Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 9 dell’11 maggio 2016 con il quale la Segreteria Generale della CGS fornisce ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle obiezioni, del tutto strumentali, mosse da altre sigle sindacali all’iniziativa risarcitoria promossa presso la CEDU, e che sta evidenziando grande attenzione e straordinario interesse tra i colleghi.
” Il ricorso della CGS alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU) per l’ottenimento di un risarcimento per i mancati aumenti contrattuali continua a provocare una serie di obiezioni (meglio sarebbe dire denigrazioni) sindacali sulle quali abbiamo già risposto con tre comunicati. Con quest’ultimo vogliamo fare ulteriore chiarezza sulle ultime (???) tre obiezioni che ci vengono poste (ad una obiezione invero avevamo già risposto ma la ripetiamo), soprattutto, da uno dei tre sindacati confederali c.d. storici. Non prima però di aver smentito le affermazioni contenute in un volantino pubblicato nei giorni scorsi: contrariamente a quanto falsamente affermato dalla CGIL FP, la CGS non ha mai promesso indennizzi certi ricorrendo alla CEDU, in quanto una confederazione seria non promette cose che non siano nella propria disponibilità ed è ovvio che, trattandosi di un ricorso dinanzi un giudice, nessuno mai potrà garantire una vittoria sicura e infatti noi non lo abbiamo fatto; abbiamo semplicemente, corroborati dai pareri dei nostri legali, messo a disposizione dei lavoratori uno strumento pienamente in linea con l’attuale giurisprudenza europea, che offre valide motivazioni per tentare la via di una richiesta di risarcimento per il blocco dei contratti di 7 anni (… come fu nel caso dell’impugnativa del blocco dei contratti dinanzi la Corte Costituzionale…), e abbiamo deciso di accollarci interamente i costi legali e organizzativi per tutti gli iscritti (salvo un contributo per spese vive pari al costo di una Raccomandata 1 internazionale). Promesse, raggiri, abusi della credulità e altre false accuse di questo genere le rispediamo al mittente, invitando a leggere quanto scriviamo prima di avventurarsi a scrivere volantini diffamatori. Veniamo alle domande:
Domanda: Le sentenze dei Tribunali Italiani che si sono pronunciati dopo la pronuncia della Corte Costituzionale n. 178/2015 (tra i quali il Tribunale di Reggio Emilia) escludono la possibilità di ottenere un risarcimento da parte della CEDU – Corte Europea dei Diritti dell’Uomo?
Risposta: FALSO. Le sentenze finora emesse dai Tribunali Italiani (peraltro su ricorsi presentati nel 2013 prima della pronuncia della Corte Costituzionale) dimostrano che si è esaurita la possibilità di ottenere azioni risarcitorie dai Tribunali Italiani, stante la preclusione in Italia derivante dalla sentenza della Corte Costituzionale e, pertanto, consentono la possibilità di adire la CEDU per violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
Domanda: L’articolo 35 della Convenzione CEDU prevede che siano ricevibili solo i ricorsi che siano stati proposti dopo aver esperito le vie di ricorso interne. È vero che ciò vuol dire che si può ricorrere solo in presenza di una sentenza della Cassazione, al termine di tre gradi di giudizio?
Risposta: FALSO. La CEDU ha chiarito che “…la regola dell’esaurimento delle vie di ricorso interne deve applicarsi con una certa flessibilità e senza un eccessivo formalismo” (ricorso n. 46967/07, causa CGIL e Cofferati contro Italia). Ciò vuol dire che in presenza di una sentenza di primo grado emessa a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, che rende impossibile l’accesso ai successivi gradi di giudizio, il ricorso è pienamente ricevibile. È il caso per l’appunto dei dipendenti pubblici italiani e, oltre al precedente citato, tra le pronunce possiamo citare quelle relative ai ricorsi n. 11084/02 e 15306/02, H.G e G.B contro Austria.
Domanda: È vero che per qualsiasi pronuncia della CEDU è fatto salvo uno spazio valutativo degli Stati nel bilanciamento tra vincoli internazionali e i principi costituzionali del Paese proponente?
Risposta: FALSO. La CEDU esamina i ricorsi con riferimento alla violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (e non è vincolata dalle sentenze delle Corti Costituzionali degli stati membri), e pertanto, sia con riferimento ai diritti e alle libertà fondamentali violati sia con riferimento al contenuto del danno patrimoniale effettivamente sofferto dai ricorrenti e, quindi, al ristoro economico che la CEDU può accordare. (in tal senso vedi anche parere reso dai legali CGIL FP sic!!!).
Purtroppo siamo di nuovo a rispondere alle stesse domande perché ignorare (o far finta) i fatti è umano (anche se drammatico per un sindacato) mentre mistificarli oltre che diabolico espone a brutte figure. Tra l’altro è già la seconda brutta figura che fa la CGIL, giacché la prima è stata sostenere la tesi della non ricevibilità del ricorso se non dopo sentenza di Cassazione quando sapeva bene che vi era un precedente illustre che riguarda proprio quel sindacato e l’allora Segretario Generale Cofferati. Forse non se lo vuole ricordare o non riesce a trovare la sentenza, nonostante abbiamo citato il numero già nel nostro precedente comunicato? Inoltre, ci domandiamo, è possibile che a sostegno delle proprie tesi diffonda un parere richiesto ad un avvocato, che tecnicamente, sconfessa quanto da loro stessi asserito?
Tralasciando gli aspetti tecnico legali che non ci compete commentare, e sorvolando sulla confusione da loro ingenerata anche nel legale sul fatto che la CGS sia una sigla sindacale degli infermieri (non si sono documentati neanche su questo), è estremamente interessante rilevare che la CGIL FP invii in giro e poggi la sua azione, anche politica, facendo sapere che, in fondo, “aver subito nel pubblico impiego per 7 anni un blocco contrattuale, potrebbe essere un fatto positivo, visto che il governo (con qualche fondamento) avrebbe potuto prevedere il ricorso a licenziamenti collettivi di quegli stessi dipendenti che adesso lamentano il blocco contrattuale”.
Altrettanto singolare è il finale che, escludendo qualunque possibilità di ristoro per danni patrimoniali e non patrimoniali, ribadisce che “gli incrementi retributivi dei (sudditi) dipendenti pubblici sono comunque connessi alle risorse che lo Stato (il Re) intende allocarvi”.
Solo la conclusione ci da un segnale di ottimismo quando afferma che la via del ricorso alla CEDU risulti solo “estremamente complicata“.
Considerato che, per il ricorso alla Corte Costituzionale presentato e vinto dalla FLP, gli stessi “soloni” avevano definito la via assolutamente impossibile, non possiamo che trarne un segnale positivo.
Infine un consiglio (alla CGIL) e una domanda (ai lavoratori): alla CGIL FP consigliamo, nel caso che continui ad avere ulteriori dubbi giuridici sul ricorso CEDU, di rivolgersi direttamente alle altre organizzazioni sindacali che si sono attivate per proporre ricorsi alla CEDU o altre iniziative in ambito europeo, tra le quali la UIL FPL, che sicuramente sarà ben disposta a fornire loro tutta la assistenza giuridica tramite il proprio Ufficio Legale, come già avvenuto in passato su altri ricorsi.
Ai lavoratori rivolgiamo una domanda, alla quale potranno rispondere e trarne le opportune conseguenze: poiché la CGIL FP (e altri) continuano a dire che la soluzione per il recupero degli arretrati sta solo nel rinnovo contrattuale, vi chiediamo: ritenete più probabile che una corte europea (per esempio la CEDU) decida di risarcire alcune decine di migliaia di lavoratori per i mancati rinnovi contrattuali oppure che il Governo Renzi stanzi, di sua spontanea volontà, oltre che i soldi che sono necessari per un rinnovo contrattuale decente, anche i circa 12-14 miliardi che servirebbero per pagare tutti gli arretrati per i mancati rinnovi a partire dal 2010? Ecco, datevi una risposta e poi decidete da soli chi davvero fa sindacato e chi invece vende fumo! …
LIBERI DI SCEGLIERE. LIBERI DI ADERIRE
Roma, 10 maggio 2016 La Segreteria Generale CGS “
Nel sollecitare tutte le nostre strutture sindacali a dare al presente Notiziario la massima diffusione tra i colleghi interessati, vi ricordiamo che la partecipazione al ricorso di quanti interessati sarà possibile solo sino alle ore 23,59 del 16 maggio p.v..
Intanto, i numeri dei partecipanti continuano a lievitare. Ed è questo, forse, che sta risultando così tanto indigesto per qualcuno.
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 35 del 25 marzo 2016 –
Si riporta di seguito il comunicato n. 4 diffuso in data odierna dalla nostra Confederazione CGS che risponde agli attacchi venuti da altre OO.SS. (e segnatamente da FIALS, UNSA ed USB, ma non solo) in merito all’iniziativa ricorsuale a carattere risarcitorio promossa e organizzata da CGS presso la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo (CEDU), finalizzata ad ottenere il risarcimento relativo alla mancata erogazione degli aumenti contrattuali per gli anni dal 2010 al giugno 2015 e di cui abbiamo dato notizia con i nostri precedenti Notiziario n. 32 del 16.03.2016 e Notiziario n. 33 del 21.03.2016.
Una iniziativa che sta registrando un incredibile successo tra i lavoratori pubblici, e che verosimilmente è alla base della piccatissima reazione di queste OO.SS. .
“Sapevamo che sarebbero arrivati (li avevamo ampiamente messi in conto) e, puntualmente sono arrivati gli attacchi contro il ricorso intrapreso da FLP (Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche), FGU (Federazione Gilda–Unams), NURSIND (Sindacato delle Professioni Infermieristiche) e Unione Artisti UNAMS, tutti uniti nella Confederazione CGS, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) per ottenere il risarcimento relativo alla mancata erogazione degli aumenti contrattuali per gli anni dal 2010 al giugno 2015.
Gli attacchi sono arrivati, uno da destra (si fa per dire) da Unsa e Fials, l’altro da sinistra (si fa sempre per dire) dalla USB. Pensavamo che avrebbero argomentato un po’ meglio ma non sono in grado di fare nemmeno questo. Così, UNSA e FIALS ai sono affannate per sostenere che il ricorso non ha fondamento e che, dunque, sarà con molta probabilità respinto. L’USB, a sua volta, ci accusa invece di non essere abbastanza battaglieri e, anzi di voler condurre questa battaglia per il riconoscimento di un diritto nelle aule di un tribunale e non viceversa “costruendo rapporti di forza capaci di ribaltare la situazione”.
A tutti questi novelli Soloni, che ora si affannano a fare le pulci alle iniziative altrui, vorremmo innanzitutto ricordare che se la F.L.P. non avesse adito il Tribunale di Roma perché fosse affermato il diritto costituzionale alla contrattazione collettiva, molte organizzazioni sindacali, comprese quelle del c.d. sindacalismo storico, starebbero ancora pietendo un piccolo spazio di contrattazione all’ombra del pareggio di bilancio.
Altri avevano senz’altro ritenuto velleitaria l’azione intrapresa dalla F.L.P., esibendo pareri pro veritate negativi di eminenti professori, salvo poi, quando la strada era stata spianata dalla iniziativa delle F.L.P., rivendicare a gran voce il diritto alla contrattazione collettiva. Insomma, se oggi si può parlare di rinnovi contrattuali è perché esiste un sindacato che ha usato i contributi dei propri iscritti per proporre un ricorso che ha condotto dinanzi alla Corte Costituzionale; altrimenti staremmo ancora qui a parlare di blocco dei contratti !
Analogamente a quanto avvenuto per l’azione intrapresa dalla Federazione Gilda–Unams innanzi alla Corte di Giustizia Europea, che ha avuto come esito la condanna dello Stato Italiano ad assumere e/o risarcire i precari storici della scuola.
Potremmo anche fermarci qui; sennonché siamo molto preoccupati per la pochezza di cui questi attacchi sono espressione. Nutriamo infatti il timore che tali attacchi, piuttosto che espressione di una dialettica sindacale, che evidentemente, al pari di qualsivoglia dialettica democratica si alimenta delle differenze di opinione, rappresenti la cifra del malvezzo in virtù del quale si pensa, che, infangando gli altri, possano guadagnarsi consensi. Siamo dell’avviso che su alcune questioni il sindacato dovrebbe mettere da parte lo “spirito di bottega”, cercando invece di suscitare la massima unità dei lavoratori e percorrere tutte le vie possibili per la maggior tutela dei diritti e degli interessi dei lavoratori stessi.
Ci asteniamo da considerazioni di carattere tecnico. Si può discutere per molto se l’esito dei ricorsi possa considerarsi scontato in un senso o nell’altro, dal momento che ogni iniziativa giudiziaria ha sempre esito imponderabile. Di certo, non proporre ricorso – visti i termini di decadenza previsti dalla Convenzione – è già in sé una sconfitta.
Al riguardo ci limitiamo soltanto ad osservare come la CGS è perfettamente consapevole delle problematiche che la proposizione del ricorso alla CEDU propone e che tuttavia, gli arresti della stessa Corte e la sostanziale assenza di un rimedio interno (proprio in ragione della natura “preclusiva” della sentenza della Corte Costituzionale 178 del 2015), rendano percorribile il percorso suggerito. D’altronde gli stessi nostri denigratori ammettono che l’unica via percorribile per il periodo pregresso è solo la CEDU; e solo un’iniziativa davanti alla stessa ci dirà circa la validità delle nostre ragioni e la solidità delle nostre argomentazioni.
L’aver scelto per il ricorso un pool di avvocati tra i più esperti nella materia per trattarla con competenza presso le Corti Europee e che, altresì, hanno dato già dimostrazione di riuscire avincere dinanzi alla Corte Costituzionale e presso la Corte di Giustizia Europea, è la chiara dimostrazione di voler presentare il ricorso per vincerlo e non per demagogia.
Con piacere, infine, vediamo che anche altre organizzazioni sindacali si stanno muovendo per proporre anche loro ricorsi alla CEDU o altre iniziative in ambito europeo. Pensiamo che sia di buon auspicio per festeggiare un’altra vittoria.
A chi vuole aderire al ricorso ribadiamo la serietà della nostra iniziativa accessibile a tutti i dipendenti pubblici e li invitiamo a prendere visione della piattaforma e della validità e credibilità dell’iniziativa. Tutto nella massima trasparenza e nell’interesse dei lavoratori.
Roma, 25 marzo 2016 “
Nel confermare il successo della iniziativa ricorsuale della CGS anche tra i lavoratori civili della Difesa, e la cosa ci fa particolarmente piacere, ci riserviamo di fornire a breve, attraverso le FAQ del portale www.ricorsosgs.it , più specifiche indicazioni per i colleghi interessati del nostro Ministero, in particolare per quanto attiene l’istanza per ottenere il riepilogo degli importi di diritto dall’anno 2009 al 2015, atteso che per noi il predetto periodo ha visto prima la gestione diretta della Difesa e poi la gestione NoiPA.
Con l’occasione, inviamo a tutti, oltre ai consueti fraterni saluti, anche gli auguri più affettuosi di Buona Pasqua!
IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA
Notiziario n. 122 dell’ 11 novembre 2015 –
Il tavolo di Presidenza del Convegno “P.A., bene comune” con parlamentari di M5S, PD e FI
Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 novembre u.s.
” La Conferenza Nazionale Organizzativa della FLP tenutasi a Vico Equense (NA) dal 6 all’8 novembre 2015 è stata l’occasione per affrontare in modo analitico e propositivo alcuni fondamentali aspetti che riguardano il mondo del lavoro, le forme di rappresentanza, la crisi del cosiddetto sindacato confederale e di quello corporativo, le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro pubblico e delle attività delle pubbliche amministrazioni.
A partire dal confronto a più voci avutosi nella riuscita tavola rotonda sul tema “LA P.A. bene comune”, proseguito con gli interventi e i contributi sul modello organizzativo interno e sul necessario rapporto sinergico tra strutture territoriali e strutture nazionali di amministrazione, fino al dibattito sulle modalità e le azioni da intraprendere per contrastare in modo significativo e non velleitario le azioni elusive e dilatorie del Governo rispetto alla Sentenza della Corte sul rinnovo dei contratti.
Dall’intenso dibattito sono emerse alcune linee guida che dovranno caratterizzare nell’immediato futuro l’azione della FLP che proviamo a sintetizzare:
Necessità di aprire sempre più il sindacato alle esigenze della base, della società civile e delle Associazioni, rimettendo al centro il lavoro pubblico e la pubblica amministrazione come fattore di coesione sociale, di crescita e di garanzia di diritti.
Ribadire come nel nostro paese ci sia sempre più bisogno di sindacato, di vero sindacato, e come il crescente scollamento dei vertici sindacali dalla base e dai lavoratori sia dovuto alla mutazione genetica dell’attuale sistema di rappresentanza delle ex confederazioni dei lavoratori, divenute ormai sempre più società di servizi e gigantesche macchine commerciali e sempre meno strutture partecipate di difesa dei lavoratori.
Tale situazione apre la strada ad un processo di rinnovamento e di ricostruzione che deve partire dal basso. In questo percorso noi della FLP intendiamo esserci e contribuire a mettere in rete e organizzare tutte le forze sane interessate ad opporsi alla rilegificazione del rapporto di lavoro, alla limitazione dei diritti, alla precarizzazione del lavoro, alla riduzione del salario, allo smantellamento dello stato sociale.
La lotta per il diritto al contratto che la FLP ha messo al centro della sua azione arrivando con il suo ricorso fino alla pronuncia della Corte che ha bollato come incostituzionale il comportamento del Governo non è solo un momento ineludibile per ridare fiato al potere d’acquisto di milioni di lavoratori, falcidiato da anni di blocco e di tagli al salario aziendale, ma è anche lo strumento per contrastare scelte autoritarie imposte per legge, per mantenere viva la democrazia e la partecipazione sui posti di lavoro, mettere le professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici al servizio dei processi di riforma e dei cittadini.
A tale proposito, il Comitato Direttivo Nazionale di FLP ha approvato le linee generali della mozione che alleghiamo al notiziario nella quale vengono ribadite le principali linee di azione.
Attivazione della procedura di ricorso nei confronti del Governo Italiano presso la Corte di Giustizia Europea per vedere riconosciuto il risarcimento del danno per gli anni di blocco contrattuale pregresso e sanzionata l’incredibile azione elusiva messa in campo dal Governo con la legge di stabilità 2016 (stanziamento di soli 300 mln di euro) per la parte relativa al rinnovo dei contratti a decorrere dalla data di pubblicazione della sentenza (luglio 2015);
Manifestazioni su tutti i luoghi di lavoro, con il massimo coinvolgimento dei lavoratori pubblici, che mettano al centro il rinnovo dei contratti e una diversa e vera riforma della Pubblica Amministrazione che deve veramente diventare un bene comune per la cittadinanza e per il Paese;
La proposizione di ordini del giorno, documenti, comunicati delle forze sociali, da presentare in tutte le sedi e le istanze istituzionali e politiche anche attraverso l’utilizzo dei media e dei social;
La proposta fatta con una lettera inviata in data odierna dal nostro Segretario generale Marco Carlomagno a tutte le OO.SS. rappresentative nei comparti del pubblico impiego per definire insieme un percorso di mobilitazione e di lotta che partendo dalle iniziative già assunte arrivi però, prima dell’approvazione della Legge di stabilità, alla proclamazione di una giornata di sciopero generale nazionale unitario.
Siamo consapevoli delle differenze che permangono tra le varie OO.SS., ma il momento è così grave per il lavoro pubblico che non possiamo permetterci di continuare ad agire in modo separato con iniziative che sia accavallano e che portano sempre più disorientamento tra i lavoratori. Questa è una richiesta che proviene dal basso, dai posti di lavoro, da tanti delegati, dalle RSU.
Che segnalano una giusta esigenza che non può essere disattesa.
LA SEGRETERIA GENERALE FLP “
Pubblichiamo, di seguito, la mozione approvata dalla 3^ Conferenza Nazionale di Organizzazione.
Notiziario n. 60 del 12 maggio 2016 – Si riporta di seguito il testo integrale del comunicato n. 9 dell’11 maggio 2016 con il quale la Segreteria Generale della CGS fornisce ulteriori chiarimenti e precisazioni in merito alle obiezioni, del tutto strumentali, mosse da altre sigle sindacali all’iniziativa risarcitoria promossa presso la CEDU, e che […]
Notiziario n. 35 del 25 marzo 2016 – Si riporta di seguito il comunicato n. 4 diffuso in data odierna dalla nostra Confederazione CGS che risponde agli attacchi venuti da altre OO.SS. (e segnatamente da FIALS, UNSA ed USB, ma non solo) in merito all’iniziativa ricorsuale a carattere risarcitorio promossa e organizzata da CGS presso […]
Notiziario n. 122 dell’ 11 novembre 2015 – Si riporta di seguito il Notiziario n. 48 del 10 u.s. con il quale la nostra Federazione dà conto dei contenuti e degli esiti della 3^ Conferenza Nazionale Organizzativa che si è tenuta presso l’hotel Aequa di Vico Equense (Napoli) nelle giornate del 6, 7 e 8 […]