Si festeggia oggi la giornata mondiale dedicata alle donne, nel clima surreale creato dal diffondersi della epidemia da coronavirus, con numeri sempre più importanti di persone toccate dal virus, di malati gravi, e, a Dio piacendo, anche di persone guarite.
La politica si è sforzata di farci comprendere che il problema più grosso è la gestione delle emergenze, limitate in percentuale, ma sufficienti a sovraccaricare oltremodo le strutture ospedaliere e in particolare quelle dedicate alle terapie intensive, e che per questo l’obbiettivo primario della collettività intera è di ridurre al massimo le possibilità ed i numeri del contagio. E a tal fine nel corso dei giorni sono stati emanati i provvedimenti necessari per coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.
Fra questi, di particolare interesse è, per tutto il pubblico impiego, la Direttiva della Funzione Pubblica con la quale viene incentivato il ricorso allo smart-working. Questa modalità di lavoro a distanza nasce per conciliare lavoro e vita privata, per salvaguardare in particolare le situazioni di carico familiare, di handicap, di svantaggio, di volontariato; supera il vincolo di presenza sul posto di lavoro e di rigidità dell’orario, valorizza la autonomia nella gestione del proprio lavoro, e si fonda su una costante collaborazione anche a distanza col proprio ufficio. La legge istitutiva, la 124/2015 imponeva a tutte le P.A. di garantire entro il 2018 la possibilità di avvalersi delle citate modalità di lavoro flessibile” ad almeno il 10% del proprio personale, ove lo avesse richiesto, e prevedeva che i relativi Dirigenti venissero valutati per la loro azione propulsiva.
Nel corso del 2018 nella Difesa si è proceduto ad una sperimentazione, cui è seguita una fase di monitoraggio utile al fine di verificare le potenzialità della norma in ambito nazionale. Il progetto sperimentale era contenuto in un Regolamento presentato da Segredifesa quale risultato ”…dell’accurato e proficuo approfondimento…” a cura degli Organi Programmatori, che aveva coinvolto un contingente di sole 83 unità, di cui 43 unità dell’Area Tecnico/Amministrativa, (17 ripartite fra Segredifesa e Direzione Nazionale degli Armamenti; 26 a Persociv), 40 per l’area Area Tecnico-Operativa (9 per SMD, e i restanti per SMM, SMA, e altri Enti centrali quali COMLOG EI, COMANDO SANITA’ E VETERINARIA, etc.) . Significativa è stata la clamorosa assenza di progetti per l’intera periferia, l’area della Giustizia, l’area dell’Agenzia Industrie Difesa. In ogni caso la sperimentazione 2018 ha fatto da battistrada per un più ampio accesso al lavoro agile da parte di lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale, avendo dimostrato che è possibile darvi attuazione, fra l’altro, superando le prevedibili resistenze alla perdita del controllo visivo e diretto della presenza e della prestazione del sottoposto.
Oggi la emergenza da coronavirus ci mette davanti alla necessità di arginare il rischio di contagio, e dunque il ricorso al “lavoro agile” costituisce anche uno strumento forte per affrontare il problema, risolvendo al contempo esigenze private di gestione di figli in età scolare, di genitori anziani ad alto rischio, di sovraesposizione nelle zone maggiormente colpite dal virus, di pendolarismo, di handicap, e di tutela del nostro personale, la cui età media è sufficientemente elevata da far sentire forte il bisogno di una maggior cautela rispetto ai lavoratori più giovani.
Ma nonostante le sollecitazioni che provengono dal Governo e dalla Funzione Pubblica, la nostra Amministrazione procede a macchia di leopardo: Segredifesa vi ha dato seguito con propria circolare attuativa, operante per la sola area tecnico amministrativa, e dunque per il Centro; il personale militare ha la possibilità di assentarsi dal servizio mediante il ricorso al congedo straordinario per un notevole arco temporale, senza intaccare ferie e altre tipologie di permessi; invece la stragrande maggioranza del personale civile può solo ricorrere alle ferie e agli altri permessi retribuiti previsti dall’ordinamento, che certamente da soli non bastano a coprire la durata di questa imprevedibile vicenda.
Basterebbe un intervento più specifico dei nostri vertici politici e militari per trovare soluzioni efficaci, per superare difficoltà e comprensibilissime ansie, che riguardano tutti, a partire dalla popolazione femminile che mediamente porta i maggiori carichi di cura familiare; perciò ancora vogliamo loro rappresentare la necessità di superare gli ostacoli ad un’ampia attuazione dello smart working, anche alla luce dei benefici che porterebbe nella situazione cogente prima di tutto a questa Amministrazione, e di riflesso all’intera collettività.
Auguri ancora a tutte le lavoratrici della Difesa!
IL COORDINAMENTO NAZIONALE (Maria Pia Bisogni)
Notiziario FLP DIFESA n. 25 dell’ 8 marzo 2019 –
Si è svolta il 6 marzo u.s. presso palazzo E.S.T.O. in Roma la riunione del “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del Benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG), a (CUG), a cui ha partecipato per conto di FLP DIFESA la collega M. Pia Bisogni, che ci ha inviato la seguente nota.
“In attesa del rinnovo della sua composizione attuale per imminente scadenza del mandato, era necessario: programmare le attività per il primo semestre 2019, che sono comunque da ricondursi al Piano Triennale delle Azioni Positive di cui abbiamo riferito nel Notiziario n. 130 del 18.12.2017e che comprendeva le attività da espletare e i relativi termini temporali; sostituire i membri dimissionari del gruppo di lavoro sullo Smart-Working; costituire il Gruppo di Lavoro, già proposto nella scorsa riunione di dicembre, in materia di criteri per le progressioni economiche di fascia.
Nel 2019 dovrà inoltre proseguire l’attività divulgativa della conoscenza del CUG, della Consigliera Nazionale di Fiducia, e degli altri organismi coinvolti nella trattazione delle materie della Pari Opportunità, del Mobbing, del Benessere Organizzativo, auspicabilmente presso le sedi decentrate.
E’ tuttora in corso il Concorso Fotografico “Le donne nella Difesa”, ancora aperto alla partecipazione di tutto il personale, e la foto che sarà individuata come più significativa sarà premiata al prossimo Salone del Libro di Torino.
Elemento poi di assoluta novità, è l’approvazione in merito alla costituzione di un Gruppo di Lavoro che approfondisca le tematiche di interesse degli ex-militari transitati nei ruoli del personale civile.
Certo, i tempi di realizzazione degli obbiettivi sono sempre molto diluiti, si pensi al Codice etico e al Piano Triennale delle Azioni Positive, licenziati nel 2017, e ancora in attesa del definitivo via libera da parte delle AA.CC.; si pensi alle modalità di attuazione dello Smart-Working, che la norma prevedeva operante nei confronti di tutto il personale e che invece ha visto timidamente la luce solo in via sperimentale, e solo per alcune sedi centrali. D’altra parte le tematiche di genere sono storicamente marginali rispetto ad altre, e non trovano la priorità.
E, in tale contesto, anche quest’anno arriva la ricorrenza della Festa delle donne, e inevitabilmente sempre più spesso si sente dire dalle stesse che non credono più al valore di questa giornata, non perchè siano certe che la parità sia stata raggiunta, quanto perché si sono ormai convinte della inutilità della battaglia.
E ciò, mentre il bilancio delle vittime di stalking e femminicidio sia ogni giorno sempre più alto. E le molestie sessuali siano uno sport sempre molto praticato, e ancor oggi non sono identificate come reato continuando ad essere richiesta la denuncia di parte per attivare la Giustizia, pur a fronte di una condizione di oggettiva difficoltà a denunciare – specialmente quando si è vittime dei Superiori gerarchici nel posto di lavoro o del proprio compagno dal quale si dipende economicamente -, e ci vuole davvero forza e determinazione nel denunciare, a fronte dei rischi di ritorsione e di non essere credute.
E coloro che ne sono a conoscenza, dovrebbero essere consapevoli che non si può ragionare chiedendosi se le persone molestate non abbiano una qualche responsabilità. E che non dovrebbe essere trascurata la volontà di ciascuna delle vittime che la disuguaglianza di genere in ambito lavorativo mette a rischio tutte le donne, perché nella subordinazione è più facile il ricatto: succede a segretarie, operaie, immigrate, studentesse, collaboratrici domestiche, a tutte.
C’è ancora bisogno di lavorare sulle coscienze, affinchè sia riaffermato il principio del rispetto dell’altro e della sua volontà, a partire dai modelli che ciascuno di noi offre alle nuove generazioni, nel proprio mondo pubblico e privato, affinchè ciascuno sia rispettoso di tutte le donne che incontra: compagna di scuola, fidanzatina, moglie, collega, professionista, figlia.
E pensare che dal 1991 il numero di donne laureate rispetto agli uomini è sempre stato maggiore; che l’eccellenza, la capacità delle donne nell’impegnarsi su più fronti, la loro visione dei tempi della vita, dovrebbero essere considerate una risorsa strategica rilevante, un fondamentale supporto allo sviluppo delle attività produttive. E ciò tanto più se si tiene conto che le attività di cura saranno sempre più necessarie, nella prospettiva di un mondo sempre più anziano.
C’è sempre tanto da fare, nessun altro ha interesse a sostenerci.
E perciò dobbiamo riprenderci la consapevolezza che continuano ad esistere i gap di genere. E perciò riprendiamoci la festa, dobbiamo crederci”
In allegato, il Decreto Direttoriale 8.02.2019 con la composizione nominativa aggiornata del CUG
In previsione della festa dell’8 marzo, ci è pervenuto dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del Benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG) del Ministero della Difesa, la seguente riflessione sul significato della festa della donna.
“L’8 marzo per ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, l’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna è tutto questo e anche di più, un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.
Invece oggi più che mai la donna deve poter aspirare a realizzare i suoi sogni, pur in un mondo oppresso dalla crisi economica, dove è chiamata ad assorbire le carenze determinate dai tagli alle politiche sociali, intensificando l’impegno destinato alle cure familiari in un mondo sempre più anziano e bisognoso di assistenza, dove l’età della pensione per le donne lavoratrici si è spaventosamente spostata in avanti e diventa sempre più difficile badare all’intero nucleo familiare nell’età in cui si dovrebbe cominciare a badare di più alla propria salute. Oggi più che mai la donna deve riaffermare la propria dignità, fronteggiare le conseguenze della esasperata mercificazione del suo corpo, imbattibile strumento di pubblicità, deve ambire al suo posto nel mondo, secondo le sue aspirazioni e le sue capacità. Per contro, è proprio dal persistere dell’idea della donna poco più che un oggetto degno solo di essere posseduto che nasce la sconsiderata violenza, di spaventosa inalterata attualità, per mano di uomini, mariti, compagni, ex fidanzati, innamorati respinti.
Cogliamo dunque spunto per riflettere sulla nostra condizione, sulla nostra femminilità, sulla necessità che ciascuna possa raggiungere la giusta realizzazione personale e professionale, in casa, sul lavoro, nella società intera, sulla necessità di ottenere dai nostri compagni quel rispetto che è alla base di ogni rapporto umano. Quella stessa cultura del rispetto che passa anche per l’insegnamento ai figli maschi di tenere nella dovuta considerazione prima le loro compagne di scuola, poi le colleghe di lavoro e infine le donne che condivideranno la loro vita futura. Tanti auguri a tutte le donne della Difesa!”
E, anche da parte nostra, buon 8 marzo a tutte le amiche e colleghe, civili e militari, del Ministero della Difesa.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Sotto, un canto delle lavoratrici americane del 1912, bread and roses ( pane e rose), con di seguito il testo in italiano
In occasione della festa dell’8 marzo, ci è pervenuto dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG (Comitato Unico di Garanzia) del Ministero della Difesa, il seguente contributo che facciamo interamente nostro:
“L’8 marzo: una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un’occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna, che cade ogni anno l’8 marzo, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.
La Giornata Internazionale della Donna nacque negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909, istituita dal Partito Socialista americano, che organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto. Dopo le iniziative per il suffragio universale, furono sostenute altre rivendicazioni dei diritti femminili. Il 25 marzo del 1911, nella fabbrica Triangle di New York, si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. Da quel momento in avanti, le manifestazioni delle donne si moltiplicarono, e nacquero le giornate dedicate alle donne. In Italia la Festa della Donna iniziò a essere celebrata nel 1922 con connotazione politica e di rivendicazione sociale, e dalla fine della guerra in avanti andò sempre più a consolidarsi: nel 1945, fu celebrata la Giornata della Donna dopo la liberazione dal fascismo e dall’8 marzo 1946 è stata scelta la mimosa come simbolo della ricorrenza.
Negli anni, la Giornata, momento simbolo di rivendicazione dei diritti femminili e di difesa delle conquiste delle donne, ha visto evolversi i suoi contenuti e le sue aspirazioni. Dalla iniziale ricerca della parità fra uomini e donne si è passati alla consapevolezza che le differenze non potranno mai essere superate, e che piuttosto bisogna guardare con più attenzione alla tutela delle pari opportunità fra uomini e donne. Ancora, andando avanti, si è superata la specificità delle istanze di genere, e si è allargato l’orizzonte delle forme di lotta alle discriminazioni, intendendo così tutelare tutte le persone che si trovano in qualunque modo in situazione di debolezza, difficoltà, discriminazione; in questo senso sono evoluti gli organismi di tutela quali i Comitati Unici di Garanzia. Ma non possiamo dire che abbiamo trovato risposte a tutte le antiche questioni, e molto in questo senso si può e deve ancora fare, col contributo e la consapevolezza di tutti, in particolare delle stesse donne, mentre spesso pare che tale consapevolezza sia andata perduta, lasciando il posto ad una stanca rassegnazione.
Invece oggi più che mai la donna deve poter aspirare a realizzare i suoi sogni, pur in un mondo oppresso dalle difficoltà ordinarie del vivere quotidiano, appesantito dagli effetti della crisi; oggi più che mai la donna deve riconquistare la propria dignità, deve fronteggiare le conseguenze della esasperata mercificazione del suo corpo, imbattibile strumento di pubblicità. Oggi più che mai deve ambire al suo posto nel mondo, secondo le sue aspirazioni e le sue capacità. Per contro, è proprio dal persistere dell’idea della donna poco più che un oggetto degno solo di essere posseduto che nasce la sconsiderata violenza che ha portato a 128 donne assassinate nella sola Italia, nel corso del 2013, per mano di uomini, mariti, compagni, ex fidanzati, innamorati respinti, solo in Italia, dato di spaventosa attualità.
Ci dia dunque questa giornata lo spunto per riflettere sulla nostra condizione di donne, sulla nostra femminilità, sulla possibilità di raggiungere la giusta realizzazione personale e professionale, in casa, sul lavoro, nella società intera, sulla necessità di ottenere dai nostri compagni quel rispetto che è alla base di ogni rapporto umano. Quella stessa cultura del rispetto che passa anche per l’insegnamento ai figli maschi di tenere nella dovuta considerazione prima le loro compagne di scuola, poi le colleghe di lavoro e infine le donne che condivideranno la loro vita futura. Tanti auguri a tutte le donne della Difesa! ”
Notiziario FLP DIFESA n. 23 dell’ 8 marzo 2020 – Si festeggia oggi la giornata mondiale dedicata alle donne, nel clima surreale creato dal diffondersi della epidemia da coronavirus, con numeri sempre più importanti di persone toccate dal virus, di malati gravi, e, a Dio piacendo, anche di persone guarite. La politica si è sforzata […]
Notiziario FLP DIFESA n. 25 dell’ 8 marzo 2019 – Si è svolta il 6 marzo u.s. presso palazzo E.S.T.O. in Roma la riunione del “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del Benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG), a (CUG), a cui ha partecipato per conto di FLP […]
Notiziario n. 25 del 7 marzo 2015 – In previsione della festa dell’8 marzo, ci è pervenuto dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG “Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, la valorizzazione del Benessere di chi lavora e contro le discriminazioni” (CUG) del Ministero della Difesa, la seguente riflessione sul significato […]
Notiziario n. 22 del 7 marzo 2014 – In occasione della festa dell’8 marzo, ci è pervenuto dalla collega Maria Pia Bisogni, nostra rappresentante in seno al CUG (Comitato Unico di Garanzia) del Ministero della Difesa, il seguente contributo che facciamo interamente nostro: “L’8 marzo: una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle […]