
AID – RIDETERMINAZIONE DOTAZIONE ORGANICHE
Serve un intervento politico ed un monitoraggio costante delle attività

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Nell’incontro odierno l’Amministrazione ha ricostruito l’intero quadro tecnico-normativo che ha portato alla revisione della dotazione organica. Ha confermato lo sblocco dei pagamenti FUS/FRD, chiarendo che le somme aggiuntive FRD 2025 sono state pagate dopo aver evidenziato al Collegio dei Revisori che il CCNI consentiva l’accelerazione.
Sul piano assunzionale, la legge 207/2024 impone l’utilizzo del 75% del turnover, con un taglio obbligatorio del 25% che ha comportato la riduzione nell’area operatori. La nuova dotazione organica scende così da 917 a 883 unità, mantenendo il limite finanziario imposto dal MEF.
L’Amministrazione ha inoltre inserito nella dotazione 8 Elevate Professionalità, spiegando che la scelta deriva dalle indicazioni dei direttori degli stabilimenti e dalla necessità di prevedere figure con responsabilità da vice-dirigente.
Sul reclutamento, è stato ribadito che le assunzioni restano vincolate al turnover e che per Capua e Gaeta non è possibile procedere finché non avverrà il trasferimento del personale nei ruoli AID, come previsto dalla Convenzione ministeriale.
Infine, è stato confermato l’invio al Collegio dei Revisori dei provvedimenti relativi al nuovo fondo premiale, con successiva convocazione delle OO.SS. per definire i criteri di riparto e alla revisione della dotazione organiche.
Le organizzazioni sindacali, inclusa FLP Difesa, hanno riconosciuto la complessità del quadro normativo ma hanno evidenziato diverse criticità operative.
È stato sottolineato lo scollamento tra dotazione teorica e realtà degli stabilimenti: in alcuni casi personale altamente specializzato viene impiegato in mansioni amministrative, con perdita di competenze tecniche essenziali – come ad esempio nell’unità produttiva di Baiano – FLP Difesa ha richiamato la sofferenza dei territori, dove la carenza di figure tecniche compromette la capacità produttiva.
Sulle Elevate Professionalità, è stata chiesta maggiore trasparenza sui criteri di individuazione, osservando che alcuni stabilimenti non sono stati valorizzati e chiedendo chiarimenti sul perché alcune sedi risultino destinatarie delle EP e altre no.
È stata ribadita, oggi più che mai, la necessità di disporre di piani industriali chiari e aggiornati, indispensabili per valutare la coerenza tra dotazione organica, carichi di lavoro e missioni produttive di ciascun ente AID. Le attività svolte nei diversi stabilimenti sono infatti molto diverse tra loro e non possono essere paragonate né gestite con criteri uniformi.
FLP Difesa ha richiamato anche il tema dei ritardi nei pagamenti, segnalando che i lavoratori percepiscono tempistiche diverse rispetto al Ministero della Difesa e chiedendo una sintesi chiara dei tempi di erogazione.
Infine, è stato evidenziato che molte criticità derivano da scelte politiche e vincoli esterni: per questo FLP Difesa ha annunciato l’intenzione di sollecitare la componente politica affinché l’Agenzia possa disporre di organici adeguati e strumenti più flessibili.
Il confronto ha messo in luce una distanza evidente tra i vincoli tecnici dell’Amministrazione e le esigenze operative degli stabilimenti. Da un lato, l’Agenzia ha illustrato un quadro normativo rigido che impone tagli, limiti finanziari e procedure complesse; dall’altro, FLP Difesa ha evidenziato carenze di personale, perdita di competenze, mancanza di piani industriali.
Tutte le parti concordano sulla necessità di un intervento politico e di un monitoraggio costante per garantire continuità produttiva, trasparenza e valorizzazione delle professionalità interne.
IL Coordinamento Nazionale FLP Difesa

