Notiziario FLP Difesa n. 73 del 24 novembre 2022 –

Il sottocapo di SMM Amm- Berutti Bergotto
Il sottocapo di SMM Amm. Berutti Bergotto

Nella giornata di ieri, si è svolto un incontro con il primo reparto dello Stato Maggiore Marina. Presenti il Capo Reparto, Amm Giurelli e il Capo Ufficio Personale Civile, C.V. D’Autilio. Nella prima parte dell’incontro ha presenziato anche il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina Militare, Amm Berutti Bergotto, notoriamente attento alle relazioni sindacali che, unitamente ai saluti ha voluto anticipare l’intendimento da parte del C.S.M.M., Amm Credendino, di incontrare a breve le OO.SS..

Evidentemente le nostre reiterate richieste d’incontro, di cui l’ultima a giugno, unitamente a quelle informali, hanno sortito l’effetto sperato; abbiamo perciò accolto favorevolmente questo invito al fine di riprendere quel rapporto proficuo e costruttivo che da sempre ha caratterizzato le relazioni sindacali con la Marina Militare e che invece ultimamente sembrava essersi un po’ dissolto, sia a livello centrale che periferico generando, in alcuni casi, situazioni di criticità che potevano essere evitate a fronte di un maggior dialogo tra le parti.

Nel suo intervento iniziale, l’Amm Berutti Bergotto, che si è fatto portavoce anche del C.S.M.M., ha apertamente riconosciuto l’importanza del dialogo e del confronto con le rappresentanze dei lavoratori, sottolineando inoltre l’apporto fondamentale del personale civile per il buon funzionamento del Dicastero ed in particolare dell’area industriale sulla quale ha assicurato l’assoluta contrarietà ad esternalizzare servizi e attività lavorative tipiche e peculiari di quell’ area. Prima di lasciare la riunione si è impegnato ad attivare, con cadenza trimestrale, tavoli di confronto con il 1° Reparto, obiettivo che come O.S. perseguivamo da tempo, impegno poi confermato anche dal Capo del 1° Reparto, il quale ha inoltre ribadito e condiviso le intenzioni e i concetti sopra esposti.

Come da noi richiesto, con nota del giugno scorso, nel corso della riunione sono state mostrate delle slide contenenti le dotazioni organiche totali del personale civile, quelle effettive, al netto dei militari transitati e l’attuale relativa carenza organica.

Nel giro di interventi delle OO.SS., per la maggior parte a fattor comune, FLP Difesa ha richiesto un esploso di quelle dotazioni divise per Enti e profili, informazione necessaria e propedeutica alla riorganizzazione funzionale degli Enti, che non può essere gestita come una normale organizzazione del lavoro in capo al Direttore ma deve necessariamente passare attraverso il confronto con le Parti Sociali ai vari livelli e soprattutto nei luoghi di lavoro.

Tale informazione preventiva risulta ancora più importante in quanto le decisioni che verranno assunte sulle dotazioni organiche influiranno sugli istituti contrattuali come ad esempio la mobilità, le riconversioni professionali, sull’attuazione del NOP e sulle progressioni verticali, sui Piani triennali dei fabbisogni, sugli indirizzi lavorativi e le capacità operative-funzionali dei singoli Comandi/Enti, sui riflessi occupazionali nei territori in cui questi insistono, nonché sulla situazione particolare dei transiti, per la quale più volte e da tempo, abbiamo richiesto un confronto, stante la portata del fenomeno nella FA e dell’acuirsi delle connesse problematiche. Infatti, se si pensa al combinato disposto del blocco della mobilità ordinaria con la recente politica restrittiva sui Comandi, motivata dalle carenze organiche, non si riesce a dare soluzione alle problematiche connesse a situazioni familiari, personali e di salute davvero critiche, che suddetto personale si trova ad affrontare nel nuovo status di civile.

Sulle relazioni sindacali e sulle dotazioni organiche, l’Amm Giurelli si è impegnato, inoltre, a dare degli input ai comandanti degli Enti per una maggiore apertura verso le rappresentanze dei lavoratori alle quali andranno fornite le informazioni necessarie.

In merito alle osservazioni poste sullo studio a 6951 unità (ipotesi di un ulteriore riduzione delle dotazioni organiche del personale civile), sul quale non c’è stata informazione alle Parti Sociali, il Capo del 1° Reparto ha tenuto a precisare che tale studio, come altri, non è mai uscito dallo SMM in quanto la Forza Armata non intende avallare, in alcun modo, modelli che non siano quelli previsti a  9000 unità. Espressione di volontà che non può che trovarci d’accordo, in quanto come O.S. abbiamo da sempre sostenuto che un’ulteriore riduzione precluderebbe la funzionalità stessa della Forza Armata.

Per contro abbiamo chiesto un impegno maggiore dei vertici della MM per far sì che, a similitudine di quanto fatto per il personale militare, vengano prorogati i termini della L.244/2012 anche per il personale civile, obiettivo che si potrebbe più facilmente raggiungere con un’azione sinergica con le OOSS, le quali da tempo si battono per questo. Al riguardo abbiamo appreso con soddisfazione che, proprio in questi giorni, la F.A., utilizzando la stessa strategia della legge 119 del 5 agosto 2022, sta cercando di ottenere la suddetta proroga anche per il personale civile.

Ci è stata poi presentata una slide con i concorsi previsti fino al 2024. Nel merito abbiamo evidenziato la necessità di un piano straordinario perché le assunzioni previste per la Marina sono assolutamente insufficienti, anche in considerazione dei numerosi pensionamenti previsti nel prossimo triennio, che andranno ad aggravare ulteriormente la situazione delle carenze organiche che già oggi si attesta sopra al 50% in tutte le aree della Marina Militare.

L’ Ammiraglio si è inoltre impegnato a fare la sua parte presso il Gabinetto del Ministro per il recupero dei 21 milioni della performance organizzativa, per il quale la nostra OS si batte da tempo.

A margine della riunione e in relazione al trasferimento delle competenze stipendiali alla Diram di La Spezia, nell’esprimere una posizione pragmatica, abbiamo richiesto di essere informati, prima dell’attuazione del progetto, sugli esiti della sperimentazione e, a similitudine di quanto fatto dall’Esercito, di prevedere nelle tabelle ordinative degli Enti interessati, dei “flussi amministrativi” sia per non sovraccaricare il “centro” che per non mandare sprecate le competenze peculiari degli operatori degli enti periferici.

Negli interventi conclusivi abbiamo tenuto a ribadire l’importanza di un confronto frequente sia a livello centrale che periferico, che vada oltre il rigido dettato normativo del “previsto o non previsto” perché non riteniamo costruttivo né tanto meno utile a nessuno, eludere il dialogo con le rappresentanze dei lavoratori a qualsiasi livello poiché, solo con un dialogo continuo, si possono traghettare gli obiettivi, cercando di contemperare le esigenze di funzionalità della FA con le giuste aspettative dei lavoratori.

La F.A., in netto cambiamento di rotta, ha concordato sulle nostre richieste e sulle nostre considerazioni. Un incontro che giudichiamo, almeno nelle intenzioni, estremamente positivo.

Aspettiamo quindi di ricevere le dotazioni organiche, le slide mostrate in riunione ma soprattutto una prossima e ravvicinata convocazione, stante l’impegno preso dai vertici dello SMM, impegno in cui crediamo fermamente e di cui vi terremo aggiornati.

p. IL COORDINAMENTO NAZIONALE FLP DIFESA

 Maria Pia BISOGNI – Vincenza TEOFILI

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 –

Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di confronto tra OO.SS Nazionali e SMM da un lato e Comandi degli Enti interessati e OO.SS. Territoriali/RSU. dall’altro, tale riorganizzazione e il futuro dei suddetti Enti non ha mai cessato di destare profonda apprensione nella FLP DIFESA. Senza volersi soffermare sulla questione della mancata estensione alle OO.SS. Territoriali/RSU delle Tabelle Organiche (TT.OO.) contenenti incarichi e profili del Personale civile dell’Arsenale di Taranto, seppur FLP DIFESA stigmatizza un comportamento che riteniamo immotivato e illegittimo, registriamo un pericoloso irrigidimento delle relazioni sindacali che consideriamo estremamente grave in un periodo così delicato e importante, in cui si determina il futuro degli Arsenali e dell’Area tecnico-logistica della Marina. Come da tempo rappresentato con preoccupazione da FLP DIFESA, in questa partita si gioca il ruolo stesso dell’Area Industriale della F.A., per la quale noi continuiamo a rivendicare un ruolo pubblico. La nostra O.S. ritiene debbano essere mantenute e reinternalizzate le attività ad alta qualificazione professionale, attraverso un piano di assunzioni di Personale civile che garantisca continuità e il mantenimento di un altissimo livello professionale nelle attività manutentive più sensibili che non possono e non devono essere privatizzate, pena il decadimento delle stesse capacità operative della nostra Marina Militare. La fotografia che già oggi possiamo scattare è quella di una presenza insufficiente di Personale civile rispetto a quella prevista tabellarmente e necessaria a garantire la corretta funzionalità degli Enti. Funzionalità che non può essere garantita senza assunzioni urgenti di personale con qualifiche “ad hoc” ma che, nonostante i ripetuti impegni assunti del Vertice politico del Dicastero, tardano ad arrivare; sia quelle poche già autorizzate con provvedimenti legislativi sia quelle nuove promesse dal Governo. In tale quadro, ci chiediamo quali politiche intenda adottare il Vertice della Marina per risolvere questa gravissima situazione, ormai prossima al punto di non ritorno e soprattutto come pensi di gestire questa fase sempre più emergenziale. Abbiamo avuto modo di leggere le linee guida del CaSMM per il 2020 in cui si fa riferimento, tra l’altro, allo studio di un nuovo piano industriale integrato 2020-2025 per gli Arsenali e CC.TT. Ebbene, sarebbe interessante conoscere su cosa è incentrato questo studio, quali sono i Reparti coinvolti e, in special modo, in che direzione va il “piano industriale” che per la FLP DIFESA non può prevedere esternalizzazioni e privatizzazioni di pezzi dell’Area Tecnico-Industriale. In questa situazione di sofferenza, legata principalmente alla carenza di personale civile, si trovano anche altri Enti della MM – come, a titolo di esempio, le Maristanav – dove l’assenza di assunzioni da un lato – determinata in larga misura dalla L.244/12 – e pensionamenti dall’altro, ne sta mettendo in seria crisi la piena funzionalità. Si pensi anche ai recenti riordini delle Marigenimil e delle Direzioni di Intendenza che, a fronte di un ampliamento dei compiti loro assegnati, hanno mantenuto invariate le posizioni organiche del Personale civile, peraltro ottenute fotografando la situazione attuale. I Vertici della Marina hanno ripetutamente chiesto, anche nel corso di audizioni parlamentari, più Personale civile, consapevoli della garanzia di continuità che questo rappresenta ma poi, sul fronte della valorizzazione delle competenze e delle funzioni dei Lavoratori civili all’interno dell’organizzazione del lavoro, si fa ancora troppo poco. Si assiste, non di rado, a personale militare con doppi e tripli incarichi a discapito dell’impiego di Personale Civile, in special modo dei funzionari, che vedono così frustrate funzioni e competenze. In tale contesto, reclamiamo azioni decise da parte dello SMM affinché il proprio Personale civile sia motivato e valorizzato. Non secondario, in questo quadro di situazione, risulta essere il problema del transito del Personale militare all’impiego civile. Se pur positivo in quanto ha consentito di tamponare l’emorragia di personale dai ruoli civili della Difesa, il fenomeno dei transiti ha portato con sé, al contempo, molti problemi tutt’ora irrisolti: profili professionali di destinazione slegati dalle competenze possedute e spesso incompatibili con le condizioni di salute del transitato, mancanza di formazione per i nuovi compiti che si è chiamati a svolgere e non da ultimo, assegnazione a destinazioni distanti dalla propria famiglia – per effetto della normativa sull’assegnazione nell’ultima Regione di impiego al momento del transito – e con l’impossibilità di usufruire di soluzioni alloggiative a cui poco prima, quale personale militare, si aveva diritto. Per quanto precede, la FLP DIFESA ha richiesto al 1° Reparto di SMM, con lettera allegata sul nostro sito, un incontro urgente per fare un punto di situazione e acquisire nuovi ed ulteriori elementi conoscitivi.

IL COORDINAMENTO NAZIONALE (Federico Cesaretti – Vincenza Teofili)

Allegato:Richiesta incontro 1° Rep SMM

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2018 –

Il CA G. Ottaviani, Capo del 1° Reparto di SMM

Il Capo del 1° Reparto di Stato Maggiore Marina ha risposto alla lettera di FLP DIFESA con la quale lamentavamo di essere stati indebitamente esclusi dall’incontro che l’amm. V. Girardelli ha convocato, su loro richiesta, con solo quattro delle sette sigle del M.D. (si veda il Notiziario n. 45 del 2 maggio u.s.). Fatto, questo, alquanto irrituale nella pratica di A.D. che, sinora, ha sempre incontrato tutte le sigle sindacali pur a fronte di richieste provenienti da una parte del tavolo o anche da una sola sigla. Come peraltro ha di recente fatto lo stesso SMM, quando ha convocato tutte le  OO.SS. rappresentative con lettera n. 2223 del 12.01.2018,  pur in presenza di una richiesta arrivata da una sola sigla sindacale.

Alle argomentazioni, francamente un po’ debolucce, del Capo del 1° Reparto SMM  nella nota di risposta del 4.5.2018 a noi indirizzata, abbiamo replicato con lettera di oggi qui allegata, con la quale in ogni caso confermiamo il nostro interesse ad un incontro per discutere delle questioni importanti in essere in M.M.

Al primo posto, indiscutibilmente, quelle relative al riordino di Arsenali e Centri Tecnici della Marina Militare che, a distanza di quasi tre anni dall’entrata in vigore dei decreti ministeriali che lo hanno generato (si veda il nostro Notiziario n. 94 del 10.09.2015 ), presentano tutta una serie di problemi sui quali sarebbe convenuto a tutti fermare l’attenzione per un momento e approfondirne i termini.

E’ esattamente la questione che, unitariamente a CGIL e UIL, ponemmo all’amm. Girardelli nel corso del primo incontro del 9.03.2017. In quella circostanza, CGIL-UIL-FLP rappresentarono  unitariamente al Capo della MM le corpose problematiche che vivono gli Enti industriali e le grandi basi della Marina con problemi vecchi e mai risolti, quali la storica scarsezza di risorse economiche, la precarietà delle infrastrutture, l’invecchiamento della forza lavoro e il mancato turnover in particolare delle professionalità tecniche…  e quelli nuovi e più recenti derivanti da un riordino che ha lasciato sul campo molte criticità e da prospettive davvero poco rassicuranti legate alle previsioni del Libro Bianco”.

Questi passaggi erano presenti nel comunicato unitario CGIL-UIL-FLP del 10.03.2017 e oggi, a distanza di oltre un anno, vengono riproposti, alla lettera e parola per parola, nel comunicato del 26 aprile 2018 di CGIL-CISL-UIL e UNSA, e dunque anche con le firme di CISL e UNSA: ma è serietà, questa?).

I quattro soliti noti dimenticano però di aggiungere nel loro comunicato del 26 aprile che, in risposta allora a CGIL-UIL-FLP, il Capo SMM a conclusione della riunione del 9 marzo 2017 aveva disposto “l’apertura a brevissimo di uno specifico tavolo nazionale sulle problematiche relative all’aria industriale” (comunicato unitario 10.03.2017 che ripubblichiamo su questa stessa pagina).

E dunque lecito chiedersi: che fine ha fatto questo tavolo nazionale che avrebbe dovuto concludere i confronti locali, di fatto mai partiti, su struttura a valle dei Reparti e organigrammi degli Enti? Come è possibile riproporre a distanza di 13 mesi le stesse richieste di un anno fa, senza chiedersi che fine abbiano fatto gli impegni di allora del Capo di SMM e quelli susseguenti del 1° Reparto?.

Sarebbe dovuta essere questa la questione principale all’interno del confronto con il Capo di SMM, ma, a legger il comunicato dei quattro del 26 aprile u.s., non pare proprio: il tempo sembra essersi fermato a marzo u.s.!

Nel frattempo, i problemi degli Stabilimenti stanno esplodendo: mancato turnover a fronte di diverse centinaia di profili tecnici necessari; gravi carenze infrastrutturali anche per il mancato completamento dei piani  Brin; mancanza di risorse adeguate; progressiva e incontrollata militarizzazione e marginalizzazione delle professionalità civili; e, anche per queste ragioni, dopo il “lento declino”, c’è oggi il “rischio di chiusura  o di “dismissione a beneficio di privati”, come prevede il Libro Bianco (art. 280).

E’ l’analisi che fanno anche le Rappresentanze territoriali, anche di sigle diverse da FLP, con comunicati che condividiamo, e che dimostrano come il confronto con SMM sulla partita Arsenali sia imprescindibile.

Lo abbiamo dunque scritto e richiesto al 1° Reparto, nella nota che pubblichiamo su questa pagina in allegato 1 inviata in data odierna.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: 14.05.18 – Replica di FLP DIFESA a Capo 1° Reparto e richiesta di incontro

Allegato 2: 04.05.2018 – La risposta di SMM-1° Reparto a FLP DIFESA

Allegato 3: 02.05.18 – Lettera di FLP DIFESA a Capo SMM e richiesta di incontro

Allegato 4: 09.03.2017 – Comunicato unitario CGIL-UIL-FLP DIFESA su incontro con Capo SMM

Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 –

L'amm. PL Ricca, Capo 1° Rep SMM, con  l' amm. Binelli Mantelli gia Capo SMM
L’amm. P.L. Ricca, Capo 1° Rep SMM, con l’ex  Capo SMM amm. Binelli Mantelli (a sx)

Con nota n. 34503  del 22 mag. u.s.,  SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” ,  dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della prima bozza di riordino conseguente alla riunione nazionale del 13.11.2014 (vds. Notiziario n. 118),  a seguito della quale bocciatura la MM aveva deciso opportunamente di soprassedere all’avvio dei tavoli a Taranto e Spezia.

Come si ricorderà,  era stato lo stesso Ctomandante  Logistico della M.M. a darne notizia alle OO.SS. nell’incontro del 30 apr. u.s. (vds. Notiziario n. 45),  nel quale la nostra O.S. aveva segnalato l’utilità  di  un nuovo incontro nazionale prima di partire con i tavoli locali di confronto, anche per comprendere bene la mission  specifica dei tre Stabilimenti e per definire alcune scelte di “civilizzazione” a fattor comune per tutti e tre gli Arsenali, in linea con le previsioni ex art. 1 D. Lgs. 7/2014. E questo anche per avere una base di partenza condivisa, in previsione del secondo e certamente più importante passaggio, i tavoli locali di confronto con le OO.SS. Terr.  e le RSU,  chiamate a definire, negli aspetti più specifici, la configurazione e l’organizzazione dei tre Arsenali.   Questa opzione,  non osteggiata nella riunione del 30 aprile né dal Cte Logistico né dalle sigle presenti,  ha registrato evidentemente il “niet” di SMM,  che ha scelto di andare direttamente ai tavoli locali. Vedremo se, alla fine, questa decisione agevolerà o piuttosto rallenterà i percorsi locali di confronto,  comunque già avviati il 27 mag. a Taranto e Augusta e il 5 u.s. a La Spezia, e che proseguiranno nei prossimi giorni (SMM vorrebbe chiudere entro giugno……).

Attenderemo, come è giusto che sia, e con grande interesse, le risultanze dei confronti locali, rispetto ai quali vogliamo però proporre alcune questioni che stanno, a nostro avviso,  a monte e ne fanno in un qualche modo da sfondo.

  1. L’art. 2259-sexies del COM introdotto dal D.Lgs. n. 8/2014, nel disporre il riordino degli Arsenali, prevede “l’avvio di un processo di internalizzazione di servizi e di lavori”, “piani di ricognizione dei servizi e dei lavori esternalizzati, nonché di analisi, individuazione e classificazione di settori di spesa improduttiva” per determinare  quote crescenti di internalizzazioni, i cui “risparmi sono destinati al sostegno delle attività produttive e all’efficientamento degli Enti”. Siccome la norma è nata attraverso i confronti con le OO.SS. Naz. di luglio 2013 sui decreti attuativi L.244 ed è stata concepita come connessa al riordino, pensiamo che vada operata in loco una disamina preliminare.
  2. Il Libro Bianco (para. 280), viceversa, prevede che sarà esplorata la possibilità che l’industria possa assorbire alcune strutture tecnico-industriali della Difesa e, grazie a specifiche norme, il relativo personale” : dunque esternalizzazioni. E’ urgente allora capire, prima di ogni discussione, se si internalizza o si esternalizza.
  3. Le proposte di riordino di SMM non sono legate ad alcun piano industriale e a mission specifiche di Ente: come si fa allora, in queste condizioni, a comprendere l’impatto di organigrammi e numeri?
  4. Le proposte di SMM appaiono totalmente inadeguate sotto il profilo della c.d. “civilizzazione”, in particolare nei settori tecnici degli Stabilimenti, oggetto di una palese e pesantissima militarizzazione.
  5. Gli Arsenali MM sono gestiti da COMLOG, che tra sei mesi potrebbe non esistere più in quanto il Libro Bianco prevede la costituzione di COMLOG DIFESA. Ha senso, allora,  oggi, portare a compimento una operazione dall’orizzonte molto indefinito? Siccome, a differenza dell’ E.I. che sta completando in questi giorni il riordino dei Poli, la MM è andata davvero molto a rilento, val la pena oggi di accelerare?  

Noi pensiamo che, a monte dei nuovi organigrammi, sia necessario affrontare in loco queste questioni.

Pubblichiamo sul nostro sito per l’utile conoscenza dei colleghi interessati: la delibera Corte Conti sull’indagine condotta sugli Arsenali MM, accompagnata da una nostra breve nota di sintesi; il msg di COMLOG su nuove risorse per i servizi di pulizia; il piano dismissioni navi MM e un articolo de  IL FATTO QUOTIDIANO.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Deliberazione Corte dei Conti n. 22-2014-G esiti indagine Arsenali MM

Allegato 2: Nota di sintesi di FLP DIFESA sulla delibera Corte Conti n.22-2014 

Allegato 3: Messaggio MARICOMLOG 1.06.15-risorse per servizi pulizie

Allegato 4: Piano dismissioni navi MM entro 2025

Allegato 5: L’articolo de Il Fatto Quotidiano del 28.05.2015

Notiziario n. 17 del 9 febbraio 2015 –

L'Arsenale MM di Augusta
L’Arsenale MM di Augusta

La Marina Militare ha deciso di forzare la mano e le tappe sul riordino degli Arsenali MM, una forzatura che fa il paio con quella portata avanti, pur non da sola, sulla vicenda legata alla “legge navale” che ha sortito una denuncia pubblica da parte di un autorevole membro del  Parlamento.

Partiamo da quest’ultima vicenda.  E’ noto che l’amm. De Giorgi, Capo di SMM, vuole fortissimamente il rinnovo della flotta navale, a suo giudizio ridotta quasi ai minimi termini, come ha ripetuto anche nel corso dell’audizione del 12 novembre in Senato: entro il 2025, delle attuali 60 navi (di cui, a suo dire,  mediamente operative solo in 20),  in  54 dovranno essere dismesse  e verranno sostituite da una trentina di nuove unità, per le quali si prevede una spesa complessiva di 10 mld.  Di questo si è discusso in Commissione Difesa della Camera, che in data 4.12.2014 ha espresso parere favorevole sull’A.C. 116 (programma navale)  ma condizionandolo  a una serie di richieste non di poco: ricerca del dettaglio sulle unità da dismettere;  garanzie da parte delle imprese assegnatarie; trasparenza sui contenuti degli accordi negoziali tra A.D. e le stesse imprese;  richiesta al Governo di diversi chiarimenti sulla spesa per armamenti posta a carico del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico),   mentre il 20 gennaio ha dato sempre parere positivo all’A.C. n. 128 (Schema DM sulle modalità di utilizzo dei contributi pluriennali), ma anche questa volta condizionato. In primis, alle richieste precedenti su A.C. 116, ribadite dalla Commissione perché ancora inevase dall’AD, che evidentemente fa difficoltà ad accettare quanto previsto dalla L. 244 sul controllo parlamentare della spesa per armamenti; in secondo luogo, ad un ulteriore e pesante vincolo relativo alla prima tranche dei finanziamenti, pari a 5,4 mld di euro, somme già trovate e iscritte al bilancio del MISE, con un risparmio secco di quasi 1,5 mld di interessi su mutui.  Ebbene, il relatore on. Scanu ha avuto l’ardire di chiedere che questo 1,5 mld. risparmiato fosse destinato al miglioramento dei conti pubblici, e non impegnato in altre navi.  Immediata è stata la reazione dei poteri forti della Difesa, come denunciato dallo stesso on. Scanu,  che aveva già detto di “essere stato fatto oggetto di continue pressioni, provenienti da parti diverse, miranti a indurlo a rivedere la sua proposta di parere”  (vds. resoconto 4.1.2014, sul nostro sito). Senza risultato, però, atteso che il parere è rimasto quasi lo stesso. Pubblichiamo su questa stessa pagina i  pareri e i resoconti parlamentari in argomento e un articolo di novembre u.s. sull’argomento del Fatto Quotidiano.

La seconda vicenda riguarda invece il riordino degli Arsenali M.M., che SMM sta  portando avanti in modo sostanzialmente unilaterale, senza un vero confronto con il Sindacato.  Una circostanza non nuova per la M.M.  che da anni riordina e modifica le proprie strutture con direttive e o.d.g.  a firma del Capo SMM senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionali, come fanno invece SMA e SME.  Alla luce dei problemi intervenuti nel riordino dei MARISTANAV (ex Maribase) e Comandi Marina (ex Maridipart),  subito dopo l’entrata in vigore del D.Lgs.  7/2014,  avevamo chiesto al Capo del 1° Reparto di MARISTAT di costruire un percorso di riordino che coinvolgesse le OO.SS.,  e di orientare le scelte nella direzione indicata dal D.Lgs. 7 (“attribuzione di compiti e funzioni al personale civile”) e dalla Ministra Pinotti.

Nel corso del primo (e sinora unico) incontro nazionale sull’argomento (13.11.2014,  vds, Notiziario n. 118), il Capo del 1° Reparto, amm. P.L. Ricca, delineò le linee portanti di questo riordino, illustrate nel documento poi consegnato alle OO.SS., che ripubblichiamo sul nostro sito insieme con la nota pervenuta recentemente  (e tardivamente) da MARISTAT alle OO.SS. nazionali.  Non riproporremo qui le considerazioni a suo tempo svolte da FLP DIFESA e riportate nel Notiziario n. 118,  ci preme solo ricordare le nostre valutazioni sul modello organizzativo proposto da SMM, rispetto al quale avevamo rappresentato la genericità della configurazione tipo e degli organici, che sono riferiti solo ai numeri complessivi e senza alcun dettaglio relativo ai ruoli e agli incarichi del personale civile. E’ dunque chiaro che, sulla base delle comunicazioni dello SMM che appaiono allo stato solo delle buone e condivisibili intenzioni, non sia possibile esprimere alcuna valutazione di merito, né ritenere avviato in modo soddisfacente la prima tappa di questo importantissimo riordino”. Questo avevamo detto.  E’ chiaro allora come sperassimo in una seconda riunione di livello nazionale, in cui fosse  possibile scendere più in dettaglio sul modello organizzativo dei futuri Arsenali e definirne meglio la “configurazione tipo” e gli “organici”,  in modo più rispettoso sia delle previsioni ex art. 1 D.Lgs. 7/2014 sugli impieghi civili che delle linee programmatiche della Ministra Pinotti espresse in Parlamento (vds. Notiziario n. 25 del 17.03. 2014), che apparivano disattese.     Ma oltre che sperarlo, pensavamo che una seconda riunione con le finalità di cui sopra agevolasse al massimo il percorso di riordino degli Arsenali MM,  che, al pari di quanto avvenuto per il riordino dei Poli dell’Esercito, fissasse configurazione base, organico e regole d’ingaggio che, proprio perché convenute sul tavolo nazionale, costituissero il punto di partenza condiviso in previsione del secondo e più importante passaggio, quello relativo ai tavoli locali di confronto con le Rappresentanze sindacali locali  e le RSU, chiamate a definire a valle, negli aspetti più specifici, configurazione e dimensionamento dei tre Arsenali.

Ebbene,  abbiamo sinceramente sperato che MARISTAT imboccasse decisamente questa strada. Ad un certo punto, ne eravamo quasi sicuri e attendevano per questo la convocazione del tavolo nazionale. E invece, questo secondo tavolo alla fine non s’è fatto e quindi, avendo evidentemente  lo SMM considerato esaurito il confronto nazionale di avvio del percorso di riordino degli Arsenali MM fissato dalla road map, MARISTAT ha dato  il via libera ai confronti locali, e ancora una volta, come è oramai costume consolidato di questa F.A. nell’era De Giorgi,  senza uno straccio di informazione alle OO.SS. nazionaliChe è arrivata tardivamente, con la nota pubblicata su questa stessa pagina, e comunque dopo il nostro intervento conseguente al sorprendente avvio del tavolo di Augusta.

Ma lì, come era immaginabile, si è aperto subito un forte contenzioso con OO.SS. ed RSU, che hanno registrato una proposta della Direzione Arsenale addirittura peggiorativa rispetto a quella già estremamente limitativa di MARISTAT presentata al tavolo nazionale il 13 novembre u.s.. Una proposta così indigeribile, evidentemente, che ha dato luogo alla messa a punto di un documento unitario di tutte le sigle presenti nell’Ente e delle RSU, che pubblichiamo su questa stessa pagina. Un documento estremamente lucido e dettagliato, che invitiamo tutti a leggere integralmente, nel quale ci riconosciamo quasi pienamente come FLP DIFESA nazionale,  atteso che in esso sono presenti analisi e considerazioni  ripetutamente da noi svolte in nostri precedenti Notiziari, anche dedicati alla vicenda Arsenali.

Ad Augusta, si sta celebrando in queste ore un rito abbastanza scontato.  Innanzitutto,  e non è un caso a nostro avviso,  che la scelta della sede del primo confronto locale sul riordino degli Arsenali   sia stata Augusta, e cioè quella dove il precedente riordino di MARISTANAV e COMANDI MARINA ha registrato il minore conflitto tra le Parti, scoppiato invece in grande stile a Taranto e soprattutto a La Spezia.

In secondo luogo, in questo primo confronto, abbiamo assistito ad una sorta di gioco delle Parti, in cui la locale Direzione fa proposte ampiamente peggiorative con l’intento, alla fine, di portare a casa qualche altro punto rispetto a quelli già presenti nel modello nazionale, già ampiamente insufficiente, segnando così una traccia anche per quelli che MARISTAT prevedibilmente ritiene i confronti locali più ostici (TA e SP).

Quale è allora l’obiettivo finale di questo percorso? Molto semplice: la militarizzazione degli Arsenali Militari, l’affidamento a personale militare dei posti e degli incarichi più importanti, soprattutto quelli che fanno riferimento alla parte lavorazioni, con la collocazione in posizione secondaria delle maestranze civili. Questo è il disegno che si vuole far passare,  questo è il disegno che forzatamente persegue  SMM  per il riordino degli Arsenali della Marina Militare, e che appare in un qualche modo parallelo e alquanto complementare alle forzature denunciate dall’on. Scanu sulla c.d.  “legge navale”.

Ma è proprio questo il disegno che non deve passare in nessun modo, e che pensiamo non passerà per l’azione di contrasto forte alla quale il Sindacato tutto è chiamato, quello nazionale e quello locale. FLP DIFESA apre da subito la vertenza: avvieremo nei prossimi giorni una campagna di mobilitazione dei lavoratori con assemblee aperte in tutti e tre gli Arsenali, denunceremo ai media il tentativo di militarizzazione, e assumeremo iniziative forti presso Ministra e Commissioni Difesa.

(Giancarlo Pittelli)

Allegato 1: Nota unitaria OO.SS.-RSU Arsenale MM Augusta

Allegato 2: 13.11.2014 – La proposta iniziale di SMM di riorganizzazione degli Arsenali MM

Allegato 3: 30.01.2015 – nota SMM su riordino Arsenali MM

Allegato 4: 04.12.2014 – Resoconto Commissione Difesa Camera

Allegato 5:20.01.2015 – Resoconto Commissione Difesa Camera 

Allegato 6: 27.11.2014  ilfattoquotidiano.it sulla legge navale

1° Reparto SMM


Dopo un lungo blocco delle relazioni sindacali, la riunione ieri al 1° Reparto di Maristat, alla presenza del Sottocapo di SMM amm. Berutti Bergotto. Molti gli argomenti trattati, a partire dalla nostra richiesta di fornirci gli organici del personale civile, che l’Amministrazione si è impegnata a produrre; fra gli altri, la carenza organica che incide pesantemente sulla sopravvivenza di tutti i settori, la urgenza delle assunzioni, la mobilità, le progressioni verticali. L’A.D. ribadisce di non aver avvallato lo studio di un organico a 6.951 unità. L’impegno dello S.M.M. a promuovere il recupero dei 21 milioni perduti nel 2022.

25 Nov 2022 - Flp Difesa

Notiziario FLP Difesa n. 73 del 24 novembre 2022 – Nella giornata di ieri, si è svolto un incontro con il primo reparto dello Stato Maggiore Marina. Presenti il Capo Reparto, Amm Giurelli e il Capo Ufficio Personale Civile, C.V. D’Autilio. Nella prima parte dell’incontro ha presenziato anche il Sottocapo di Stato Maggiore della Marina […]


A pochi mesi dalla firma dei decreti di struttura degli Arsenali e dei Centri Tecnici della Marina, FLP DIFESA chiede un incontro allo 1° Reparto dello Stato Maggiore della Marina per fare un punto di situazione. La necessità indifferibile di procedere subito a nuove assunzioni finalizzate a garantire la piena funzionalità dell’Area tecnico-industriale della Forza Armata, la internalizzazione delle attività a più alto contenuto professionale, la valorizzazione e l’impiego del Personale civile, le problematiche legate al Personale transitato ai ruoli civili sono le principali questioni poste a base della richiesta di incontro con il 1° Reparto.

27 Gen 2020 - Flp Difesa

Notiziario FLP DIFESA n. 9 del 27 gennaio 2020 – Nel mese di novembre dello scorso anno, sono stati emanati i decreti di struttura di alcuni importantissimi Enti dell’Area Tecnico-Industriale della Marina Militare, ovvero Arsenali e Centri Tecnici, la cui impostazione discende dalla riorganizzazione di detta Area avviata ben tre anni orsono. Seppur oggetto di […]


La nostra replica alla risposta del 1° Reparto di SMM, e la conferma del nostro interesse ad un incontro. Al primo posto, la situazione critica degli Arsenali e CC.TT. della Marina. Che fine hanno fatto i tavoli locali e quello nazionale di verifica sulla riorganizzazione realizzata con i DD.MM. del 2015? Occorre rilanciare la vertenza Arsenali.

14 Mag 2018 - Flp Difesa

Notiziario n. 49 del 14 maggio 2018 – Il Capo del 1° Reparto di Stato Maggiore Marina ha risposto alla lettera di FLP DIFESA con la quale lamentavamo di essere stati indebitamente esclusi dall’incontro che l’amm. V. Girardelli ha convocato, su loro richiesta, con solo quattro delle sette sigle del M.D. (si veda il Notiziario […]


Riordino Arsenali MM. Avviati i tavoli locali. Le questioni che precedono e accompagnano i confronti con le RSU e le OO.SS. Territoriali

12 Giu 2015 - Flp Difesa

Notiziario n. 60 del 12 giugno 2015 – Con nota n. 34503  del 22 mag. u.s.,  SMM-1° Reparto ci ha comunicato i nuovi “organigrammi” degli Arsenali di Taranto, La Spezia ed Augusta, per come ridefiniti da MARICOMLOG a seguito di “ulteriori approfondimenti” ,  dopo la unanime bocciatura, venuta da OO.SS. ed RSU di Augusta, della […]



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