fino a tutto il 2014;  nel momento in cui tutto questo accade,  ha davvero senso spendere quelle cifre per l’acquisto di costosissimi aerei militari, che peraltro hanno già evidenziato alcuni problemi che li rendono allo stato non pienamente affidabili sul piano operativo?

Proprio a partire da questa premessa, è stata presentata nei giorni scorsi dall’opposizione (M5S e SEL), ma sottoscritta anche da 18 deputati della maggioranza, una mozione che chiedeva la sospensione immediata del programma di realizzazione degli F-35.  Evidente la spaccatura all’interno di PD (soprattutto) e di SC,  che poi è stata ricomposta attraverso la presentazione di una seconda mozione approvata con 381 sì e 149 no dalla Camera,  che aveva bocciato precedentemente quella dell’opposizione (pubblichiamo i due testi su questa stessa pagina).

La mozione che ha avuto il sì della Camera: innanzitutto impegna il Governo “a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”, con ciò imponendo uno stop  politicamente molto significativo all’autonomia del Governo in materia di acquisto di armamenti; in secondo luogo, promuove “una indagine conoscitiva delle Commissioni sui sistemi d’arma destinati alla Difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre”,  scelta questa che è servita in primo luogo a ricomporre le crepe nella maggioranza e anche nel Governo (sono volate scintille tra i Ministri Mauro e Delrio),  ma che potrebbe in ogni caso essere anche utile ad approfondire tutti i termini del problema,  e tra questi, naturalmente, anche le ricadute sul piano occupazionale (ricordiamo che è in fase di apertura la struttura di assemblaggio dei velivoli di Cameri che dicono possa dare lavoro a circa 10.000 addetti e coinvolgere 60 imprese nazionali)

Per quanto ci riguarda, CSE ed FLP hanno già avuto modo in passato di esprimere le proprie nette posizioni al riguardo, anche in sede istituzionale nel corso dell’audizione del 23 maggio  u.s. presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; come FLP DIFESA, vi abbiamo dedicato addirittura uno specifico Notiziario (n. 2 del 9 gennaio 2012).  Comprendiamo bene, però, che il problema è complesso, e che  qualunque scelta attraversa la coscienza di ogni cittadino oltre che la propria sensibilità civile e politica. 

Sul tema F-35, attiveremo sulla home page del nostro sito uno specifico sondaggio al quale invitiamo tutti a partecipare.

((Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: La mozione della maggioranza votata dalla Camera

Allegato 2: La mozione della minoranza bocciata dalla Camera

Allegato 3: La denuncia forte del Generale Mini – da Agorà del 20.06.2013

Allegato 4:  Il servizio di Iacona a “Presa diretta” del 20.02.2013

NOTIZIARIO FLP DIFESA N. 2 DEL 9 GENNAIO 2012

La Difesa ha conquistato, in questi ultimi giorni, spazi importanti in quasi tutti i mezzi di informazione del nostro Paese, e, parallelamente,  sta crescendo l’attenzione della pubblica opinione per una vicenda che tocca direttamente il nostro Ministero.  Ci riferiamo alla spinosissima questione legata all’acquisto degli aerei militari Joint Strike Fighter F-35”.  Vediamo di cosa si tratta.

Il programma militare F-35  riguarda l’acquisto di caccia bombardieri d’attacco,  è capeggiato dagli USA e interessa altri 8 Stati, tra cui l’Italia (la sede di produzione italiana  è a Cameri) che vi prende parte avendo siglato nel 2007 il relativo protocollo (“Memorandum of Understanding”). Il nostro Paese dovrebbe acquistare i primi quattro aerei nel 2012, gli altri entro il 2023, con una spesa totale prevista di circa 13 mld. di €, già messa a bilancio dal Governo Berlusconi.  Va però detto che autorevoli stime recenti (Ministero della Difesa USA) valutano ulteriori incrementi di costo che porterebbero la spesa complessiva dell’Italia oltre i 15 miliardi di €. Quanto una finanziaria!

Ora, non c’è dubbio che, al di là degli aspetti tecnici e militari sui quali non possiamo e non vogliamo in alcun modo pronunciarci per totale incompetenza,  la vicenda legata all’acquisto degli F-35 non può essere certo slegata dal contesto della gravissima crisi economica che il nostro Paese sta vivendo in questi anni e, ancor più accentuatamente, in queste ultimi mesi. La domanda che in molti si fanno, e noi sicuramente siamo tra questi, è la seguente: nel momento in cui il Paese vive questa difficilissima situazione economica; nel momento in cui molte aziende italiane sono costrette a chiudere e le fila dei disoccupati si ingrossano paurosamente;  nel momento in cui cresce in modo preoccupante la precarietà e l’insicurezza delle nuove generazioni e in cui l’economia è oramai in piena recessione e con prospettive fortemente negative per l’anno in corso; nel momento in cui si chiedono ai cittadini sempre maggiori sacrifici (più imposte, più tasse, meno salari, meno pensioni, etc.) e in cui a noi stessi, dipendenti pubblici, vengono bloccate le retribuzioni in aggiunta a tante altre misure penalizzanti, nel momento in cui tutto questo avviene,  ha davvero senso spendere quelle cifre per l’acquisto di costosissimi aerei militari?

No, non ha molto senso, per la verità, come  detto ripetutamente anche dalla FLP, e forse anche per questo sta montando nel Paese una crescente e critica attenzione verso questa vicenda, che oramai occupa stabilmente le cronache dei media. La richiesta forte che sta venendo dal Paese è molto semplice: si rinunci all’acquisto degli F-35, e si destinino  verso impegni più “sociali” le risorse così risparmiate.

Proprio a partire da queste premesse, alcuni Paesi hanno già fatto un passo indietro sull’acquisto degli F-35 (Norvegia, Canada, Australia e Turchia). L’Italia  ancora no, pur essendo il Paese che per ragioni legate alla propria condizione economica,  ne avrebbe avuto forse i maggiori motivi.  Il Ministro Di Paola pare non sia per nulla d’accordo: per esigenze di carattere militare, certo, ma anche perché l’eventuale disimpegno graverebbe sul piano economico in quanto il nostro Paese sarebbe chiamato a pagare una penale, di importo addirittura superiore al costo dei velivoli. Ma una recente inchiesta del mensile Altreconomia sembrerebbe smentire il Ministro: dall’analisi del “Memorandum of Understanding”, emergerebbe che qualsiasi Stato partecipante possa ritirarsi dall’accordo con un preavviso scritto di 90 giorni da notificare agli altri Stati. Non v’è alcun accenno a multe, e Altreconomia  stima che per l’Italia la spesa massima totale del ritiro al programma militare potrebbe ammontare a 904 milioni,  molti di meno, quindi, della spesa prevista per mantenere fede all’impegno iniziale.

Se le cose stanno davvero in questi termini, il Parlamento è chiamato a dire l’ultima parola.

Aerei F-35


Le vicende di casa Difesa alla ribalta degli organi di informazione nazionale. Lo “scippo” di due F-35 a decollo verticale sottratti alla Marina e destinati invece all’Aeronautica, sembra per scelta dell’ex Capo di SMA e nuovo Capo di SMD, gen. E. Veciarelli. E poi la vicenda degli immobili non più utili alla Difesa: task force al lavoro, pronta per l’Agenzia del Demanio la prima lista di 41 caserme e altre strutture militari, dai quali si potranno ricavare quasi un miliardo di €. Che di questi tempi, alla luce degli ultimi dati di finanza pubblica, servirebbero davvero come il pane.

11 Apr 2019 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 35 dell’11 aprile 2019 – Ultimamente, il nostro Ministero compare sempre più spesso nelle cronache dei media, alcune volte per motivi meritori (per es., il preannuncio di costituzione di parte civile da parte dell’Arma e dello stesso Ministero nel processo per la morte di Stefano Cucchi, che si sta celebrando presso […]


I contenuti del DEF (Documento di Economia e Finanza) anno 2017 d’interesse della Difesa. Libro Bianco, riordino ruoli e carriere personale FF.AA. e protezione cibernetica, le priorità per la nostra Amministrazione. Il si dalla Commissione Difesa della Camera e i perchè del no dell’opposizione

26 Apr 2017 - Flp Difesa

Notiziario n. 43 del 26 aprile 2017 – La Commissione Difesa della Camera ha esaminato nei giorni 18, 19 e 20 aprile u.s., ovviamente per la parte d’interesse del Ministero della Difesa, il Documento di Economia e Finanze (DEF) anno 2017 adottato dal Consiglio dei Ministri, esprimendo al termine,  a maggioranza, un “parere favorevole con […]


Question time alla Camera. La Ministra: il Libro Bianco e, dopo, legge pluriennale sugli investimenti e nuova riforma delle FF.AA..

13 Apr 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 37 del 13 aprile 2015 – Il Libro Bianco dovrebbe vedere la luce già in aprile e dovrà individuare “la corretta futura postura delle nostre FF.AA.” per poter conseguire  gli obiettivi assegnati.Un ruolo fondamentaleverrebbe assegnato anche al personale civile, ma sinora, nonostante gli impegni, nulla è cambiato nell’impiego, nei compiti e nelle funzioni assegnate ai […]




Mozione approvata dalla Camera: indagine conoscitiva sull’acquisto degli aerei F-35 e uno stop di sei mesi

29 Giu 2013 - Flp Difesa

Notiziario n. 75 del 29 giugno 2013 – Nei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari “Joint Strike Fighter F-35”.  Il programma militare F-35  riguarda l’acquisto […]


QUALCHE RILESSIONE SULL’ACQUISTO DEGLI AEREI MILITARI F-35!

9 Gen 2012 - Flp Difesa

NOTIZIARIO FLP DIFESA N. 2 DEL 9 GENNAIO 2012 La Difesa ha conquistato, in questi ultimi giorni, spazi importanti in quasi tutti i mezzi di informazione del nostro Paese, e, parallelamente,  sta crescendo l’attenzione della pubblica opinione per una vicenda che tocca direttamente il nostro Ministero.  Ci riferiamo alla spinosissima questione legata all’acquisto degli aerei […]


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