Si è tenuta in data 19 u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il Presidente del Consiglio dei Ministri; le Ministre della Difesa, degli Esteri e dello Sviluppo economico; i Ministri degli Interni e dell’Economia e delle Finanze e il Capo di Stato Maggiore della Difesa.
Tre i temi trattati nel corso della riunione. Al primo punto, l’evoluzione della situazione internazionale e dei principali scenari di crisi, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo allargato. A tal riguardo, tenuto conto del contesto attuale caratterizzato da una grande instabilità e dalle varie crisi e conflitti in atto, il CSD ritiene che siano di “fondamentale importanza per la sicurezza e la prosperità dell’Italia le funzioni di prevenzione, dissuasione e stabilizzazione delle FF.AA.”, e che questo avvenga nel quadro di una “efficace azione integrata europea” che andrà rapidamente attivata. Al secondo punto, le criticità relative all’attuazione della Legge 244/2012. Sul punto, il CSD “ha espresso l’unanime convincimento che riorganizzare le forze armate per renderle efficaci nei confronti delle effettive minacce che, oggi e in prospettiva, incombono sull’Italia e sull’Europa significa garantire ai cittadini e all’economia del nostro Paese un servizio di straordinario valore». Ultima questione affrontata, quella relativa alla redazione del “Libro Bianco”, di cui ha anche parlato la Ministra Pinotti nella sua recente audizione in Parlamento. A parere del CSD, detto Libro Bianco, che dovrebbe vedere la luce entro la fine del corrente anno, “avrà lo scopo di ridefinire il quadro strategico di riferimento per lo strumento militare, gli obiettivi di efficacia e di efficienza che esso dovrà conseguire, i lineamenti strutturali e organizzativi che dovrà assumere” (i virgolettati sono tratti dal comunicato del Quirinale, pubblicato su questa stessa pagina).
Dunque, nessun cenno al tema delle spese della Difesa in materia di armamenti che stanno invece tenendo banco sui media in questi ultimi giorni nel contesto dei provvedimenti di riduzione della spesa pubblica annunciati dal Governo, e niente anche sull’acquisto dei caccia bombardieri d’attacco F35. A tal riguardo, occorre ricordare che, dopo anni in cui la delicatissima scelta sugli armamenti è stata appannaggio praticamente esclusivo dei Vertici militari e del Ministro pro-tempore, l’art. 4 della legge delega n. 244/2012 ne ha ricondotto la piena sovranità al Parlamento, che ha già disposto un’indagine conoscitiva (si veda il nostro Notiziario n. 75 del 29.06.2013), già conclusa a febbraio scorso. Spetteranno ora alle Camere le decisioni e gli atti conseguenti. Il primo Gruppo parlamentare a prendere posizione è stato quello del partito di maggioranza relativa. Il documento, reso pubblico proprio in questi giorni, dopo aver espresso le proprie valutazioni, anche critiche, sui programmi di armamento delle tre FF.AA., prende posizione sugli F-35 evidenziando tutta una serie di riserve, sia di carattere tecnico e operativo messe peraltro in luce mesi addietro anche da fonti governative statunitensi, sia in relazione al notevole impatto economico (quasi 15 mld il costo totale) alla luce della situazione molto critica di finanza pubblica. E giunge alla seguente conclusione: dovrà essere operato “un significativo ridimensionamento del programma F-35” (da 90 a 45 esemplari) e inoltre dovrà essere rinnovata “la flotta aerea militare su due linee di volo, ovvero con gli F-35 e gli Eurofighter”, aereo quest’ultimo di produzione europea, tecnicamente e operativamente affidabile, e che appare più vantaggioso in termini costi complessivi.
Per chiudere, ricordiamo che, alla luce della pesante situazione economica del Paese, la FLP ha già preso posizione da tempo chiedendo il “taglio delle spese per gli armamenti inutili“, e questocon riferimento non solo agli F-35 ma anche al progetto di digitalizzazione NEC che costa 22 mld. (si legga il documento di FLP presentato nell’audizione parlamentare del 23.05.2013 – Notiziario n. 60/2013).
Sull’argomento, invitiamo tutti a partecipare al sondaggio pubblicato sulla home page del nostro sito.
Nei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari “Joint Strike Fighter F-35”.
Il programma militare F-35 riguarda l’acquisto di caccia bombardieri d’attacco, è capeggiato dagli USA e interessa altri 8 Stati, tra cui l’Italia (la sede di produzione italiana è a Cameri) che vi prende parte avendo siglato nel 2007 il relativo protocollo (“Memorandum of Understanding”). Il nostro Paese dovrebbe acquistare entro il 2023 in tutto n. 90 aerei (dai 131 inizialmente previsti), con una spesa che dovrebbe superare i 16 miliardi di €, dei quali ben 3 già spesi. Quanto una manovra finanziaria! Ora, non c’è dubbio che, al di là degli aspetti tecnici e militari sui quali non ci pronunciamo per palese incompetenza, la vicenda legata all’acquisto degli F-35 appare fortemente intrecciata con la gravissima crisi economica che il Paese sta vivendo. Ci siamo già posti in precedenza, e continuiamo a porci , la seguente domanda: nel momento in cui il Paese vive questa difficilissima situazione economica; nel momento in cui molte aziende italiane sono costrette a chiudere e le fila dei disoccupati si ingrossano paurosamente; nel momento in cui cresce in modo preoccupante la precarietà e l’insicurezza delle nuove generazioni e l’economia è oramai in piena recessione e con prospettive negative anche per l’anno in corso; nel momento in cui si chiede ai cittadini sempre maggiori sacrifici (più imposte, più tasse, meno retribuzioni, meno pensioni, etc.) e in cui a noi stessi, dipendenti pubblici, vengono ribloccati i contratti e le retribuzioni fino a tutto il 2014; nel momento in cui tutto questo accade, ha davvero senso spendere quelle cifre per l’acquisto di costosissimi aerei militari, che peraltro hanno già evidenziato alcuni problemi che li rendono allo stato non pienamente affidabili sul piano operativo?
Proprio a partire da questa premessa, è stata presentata nei giorni scorsi dall’opposizione (M5S e SEL), ma sottoscritta anche da 18 deputati della maggioranza, una mozione che chiedeva la sospensione immediata del programma di realizzazione degli F-35. Evidente la spaccatura all’interno di PD (soprattutto) e di SC, che poi è stata ricomposta attraverso la presentazione di una seconda mozione approvata con 381 sì e 149 no dalla Camera, che aveva bocciato precedentemente quella dell’opposizione (pubblichiamo i due testi su questa stessa pagina).
La mozione che ha avuto il sì della Camera: innanzitutto impegna il Governo “a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”, con ciò imponendo uno stop politicamente molto significativo all’autonomia del Governo in materia di acquisto di armamenti; in secondo luogo, promuove “una indagine conoscitiva delle Commissioni sui sistemi d’arma destinati alla Difesa in vista del Consiglio europeo di dicembre”, scelta questa che è servita in primo luogo a ricomporre le crepe nella maggioranza e anche nel Governo (sono volate scintille tra i Ministri Mauro e Delrio), ma che potrebbe in ogni caso essere anche utile ad approfondire tutti i termini del problema, e tra questi, naturalmente, anche le ricadute sul piano occupazionale (ricordiamo che è in fase di apertura la struttura di assemblaggio dei velivoli di Cameri che dicono possa dare lavoro a circa 10.000 addetti e coinvolgere 60 imprese nazionali)
Per quanto ci riguarda, CSE ed FLP hanno già avuto modo in passato di esprimere le proprie nette posizioni al riguardo, anche in sede istituzionale nel corso dell’audizione del 23 maggio u.s. presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato; come FLP DIFESA, vi abbiamo dedicato addirittura uno specifico Notiziario (n. 2 del 9 gennaio 2012). Comprendiamo bene, però, che il problema è complesso, e che qualunque scelta attraversa la coscienza di ogni cittadino oltre che la propria sensibilità civile e politica.
Sul tema F-35, attiveremo sulla home page del nostro sito uno specifico sondaggio al quale invitiamo tutti a partecipare.
Notiziario n. 28 del 24 marzo 2014 – Si è tenuta in data 19 u.s., al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa (CSD) che è stata presieduta dal Capo dello Stato e alla quale hanno partecipato, tra gli altri: il Presidente del Consiglio dei Ministri; le Ministre della Difesa, degli Esteri […]
Notiziario n. 75 del 29 giugno 2013 – Nei giorni scorsi, i media hanno concesso molto spazio ad una vicenda che interessa da vicino la nostra Amministrazione e suscita peraltro un comprensibile interesse nell’opinione pubblica: ci riferiamo alla controversa vicenda legata all’acquisto degli aerei militari “Joint Strike Fighter F-35”. Il programma militare F-35 riguarda l’acquisto […]