La Ministra Elisabetta-Trenta che ha firmato in data 10.08.2018 il PTFP.
In data 23 agosto u.s., è stato pubblicato sul sito di PERSOCIV il “Piano Triennale di Fabbisogno del Personale”, in sigla PTFP, adottato con D.M. del 10.08.2018, che è comunque pubblicato in allegato 2 anche su questa stessa pagina.
Il PTF è stato redatto dalla D.G.. sulla base delle indicazioni recate dalle “linee guida” emanate dalla FP con decreto del 18.05.2018 (in G.U. n. 173 del 27 luglio u.s., comunque pubblicato in allegato 3 su questa stessa pagina).
Ciò premesso, entriamo nei contenuti del PTFP Difesa.
Dopo aver dettagliato il quadro normativo di riferimento, viene delineata la situazione del personale civile al 1.1.2018 in riferimento al DPCM 22.01.2013 (che fissa i numeri del MD) e del DM 29.06.2016 (che ripartisce quei numeri nei diversi profili e per Regione e O.P.), comunque al netto dei transiti nei ruoli civili degli ex militari ex DI 18.04.2002, e quindi evidenziate le seguenti carenze: n. 5 professori; n. 7 ricercatori; n. 7 dirigenti e n. 3.099 personale delle aree funzionali.
Alla luce delle carenze rilevate, tenuto conto dei vincoli fissati dalla norme vigenti e del quadro di situazione attuale (posti ricoperti e pensionamenti previsti), il PTFP mette in luce per il triennio in corso:
– nei ruoli Dirigenti: fabbisogno di n. 37 unità in toto, cui si farà fronte con n. 7 procedure di mobilità (4 nel 2018) e con l’espletamento di procedure concorsuali per complessivi 30 posti, di cui il 50% riservato al personale di area 3^ in base alla disposizione contenuta nel D. Lgs 8/2014 (art. 2259/quinques del COM);
– nei ruoli professori e ricercatori: fabbisogno di 3 unità complessive, di cui 2 destinate all’Istituto Idrografico di Genova tramite concorso pubblico e 1 all’Accademia della M.M. di Livorno per scorrimento di graduatoria ancora in vita;
– nei ruoli personale aree funzionali: fabbisogno di 521 unità complessive, a cui si farà fronte con: n. 38 assunzioni 2018 (35 area 3^ e 3 area 2^) di idonei non vincitori, già autorizzati dalla PCM; n. 90 assunzioni di categorie protette, equamente spalmate nei tre anni; n. 30 assunzioni di assistenti tecnici, di cui ai tre bandi pubblicati nella G.U. concorsi n. 1/2018 (si veda il Notiziario n. 3 del 9.01.2018); n. 120 assunzioni di funzionari di area 3^ attraverso bandi di concorso nel 2019 (n. 70) e 2020 (i restanti n.50); n. 53 unità nel 2018 (24 di area 2^ e 29 di3^) con procedura di mobilità esterna ex art. 30 D.Lgs 165/2001 (passaggio diretto tra AA.PP.); n. 40 unità con procedura di mobilità equamente ripartite tra il 2019 e il 2020; n. 50 unità per la stabilizzazione del personale attualmente in servizio con contratti a tempo determinato presso Enti di CAMPALGENIO AM (vecchia questione, è ancora in vita il tavolo tecnico a suo tempo insediato?); n. 100 progressioni tra le aree (n. 50 dalla 1^ alla 2^ e n. 50 dalla 2^ alla 3^) di cui all’accordo del 5.04.2017.
Conclusivamente, il PTFP approvato dalla Ministra Trenta prevede, nel triennio 2018-2020, un fabbisogno di personale pari complessivamente a n. 561 unità, di cui n. 3 di professori e ricercatori, n. 37 personale dirigente e n. 521 personale non dirigente delle tre aree funzionali. Si tenga infine conto che, sino al 2019, il 60% delle assunzioni autorizzate devono andare all’area industriale (art. 2259-Bis COM).
Cosa dire? A noi, il PTFP in argomento ci pare, sul versante del personale non dirigente: del tutto insufficiente e inadeguato rispetto alle esigenze del MD (continuiamo a ritenere che serva un piano straordinario di assunzioni, destinato in primis all’area industriale); del tutto inaccettabile nella parte relativa alle progressioni verticali, che appaiono addirittura come una presa in giro (solo 50 progressioni, e a partire peraltro dal 2019, tra 1 e 2^ area: ma così dove si va , dopo un CCNL sordo al problema area 1^ e che ha lasciato tutto immutato senza procedere all’azzeramento ella 1^ area come da noi richiesto?). Una vergogna!
Ultima chicca: il decreto a firma Trenta dice che sono state “informate le OO.SS. rappresentative” del MD: non è vero!
FLP DIFESA di certo non è stata informata né ha ricevuto alcuna bozza, e pensiamo lo stesso sia avvenuto per le altre OO.SS., che rispetto ai contenuti del PTFP, non avrebbero potuto non dire nulla come invece hanno fatto.
Ma la Ministra è a conoscenza di aver firmato un decreto che, su quel punto, non dice la verità? E ne condivide i contenuti di programmazione per il triennio? A tal proposito, abbiamo scritto al Gabinetto la nota che pubblichiamo in allegato 1 su questa stessa stessa pagina.
I Sottosegretari Tofalo e Volpi in visita al Segretariato Generale della Difesa-DNA
Nella G.U. n. 187 del 13.08.2018, sono stati pubblicati i Decreti Ministeriali datati 27.07.2018 che recano le deleghe attribuite dalla Ministra ai Sottosegretari, registrati alla Corte dei Conti il 1.08.2018.
Su questa stessa pagina, pubblichaimo in allegato i due decreti a firma della Ministra.
Di seguito, le materie delegate a ciascun SSS:
Al Sottosegreteraio on. Angelo Tofalo sono state attribuite, tra le altre, le deleghe a:
promuovere riunioni e attività facenti capo alle operazioni “Strade sicure” e “Terra dei fuochi”;
trattare le problematiche relative alla sicurezza cibernetica;
autorizzare l’impiego all’estero degli ufficiali dell’Aeronautica militare e dell’Arma dei carabinieri;
firmare i provvedimenti di conferimento degli incarichi di Capo Reparto e Capo Divisione delle DD.GG e delle DD. di livello non generale, degli Uffici Centrali e di Direttore UTT agli Ufficiali AM e CC;
trattare le problematiche connesse alla diffusione della cultura della difesa e sicurezza;
per l’area del personale militare della Difesa, trattare i rapporti con le altre Amministrazioni pubbliche, con particolare riferimento alle relazioni con le rappresentanze militari;
Al Sottosegretario on. Raffaele Volpi sono state attribuite, tra le altre, le deleghe a:
trattare le problematiche relative alla difesa civile;
autorizzare l’impiego all’estero degli ufficiali dell’Esercito e della Marina Militare;
trattare le problematiche relative alla razionalizzazione, dismissione, valorizzazione e gestione immobiliare, nonché quelle concernenti gli alloggi per il personale;
trattare i provvedimenti di nomina dei rappresentanti della Difesa in seno ai comitati misti paritetici e nei comitati aventi fisionomia di natura tecnica”.
Promuovere e coordinare le attività sportive e militari
trattare le problematiche di Enti/Associazioni /Organismi vigilati (no AID e Difesa Servizi SpA!);
Va detto subito che, a differenza dei suoi predecessori, la Ministra Trenta ha tenuto per sé competenze importantissime, che sono tutte indicate nell’art. 3 di ambedue i Decreti, al quale naturalmente si rinvia.
Oltre agli atti normativi, a quelli da sottoporre al CdM e ai comitati Interministeriali, agli indirizzi e di carattere politico di alle direttive di carattere generale, riservate da sempre direttamente al Ministro, la nuova Ministra ha tenuto per sé, tra le altre, le questioni afferenti: alle relazioni internazionali; ai programmi d’armamento delle varie Armi; alle problematiche dell’area industriale della Difesa, anche con riferimento alle attività, ai programmi e alle pianificazioni diverse; agli atti e provvedimenti riguardanti le FF.AA. e anche a quelli relativi a Difesa Servizi SpA e ad Agenzia Industrie Difesa; le iniziative di riforma delle legge penale militare; e, infine, i provvedimenti concernenti bilancio e pianificazione economico-finanziaria.
Per quanto riguarda le competenze in materia di personale civile, a conferma di quanto la prof. Trenta ci aveva anticipato nel corso dell’incontro del 19 luglio u.s. (vds Notiziario n. 78 di pari data), la Ministra ha tenuto per sé, ed è in assoluto la prima volta che accade, “l’area del personale civile….. con particolare riferimento alle relazioni con le rappresentanze sindacali”.
Una scelta, questa, di grande spessore e importanza, che potrebbe aprire un’ orizzonte davvero nuovo per la nostra categoria, in particolare sul piano delle iniziative concrete da portare avanti e da gestire anche sotto il profilo politico-parlamentare.
Per completezza d’informazione, aggiungiamo che la Ministra ha tenuto per sé anche la “firma delle richieste di parere al Consiglio diStato in materia di ricorsi straordinari al Capo dello Stato” del pers. civ. .
Ovviamente, verificheremo sul campo la reale efficacia di questa scelta, che appare certamente innovativa, come pure innovative sembrano profilarsi altre scelte (vds sul ns. sito, l’articolo di Money sul taglio delle missioni).
Due buone notizie sono arrivate in questi giorni, addolcendo in un qualche modo la ripresa delle attività lavorative dopo il periodo di ferie. Ci riferiamo alle notizie relative alle somme in arrivo per il pagamento degli assegni familiari di luglio e agosto ai lavoratori aventi titolo e di somme FUA e FUS riferiti agli anni 2017 e 2018. Ma andiamo con ordine.
ASSEGNI FAMILIARI.
A causa di un problema tecnico della Ditta che gestisce i flussi dei dati dei dipendenti civili, non sono stati corrisposti ai colleghi aventi titolo con i relativi cedolini stipendiali gli assegni familiari riferiti ai mesi di luglio e agosto. Ne sono seguiti, da parte degli stessi lavoratori interessati, forti proteste e iniziative direttamente indirizzate a NoiPA, che l’hanno indotta a correre immediatamente ai ripari.
Ebbene, informiamo le lavoratrici ed i lavoratori interessati che NoiPA ha reso noto:
in primo luogo, che gli arretrati riferiti ai predetti mesi di luglio ed agosto 2018 saranno pagati con una emissione speciale (cedolino straordinario) con esigibilità da lunedì 27 p.v;
in secondo luogo, che l’assegno per il nucleo familiare sarà ripristinato con lo stipendio di settembre 2018
Informiamo inoltre che, al momento in cui scriviamo, è già visibile sul sistema NoiPA il cedolino straordinario relativo al pagamento di luglio/agosto.
SOMME FUA /FUS 2017 e INDENNITA’ 2018
La Corte dei Conti ha ammesso a registrazione i decreti del Ministero dell’Economia e Finanze relativi alle somme in titolo, cui seguirà ora da parte della nostra D.G. l’adozione dei c.d. “decreti di riparto” necessari per la corresponsione degli emolumenti.
Le somme FUA/FUS rese disponibili dal MEF sono le seguenti:
saldo delle indennità di Turni, Reperibilità e PPL (Particolari Posizioni di Lavoro) 2017relative, nella gran parte di casi, ai due/dodicesimi residui delle spettanze maturate nel 2017, e che dovrebbero essere corrisposte ai lavoratori con il cedolino di settembre.–
primi sette dodicesimi (gennaio/luglio) delle indennità di Turni/Reperibilità/PPL 2018, che hanno avuto il via libera dal MEF in considerazione dell’ultrattività dell’accordo 2017 riconosciuto per queste fattispecie, e che dovrebbero anch’esse essere corrisposte ai lavoratori con il cedolino di settembre se BDUS comunicherà i dati relativi per tempo;
le somme – derivanti dalle risorse fisse- relative alla performance individuale 2017 (€ 32,37 al netto oneri a carico di A.D.) e al Fondo Unico di Sede (FUS) 2017 (€ 183,45 al netto degli oneri a carico di A.D. ), che dovranno essere distribuiti ai lavoratori sulla base degli accordi locali relativi all’anno 2017, e che dovrebbero essere corrisposte ai lavoratori con il cedolino di ottobre.
A tal riguardo, si deve ricordare che il MEF ha assegnato a suo tempo (era novembre scorso) al FUA 2017 “ulteriori somme” complessivamente pari a € 9.993.438,33, che l’Ipotesi di accordo, sottoscritta solo in data 11 luglio 2018 dalle sigle firmatarie del CCNL, ha interamente destinato a livello locale con una ripartizione pari al 15% per la remunerazione della performance individuale (quota pro capite € 42,93 al netto degli oneri a carico dell’Amministrazione) e all’85% per i progetti locali (FUS, quota pro capite € 243,27 al netto degli oneri a carico dell’Amministrazione).
Entrambe queste quote, però, per poter essere corrisposte ai lavoratori, necessitano preliminarmente della certificazione dell’Ipotesi di accordo datata 11.07.2018 da parte di MEF e FP. (gli importi resi pubblici in questi giorni da altre sigle, con comunicati stranamente identici nel testo e negli schemi grafici, mettono insieme impropriamente, anche sotto il profilo della tempistica di pagamento, risorse fisse e ulteriori del FUA 2017 , pervenendo così alle annunciate € 426,72 al netto oneri A.D.).
Infine, giusta comunicazione di PERSOCIV a FLP DIFESA, per ottobre sono annunciati i pagamenti relativi agli adeguamenti stipendiali e agli arretrati degli sviluppi economici 2017.
(Giancarlo Pittelli)
Notiziario n. 90 del 23 agosto 2018 –
Come è già noto ai colleghi, in data 3 agosto u.s. è stato sottoscritta l’Ipotesi di CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) relativo al personale civile della Difesa per il triennio 2018-2020.
Il predetto CCNI reca, nella parte II, quanto convenuto dalle Parti in ordine ai criteri e alle procedure di utilizzazione del fondo di produttività del personale civile non dirigente della Difesa, che sino all’anno 2017 era da tutti conosciuto come “Fondo Unico di Amministrazione” (FUA) e che invece ora, a partire dall’entrata in vigore del nuovo CCNL, è stato rinominato in “Fondo Risorse Decentrate” (FRD).
Come già anticipato, entro qualche giorno renderemo note ai lavoratori il nostro giudizio e le nostre puntuali considerazioni in merito ai contenuti del CCNI che, come noto, ci ha visto esclusi dal tavolo di trattativa in virtù di quanto previsto dall’art. 7 del CCNL che stabilisce che la negoziazione decentrata sia riservata esclusivamente alle OO.SS. rappresentative e firmatarie, una norma che continuiamo a ritenere illiberale e contraria ai principi sanciti dalla Corte Costituzionale, e rispetto alla quale abbiamo attivato alcune iniziative di contrasto il cui iter è oramai in via di esaurimento, dopo di che torneremo sui tavoli per riprendere il cammino interrotto.
FLP DIFESA non ha dunque partecipato alla trattativa (chiamiamola così) che ha portato al CCNI, ma, da quello che abbiamo percepito e continuiamo tuttora a percepire, i suoi contenuti non sembra siano apparsi comprensibili a gran parte dei lavoratori.
Tra i punti più criptici dell’accordo, vi è indiscutibilmente la parte relativa alla distribuzione del fondo tramite misurazione e valutazione della performance organizzativa, e di cui all’art. 20 del CCNI, che Amministrazione Difesa, a differenza di altre AA.PP., ha sempre messo da parte negli anni scorsi (l’unico documento in materia di performance organizzativa è datato 2010, poi più nulla negli anni a venire fino al 2017 compreso), per poi riproporlo invece ex novo in previsione dell’Esercizio Finanziario 2018 e del ciclo di programmazione 2019-2020, di cui all’atto di indirizzo datato 23.03.2017.
Ebbene, ad una prima lettura, i contenuti dell’art. 20 del CCNI 3.08.2018 – che regolamenta la distribuzione dei 21 milioni attribuiti dalla L. 205/2017 rispetto ai 54.253.417 di € che costituiscono la dotazione complessiva del FRD (quasi il 40% dell’intero ammontare delle risorse disponibili!) – sono apparsi a parecchi colleghi (e, tra questi, anche a chi opera negli Uffici Personale e Amministrativi, e che hanno maturato esperienze anche pluridecennali di gestione dei fondi di produttività) come alquanto incomprensibili, densi di formule e tecnicismi, che sembrano finalizzati solo a tenere sotto traccia la performance organizzativa effettiva dell’Ente, che invece viene ricondotta a piani superiori e generali, e con il supporto di criteri di distribuzione tutti sui generis e peraltro totalmente gestiti da A.D., senza alcune possibilità di verifica da parte delle OO.SS. . Risultato finale: 21 milioni consegnati in toto ad A.D.
Dunque, il 2018 ci porta in dono la performance organizzativa , questo strano animale sinora assente nella vita della nostra Amministrazione, che ha sempre negato ai lavoratori la possibilità di conoscerla da vicino, rispondendo alle loro richieste e a quelle delle Rappresentanze, “volte ad ottenere la documentazione concernente la performance organizzativa dei singoli Enti”, che esse non potevano “trovare accoglimento” (si legga la nota SMD 31854 del 4.03.2016 inviata alle OO.SS., che pubblichiamo in allegato 3 su questa stessa pagina).
Facile comprenderne il perché: dietro la performance organizzativa dell’Ente c’è la valutazione e la misurazione del Dirigente, che in area operativa è quasi sempre un militare: sta qua il centro del problema.
Vedremo, a tal proposito, quale sarà il giudizio degli Organi Certificatori in merito all’Ipotesi di CCNI 3.08.2018, e in particolare in merito ai contenuti dell’art. 20.
Nelle more, sarà bene per tutti seguire un po’ più da vicino questo strano animale che ha preso corpo e svolazza da quest’anno sulle nostre teste e, per questo, pubblichiamo su questa stessa pagina, rispettivamente in allegato 1 e 2, il documento “Sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa del Ministero della Difesa” e il DM 12.10.2017 a firma della Ministra Pinotti che l’ha recepito.
A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, il quale lascerà a novembre il comando delle nostre FF.AA. e andrà a presiedere il Comitato Militare dell’ Unione Europea, audizione in questo caso limitata al solo intervento iniziale del Capo di SMD, essendo stata rinviata al dopo ferie la parte relativa alla discussione (sul ns. sito, video e resoconto).
Il Capo di SMD ha affrontato quattro temi: il quadro internazionale e i compiti delle FF.AA.; la riorganizzazione FF.AA. all’interno di un orizzonte quindicinale; il bilancio finanziario della nostra Amministrazione; le problematiche del personale della Difesa.
A giudizio del gen. Graziano, il contesto internazionale appare estremamente complesso e complicato, e anche in continua mutazione sul piano delle minacce che mostrano “continuamente una capacità di sorprendere la comunità internazionale che si dimostra spesso impreparata e disorientata.. di fronte alla necessità di garantire una risposta rapida, unitaria e globale ”. E, tra le minacce più preoccupanti, il Capo di SMD ha indicato quella “terroristica di matrice confessionale”. Occorre pertanto essere pronti a difendersi e a tal riguardo ha segnalato la centralità della difesa cybernetica, a cui andrà dedicata molta attenzione.
In materia di riordini / ristrutturazione, il Capo SMD ha ricordato come “il processo di trasformazione che interessa le FF.AA. dura ormai ininterrottamente dalla fine degli anni 90” e che “se da un lato ha generato grandissima flessibilità, dall’altra parte richiede ora un periodo lungo di stabilità programmatica”. Ha quindi accennato, ma in modo lieve e solo interrogativo, al destino delle scelte operate dal Libro Bianco (di cui il gen. Graziano è stato grande ispiratore e sostenitore), che invece nelle sue precedenti audizioni ne era stato al centro, con ripetute richieste di approvarne i provvedimenti attuativi. E’ di tutta evidenza come il mutato atteggiamento sia in relazione al nuovo quadro politico-parlamentare.
Sotto il profilo finanziario, il Capo di SMD ha ricordato che il bilancio della Difesa sfiora i 21 mld di € che, con i fondi del MISE e delle missioni si arrivi quest’anno complessivamente a 24,7, risorse certo importanti che però consentono di mantenere in piena efficienza solo la quota parte degli assetti impiegata nelle missioni. Sul piano delle voci di bilancio, le spese di investimento toccherebbero il 21% e dunque in linea con altre nazioni; quelle per il personale il 67% (molto superiore dunque ad altre nazioni, questo però lo diciamo noi); infine, quelle per l’esercizio solo il 10% (detti numeri sommati fanno 98, ne mancano 2 per arrivare a cento: dove stanno?), con l’Esercito che è in affanno e per la quale F.A. il Capo di SMD ha auspicato una legge ad hoc, dopo gli investimenti per gli F35 a favore dell’Aeronautica e la legge navale per la Marina varate negli anni scorsi.
Il gen. Graziano ha quindi affrontato le questioni del personale, che ha detto essere “al centro del sistema Difesa”, e rispetto al quale ha segnalato, in termini di priorità assolute, i temi relativi al benessere organizzativo e alla sicurezza dell’ambiente di lavoro. Ha parlato in particolare del personale militare (6.200 le unità impegnate nelle missioni internazionali, 7.200 quelli operanti in Strade Sicure), e ha ribadito più volte la necessità che siano costantemente allineati i trattamenti del personale delle FF.AA. rispetto alle altre categorie del comparto sicurezza e difesa, nel rispetto del principio della della c.d. equiordinazione. E per i civili?
Infine, a differenza della Ministra Trenta che in audizione ci ha totalmente oscurato, il Capo SMD ha anche accennato alle problematiche del personale civile, che ha definito “pilastro fondamentale” del sistema Difesa. Ha ricordato la riduzione dei ruoli di cui alla legge 244/2012, e soprattutto l’invecchiamento della forza lavoro per mancanza di turnover. Da qui la richiesta di un “mutamento profondo” delle politiche sin qui adottate verso il “comparto civile”, che dovrà assumere “un ruolo di maggiore responsabilità”, e ha richiesto l’assunzione di nuove unità di personale, in primis verso Stabilimenti, Arsenali ed Enti del mantenimento.
Grazie al Capo di SMD per l’attenzione, ma in questi anni non è che si sia proceduto molto in questo senso di marcia…..
Con il messaggio n. 3114 del 7 u.s., l’INPS ha fornito degli importanti chiarimenti in merito alle modalità di fruizione:
dei permessi di cui all’art.33 della legge 5.02.1994, n. 104 in caso di turni di lavoro notturno e festivi, del riproporzionamento giornaliero in part-time verticale e misto, e della frazionabilità in ore nel part-time
del congedo straordinario di cui all’articolo 42, comma 5, del D. Lgs. 26.03.2001, n. 151;
In merito ai permessi ex legge 104, va detto che, in virtù dei chiarimenti forniti dal nostro Istituto previdenziale, i tre giorni di permesso mensili retribuiti, che la legge mette a disposizione dei lavoratori che forniscono assistenza ai familiari portatori di handicap, possono essere fruiti anche nei giorni festivi e di notte, a condizione che questi siano ricompresi in turni di lavoro articolati a cavallo di due giorni solari e/o durante giornate festive.
A tal riguardo, l’INPS evidenzia come l’art. 33 L. 104 preveda che la fruizione dei permessi mensili avvenga “a giornata”, e dunque indipendentemente dall’articolazione della prestazione lavorativa nell’arco delle 24 ore o della settimana lavorativa, e anche indipendentemente dal numero di ore di lavoro che il dipendente avrebbe dovuto effettuare in quel giorno, e pertanto la fruizione del permesso può avvenire anche in corrispondenza di un turno da effettuare di domenica o giorno festivo.
Identico ragionamento anche per quanto riguarda il lavoro notturno, per il quale la prestazione lavorativa, ancorchè effettuata a cavallo di due giorni solari, andrà comunque riferita ad un unico turno inserito all’interno dell’organizzazione del lavoro dell’Ente, e pertanto il permesso fruito in corrispondenza dell’intero turno di lavoro è da considerarsi come un unico giorno di permesso. L’eventuale rimodulazione oraria dei giorni di permesso dovrà essere applicato solo in caso di fruizione del permesso a ore, e in tal caso, per calcolare le ore mensili fruibili, dovrà essere applicato il seguente calcolo: orario di lavoro medio settimanale : numero medio dei giorni (o turni) lavorativi settimanali x 3, come da msg INPS n. 16866/2007.
Il messaggio INPS di che trattasi offre dei chiarimenti anche in ordine al riproporzionamento giornaliero dei 3 giorni di permesso ex art. 33 L. 104 che potrà avvenire solo in caso di lavoro part-time verticale e part-time misto, in ossequio al principio della non discriminazione tra lavoratori part-time e full-time. Anche qui, INPS fornisce la formula di calcolo: orario di lavoro medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore in part-time : orario medio settimanale teoricamente eseguibile a full-time x 3, con arrotondamento all’unità inferiore/superiore. A tal riguardo, il msg. INPS riporta due esempi di calcolo.
Invece, in caso di lavoro full-time, viene confermata la formula di calcolo di cui al msg. 16866/2007.
Per quanto attiene l’ultimo punto del messaggio INPS, il n. 4, che tratta del cumulo tra congedo straordinario e permessi, l’Istituto conferma la possibilità di cumulare, nello stesso mese purchè in giorni diversi, i periodi di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, del D.Lgs. 26.03.2001, n. 151 con i permessi mensili ex art. 33 della legge 104/1992, senza necessità di ripresa dell’attività lavorativa tra la fruizione delle due tipologie di permessi, e con i permessi previsti dall’art. 33, comma 1, del D. Lgs 151 ( 3 giorni, prolungamento congedo parentale e ore di riposo alternative al prolungamento del congedo parentale).
La fruizione dei predetti benefici (3 giorni di permesso mensili; prolungamento congedo parentale; ore di risposo alternative al prolungamento del congedo parentale) debbono comunque intendersi come alternative e non come cumulative nell’arco del mese, come già stabilito dalla circolare INPS n. 155/2010.
Su questa stessa pagina, oltre all’ultimo messaggio 3114 che si trova in allegato 1, pubblichiamo come allegati tutti i documenti INPS citati nel presente Notiziario.
L’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ha pubblicato in data odierna un comunicato con il quale ha fornito importantissime precisazioni in merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni previdenziali ex INPDAP, ora tutte confluite in INPS.
La precisazione del nostro Istituto Previdenziale è intervenuta molto opportunamente per stoppare i dubbi che si erano generati a seguito della pubblicazione in data 10 u.s. di un articolo sul sito on line QF-QuiFinanza, un sito molto seguito soprattutto tra gli addetti ai lavori, nel quale veniva affermato che “dal primo gennaio 2019 infatti i contributi ex Inpdap che sono stati versati nel Fondo Inps andranno in prescrizione”e che pertanto “i dipendenti pubblici possono procedere alla RVPA , ovvero alla richiesta di variazione contributiva, solamente entro il 31 dicembre 2018” (in allegato 2, su questa stessa pagina, l’articolo incriminato di QuiFinanza).
Si riporta di seguito, e in carattere corsivo, lo stralcio della parte di nostro interesse del comunicato INPS di oggi 13.08.2018 (che è integralmente pubblicato su questa stessa pagina in allegato 1), nel quale abbiamo grossettato i passaggi più significativi:
“Si chiarisce che la posizione assicurativa potrà essere sistemata anche dopo il 1° gennaio 2019, da questa data muta solo la conseguenza del mancato pagamento contributivo accertato dall’Istituto: in questo caso, infatti, l’Amministrazione-datrice di lavoro non avrebbe più la possibilità di regolarizzare i versamenti mancanti,cosa possibile fino al 31 dicembre 2018, ma sarà obbligata a sostenere l’onere del trattamento di quiescenza, riferito a periodi di servizio per i quali è intervenuta la prescrizione.
Pertanto l’Istituto precisa che il 31 dicembre non deve essere considerato come la data ultima entro cui l’iscritto/dipendente pubblico può chiedere la variazione della propria posizione assicurativa, ma come il termine che consente di continuare ad applicare la precedente prassi consolidata nella Gestione dell’ex INPDAP che individuava la data di accertamento del diritto alla contribuzione di previdenza ed assistenza come giorno dal quale inizia a decorrere il termine di prescrizione.
I lavoratori pubblici possono, anche successivamente al 31 dicembre 2018, presentare richiesta di variazione della posizione assicurativa. Ciò che cambia sono gli effetti che scaturiscono a carico dei datori di lavoro pubblici, che nel caso in cui venga accertata la prescrizione dei contributi, saranno chiamati a versare l’importo della rendita vitalizia mentre il periodo alimenta il conto assicurativo e viene reso disponibile alle prestazioni. I lavoratori dipendenti pubblici che vogliano verificare la propria posizione assicurativa possono accedere, tramite PIN, all’estratto conto e verificarne la correttezza. In caso di lacune o incongruenze, possono chiedere la variazione RVPA, istanza per la quale non è previsto alcun termine perentorio”.
Come si ricorderà, la questione relativa alla regolarizzazione delle posizioni previdenziali dei dipendenti pubblici ex INPDAP, il cui termine era allora fissato al 31.12.2017 (circolare INPS n. 94 del 31.05.2017, era stata sollevata per prima dalla nostra Federazione con il Notiziario n. 17 del 6.10.2017 (che recava anche il modulo per la diffida all’Istituto previdenziale), iniziativa, questa, poi ripresa da altre OO.SS. e che alla fine aveva indotto INPS a ritornare sui suoi passi attraverso l’emanazione della circolare n. 169 del 15.11.2017 (che ripubblichaimo su questa stessa pagina in allegato 3), con cui l’Istituto aveva differito l’applicazione della prescrizione dei contributi al 1.1.2019 e, al contempo, per i dipendenti pubblici iscritti alla CTPS , affermato la responsabilità esclusiva in capo al datore di lavoro inadempiente in caso di mancata copertura ed intervenuta prescrizione”.
E’ utile anche ricordare, a tal proposito, la rassicurazioni fornite dal D.G. di PERSOCIV circa il fatto che “A.D. ha versato, sempre e concretamente, nelle casse oggi INPS, tutti i contributi dovuti” (Notiziario n. 117 del 15.11.2017), poi seguita da specifica comunicazione on line pubblicata sul sito della D.G.
Ora, infine, il comunicato INPS, che giunge quanto mai a proposito per farci passare un buon ferragosto. Auguri!!
Giovedì 26 luglio u.s., la prof. Elisabetta Trenta ha svolto in Senato la sua prima audizione da Ministro della Difesa presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, nella quale ha illustrato le sue “linee programmatiche” . Sul nostro sito, la relazione integrale e il video dell’audizione.
La Ministra è partita delineando gli indirizzi programmatici (tutela del personale civile e militare; protezione del territorio; tutela dell’industria italiana della Difesa; finanziamenti alla ricerca; rivalutazione presenza italiana nelle missioni internazionale e razionalizzazione dell’impiego delle risorse) e indicando le due parole chiave che caratterizzeranno l’azione di governo dei prossimi 5 anni, e che sono “esilienza” (intesa come“la capacità di adattarsi al cambiamento della minaccia, ibrida e dal carattere poliedrico, che il nostro Paese si trova ad affrontare”, e “dual use” “(intesa come “la consapevolezza di dover sostenere, e al contempo ampliare, le opportunità di duplice uso delle capacità della Difesa per scopi non militari e a supporto, appunto, della resilienza stessa”.
A tal riguardo, “sarà promossa la pianificazione e l’implementazione di una vera e propria Strategia Nazionale Sistemica per il potenziamento della Sicurezza Collettiva e della Resilienza Nazionale, da sviluppare attraverso la collaborazione fra Ministeri, ma anche con l’Industria, l’Accademia, la Ricerca e il settore privato”, anche supportando in questo la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
In materia di personale, ha Ministra ha segnalato la necessità di tutela (dei rapporti familiari; della condizione generale; della condizione genitoriale; della salute) dei lavoratori sia militari che civili, ma in termini che sono apparsi troppo general generici.
Le promozioni (dei militari, evidentemente) dovranno viaggiare “esclusivamente su criteri meritocratici e con tempistiche coerenti”; sarà realizzato “il continuo aggiornamento del processo di riordino dei ruoli e delle carriere del personale militare in un contesto di unitarietà del comparto Difesa e Sicurezza”; saranno implementati i programmi occupazionali.
In ordine alla sentenza della C.C n. 120/2018, ha riconosciuto ai militari “il diritto a costituire associazioni professionali a carattere sindacale”.
Temi, questi, tutti cari al personale militare, a fronte del nulla esibito sulle questioni d’interesse dei lavoratori civili.
Sui temi più generali, la Ministra ha riconosciuto il ruolo centrale della NATO e ha detto che “la Difesa, continuerà a promuovere tutte le iniziative per orientare e rafforzare l’Alleanza”; ha sottolineato il ruolo strategico dell’industria italiana della difesa e ricerca (“con questo governo nascerà una Difesa anche delle Imprese, una Difesa della ricerca e dell’innovazione strategica”); sul programma F35 non ha preso impegni, in attesa ”degli esiti di una valutazione approfondita da parte degli uffici tecnici competenti”, come se il problema legato all’acquisto dei 90 caccia fosse solo tecnico e non politico; ha poi mostrato grande attenzione alla cyber defence: “è necessario continuare ad investire, al fine di potenziare ulteriormente le dotazioni strumentali e organizzative di protezione cibernetica e sicurezza informatica, incrementando progressivamente la capacità di contrastare in maniera efficace le minacce”, anche attraverso le attivitàoperative del “neocostituito Comando Interforze Operazioni cibernetiche (CIOC)”.
La Ministra ha poi rivalutato le missioni internazionali (“l’Italia manterrà il proprio ruolo di primo piano e proseguirà il suo sforzo.… i militari italiani continueranno a svolgere – con professionalità, passione e grande senso di responsabilità – quelle missioni che l’attuale governo, con l’ausilio della Difesa riterrà vitali in aderenza all’interesse nazionale”. Un’idea un pò diversa rispetto alle posizioni portate avanti in questi anni dal M5S, o no?
Ultimo tema, la razionalizzazione delle risorse e la lotta agli sprechi (“lavoreremo per la valorizzazione degli immobili anche a supporto e a integrazione delle esigenze locali. Si pensi, per es, alle varie basi navali nelle vicinanze di porti mercantili o turistici che potranno potenziare l’attrazione dei porti civili limitrofi”.
Queste le linee espresse da Ministra. Della discontinuità che Le abbiamo chiesto, ce n’è davvero poca!
Ora la prof.Trenta è alle prese con il problema delle nomine nella Difesa (su questa stessa pagina, in allegato 3, un articolo comparso su La Repubblica)
La sottoscrizione da parte delle sigle firmatarie del CCNL 2016-2018 di due Ipotesi di accordo stralcio, la prima in data 31 luglio u.s. sulla procedura per l’anno in corso delle progressioni interne alle aree e la seconda in data 3 agosto u.s. sul Fondo Risorse Decentrato (FRD, ex FUA), le cui scelte sono in gran parte orientate sul sistema di valutazione della performance, individuale e organizzativa, posto in essere nel Mistero Difesa, rende quanto mai utile entrare all’interno di quel sistema per conoscerlo più da vicino.
A tal riguardo, informiamo i colleghi che il sistema di valutazione della performance 2017 è stato validato dal nostro Organismo di Valutazione (OIV), in linea con quanto previsto dall’art. 14, co. 4, let. c) del D. Lgs. 150/2009 e delle delibere della soppressa CiVIT nn. 5 e 6/2012. La validazione, formalizzata da OIV con fg. n. 1614 del 16.07.2018 indirizzata al Gabinetto del Ministro, è intervenuta a conclusione dell’ esame della “Relazione sulla performance 2017” redatta dalla nostra Amministrazione nel giugno 2018 e che aveva comunque registrato la formale di approvazione dell’Organo di indirizzo politico-amministrativo di MD.
Pubblichiamo la predetta “relazione” su questa stessa pagina in allegato1, insieme al documento di OIV denominato “processo di validazione” che pubblichaimo invece in allegato 2, il quale reca le considerazioni conclusive di OIV, che ha poi validato in data 16 luglio u.s. il sistema di valutazione della performance del Ministero della Difesa per l’anno 2017.
Pubblichiamo inoltre, in allegato 3, la “scheda di sintesi” messa a punto dall’Organismo di Valutazione, che riporta appunto una sintesi delle “motivate” valutazioni operate dallo stesso Organismo su ciascuno dei punti esaminati, con riferimento ai profili di “conformità”, “attendibilità” e “comprensibilità”.
Va detto che i giudizi di OIV che ne supportano la validazione risultano tutti positivi e attestano la “conformità” del nostro sistema (sul contesto esterno; sulla gestione del ciclo performance; sugli obiettivi strategici; sugli obiettivi e sui piani operativi; sugli obiettivi individuali; sulla sua efficienza, e addirittura sulle pari opportunità e sul bilancio di genere), giudizi che i lavoratori faranno però fatica ad accettare, esprimendo al riguardo valutazioni di segno diverso (il recente nostro sondaggio sul sito lo dimostra).
E’ utile ricordare, inoltre, che in ragione delle esigenze di riservatezza correlate ad alcune delle funzioni istituzionali svolte, “il Piano della performance del Ministero dellaDifesa è impostato in modo da consentire totale visibilità a livello di Priorità Politiche (PP) ed Obiettivi Strategici (OBS), limitando –invece– al solo ambito interno, la diffusione di Obiettivi Operativi (OBO) e Programmi Operativi (PO), al fine di tutelare anche le informazioni ritenute sensibili, sebbene “non classificate””. Anche da qui le “astruserie” sulla valutazione della performance organizzativa di cui all’art. 20 dell’Ipotesi di accordo sul FRD, su cui torneremo a breve.
Queste le considerazioni che interessano la valutazione del personale civile: “la tematica della valutazione della performance individuale del personale civile della Difesa è –nel complesso– adeguatamente delineata.”….tuttavia, al fine di una migliore qualità e completezza delle informazioni fornite, sarebbe stato opportuno evidenziare che, con riferimento al personale delle aree funzionali, si sono verificate talune criticità nella raccolta e sistematizzazione delle valutazioni, soprattutto nell’ambito dell’Area org. di SMD”.
Molto importante, poi, il successivo passaggio, nel quale “si evidenzia la necessità che l’Amministrazione individui –già nel nuovo Sistema di Valutazione da approvare per il 2018– opportune misure che consentano di apprezzare adeguatamentel’attività valutativa dei dirigenti militari, anche con riferimento alla capacità divalutazione dei propri collaboratori (civili, n.d.r.), ….. alla stessa stregua di quanto espressamente previsto per iDirigenti civili (vds. art. 9 comma 1, lett. d) del D.Lgs.150/2009 …”. Come qualche collega ricorderà, sin dal primo apparire del sistema di valutazione della performance del MD. ai sensi del predetto D. Lgs. 150 (era il 2012, poi fu sospeso fino al 2016) è stato questo uno dei punti per noi più critici, che allora entrò nel nostro ricorso. A distanza di tanti anni, le cose non sono per nulla cambiate, e non è un caso. Ne riparleremo.
Martedì 31 luglio u.s., è stata sottoscritta da A.D. e sigle firmatarie del CCNL l’Ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2018, che ripubblichiamo in allegato su questa stessa pagina.
Come noto, alla predetta trattativa non ha partecipato la nostra O.S., e questo in ragione del fatto che FLP non ha firmato il CCNL 12.02.2018 e, in virtù dell’ art. 7 da noi contestato e oggetto di diverse nostre iniziative ricorsuali ancora in itinere, FLP DIFESA è in questo momento fuori dai tavoli negoziali nazionali.
Ma, pur dall’esterno, abbiamo comunque seguito la trattativa, ne abbiamo informato puntualmente i colleghi, anche più delle sigle che ai tavoli vi partecipavano direttamente, e, giunti ora a conclusione del percorso negoziale, esprimiamo il nostro giudizio.
La nostra prima riflessione riguarda il metodo praticato nel corso della trattativa. I colleghi sanno bene che, nei nostri Notiziari, usiamo scendere sempre nel dettaglio delle questioni e fornire sempre tutta la documentazione disponibile, allo scopo di rendere partecipi i lavoratori e di coinvolgerli attivamente. Ebbene, in questa circostanza, le OO.SS. partecipanti si sono comportate diversamente, oscurando sia i documenti in progress di AD che le eventuali controproposte sindacali. E’ vero che qualche documento è circolato sui social e circuiti particolari, ma a carte oramai definite e quando si era oramai alla fine della giostra.
Sui contenuti dell’accordo: rispetto alle “circa 6000” posizioni previste per il 2018 dall’art.19 del CCNI 9.10.2017, sono arrivate complessivamente n. 6.898 posizioni a concorso per il passaggio di fascia, e questo è un fatto certamente positivo.
In merito ai criteri/punteggi per le prove selettive fissati dall’Ipotesi, in epoca non sospetta (era l’11 luglio 2018, si veda il Notiziario n. 74), FLP DIFESA espresse i propri convincimenti al riguardo: “va ridotto fortemente il differenziale a favore dei titoli meno elevati, ma servirebbe anche far pesare di più l’anzianità nella fascia di appartenenza dal terzo anno in avanti e differenziare di più i punteggi per la performance, il tutto al solo fine di evitare gli effetti negativi delle precedenti procedure” .
L’Ipotesi di accordo sulle progressioni 2018 ha recepito questi nostri convincimenti:
è stato ridotto il differenziale tra i titoli di studio (8 punti tra titolo minimo e massimo in area 2^, l’anno scorso era di 24 punti!);
sono previsti “4 punti per ogni anno di servizio nella fascia retributiva di appartenenza successivo ai primi 2 anni”;
sui punteggi per la performance, la maggiore differenziazione (non più niente punti tra zero e 40) ha però portato, alla fine, ad un autentico colpo di mano: 37 punti anche per tutti i non valutati, tra i quali vanno naturalmente ricompresi i sindacalisti in distacco full time. Qualcuno giustifica la scelta con la tutela dei malati gravi assenti durante l’anno. Bastava precisarlo, allora, così invece è solo una pessima furbata. La notizia era girata sui social, con giudizi di scelta “vergognosa”, una scelta non nuova che noi nel 2017 contrastammo, come qualcuno ricorderà. Ora è passata, invece, e anche con l’avallo di OO.SS. che avevano gridato allo scandalo: evviva la coerenza! Ora attendiamo di vedere se MEF e FP certificheranno questo scelta.
infine, inserito il punteggio per il servizio nei ruoli militari, come FLP aveva chiesto negli ultimi anni.
Domandone finale: questo impianto basterà ad assicurare che, nel 2018, “passeranno tutti coloro che non sono ancora progrediti nell’area dal 2016”? Per la verità, qualcuno già mette in dubbio l’assunto, si dovranno allora attenderemo i risultati.
Quel che è certo, però, come abbiamo detto nel precedente Notiziario n. 83 del 31 u.s., è che il danno già prodotto da CGIL-CISL-UIL nel 2016 e dall’A.D. nel 2017 (uno/due anni di mancata progressione economica, con riflessi su pensione e liquidazione), purtroppo, non potrà più essere cancellato, e i lavoratori questo lo sanno bene. Se il danno si estendesse anche al 2018, sarebbe davvero un bel guaio.
Oggi, dovrebbe essere il giorno del secondo accordo relativo alla distribuzione del FRD (ex FUA) e dei 21 mln. € 2018. Abbiamo già espresso la nostra opinione al riguardo nel Notiziario n. 83 del 31 u.s. e detto dei possibili rischi legati al via libera di OIV e alle certificazioni di MEF, in primis, e FP. Se l’accordo verrà firmato, questo dovrebbe significare che le verifiche sono state esperite da A.D. con esito positivo.
Attendiamo di conoscerne i contenuti, e poi diremo la nostra anche sulle scelte di distribuzione del FRD.
Facendo seguito al presente Notiziario, informiamo che è stato sottoscritto in mattinata dalle OO.SS. firmatarie del CCNL l’Ipotesi di accordo per la distribuzione del Fondo Risorse Decentrate (FRD, ex FUA), sui cui contenuti, su alcuni aspetti diversi dagli annunci letti in questi giorni, avremo modo di esplicitare prossimamente le nostre osservazioni e le nostre riflessioni al riguardo.
In allegato, copia del testo sottoscritto che, è bene comunque precisare, al pari di quello sottoscritto in data 31 luglio u.s. sulle progressioni economiche 2018, per entrare formalmente in vigore, dovrà essere certificato da MEF e FP.
Notiziario n. 83 del 30 agosto 2018 – In data 23 agosto u.s., è stato pubblicato sul sito di PERSOCIV il “Piano Triennale di Fabbisogno del Personale”, in sigla PTFP, adottato con D.M. del 10.08.2018, che è comunque pubblicato in allegato 2 anche su questa stessa pagina. Il PTF è stato redatto dalla D.G.. sulla […]
Notiziario n. 92 del 27 agosto 2018 – Nella G.U. n. 187 del 13.08.2018, sono stati pubblicati i Decreti Ministeriali datati 27.07.2018 che recano le deleghe attribuite dalla Ministra ai Sottosegretari, registrati alla Corte dei Conti il 1.08.2018. Su questa stessa pagina, pubblichaimo in allegato i due decreti a firma della Ministra. Di seguito, le […]
Notiziario n. 91 del 23 agosto 2018 – Due buone notizie sono arrivate in questi giorni, addolcendo in un qualche modo la ripresa delle attività lavorative dopo il periodo di ferie. Ci riferiamo alle notizie relative alle somme in arrivo per il pagamento degli assegni familiari di luglio e agosto ai lavoratori aventi titolo e […]
Notiziario n. 90 del 23 agosto 2018 – Come è già noto ai colleghi, in data 3 agosto u.s. è stato sottoscritta l’Ipotesi di CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) relativo al personale civile della Difesa per il triennio 2018-2020. Il predetto CCNI reca, nella parte II, quanto convenuto dalle Parti in ordine ai criteri e […]
Notiziario n. 89 del 20 agosto 2018 – A distanza di solo qualche giorno dall’audizione della Ministra Trenta, della quale abbiamo riferito nel Notiziario n. 86 del 9 u.s., in data 1 agosto u.s. si è svolta, presso le Commissioni Difesa del Parlamento riunite in seduta congiunta, l’audizione del Capo di SMD, gen. C. Graziano, […]
Notiziario n. 88 del 17 agosto 2018 – Con il messaggio n. 3114 del 7 u.s., l’INPS ha fornito degli importanti chiarimenti in merito alle modalità di fruizione: dei permessi di cui all’art.33 della legge 5.02.1994, n. 104 in caso di turni di lavoro notturno e festivi, del riproporzionamento giornaliero in part-time verticale e misto, […]
Notiziario n. 87 del 13 agosto 2018 – L’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) ha pubblicato in data odierna un comunicato con il quale ha fornito importantissime precisazioni in merito alla prescrizione dei contributi dei dipendenti iscritti alle gestioni previdenziali ex INPDAP, ora tutte confluite in INPS. La precisazione del nostro Istituto Previdenziale è intervenuta […]
Notiziario n. 86 del 9 agosto 2018 – Giovedì 26 luglio u.s., la prof. Elisabetta Trenta ha svolto in Senato la sua prima audizione da Ministro della Difesa presso le Commissioni Difesa di Camera e Senato riunite congiuntamente, nella quale ha illustrato le sue “linee programmatiche” . Sul nostro sito, la relazione integrale e il […]
Notiziario n. 85 del 7 agosto 2018 – La sottoscrizione da parte delle sigle firmatarie del CCNL 2016-2018 di due Ipotesi di accordo stralcio, la prima in data 31 luglio u.s. sulla procedura per l’anno in corso delle progressioni interne alle aree e la seconda in data 3 agosto u.s. sul Fondo Risorse Decentrato (FRD, […]
Notiziario n. 84 del 3 agosto 2018 – Martedì 31 luglio u.s., è stata sottoscritta da A.D. e sigle firmatarie del CCNL l’Ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2018, che ripubblichiamo in allegato su questa stessa pagina. Come noto, alla predetta trattativa non ha partecipato la nostra O.S., e questo in ragione […]